lunedì 17 agosto 2020

Mulan: gli attivisti di Hong Kong lanciano il boicottaggio del film

Due donne sono al centro della feroce polemica politica a Hong Kong. Dopo l’arresto della giovane leader attivista per la democrazia Agnes Chow, la settimana scorsa, in seguito all’inasprimento delle leggi sulla libertà d’espressione da parte della Cina, i manifestanti invitano ora al boicottaggio del film Disney Mulan, basato su una storia del folklore cinese. La ragione sarebbe legata alle parole della giovane protagonista, Liu Yifei, che si è schierata dalla parte della polizia che negli ultimi mesi ha represso le proteste contro il giro di vite sui diritti umani da parte della madrepatria.

Proprio un meme con Mulan, emblema da tempo di eroismo femminile in Cina, è stato al centro delle proteste via twitter, mentre la Chow è diventata per gli abitanti dell’ex città stato la nuova Mulan. Dopo essere stata arrestata, per la quarta volta, “la più terrificante”, come ha dichiarato, è stata rilasciata su cauzione senza che sia stata accusata formalmente di alcunché.

Liu Yifei si è espressa così sulle manifestazioni e sulla forza eccessiva e spropositato utilizzata per reprimerle, “supporto la polizia di Hong Kong, ora potete anche tutti picchiarmi”. L’arresto recente di Agnes Chow ha alimentato, con l’avvicinarsi dell’uscita di Mulan, in Cina nelle sale, in molti altri paesi su Disney+, la richiesta di boicottaggio nei confronti del film da parte dei manifestanti per la democrazia a Hong Kong con l’hashtag #BoycottMulan.



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