martedì 15 novembre 2022

Glass Onion, Rian Johnson, il giallo e "fare le cose nello stesso modo in cui le faceva Agatha Christie"

C’erano tutti. O quasi. Non c’era Dave Bautista, impegnato su un set in Polonia, e non c’è Daniel Craig che non stava tanto bene, e al quale tutti hanno mandato un saluto affettuoso. Ma, per il resto, non mancava nessuno, a questa conferenza stampa mondiale: dal regista, sceneggiatore e produttore Rian Johnson fino a tutti gli altri membri del cast di Glass Onion - Knives Out (Janelle Monáe, Kathryn Hahn, Kate Hudson e Leslie Odom Jr., cui si aggiungono in ruoli di contorno Jessica Henwick e Madelyn Cline) attesissimo nuovo film che vedremo in cinema selezionati dal 23 novembre e in streaming su Netflix dal 23 dicembre e che, dopo il primo Cena con delitto, continua a racconta le avventure del detective Benoit Blanc, interpretato da Craig,
Esattamente come i Manetti Bros. a proposito di Diabolik: Ginko all’attacco!, anche Rian Johnson ha voluto sottolineare come Glass Onion non sia un sequel, ma un nuovo film incentrato sul personaggio di Blanc. Il tentativo, ha spiegato Johnson, è stato quello di fare le cose “nello stesso modo in cui le faceva Agatha Christie, di cui sono un grande fan”, che scriveva libri di Poirot o Miss Marple “cambiando il mistero, le location, e i personaggi. In ogni libro lei cambiava stile, inventava cose, innovava strutture; ogni suo libro era davvero una cosa a sé. Noi volevamo fare la stessa cosa, girare un film che regalasse allo spettatore lo stesso piacere del primo, ma che sembrasse una cosa nuova”.
Un segnale forte, in questo senso, ha continuato Johnson, è stato "spostarci dai marroni del New England fino ai blu e i gialli della Grecia”. La Grecia perché “c’è una lunga tradizione nel giallo che riguarda le location esotiche e vacanziere, i cosiddetti vacation mystery. E poi anche perché il copione l’ho scritto durante il lockdown, sognando di poter essere lì e sperando di poter presto tornare a viaggiare”.

In Grecia, su un’isola dove ci saranno solo loro, i protagonisti di Glass Onion arrivano invitati da un multi-miliardario del tech (Edward Norton), che ha voluto vicino a sé i suoi amici più cari per un weekend di relax e di gioco. Un gioco in cui dovranno scoprire chi ha assassinato (per finta)  il loro ospite. E va da sé che che invece il morto ci scappa veramente e a dover individuare il colpevole sarà Benoit Blanc, finito anche lui, per motivi poco chiari, in mezzo a questa allegra brigata.
Allegri sono anche tutti questi attori, presenti alla conferenza stampa globale di Glass Onion, che come accade anche in quelle di tanti film italiani hanno trascorso la maggior parte del tempo a ridacchiare fra loro e a raccontarsi e raccontarci quanto si siano divertiti sul set.
D’altronde, ha ricordato Johnson "cerchi sempre di avere i migliori attori a disposizione, ma dovevo formare un gruppo unito col quale avrei dovuto passare molto tempo assieme, e quindi è logico cercare anche persone con le quali pensi poi ti troverai bene”.

Il primo incontro tra questi attori, ha raccontato Kate Hudson, è avvenuto a casa di Daniel Craig, proprio in Grecia.
“Ci ha accolti con addosso una camicia salmone e con le espadrillas ai piedi, servendoci dei cocktail: c’e davvero tanto di Benoit Blanc in Daniel, molto più di quanto non sia per altri suoi personaggi”, ha detto Norton. “Quando fa Bond recita, quando è Benoit è sé stesso”.
“Guardare Daniel al lavoro è stato un privilegio”, ha commentato Kathryn Hahn, “è davvero un professionista incredibile, rispetta il testo di Rian donandogli la sua personalità e la sua comicità fisica, il suo controllo del corpo erano eccezionali” .
“Quando uno come Rian chiama”, ha ripreso Norton, “ e ti dice che in pratica metterà in piedi un campo estivo per gente poco seria e che ha bisogno di te, tu accetti. È ironico come la recitazione sia rivestita di innumerevoli strati di serietà, ma che alla fine si tratti di adulti che si travestono e che fanno finta di essere altre persone. Quando in un film come questo torni a quel concetto di base, ti liberi da ogni pretenziosità e pensi a divertire il pubblico, i tuoi colleghi e te stesso, recitare diventa davvero qualcosa di speciale”.
Su se avesse preso ispirazione da qualche personaggio reale per modellare il suo Miles, Norton ha invece commentato dicendo che “la lista di persone a cui potremmo dire di esserci ispirati diventa più lunga di giorno in giorno. È come per la canzone di Carly Simon “You’re so vain”, e i tanti che hanno pensato parlasse di loro: ci sono tanti tech illuminarti che penseranno di vedersi in Miles, uomini e donne”.

Rian Johnson, in conclusione, ha detto di essere stato felice di aver contribuito con Knives Out “alla riscoperta di un genere, che poi è stato anche ripreso da altri. Penso ai film tratti da Agatha Christie che guardavo da piccolo con la mia famiglia, e al grande impatto che hanno avuto su di me: ora ragazzi che hanno la mia stessa età di allora riscoprono questo genere, e io sono molto contento di questo”.
“La ragione per cui i film di Rian sono così amati”, ha aggiunto Norton, “è perché, come Agatha Christie, ha catturato nei suoi film lo zeitgeist del momento intrecciandolo con le convenzioni del genere, raccontando le difficoltà nei tempi che stiamo vivendo con una forma elegante ma attualizzata. E nella sua superficie così lucida tu ti ci puoi rispecchiare”.



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