mercoledì 29 novembre 2023

Ripercorriamo la carriera di Alexander Payne attraverso i suoi migliori film in streaming

Dopo qualche anno di silenzio, a causa soprattutto di progetti che per vari motivi non si sono concretizzati, Alexander Payne torna nelle sale italiane con The Holdovers, commedia dolceamara che vede protagonista Paul Giamatti. Abbiamo dunque scelto di ripercorrere la carriera notevole del cineasta adoperando i soliti cinque film in streaming a disposizione. Come sempre buona lettura.

Cinque film in streaming diretti da Alexander Payne

  • Election
  • A proposito di Schmidt
  • Sideways - In viaggio con Jack
  • Paradiso amaro
  • Nebraska

Election (1999)

Il primo successo di critica, con tanto di nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura, arriva con una commedia sulfurea sull’ipocrisia del mondo scolastico, dove in teoria dovrebbero essere forgiati coloro che reggeranno lo status morale, politico e sociale del futuro. Reese Witherspoon è una protagonista briosa e velenosa, Matthew Broderick un professore meschino al punto giusto. Molte sequenze sono realmente disturbanti, e fanno di Election un film culto di fine millennio. Disponibile su Rakuten TV, Amazon Prime Video, Paramount +.

A proposito di Schmidt (2002)

Alla commedia tristissima sulla finitezza umana, su anime che non riescono troppo spesso a vedere oltre il proprio dolore. Jack Nicholson offre una prova stratosferica in A proposito di Schmidt, che vede nel cast anche una bravissima Kathy Bates, Hope Davis e Dermot Mulroney. Nomination all’Oscar per il miglior attore e la miglior attrice non protagonista. Si ride davvero a denti stretti, ma si ride sul serio…Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Sideways - In viaggio con Jack (2004)

Il capolavoro di Alexander Payne è anche il primo vero film in cui inizia a dimostrare di avvicinarsi ai suoi personaggi, provare empatia per loro. E difficilmente si poteva fare altrimenti, vista le profondità e lo spessore del protagonista Miles, straordinariamente interpretato da Paul Giamatti. Sideways - In viaggio con Jack viene candidato all’Oscar per film, regia, attori non protagonisti e sceneggiatura, portando a casa quest’ultima statuetta. Commedia sul dolore di vivere una vita normale, e sulla speranza di trovare la pace interiore. Impagabile. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Disney +.

Paradiso amaro (2011)

La dissoluzione del nucleo familiare a causa di un banale incidente, la ricerca di verità da parte di un padre e una figlia che devono venire a conti con la tragedia. George Clooney conduce Paradiso amaro dentro un percorso umano davvero emotivamente preciso, facendosi ottimo protagonista. Shailene Woodley a supporto funziona perfettamente, e la sceneggiatura ancora da Oscar si presenta solidissima. Altra perla di un cineasta che racconta gli uomini comuni come nessun altro oggi. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Nebraska (2013)

Il bianco e nero robusto e frastagliato di Nebraska incornica con potenza questa storia di un rapporto padre/figlio complesso, burrasocso e come sempre verissimo nel cinema di Payne. Un mastodontico Bruce Dern e un ottimo Will Forte a supporto funzionano a meraviglia, con Bob Odenkirk irresistibile in un ruolo di supporto. Nebraska è forse il film maggiormente pessimista e personale di Payne, e funziona davvero in profondità. Arrivano le ennesime nomination all’Oscar per film, regia, attore, sceneggiatura. Altro titolo di rara forza cinematografica. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.



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Un anno difficile, dai registi di Quasi amici una nuova commedia sociale che racconta il presente

Un bel triangolo, una delle figure geometriche ma soprattutto sociali più amate dal cinema francese. Anche se i due maschietti di Un anno difficile, Albert e Bruno, sono lontani anni luce, per stile di vita e dinamica sociale, dalla militante Cactus. Loro vivono di espedienti per arrivare alla fine del mese, sono scrocconi da manuale, cialtroni ma irresistibili nella loro simpatia, mentre lei è posseduta da un ideale tanto sincero quanto semplice: salvare il pianeta e lottare contro chi non si rende conto come sia una battaglia cruciale per l’umanità. In sostanza le istituzioni politiche e finanziarie, e per farlo cerca di spronare altri esseri umani come lei a diventare attivista, assumendo un bel nome d’arte come il suo, Cactus.

Un anno difficile segna il ritorno al cinema di Eric Toledano e Olivier Nakache, maestri del cinema di commedia con risvolto sociale diventati celebri per Quasi amici, ma che hanno diretto due gioielli anche più riusciti come C’est la vie e The Specials. Dopo qualche anno di pausa televisiva, come autori e registi della versione francese di In Treatment, affrontano la storia dell’incontro, casuale e in chiave comica, fra due mondi della società di oggi: chi è sommerso dai debiti e chi lotta per salvare il pianeta. Come si dice ormai in Francia, si contrappongono quelli della fine del mese e quelli della fine del mondo

Un anno di contrasti, insomma, quello di un anno difficile. Ma c’è mai stato un anno positivo e sereno? Sembra di no, a giudicare dall’esilarante montaggio di discorsi di fine anno di presidenti francesi, da De Gaulle a Macron, con cui si apre il film. Passano i decenni, ma nella loro rassicurante ma severa analisi del futuro tutti mettono in guardia, con fare paternalista, i propri cittadini: sarà un anno difficile.

La trama e il trailer di Un anno difficile

Albert e Bruno sono sommersi dai debiti e dall’irrefrenabile ossessione per l’acquisto. Uno dorme sul posto di lavoro, l’altro ha la casa vuota dopo un passaggio dell’ufficiale giudiziario. Per scroccare un aperitivo si trovano a incrociare un gruppo di giovani militanti ambientaliste. Per una birra gratis e delle patatine gratis, più che attirati dalle argomentazioni di coscienze pronte ad agire. 

Un passo per volta verranno coinvolti però dalle loro azioni clamorose, integrandosi in un movimento in cui non credono, fra occasioni di riscatto e una cialtroneria innata e insuperabile. C’è poi l’amore, che potrebbe alla fine risultare l’anello di congiunzione di universi così distanti, fra consumismo e ambientalismo, con la sua semplicità e il dono da sempre di unire e mettere in comunicazione. Redenzione e un nuovo ordine in vista, per Albert e Bruno?

Un cast di fuoriclasse

Se il film riesce a mantenere un equilibrio non semplice fra risata e riflessione, un merito importante è sicuramente degli attori. Tre sono i protagonisti, ognuno con lo spazio giusto, insieme a un piccolo ruolo esilarante di un Mathieu Amalric in una veste piuttosto inedita. I due uomini sono Pio Marmaï, attore di grande sensibilità e ironia, fra i protagonisti proprio della versione francese di In Treatment di Toledano Nakache, e Jonathan Cohen, un Jim Carrey in salsa parigina, asso della commedia televisiva transalpina, ma sempre più amato e valorizzato, con risultati sempre più interessanti, anche dal cinema.

La protagonista femminile, poi, non ha bisogno ormai di troppe presentazioni. Noémie Merlant è un’interprete sempre più affermata, capace di trasmettere ai suoi personaggi decisione implacabile e grande sensibilità, ultimamente dimostrando doti di commedia da fuoriclasse. Basti pensare, oltre a Un anno difficile, a L’innocente di Louis Garrel. In patria, il ruolo che l’ha lanciata definitivamente è stato quello di protagonista di Ritratto della giovane in fiamme, per il quale è stata candidata ai premi César, mentre a livello internazionale ha duettato senza timori reverenziali con Cate Blanchett in Tàr.

Ambientalismo e consumismo, uno sguardo nel sociale

I due autori francesi sono capaci, come di consueto anche in questo film, di mescolare la commedia - qui a tratti davvero spassosa - con un’attenzione al sociale sempre ficcante e sincera. La loro è una sensibilità mai retorica né sbrigativa, in cui l’umanità di personaggi raccontati in profondità permette un’identificazione, sia negli aspetti che li rendono empiricamente vicini al pubblico che nelle loro contraddizioni. Delle fragilità in cui ci specchiamo senza drammi, ma non ignorandole.

Toledano e Nakache così hanno raccontato la volontà che li ha spinti a scrivere e dirigere Un anno difficile. “Volevamo mettere in luce i paradossi che sono presenti nella vita di ciascuno di noi. A volte anche noi ci sentiamo tirati da una parte o dall’altra, con le nostre contraddizioni. Abbiamo scelto protagonisti apparentemente molto lontani - due uomini che vivono di espedienti e dei ragazzi impegnati per salvare il pianeta - in cui trovare però similitudini e parallelismi. 

Molti attivisti vengono da ambienti borghesi e sono molto istruiti, ma ciò non toglie l’urgenza delle loro istanze. Non è solo un atteggiamento, ci credono veramente. Volevamo raccontare i paradossi e le contraddizioni della nostra società che è diventata sempre più complicata e nel farlo abbiamo incontrato per mesi volontari delle associazioni ambientalisti e membri di un’associazione che si occupa di persone indebitate all’eccesso. Cerchiamo sempre di attingere alla realtà”.

L’amore di Toledano e Nakache per la commedia all’italiana è sincero e duraturo. Come amano dire, gli manca solo la nazionalità del nostro Paese. Si domandano come mai questa eredità sia così importante per loro, che vengono dalla Francia, e poco utilizzata dagli autori italiani. Ammirano il Risi del Sorpasso o Monicelli, i cui film non smettono mai di vedere e rivedere, per la loro capacità di usare la chiave comica per incidere in profondità nel racconto dei vizi e delle virtù del nostro presente. “Mai come questa volta abbiamo pensato alla commedia all’italiana”, hanno detto, per essere ancora più chiari.



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Paul Greengrass, dai Bourne al disastro aereo raccontato da un'assistente di volo

Il bestseller americano "Drowning: The Rescue Of Flight 1421" diventerà un film per la regia di Paul Greengrass, celebre per i suoi Bourne ma anche autore di Green Zone e Captain Phillips: la storia ad alta dose di adrenalina è concepita da T.J. Newman, che ha scritto il libro proprio basandosi sulla sua esperienza da assistente di volo... Leggi anche Jason Bourne, il ritorno di Matt Damon dopo il colpo a salve di Jeremy Renner

Paul Greengrass al recupero del volo Flight 1421, dal romanzo bestseller

Oltre ad aver diretto tre apprezzati lungometraggi della saga di Bourne, il regista Paul Greengrass da decenni applica la sua sensibilità nervosa e quasi documentaristica al cinema d'azione: ricordiamo anche Green Zone, Captain Phillips e United 93. Forse proprio pensando a quest'ultimo, che era un resoconto dello schianto di uno degli aerei dell'11 settembre, Greengrass ha accettato di dirigere per la Warner Bros. la versione cinematografica di Drowning: The Rescue Of Flight 1421. Il romanzo è scritto da T. J. Newman, che è stata sul serio un'assistente di volo e aveva già debuttato con Falling, un altro bestseller come Drowning, di analogo tema su disastri aerei.
In questo caso si suppone che un aereo precipiti nell'Oceano Pacifico sei minuti dopo il decollo, e che durante l'evacuazione un'esplosione ne avvii l'allagamento. Uno dei pezzi del velivolo, fortunatamente pressurizzato, finisce sott'acqua, a circa 60 metri dalla superficie. Chi vi è dentro cerca di sopravvivere in attesa della squadra di soccorso, dove lavora l'ex-moglie di uno dei superstiti, un ingegnere in pericolo insieme alla loro figlia undicenne. Letta così, la trama del romanzo sembra già pensata per un adattamento hollywoodiano doc, tra azione, suspense e famiglia. Greengrass si occuperà anche della sceneggiatura, lasciando serenamente che la saga di Bourne prosegua alla Universal in futuro, pare, per la regia di Edward Berger.



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Memory - Il trailer del drama con Jessica Chastain e Peter Sarsgaard

Presentato in concorso allo scorso Festival di Venezia, Memory - drama di Michel Franco con Jessica ChastainPeter Sarsgaard - debutterà al cinema, negli Stati Uniti, il 05 gennaio 2024, dopo una distribuzione limitata a New York e Los Angeles il 22 dicembre. In occasione dell'imminente uscita, è stato quindi condiviso il trailer ufficiale del progetto, che mostra la straordinaria chimica fra i due protagonisti. 

Memory - Trama e cast del drama di Michel Franco 

Scritto e diretto da Michel Franco, Memory racconta di una madre single ed ex alcolista, Sylvia, la cui vita viene sconvolta dall'incontro con un ex compagno di liceo, Saul, che la segue fino a casa dopo una riunione con gli altri ex colleghi. La sua rigida routine, scandita dal suo lavoro di assistente sociale, le riunioni degli Alcolisti Anonimi e il tempo trascorso con la figlia, si scontrerà quindi con un passato burrascoso e con alcuni traumi irrisolti, riportati a galla proprio da quell'incontro. Saul, però, soffre di demenza e non riesce quindi a ricordare i dettagli del suo rapporto con Sylvia, che deciderà di prendersi cura di lui mentre cerca di ricostruire cosa sia accaduto anni prima. 

Michel Franco, conosciuto soprattutto nel circuito indipendente e dei Festival - ha spesso partecipato al Festival di Venezia o di Cannes - è tornato quindi alla regia con un dramma intimo e doloroso, che è valso a Peter Sarsgaard la Colpi Volpi per la miglior interpretazione maschile a Venezia, dove ha "battuto" una concorrenza spietata in cui spiccava lo strabordante Bradley Cooper del biopic Maestro. L'attore, sposato con l'attrice e regista Maggie Gyllenhaal - che l'ha diretto nel suo esordio dietro la macchina da presa, La figlia oscura - era assente dalle scene dallo scorso anno, quando ha preso parte al cinecomic The Batman di Matt Reeves. Al suo fianco, come accennato, troviamo Jessica Chastain - vincitrice del premio Oscar nel 2022, per Gli occhi di Tammy Faye - che torna sul grande schermo dopo il deludente action Secret Team 355 e un cameo in Armageddon Time - Il tempo dell'apocalisse e la parentesi televisiva di The Good Nurse, rilasciato direttamente in streaming su Netflix. Completano poi il cast Merritt Wever (Olivia, la sorella minore di Sylvia), Brooke Timber (Anna, la figlia di Sylvia), Jessica Harper (Samantha, la madre divorziata di Sylvia), Josh Charles (Isaac, il fratello di Saul) ed Elsie Fisher (Sara, la figlia di Saul). Michel Franco e Jessica Chastain sono poi tornati a collaborare per un altro progetto, Dreams, girato lo scorso anno a San Francisco grazie ad un accordo ad interim con il sindacato SAG-AFTRA, in quel periodo ancora in sciopero. Nel cast troviamo anche Rupert Friend e e il ballerino ed attore messicano Isaac Hernandez. Memory non ha attualmente una data d'uscita italiana. Non resta quindi che attendere ulteriori aggiornamenti



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martedì 28 novembre 2023

Tributo a Mario Monicelli con cinque dei suoi migliori film in streaming

Il 29 novembre 2010 ci lasciava il grande Mario Monicelli, uno dei cineasti che ha contribuito in maniera decisiva a formare la storia del nostro cinema. Vogliamo quindi celebrarne la filmografia preziosa attraverso cinque dei suoi film in streaming, ricordando che non è incredibilmente disponibile sulle nostre piattaforme La grande guerra (1959), Leone d’Oro al Festival di Venezia. Buona lettura.

Cinque film in streaming diretti da Mario Monicelli

  • I soliti ignoti
  • I compagni
  • L’armata Brancaleone
  • La ragazza con la pistola
  • Amici miei 

I soliti ignoti (1958)

Una delle commedie maggiormente celebrate della storia del cinema italiano, uno spaccato di genere spassoso e vita vera in una Roma proletaria, vitale, sbarazzina e indimenticabile. I soliti ignoti vede grandi mattatori Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni, con altri nomi preziosi come Claudia Cardinale, Renato Salvatori e tutti gli altri. Con la partecipazione straordinaria, e scriviamo sul serio, di Totò. nomination all’Oscar per il miglior film straniero per un capolavoro leggero e insieme profondissimo, umano come solo Monicelli sapeva essere. Ancora oggi bellissimo e moderno. Disponibile su Rai Play.

I compagni (1963)

La storia di uno sciopero raccontata attraverso personaggi che lottano per i propri ideali, faticano a mantenere la propria integrità, si scontrano con i problemi che un essere umano deve affrontare quando si trova dentro le barricate della vita. I compagni ci mostra un Monicelli drammatico, struggente, che fa del suo protagonista Marcello Mastroianni un eroe di altri tempi. Il film arriva addirittura alla nomination all’Oscar per la sceneggiatura, unica “personale” per Monicelli. Tributo doveroso a un cineasta arcigno e viscerale. Disponibile su Rai Play.

L’armata Brancaleone (1966)

Lo spasso puro e indiscutibile di vedere costruito un universo cinematografico assurdo quanto compiuto, con un linguaggio mirabolante, costumi scalcinati e ambientazioni quasi parossistiche. L’armata Brancaleone distrugge i confini della logica pe farsi paradigma della commedia. Vittorio Gassman è impagabile, Gian Maria Volonté delizioso menestrello, Catherine Spaak soave damigella. Scene di culto e momenti di pura e semplice antologia comica. Capolavoro di scrittura e inventiva. Imperdibile. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

La ragazza con la pistola (1968)

La reinvenzione di un’attrice indimenticabile come era Monica Vitti in una commedia impareggiabile che mette alla berlina l’omertà, i costumi e le tradizioni di una società italiana ormai passata, dove il patriarcato morente continua nel proprio abuso imperterrito. La ragazza con la pistola deve tutto a una sceneggiatura scoppiettante a una protagonista leggendaria, che riesce soltanto con lo sguardo e il tono della voce a creare il tono delle scene. Altra nomination all’oscar per il miglior film straniero, Un classico non solo del nostro cinema, ma del nostro (mal)costume. Disponibile su Rakuten TV, Amazon Prime Video.

Amici miei (1975)

Ereditato il timone del progetto dall’altro genio di pietro Germi, Monicelli fa di Amici miei una commedia che guarda all’italiano medio con occhio impietoso e insieme malinconico. Un film che fa morire dalle risate almeno quanto riesce a gettare un velo oscuro e amarissimo sui personaggi, in particolare il Conte Mascetti interpretato da un gigantesco Ugo Tognazzi. Scene di spasso assoluto, scenari bellissimi e sullo sfondo una “Storia” dolorosa. Il riflesso di quello che siamo stati, l’ombra deprimente di quello che avremmo potuto essere. Una pietra miliare che sotto molti punti di vista chiude la stagione della Commedia all’italiana. Come una straordinaria elegia funebre. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes.



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Christopher Nolan: i blockbuster sono il male del cinema? "Ci vuole equilibrio"

A volte un dibattito s'infiamma così tanto, che tocca a una mente un po' razionale analizzare la situazione: Christopher Nolan non odia blockbuster e cinecomic come Martin Scorsese, anche se fa notare un fattore da non dimenticare.

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lunedì 27 novembre 2023

Silent Night: celebriamo il ritorno del grande John Woo con i suoi migliori film in streaming

L’imminente arrivo sugli schermi italiani dell’action Silent Night che vede protagonista Joel Kinnaman segna il ritorno dietro la macchina da presa del leggendario John Woo, maestro dell’action che da Hong Kong ha portato la sua arte a Hollywood negli anni ‘90 producendo una serie di lungometraggi di grande successo, oltre ovviamente che di culto. Eccovi i cinque film in streaming con cui vogliamo dunque celebrare il ritorno di un cineasta unico, con una sua visione del cinema di genere inarrivata e inimitabile. Buona lettura.

Cinque film in streaming diretti dal grande John Woo

  • A Better Tomorrow 
  • Face/Off - Due facce di un assassino
  • Mission: Impossible 2 
  • Windtalkers
  • La battaglia dei tre regni

A Better Tomorrow (1986)

Il primo, grande capolavoro di azione e sparatutto firmato da Woo vede protagonista un Chow Yun-Fat in forma davvero smagliante, protagonista iperbolico e carismatico che diventa scena dopo scena sempre più cazzate con l’idea di cinema dell’autore. A Better Tomorrow possiede momenti di spettacolo folgorante alternati con una densità emotiva e suggestioni davvero capaci di catturare. Un mix clamoroso che diventerà ancor più potente con The Killer, purtroppo non disponibile in streaming. Incredibile…Disponibile su Amazon Prime Video.

Face/Off - Due facce di un assassino (1997)

Dopo un paio di film “di preparazione” negli States John Woo sforna il suo capolavoro hollywoodiano, un gioco di specchi scatenato ed elettrizzante che cambia le regole dell’action in maniera definitiva. Nicolas Cage e John Travolta fanno di Face/Off - Due facce di un assassino uno spettacolo memorabile, cadenzato, meraviglioso da vivere. C’è anche una magnifica Joan Allen a supporto. Che film pazzesco divenne a suo tempo questo, un qualcosa di mai visto prima e a conti fatti irripetibile. Matrix non sarebbe stato possibile senza Woo. Disponibile su CHILI, Amazon Prime Video.

Mission: Impossible 2 (2000)

Il maggior successo commerciale di John Woo negli Stati Uniti è un sequel libero e funambolico del film di Brian De Palma. Tom Cruise conduce Mission: Impossible 2 dentro i meandri ecclesi dell’azione quasi sublimata, sorretta da un canovaccio di storia che serve per legare tra loro scene d’azione semplicemente meravigliose da vedere. Un film che rende la saga di Ethan Hunt in qualche modo epica, addirittura mitica. Thandie Newton come Hunt-lady funziona splendidamente, il resto è cinema viscerale e arioso. Un trionfo. Forse ancora oggi l’episodio maggiormente entusiasmante del franchise. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Netflix, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW.

Windtalkers (2002)

Il film di guerra che vede ancora una volta protagonista Nicolas Cage ci mette di fronte un Woo che tenta di coniugare - riuscendoci solo in parte - spettacolo e dramma del conflitto. Windtalkers si sviluppa come un kolossal che propone una visione non eroica della guerra, tutt’altro, pur confermandosi uno spettacolo incredibile da vedere. Cinema ancora una volta costruito con una visione precisa e personale, di non semplice fruizione ma di sicuro impatto emotivo. Noi continuiamo ad amarlo, nonostante gli evidenti difetti. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Rai Play.

La battaglia dei tre regni (2008)

Tornato in patria dopo i successi - e qualche delusione - americani, John Woo dirige un affresco storico di rara compattezza. La battaglia dei tre regni, in qualsiasi delle versioni in cui è uscito, rappresenta un kolossal denso, schierato, folgorante nelle immagini e nel montaggio. Quando poi nel cast si trova un certo Tony Leung, ecco che tutto si eleva. Impossibile non amare questo film vasto, sincero nelle sue imperfezioni, vibrante. Le sequenze di battaglia sono cinema puro, di stomaco e anima. Poderoso. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Amazon Prime Video.



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Casanova Operapop - Il film: Red Canzian ci racconta il suo Giacomo Casanova, uomo gentile e agente segreto

Giacomo Casanova, al secolo Giacomo Girolamo Casanova, è stato spesso associato, per il suo essere un avventuriero, un libertino e un seduttore, a Don Giovanni, con cui condivide la molteplicità di romanzi, racconti e testi teatrali di cui è stato protagonista, assumendo le sembianze e la funzione ora di un eroe, ora di un antieroe. Basta tuttavia studiare un po’ per rendersi conto che l'uomo a cui sia Federico Fellini che Gabriele Salvatores hanno dedicato un film era ben diverso dall'assassino del Commendatore nato nella Spagna di Tirso de Molina. A rendersene conto, dopo un attento studio, è stato Red Canzian, che a lui ha dedicato non un musical ma un'opera pop, giustamente intitolata Casanova Operapop e ispirata al libro di Matteo Strukul Giacomo Casanova - la sonata dei cuori infranti.

Divisa in due atti, è andata in scena fra la fine del 2022 e la primavera del 2023 in alcune città italiane e ha conosciuto un enorme successo. La tappa successiva è stata trasformare lo show in un film, o meglio riprendere alcune rappresentazioni traducendole in una nuova forma espressiva.

Casanova Operapop - Il film sarà nelle nostre sale il 27, 28 e 29 novembre con Officine UBU, che ci ha concesso di intervistare Red Canzian. Siamo stati felicissimi di fare la conoscenza dell'ex bassista dei Pooh, che ci ha raccontato prima di tutto la genesi dello spettacolo : "L’idea viene da molto lontano e risale a 12 anni fa, quando mi è venuta voglia di scrivere un'opera su Giacomo Casanova. Mi ha sempre colpito la poliedricità dei suoi interessi. Casanova era filosofo, alchimista, cabalista, scrittore, poeta e agente segreto. Era un uomo desiderato da tutte le corti europee, stimato in primis da Madame de Pompadour e Luigi XV. Era alto 1 metro e 90 e aveva capelli corvini e occhi color pece. Non era bello ma aveva un fascino incredibile. Ho cominciato a studiare la sua vita ma poi mi sono bloccato, perché le storie su di lui erano tutte uguali, nel senso che per molti era solo un tombeur des femmes. Per fortuna, nel 2018 è uscito il libro di Matteo Strukul, e a quel punto mi si è aperto un mondo. Ho chiamato Matteo e gli ho detto: 'Hai scritto senza saperlo la sceneggiatura del mio musical, dobbiamo vederci. Lui è venuto a casa mia e ci siamo subito messi all'opera. Dopo 6 mesi eravamo già in piena pandemia e si è bloccato tutto. Io però ho continuato a lavorare e ho impiegato un anno a realizzare, al computer, tutte le immagini di realtà immersiva.

Cosa ti ha spinto a fare un film su Casanova Operapop?

Mi sono reso conto innanzitutto che ci sono molte persone che non hanno visto Casanova Operapop, perché nel tour abbiamo toccato pochissime città. Nonostante ciò, abbiamo fatto 88 debutti con oltre 100.000 spettatori, e siccome ripartiremo a ottobre del 2024 con il tour teatrale, mi piaceva riempire questo vuoto con il film. C'è anche il DVD, tra l'altro, ed è molto bello, perché c’è un secondo DVD con tutto il backstage, perché bisogna far capire che un musical non nasce da solo: dietro c'è il lavoro di tanti professionisti. Il DVD l'ho voluto anche per tutte quelle persone, malate o meno, che non si muovono di casa o che non possono permettersi di spendere 50 o 60 euro per andare a teatro.

La parola pop ha assunto vari significati con il passare del tempo. Cosa intendi tu per pop?

Pop sta per popolare, non è Andy Warhol.  Non è un musical il mio. Ok, c'è la musica, ci sono i balletti, però, ripeto, somiglia più a un'opera. Fin dall'inizio ho cercato di asciugare il più possibile i dialoghi, perché volevo raccontare con la musica e con le parole delle canzoni. In effetti ci sono solo cinque interventi parlati che possono essere definiti dialoghi, mentre il resto sono mini battute che appaiono e scompaiono nel calderone dell'abbraccio musicale

Avete filmato una sola rappresentazione dello spettacolo teatrale?

No, abbiamo filmato 3 spettacoli: uno al Geox di Padova, dove è grande lo spazio fra la prima fila di sedie e il palco, e quindi abbiamo potuto montare i dolly e i carrelli, che si muovevano senza disturbare il pubblico. Dopodiché abbiamo filmato due rappresentazioni presso il Politeama Rossetti di Trieste. Ogni sera le telecamere venivano messe in posizioni diverse, e quindi ti sembra che ci siano un miliardo di riprese e di angolazioni. Infine c’è una cosa che a teatro non hai: i primi piani. Ancora adesso, ogni volta che vedo Casanova Operapop - Il film, trovo che le facce che fanno gli attori siano straordinarie.

Torniamo alle immagini proiettate alle spalle degli attori di cui ti sei occupato tu. Com'è andata? Eravamo già in lockdown, giusto?

Sono andato a Venezia, che è una città a cui voglio un bene incredibile. Tutti sono stati gentili e i vigili mi accompagnavano nei posti dove volevo andare. Ho fatto le riprese alle 5 del mattino del 9 luglio: eravamo in piena pandemia e c'erano solo due o tre runner che correvano per Venezia. Per la scena delle gondole sono stato aiutato dai gondolieri, che hanno tolto dalle gondole tutti gli orpelli da turisti, riportandole a come erano una volta, quindi molto grezze. Abbiamo cambiato tutti i cordini di plastica con cui erano legate per mettere delle cime in corda come nel ‘700, il tutto gratuitamente, e a fine lavoro mi hanno addirittura offerto un giro in gondola. Per me era fondamentale creare un’impressione di realtà. 

In una scena della prima metà del film, Giacomo Casanova dice al fidanzato di Francesca: "Parlate di lei come se fosse una cosa di vostra proprietà', e quindi mi viene da chiederti, in giorni in cui si parla dell'omicidio di Giulia Cecchettin: come trattava le donne Casanova?

Casanova, in particolare il mio, che si innamora perdutamente di Francesca dopo aver frequentato bordelli, ha sempre avuto grande rispetto per le sue conquiste. Non c'era una donna, in base tutto quello che ho studiato, che abbia detto: 'Sono stata trattata male, violentata, picchiata'. Giacomo adorava le donne, aveva solo paura dell'amore, ma quello che dava era comunque dolcezza, tenerezza, passione. Casanova non cercava la donna bella ma la donna vera. Non so se nella realtà l'abbia trovata, ma in ogni caso era un uomo gentile e che sapeva amare, anche per un'ora.

C'è un'altra figura carismatica della storia a cui ti piacerebbe dedicare un musical?

Un'idea ce l'ho, e so anche come tradurla in termini di rappresentazione teatrale: è una cosa modernissima basata su colori che ti devono ubriacare. Lo spettacolo è dedicato a Vincent Van Gogh e si deve intitolare Vincent. Sto studiando la sua storia e le sue lettere per capire come procedere, però stavolta non posso fare anche la produzione, perché è un impegno economico molto grosso.

Ancora una cosa, Red. Qual è il brano più bello che hai scritto?

Quello che devo ancora scrivere.

Casanova Operapop - Il film, che vede Beatrix Niederwieser come capo progetto e coproduttrice insieme e Stefano Scaroni e allo stesso Red Canzian, Chiara Canzian come Vocal Coach, regista residente e assistente al montaggio e Phil Mer come Arrangiatore, orchestratore e direttore musicale dell’opera, vi aspetta per soli tre giorni al cinema, il 27, 28 e 29 novembre:



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Naruto - Tasha Huo sarà la sceneggiatrice dell'adattamento live action

Dopo lo straordinario successo della serie One Piece -  già rinnovata per una seconda stagione - l'industria cinematografia ha rispolverato un progetto annunciato per la prima volta nel 2015, ovvero un lungometraggio live action incentrato sul longevo manga - e poi anime - Naruto. Nei giorni scorsi, Variety ha infatti riportato che la pellicola avrebbe finalmente trovato una sceneggiatrice, la giovane autrice in ascesa Tasha Huo.

Naruto - L'adattamento live action potrebbe finalmente essere realizzato 

Annunciato da Lionsgate già nel 2015 e confermato dall'autore del manga, Masashi Kishimoto, nel 2016, il progetto di un adattamento live action di Naruto è poi caduto nel dimenticatoio. Con il successo di opere come One Piece e in un'industria cinematografica sempre più aperta a contaminazioni con altri media, il lungometraggio è stato però riportato alla luce. Al momento la produzione non ha confermato il coinvolgimento di Tasha Huo, ma se lo Studios avesse realmente individuato una sceneggiatrice - a sciopero WGA già concluso - vorrebbe dire che i lavori sono finalmente pronti a cominciare, a circa otto anni dal primo annuncio. 

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Come accennato, Variety ha pubblicato un articolo dedicato ai dieci sceneggiatori emergenti del 2023, inserendo anche il nome di Tasha Huo. L'autrice ha infatti già firmato gli script della serie Prime Video Tomb Rider, per la quale sarà anche showrunner, e del nuovo adattamento dei fumetti incentrati sul personaggio di Red Sonja, che tornerà sul grande schermo con il volto di Matilda Lutz - apparsa di recente nel thriller Netflix Reptile. Per quanto riguarda il live action di Naruto, nessun dettaglio è stato condiviso nel 2015, quando è stato annunciato, ma quasi sicuramente seguirà la storia raccontata nel manga prima e nell'anime poi. Ritroveremo quindi il giovane Naruto Uzomaki, il cui sogno è quello di diventare il ninja più importante del Villaggio della Foglia. Il ragazzo, però, è stato deriso ed emarginato durante l'infanzia e l'adolescenza, in quanto nel suo corpo è stato sigillato lo spirito del demone della Volpe a Nove Code. Lasciatosi alle spalle il passato burrascoso, Naruto riuscirà ad entrare nell'accademia ninja, continuando a perseguire il suo obiettivo. Tasha Huo, nonostante la sua partecipazione al progetto non sia stata confermata, sarebbe però la scelta perfetta, dal momento che in un'intervista ha dichiarato di trovare appassionante e d'ispirazione lavorare su grandi IP già esistenti. Non resta quindi che attendere ulteriori aggiornamenti, per scoprire se il film live action su Naruto verrà finalmente realizzato. 



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domenica 26 novembre 2023

Il cinema di Kathryn Bigelow raccontato attraverso cinque film in streaming

Compie oggi 72 anni Kathryn Bigelow, prima regista nella storia a vincere l’Oscar nella categoria. Grazie a una capacità espressiva vigorosa e mai banale, l’autrice nata in California nel 1951 ha diretto alcuni titoli di culto dei nostri tempi, come ampiamente dimostrano i cinque film in streaming che presentiamo qui sotto. Non ci resta dunque che lasciarvi al cinema potente e spesso elegante di Kathryn Bigelow, e come sempre vi auguriamo anche una buona lettura.

Cinque film in streaming diretti da Kathryn Bigelow 

  • Il buio si avvicina
  • Point Break - Punto di rottura
  • The Hurt Locker 
  • Zero Dark Thirty 
  • Detroit 

Il buio si avvicina (1987)

Variazione sul tema del vampiro realizzata con l’estetica dell’action-movie. Il buio si avvicina a tratti è un film addirittura brutale, con momenti di cinema realmente spettacolari e personaggi a tutto tondo anche dentro i confini del genere. In un cast che sembra divertirsi un mondo ci sono anche Lance Henriksen e Bill Paxton. Davvero un vampire-movie di spessore, una miscellanea di fascinazioni che molto deve alla scena punk americana. Cinema di muscoli. Disponibile su Amazon Prime Video.

Point Break - Punto di rottura (1991)

Il film per cui, molto probabilmente più degli altri, la Bigelow verrà ricordata è un action scatenato ma anche filosofico, che possiede la trama perfetta per inserire scene spettacolari alternate a riflessioni hippie sulla vita e sulla libertà. Patrick Swayze si ritaglia un ruolo di culto, Keanu Reeves come agente sotto copertura è carismatico, Gary Busey a supporto istrionico come sempre. Point Break - Punto di rottura diverte, esalta e per chi ha il cuore leggermente tenero commuove anche. Con un finale simbolico e da ricordare. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Infinity +, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

The Hurt Locker (2009)

Il film dell’Oscar arriva grazie a una sceneggiatura coinvolgente di Mark Boal ma soprattutto la performance straordinaria di Jeremy Renner, soldato che disinnesca mine antiuomo e bombe in zona di guerra. Film tesissimo e doloroso, The Hurt Locker possiede la possanza dei grandi film di guerra, insieme al suo nichilismo. Oltre alle scene di indubbia spettacolarità nel loro dramma, anche momenti di sorprendente introspezione. Toglie il respiro, emoziona, mostra l’orrore del conflitto che si combatte per le strade cittadine. Davvero riuscito. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Zero Dark Thirty (2012)

Secondo noi il miglior film diretto da Kathryn Bigelow, risulta ancora oggi incredibile che non abbia ottenuto almeno - ALMENO - una seconda nomination all'Oscar per la regia. Jessica Chastain comanda letteralmente Zero Dark Thirty con una performance magnifica, nerboruta e fragile. Accanto a lei un ambiguo e vibrante Jason Clarke, insieme a Kyle Chandler e un altro gruppo di enormi caratteristi. Girato, fotografato e montato come meglio non si potrebbe, un lungometraggio destinato a rimanere impresso. A lungo. Molto a lungo. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Detroit (2017)

Il racconto sincopato degli scontro a sfondo razziale nella Detroit del 1967 possiede molti difetti e rallentamenti nel ritmo ma anche una sequenza centrale di impatto incredibile, un pungo allo stomaco dello spettatore ma anche dell’America bianca e ancora oggi convinta di aver superato il problema del razzismo sotterraneo. Detroit vede un cast di attori ispirato, in particolare un Will Poulter semplicemente terrificante. Per un’ora almeno rimane un film magnificamente costruito, poi la parte finale purtroppo si perde dietro quale retorica eccessiva. ma il marchio della Bigelow migliore è comunque decisamente presente. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.



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Hunger Games: La ballata dell'usignolo e del serpente, la madre di Tom Blyth non ha apprezzato quella scena fatale del film

A quanto pare la madre di Tom Blyth, interprete del giovane Coriolanus Snow, non è felice della morte di un personaggio in Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del serpente semplicemente perché è una grande fan dell’attore che non lo interpreta. Non tanto, quindi, per il personaggio in sé ma piuttosto per l’artista. Nel film prequel della saga cinematografica di Hunger Games, Snow è uno studente brillante che diventa uno dei primi mentori dei giochi della fame. Sarà sua responsabilità guidare Lucy Gray Baird (Rachel Zegler) verso la vittoria nella speranza di potersela cavare entrambi. Ma quel legame così improvviso diventerà amore. Ma non basterà a salvarlo, anzi, sarà proprio quella relazione a fargli capire che non è possibile fidarsi di nessuno, neppure di chi si ama.

Hunger Games, la mamma di Tom Blyth non l’ha perdonato per la morte di Highbottom

In Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del serpente Coriolanus Snow è responsabile di diverse morti. Sulle proprie mani ha il sangue di diversi individui: il primo è nell’arena dei decimi Hunger Games, dove l’istinto di sopravvivenza prende il sopravvento. In seguito, però, Snow dimostrerà di essere uno spietato calcolatore uccidendo la figlia del sindaco e il suo fidanzato e sarà responsabile anche della morte del suo amico Seianus Plinth, che ha pugnalato alle spalle. Non è chiaro se Snow abbia ucciso anche Lucy Gray verso la fine del film (il suo destino è lasciato volutamente in sospeso), ma è sicuramente morto per mano sua Casca Highbottom. Il decano aveva dei trascorsi con Snow. Amico stretto di suo padre ai tempi, non l’ha mai perdonato per averlo pugnalato alle spalle costringendolo a prendersi dei meriti che non avrebbe mai voluto. Highbottom ha inventato gli Hunger Games, ma non avrebbe mai presentato quel progetto alla Gaul se non fosse stato per il padre di Snow. E forse proprio per questo antico rancore, Highbottom non ha mai potuto sopportare la vista di Coriolanus, ostacolandolo in ogni modo possibile.

Peccato che sia stato proprio Snow, alla fine, a scamparla uccidendolo con il suo stesso veleno. E la morte di Highbottom non è piaciuta alla madre di Tom Blyth, proprio perché fan di Peter Dinklage. Ai microfoni di EW, l’interprete di Snow ha confessato:

Ho visto il film con mia madre alla première a Londra, lei ha una cotta per Peter. Si gira verso di me, si siede in avanti sulla sedia e mi dice: ‘Come hai osato?’. Era davvero furiosa. Adora Peter Dinklage. Scusa, mamma!


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The Marvels ha eliminato una scena sugli Young Avengers secondo Iman Vellani

In principio The Marvels aveva pensato ad una scena diversa per introdurre gli Young Avengers, poi cancellata come raccontato da Iman Vellani.

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The Killer - David Fincher rivela se ci sono piani per un sequel

The Killer, dopo la presentazione, in concorso, allo scorso Festival di Venezia, ha conquistato il pubblico di Netflix, dove ha debuttato lo scorso 10 novembre. Durante una recente intervista, David Fincher ha dunque rivelato se ci sono possibilità per un sequel del film, da realizzare sempre all'interno dell'accordo che ha firmato con il colosso dello streaming. 

The Killer - David Fincher rivela se ci sono piani per un sequel 

Disponibile su Netflix dal 10 novembre, The Killer ha conquistato il primo posto della top 10 dei film in lingua inglese più visti sulla piattaforma, nella settimana che va dal 06 al 12 novembre. Probabile, quindi, l'arrivo di un sequel, come suggerito anche da David Fincher durante un'intervista per Entertainment Weekly:

Dico sempre, mai dire mai. Non paga avere regole con queste cose. Io sono quello che, prima di Zodiac, aveva detto basta serial killer. 

Il regista, dunque, resta aperto alla possibilità di un sequel del lungometraggio con Michael Fassbender. Come sottolineato da lui stesso, nel mondo del cinema non serve del resto avere regole ferree - dopo Zodiac Fincher ha infatti diretto la serie Netflix Mindhunter, in cui due tenaci agenti dell'FBI ed una professoressa gettano le basi per lo studio dei "serial killer". Tratto dalla graphic novel in 12 volumi Le Tueur - ideata e disegnata da Luc Jacamon ed Alexis Nolent -, The Killer racconta di un solitario sicario a pagamento, privo di empatia e scrupoli di coscienza, la cui logorante routine inizia ad andare in pezzi quando fallisce un incarico. Al fianco di Michael Fassbender troviamo poi Tilda Swinton mentre Brad Pitt - inizialmente contattato da Fincher per il ruolo da protagonista - figura fra i produttori con la sua Plan B Entertainment. La sceneggiatura è invece a cura di Andrew Kevin Walker, già autore di Seven. Oltre che con Walker, Fincher è poi tornato a collaborare con Trent Reznor ed Atticus Ross, che hanno firmato la colonna sonora - i due compositori hanno realizzato la soundtrack di ben quattro film del regista, The Social NetworkMillenium - Uomini che odiano le donneL'amore bugiardo - Gone Girl Mank. Il lungometraggio ha sancito inoltre il ritorno sulle scene di Michael Fassbender, assente dalle scene dal 2019 - quando ha preso parte al cinecomic X-Men: Dark Phoenix - ed attualmente nelle sale americane con Chi segna vince di Taika Waititi - atteso in Italia per l'11 gennaio 2024. In attesa di ulteriori aggiornamenti su un eventuale sequel di The Killer, appuntamento quindi su Netflix



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sabato 25 novembre 2023

Twilight, Catherine Hardwicke ha scovato Kristen Stewart grazie a Sean Penn

In che modo un incontro fortunato con Sean Penn ha spinto Catherine Hardwicke verso Kristen Stewart, prima di sceglierla per Twilight?

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Barbie, Margot Robbie elogia il lavoro di Greta Gerwig e spiega come ha aperto la strada a film più originali

Margot Robbie può finalmente esprimere i suoi pensieri sul risultato raggiunto da Barbie e non ha perso l'occasione di elogiare il talento di Greta Gerwig.

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Nosferatu - Nicholas Hoult protagonista di una nuova immagine ufficiale

Dopo la prima immagine ufficiale che ritraeva una Lily-Rose Depp visibilmente spaventata, Nosferatu di Robert Eggers si mostra in una seconda immagine ufficiale, di cui è protagonista Nicholas Hoult nei panni di Thomas Hutter, agente immobiliare che, suo malgrado, si imbatterà nell'inquietante conte Orlok, alias il vampiro Nosferatu. Lo scatto mostra anche l'ombra della misteriosa creatura, che nel remake avrà il volto di Bill Skarsgård. Completano poi il cast all star Willem Dafoe, Emma Corrin, Aaron Taylor-Johnson, Simon McBruney e Ralph Ineson

Nosferatu - Nicholas Hult è Thomas Hutter nella nuova immagine ufficiale 

Divenuto uno dei nomi di spicco del panorama horror contemporaneo grazie a tre titoli già divenuti cult - The Witch, The Lighthouse e The Northman - Robert Eggers è pronto a sconvolgere nuovamente il pubblico con una storia cupa e dark, basata sul capolavoro espressionista di Friedrich Murnau, Nosferatu il vampiro, a sua volta adattamento di Dracula di Bram Stoker. Il lungometraggio è stato però girato a colori, con un'estetica ed un look che richiamano il romanticismo del XIX secolo - come rivelato dal direttore della fotografia, Jarin Blaschke. Al centro della storia, come nel classico di Murnau, troviamo l'agente immobiliare Thomas Hutter, costretto suo malgrado a recarsi in Transilvania per stringere un accordo con il conte Orlok, il quale - segregato il povero Thomas - viaggerà fino al paese natale del giovane, in Germania, dove inizierà a perseguitare Ellen Hutter, moglie di Thomas. 

Durante un'intervista per Empire Magazine - che ha pubblicato in esclusiva le foto del film - Eggers ha però rivelato che la trama sarà incentrata soprattutto su Ellen, dapprima moglie spaventata e in angoscia per l'assenza del marito e in seguito vittima di un orrore indicibile. Al suo fianco, nei panni di Nosferatu, troveremo un'irriconoscibile Bill Skarsgård - già volto del pagliaccio Pennywise nella versione di IT di Andy Muschietti -  il quale si è ispirato ai due celebri interpreti del conte, Max Schreck e Klaus Kinski - rispettivamente protagonisti del classico di Murnau e del remake di Wener Herzog, Nosferatu, il principe della notte. Stando sempre alle parole del regista, la versione del vampiro di Skarsgård sarà però più folk e realistica ed assomiglierà ad un "vero nobile della Transilvania morto, con l'aspetto che avrebbe avuto e gli abiti che avrebbe indossato". Completano poi il cast Willem Dafoe - alla sua terza collaborazione con Robert Eggers, dopo The Lighthouse e The Northman -, Emma Corrin, Aaron Taylor-Johnson, Simon McBruney, Paul A Maynard, Stacy Thunes e Ralph Ineson - già diretto da Eggers in The Witch e The Northman. Nosferatu debutterà nelle sale nel corso del 2024, distribuito da Focus Features. Non resta quindi che attendere ulteriori aggiornamenti.



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venerdì 24 novembre 2023

Prendi il volo, clip in anteprima esclusiva con lezioni di sopravvivenza in città (non molto affidabili)

Prendi il volo è la nuova fatica dell'Illumination, la casa di Minions e Super Mario Bros. - Il film: questa volta ci racconterà, in anteprima al cinema il 2 e il 3 dicembre, in tutte le sale dal 7, la storia di una famiglia di anatre che decidono di migrare. Come mostra questa clip in italiano in esclusiva, che vi mostriamo qui in basso, il loro viaggio li fa passare da New York, dove si scoprono un po' spaesati: Chump, capo dei piccioni, prova a spiegare loro come si sopravvive in città. Ma sarà una maestra affidabile?

Prendi il volo, la storia del film di animazione Illumination

Prendi il volo ci mostra una famiglia di anatre apparentemente tranquilla: papà Mack (voce italiana di Francesco Scianna) ha spiegato bene ai suoi figli Dax e Gwen (adolescente e bambina) come si sopravvive ai predatori. Non bisogna rischiare mai. Mamma Pam (Serena Rossi) non è proprio d'accordo, anzi sognerebbe un pizzico di avventura in questa vita pianificata. Quando finalmente Mack prende coraggio, si parte alla volta della Giamaica, ma il viaggio sarà molto lungo, ricco di incontri (aironi, pappagalli, piccioni) e anche nemici inimmaginabili, come uno chef pluristellato psicopatico. Inutile dirlo, è uno specialista nell'anatra all'orange!
Il divertente Prendi il volo, una commedia animata per tutta la famiglia e sulla famiglia, è diretto e in parte ideato da Benjamin Renner, che anni fa si occupò del diverso Ernest & Celestine. La sceneggiatura è invece a firma Mike White, che ricorderete dietro al copione dello School of Rock con Jack Black. Leggi anche Prendi il volo, Serena Rossi e Francesco Scianna voci più che talent, la nostra intervista



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La babysitter - Il regista McG rivela i piani per il threequel

Il catalogo Netflix potrebbe arricchirsi a breve di un nuovo film horror. Stando a quanto rivelato dal regista McG, La babysitter - comedy horror che ha contribuito a lanciare la carriera di Samara Weaving - potrebbe infatti ottenere un threequel, dopo La babysitter - Killer Queen, dal momento che i produttori non hanno ancora rinunciato al progetto. 

La babysitter - McG spera di realizzare un terzo sequel 

La babysitter ha debuttato su Netflix nel 2017, ottendo un 71% su Rotten Tomatoes e contribuendo a lanciare la carriera di Samara Weaving, nuova icona horror grazie a titoli come Finché morte non ci separi e Scream VI. Nel 2020 è stato poi rilasciato un sequel, La babysitter - Killer Queen, in cui Weaving ha diviso il set con la nuova protagonista, Jenna Ortega, il cui successo è poi stato sancito da Scream (5) e Scream VI e dalla serie Mercoledì. Ai microfoni di Comicbook.com, il regista McG è quindi tornato a parlare della possibilità di un threequel, non entrato ancora ufficialmente in sviluppo ma che i produttori sperano di realizzare:

Ne stiamo ancora parlando. È stato divertente. Il primo film ha mostrato al mondo il talento di Samara Weaving e il secondo quello di Jenna Ortega. Speriamo di poter rispondere alle aspettative e di trovare una nuova star che possa raggiungere quelle vette. 

McG - coinvolto nei due lungometraggi anche come sceneggiatore e produttore - sarebbe dunque disposto a dirigere l'eventuale threequel, affidandosi ad una nuova scream queen del cinema horror, in grado di reggere il confronto con Samara Weaving e Jenna Ortega. Weaving è poi apparsa di recente in Babylon di Damien Chazelle mentre Ortega - attesa nel drama Finestkind su Paramount+, in cui ha diviso il set con Ben Foster , Toby Wallce e Tommy Lee Jones - ha da poco terminato le riprese di Beetlejuice 2 ed è pronta a tornare sul set della seconda stagione di Mercoledì - impegno che l'ha costretta a rinunciare a Scream 7. Ed è proprio con una collega di Jenna Ortega in Mercoledì, Emma Myers, che McG si è riunito nella sua ultima fatica, la commedia su un quadruplo scambio di corpi Family Switch, attesa su Netflix per il 30 novembre. Nel cast, oltre a Myers, troviamo Jennifer Garner, Ed Helms - iconico volto della trilogia Una notte da leoni -, Brady Noon e Rita Moreno. Per quanto riguarda invece il threequel de La babysitter non resta che attendere ulteriori aggiornamenti



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giovedì 23 novembre 2023

Deadpool 3 - Le riprese sono ufficialmente ricominciate dopo lo sciopero SAG-AFTRA

Le riprese di Deadpool 3 sono ufficialmente ricominciate. Dopo lo stop causato dallo sciopero SAG-AFTRA, Ryan Reynolds, Hugh Jackman e il resto del cast sono tornati sul set ieri - 23 novembre -, come rivelato dalla produttrice Wendy Jacobson con un post su Instagram. Confermata anche la nuova data d'uscita, ovvero il 26 luglio 2024

Deadopool 3 - Le riprese sono finalmente ricominciate dopo lo sciopero SAG-AFTRA 

Il ritorno sul set in tempi record è un'ottima notizia per i fan Marvel, dal momento che Deadpool 3 sarà l'unico titolo del MCU a debuttare in sala nel 2024 - per il 2025 sono invece attesi ben quattro progetti, Captain America: Brave New World, Fantastic Four, Thunderbolts e Blade. Come accennato, a rivelare che i lavori sono finalmente ricominciati è stata la produttrice Wendy Jacobson:

Questo Ringraziamento sono grata per il dono di essere tornata al lavoro e di vedere l'alba dal set. Parlando di regali, queste icone torneranno sul set il 26 luglio 2024. 

Nei giorni scorsi, Hugh Jackman aveva del resto postato una foto su Instagram in cui sfoggiava la tipica barba di Wolverine, lasciando intendere che le riprese di Deadpool 3 sarebbero ripartite molto presto.

Oltre a sancire il ritorno del mutante sul grande schermo e il debutto di Wade Wilson nel Marvel Cinematic Universe, il lungometraggio si configurerà come un tassello fondamentale della Fase 5 del MCU, dal momento che sarà intimamente connesso al concetto di variante e di Multiverso - secondo alcuni rumor sarà presente un cameo di Owen Wilson, interprete di Mobius nella serie Loki. Oltre a Ryan Reynolds e Hugh Jackman, ritroveremo poi una serie di volti noti della saga: Morena Baccarin (Vanessa, la fidanzata di Wade)Karan Soni - il tassista Dopinder -, Leslie Uggams - Al, la coinquilina cieca di Wade - Rob Delaney (Peter), Stefan Kapičić, Brianna Hildebrand e Shioli Kutsuna - interpreti rispettivamente dei mutanti Colosso, Testata Mutante Negasonica e Yukio. All'appello manca invece Zazie Beetz, che non riprenderà il ruolo dell'antieroina Domino - ma che rivedremo presto in un altro cinecomic, Joker: Folie à Deux. Completano poi il cast le new entry Emma Corrin, Matthew Macfadyen e Jennifer Garner, che tornerà nei panni di Elektra dopo circa vent'anni. Alla regia troviamo invece Shawn Levy, che ha già diretto sia Reynolds - in Free Guy - Eroe per gioco e The Adam Project - che Jackman - in Real Steel. Non resta quindi che attendere ulteriori aggiornamenti



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Cento Domeniche: Antonio Albanese restituisce dignità agli ultimi e rivendica il diritto al sogno

Sono trascorsi ben 26 anni dall'opera di esordio di Antonio Albanese Uomo d’acqua dolce La fame e la sete e, mettendo a confronto queste due commedie con Cento Domeniche, si nota un cambio di passo sorprendente ma  in fondo logico, dal momento che un attore - e lo dice lo stesso Albanese - con il tempo si modifica, invecchia, e arriva il giorno in cui il suo viso non può più deformarsi in una maschera né il corpo muoversi con la stessa energia e rutilante velocità di prima.
L'inversione di rotta, però, appare evidente già in Contromano, che, affrontando lo scottante tema dell'immigrazione, è un ottimo esempio di commedia sociale. Cinque anni dopo, i tempi diventano maturi per raccontare il mondo operaio, che poi è quello da cui l'attore e regista proviene, perché suo padre, che da giovane ha lasciato la natia Sicilia per tentare fortuna in provincia di Como, ha fatto il muratore. Albanese, invece, ha lavorato in fabbrica prima di diventare attore e sa perfettamente che, al giorno d’oggi, la "classe" che ha costruito le fondamenta del nostro paese è diventata un insieme di "ultimi". È proprio agli "ultimi" che Cento Domeniche è dedicato, e forse è anche per questo che possiamo considerarlo il film più bello e profondo di un artista che è sempre rimasto umile e fedele a sé stesso.


Cento Domeniche: la trama, il trailer e il cast

Da dove nasce il titolo ​Cento Domeniche  proprio non possiamo rivelarlo, ma in una delle scene più commoventi del film arriva, puntuale, la spiegazione. Protagonista della vicenda è un uomo di nome Antonio che, dopo essere stato il miglior tornitore dell'azienda per cui ha lavorato fin da ragazzo, ha accettato il prepensionamento e qualche saltuario lavoretto e conduce un'esistenza serena.
Un giorno Antonio riceve una splendida notizia: sua figlia Emilia ha deciso di sposarsi, di coronare quel sogno che fin da bambina è stato il suo pensiero felice prima di andare a dormire e l'oggetto di tante fantasticherie fatte insieme al papà. Antonio vuole sostenere interamente le spese delle nozze e si reca in banca per prelevare una notevole somma di denaro, scoprendo, qualche giorno dopo, che la banca è in crisi e i suoi clienti rischiano di perdere i risparmi di una vita.

Antonio Albanese, che è dunque anche il protagonista di Cento Domeniche, si è lasciato affiancare da un cast di grande bravura, stando bene attento a non "guastare" l’universalità del suo racconto con volti troppo noti del nostro cinema. Accanto a lui e a Liliana Bottone, troviamo Sandra Ceccarelli nei panni dell'ex moglie di Antonio, Elio De Capitani nel ruolo del padrone della fabbrica, e poi Donatella Bartoli, Bebo Storti e la grandissima Giulia Lazzarini, che abbiamo tanto ammirato in Mia madre di Nanni Moretti. Ai duetti fra lei e Antonio Albanese, nel film mamma e figlio, è affidata una buona parte della comicità di Cento Domeniche.

Il lavoro

L'articolo 1 della nostra Costituzione recita: L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".

Quando Antonio Albanese, insieme a Pietro Guerrera, ha cominciato a scrivere la sceneggiatura di Cento Domeniche, avrà forse tenuto conto di questo articolo iniziale della legge fondamentale dello Stato Italiano. Il lavoro è infatti uno dei temi più importanti del film. Per Albanese il lavoro è un diritto del cittadino, non una regalia. Il lavoro è l'esercizio di una competenza che l'individuo mette a disposizione di un'impresa, non una gentile concessione da parte della stessa impresa a un individuo che altrimenti non avrebbe di che vivere. Il regista sa inoltre che chi ha lavorato per una vita intera e ha messo da parte qualcosa, ha diritto a una vecchiaia serena.

Ora, nell'Italia dei crack finanziari questo non è più possibile, perché a essere tutelati sono quasi sempre i più furbi, i più ricchi, quelli che non si fidano e che non hanno mai firmato niente senza prima leggere. Come ne "La fattoria degli animali" di George Orwell, nel mondo che Antonio Albanese descrive, "tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali di altri", e il povero protagonista di Cento Domeniche è tra gli animali meno uguali che ci siano, e sappiamo quanta indignazione scateni una simile ingiustizia nel regista, che non si mette in cattedra ma ci lascia con due certezze. La prima è che senza la dignità un uomo non è più un uomo. La seconda, che parte dall'insonnia di Antonio e dall'origine della parola, e cioè mancanza di sogni, è che colui che non riesce più nemmeno a sognare ha davvero perso tutto.

La provincia

Quando Antonio Albanese nasce, i suoi genitori si sono già trasferiti da Petralia Soprana, in provincia di Palermo, a Olginate, comune italiano ora della provincia di Lecco. Il regista ricorda perfettamente quegli anni così difficili, anni di solitudine per suo padre, che era stato accolto con diffidenza in una terra che sembrava, e in effetti era, lontana anni luce dalla sua, e in cui si parlava una lingua completamente diversa dal siciliano. Crescendo, Antonio A. ha imparato ad amare profondamente la provincia.

Nella provincia in cui Antonio Albanese ambienta Cento Domeniche la qualità di vita è discreta e ci si conosce fin da bambini. In provincia il matrimonio è ancora il grande sogno di una ragazza, che immagina di indossare un vaporoso abito nuziale, e di suo padre, che approfitta dell’occasione per comprare un vestito fatto su misura e viziare i suoi amici con dell'ottimo Millesimato. In provincia tutti sono importanti: i bambini, gli adulti e gli anziani, che non vivono reclusi nei loro appartamenti ma si godono il fresco e le visite dei vicini. In provincia si organizzano tornei di bocce con gli amici di sempre, ai quali Antonio, per paura di disturbare e per vergogna, non chiede aiuto, lasciando che Cento Domeniche si avventuri per una strada che poi non può più abbandonare.

Dolcezza e realismo

Parlando di Contromano, Antonio Abanese aveva dichiarato. "Lo considero il mio film più trasgressivo, perché in un momento di così grande tensione, nel quale si tende a strumentalizzare i più sfortunati, i più poveri e gli innocenti, ho deciso di dare a tutte queste persone una dignità attraverso la dolcezza". Anche Cento Domeniche è un film pieno di dolcezza, anzi di tenerezza, oltre che di gentilezza. La tenerezza è nell'abbraccio di un padre e di un figlio che si prende cura della propria madre, o nell'andare a trovare in ospedale l'idraulico del paese che ha avuto un attacco di panico. Solo un grande attore sa trasmettere un sentimento delicato come la tenerezza, che si esprime in particolare attraverso lo sguardo. In questo Albanese riesce alla perfezione, e il merito è anche del realismo che ha scelto come cifra e come imperativo categorico di Cento Domeniche. Più che l'ironia, il grottesco o l'assurdo, il regista si immedesima nella verità che deve raccontare, che arriva dritta al cuore dello spettatore in una narrazione stringata ma non frettolosa, coinvolgente ma non ricattatoria.

Distribuito da Vision Distribution, Cento Domeniche arriva in sala il 23 novembre.



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Scream 7 - La produzione vorrebbe coinvolgere Neve Campbell e Patrick Dempsey

Dopo il licenziamento di Melissa Barrera - a causa di alcuni post considerati anti-semiti - e il mancato coinvolgimento di Jenna Ortega per conflitti di programmazione, la produzione di Scream 7 cerca di correre ai ripari. Stando a quanto riferito da Variety, Spyglass Media e l'intero team produttivo sono infatti alla ricerca di nuovi protagonisti ed avrebbero puntato a due volti noti del franchise, Neve Campbell e Patrick Dempsey

Scream 7 - La produzione punta al ritorno di alcuni volti noti del franchise 

A meno di un giorno dalla notizia del licenziamento di Melissa Barrera è arrivata la notizia del mancato coinvolgimento di Jenna Ortega in Scream 7, a breve impegnata con le riprese della seconda stagione di Mercoledì - lo sciopero SAG-AFTRA ha infatti scombinato i piani di moltissime produzioni. Le due star avevano infatti firmato un contratto per prendere parte solamente a due film del franchise, ma la produzione avrebbe voluto coinvolgerle anche nel settimo capitolo, dal momento che le sorelle Carpenter erano diventate il centro del nuovo filone narrativo. Secondo quando riportato da Variety, la sceneggiatura verrà quindi completamente riscritta, ponendo al centro della trama un nuovo gruppo di protagonisti.

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Come accennato, il team produttivo vorrebbe infatti incentrare Scream 7 su alcuni storici punti di riferimento del franchise, provando a coinvolgere soprattutto Neve Campbell, Patrick DempseyCourteney Cox. Mentre la star di Friends è apparsa in tutti i sei capitoli della saga, Neve Campbell - volto dell'altra iconica protagonista, Sydney Prescott - non ha preso parte a Scream VI a causa di alcuni conflitti nati in merito al proprio cachet. Non è quindi al momento chiaro se la produzione riuscirà a convincere l'attrice a tornare nei panni di Prescott. Patrick Dempsey - attualmente nelle sale con lo slasher Thanksgiving - è apparso solamente in un episodio del franchise, Scream 3, ma il suo personaggio, il detective Mark Kincaid, è sposato ed ha una famiglia proprio con Sydney Prescott. Ad occuparsi della nuova bozza di sceneggiatura saranno James Vanderbilt e Guy Busick - già autori di Scream (5) e Scream VI - mentre alla regia è stato confermato Christopher Landon, che prenderà il posto di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett - membri del collettivo Radio Silence -, impegnati con la regia di un film sui celebri Mostri della Universal, di cui dovrebbe essere protagonista Melissa Barrera. Landon ha già una vasta esperienza con il genere horror, avendo diretto titoli come Auguri per la tua morte e sequel e Freaky. Non resta quindi che attendere ulteriori aggiornamenti



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mercoledì 22 novembre 2023

Foglie al vento: il trailer italiano ufficiale del film di Aki Kaurismäki

Al Festival di Cannes, dove è stato presentato in concorso il maggio scorso, ha vinto un meritatissimo Premio della Giuria (che, come d'abitudine, il regista non ha ritirato). Agli EFA, ha ottenuto cinque candidature come Miglior film, Miglior sceneggiatura, Miglior regia, Miglior attrice e Miglior attore.
Noi, al cinema, Foglie al vento, nuovo capolavoro del finlandese Aki Kaurismäki, lo vedremo a partire dal 21 dicembre, distrubuito da Lucky Red in collaborazione con BIM.
Ecco cosa ha detto Aki Kaurismäki di questo suo piccolo, grande film:

"Anche se finora mi sono fatto una reputazione discutibile girando soprattutto film violenti e irrilevanti, ho finalmente deciso, tormentato da tutte le guerre insensate, inutili e criminali, di scrivere una storia sui temi attraverso i quali l'umanità potrebbe avere un futuro: l'anelito all'amore, alla solidarietà, alla speranza e al rispetto per gli altri, la natura e tutto ciò che è vivo o morto. A condizione che il soggetto lo meriti.
In questo film faccio disinvoltamente un piccolo plauso ai miei dei, Bresson, Ozu e Chaplin, ma sono comunque l'unico responsabile di questo catastrofico fallimento!".

La storia raccontata da Kaurismäki in Foglie al vento è quella di due persone sole e alla derina (Alma Pöysti e Jussi Vatanen, bravissimi) che si incontrano per caso una notte a Helsinki. Un incontro che per loro diventa l’ultima occasione per trovare il primo, unico e definitivo amore della loro vita. Questo cammino verso un'idea di possibile felicità viene però intralciato dall'alcolismo di lui, dai numeri di telefono persi, dal non conoscere nomi o indirizzi reciproci e dalla tendenza generale della vita a porre ostacoli a chi, la propria felicità, la va a cercare.
Per sapere qualcosa di più sul film potete leggere la recensione di Federico Gironi.
Questo qui di seguito, invece, è il trailer italiano ufficiale di Foglie al vento:



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martedì 21 novembre 2023

I migliori film in streaming con protagonista Mads Mikkelsen

Se non è l’attore di culto emerso negli ultimi vent’anni di cinema internazionale, sicuramente possiamo inserirlo nella Top5 della categoria. Stiamo parlando del danese Mads Mikkelsen, che compie oggi 58 anni. Carisma e presenza scenica indubitabili, capaci di farlo passare senza soluzione di continuità da ruoli di villain in megaproduzioni a parti maggiormente raffinate in film invece d’autore. Grazie a una versatilità fuori dal comune e dagli schemi, Mikkelsen ha costruito una carriera dentro e fuori Hollywood a dir poco impressionante. A dimostrarlo come sempre i cinque film in streaming con cui gli rendiamo il nostro ammirato omaggio. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Mads Mikkelsen 

  • Dopo il matrimonio
  • Casino Royale
  • Valhalla Rising
  • Il sospetto
  • Un altro giro 

Dopo il matrimonio (2006)

Uno dei migliori melodrammi del periodo, realizzato con lucidità e presa psicologica da una Susanne Bier al meglio delle sue capacità. Dopo il matrimonio arriva alla nomination all’Oscar per il miglior film straniero e afferma definitivamente un Mikkelsen intenso, doloroso, a tratti davvero vibrante. Un film di potenza espressiva indubbia, che racconta l’animo umano e le sue pieghe maggiormente recondite (e oscure) con verità. A tratti straziante. Disponibile su CHILI, Amazon Prime Video.

Casino Royale (2006)

Uno dei migliori antagonisti dell’intera saga cinematografica di james Bond. Il primo film che vede Daniel Craig come protagonista è un reboot esemplare, con una prima sequenza leggendaria e una tensione narrativa ammirevole. Casino Royale viene diretto da Martin Campbell con maestria assoluta, e si avvale di una Eva Green affascinante e tragica come non le sarebbe più capitato in carriera. Se poi non fosse arrivato Sam Mendes con Skyfall, questo sarebbe il miglior Bond dell’era contemporanea. A mani basse. E Mikkelsen è semplicemente da applausi. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple TV, Amazon Prime Video.

Valhalla Rising (2009)

Dalla collaborazione con Nicolas Winding Refn nasce un film titanico, magnifico nella messa in scena e durissimo nel contenuto. Mikkelsen in forma fisica strepitosa e con un carisma inusitato conduce questo period-action in maniera esemplare, portandolo dentro territori inesplorati per quanto riguarda la violenza e la visionarietà. Valhalla Rising è un film quasi rarefatto nella sua crudezza, un esercizio di stile che rimane realmente impresso, negli occhi quanto nel subconscio. Da vedere per rimanerne elettrizzati. Disponibile su CHILI, Apple TV, Amazon Prime Video.

Il sospetto (2012)

Palma d’Oro a Cannes per l’interpretazione maschile, premio che Mikkelsen stramerita in virtù di una performance sommessa e dolorosa. Il sospetto viene diretto da Thomas Vinterberg con una esemplare ambiguità, uno sguardo non preconcetto sulle dinamiche sociali di una comunità sempre in bilico tra ipocrisia e violenza nascosta. Opera che pone molte più domande di quanto non dia risposte, e questo è indubbiamente un bene. Tagliente, preciso, psicologicamente fortissimo. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple TV, Amazon Prime Video.

Un altro giro (2020)

Ancora per Vinterberg Mikkelsen offre una prova dolcissima, libera e in alcuni momenti addirittura poetica. Un altro giro racconta la vita di tutti i giorni, il desiderio di evasione, la volontà metaforica di mettere in discussione le regole di uno status sociale che non ammette deviazioni, altre strade per tentare di trovare la felicità, l’equilibrio o quel che sia. Un altro giro conquista la nomination per regia e sceneggiatura, Oscar per il miglior film internazionale. E la candidatura a Mads? Non l’avrebbe di certo demeritata. Ma tanto prima o poi arriverà…Disponibile su Rakuten TV, CHILI.



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