sabato 18 luglio 2026

È il 1998 e Matt Damon a Roma legge l'Odissea sul set de Il talendo di Mr. Ripley

Matt Damon ha oggi 55 anni.
Nel marzo del 1998 saliva sul palco dello Shrine Auditorium per ritirare l'Oscar per la Migliore Sceneggiatura di Will Hunting - Genio Ribelle che aveva scritto insieme al suo amico Ben Affleck. Una carriera iniziata con un clamoroso successo che l'allora 27enne attore ha gestito magnificamente, dimostrando di saper crescere manentendo sempre un alto livello di professionalità. 28 anni e circa una cinquantina di film dopo, Matt Damon è Ulisse nell'Odissea di Christopher Nolan.
Ma torniamo al 1998.

Lo scatto fotografico in alto che potete vedere integralmente qui sotto, ritrae Damon in una pausa sul set de Il talento di Mr. Ripley, l'ottimo film diretto da Anthony Minghella e tratto dall'omonimo romanzo di Patricia Highsmith. Sono passati alcuni mesi dall'Oscar, è il mese di agosto, e l'attore si rilassa con in mano una copia de l'Odissea. La foto è sgranata, ma è il suo autore a confermare che si tratta del poema di Omero.

Matt Damon legge l'Odissea: la foto storica di Greg Williams

Sebbene la grana della fotografia renda difficile distinguere il volume, è il suo autore, Greg Williams, a confermare che si tratta proprio di un'edizione Penguin del 1954 del poema di Omero. Williams è uno dei più noti fotografi di scena e ritrattisti del cinema contemporaneo. Da oltre venticinque anni documenta i set di grandi produzioni hollywoodiane e realizza ritratti di alcune delle più importanti star internazionali, collaborando con testate come Vanity Fair, Esquire e The Sunday Times.
Lo scatto nacque proprio durante un servizio commissionato da quest'ultimo quotidiano dedicato al cinema britannico, poi confluito nel libro "Greg Williams On Se". "Era il momento in cui Matt stava passando dai ruoli da comprimario a quelli da protagonista ed era completamente concentrato sul suo lavoro», ricorda Williams. «Una rapida ricerca su Google mi ha confermato che stava leggendo proprio l'Odissea, una scelta che sembrava perfettamente in linea con ciò che avrebbe letto anche Tom Ripley".

Il fotografo conserva ancora oggi un legame speciale con quell'immagine. "Mi ricorda le fotografie di Life degli anni Cinquanta: il boom del microfono, le luci e l'abbigliamento di una donna sullo sfondo rivelano che appartiene a un'altra epoca", racconta Williams. Quel giorno un violento temporale costrinse troupe e attori a interrompere le riprese, trovando riparo sotto un grande pannello riflettente trasformato in un gigantesco ombrello. Williams speiga che nell'immagine si vede anche Cate Blanchett, seduta di spalle. A rendere la fotografia ancora più affascinante è però il significato che ha assunto con il passare del tempo. "È una delle mie preferite perché cattura un raro momento di quiete in un set molto movimentato", spiega il fotografo. "ma soprattutto perché tutte le linee dell'inquadratura convergono verso Matt: i raggi dell'ombrello, le linee degli edifici, la direzione dello sguardo di Cate e perfino la spallina del suo reggiseno". Quando quello scatto venne realizzato nessuno avrebbe potuto immaginare che, quasi trent'anni dopo, proprio quel giovane attore con in mano l'Odissea sarebbe stato scelto per incarnare Ulisse sul grande schermo. "È sorprendente che una fotografia di quasi trent'anni fa sia oggi più attuale che mai" conclude il fotografo, "è un'immagine che ha saputo invecchiare benissimo".
Qui sotto il trailer di Odissea.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/SmK48Nr

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Steven Spielberg sceglie il suo film preferito di Christopher Nolan: lo stesso che Brad Pitt ha rifiutato

A oltre vent’anni dalla sua uscita, uno dei primi film di Christopher Nolan continua a essere considerato tra i più originali e influenti degli ultimi decenni, capace ancora oggi di affascinare pubblico e critica con una struttura narrativa fuori dagli schemi. Un cult che, nel tempo, è arrivato a conquistare anche alcuni dei più grandi nomi di Hollywood, tra cui Steven Spielberg. In una recente intervista a Collider, il regista di Disclosure Day ha infatti rivelato senza esitazioni quale sia il suo film preferito firmato Nolan.

Un thriller che gioca con la memoria (e con lo spettatore)

Si tratta di Memento: uno dei film più ipnotici diretti da Christopher Nolan. Un cult assoluto per i fan del regista, che racconta la storia di un uomo, Leonard Shelby (Guy Pearce), affetto da amnesia anterograda, dunque incapace di formare nuovi ricordi. Per orientarsi nella realtà, il protagonista si affida a fotografie, biglietti e tatuaggi, costruendo una sorta di mappa personale della propria esistenza. Ma non è solo un thriller: è un esperimento narrativo che mette lo spettatore nella stessa condizione del protagonista, costretto a ricostruire gli eventi pezzo dopo pezzo, senza mai avere una visione completa e definitiva.

Leggi anche Memento e Fight Club sono collegati? L'easter egg che è sfuggito a tutti (ma non è come sembra)

Il ruolo che poteva essere di Brad Pitt

Eppure, Memento avrebbe potuto avere un protagonista molto diverso. Prima di Guy Pearce, infatti, il ruolo di Leonard era stato proposto anche a Brad Pitt. In passato, Nolan ha raccontato che il divo lesse la sceneggiatura, ma alla fine non se ne fece nulla.

In realtà, ha letto la sceneggiatura. Voglio dire, la storia nasce da lì: ha letto la sceneggiatura e ci siamo incontrati per parlarne, anche se lui non aveva motivo di sapere chi fossi o altro al riguardo. E non se n'è fatto nulla.

Il progetto era ancora poco conosciuto e lontano dai grandi riflettori, ma proprio quell’interesse iniziale contribuì a far circolare il copione negli ambienti hollywoodiani. Secondo alcune ricostruzioni, il forfait di Brad Pitt sarebbe da ricollegare soprattutto ad impegni concomitanti. E non dimentichiamo che, prima di diventare il regista de Il Cavaliere Oscuro, Inception e Oppenheimer, Nolan era ancora un autore emergente. Memento è stato il punto di svolta.

Leggi anche Memento, sapevate che Christopher Nolan ha doppiato una scena del thriller con Guy Pearce?

Uscito nel 2000 e realizzato con un budget ridotto, il film con Carrie-Anne Moss ha conquistato critica e pubblico grazie alla sua struttura non lineare e a una scrittura estremamente originale. Il successo fu immediato, con tanto di candidatura al Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Da lì, Hollywood ha iniziato a guardare Nolan in modo completamente diverso, dandogli fiducia per titoli sempre più ambiziosi come Insomnia e, soprattutto, Batman Begins. Oggi Memento è considerato un classico moderno e il fatto che un regista come Spielberg continui a indicarlo come il suo preferito non fa che ribadirne lo status: un film "piccolo" nelle dimensioni, ma enorme nell’impatto.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/VL6zpTm

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

venerdì 17 luglio 2026

Il mondo di Orïsha prende vita: svelate le prime immagini di Figli di sangue e ossa

Figli di sangue e ossa, in lingua originale Children of Blood and Bone, ha mostrato le primissime immagini dal set. Film fantasy tratto dall’omonimo romanzo di successo di Tomi Adeyemi e primo di una trilogia, è una produzione di Paramount Pictures che ha finalmente offerto un primo sguardo ai fan.

La trilogia si intitola Legacy of Orisha ed è composta da tre titoli: il primo è Figli di sangue e ossa, distribuito in libreria nel 2018, seguito da Figli di virtù e vendetta del 2019 e il terzo, inedito in italiano, intitolato Children of Anguish and Anarchy e pubblicato nel 2024. Per combattere l’attesa, sono state condivise le prime immagini dell’adattamento cinematografico.

Figli di sangue e ossa, le prime immagini dal set introducono i personaggi di Orisha

In principio Figli di sangue e ossa aveva catturato l’interesse di Lucasfilm, casa di produzione ben nota ai più per il successo di Star Wars, ma anni dopo la produzione è passata nelle mani di Paramount Pictures. Il progetto risulta in fase avanzata di produzione, come dimostrano i primi scatti trapelati dal set che mostrano gran parte del cast in azione.

Leggi anche Children of Blood and Bone, l'autrice del romanzo prende le distanze dal film

Tramite l’account X di AMC Theaters, il pubblico ha finalmente scoperto di più in merito ai personaggi coinvolti, ottenendo una piccola anticipazione anche sui costumi utilizzati. Nel cast figurano Amandla Stenberg, Chiwetel Ejiofor, Cynthia Erivo, Regina King, Idris Elba e Viola Davis. Regina King e Chiwetel Ejiofor interpretano rispettivamente la Regina Nehanda e il Re Saran, che nella prima immagine siedono sui rispettivi troni. Cynthia Erivo, invece, interpreta l’ammiraglio Kaea mentre impartisce ordini alle truppe.

Diretto da Gina Prince-Bythewood, Figli di sangue e ossa è tratto dal primo romanzo ambientato nelle terre di Orisha e racconta di Zelie, una giovane appartenente ai maji, un popolo che ha utilizzato i propri poteri finché il re non ha deciso diversamente, tentando di abolire per sempre la magia. Scoprendo di poterla riportare in vita e porre così fine ai maltrattamenti della sua gente, Zelie guida una ribellione spalleggiata da suo fratello. L’adattamento cinematografico ha fissato una data d’uscita per il 15 gennaio 2027. Ecco le prime immagini dal set:



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/gtxWoi4

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Odissea, numeri altissimi al primo giorno del boxoffice italiano

Odissea di Christopher Nolan con Matt Damon si conferma uno dei film più attesi della stagione: dati Cinetel alla mano, ha avuto in Italia un primo giorno di incassi che lascia presagire un weeekend trionfale. Superato di poco l'esordio già ottimo di Oppenheimer nel 2023.

from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/C8dmLEU

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

giovedì 16 luglio 2026

G. I. Joe, nuovo film per il cinema, a caccia di un successo che sfugge

Nonostante l'indubbia popolarità, soprattutto negli USA, il marchio di G. I. Joe non è stato enormemente lucrativo in territorio cinematografico, avendo invece funzionato molto sotto forma di giocattolo e serie televisive animate, nel corso dei decenni. Paramount ha però deciso di fare un altro tentativo, dopo i primi tre film usciti diversi anni fa, scegliendo uno sceneggiatore di lungo corso che per l'occasione debutterà anche alla regia: è Danny McBride, altrove anche attore, una presenza non troppo sotto i riflettori, ma legata a diversi lungometraggi piuttosto famosi.

Danny McBride dirige il nuovo film dei dinamici G. I. Joe

La squadra speciale dei G. I. Joe riparte - pare con la massima priorità - alla Paramount Pictures, con Danny McBride a scrivere ma soprattutto a dirigere il prossimo film, che diventerà il suo debutto dietro alla macchina da presa. Attore con preferenza per l'umorismo, creatore e interprete del saritico The Righteous Gemstones su HBO Max, ha partecipato anche a film come Facciamola finita e Alien: Covenant. In parallelo ha mandato avanti una carriera di sceneggiatore su registri non sempre simili, per esempio cofirmando la trilogia composta da Halloween (2018), Halloween Kills (2021) e Halloween Ends (2022) con Jamie Lee Curtis. Insomma, è difficile immaginare quale registro ci possa aspettare nel prossimo film dei G. I. Joe.
Non possiamo fare altro che ripassare la saga cinematografica, composta finora da G.I. Joe - La nascita dei Cobra (2009, regia di Stephen Sommers, 302 milioni di dollari d'incasso per 175 di costo), G.I. Joe - La vendetta (2013, Jon M. Chu, 375 per circa 150) e Snake Eyes: G.I. Joe - Le origini (2021, Robert Schwentke, flop di 40 milioni per 100 di budget). In alternativa, il canale YouTube della Hasbro trasmette non-stop la serie animata originale degli anni Ottanta e primi Novanta, nonché qualcosa della più recente Renegades. Ricordiamo che il mito nasce dall'omonima linea di giocattoli creata nel 1964, la stessa per la quale si coniò il termine "action figure" (fino a quel momento esistevano solo le Barbie, come ci spiega Wikipedia, ed era necessario spiegare ai ragazzini che non avrebbero comprato "dolls", cioè "bambole"). Roba da veri duri.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/XWBjzid

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

L'Odissea di Omero e l'Odissea di Nolan: cosa è cambiato

Appartengo a quella generazione (e non lo dico per vantarmi ma perché è un dato di fatto e una premessa necessaria), che ha studiato greco e latino e il cui primo impatto con l'Odissea di Omero, fedelissimo e appassionante, fu quello con la serie televisiva (otto puntate, la trovate su RaiPlay) di Franco Rossi, che traumatizzò un'intera generazione di boomer con le introduzioni (perdute) di un grifagno Giuseppe Ungaretti e soprattutto con un Polifemo terrificante, realizzato in modo magistrale e artificiale da Mario Bava. Quello è stato l'imprinting con i temi e i personaggi del poema omerico che in seguito abbiamo approfondito al liceo e che abbiamo amato anche, sempre da bambini, nella versione parodistica musicale della Biblioteca di Studio 1 realizzata dal quartetto Cetra. Sono andata a vedere dunque l'Odissea di Nolan con un misto di curiosità e timore, ma essenzialmente aperta a tutto e ho trovato un'opera che ha dei momenti alti e delle notevoli cadute di stile (anche nel casting), sicuramente frutto di compromessi necessari per un film prodotto in America e che essenzialmente, accuse di woke a parte, deve arrivare ad un pubblico che dell'epica non sa niente e che la identifica tutt'al più coi cinecomic e personaggi come Thor, mutuato però dal fumetto.

L'obiettivo, per un film costato tanto e per cui Nolan ha fatto il giro del mondo con una troupe gigantesca e apparecchiature pesantissime (Federico Fellini avrebbe ricostruito il tutto con maggiore efficacia a Cinecittà, ma erano altri tempi), è quello di incassare il più possibile e in questo riconosciamo al regista la capacità di passare sopra a tante cose pur di raccontare il suo Odisseo, un reduce con stress post-traumatico consumato dal senso di colpa per aver provocato con il suo stratagemma la morte di una civiltà e con le sue scelte la strage dei suoi uomini. Che non è, ovviamente, l'Odisseo/Ulisse che conoscevamo. L'Odissea non è un libro sacro e ogni adattamento cinematografico è per sua natura un tradimento, ma qua vorremmo solo accennare ad alcuni dei cambiamenti che possono lasciare interdetti gli spettatori che conoscono il testo, fino ad oggi mai cambiato.

Polifemo

Ovviamente, come tutti, sono gli incontri con le creature quelli che aspettavamo con più curiosità, soprattutto dopo aver letto che per il personaggio del Ciclope era stato fatto costruire un animatronic di sei metri. Bene, a prescindere dal fatto che la creatura (con un occhio verticale!) non ci ha fatto impazzire, anzi, qua Nolan opera un cambiamento sostanziale. Nel poema, Ulisse e i suoi uomini in cerca di cibo entrano nella grotta ed è subito evidente che le dimensioni di chi la abita sono minacciose, tanto che i suoi compagni lo pregano di prendere qualcosa e allontanarsi. Ma lui insiste per restare e fare conoscenza col padrone di casa, convinto che non potrà sottrarsi alla legge di Zeus sull'ospitalità e che anzi lo onorerà con doni. Le cose ovviamente vanno malissimo e due uomini vengono subiti divorati. Siccome Ulisse è astuto, dopo che sono rimasti intrappolati nella grotta, escogita un piano: ubriacarlo con un vino in suo possesso, farlo addormentare, accecarlo e fuggire aggrappati al vello delle gigantesche pecore del Ciclope. Il quale, “riconoscente”, prima di addormentarsi gli chiede il suo nome a cui Ulisse risponde com'è noto “nessuno”, al che Polifemo gli dice che lo mangerà per ultimo. Alle grida del mostro accorrono i suoi fratelli, ma quando alla domanda “chi ti ha accecato?” la risposta è “nessuno”, se ne vanno. Una volta fuori dalla grotta, l'eroe non può resistere di vantarsi per la propria astuzia e gli rivela il suo vero nome, al che il ciclope invoca il padre Poseidone perché renda impossibile il titorno in patria dell'eroe. Nella versione di Nolan tutto avviene molto in fretta, ma la differenza principale è che nessuno prova a comunicare col ciclope. Solo dopo averlo accecato e averlo sentito invocare il padre, si stupiscono che parli e si chiedono se forse non sarebbe stato meglio provare a comunicarci. Poi fuggono, in qualche modo, e a quel punto Ulisse, sempre anonimo, scaglia un'inutile freccia verso il Ciclope, provocandone l'ira. Sicuramente Nolan ha modificato questa sequenza per motivi di durata e per non sacrificare quello che davvero gli stava a cuore.

Circe

Nelle loro peregrinazioni, Ulisse e i suoi uomini arrivano all'isola di Eea, dove abita Circe, una dea o maga che li trasforma in maiali con l'uso di pozioni magiche. L'eroe si salva grazie a un antidoto che gli ha dato Ermes e costringe Circe a restituire sembianze umane al suo equipaggio. Nolan trasforma questo personaggio in una strega ante litteram che trasforma gli uomini manipolandoli alla lettera (forse un omaggio al body horror contemporaneo?), non soltanto in maiali ma in vari tipi di creature (ampio uso di animatronic e/o CGI). Inserisce anche una nota umoristica, che diventa il modo con cui Ulisse ottiene il suo scopo. Questa Circe ce l'ha a morte con gli uomini, di cui conosce gli istinti belluini e preferisce prevenire invece di curare. Nel poema, dopo aver trascorso un anno nell'isola in compagnia di Circe, una delle numerose donne con cui si unisce nel corso dei suoi viaggi, Ulisse viene convinto dai suoi compagni a ripartire.

I Lestrigoni

Una delle sequenze che hanno lasciato più perplessi gli amanti dell'Odissea, a partire dal trailer, è quella in cui Ulisse e i suoi sbarcano su un'isola, dove trovano un bambino, che prima li guarda ridendo poi emette un grido stridulo a cui accorrono dei giganti dotati di luccicanti armature. Dopo aver verificato, visto che non ricordavamo un simile episodio, abbiamo scoperto che si tratta dei Lestrigoni, che vengono subito dopo Polifemo. Forse per la difficoltà di riprodurre, subito dopo il mostruoso ciclope, altre orrende e primitive creature (cannibali anch'esse), Nolan sceglie di dotarle di incongrue armature e pure la parte del cannibalismo non è chiara da quello che succede durante l'assalto alle navi.

Il cavallo di Troia

In quello che sembra un omaggio al finale de Il pianeta delle scimmie, Nolan fa trovare il gigantesco cavallo in compagnia di Sinone, che sacrifica al fine di attuare il suo piano. Il cavallo è in posizione verticale, quasi si ergesse dalla sabbia, e non è chiaro come i soldati incaricati di aprire le porte di Troia una volta operato l'inganno dell'offerta votiva alla dea, siano posizioni e sopravvissuti. Nel film, Sinone è ignaro di tutto e muore, mentre nell'epica è un disertore e spia che convince i troiani a introdurre il cavallo dentro le mura ed è lui ad aprire le porte all'esercito. Morirà nel viaggio tra Scilla e Cariddi. Tornando al cavallo, assistiamo al faticosissimo trasporto dentro le mura di Troia, in cui viene trascinato da funi disteso su un fianco, poi, finalmente, lo vediamo di fronte al tempio su quattro zampe. Non si capisce perché alcuni dei soldati siano annegati nell'attesa e soprattutto come siano sopravvissuti senza apparenti danni ai vari sballottamenti necessari per la faticosa operazione. Va anche detto, però, che la scena della distruzione di Troia è forse la migliore del film per cui passiamo sopra alle nostre perplessità “logistiche”.

Le sirene

Questa è sicuramente una delle sequenze più suggestive e difficili da realizzare. Nolan la risolve piuttosto in fretta e fedelmente, anche se aggiunge il voice-over di Ulisse su cosa significava il loro canto. Le creature non si vedono e a un certo punto un marinaio si toglie i tappi di cera e si tuffa dalla nave, andando incontro a ignoto destino.

Scilla e Cariddi

Qua Ulisse mente ai suoi uomini, a cui non rivela, su consiglio di Circe, quello che sa. La narrazione è fedele, non vediamo il mostro Cariddi che provoca il gorgo ma appare ovviamente Scilla, in una scena molto confusa che ci impedisce di vederlo bene e che ricorda le animazioni a passo uno del leggendario Ray Harryhausen. A meno che non sia stato un omaggio consapevole da parte di Nolan al maestro della stop motion, il risultato è deludente.

Nausicaa e i Feaci (e Calipso)

Per motivi probabilmente ancora legati alla durata, Nolan omette del tutto il lungo episodio dell'approdo all'isola del Feaci (e l'incontro con Nausicaa), che poi sono quelli che riportano Ulisse, ormai solo, dopo i sette anni con Calipso, finalmente ad Itaca, affidando il compito di farlo a quest'ultima e a una zattera di fortuna. Le assenze più cospicue sono comunque quelle degli dei, fondamentali nel poema. Forse perché in fondo Nolan crede che l'uomo sia arbitro del suo destino. Anche se non si capisce allora la presenza di Athena, che forse è solo una proiezione del protagonista in crisi. E già che ci siamo, riguardo a Calipso: la ninfa nel poema lo tiene prigioniero col suo canto finché gli dei non la convincono a liberarlo. Nel film, Nolan condensa nel personaggio di Calipso l'episodio dei Lotofagi, mangiatori del fiore dell'oblio, un popolo pacifico, da cui Ulisse deve allontanare i suoi uomini, prima che dimentichino loro missione.

Il riconoscimento di Ulisse

Il finale del film segue piuttosto fedelmente quello del poema (a parte l'incoronazione di Menelao, la partenza di Ulisse e Penelope e il riconoscimento da parte del padre Laerte, assente), Ovviamente è un'invenzione di Nolan la spilla che la moglie consegna al marito di modo da sapere se chi dice di averlo visto dice la verità, La commovente scena in cui Penelope riconosce Ulisse solo quando lui le descrive il letto di legno che ha intagliato con le sue mani, è sacrificata nel film in favore di questo oggetto. Insomma, le libertà che si è preso Nolan sono parecchie, molte motivate, altre probabilmente per venire incontro ai gusti del pubblico moderno. Sicuramente le critiche ai singoli elementi non inficiano l'insieme di un film che potete e dovete giudicare solo dopo averlo visto, al cinema, come noi abbiamo fatto.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/gHWi3o4

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

mercoledì 15 luglio 2026

Disney+ abbassa il prezzo per tre mesi: ecco la nuova offerta e tutte le novità in arrivo

Disney+ ha annunciato una nuova promozione valida in Italia dal 15 al 28 luglio, pensata sia per i nuovi clienti sia per chi desidera riattivare il proprio abbonamento. L'offerta permette di sottoscrivere uno dei tre piani della piattaforma a un prezzo scontato per i primi tre mesi, proprio mentre il catalogo si prepara ad accogliere alcune delle uscite più attese dell'estate.

Nel dettaglio, il piano Premium sarà disponibile con 15 euro di risparmio nei primi tre mesi, il piano Standard consentirà di risparmiare 9 euro, mentre il piano Standard con pubblicità offrirà uno sconto complessivo di 6 euro. Al termine del periodo promozionale, l'abbonamento si rinnoverà automaticamente al prezzo mensile previsto dal piano scelto, salvo disdetta.

La promozione arriva in un momento particolarmente ricco per Disney+, che può già contare su nuovi titoli come Jumpers – Un salto tra gli animali, Avatar: Fuoco e Cenere, la quinta stagione di The Bear, la seconda stagione di Rivals, la serie The Testaments, la seconda stagione della serie Marvel Television Daredevil: Rinascita e la nuova stagione animata di X-Men '97. Nelle prossime settimane, il catalogo continuerà ad ampliarsi con Pompei: Fuori dal Tempo con Tom Hiddleston (23 luglio), la serie Furious (27 luglio) e Il Diavolo veste Prada 2, in arrivo il 29 luglio.

Disney+ potrebbe diventare gratis? Cosa c'è di vero nei rumor dagli Stati Uniti

Mentre in Italia l'attenzione è concentrata sulla nuova promozione, negli Stati Uniti sta circolando un'indiscrezione che potrebbe rappresentare una delle più grandi rivoluzioni nella storia di Disney+. Secondo un report di Business Insider, all'interno dell'azienda si starebbe discutendo la possibilità di introdurre un piano completamente gratuito finanziato dalla pubblicità, sul modello di servizi come Tubi o The Roku Channel. Al momento, però, non esiste alcun annuncio ufficiale: si tratterebbe ancora di un'ipotesi valutata internamente.

L'idea nascerebbe dalla crescente concorrenza delle piattaforme gratuite, che stanno conquistando sempre più spettatori. Negli Stati Uniti, infatti, servizi come YouTube, Tubi e Roku rappresentano ormai una fetta sempre più importante del tempo trascorso davanti alla TV, spingendo anche i grandi operatori dello streaming a ripensare le proprie strategie. Sempre secondo il report, Disney starebbe valutando anche nuovi formati, come contenuti brevi e video verticali, nel tentativo di attirare un pubblico sempre più abituato all'esperienza offerta da TikTok e YouTube.

Per il momento, quindi, Disney+ non diventerà gratis, né in Italia né negli altri Paesi. L'unica novità confermata è la promozione annunciata dalla piattaforma, mentre il possibile arrivo di un piano gratuito resta soltanto uno scenario tutto da verificare.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/Dybhk9q

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Odissea: c'è un motivo se nessuno è mai riuscito a fare un grande film su Ulisse

Il 16 luglio arriva finalmente al cinema Odissea, il nuovo kolossal diretto da Christopher Nolan, nonché uno dei film più attesi dell'anno. Il regista di Oppenheimer, Interstellar e Il Cavaliere Oscuro ha deciso di confrontarsi con una delle storie più celebri mai raccontate: il viaggio di Odisseo verso Itaca dopo la guerra di Troia.

Sulla carta, sembra il progetto perfetto per un autore abituato a raccontare grandi dilemmi umani, avventure impossibili e personaggi tormentati. Eppure c'è un motivo se, nel corso degli anni, adattare l'Odissea per il cinema si è rivelato molto più difficile del previsto. Nonostante la fama immortale del poema attribuito a Omero, infatti, le precedenti trasposizioni non hanno mai conquistato davvero il pubblico. Dal film Ulisse del 1954 con Kirk Douglas alla miniserie televisiva del 1997, passando per altri tentativi di portare sullo schermo il mito greco, il problema è sempre stato lo stesso: raccontare davvero chi è Ulisse non è affatto semplice.

E proprio questo sarà il primo grande ostacolo per Nolan.

<

Odisseo non è l'eroe perfetto che il cinema vorrebbe raccontare

Uno dei problemi più grandi degli adattamenti dell'Odissea riguarda il suo protagonista. Il cinema spesso ha bisogno di un eroe con cui il pubblico possa identificarsi facilmente: qualcuno per cui tifare, un uomo giusto che combatte contro le avversità per tornare dalla propria famiglia. Ma Odisseo non è esattamente questo. Nel poema è un uomo intelligente, astuto e determinato, ma anche pieno di contraddizioni. Durante il suo viaggio verso casa trascorre anni lontano da Itaca, prima con la maga Circe e poi con la ninfa Calipso. Certo, desidera tornare dalla moglie Penelope e dal figlio Telemaco, ma il suo percorso non è quello di un uomo che pensa solo alla famiglia.

L'eroe della guerra di Troia è soprattutto un sopravvissuto. Un uomo capace di ingannare gli altri, manipolare le situazioni e usare la propria intelligenza come arma. E quando finalmente torna a Itaca, il suo ritorno non è una semplice riunione familiare: dopo aver scoperto che i Proci hanno invaso il suo palazzo, li massacra senza pietà insieme al figlio. È proprio questa parte più oscura del personaggio che spesso viene ammorbidita negli adattamenti moderni. Trasformare Odisseo in un eroe più rassicurante, però, significa perdere ciò che lo rende davvero interessante: la sua capacità di essere contemporaneamente geniale e spietato.

Leggi anche Odissea: quante attrici hanno interpretato Elena prima di Lupita Nyong’o? Due sono italiane

Il finale dell'Odissea è uno dei problemi più grandi

Un altro ostacolo per chiunque provi ad adattare il poema di Omero riguarda il suo finale. A differenza di molte grandi storie epiche, l'Odissea non si conclude con un vero lieto fine. Il re di Itaca torna finalmente a casa, ritrova Penelope e riconquista il suo regno, ma la storia non termina davvero lì. Dopo la strage dei pretendenti, infatti, le famiglie degli uomini uccisi cercano vendetta e il rischio è quello di un nuovo ciclo infinito di violenza. A fermare lo scontro deve intervenire addirittura la dea Atena, imponendo una tregua.

Per il cinema, questa rappresenta una sfida enorme: il pubblico tendenzialmente si aspetta una conclusione chiara, una vittoria definitiva dell'eroe. Ma l'opera di Omero è molto più ambigua. E considerando che Nolan è famoso proprio per i suoi finali capaci di lasciare lo spettatore con domande e interpretazioni diverse, sarà interessante capire quale direzione prenderà il regista.

Leggi anche Odissea: il gesto più spregevole di Ulisse ci farà odiare Matt Damon più di Interstellar?

Odissea non è solo un'avventura: è la storia di un trauma

Forse il motivo principale per cui tanti adattamenti non hanno funzionato è che hanno raccontato l'Odissea come una semplice avventura piena di mostri, battaglie e creature mitologiche, ma il poema di Omero è molto più complesso. Il viaggio di Odisseo non è soltanto un percorso fisico attraverso mari sconosciuti: è il racconto di un uomo distrutto dalla guerra, segnato da anni di violenza e costretto a fare i conti con ciò che ha vissuto.

Le tempeste, i ciclopi, le sirene e gli incontri con gli dei non sono solo ostacoli spettacolari, ma rappresentano anche il modo in cui Odisseo affronta le proprie paure, i propri ricordi e il peso delle sue scelte. Il rischio, quindi, è trasformare il protagonista in una versione antica di un eroe d'azione alla Indiana Jones o Jack Sparrow, dimenticando che, dietro il mito, c'è un uomo pieno di rimorsi, desideri e contraddizioni.

Leggi anche Odissea: il dettaglio che non manca mai nei film di Christopher Nolan sarà più potente che mai

Christopher Nolan riuscirà dove tanti hanno fallito?

È proprio qui che entra in gioco Christopher Nolan. Il regista ha molte delle caratteristiche necessarie per affrontare una storia così complessa: da sempre, nei suoi film, esplora personaggi tormentati, il rapporto tra memoria e identità e il confine tra ciò che è reale e ciò che percepiamo. Secondo le prime informazioni, Odissea dovrebbe iniziare dopo la guerra di Troia, seguendo il viaggio di Odisseo verso casa. Un terreno perfetto per Nolan, che potrà unire la spettacolarità delle battaglie e dei mostri mitologici con un racconto più intimo sul peso del passato.

Se c'è qualcuno in grado di trasformare il poema in qualcosa di più di una semplice avventura epica, potrebbe essere proprio lui. Perché il vero obiettivo dell'Odissea non è arrivare a Itaca, ma capire cosa resta di un uomo dopo aver attraversato l'inferno per tornare a casa.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/oQO1klW

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

martedì 14 luglio 2026

Fan di Miyazaki, segnate questa data: arriva in Italia il libro più atteso sul maestro di Studio Ghibli

Per anni è stato uno dei volumi più desiderati dai fan italiani di Hayao Miyazaki: ora, finalmente, anche noi potremo leggerlo senza dover ricorrere alle edizioni straniere. Il prossimo 28 agosto arriverà infatti in libreria Punto di partenza (1979-1996), la prima edizione italiana di Starting Point, il libro in cui il maestro dello Studio Ghibli ripercorre gli anni fondamentali della sua carriera.

Pubblicato da La nave di Teseo nella collana Oceani e tradotto da Rosamaria Pavan, il volume raccoglie oltre 580 pagine di riflessioni, ricordi, disegni e materiali originali firmati da Miyazaki. Un vero viaggio dentro la mente di uno degli autori più importanti della storia dell'animazione, proprio nel periodo che precede la consacrazione mondiale arrivata con film come Il mio vicino Totoro, Principessa Mononoke e La città incantata.

Hayao Miyazaki prima dello Studio Ghibli: un artista controcorrente

Il titolo non racconta soltanto la nascita di un regista famoso in tutto il mondo, ma segue il percorso di un giovane animatore alle prese con un'industria spesso distante dalla sua idea di cinema. Prima di diventare il simbolo dello Studio Ghibli, Miyazaki ha costruito la propria identità artistica lavorando nell'animazione televisiva e sviluppando una filosofia precisa: mettere al centro la creatività, la cura dei dettagli e il rapporto con il pubblico, anche quando questo significava scontrarsi con logiche commerciali. Sono proprio queste battaglie, insieme ai sogni e alle ossessioni che hanno accompagnato la sua carriera, a rendere il libro un documento prezioso. Non una semplice autobiografia, ma un racconto del modo in cui nasce un film secondo uno degli autori più influenti del cinema contemporaneo.

Leggi anche Hayao Miyazaki è tornato: al Ghibli Park arriva Panorama Box, cos'è e quando vederlo

Dai ricordi di John Lasseter ai segreti dei film Ghibli

Ad aprire il volume c'è un'introduzione di John Lasseter, fondatore della Pixar e tra le figure che più hanno contribuito alla diffusione del cinema di Miyazaki negli Stati Uniti. Lasseter racconta il suo incontro con il lavoro del regista giapponese, avvenuto ai tempi di Lupin III – Il castello di Cagliostro, il primo lungometraggio diretto da Miyazaki. Nel corso delle pagine, prende forma un ritratto ricchissimo dell'autore: dalle sue idee sull'animazione al suo rapporto con cinema e letteratura, passando per il profondo legame con Osamu Tezuka, considerato il "dio del manga".

Non mancano poi materiali inediti e curiosità per gli appassionati: illustrazioni, fumetti, bozzetti e riflessioni legate alla sua grande passione per il volo e per gli aerei d'epoca, elemento ricorrente in moltissimi suoi film. Il volume contiene anche appunti, soggetti e documenti dedicati ad alcune opere celebri dello Studio Ghibli, oltre a progetti mai arrivati sul grande schermo.

Leggi anche Studio Ghibli, 5 segreti che un vero fan di Hayao Miyazaki non può non conoscere

A chiudere il libro è un contributo di Isao Takahata, amico di una vita e co-fondatore dello Studio Ghibli, che offre uno sguardo più intimo sul Miyazaki artista e sull'uomo dietro le sue opere. Per questo motivo Punto di partenza (1979-1996) rappresenta qualcosa di più di una raccolta di ricordi: è una finestra privilegiata sul processo creativo di un autore brillanti ed enigmatico, che promette di diventare un appuntamento imperdibile per chi vuole scoprire non solo i film di Miyazaki, ma anche le idee e le passioni che li hanno resi immortali.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/Le39dIq

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

lunedì 13 luglio 2026

I migliori film in streaming di Jon Bernthal, che interpreta Menelao nell'Odissea di Christopher Nolan

L’Odissea diretto da Christopher Nolan, il ruolo di Menelao è stato affidato al sempre efficace e carismatico Jon Bernthal. Lanciato dalla serie TV The Walking Dead, l’attore originario di Washington si è ritagliato una notevole carriera sia come caratterista che in ruoli principali. Eccovi dunque cinque film in streaming in cui ha dato prova della sua bravura. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Jon Bernthal, che interpreta Menelao nell Odissea di Christopher Nolan

  • Sicario
  • Sweet Virginia 
  • I segreti di Wind River 
  • Le Mans ‘66 - La grande sfida 
  • Una famiglia vincente - King Richard

Sicario (2015)

Piccola ma fondamentale partecipazione a uno dei migliori film diretti da Denis Villeneuve, forse ancora oggi il migliore. Nel ruolo dell’uomo che tenta di sedurre e poi eliminare la protagonista Emily Blunt, Bernthal offre una prova maiuscola, ambigua prima e seriamente terrificante poi. Sicario è un thriller di frontiera stilizzato e perfettamente orchestrato, sia a livello visivo che nella sceneggiatura di Taylor Sheridan. L’inizio è folgorante, lo svolgimento soffocante, il finale suggestivo. Film violentissimo ma prima di tutto a livello psicologico. Benicio Del Toro era da Oscar come miglior non protagonista. Josh Brolin anche lui da applausi, come tutti quelli che vi hanno partecipato. Uno dei migliori film di genere nel nuovo millennio, forse il migliore. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

Sweet Virginia (2017)

Quando Bernthal lavora come protagonista, molto spesso in piccoli prodotti indipendenti, talvolta ne escono fuori film che meritano decisamente di essere ricordati. È il caso appunto di Sweet Virginia, thriller rarefatto di provincia che vede nell’ottimo cast anche Rosemarie DeWitt, Imogen Poots e un terrificante Christopher Abbott, più Odessa Young. Diretto da Jamie M. Dagg, questo dramma criminale racconta di personaggi alla deriva, della dissoluzione della vita di tutti i giorni con un senso di predestinazione davvero notevole. Uno dei quei film che una volta visti ti rimangono nella memoria, denso nelle atmosfere e preciso nello sviluppo di storia e personaggi. E con prove di attori encomiabili. Cercatelo e guardatelo! Disponibile su Amazon Prime Video.

I segreti di Wind River (2017)

Anche in questo caso una parte di supporto di impatto emotivo indiscutibile. L’esordio alla regia di Taylor Sheridan è a mani basse il miglior film dell’anno, un thriller innevato e di frontiera dove Jeremy Renner la fa decisamente da padrone. I segreti di Wind River è cinema che ti costringe a prendere posizione, che mette in scena personaggi discutibili ma capaci di entrarti sotto pelle. Elizabeth Olsen come protagonista a supporto è brava, gli attori non protagonisti sono eccezionali. Il dolore del protagonista è tangibile, sommesso quanto potente. Il suo desiderio di vendetta è altrettanto forte da esperire. Un prodotto che va oltre il genere e si fa qualcosa d’altro, di più forte. Ogni volta che lo rivediamo aggiunge qualcosa a quanto ci ha dato in precedenza. Il che era già molto. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW.

Le Mans ‘66 - La grande sfida (2019)

Nel ruolo di Lee Iacocca, Bernthal aggiunge quel pizzico di ironia mescolata a carisma che eleva le performance di un cast già eccezionale. Le Mans ‘66 - La grande sfida vede infatti protagonisti Christian Bale, Matt Damon, Tracy Letts, Caitriona Balfe, Josh Lucas e Noah Jupe. Raramente un film sulle corse automobilistiche ha raggiunto tali traguardi, sia a livello artistico che al botteghino. Nona  caso alla regia c’è James Mangold, uno degli ultimi grandi veri artigiani del cinema americano contemporaneo. Non a caso arriva, e giustamente, la candidatura all’Oscar per il miglior film dell’anno. I duetti tra Damon e Bale sono deliziosi, le scene di corsa adrenaliniche. Il film è costruito e girato con la maestria di una volta, e la stessa epica. Grandioso e intimo. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, NOW, Disney +.

Una famiglia vincente - King Richard (2021)

Il biopic diretto da Reinaldo Marcus Green con un Will Smith da Oscar vede Bernthal recitare nel ruolo di uno degli allenatori delle giovani Venus e Serena Williams. Altra prova di supporto in indubbio valore. Una famiglia vincente - King Richard si rivela un film molto interessante perché racconta di un’ossessione personale che travalica fin troppo spesso l’amore per le proprie figlie. Un dramma asciutto e ben costruito, che si poggia ovviamente sulle prove solide degli attori. Aunjanue Ellis-Taylor nel ruolo della madre/moglie è bravissima, la vera sorpresa del film, e infatti arriva alla candidatura come non protagonista. Complesso, pieno di domande dalle risposte non facili, questo è un film da vedere più volte per cercare di comprendere sempre meglio. Intelligente e non scontato. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/OPInYy3

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Digger: Tom Cruise annuncia con un video l’arrivo, in giornata, del trailer di Digger, suo primo film con Iñárritu

Arriva oggi, e lo aspettiamo più impazienti che mai, il trailer di Digger, o meglio un trailer più corposo delle poche immagini che abbiamo visto qualche settimana fa, che pure ci davano un assaggio della prima collaborazione tra Tom Cruise e Alejandro González Iñárritu. Ancora oggi ben poco si sa del film, se non che si tratta di una commedia di proporzioni catastrofiche, come annunciato dal teaser. Sappiamo anche che al centro della storia c’è un uomo molto potente che, mentre cerca di diffondere il suo sapere nel mondo, combina, come già detto, un caos cosmico. Ovviamente il trailer ci svelerà qualcosa in più, e per questo il suo arrivo è celebrato da Tom come qualcosa di epico. Nel post condiviso da Crusie su X leggiamo:

Scava o muori. DIGGER. Soltanto al cinema dal 2 ottobre.

Sempre a proposito del film, vogliamo ricordare che ha dei costi stratosferici, come annunciato circa un mese fa. La cifra si aggira fra i 125 e i 200 milioni dollari, cosa frequente quando a interpretare il ruolo del protagonista è Cruise ma piuttosto insolita per il regista messicano, che negli anni passati ha fatto un punto d’onore dei suoi budget piuttosto bassi, soprattutto a fronte del successo dei suoi film. Sappiamo che Digger è tecnicamente complesso e accurato. È stato infatti girato in pellicola 35mm in formato VistaVision e il direttore della fotografia è il magnifico Emmanuel Lubezki, che è l’unico della sua categoria ad aver vinto per tre anni consecutivi l’Oscar per la migliore fotografia: con Gravity, Birdman e Revenant - Redivivo. Gli ultimi due, come sappiamo, sono stati diretti da Iñárritu, che, dopo una lunga collaborazione con Rodrigo Prieto, è passato a lui. Lo ha “tradito” per Darius Khondji (per Bardo, la cronaca falsa di alcune verità) ma ora è tornato a Canossa. Proprio per la grandiosità di Digger, il regista ha preteso un’uscita esclusiva nelle sale. Ha fatto bene - aggiungiamo noi -e anche se il film non è un blockbuster, è comunque un progetto grandioso, come del resto lo era Revenant - Redivivo, che non era certo stato girato nel giardino di casa di Alejandro.

Sceneggiato da Sabrina Berman, Alexander Dinelaris, Nicolas Giacobone e dallo stesso Alejandro González Iñárritu, Digger ha un cast all star. Accanto a Tom troviamo: Jesse Plemons, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg, Sophie Wilde, Emma D'Arcy, Riz Ahmed, Pip Torrens, Corey Johnson, Cullen Moss e Joe Hurst.

Il post di Tom Cruise con la notizia dell'arrivo del trailer previsto per oggi

Il video postato da Tom Cruise su X ieri sera (per noi stanotte) non aggiunge moltissimo al teaser, ma aumenta l'hype, che ha già raggiunto livelli stratosferici. Questo perché troveremo l'attore molto diverso da come l'abbiamo visto per esempio nella saga di Mission: Impossible, dove era indiscutibilmente un eroe. Qui Cruise si mette più in gioco e dà spazio a quel lato ironico e – perché no? – funambolico mostrato in Tropic Thunder con il personaggio di Les Grossman e in Rock of Ages, nel quale impersonava la rockstar a torso nudo e con pantaloni di pelle Stacee Jaxx.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/DnCfvhZ

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Sam Neill è morto, addìo al professor Alan Grant e all'ispettore Campbell di Peaky Blinders

Nonostante avesse sconfitto il cancro che aveva confidato al pubblico tempo fa, Sam Neill è purtroppo deceduto a 78 anni: rimarranno indimenticabili i suoi ruoli in Jurassic Park, Lezioni di piano e più di recente Peaky Blinders, tra i tanti.

from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/0bnYpTB

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

domenica 12 luglio 2026

Buon compleanno Picard...Xavier...Sir Patrick Stewart! I migliori film in streaming dell'icona del cinema fantastico

Compie oggi 86 anni il leggendario Patrick Stewart, attore britannico che col passare degli anni e dei successi è diventato una delle icone del cinema fantastico mondiale. In attesa di vederlo tornare nel ruolo di Charles Xavier in Avengers: Doomsday, a lui dedichiamo oggi i nostri consueti cinque film in streaming. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati dall’icona della fantascienza Patrick Stewart

  • Excalibur 
  • Dune
  • Star Trek - Primo contatto 
  • X-Men
  • Logan - The Wolverine 

Excalibur (1981)

Il primo grande film fantastico che mette Stewart dentro la scena internazionale è diretto dal genio di John Boorman. Excalibur è una rivisitazione del mito di Re Artú realizzata con una spavalderia cinematografica impressionante. La fotografia di Alex Thomson è portentosa, le ricostruzioni d’epoca sfrontate, la recitazione dell’intero cast sopra le righe. Bravissima anche Helen Mirren nel ruolo di Morgana, così come in quelli di comprimari troviamo Liam Neeson, Timothy Dalton, Gabriel Byrne. Nigel Terry è un protagonista febbrile e umano, il resto è una messa in scena come poche se ne ricordano in quel periodo. Film monumentale. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Dune (1984)

David Lynch rischia molto, forse troppo, nel portare sul grande schermo il capolavoro letterario di Frank Herbert. La sua versione di Dune è tanto affascinante quanto troppo lontana da quel periodo di cinema e il modo in cui si facevano blockbusters. Stewart vi partecipa con adesione nel ruolo di Alleck. Kyle MacLachlan, Sean Young, Sting, Jurgen Prochnow sono i protagonisti di un disastro economico impressionante, che negli anni futuri diventa oggetto di culto difficile da decifrare. Affascinante, sfrontato, sopra le righe eppure preciso. Dune rappresenta non certo il meglio di un cineasta unico, ma comunque un tassello importante per la sua maturazione artistica e la consapevolezza di quello che poteva o non poteva fare in quei tempi. E comunque Lynch rimane sempre Lynch…Disponibile sub Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Star Trek - Primo contatto (1996)

Il lungometraggio che vede Stewart nei panni del Capitano Picard si rivela un successo che riporta in auge la saga di fantascienza sul grande schermo. Jonathan Frakes dirige Star Trek - Primo contatto con mano sicura e consapevolezza dei mezzi a disposizione. Il cast partecipa con adesione fisica e psicologica, con in testa una grande Alice Krige come regina dei Borg. Alfre Woodard, Brent Spiner, lo stesso Frakes, James Cromwell e molti altri caratteristi di spessore rendono questo episodio degnissimo, senza dubbio tra i migliori del franchise cinematografico. Uno spasso. Disponibile su  Rakuten TV, CHILI.

X-Men (2000)

Il primo episodio della saga degli X-Men diretto da Bryan Singer è di quei film che non si fanno ormai più: un’ora e mezza di durata, nessuna inutile dilungazione nella trama per inserire azione ed effetti speciali. Personaggi ben presentati e poi delineati. Regia asciutta e piena di ritmo. Hugh Jackman, Halle Berry, Ian McKellen, Anna Paquin e tutti gli altri fanno di questo film un piccolo grande gioiello di stringatezza. Ci si diverte, si parteggia per gli eroi, si rimane affascinati dagli antagonisti. Tutto funziona, e il pubblico si esalta giustamente. Forse ancora oggi il miglior lungometraggio dell’intera saga, anche se un paio di capitoli successivi sono davvero notevoli…Disponibile su  Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Disney +.

Logan - The Wolverine (2017)

Partecipazione drammatica e commovente di Stewart a questo western crepuscolare travestito da film di supereroi. James Mangold dirige Logan - The Wolverine affidando a Hugh Jackman un personaggio in chiaroscuro di enorme fattura. Disperato, quasi post apocalittico, perfetto per sprigionare il dolore di chi è ormai ai margini di una società violenta e alla deriva. Grande film che ottiene la candidatura all’Oscar per l’adattamento, cosa mai successa per un cinecomic. E anche il pubblico apprezza moltissimo. Tra i migliori film di supereroi mai realizzati, insieme forse a Batman begins e Black Panther. Ma qui siamo dalle parti della tragedia greca….Disponibile su  Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Disney +.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/WbREKQJ

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

SalinaDocFest 2026: premiata la regista iraniana Sepideh Farsi

Unire l'impegno sociale d'impresa alla forza del cinema civile per dare voce ai diritti umani. Con questo spirito, durante la XXª edizione del SalinaDocFest, manifestazione internazionale fondata e diretta da Giovanna Taviani, è stato consegnato alla regista iraniana Sepideh Farsi il Premio Irritec 2026 da Giulia Giuffrè, Responsabile della Sostenibilità e Consigliere di Amministrazione di IRRITEC e Presidente dell’Associazione SDF.

Il riconoscimento celebra il suo film-manifesto Put Your Soul on Your Hand and Walk (Prendi in mano l’anima e cammina), proiettato subito dopo la cerimonia all'interno della sezione SDF Contro la guerra.

Sostenuto da IRRITEC – azienda siciliana leader mondiale nell’irrigazione di precisione e main partner del festival – il premio SDF all’ospite internazionale, incarna la visione cardine del gruppo: "irrigare la cultura come si irriga la terra", valorizzando l'arte capace di generare un impatto sociale concreto. La giuria ha celebrato il lavoro di Sepideh Farsi come "un’opera necessaria che trasforma il cinema in un atto di responsabilità, restituendo voce e volto a Gaza e a chi, nella guerra, rischia di essere ridotto a numero o silenzio".

Il documentario nasce infatti dal potente incontro a distanza tra la regista, che vive a Parigi, e Fatma Hassona, giovanissima fotoreporter palestinese che ha documentato l’assedio di Gaza dall’interno. Attraverso un fitto scambio di videochiamate durato quasi un anno, le due donne hanno progettato un lavoro sulla disperata condizione del popolo palestinese, intrecciando la cronaca della guerra ai sogni di Fatma, che desiderava viaggiare per il mondo con la sua macchina fotografica. Proprio il giorno successivo all'annuncio della loro partecipazione al Festival di Cannes per presentare il progetto, si compie il dramma: il 16 aprile 2025 la casa degli Hassona viene colpita da missili che uccidono Fatma e i suoi familiari.

"Il film è la mia risposta, come regista, ai massacri in corso", spiega Sepideh Farsi. "Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno: i frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L'assassinio di Fatma ne cambia per sempre il significato". Un'opera potente che rende giustizia anche alla drammatica premonizione della stessa fotoreporter: "Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita da tutto il mondo".

A consegnare il riconoscimento sul palco è stata Giulia Giuffrè, nella sua doppia veste di Responsabile della Sostenibilità e Consigliera di Amministrazione di IRRITEC e di Presidente dell’Associazione SDF, che ha così commentato l'iniziativa:

"Credo profondamente nel valore della cultura e del cinema come strumenti capaci di dare voce a temi di grande rilevanza sociale, generando consapevolezza, dialogo e cambiamento. Per questo ritengo fondamentale costruire un ponte tra il mondo della cultura e quello delle imprese, in una relazione di valore reciproco: da un lato, la cultura offre alle aziende un linguaggio autentico per promuovere messaggi e valori; dall'altro, le imprese possono svolgere un ruolo decisivo nel sostenere e diffondere la cultura. Anche attraverso il festival, il mio obiettivo è favorire questa alleanza, affinché arte, spettacolo e tessuto imprenditoriale condividano un impegno concreto e duraturo verso la società".

Il palcoscenico di questa sinergia è il SalinaDocFest, che festeggia quest'anno il traguardo della sua ventesima edizione grazie alla sinergia tra la presidenza di Giulia Giuffrè e la direzione artistica di Giovanna Taviani. Da vent'anni la manifestazione trasforma l'isola di Salina in un crocevia internazionale di riflessione, accendendo i riflettori sulle grandi questioni storiche e sociali del nostro tempo. La rassegna, quest'anno interamente dedicata al tema delle "Odissee contemporanee", si è confermata così uno spazio culturale cruciale per esplorare il potere delle immagini come antidoto alla guerra e alla disumanizzazione dello sguardo.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/4GnuZmK

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Come sarà Haymitch Abernathy da giovane? Joseph Zada anticipa i segreti di Hunger Games: L'alba sulla mietitura

Hunger Games: L’alba sulla mietitura riporterà il pubblico nuovamente a Capitol City, questa volta alle prese con la Seconda Edizione della Memoria, quella vinta da Haymitch Abernathy. Se nella saga principale ad interpretarlo è stato Woody Harrelson, nel prequel toccherà a Joseph Zada portare avanti l’eredità del personaggio.

All’epoca dei fatti Haymitch era un ragazzo di sedici anni lanciato nell’arena di Capitol City insieme ad altri 47 Tributi, il doppio del numero previsto ogni anno proprio per un’occasione ritenuta importante dal presidente Snow. Avendo quindi necessità di rappresentare una versione giovane del personaggio, la scelta è ricaduta su Joseph Zada ed è stato quest’ultimo di recente ad affrontare non solo l’eredità del personaggio, ma anche l’esperienza generale sul set con icone del cinema come Glenn Close.

Hunger Games: L’alba sulla mietitura, Joseph Zada elogia Glenn Close e rivela come il suo Haymitch onorerà quello di Woody Harrelson

Diretto ancora una volta da Francis Lawrence, Hunger Games: L’alba sulla mietitura è un nuovo capitolo dell’acclamata saga cinematografica ambientata a Panem. Trattandosi di un prequel, però, racconterà di eventi accaduti molti anni prima della vittoria di Katniss e Peeta e si focalizzerà soprattutto sulla 50esima edizione degli Hunger Games, quella vinta da Haymitch. A seguito di ciò, è diventato poi il mentore del Distretto 12 arrivando a guidare anche Peeta e Katniss anni dopo.

Ai microfoni di People, Joseph Zada ha anticipato che questo film offrirà un lato nuovo di un personaggio già noto al pubblico. Infatti una parte della sua interpretazione di Haymitch si basa proprio sulla performance di Woody Harrelson, che l’ha preceduto: “Ritroviamo alcuni aspetti, come la moralità di Haymitch, il suo sarcasmo e l’idea che sia intelligente e solitamente un passo avanti agli altri”. La storia è ambientata 24 anni prima degli eventi del primo Hunger Games e, a detta di Zada, alza drasticamente la posta in gioco: “Ci sono il doppio dei tributi e più ostacoli da superare per il nostro protagonista, con meno supporto. Haymitch sta dando inizio a una ribellione a cui Katniss si unirà 24 anni dopo e, quando la inizia, ha solo poche persone dalla sua parte e il mondo da conquistare”.

Anni dopo, Katniss diventerà il volto della rivoluzione, la Ghiandaia Imitatrice di cui Panem aveva bisogno per liberarsi dalla tirannia del presidente Snow e dagli Hunger Games. Haymitch, però, ha avviato quella battaglia molto tempo prima. Il cast è composto da numerose star del cinema come Jesse Plemons, Elle Fanning, Mckenna Grace e Glenn Close e, in merito a quest’ultima, Zada ha ammesso: “È una delle persone più adorabili che abbia mai conosciuto e mi ha supportato e incoraggiato per tutta la durata delle riprese. Significa moltissimo avere il sostegno di una persona di tale calibro, e Glenn in particolare mi ha fatto capire chiaramente che ci sarebbe sempre stata per me. È la migliore in assoluto”. Il nuovo capitolo di Hunger Games è in arrivo al cinema a novembre 2026.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/tqMf6Iv

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Odissea, il retroscena di Zendaya: "Ecco perché non riuscivo a parlare sul set"

Il primo giorno di riprese sul set di Odissea, Zendaya non ha creduto di essere così saggia come il suo personaggio, Atena, chiamata ad affiancare Ulisse durante il lungo viaggio di ritorno a Itaca dopo la Guerra di Troia. Christopher Nolan ha voluto la star di Euphoria nel suo cast chiedendo il “permesso” a suo marito Tom Holland, che naturalmente non ha battuto ciglio, e ha prontamente elogiato il talento di Zendaya, definendola una star del cinema. Eppure il primo giorno di riprese non è stato così memorabile agli occhi dell’attrice.

Odissea, Zendaya ricorda il blocco durante il primo giorno di riprese in Islanda

Il primo giorno di riprese di Odissea, Zendaya ha raggiunto la location estiva in Islanda ma ha dovuto affrontare una sorta di blocco dettato dall’ansia. Ai microfoni di Happy, Sad, Confused, l’attrice ha rivelato: “Questo è il punto. Avevo le mie battute, volevo impararle a memoria. Credo di essermi fatta prendere un po’ dall’ansia”. Di certo non ha aiutato il clima freddo che, unito al nervosismo, ha messo in crisi Zendaya: “Faceva particolarmente freddo. Ero in Islanda. Avevo la bocca completamente congelata. Non riuscivo a dire una parola, non riuscivo a muovere la bocca, letteralmente. Che imbarazzo”.

Si è trattato in ogni caso di un piccolo inconveniente temporaneo. Per fortuna l’attrice ha superato quel blocco godendosi l’esperienza con un cast di tutto rispetto guidato da Matt Damon che interpreta Ulisse, insieme ad Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o e Charlize Theron. “È un vero piacere e un dono poter condividere delle scene con persone che ammiro. In un certo senso, bisogna compartimentalizzare. Concentrarsi, pensare al lavoro. Ma ero così emozionata e felice di essere lì e volevo dare il meglio di me”.

Christopher Nolan, in ogni caso, non ha avuto che elogi per lei. Ai microfoni di Fandango ha ammesso: “È sempre stata perfetta, sempre perfetta”. Anche Tom Holland, dal suo canto, ha rivelato le difficoltà del primo giorno di riprese di Odissea: “Penso che il mio primo giorno sia stato probabilmente una delle esperienze più intimidatorie della mia carriera, solo il fatto di far parte di un film di queste dimensioni”, ha confessato a Fandango.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/KyrVEcu

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Marvel, Franklin Richards fa sembrare Thanos un dilettante: ecco perché è così potente

Per oltre dieci anni, Thanos è stato il punto di riferimento assoluto del Marvel Cinematic Universe. Con le Gemme dell'Infinito è riuscito a cancellare metà della vita nell'universo e ha costretto tutti gli Avengers a unirsi per fermarlo, lasciandosi alle spalle una lunga scia di vittime, da Gamora (Zoe Saldana) a Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) fino a Tony Stark (Robert Downey Jr.).

Il problema è che, dopo Avengers: Endgame, il MCU aveva bisogno di alzare ancora una volta l'asticella. Continuare a presentare Titano Pazzo come il massimo livello di potere avrebbe reso difficile costruire minacce ancora più grandi. In un certo senso, Marvel ha già iniziato questo processo nella serie Loki, dove scopriamo che la TVA conserva decine di Gemme dell'Infinito in un cassetto, usandole addirittura come fermacarte e ridimensionando completamente il valore degli oggetti per cui tanti eroi hanno sacrificato la vita.

Con I Fantastici Quattro: Gli Inizi, abbiamo finalmente conosciuto uno dei personaggi più potenti dell'intero universo Marvel: Franklin Richards, il figlio di Reed Richards (Pedro Pascal) e Sue Storm (Vanessa Kirby). Nei fumetti, Franklin è descritto come il mutante più potente mai esistito. Il film ne mostra solo un assaggio, ma basta per capire quanto il suo potenziale sia enorme. Il bambino possiede infatti capacità telepatiche, può manipolare la realtà e riesce perfino a riportare in vita sua madre dopo il sacrificio finale.

Per chi conosce i fumetti non è una sorpresa, ma per il pubblico del MCU è il debutto di un personaggio che potrebbe superare qualsiasi eroe o villain visto finora.

Leggi anche Cosa cucinava Thanos in Endgame? Marvel risponde al meme virale (con una mossa geniale)

Perché Franklin Richards è più potente di Thanos

La differenza fondamentale è che Thanos non era potente "di suo". Per diventare onnipotente aveva bisogno del Guanto dell'Infinito e delle Gemme. Senza di esse restava comunque un guerriero formidabile, ma non un essere in grado di riscrivere la realtà. Franklin Richards, invece, non ha bisogno di alcun artefatto, perché le sue capacità fanno parte della sua stessa natura. Nei fumetti è in grado di creare universi, manipolare lo spazio-tempo e alterare la realtà su scala cosmica. Se il MCU seguirà questa direzione, il confronto con Thanos rischia di diventare impietoso.

Leggi anche Marvel: tutte le scene post-credit che anticipano Avengers: Doomsday (una resta irrisolta)

In pratica Franklin è ciò che Thanos cercava di diventare grazie alle Gemme dell'Infinito, ed è proprio qui che nasce la sfida più difficile per i Marvel Studios. Introdurre un personaggio tanto potente è entusiasmante, ma comporta anche un rischio narrativo enorme. Quando un eroe può risolvere quasi ogni problema con i propri poteri, mantenere alta la tensione diventa molto più complicato. Finora non abbiamo visto Franklin che per pochi minuti, intuendo appena il suo potenziale

Leggi anche Marvel, 5 personaggi che avrebbero recuperato le Gemme dell'Infinito molto prima di Thanos

Nella scena post-credits del film di Matt Shakman, tuttavia, sembra chiaro che il Dottor Destino lo abbia rapito e che, quindi, il bambino avrà un ruolo chiave in Avengers: Doomsday. Da questo punto in poi, Marvel dovrà trovare un equilibrio tra spettacolarità e credibilità, evitando che il bambino diventi una soluzione facile a qualsiasi conflitto. Per questo motivo, Franklin Richards potrebbe rappresentare contemporaneamente il futuro del MCU e la sua svolta più difficile dopo la fine della Saga dell'Infinito.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/MnSqO2m

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

sabato 11 luglio 2026

Anya Taylor-Joy rivela il legame speciale con il suo ruolo "da sogno" ne Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum

Quando Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum arriverà al cinema, riporterà in campo personaggi già noti e amatissimi, ma introdurrà anche delle ben gradite novità come Anya Taylor-Joy, scelta per interpretare un personaggio inedito, quindi originale poiché assente nelle opere di J. R.R. Tolkien.

Attrice amatissima sin dai tempi de La regina degli scacchi su Netflix, negli ultimi anni ha dato prova della propria versatilità e prossimamente la vedremo nella Terra di Mezzo nelle vesti di un’elfa, ruolo che a suo dire le si addice particolarmente.

Anya Taylor-Joy è convinta che recitare ne Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum era destino

Anche Anya Taylor-Joy offrirà un contributo a Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum, la cui trama ruota si focalizza sulla ricerca di Gollum, un hobbit corrotto dalla forza dell’Anello e tramutatosi in una creatura ossessionata dal potere che gioca un ruolo fondamentale nella trilogia de Il Signore degli Anelli. In questo film spin-off, diretto da Andy Serkis, Aragorn e Gandalf daranno la caccia alla creatura per capire cos’è successo all’Anello di Sauron, finito poi nelle mani di Bilbo Baggings.

Anya Taylor-Joy è stata scelta per interpretare un’elfa: il suo nome è Seren e non appare nei romanzi di Tolkien, per cui si tratta di un personaggio originale cinematografico. Ragionando sulla natura del suo personaggio, l’attrice ha confessato a Rotten Tomatoes: “Mi sento come se fossi stata un elfo per tutta la vita, quindi è davvero gratificante poterlo fare come lavoro”.

Ha precisato di essere sempre stata una grande fan de Il Signore degli Anelli e anche di Andy Serkis, che nella trilogia originale ha dato voce e forma a Gollum. “Penso che sia un uomo meraviglioso e un creatore incredibilmente innovativo. Penso che poter far parte di questo mondo e interpretare questo personaggio sia un sogno che si avvera”. Nel cast di Caccia a Gollum figurano anche Ian McKellen ed Elijah Wood di nuovo nelle vesti di Gandalf il Grigio e Frodo Baggings. Anche Lee Pace riprende il ruolo di Thranduil, mentre Jamie Dornan sostituisce Viggo Mortensen interpretando una versione più giovane di Aragorn. Tra le novità non figura soltanto Anya Taylor-Joy, ma anche Kate Winslet e Leo Woodall.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/zx6tDfv

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Perché non esistono versioni femminili dei Minions spiegato dal regista

Perché non esistono versioni femminili dei Minions nell’articolato universo di Cattivissimo Me? Una risposta è arrivata di recente dal regista Pierre Coffin, che ha diretto Minions & Monsters, fresco di debutto al cinema.

Perché non esistono versioni femminili dei Minions spiegato dal regista

Sono trascorsi più di dieci anni dal debutto di Cattivissimo Me, di Gru e del suo esercito di Minions al cinema eppure, finora, nessuno ha mai incontrato una versione femminile dei famosi tirapiedi gialli di Gru. Per quale motivo? A detta di Pierre Coffin, che sin da principio ha prestato la sua voce alle creature caotiche del franchise, finora non è mai stata avvertita l’esigenza di realizzare una versione al femminile dei Minions. “Penso che una Minion femmina sarebbe l’inizio della fine. Universal Pictures vorrebbe farlo perché penserebbe di compiacere tutte le donne là fuori. Ma io non ne sono convinto. Se fossi una donna, lo troverei una mossa di facciata. Non sto dicendo che non lo faremo o che non ci proveremo, ma forse non è destino. O forse sì! Chi lo sa”, ha confessato a The Guardian.

Secondo il suo punto di vista, una versione femminile dei Minions potrebbe rappresentare semplicemente una mossa di marketing, ma non è certo del risultato. Ha poi confermato che in passato quell’idea era stata già presa in considerazione da parte del team creativo, ma non è andata avanti: “Abbiamo preso in considerazione l'idea di far sbarcare i Minions su quest'isola dove viveva un'altra tribù composta, a quanto pare, interamente da femmine. Ma non siamo andati oltre”. Nella sua testa, la versione femminile dei Minions combacerebbe con quella maschile.

Ragionando poi su un altro aspetto delle creature gialle, il regista ha offerto una risposta alla domanda: “E per quanto riguarda il modo in cui si riproducono: non lo fanno. Semplicemente esisto”. Ha ragionato infine sull’evoluzione di questi piccoli personaggi combinaguai spiegando come si sono evoluti rispetto ai primi film: “Nei primi due film di Cattivissimo Me, sono solo un gruppo. Ma con Minions avevamo bisogno di tre personaggi ben distinti, quindi abbiamo creato Kevin, Stuart e Bob: autorevole, distaccato e ingenuo. Quindi ci sono personaggi che si evolvono nei film successivi, e provo un senso di protezione e difesa nei loro confronti perché non sono delle creature. Non sono senz'anima. Non sono oggetti. Sono individui”.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/liUmhYJ

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

La Casa - Il Rogo del Male: una scena troppo estrema è stata tagliata (ma la vedremo comunque)

Fan dei Deadites, preparatevi a riaccendere le motoseghe: ancora una volta, la saga di Evil Dead torna al cinema con un nuovo capitolo del celebre franchise horror. La Casa - Il Rogo del Male arriverà nelle nostre sale il giorno 8 luglio e si preannuncia come uno dei film più violenti dell’anno. Talmente estremo da essere stato costretto a tagliare una scena particolarmente disturbante per poter ottenere il rating R. Ma niente paura: quella sequenza non è andata persa per sempre.

Una scena troppo brutale per il grande schermo (ma che vedremo lo stesso)

In una recente intervista a SFX Magazine, il regista Sébastien Vaniček ha confermato che una scena in particolare è stata rimossa dal montaggio finale per consentire al film di rientrare nei limiti del divieto ai minori. Una scelta obbligata, visto che Il Rogo del Male punta chiaramente a un elevato livello di violenza, ma necessario per restare all’interno del circuito delle grandi distribuzioni Warner Bros. Ad ogni modo, per i fan del Necronomicon, c’è una buona notizia: la versione integrale esiste già.

Vaniček ha infatti rivelato che La Casa - Il Rogo del Male avrà in futuro una director’s cut ancora più estrema della versione cinematografica e "molto più violenta di quella che vedremo in sala". Al momento non esiste ancora una data di uscita ufficiale, ma è confermato che la versione estesa mostrerà proprio la scena eliminata.

Il Ritorno del Libro dei Morti e il futuro della saga

Chi si avvicina per la prima volta a questo nuovo capitolo, sappia che la storia si collega direttamente agli eventi di La Casa - Il Risveglio del Male. Al centro della trama c’è una donna che, dopo la morte del marito, si trasferisce con i suoceri nell'isolata dimora di di famiglia. La riunione di famiglia si trasforma in un incubo infernale quando il trio si ritrova alle prese con il Libro dei Morti, pronto a seminare caos e trasformare le persone in Deadite assetati di sangue. Protagonisti della pellicola sono Souheila Yacoub, Tandi Wright, Luciane Buchanan e Erroll Shand.

Insomma, dopo il successo de Il Risveglio del Male, il nuovo capitolo sembra intenzionato a spingere ancora più in là i limiti del gore, confermando il Libro dei Morti come il vero filo conduttore dell’universo Evil Dead. E per i fan che pensano già al futuro, le notizie non finiscono qui: un nuovo capitolo, Evil Dead Wrath, è già in fase di riprese. Il produttore Robert Tapert ha recentemente rivelato il prossimo film, diretto da Francis Galluppi e in arrivo nel 2028, sarà un prequel ambientato nel 1972, prima degli eventi de La Casa del 1981. Nel cast ci saranno Charlotte Hope, Jessica McNamee, Zach Gilford Ella Newton ed Ella Oliphant.

Anche senza Ash Williams al centro della storia, la saga continua a evolversi sotto la supervisione di Sam Raimi, ancora coinvolto come produttore e guida creativa del franchise.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/ektgNjO

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

venerdì 10 luglio 2026

Stanley Tucci: e il furto della Gioconda (ma è solo un film). Guarda il teaser di Masterplan

Presentato oggi il film Prime Original che vedremo dopo l'estate in cui Tucci mette assieme una squadra per rubare il quadro più famoso del mondo. Ecco trailer e trama di Masterplan.

from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/alzIMnB

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

La tv per bambini goes rougue & bloody nel primo teaser di Buddy, il nuovo horror di Caspar Kelly

Andiamo per gradi. Partiamo dall'immagine qui sopra, che è la prima immagine promozionale diffusa di Buddy, il film horror di cui più in basso trovate invece il teaser trailer e che uscirà nelle sale americane il 28 di agosto. Come forse si può intuire dalla foto, Buddy racconta quello che tanti di noi - almeno quelli di noi dalla mente più perversa - hanno immaginato tante volte, ovvero il lato oscuro di quel mondo apparentemente zuccheroso e immacolato che sono gli show televisivi per bambini: e se perfino Danny Boyle ha di recente esaltato la natura perturbante dei Teletubbies, da noi si potrebbero fare turpi pensieri legati all'Albero azzurro o alla Melevisione, per dire.
In ogni caso: interpretato da un cast che comprende Cristin Milioti, Delaney Quinn, Topher Grace, Keegan-Michael Key, Michael Shannon e Patton Oswalt, Buddy racconta proprio uno di questi show, di cui è protagonista l'unicorno arancione qui sopra; allo show di Buddy partecipani bambini cui viene chiesto di cantare, ballare, ridere e aiutare Buddy a spargere allegria e felicità: ma quando uno dei bambini ospiti si rifiuta di stare al gioco, ecco che le reazioni di Buddy inizieranno a essere oscure e sanguinarie.
Ora.
Quello che è importante sapere, di fronte a Buddy, è anche e soprattutto che si tratta del nuovo film di Caspar Kelly, che è un autore che se già conoscete bene, altimenti male ma ora vi spiego due cose. Caspar Kelly è uno sceneggiatore, regista e produttore televisivo statunitense, uno dei nomi di punta di Adult Swim, la fascia di programmazione adulta e notturna di Cartoon Network che è stata negli ultimi anni terreno di sperimentazione molto interessante, mescolando animazione, horror, commedia, satira, surrealismo e molto altro ancora nei suoi prodotti. Kelly è famoso principalmente per un video diventato virale, Too Many Cooks, episodio speciale del programma televisivo Infomercials che Kelly ha immaginato come una lunga, interminabile e delirante sigla di una sitcom anni Ottanta in cui il rito della presentazione dei personaggi assume man mano risvolti sempre più psichedelici, perturbanti e sanguinosi (Too Many Cooks lo trovate qui).
Ma Kelly è famoso anche per il suo primo film, un horror come davvero non ne avete mai visti intitolato Adult Swim Yule Log, altra testimonianza della spavalda e libera creatività di questo autore, che racconta una vicenda tutta ambientata dentro un cottage preso in affitto in qualche località remota dei monti del sud degli Stati Uniti: partendo da premesse (anche stilistiche) insospettabili, cambia toni e registro in maniera da far cadere la mascella per terra e ragiona con grande precisione sul passato e il presente degli USA.
Personalmente non sto nella pelle e non vedo l'ora di vedere cosa Kelly abbia combinato questa volta. Intanto, per me e per voi, ecco il primo teaser trailer di Buddy.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/wg8WN0p

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

giovedì 9 luglio 2026

La Casa - Il Rogo del Male è collegato a Evil Dead del 2013? Gli easter egg spiegati

Col debutto in sala di La Casa - Il Rogo del Male, i fan della saga di Evil Dead si sono posti una domanda inevitabile: il nuovo film è collegato al reboot del 2013 diretto da Fede Álvarez?

La risposta è sì, ma non nel modo che si potrebbe immaginare. La saga horror creata da Sam Raimi non ha mai seguito una linea temporale particolarmente rigida. Più che costruire una cronologia unica, i film sono uniti da alcuni elementi ricorrenti: il Libro dei Morti, la presenza dei Deadite e quell'inconfondibile miscela di horror estremo, umorismo nero e follia soprannaturale. Ogni capitolo ha quindi la libertà di raccontare una nuova storia, con nuovi protagonisti e nuove ambientazioni, mantenendo però lo stesso male al centro della narrazione.

La Casa - Il Rogo del Male: i collegamenti con il reboot del 2013

Il legame più evidente sembra essere quello con La Casa - Il Risveglio del Male (Evil Dead Rise) del 2023. Nel trailer del nuovo film, alcuni spettatori hanno notato la presenza di un Deadite vicino a un lago che ricorda molto Jessica, la donna posseduta protagonista della scena iniziale del precedente capitolo. Questo dettaglio potrebbe suggerire un collegamento diretto tra i due film, anche se, al momento, non è stato confermato se il personaggio avrà un ruolo centrale nella nuova storia.

Ma non è l'unico riferimento nascosto. Sempre nel trailer, alcuni fan hanno individuato un vecchio articolo di giornale all'interno di un diario: il ritaglio parla di quattro corpi ritrovati dopo l'incendio di una baita, ed è quindi un possibile richiamo agli eventi de La Casa del 2013. Ci sarebbe inoltre un riferimento alle registrazioni di Knowby, già presenti nel film originale del 1981. Il nuovo capitolo sembra dunque voler collegare in modo discreto tutte le diverse epoche della saga attraverso piccoli easter egg, ma non per questo è un vero sequel diretto del reboot di Álvarez.

Di cosa parla La Casa - Il Rogo del Male?

La Casa - Il Rogo del Male sarà il sesto film della saga cinematografica di Evil Dead e promette di essere uno dei capitoli più estremi dell'era moderna del franchise. Alla regia troviamo Sébastien Vaniček, autore del sorprendente horror francese Vermin, scelto per portare nella serie un approccio ancora più fisico e brutale. La protagonista è Alice, interpretata da Souheila Yacoub: una vedova che cerca conforto e tranquillità trascorrendo del tempo con i suoi suoceri. La situazione precipita però quando i Deadite torneranno a seminare il caos, trasformando il ritrovo familiare in un nuovo incubo.

Nel cast ci sono anche Hunter Doohan, Luciane Buchanan, Tandi Wright e George Pullar. Inizialmente la regia avrebbe dovuto essere affidata a Lee Cronin, regista de La Casa - Il Risveglio del Male, ma il filmmaker ha preferito dedicarsi a una nuova sfida dirigendo La Mummia.

La Casa - Il Rogo del Male sarà il film più sanguinoso della saga?

Le prime reazioni arrivate dalle proiezioni anticipate sembrano confermare una cosa: Il Rogo del Male non farà sconti al pubblico. Diversi critici hanno elogiato lo stile aggressivo di Vaniček. C'è chi l'ha definito l'horror "cattivo, feroce e forse il più brutale della serie", e chi ha sottolineato come il regista sia riuscito a rispettare lo spirito classico di Evil Dead, lasciando al tempo stesso la propria impronta con sequenze estremamente creative.

Non tutte le reazioni, però, sono state entusiaste: alcuni spettatori hanno apprezzato il livello di gore ma hanno criticato una durata eccessiva e una narrazione meno equilibrata rispetto a La Casa - Il Risveglio del Male. La sensazione generale, però, è chiara: per chi ama la saga nella sua versione più folle e sanguinosa, La Casa - Il Rogo del Male potrebbe essere un ritorno alle origini all'insegna del caos più totale.

Dove recuperare i film di Evil Dead prima de La Casa - Il Rogo del Male

Prima di correre al cinema per il nuovo capitolo, chi vuole recuperare la saga può seguire questo ordine:

La Casa (The Evil Dead, 1981)
La Casa 2 (Evil Dead II, 1987)
L'armata delle tenebre (Army of Darkness, 1992)
La Casa (Evil Dead, 2013), il reboot di Fede Álvarez
La Casa - Il Risveglio del Male (Evil Dead Rise, 2023)



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/6PxlJ2U

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web