mercoledì 3 giugno 2026
Coyote vs. Acme prende in giro Avengers: Doomsday nel nuovo trailer
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The Batman 2, parla Robert Pattinson: La verità sul suo fisico e cosa dobbiamo aspettarci sul set
Robert Pattinson ha offerto un aggiornamento sulle riprese di The Batman 2 e ha colto l’occasione per difendere il suo fisico da supereroe entrato nel mirino dei fan. Diretto da Matt Reeves, The Batman ha ottenuto un buon riscontro tra pubblico e botteghino, favorendo così la realizzazione di un sequel diretto intitolato The Batman 2, in arrivo ad ottobre 2027 sul grande schermo.
Nel frattempo, dietro le quinte è tutto pronto: la produzione ha preparato il terreno per avviare le riprese e, a tale proposito, Pattinson ha raccontato di più del fitto programma da rispettare per preservare la data d’uscita già fissata. Al tempo stesso, l’attore ha difeso il suo fisico, criticato da alcuni fan.
The Batman 2, Robert Pattinson difende il suo fisico dalle critiche e svela di più sulle riprese in arrivo
Ai microfoni di GQ, Robert Pattinson ha affrontato la sua versione di Bruce Wayne, impegnato in una sorta di thriller poliziesco a Gotham City. A partire dal primo film, il suo Batman ha incassato diverse critiche da parte dei fan, soprattutto per il suo fisico a detta di alcuni “poco da supereroe”. A distanza di tempo da allora, Robert Pattinson ha deciso di affrontare quelle critiche e, ai microfoni di GQ, ha ammesso che, nonostante le critiche per il suo aspetto fisico, si è impegnato molto a livello fisico per quel film. E, in vista del sequel, ha previsto l’installazione di una palestra in casa: “Tutti mi dicevano: ‘Non ti sei allenato per niente’. Ma mi allenavo tutti i santi giorni. Anche dopo, sembro ancora uno che non si allena. Mi allenavo due volte al giorno, dalle tre del mattino”.
Pattison ha ricordato anche della battuta fatta durante un’intervista, quando ha affermato che l’esercizio fisico non è poi così “cool”, ma quelle parole hanno sortito l’effetto di un boomerang. A tale proposito, ha spiegato: “Era soltanto qualcosa che ho detto in un’intervista per scherzare, per sembrare figo”. Durante la stessa intervista, Robert Pattinson ha offerto anche un aggiornamento in merito alle riprese di The Batman 2, spiegando che sono previste 11 settimane di riprese notturne. “L’ho sentito dire allo stuntman l’altro giorno, ma nessuno mi aveva ancora mandato il programma”.
Oltre a Robert Pattinson di ritorno come Bruce Wayne, in The Batman 2 troveremo ancora una volta Jeffrey Wright e Andy Serkis, come commissario Gordon e Alfred. Al cast si uniscono anche Sebastian Stan e Scarlett Johnasson, che dovrebbero interpretare Harvey e Gilda Dent. Torna anche Colin Farrell come il Pinguino e tra le novità spicca anche Charles Dance.
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martedì 2 giugno 2026
I migliori film in streaming di Idris Elba, che interpreta Man-At-Arms in Masters of the Universe
L’arrivo nelle sale italiane ed internazionali Master of the Universe riporta sul grande schermo il carisma e la versatilità di Idris Elba. Ed è proprio al talentuoso attore londinese che vogliamo dedicare i nostri consueti cinque film in streaming. Buona lettura.
I migliori film in streaming interpretati da Idris Elba, nel cast di Masters of the Universe
- Prometheus
- Pacific Rim
- Molly’s Game
- The Harder They Fall
- A House of Dynamite
Prometheus (2012)
Il primo cineasta di culto a offrire a Elba una parte importante sul grande schermo è addirittura Ridley Scott, il quale lo chiama come potente capitano della nave. I suoi duetti con la protagonista Charlize Theron sono indubbiamente tra le cose migliori di Prometheus, film di fantascienza che lavora meglio da solo che come prequel di Alien. Lo spettacolo è notevole dal punto di vista visivo, il cast formato anche da Noomi Rapace, Michael Fassbender, Guy Pearce consente al pubblico di divertirsi e gustare personaggi a tratti deliranti. Non mancano i momenti horror, ma nel complesso il film si presenta come un enorme spettacolo di fantascienza. Siamo lontani dall’originale, ma ci si diverte. Ed Elba offre una prova sostanziosa. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Netflix, TIMVision, Disney +.
Pacific Rim (2013)
Grandioso spettacolo per amanti di disaster-movie, robot contro mostri giganteschi e tutto il resto. Guillermo del Toro mette in scena un guilty pleasure maestoso e scatenato, cui Elba partecipa insieme a Charlie Hunnam, Rinko Kikuchi, Charlie Day, Burn Gorman e Ron Perlman. Pacific Rim è uno dei migliori film d’evasione del nuovo millennio, pieno di ritmo di trovate cinematografiche portentose. Il finale è robusto, la sceneggiatura ritmata al punto giusto. Onestamente ci si diverte sotto ogni punto di vista. Peccato che al botteghino sia andato benino ma non benissimo, ne avremmo voluti vedere molti altri diretti da Benicio. Infatti il sequel è piuttosto tremendo…Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW.
Molly’s Game (2017)
Chiamato addirittura da Aaron Sorkin per il suo esordio dietro la macchina da presa, Elba risponde con una prova perentoria e stringata, la quale ottimamente supporta una volitiva e audace Jessica Chastain. Ispirato a una storia vera, Molly’s Game è un film sulla tenacia e sull’avidità, sul desiderio di affermazione personale a ogni costo. I duetti tra la protagonista e il padre Kevin Costner sono enormi, il resto è cinema magnificamente scritto. La regia è ancora lievemente acerba, ma Sorkin si rifarà in seguito. Il suo cinema si conferma denso di significati, potente nell’esposizione, incentrato su persone vere e senza stereotipi attaccati. Nomination all'Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Dovuto. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Rai Play, NOW.
The Harder They Fall (2021)
Jeymes Samuel dirige questo western funambolico e scatenato in versione all-black: Elba è il cattivissimo criminale che domina tutto e tutti, cui si oppone il giovane protagonista. The Harder They Fall è un lungometraggio di genere iperbolico, pieno di trovate visive notevoli ma senza troppo costrutto narrativo. Il risultato è comunque godibile, anche perché quando ammiri recitare anche Regina King, Zazie Beets, LaKeith Stanfield, Delroy Lindo, Danielle Deadwyler, ecco che il gioco è fatto. La parte del leone la fa però Elba, che dimostra di divertirsi un mondo nei suoi monologhi anfitrioni e smodati. Film quasi gradasso, che però sa quel che vuole mettere in scena. Disponibile su Netflix.
A House of Dynamite (2025)
Chiudiamo col grande film diretto da Kathryn Bigelow, la quale adopera l'esperimento narrativo di raccontare la stessa storia per tre volte di fila al fine di mettere in scena i vari lati di un possibile attacco nucleare. A House of Dynamite possiede una prima parte che è un capolavoro, dominata da una Rebecca Ferguson. Poi la tensione cala nei successivi due episodi ma sale l’empatia, la coesione tra i personaggi, il terrore dell’impossibilità di fermare la devastazione. Grande esercizio di stile al servizio di una storia purtroppo estremamente veritiera. FIlm che avrebbe meritato di partecipare alla stagione dei premi come protagonista. Peccato davvero sia stato ignorato. Elba è protagonista notevole del terzo atto, quello che contiene i valori morali della storia. Asfissiante e necessario. Disponibile su Netflix.
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Gene Wilder, arriva il biopic del grande attore di Frankenstein Junior
Scomparso nel 2016, Gene Wilder è stato uno dei più grandi attori comici di Hollywood: normale ricordare Frankenstein Junior e Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, ma la sua carriera iniziò molto prima sul palcoscenico, alla fine degli anni Cinquanta, per poi concludersi nei primi Duemila. Lui stesso raccontò la sua vita, per cui oggi il regista Dito Montiel ha deciso di tradurla per il grande schermo, in un biopic targato Intrinsic Value Films e Mgmt Entertainment. Ci domandiamo chi avrà il coraggio di vestire i panni di Gene. Leggi anche Mel Brooks celebra l'indimenticabile Gene Wilder: "Mi manca, quando è morto ero inconsolabile"
Gene Wilder raccontato in un biopic di Dito Montiel
Narra la leggenda che Gene Wilder decise di diventare un attore a 11 anni: era il 1944 e da allora impegnò tutto sé stesso per diventare un inattaccabile professionista. Ricevette due nomination all'Oscar, una come miglior attore non protagonista in Per favore, non toccate le vecchiette (1969) e un'altra per la miglior sceneggiatura non originale di Frankenstein Junior (1974), quest'ultima condivisa con Mel Brooks, regista di entrambi i film: sodale, partner artistico e grande fraterno amico. Sono comunque entrate nel mito altre sue interpretazioni, come quella di Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato (1971) e Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974), nonché commedie meno blasonate ma comunque in grado di garantire quel tot sicuro di audience in ogni palinsesto, nei decenni: Wagon-lits con omicidi (1976), Non guardarmi: non ti sento (1989), insieme alla sua regia La signora in rosso (1984), volano per l'iconica "I Just Called to Say I Love You" di Stevie Wonder (anche se tra le regie occupa un posto nel nostro cuore il delirante Il fratello più furbo di Sherlock Holmes, esordio dietro alla macchina da presa nel 1975). C'è tanto da raccontare non solo della carriera, ma anche della vita di Gene Wilder, da lui stesso riassunte nella caustica autobiografia "Baciami come uno sconosciuto. La mia ricerca dell'amore e dell'arte" (2006), includendo la sua storia d'amore con la moglie e collega Gilda Radner, prematuramente scomparsa per un cancro.
Il regista Dito Montiel si è sentito in dovere di accettare di dirigere il copione di Jeremy Roth, con l'intenzione di raccontare l'uomo dietro all'indimenticabile maschera: "Gene Wilder è stato tra le poche persone in grado di essere allo stesso tempo più buffo e più triste di chiunque fosse in una stanza con lui, in quel momento. Non è un personaggio, è una vita. Non potevo dire di no." In attesa di sapere chi avrà l'ardire di reincarnarsi per noi in Wilder sul grande schermo, ricordiamo che Montiel fu Leone d'Argento a Venezia per il suo debutto con Guida per riconoscere i tuoi santi (2006).
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I sette mariti di Evelyn Hugo ha una regista: il film Netflix passa nelle mani della star di Pitch Perfect
Da tempo I sette mariti di Evelyn Hugo attendeva un aggiornamento consistente e quel giorno è finalmente arrivato. Il progetto, arenatosi, potrebbe presto attivare i motori ed è tutto merito della nuova regista associata al progetto. Il suo nome potrebbe aver già catturato l’attenzione, ancor di più se associato ad un adattamento cinematografico tratta dall’opera letteraria di Taylor Jenkins Reid.
Il romanzo, pubblicato nel 2017, ha venduto oltre 24 milioni di copie in tutto il mondo tradotto in 43 lingue, anche grazie alla forte spinta ricevuta da TikTok e dalla community del BookTok, restando in classifica dei bestseller del New York Time per settimane. Il progetto cinematografico, invece, ha accusato una forte battuta d’arresto con la perdita della regista precedentemente associata al film. Ora, però, secondo Deadline un altro talento avrebbe ottenuto l’incarico.
I sette mariti di Evelyn Hugo, il film ha finalmente scelto la sua regista: tutto quello che sappiamo sull’adattamento diretto da Anna Kendrick
C’è chi ha imparato a conoscerla grazie a Pitch Perfect, chi la ricorderà probabilmente anche nella saga cinematografica di Twilight e chi l’ha adorata accanto a Blake Lively in Un piccolo favore: Anna Kendrick non è soltanto un’attrice, ma anche una regista e darà prova di sé alla guida di I sette mariti di Evelyn Hugo. In precedenza, ha diretto Woman of the Hour nel 2023, per cui I sette mariti di Evelyn Hugo rappresenta il suo secondo lungometraggio da regista, realizzato sempre in collaborazione con Netflix. Ad occuparsi della sceneggiatura è invece Francesca Sloane, partita dalla prima bozza di Liz Tigelaar. Taylor Jenkins Reid, l’autrice del romanzo, è stata coinvolta nel film come produttrice esecutiva.
La trama di I sette mariti di Evelyn Hugo racconta di una diva hollywoodiana ormai sul viale del tramonto che intende raccontare la storia della sua vita soltanto ad una persona: Monique Grant. La donna è una giovane reporter quasi sconosciuta, ma che ai suoi occhi rappresenta la perfetta candidata per redigere la sua biografia. A Monique, racconterà della storia dei suoi sette mariti e della sua unica e grande storia d’amore inedita. Ma perché scegliere proprio Monique? E perché si è decisa soltanto adesso? Seduta nel suo splendido appartamento di Manhattan, Monique ascolta le parole di Evelyn Hugo e, man mano che la storia procede entrando nel dettaglio, Monique si ritrova ben presto a considerare che le loro vite sono come intrecciate da un segreto.
Prima di Anna Kendrick, ad occuparsi dell’adattamento cinematografico di I sette mariti di Evelyn Hugo era Maggie Betts. Pare, poi, che abbia abbandonato il progetto, seppur non siano state condivise informazioni in merito. Prima ancora, quel ruolo era stato affidato anche a Leslye Headland, a sua volta chiamatasi fuori dal progetto. Per Taylor Jenkins Reid, si tratta di un nuovo adattamento tratto da un suo romanzo dopo il successo della miniserie Daisy Jones & The Six per Prime Video. Ora non resta da capire chi interpreterà l’amatissima diva protagonista.
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Lex Luthor è pronto alla battaglia: primo sguardo all'iconica armatura in Man of Tomorrow
A quanto pare Lex Luthor non starà a guardare quando tornerà sul grande schermo in Man of Tomorrow, sequel diretto di Superman lanciato al cinema nel 2025 con la regia di James Gunn. È stato proprio quest’ultimo, di recente, ad offrire un succoso aggiornamento in merito alle riprese del film, offrendo un primo sguardo ad un dettaglio tecnico che riguarda proprio il personaggio interpretato da Nicholas Hoult.
Introdotto in Superman, Lex Luthor ha dato del filo da torcere a Kal-El. In Man of Tomorrow, invece, i due dovranno mettere da parte ogni rancore passato per affrontare insieme una nuova, spietata minaccia che vuole nuocere la Terra. Dietro le quinte, Nicholas Hoult starebbe testando l’armatura che Lex utilizzerà per scendere in campo di battaglia.
Man of Tomorrow, James Gunn offre un primo sguardo all’armatura di Lex Luthor: a cosa serve?
Via social, il regista e sceneggiatore James Gunn ha offerto ai fan più curiosi un primo assaggio di quella che sarà l’iconica armatura di Lex Luthor traendo spunto proprio dai fumetti DC. Da quanto mostrato nella nuova immagine condivisa dal set, l’armatura di Lex è stata realizzata con effetti pratici, per cui non sarà tutto in CGI.
Nei fumetti, Lex Luthor utilizza la Warsuit per riequilibrare le forze con Superman. Si tratta di armature sviluppate dalla LexCorp, ma nella prima immagine mostrata da James Gunn non appare il logo dell’azienda in questione sulla corazza di Lex. Qualora dovesse realmente trarre spunto da quanto narrato nei fumetti, l’armatura indossata da Luthor dovrebbe conferirgli maggiore resistenza, forza e capacità di volare e sarebbe l’unica alternativa da utilizzare contro una minaccia extraterrestre come Brainiac, introdotto già da tempo come nuovo villain in arrivo.
Indossando quell’armatura, Lex Luthor potrebbe prendere parte attivamente allo scontro senza perdere la vita all’istante. Inoltre, grazie all’armatura, Lex potrà portare avanti il suo senso di superiorità nei confronti di Kal-El già introdotto in Superman. Se nel precedente film, Lex ha mosso ogni azione tenendo conto del proprio ego, in Man of Tomorrow tenterà quantomeno di essere alla pari di Superman, indossando una tuta tecnologica che gli permetta di affiancare la sua nemesi in campo.
Dopo il successo al botteghino di Superman, film che lanciato ufficialmente il DCU sul grande schermo, James Gunn torna alla regia e alla sceneggiatura di Man of Tomorrow, sequel diretto attualmente in fase di produzione che offrirà a David Corenswet ancora una volta lo spazio da protagonista. Il suo Clark Kent verrà affiancato da Lex Luthor di Nicholas Hoult, ma non è chiaro quanto durerà questa traballante alleanza. Nel cast ritornano anche Rachel Brosnahan, Skyler Gisondo, Isabela Merced, Frank Grillo, Nathan Fillion e Edi Gathegi, mentre tra le novità figurano Lars Eidinger e Aaron Pierre.
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lunedì 1 giugno 2026
1997: Fuga da New York torna con Zack Snyder, ma nel remake spunta anche John Carpenter
Zack Snyder sembrerebbe tornare alle origini, poiché il prossimo progetto in cantiere è un remake. Tutto ha avuto inizio nel 2004, quando Snyder ha diretto il remake di Zombi (Dawn of the Dead) intitolato L’alba dei morti viventi, addentrandosi ufficialmente sul grande schermo come regista. A distanza di più di vent’anni da allora, il suo nome è stato poi fortemente associato all’universo dei supereroi DC, da L’uomo d’acciaio a Justice League.
Tra non molto, invece, dovrebbe occuparsi del remake di 1997: Fuga da New York, annunciato qualche mese fa in occasione del CinemaCon 2026 da Studiocanal. Intitolato in lingua originale Escape from New York, il film in questione è stato distribuito nel 1981 con la regia di John Carpenter e con protagonista Kurt Russell. A distanza di quarantacinque anni da allora, Zack Snyder si occuperà di un remake.
1997: Fuga da New, il remake sta prendendo forma e ha finalmente scelto il suo regista
Secondo quanto riferito da The Hollywood Reporter, Zack Snyder è stato ingaggiato non solo per occuparsi della regia, ma anche della sceneggiatura del remake di 1997: Fuga da New York, il classico d’azione distopico di John Carpenter che ha introdotto al pubblico un antieroe freddo, dotato di benda sull’occhio e un tatuaggio a forma di cobra.
Leggi anche 1997: Fuga da New York, remake in arrivo per il cult di John CarpenterIl remake sarebbe attualmente in fase di sviluppo, per cui ha compiuto passi in avanti considerato che la sua realizzazione era nell’aria da anni. L’idea, come riferisce The Hollywood Reporter, è quella di distribuire il remake di 1997: Fuga da New York nelle sale cinematografiche, ma non è stata ancora comunicata una presunta finestra d’uscita. Snyder figura anche come produttore del progetto insieme ai soci della sua casa di produzione Stone Quarry, Deborah Snyder e Wesley Coller. E pare che anche John Carpenter sia stato coinvolto nel remake come produttore esecutivo.
La storia di 1997: Fuga da New è ambientata in una realtà distopica in cui Manhattan era stata trasformata in una sorta di prigione di massima sicurezza. La criticità emerge nel momento il cui il presidente degli Stati Uniti d’America precipita d’improvviso nella città in rovina, portando con sé materiale sensibile che potrebbe cambiare il mondo per sempre. In suo soccorso arriva un ex militare diventato fuorilegge: il suo nome è Plissken e sarà costretto a salvare il presidente affrontando bande criminali, ex soci e persino l’esercito. Ad interpretare Plissken all’epoca è stato Kurt Russell, ma non è chiaro chi subentrerà nel remake. Come riporta The Hollywood Reporter, la visione di Zack Snyder per quanto segreta punterebbe ad un film più crudo e realistico, utilizzando effetti speciali pratici o location reali.
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Stasera in TV: Film da vedere Lunedì 1 Giugno, in prima serata
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28 anni dopo, il regista conferma: ecco quando iniziano le riprese del terzo film
Tornano al cinema a distanza di oltre vent’anni dal primo capitolo, 28 anni dopo ha introdotto ancora una volta le dinamiche dell’universo apocalittico lanciato nel 2002 con 28 giorni dopo, con protagonista Cillian Murphy. Dopo 28 settimane dopo distribuito nel 2007, il franchise horror è tornato con un nuovo capitolo che avrebbe dato il via ad una nuova trilogia.
Il primo, intitolato semplicemente 28 anni dopo, è stato diretto e co-prodotto da Danny Boyle, lo stesso regista che ha introdotto quell’universo terrificante nel 2002. Ed è stato proprio quest’ultimo, di recente, a rivelare la presunta data di inizio riprese del terzo ed ultimo capitolo della nuova trilogia.
28 anni dopo, il regista spiega perché le riprese del terzo film sono state posticipate
La storia è ambientata ancora una volta nel Regno Unito, abbandonato a se stesso dopo l’epidemia del virus della rabbia che ha decimato la popolazione trasformando gli infetti in zombie. Nello specifico, la storia di 28 anni dopo parte da Lindisfarne, una piccola isola protetta dall’alta marea che impedisce agli infetti di raggiungere la comunità presente sul territorio. Ma la forza degli eventi trascinerà parte di questa comunità verso la terraferma mettendo a repentaglio la vita dei sopravvissuti. Dopo il primo esperimento, 28 anni dopo è tornato di recente al cinema con un sequel diretto intitolato 28 anni dopo – Il tempio di ossa, distribuito nelle sale a gennaio 2026 e diretto da Nia DaCosta.
Il terzo ed ultimo capitolo della nuova trilogia invece rivedrà Danny Boyle ancora una volta alla regia, ma è stato quest’ultimo a svelare di recente quando potrebbero iniziare le riprese del nuovo film. Ai microfoni di Screen Rant, ha precisato: “Il tempo a nostra disposizione è terminato. Perché è ambientato in una zona della Gran Bretagna dove si può girare solo in determinati periodi dell'anno. Quest'anno abbiamo sforato con i tempi. Quindi, incrociando le dita, speriamo di poterlo fare l’anno prossimo. L’entusiasmo non manca e Alex Garland ha scritto una sceneggiatura meravigliosa”. Danny Boyle e Alex Garland hanno iniziato insieme questa avventura cinematografica, raccontando di un mondo alle prese con un drastico cambiamento già nel 2002, con Boyle alla regia e Garland alla sceneggiatura. Entrambi, poi, sono stati coinvolti come produttori del sequel 28 settimane dopo e, a distanza di anni, sono tornati con 28 anni dopo riprendendo il ruolo di regista e sceneggiatore.
Garland ha lavorato anche alla sceneggiatura di 28 anni dopo – Il tempio di ossa, ma con la regia di Nia DaCosta, mentre il terzo ed ultimo capitolo della trilogia riunirà regista e sceneggiatore. A detta di Boyle, le riprese dovrebbero iniziare nel 2027, ma il progetto non ha ancora rivelato una data d’uscita.
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domenica 31 maggio 2026
5 film in streaming per rendere omaggio a Morgan Freeman, il quale compie oggi 89 anni
Compie oggi 89 anni Morgan Freeman, attore che ha scritto molte e fondamentali pagine di cinema americano contemporaneo. Dall’esordio nell’intenso Brubaker interpretato da Robert Redford, Freeman ha regalato agli spettatori una serie di grandi interpretazioni, capaci di mostrare sia l’innato carisma che la versatilità. Candidato per cinque volte al premio Oscar - tre volte come protagonista - l’attore originario di Memphis, Tennessee, ha collaborato con i più grandi autori americani contemporanei. Qui sotto trovate cinque film in streaming che hanno segnato in maniera indelebile la sua carriera. E il nostro immaginario cinematografico. Buona lettura.
Cinque film in streaming interpretati da Morgan Freeman
- Glory - Uomini di gloria
- Gli spietati
- Le ali della libertà
- Seven
- Million Dollar Baby
Glory - Uomini di gloria (1989)
Dopo la prima nomination all’Oscar conquistata grazie a Street Smart, Freeman giganteggia in un cast grandioso nel film sulla guerra civile diretto da Edward Zwick. Glory - Uomini di gloria ottiene un enorme consenso di critica e pubblico e ottiene addirittura tre premi Oscar, tra cui quello per la fotografia del grande Freddie Francis e per l’attore non protagonista, un leggendario Denzel Washington. Matthew Broderick, Cary Elwes, Andre Braugher e molti altri attori di enorme efficacia compongono un cast eccezionale. Scene ad alta tensione emotiva, ricostruzione drammatica e concisa per un lungometraggio appassionante. Film davvero difficile da dimenticare. Come se ne potevano fare molto tempo fa, mentre oggi…Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
Gli spietati (1992)
Prima collaborazione con Clint Eastwood, il quale lo vuole come compagno d’armi in questo western crepuscolare che ha scritto la storia del cinema. A caratteri cubitali. Gli spietati è una rivisitazione nichilista del mito del bounty killer, messa in scena dal proprio autore con una maestria compassata e malinconica. Un Gene Hackman monumentale conquista l’Oscar per il Supporting Actor, e arrivano le statuette anche per film, regia e montaggio. Richard Harris è il quarto “cavaliere” di un cast straordinario, il quale eleva ancor di più una regia destinata a essere considerata perfetta. E a ragione. La sequenza della resa dei conti finale è assoluta. Cinema allo stato puro. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVIsion, Amazon Prime Video.
Le ali della libertà (1994)
Il classico e amatissimo prison-movie diretto da Frank Darabont e ispirato dal racconto di Stephen King consente a Freeman di impersonare un personaggio in chiaroscuro magnetico e doloroso. L’alchimia con il coprotagonista Tim Robbins è incredibile, e se poi si aggiungono al cast caratteristi di spessore come Bob Gunton, James Whitmore e Clancy Brown, il risultato è assicurato. La fotografia di Roger Deakins fa de Le ali della libertà un film visivamente prezioso, scandito da una sceneggiatura altrettanto magnetica. E il finale è davvero la storia del cinema. Grande cinema di genere che si trasforma in visione personale e sentita. Sette nomination all’Oscar tra cui quelle al film, all’adattamento e a Freeman come protagonista. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
Seven (1995)
Altro capolavoro per Freeman, uno dei grandi film di culto di quel decennio. David Fincher imbastisce una messa in scena lugubre e piovosa in cui lui e Brad Pitt danno la caccia al biblico serial-killer che terrorizza i bassifondi. Gwyneth Paltrow, Kevin Spacey, Richard Schiff e altri interpreti di lusso sono il tessuto su cui Seven costruisce uno dei più grandi thriller mai realizzati. L’atmosfera è infernale, la messa in scena straordinaria, la progressione narrativa magnificamente articolata, fino a un finale che non concede speranza se non quella del sangue. Altro Titolo che oggi sarebbe impossibile realizzare nuovamente, di sicuro non con quella potenza estetica e quel rigore nel presentare la quotidianità del “male”. Intenso e a suo modo poetico. Geniale. Disponibile su Infinity +, Amazon Prime Video.
Million Dollar Baby (2004)
Chiudiamo con la nuova collaborazione con Clint Eastwood che finalmente regala a Freeman l’Oscar come non protagonista. Million Dollar Baby è un dramma pugilistico che in realtà racconta il dolore di vivere: con se stessi, con i propri sbagli, con coloro che ti circondano. Lo stesso Eastwood e Hilary Swank formano un tiro di attori incommensurabile, per un altro film crepuscolare e densissimo. La seconda parte di Million Dollar Baby diventa un dramma familiare di rara efficacia emozionale, con un finale che racconta di un rapporto padre-figlia doloroso e metaforico. grande cinema di sensazioni e sentimenti, realizzato in piccolo ma con una grandiosa visione. Oscar anche al film, la regia e l’attrice protagonista. Sensazionale. Disponibile su Amazon Prime Video, NOW.
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Qual è il film Disney che fa piangere Nick Jonas? La tenera confessione sulla figlia Malti
Nick Jonas deve la sua forte notorietà a Disney Channel e allo slancio ottenuto con Camp Rock. Insieme ai suoi fratelli Joe e Kevin, ha catturato l’attenzione di tutto il mondo con le canzoni dei Jonas Brothers, ma negli ultimi anni si è avvicinato anche alla recitazione: uno dei suoi ultimi progetti si intitola Power Ballad, esperienza che gli ha permesso di condividere il set con Paul Rudd.
E, mentre il pubblico attende di riscoprire le sue avventure musicali in Camp Rock 3 in arrivo quest’estate sulla piattaforma streaming di Disney+, Nick Jonas ha confessato di avere un debole per uno dei film d’animazione Disney, un titolo che rientra nei grandi classici e che ama guardare in compagnia di sua figlia: di quale film si tratta?
Nick Jonas confessa di non poter trattenere le lacrime quando si tratta di questo classico d’animazione Disney
Sposato con l’attrice Priyanka Chopra Jonas, Nick Jonas ha accolto in famiglia Malti nel 2022. La coppia ha condiviso la bella notizia via Instagram e ora, a distanza di qualche anno, il musicista dei Jonas Brothers ha confessato che ultimamente non può fare a meno di commuoversi quando si tratta di un film d’animazione Disney.
Coinvolto nel cast di Power Ballad, l’attore di recente ha partecipato ad un’intervista coordinata da Josh Horowitz e ha ammesso che alcune canzoni hanno il potere di emozionarlo particolarmente. Ragionando su Power Ballad, ha anticipato: “Beh, dirò che ci sono due scene in questo film in cui non ci sono, e mi hanno colpito profondamente come padre. Penso che sia un aspetto molto reale che vedrete. Voglio che riflettiate su queste cose importanti, la famiglia”. Poi ha finalmente confessato qual è il classico Disney che gli strappa puntualmente qualche lacrima: “Piango sempre guardando un film, è sempre così con Il Re Leone. Sapete, ultimamente guardo film con mia figlia e leggo alcune di queste esperienze, le storie che hanno contribuito a formarmi, e ora le condivido con lei. È un'esperienza davvero speciale”.
In Power Ballad, Nick Jonas interpreta un ex cantante di una boy band, Danny Wilson, che ritrova il successo dopo aver rubato una canzone ad un tale, Rick, interpretato da Paul Rudd, un cantante di matrimoni la cui carriera sta per avvicinarsi alla conclusione. Quando incontra Danny, scopre una persona interessante e si concedono una jam session notturna. Successivamente scopre che Danny ha utilizzato una sua vecchia canzone trasformandola in un tormentone. A quel punto, messo alle strette, Rick decide di tornare in pista e ottenere il riconoscimento che merita. Il film è atteso in sala dal 5 giugno 2026.
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Masters of the Universe: Dolph Lundgren approva Nicholas Galitzine come nuovo He-Man?
He-Man sta per tornare al cinema, ma non avrà le fattezze di Dolph Lundgren, che lo ha interpretato nel live action del 1987, bensì sarà interpretato da Nicholas Galitzine. Il personaggio è nato dapprima come eroe della linea di giocattoli Mattel ed è diventato poi protagonista di avventure animate sul piccolo schermo, passando poi ad un adattamento live action con protagonista proprio Dolph Lundgren.
Da allora sono trascorsi quasi quarant’anni e Dolph Lundgren ha affrontato il passaggio di testimone di He-Man nelle mani di Nicholas Galitzine. Quest’ultimo, per essere all’altezza del ruolo, ha effettuato una vera e propria trasformazione fisica seguendo un duro allenamento e rigido regime alimentare. Ma com’è stato per Dolph Lundgren vedere quel personaggio tornare al cinema con un nuovo interprete in Masters of the Universe?
Masters of the Universe, da un He-Man all’altro: Dolph Lundgren commenta il passaggio di testimone
Presente all’anteprima del film svoltasi a Los Angeles, Dolph Lundgren ha tessuto le lodi di Nicholas Galitzine: “È fantastico che sia un He-Man così eccezionale, e penso che sia una produzione fantastica, e sono stato davvero onorato di farne parte. È stato divertente per me apparire in un film e dargli qualche consiglio quando ne aveva più bisogno”. Ha poi ragionato sul franchise di He-Man: “È incredibile rendersi conto che c’è ancora qualcosa di speciale in questo franchise. C'è qualcosa di speciale in quello che hanno creato nel 1983, credo, quando è uscita la serie, il piccolo cartone animato e i giocattoli, e c'è qualcosa di speciale in tutto ciò che piace alla gente”.
Com’è noto già da tempo, Dolph Lundgren è stato coinvolto in Masters of the Universe, reboot in uscita dal 4 giugno 2026 al cinema, ma non per interpretare He-Man. Il suo è un piccolo cameo: il suo personaggio è umano ed interagisce con Adam, come ha anticipato ai microfoni di Variety. Pare, infatti, che offrirà dei consigli “cruciali” al giovane Adam.
Intervistato da The Hollywood Reporter, l’attore ha ammesso che in un primo momento dubitava nella realizzazione di questo reboot, soprattutto dopo che precedenti tentativi non erano andati in porto: “Quando ho saputo che era vero e ho capito che si trattava di un film ad alto budget, ho letto la sceneggiatura e mi è sembrata molto interessante, un tentativo davvero serio di dare vita a questo personaggio e a tutte le complessità di quell'universo. C'è un fascino che molti altri film di supereroi forse hanno o non hanno, ma penso che Masters abbia quel tipo di fascino, quel tipo di sensibilità”.
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Kiki torna a volare: dopo 33 anni arriva il sequel del romanzo che ha ispirato il film Studio Ghibli
Il 2026 continua a regalare ottime notizie ai fan di Kiki - Consegne a domicilio. Dopo il successo negli Stati Uniti della recente riedizione IMAX del film, il celebre classico dello Studio Ghibli torna sotto i riflettori grazie all'arrivo in inglese del suo attesissimo romanzo sequel. A oltre trent'anni dalla pubblicazione originale in Giappone, i lettori internazionali potranno finalmente scoprire cosa è successo a Kiki dopo gli eventi raccontati nella storia che ha ispirato il capolavoro di Hayao Miyazaki.
La storia di Kiki continua: il romanzo sequel arriva per i lettori internazionali
Kiki è pronta a tornare in libreria. La casa editrice Delacorte Press ha infatti annunciato la pubblicazione in lingua inglese di Kiki and the New Magic, seguito del romanzo Kiki's Delivery Service scritto da Eiko Kadono nel 1985. Pubblicato originariamente in Giappone nel 1993, il libro non era mai stato tradotto in inglese fino a oggi. Il nuovo volume, scritto ancora una volta da Kadono, illustrato da Yuta Onoda e tradotto da Emily Balistrieri, permetterà finalmente anche ai lettori occidentali di proseguire il viaggio della giovane strega.
Secondo la sinossi ufficiale, la storia è ambientata un anno dopo l'inizio della nuova vita di Kiki come strega indipendente. Dopo aver trovato il suo posto nel mondo grazie al servizio di consegne che l'ha resa una figura amata nella comunità, la protagonista si trova ad affrontare nuove sfide. Il successo, però, porta con sé anche nuove responsabilità. Con il passare del tempo, Kiki inizia a interrogarsi sul proprio futuro, sul significato delle sue scelte e sulla direzione che vuole dare alla sua vita.
Leggi anche Studio Ghibli: Robert Pattinson e altre 5 star di Hollywood "nascoste" nei film di MiyazakiProprio come il romanzo originale, anche questo sequel continuerà a esplorare temi come l'amicizia, il coraggio e la crescita personale, introducendo inoltre una nuova forma di magia che la giovane protagonista dovrà imparare a comprendere. Kiki and the New Magic arriverà il 25 agosto 2026 in formato cartonato, tascabile, ebook e audiolibro.
Una delle eroine più amate dello Studio Ghibli torna dopo 33 anni
L'adattamento cinematografico diretto da Hayao Miyazaki nel 1989 è diventato nel tempo uno dei film più amati dell'intera filmografia Ghibli. Pur non avendo raggiunto gli straordinari incassi di opere come La città incantata o Principessa Mononoke, il film ha conquistato generazioni di spettatori in tutto il mondo. La storia segue Kiki, una giovane strega di tredici anni che lascia la propria casa per affrontare il tradizionale rito di passaggio verso l'età adulta. Accompagnata soltanto dal fedele gatto nero Jiji, si trasferisce in una nuova città dove cerca di costruirsi una vita indipendente e trovare il proprio posto nel mondo.
Dietro l'atmosfera fiabesca e luminosa, il film affronta temi sorprendentemente universali: la solitudine, l'insicurezza, la ricerca della propria identità e le difficoltà del diventare adulti. È proprio questa combinazione tra magia e realismo emotivo a rendere Kiki - Consegne a domicilio uno dei racconti di formazione più apprezzati dello Studio Ghibli. Ancora oggi molti spettatori considerano il percorso di crescita della protagonista una delle rappresentazioni più autentiche dell'adolescenza mai viste nell'animazione.
Leggi anche Studio Ghibli: esce a sorpresa un nuovo corto, ma per vederlo devi andare in GiapponeL'annuncio del sequel arriva inoltre in un momento particolarmente favorevole per il leggendario studio d'animazione. Il successo di Il ragazzo e l'airone ha avvicinato una nuova generazione al cinema di Miyazaki. Inoltre, come si accennava, Kiki - Consegne a domicilio è tornato al centro dell'attenzione grazie alla distribuzione IMAX in Nord America e alle proiezioni evento organizzate in Giappone. A questo punto resta solo una domanda: Kiki and the New Magic riuscirà a catturare la stessa magia che ha reso immortale il romanzo originale e il film di Miyazaki? I fan, dopo oltre trent'anni di attesa, stanno finalmente per scoprirlo.
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sabato 30 maggio 2026
Ecco perché The Mandalorian and Grogu non ha il classico testo iniziale scorrevole
Una delle tradizioni di Star Wars riguarda la sequenza iniziale: ogni film, dal debutto di Guerre Stellari nel 1977, ha abituato il pubblico ad una sequenza scorrevole che inizia con la classica frase: “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”. Tuttavia The Mandalorian and Grogu ha preferito farne a meno, ma perché?
Nella sequenza d'apertura di The Mandalorian and Grogu appare un testo iniziale scritto con un carattere simile a quello di Solo: A Star Wars Story del 2018; anche in questo caso, infatti, Lucasfilm ha preferito omettere il classico testo scorrevole. E il motivo potrebbe essere strettamente collegato alla saga principale di Skywalker: a fare chiarezza ci hanno pensato Jon Favreau e Dave Filoni.
Perché The Mandalorian and Grogu non ha incluso la sequenza iniziale con testo scorrevole tipica di Star Wars?
I film di Star Wars hanno offerto al pubblico una sequenza iniziale con testo scorrevole, una tradizione che non ritroviamo in The Mandalorian and Grogu e per un motivo che in realtà è stato svelato tempo addietro dall’ex presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy. Come dimostrato da Rogue One: A Star Wars Story e da Solo: A Star Wars Story, anche The Mandalorian and Grogu non fa parte della saga di Skywalker, motivo per cui ha omesso la sequenza d’apertura scorrevole.
Come riferito da ComicBook, all’uscita di Rogue One: A Star Wars Story, la Kennedy aveva suggerito che il testo scorrevole servisse a differenziare la saga di Skywalker dagli altri film, come poi confermato da Solo nel 2018 e oggi da The Mandalorian and Grogu. È anche vero che, nel 2023, all’ex presidente di Lucasfilm era stato posto lo stesso interrogativo per quanto riguarda le Serie TV di Disney+ e la sua risposta è stata: “Le sequenze di apertura sono per i film”, annunciando a EW che sarebbero presto tornate.
A distanza di anni da allora, Jon Favreau e il co-sceneggiatore nonché presidente di Lucasfilm Dave Filoni hanno spiegato sempre a EW perché quella sequenza non è stata inserita nel film: “Abbiamo visto il testo scorrevole solo nei film della saga di Skywalker. Solo non aveva il testo scorrevole. Rogue One non aveva il testo scorrevole”, ha rivelato Favreau. Filoni poi ha chiamato in causa anche gli altri progetti come spin-off e serie tv su Disney+ che includono “una breve descrizione che spiega alcuni elementi del contesto”. Ha quindi concluso che il “classico testo scorrevole di Star Wars è qualcosa che cerchiamo di riservare solo ai film di tipo saga”. Favreau, dal suo canto, ha precisato che è importante distinguere la saga principale dagli altri prodotti di Star Wars: “È un'apertura così iconica. Ecco perché non usiamo il testo scorrevole per ogni cosa in Star Wars. Ormai c'è così tanto Star Wars, come ha spiegato Dave, lo riserviamo per la saga principale”.
Pur non avendo inserito lo storico scorrimento verticale che differenzia i film di Star Wars, The Mandalorian and Grogu ha ugualmente offerto al pubblico una sequenza d’apertura con testo scritto per evidenziare l’ambientazione politica e temporale della storia, con la galassia divisa tra la Nuova Repubblica e quello che resta dell’Impero e il protagonista, Din Djarin, che insieme a Grogu si muove nell’Orlo Esterno per riacciuffare i signori della guerra.
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Atomica bionda 2, Charlize Theron fa il punto sullo stato del sequel
Charlize Theron ha guidato diverse storie verso il successo in quel di Hollywood, interpretando personaggi dalle varie sfaccettature, ma non tutti hanno ottenuto il via libera per un sequel: è il caso di Atomica Bionda, distribuito in sala nel 2017 e diretto da David Leitch, il cui secondo capitolo non è mai stato realizzato. A fare chiarezza su cosa aspettarsi dal futuro è stata di recente proprio Charlize Theron.
Atomica Bionda 2 si farà? Charlize Theron rompe il silenzio a distanza di quasi dieci anni dal lancio al cinema
Tratto dalla graphic novel The Coldest City del 2012 di Antony Johnston con le illustrazioni di Sam Hart, Atomica Bionda segue le vicende di Lorraine Broughton, spia di alto livello dell’MI6 interpretata da Charlize Theron ed inviata a Berlino nell’ultima fase della Guerra Fredda per recuperare informazioni riservate. Da allora sono trascorsi quasi dieci anni e il sequel non ha più preso forma. Ma succederà mai? Ecco quello che ha raccontato di recente la protagonista.
Ai microfoni di Elle, Charlize Theron ha spiegato che difficilmente un sequel di Atomica Bionda prenderà forma. Sono trascorsi troppi anni dal suo debutto e l’attrice ha precisato: “Penso che forse abbiamo superato quel momento”. Realizzato con un budget di 30 milioni di dollari, Atomica Bionda ha incassato oltre 100 milioni di dollari in tutto il mondo, motivo per cui lato budget ha ampiamente soddisfatto i requisiti per un eventuale sequel. Dopo il debutto al cinema, la popolarità del film è aumentata anche grazie allo streaming e il pubblico ha atteso paziente di scoprire cosa ne sarebbe stato del film e di Charlize Theron, soprattutto dopo il finale aperto.
Nei momenti terminali del film, Lorraine è diretta verso una nuova missione a Parigi, suggerendo quindi l’inizio di un nuovo capitolo per il personaggio. E proprio quel finale aperto ha alimentato la speranza dei fan per anni. L’attrice, dal suo canto, negli ultimi anni ha alimentato il genere d’azione recitando in film come Mad Max: Fury Road interpretando l’Imperatrice, è apparsa nel franchise di Fast & Furious e ha recitato in The Old Guard e nel rispettivo sequel su Netflix. Tra non molto la ritroveremo al cinema con Odissea di Christopher Nolan, mentre di recente ha recitato nel survival movie Apex
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Obsession vi ha sconvolto? Ecco 5 horror psicologici perfetti per voi (uno avrà presto un remake)
Per lasciare il segno e diventare un blockbuster, Obsession non ha avuto bisogno di un budget enorme, di effetti speciali complicati né di mille strizzate d'occhio alla cultura pop. Questo film horror indipendente ha riscosso un enorme successo e, a fronte di un budget di 1 milione di dollari, ha incassato 79,7 milioni di dollari. La trama segue Bear (Michael Johnston), da sempre innamorato di Nikki (Inde Navarrette), che trova un inquietante oggetto capace di esaudire un desiderio.
Il ragazzo chiede di conquistare il cuore dell'amica ma, da quel momento, attrazione e curiosità si trasformano in qualcosa di molto più oscuro, fatto di controllo, dipendenza emotiva e confini sempre più fragili. L'horror diretto da Curry Barker è già un piccolo cult... ma cosa vedere dopo? Se vi hanno colpito i temi del film e la sua atmosfera disturbante, ecco altri 5 titoli che esplorano ossessioni, relazioni tossiche e desideri che sfuggono di mano. E che potrebbero lasciarvi addosso sensazioni molto simili a Obsession.
Possession (1981)
Considerato uno dei più grandi horror psicologici di sempre, Possession inizia come la storia di una coppia berlinese alle prese con un matrimonio ormai al collasso. Ma ben presto il film abbandona qualsiasi schema tradizionale e si trasforma in un’esperienza fatta di paranoia, comportamenti irrazionali e puro terrore emotivo. La somiglianza con Obsession sta nel raccontare relazioni incapaci di finire davvero. In Possession, la separazione non libera i protagonisti ma amplifica la loro dipendenza reciproca fino all’autodistruzione. Nell'horror di Barker accade qualcosa di simile, anche se in modo più contenuto: l’attaccamento emotivo diventa bisogno, e l’altra persona smette di essere un individuo per trasformarsi in un’estensione delle proprie fragilità.
C'è anche un motivo in più per recuperarlo adesso: è infatti in sviluppo un remake affidato a Parker Finn, il regista dei due Smile, che negli ultimi anni si è imposto come uno dei nomi più interessanti dell'horror contemporaneo. Secondo le ultime indiscrezioni, i protagonisti saranno Margaret Qualley e Callum Turner, chiamati a raccogliere l'eredità delle iconiche interpretazioni di Isabelle Adjani e Sam Neill.
Leggi anche Passione e paura: 5 horror che in realtà parlano d'amore (uno è un cult gotico anni ’90)Santa Maud (2019)
E se Dio avesse una stalker? È una domanda provocatoria, ma in fondo è proprio ciò che rende Santa Maud uno degli horror psicologici più affascinanti degli ultimi anni. Il film segue Maud (Morfydd Clark), una giovane infermiera convertitasi al cattolicesimo dopo un evento traumatico che ha sconvolto la sua vita. Quando inizia a prendersi cura di Amanda (Jennifer Ehle), malata terminale di cancro, si convince che la sua missione sia salvarne non solo il corpo, ma anche l'anima. Quella che all'inizio sembra una sincera preoccupazione, si trasforma gradualmente in un'ossessione sempre più inquietante, con Maud che finisce per controllare ogni aspetto della vita di Amanda. Il legame con Obsession è evidente: in entrambi i film l'amore e la devozione si trasformano in qualcosa di tossico, dove il desiderio di aiutare qualcuno diventa un bisogno di possederlo. Santa Maud culmina in un finale tra i più scioccanti degli ultimi anni, ed è una visione imperdibile per chi ha apprezzato le atmosfere del film di Curry Barker.
Attrazione fatale (1987)
Se si parla di ossessione al cinema, Attrazione fatale è uno dei titoli imprescindibili. Non è un horror in senso stretto, ma resta uno dei thriller più influenti di sempre. La storia segue Dan Gallagher (Michael Douglas), un uomo sposato che ha un'avventura extraconiugale con l'affascinante avvocatessa Alex Forrest (Glenn Close), convinto che tutto finirà lì. La donna, però, non è affatto dello stesso avviso e quella che sembrava una scappatella senza conseguenze si trasformerà rapidamente in una spirale di stalking, tensione e paura. Il film condivide con Obsession l'idea che le emozioni possano sfuggire completamente al controllo. Entrambi mostrano cosa accade quando una persona rifiuta di accettare che una relazione sia finita. Non a caso, Attrazione fatale è diventato il modello per decine di storie successive sull’ossessione sentimentale.
Audition (1999)
Audition, capolavoro horror di Takashi Miike, è un autentico cult giapponese e uno dei film più apprezzati dagli appassionati del genere. La trama segue un vedovo (Ryo Ishibashi) che organizza una falsa audizione per un film con l'intento di trovare una nuova compagna. Tra le candidate, una donna riservata e apparentemente perfetta di nome Asami Yamazaki (Eihi Shiina) cattura subito la sua attenzione. Quello che sembra l’inizio di una delicata storia romantica, però, si trasforma lentamente in un incubo. È probabilmente il film che più ricorda Obsession per costruzione narrativa. In entrambi i casi, la relazione nasce da aspettative e proiezioni personali, non da una reale conoscenza dell’altro. E quando questa fantasia inizia a sgretolarsi, l’instabilità emerge in tutta la sua prepotenza. Chi ha amato Obsession, ritroverà in Audition l'atmosfera opprimente, la tensione psicologica e la capacità di trasformare un sentimento in qualcosa di profondamente disturbante.
Leggi anche Dal Giappone alla Corea: 5 horror asiatici disturbanti, da vedere almeno una volta nella vitaMisery non deve morire (1990)
Tra i migliori adattamenti tratti da Stephen King, Misery non deve morire è indubbiamente il più efficace, quando si parla di ossessione. La storia è nota: uno scrittore (James Caan) sopravvive a un incidente d’auto e viene soccorso da quella che sembra una fan premurosa (Kathy Bates). Ben presto, però, scopre che la donna non ha alcuna intenzione di lasciarlo andare, soprattutto dopo aver scoperto il destino del suo personaggio preferito. Se in Obsession l’amore viene trattato come una forma di possesso emotivo, Misery porta questo concetto alle estreme conseguenze. Qui il controllo diventa fisico, concreto, terrificante. Ma il principio è lo stesso: l’altra persona non viene più vista come un essere umano con desideri e libertà proprie, bensì come qualcosa che esiste per soddisfare un bisogno personale.
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venerdì 29 maggio 2026
Spider-Man: Brand New Day è vecchio stile, garantisce un appassionato che conta
Dovremo attendere ancora il 29 luglio per l'ultra-attesa uscita italiana di Spider-Man: Brand New Day con Tom Holland, quello Spider-Man 4 che sembra non risentire di alcuna stanchezza del genere cinecomic. Intervistato da Empire, il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, si richiama alla sua passione di fumettista, garantendo che il film di Destin Daniel Cretton avrà un'anima all'antica molto evidente, per cui i fan di vecchia data della Marvel dovrebbero sentirsi a casa. Leggiamo esattamente cos'ha dichiarato.
Kevin Feige su Spider-Man: Brand New Day: "Classico Spider-Man, dedica tutta la sua esistenza al lavoro"
Con MJ e Ned che non lo riconoscono più, senza zia May, il Peter Parker di Tom Holland in Spider-Man: Brand New Day non ha altro da fare che dedicarsi anima e corpo al suo lavoro di disponibile vigilante. "È il primo film di Spider-Man che abbiamo fatto nel Marvel Cinematic Universe a concentrarsi sui classici elementi del personaggio: è molto 'spideroso' vivere in una sorta di piccolo, triste appartamento, ascoltando le frequenze della polizia, per uscire e usare il suo grande potere con responsabilità" - ci spiega Feige - "Sta dedicando l'intera vita al suo lavoro. È il tema centrale del film e trovo facile immedesimarsi. Credo che la maggior parte di noi, a un certo punto della nostra vita, affronti la perdita. Almeno per me, e credo per molti, il risultato può essere: 'Al diavolo tutto, lavorerò e basta, non farò altro che lavorare'. Ovviamente non fa bene alla salute". Anche per questa ragione, la storica produttrice Sony, Amy Pascal, trova questo Spider-Man 4 "grande nelle emozioni, più che nelle esplosioni", giudicandolo un film "più interiore".
Spider-Man: Brand New Day, diretto dal Destin Daniel Cretton di Shang-Chi, è interpretato da Holland con Zendaya, Mark Ruffalo, Jon Bernthal e Jacob Batalon. La sceneggiatura è ancora una volta a cura di Chris McKenna ed Erik Sommers.
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giovedì 28 maggio 2026
Matilda Firth in Avengers: Doomsday? La teoria sul suo ruolo nel MCU si collega a Dottor Destino
Avengers: Doomsday riporterà i Vendicatori sul grande schermo a dicembre 2026 ed introdurrà ufficialmente un avvincente antagonista che avrà le fattezze del ben noto Roberto Downey Jr. E, secondo nuove voci di corridoio, il cast avrebbe recentemente fatto spazio ad un nuovo nome che potrebbe occupare un ruolo interessante ai fini della trama.
Tra i titoli più attesi dell’anno, Avengers: Doomsday ha riportato nel MCU anche i fratelli Russo che, dopo il successo di Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, hanno deciso di guidare anche i prossimi due capitoli corali con protagonista Dottor Destino, il nuovo villain interpretato da Robert Downey Jr. Ed è proprio a quest’ultimo che sarebbe collegata la recente voce di corridoio sull’ingresso nel cast di Matilda Firth.
Avengers: Doomsday, nel cast arriva la figlia di Dottor Destino? L’indiscrezione
Secondo quanto riferito da ComicBookMovie, il nome di Matilda Firth è stato associato alla produzione di Avengers: Doomsday. Ma chi potrebbe interpretare in questo caso? L’attrice, giovanissima, è nota soprattutto per aver recitato in Wolf Man, Come per disincanto e Tinsel Town, così come in TV ha recitato in Nove perfetti sconosciuti, Time e Coma. Trattandosi di un’indiscrezione, non è chiaro chi potrebbe interpretare in Avengers: Doomsday, ma le teorie sono emerse rapidamente sul web e i fan credono che l’attrice interpreterà la figlia di Victor von Doom.
Secondo voci di corridoio, lo spietato villain potrebbe perdere sua figlia e danneggiare il suo volto durante un’esplosione causata dai suoi tentativi di “salvare” il Multiverso. Come riporta ComicBookMovie, il progetto era stato associato al nome dell’attrice attraverso il sito web che la rappresenta, ma è stato poi rimosso. In quel frangente, il suo ruolo era stato semplicemente etichettato come “bambina” e, data l’età, è possibile l’idea che interpreti la figlia di Dottor Destino. E proprio la morte della sua bambina potrebbe spingere Destino a compiere le sue crudeli gesta per il Multiverso.
Il cast di Avengers: Doomsday ad oggi può contare su numerose star già note nel MCU come Chris Evans, Chris Hemsworth, Anthony Mackie, Winston Duke, Tom Hiddleston, Sebastian Stan, Letitia Wright, Paul Rudd, Wyatt Russell, Simu Liu, Tenoch Huerta Mejia, Mabel Cadena, Florence Pugh, Danny Ramirez, David Harbour, Hannah John-Kamen, Lewis Pullman, India Rose Hemsworth e Wesley Holloway. Da I Fantastici 4 arrivano anche Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Ebon Moss-Bachrach e Joseph Quinn, mentre dagli X-Men Kelsey Grammer, Patrick Stewart, Ian McKellen, Alan Cumming, Rebecca Romijn, James Marsden e Channing Tatum.
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mercoledì 27 maggio 2026
Tutti i film in streaming interpretati da Renate Reinsve, protagonista di Backrooms
Questa settimana arriva nelle sale italiane l'horror Backrooms, che vede protagonisti Chiwetel Ejiofor e quella Renate Reinsve che è senza dubbio una delle attrici più talentuose e “cool” dell’odierno panorama cinematografico internazionale. Ed è proprio all'interprete norvège che vogliamo dedicare i nostri film in streaming odierni, stavolta soltanto quattro, ovvero tutti quelli disponibili della sua filmografia fino a oggi. Buona lettura.
Tutti i film in streaming interpretati da Renate Reinsve, adesso nelle sale italiane con Backrooms
- La persona peggiore del mondo
- Another End
- A Different Man
- Sentimental Value
La persona peggiore del mondo (2021)
Grazie alla collaborazione con il “mentore” Joaquim Trier, la Reinsve regala immediatamente una performance da ricordare. La sua Julie è infatti una donna impulsiva, appassionata, ambigua, divertentissima. L’attrice sprigiona un fascino acqua e sapone che perfettamente si adegua alle prove dei vari coprotagonisti maschili. La persona peggiore del mondo si impone all’attenzione internazionale ottenendo le candidature agli Oscar per la sceneggiatura originale e per il miglior film internazionale. Per Renate invece arriva il trionfo a Cannes, dove vince la Palma d’Oro come miglior attrice. Premio meritato per una prova variopinta ed enormemente suggestiva. Disponibile su: Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
Another End (2024)
Il dramma romantico basato su una impalcatura narrativa di science-fiction offre alla Reinsve la possibilità di recitare con altri attori internazionali come Gael Garcia Bernal, Berenice Bejo, Olivia Williams. Piero Messina dirige Another End conoscendo bene le regole dei due generi che vuole mescolare. Lo fa con astuzia e senso del tono, creando almeno un paio di momenti molto convincenti. Non tutto funziona, la narrazione si fa spesso ondivaga, ma il finale è commovente e le interpretazioni si confermano importanti. Un film pieno di suggestioni, di amore per il cinema, di attori che sanno quello che stanno facendo. Disponibile su: Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.
A Different Man (2024)
Aaron Schimberg mette in scena una commedia nera, a tratti surreale, sulla dualità di due personaggi che si interscambiano aspetto, deformazione fisica e psicologica, stato emotivo. Sebastian Stan e Adam Pearson sono i due clamorosi protagonisti A Different Man, a cui la Reinsve partecipa come variante emotiva di indubbia efficacia. Una produzione stralunata, piena di inventiva, spesso feroce quando anche poetica. Un film davvero unico, che si fa apprezzare anche nei suoi difetti, tutti dettati dalla volontà di creare qualcosa di nuovo e interessante. E le performance del trio di interpreti sono magnifiche. Opera da vedere perché stracolma di spunti ipnotici. Con Stan la Reinsve ha recitato poi in Fjord, freschissima Palma d’Oro a Cannes. Disponibile su: CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
Sentimental Value (2025)
Chiudiamo con il dramma familiare diretto ancora una volta da Joaquim Trier che regala alla Reinsve la candidatura all'Oscar come miglior attrice. Sentimental Value di candidature ne riceve moltissime, tutte meritate, e porta a casa la statuetta per il film internazionale. Dramma bergmaniano sulle digressioni emotive tra consanguinei, che parla anche di cinema come terapia dalla vita. Accanto a una reinve magnifica troviamo un potente Stellan Skarsgard, un precisa Elle Fanning e la grande scoperta Inga Ibsdotter Lilleaas, la cosa migliore di un film prezioso e sfumato, silenzioso ma vibrante. Cinema di sentimenti all’ennesima potenza. Tutti da accomunare in un grande applauso. Gran Premio a Cannes, tra le altre altre cose. Disponibile su: Apple Itunes, NOW.
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Backrooms, dalla leggenda di YouTube al film di Kane Parsons, tutto quello che c'è da sapere
L'attesa è finita: Backrooms di Kane Parsons arriva al cinema oggi, 27 maggio, distribuito in Italia da I Wonder Pictures e forte del fenomeno virale che lo stesso autore ha creato negli ultimi anni su YouTube, in questo caso potenziato dal budget vero di A24 e dall'interpretazione di un cast di rilievo, dove spiccano Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve. Cogliamo l'occasione per spiegarvi di cosa parli questo visionario incubo, oltre a raccontarvi come si sia sviluppato il mito su YouTube, e a fornirvi qualche curiosità sulla sua trasposizione cinematografica.
Backrooms, la trama del film horror sulle stanze infinite
Siamo negli ancora analogici anni Novanta. Clark è un architetto fallito: ansioso, lasciato dalla compagna, si ritrova a vivere nel suo stesso discount di mobili per la casa. È in cura presso la psicanalista Mary, che a sua volta affronta il suo percorso di difficile equilibrio interiore. L'assurdo irrompe però nella vita di Clark: scopre nel seminterrato del negozio, attraverso una parete invisibile, l'accesso a un labirinto di stanze apparentemente infinito, con strutture e planimetrie senza senso, arredato con elementi sparsi e fuori contesto. È certo di non stare sognando, ma il suo tentativo di confidarsi con Mary si scontra con la ferma incredulità di lei. A Clark non rimane che addentrarsi nell'esplorazione, ma quei corridoi non sembrano disabitati...
È il 2019 quando un utente anonimo sul sito 4Chan decide di creare una storia per un'involontariamente inquietante immagine che circola per la rete dal 2011. In realtà è semplicemente la foto di una sede della catena americana HobbyTown, deserta perché in corso di rinnovo. Nella fantasia dell'anonimo diventa un prezioso scatto delle "Backrooms", di famigerate "stanze sul retro" di una realtà alternativa e senza senso, parallela alla nostra, nella quale puoi precipitare per caso. L'utente snocciola anche un dato tecnico per dare consistenza al mito: le Backrooms si estendono per 600.000.000 miglia quadrate (pari circa a 965.606.400 chilometri quadrati). È nata un'altra cosiddetta leggenda "creepypasta", termine che indica tormentoni sovrannaturali della rete, dove si cerca di far esondare la fantasia nella realtà.
Nel 2022, a soli sedici anni, il filmmaker Kane Parsons decide di espandere il mito, dando il via a un'omonima serie di video found footage su YouTube, presto diventati virali (e non è un modo di dire: il successo è devastante). Ipotizzando il ritrovamento di riprese amatoriali e non, svolte da chi avrebbe esplorato le Backrooms, i finora 22 corti, che spaziano tra i trenta secondi ai tre quarti d'ora, creano un complesso trascorso narrativo per questa suggestione. Parsons costruisce le "esplorazioni" con l'aiuto del software di modellazione di pubblico dominio Blender, e l'artigianalità viene sagacemente mascherata dai disturbi analogici di quelle che devono sembrare videoregistrazioni a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta. Una visione attenta permette di unire alcuni puntini, ma potrebbero essere spoiler che sconsiglieremmo a chi preferisca precipitare nelle backrooms cinematografiche... senza bussola!
Compiuta la maggiore età, Kane Parsons ha ricevuto l'onore dell'interesse dell'etichetta indie A24 per il suo lavoro. Sì, dalla webserie si poteva trarre un film che poggiasse sulla tecnica del found footage, sul modello di successi commerciali come The Blair Witch Project o Cloverfield, ma è stato proprio Kane a voler alzare la posta verso un film più completo, dove il found footage non fosse l'unica estetica in ballo.
Per quanto la creatività artigianale dell'enfant prodige sia stata anche d'aiuto per il lungometraggio professionale che guardiamo oggi in sala, Parsons si è avvalso di una troupe di prim'ordine. In qualità di coproducer, il regista horror Oz Perkins (Longlegs) gli ha fornito i suoi collaboratori: il direttore della fotografia Jeremy Cox, il montatore Greg Ng, il production designer Danny Vermette, la costumista Mica Kayde e il compositore Edo Van Breemen, che ha diviso le musiche con lo stesso Parsons. Il resto l'ha fatto il cast: Clark è Chiwetel Ejiofor, nomination all'Oscar per 12 anni schiavo, mentre Mary è la Renate Reinsve candidata all'Oscar quest'anno per Sentimental Value. Parsons non ha firmato attivamente il copione, ma per l'espansione del suo universo si è affidato a Will Soodik, uno degli sceneggiatori supervisori della serie Ash vs. Evil Dead. Secondo Deadline, il film ha avuto un budget inferiore ai 10 milioni di dollari.
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