Perché ascoltare il parere del producer Jason Blum, sui budget cinematografici aumentati per la pandemia e sul futuro del cinema? Perché da produttore di film a basso budget, con all'attivo il premio Oscar Scappa - Get Out, Split di Shyamalan e tanti altri successi, sa valutare la situazione economica con molto pragmatismo e sa come bilanciarla con la necessità dei suoi autori di esprimersi liberamente. In più, lavora in questo periodo a stretto contatto con una major, Universal. Intervistato da Inverse, Blum ha spiegato che le misure anti-Covid necessarie a mandare avanti un set in questa situazione possono pesare sul budget tra il 10% e il 20% della cifra complessiva: "Non è una passeggiata". Questo vale naturalmente per un film come il suo ultimo Freaky, che ha visto i suoi 5 milioni di dollari di costo avvicinarsi ai 6 per questa ragione.
Oltre a maschere speciali e tamponi, c'è da considerare il prezzo di consulenti sanitari, assicurazioni lievitate, isolamento di attori e troupe, monitorati, che vivono di fatto in una "bolla di sicurezza" per tutta la durata della lavorazione.
Il futuro del cinema tra sala e streaming secondo Jason Blum
Jason Blum ha prodotto l'horror Freaky, che esce adesso nelle sale americane, ma anche gli otto lungometraggi originali per Amazon Prime Video che compongono la serie "Welcome to the Blumhouse": come vede quindi i film nei prossimi mesi o anni? In sala o in streaming? Avendo un legame con la Universal proprio per Freaky, dopo L'uomo invisibile e in futuro per Wolfman, per Blum il futuro è nel patto siglato dalla major con la catena di sale americana AMC. Ecco le sue parole precise:
Leggi anche Warner Bros e Universal compreranno le sale cinematografiche chiuse dopo la pandemia?Quando tutto finirà, credo che tutti seguiranno l'accordo della Universal. Secondo me il futuro del cinema in sala è una permanenza più breve [tre settimane invece di tre mesi, ndr], magari di un numero di film maggiore in circolazione, poi si passerà a due-tre mesi di noleggio "premium" al costo di 20 dollari. Poi ci si sposterà sulla Pay TV e i tradizionali canali di noleggio digitale, per 4 o 5 dollari.
Il futuro che vede Blum in realtà l'abbiamo già assaggiato: avete presente le cosiddette "uscite evento" di tre giorni, per alcuni documentari e alcuni anime, spesso buone sorprese economiche negli ultimi anni? Assicurano che gli appassionati si godano al cinema un'opera a cui tengono e offrono una funzione promozionale per l'uscita digitale quasi immediatamente successiva. Jason ci sta dicendo sostanzialmente che tutte le uscite potrebbero essere molto simili a questi "eventi": una rivoluzione non da poco, ma se non altro è uno scenario che non dichiara morta la sala. Questo però creerebbe una zona ancora più grigia tra realtà cinematografiche e colossi dello streaming come Netflix, che già a volte concede passaggi per le sale rapidi dei suoi originali più prestigiosi (ultimo caso è stato Il processo ai Chicago 7, l'anno scorso accadde per The Irishman). Leggi anche Disney, il CEO Bob Chapek chiarisce la posizione sul rapporto tra streaming e sale
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