lunedì 17 agosto 2020

Windstorm - Liberi nel vento: il film tedesco sull'amicizia tra una ragazzina e un cavallo selvaggio

Cavalli e ragazzi sono sempre stati un connubio ideale, fin dai tempi del film con Elizabeth Taylor Gran Premio. La regista tedesca Katja von Garnier ha dunque iniziato con Windstorm – Liberi nel vento - presentato nel 2013 al Festival del cinema di Giffoni - quella che è diventata una quadrilogia di grande successo, con due sequel nel 2015 e nel 2017, sull'amicizia tra una ragazza e uno stallone apparentemente indomabile, che risponde solo a lei. La serie è così popolare che alle avventure di Mika e Windstorm sono stati dedicati sei libri e tre videogame. Il quarto film, del 2019, non è diretto da Katja von Garnier ed ha un'altra giovane protagonista.

La storia ha al centro Mika (Hanna Binke), una ragazzina ribelle trascurata dai genitori, che la mandano nella fattoria della severa nonna per l'estate. Lì la ragazza incontra il giovane stalliere Sam (Marvin Linke) e Windstorm, un cavallo ritenuto indomabile e destinato al macello. Tra Mika e la splendida creatura si instaura subito un rapporto di reciproca fiducia e lei prende lezioni di equitazione per partecipare a una gara con Windstorm e salvarlo dalla sua sorte.

Katja Von Garnier su Windstorm - Liberi nel vento

La regista Katja Von Garnier ha frequentato la famosa Scuola di cinema e televisione di Monaco e attualmente vive a Los Angeles col marito e il figlio. È specializzata in film per ragazzi e nel 1997 ha ottenuto un grande successo col film Bandits. Due anni dopo è stata invitata a far parte della Giuria del festival di Berlino. Nel 2004 ha diretto il suo primo film americano, un tv movie per HBO, intitolato Angeli d'acciaio, sul movimento per il voto alle donne, con Anjelica Huston, Hilary Swank e Frances O'Connor nel cast.

Sull'esperienza di Windstorm (Ostwind in originale) ha dichiarato:

Ho fatto questo film perché mi ha dato l'opportunità di mostrare la magia che può accadere tra un essere umano e un cavallo e per raccontare il rapporto di amicizia che si crea tra di loro invece dello sfruttamento dell'animale da parte dell'uomo per i propri fini. Sono cose a cui tengo particolarmente perché adoro i cavalli. Non è stato facile girare con ragazzi e cavalli, perché i primi possono stare sul set solo un numero limitato di ore (Hanna Binke aveva 15 anni all'epoca delle riprese, ndr) e certo i cavalli non fanno sempre quello di cui hai bisogno, quindi a volte abbiamo dovuto lasciar perdere tutto quello che avevamo programmato e abbiamo ripreso al volo quello che il cavallo faceva spontaneamente. Perciò abbiamo dovuto essere molto spontanei ed è stata un'esperienza fantastica.


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