domenica 12 aprile 2020

Gatta Cenerentola: da Napoli, con amore, un grande film d’animazione

Le origini della fiaba, le influenze cinematografiche, la colonna sonora.

Da qualche anno a questa parte Napoli è diventata città di cinema e di serie tv. Lo hanno capito Roberto Saviano e Stefano Sollima, che hanno avuto l'idea di Gomorra - La serie, e anche i romani Manetti Bros., che nel capoluogo partenopeo hanno ambientato sia Song'e Napule che Ammore e Malavita. Quest'ultimo sposava il "crime" con il musical proprio come un film d'animazione che è stato candidato a 7 David di Donatello e che ha vinto il Premio Caligari al Noir in Festival 2017. Gatta Cenerentola - che è diretto da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone- è però anche un film d'animazione, e il ricorso a questo linguaggio ha permesso ai suoi creatori di ingentilire il racconto, conservando il suo elemento fiabesco nonostante sul tavolo ci siano soprusi, droga, macchinazioni varie e omicidi.

Con le voci di Massimiliano Gallo, Maria Pia Calzone, Renato Carpentieri e Alessandro Gassman, Gatta Cenerentola ci porta nel ventre di una nave ancorata nel porto di Napoli dove vive la figlia quasi diciottenne di un armatore e scienziato brutalmente assassinato dal narcotrafficante Salvatore Lo Giusto e dalla sua amante Angelica, che l'uomo aveva ingenuamente preso in moglie. L'imbarcazione, che si chiama Megaride è in grado di registrare qualsiasi cosa accada al suo interno e di riprodurla sotto forma di ologrammi. Questo prodigio, nonché lo smercio di stupefacenti e i progetti edilizi riguardanti Napoli, sono frutto della fantasia dei quattro filmmaker, e ovviamente non hanno nulla a che vedere con la famosissima fiaba da cui il film è liberamente tratto, e che si intitola "La Gatta Cenerentola".

La fiaba La Gatta Cenerentola

"La Gatta Cenerentola" è stata scritta da Giambattista Basile e fa parte della raccolta postuma "Lo cunto de li cunti" (1634-1636), la stessa che ha ispirato a Matteo Garrone Il Racconto dei Racconti. La fiaba è molto diversa dalle versioni di Charles Perrault e deI fratelli Grimm, e anche dal film d'animazione della Disney uscito nel 1950. Innanzitutto è scritta in napoletano e il nome della protagonista non è Cenerentola ma Zezzolla. Ecco la trama:

Un giorno Zezzolla, su suggerimento della maestra, uccide la matrigna rompendole il collo con il coperchio di una cassapanca e poi convince il padre a sposare la maestra. Una volta sposata, la maestra da buona diventa cattiva e porta a casa le sue sei figlie. Zezzolla finisce in cucina e da allora il suo nome diviene Gatta Cenerentola. Un giorno Cenerentola, che ha ricevuto in dono un dattero, una zappa, un secchiello d'oro e una tovaglia di seta, pianta il dattero, e dal dattero nasce una pianta da cui esce una fata che in un giorno di festa veste Cenerentola come una regina. Cenerentola raggiunge le sorelle e incontra il re, che rimane incantato dalla sua bellezza e manda il suo servo più fedele a informarsi su di lei, ma Cenerentola scappa lasciando dietro di sé delle monete d'oro che il servo si ferma a raccogliere. Per tre volte Cenerentola va alla festa e incontra il re che cerca di farla inseguire. Durante l'ultima fuga Cenerentola perde la sua scarpetta e tutti sanno come poi finisce la storia.

La Gatta Cenerentola va all'opera

Prima di diventare il film d'animazione Gatta Cenerentola, la fiaba di Giambattista Basile è stata la base di un'opera teatrale in tre atti scritta e musicata da Roberto De Simone nel 1976: "La Gatta Cenerentola". Scritta in napoletano, era un mix di musica popolare dell'epoca e musica colta. Negli anni è stata portata tantissime volte sui palcoscenici dei più celebri teatri d'Italia. Influenzata dalle altre versioni della fiaba, vedeva protagonista, accanto a Cenerentola, la matrigna, che non veniva uccisa dalla ragazza su istigazione della maestra, ma diventava invece la villain della situazione. Basile, inoltre, per rendere l’opera più vivace, introdusse femminielli, lavandaie e altri personaggi di contorno.

Gatta Cenerentola: animazione e musica

Come noteranno gli appassionati di animazione che vedranno per la prima volta Gatta Cenerentola, i quattro registi hanno guardato al passato. A influenzarli sono stati diversi cartoni animati giapponesi degli anni '80 nonché Tim Burton, i film d'animazione Disney/Pixar e i capolavori del grandissimo Hayao Miyazaki. Da un punto di vista tematico invece, il loro riferimento è stato "Amleto" di Shakespeare, in cui il passato si ripresenta dando l'avvio a una catena di tragici eventi. La maniera in cui Rak, Guarnieri, Sansone e Cappiello descrivono Napoli fa invece pensare a come raccontava Londra Charles Dickens nei suoi romanzi.

Forse non tutti sanno che Dario Sansone, uno dei registi del film, è il frontman di una band chiamata Foja e conosciuta anche fuori Napoli. Le musiche originali di Gatta Cenerentola sono state composte proprio da un componente dei Foja, Luigi Scialdone, insieme ad Antonio Fresa. Lo stesso sodalizio artistico ha dato vita alla colonna sonora de L'arte della felicità, di Alessandro Rak. "La colonna sonora si è formata nelle prime stesure della sceneggiatura" - hanno raccontato Fresa e Scialdone - "nella quale gli autori avevano inserito alcuni brani già preesistenti ed alcune canzoni da riadattare. Questo arcipelago di canzoni e spunti strumentali che sono in parte rimasti nella colonna sonora hanno suggerito il mood e la necessità di creare un'atmosfera omogenea in tutto il film. Anche la lavorazione a stretto contatto con gli attori per alcune musiche di scena ha ispirato alcune scelte sia stilistiche che timbriche". Per quanto riguarda i generi di appartenenza dei vari brani, Scialdone e Fresa hanno spiegato: "La scrittura originale potrebbe essere suddivisa in tre aree, lo swing incalzante della prima parte del film, i temi malinconici e meditativi che raccontano l'animo di Cenerentola, la memoria e la decadenza della nave Megaride. Infine la parte crime dove i toni sono più scuri e arricchiti da un beat urbano e chitarre elettriche pulp".



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