martedì 22 settembre 2026

Premio Cinema Giovane 2026: La vita da grandi, Paternal Leave e La casa degli spiriti in concorso

Tre giorni dedicati agli esordi e ai nuovi protagonisti del cinema italiano. Dal 28 al 30 settembre 2026 il Cinema Caravaggio di Roma ospita la XXII edizione del Premio Cinema Giovane & Festival delle Opere Prime, manifestazione organizzata dall'associazione culturale Cinecircolo Romano e presieduta da Catello Masullo. Sono dieci i film selezionati, tutti in corsa per i premi tecnici assegnati dalla Giuria, mentre tre concorreranno anche per il Premio Cinema Giovane, attribuito dal pubblico e dagli studenti del Progetto di Educazione al Cinema d'Autore e dei FSL – Formazione Scuola Lavoro – e per il Premio Opera Preferita dagli Studenti. I tre titoli sono La vita da grandi di Greta Scarano, Paternal Leave di Alissa Jung e La casa degli spiriti di Luca Zingaretti.

Dieci film per raccontare il nuovo cinema italiano

Completano la selezione altri sette titoli, candidati ai premi tecnici della Giuria: Emilio Lussu – Il Processo di Gianluca Medas, Gioia mia di Margherita Spampinato, L'infinito di Umberto Contarello, L'arca di Giorgio Caporali, Nero di Giovanni Esposito, Breve storia d'amore di Ludovica Rampoldi e Anna di Monica Guerritore. Registi e artisti dei film selezionati hanno già confermato la loro presenza alla manifestazione. Tutte le dieci opere concorrono inoltre al Premio della Critica Italiana, nato nell'ambito del protocollo d'intesa tra SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema e attribuito da una giuria indipendente di tre critici designati dal Sindacato.

Tre film “donati” e il sostegno a Medicinema Italia

Una delle principali novità dell'edizione 2026 riguarda Emilio Lussu – Il Processo, L'infinito e L'arca, messi gratuitamente a disposizione del Festival dai rispettivi detentori dei diritti. Il Premio Cinema Giovane ha deciso di trasformare questa disponibilità in un'iniziativa solidale, effettuando una donazione di 450 euro a Medicinema Italia – Il cinema che cura. Nata nel 2013 e ispirata all'esperienza britannica di Medicinema UK, l'organizzazione no profit utilizza il cinema e la cineterapia in percorsi riabilitativi, realizzando proiezioni all'interno di ospedali e strutture di cura e attività rivolte anche alle persone fragili, alle famiglie e ai caregiver. È la prima volta nella storia della manifestazione che la valorizzazione delle opere prime viene legata direttamente a un'iniziativa di questo tipo.

Dalla regia agli interpreti, i premi della Giuria

Numerosi i riconoscimenti tecnici che saranno assegnati alle dieci opere. Accanto alla Menzione speciale della Giuria figurano il Premio Giorgio Fanara alla Migliore Attrice e al Migliore Attore, i premi per Migliore Regia, Fotografia, Scenografia, Costumi, Musiche, Trucco ed Effetti Visivi, il Premio Roberto Leoni alla Migliore Sceneggiatura e il Premio Mauro Bonanni al Migliore Montaggio. Saranno inoltre premiati il Migliore Produttore di Opera Prima e le Migliori Recensioni degli Studenti, rafforzando il rapporto tra il Festival e il suo progetto di educazione cinematografica.

La Giuria presieduta da Catello Masullo

A guidare il Comitato di selezione e la Giuria è Catello Masullo, critico cinematografico SNCCI e direttore artistico della manifestazione. Al suo fianco una giuria composta da professionisti provenienti da diversi settori del cinema e della cultura, tra cui Daniele Ciprì, Paola Dei, Roberto Petrocchi, Carlo Sarti, Cristian Scardigno, Paola Tassone, Franco Mariotti, Rossella Pozza e Marcello Zeppi. Una composizione multidisciplinare chiamata a valutare le diverse componenti artistiche e tecniche delle opere selezionate, mentre al pubblico e agli studenti spetterà il compito di decretare il vincitore del Premio Cinema Giovane 2026.



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lunedì 21 settembre 2026

John Woo compie 80 anni: 5 film in streaming per rendere omaggio a un cineasta rivoluzionario

Compie oggi 80 anni John Woo, il cineasta che prima a Hong Kong e successivamente a Hollywood ha contribuito in maniera fondamentale a cambiare il cinema d’azione. Ecco per voi cinque dei suoi migliori film in streaming, un “assaggio” parziale ma esaustivo della grandezza di questo autore. Buona lettura.

John Woo compie oggi 80 anni: rendiamogli omaggio con i suoi grandi film in streaming

  • A Better Tomorrow
  • Face/Off - Due facce di un assassino 
  • Mission: Impossible 2
  • Windtalkers
  • La battaglia dei Tre Regni 

A Better Tomorrow (1986)

Già con l'esordio dietro la macchina da presa John Woo consacra le regole dello sparatutto orientale con un film che mescola perfettamente una messa in scena vorticosa a una storia capace di dipingere personaggi complessi, stratificati. A livello estetico A Better Tomorrow detta le regole del cinema futuro del suo autore, grazie anche alla prova pazzesca di un Chow Yun-Fat e Leslie Cheung. Un lungometraggio a tratti travolgente, che ridefinisce un mondo di girare e montare il cinema commerciale ad Hong Kong. Woo non è stato il solo a produrre questa rivoluzione cinematografica, ma senza dubbio è stato il migliore. Disponibile su Amazon Prime Video.

Face/Off - Due facce di un assassino (1997)

Dopo un paio di film di successo ma rimaneggiati dalla produzione, lo stile di Woo si dispiega pienamente e con effetti roboanti in Face/Off - Due facce di un assassino, senza alcun dubbio il suo capolavoro hollywoodiano. Nicolas Cage incontenibile e John Travolta altrettanto prezioso si sfidano a colpi di recitazione istrionica, perfetti alfieri per supportare lo stile fantasmagorico del cineasta. Face/Off - Due facce di un assassino mette d’accordo critica e pubblico e scrive una pagina fondamentale di cinema mainstream, due anni prima che Matrix lo segua e cambi definitivamente le regole. Montaggio frenetico, regia cristallina, ritmo della narrazione vorticoso. Non c’è un attimo di pausa in questa riflessione sull’identità del Bene e del Male. Joan Allen come supporto è magnifica. Disponibile su Apple Itunes, NOW, Disney +.

Mission: Impossible 2 (2000)

Senza uno straccio di sceneggiatura o quasi, John Woo si inventa un film che è una danza cinematografica senza precedenti, a livello di visione ancora oggi il migliore della serie per enorme distacco. Tom Cruise si lancia in peripezie sfrenate (come sempre) per portare Mission: Impossible 2 a un altro livello di cinema, e ci riesce senza alcun dubbio. Thandiwe Newton è magnifica e primeggia nel suo ruolo, la partecipazione straordinaria di Anthony Hopkins è un fiore all'occhiello. Anche con un canovaccio di script, il lungometraggio è davvero un sinfonia d’azione a tratti irresistibile. Almeno cinque sequenze sono da capogiro. Il nostro preferito del franchise. Gioiello di Woo visionario. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Infinity +, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW, Paramount +.

Windtalkers (2002)

Lo sfortunato film di guerra dal budget multimilionario vede Woo collaborare ancora una volta con Nicolas Cage in un film che il pubblico rifiuta, e la critica apprezza soltanto a metà. Poco importa, la costruzione delle sequenze di battaglia è come sempre eccellente, e a livello emotivo lo spessore è indiscutibile. Windtalkers pur nella sua imperfezione è un progetto notevole, serrato, il quale ha il difetto di essere arrivato quattro anni dopo Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, opera spartiacque e onestamente inarrivabile quando si tratta di film di Guerra. Questo rimane comunque un lavoro magari squilibrato ma molto potente. Adam Beach, Mark Ruffalo e Peter Stormare a supporto sono efficacissimi. Da rivalutare. Disponibile su Google Play, Amazon Prime Video.

La battaglia dei Tre Regni (2008)

Tornato in patria, John Woo dirige un affresco di guerra che dimostra ancora una volta il suo grande occhio per le sequenze d'azione con le masse. Tony Leung Chiu Wai è come sempre una presenza scenica grandiosa, e contribuisce a fare de La battaglia dei Tre Regni  un’epopea visiva ineccepibile. Grandi momenti di cinema epico, ricostruzione storica che si poggia su costumi e scenografie di primissimo ordine. la versione estesa, divisa in duo capitoli monumentali, è anche migliore perché lavora maggiormente in profondità per quanto riguarda storia e personaggi. A noi questo film, come gli altri presentati in precedenza, a tratti ha davvero esaltato. Ultimo grande squillo di un autore di rottura, grandioso e a suo modo estremamente personale. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video.



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La vittoria agli Oscar? Per Sandra Bullock è un ricordo sfocato: ecco cos'è successo davvero

Vincere un Oscar potrebbe sembrare un’esperienza indimenticabile, ma non per Sandra Bullock, che all’epoca era piuttosto distratta. Tra le attrici più amate in quel di Hollywood, tornata di nuovo al cinema con il sequel diretto di Amori & Incantesimi, in una recente intervista ha ricordato il momento in cui ha vinto il suo premio Oscar come migliore attrice per la performance in The Blind Side. Peccato che all’epoca fosse fin troppo stanca per rendersene conto. Perché?

Sandra Bullock aveva la testa da un’altra parte la notte in cui ha vinto l’Oscar: il retroscena che forse nessuno sa

Nel 2010 Sandra Bullock ha partecipato alla cerimonia degli Oscar dov’era candidata come migliore attrice per The Blind Side, film diretto da John Lee Hancock la cui performance le ha permesso di portare a casa quell’ambito riconoscimento. Quella gioia, però, è stata in parte oscurata dalla stanchezza, come ha raccontato di recente.

L’attrice ricorderebbe a malapena la notte in cui ha vinto l’Oscar, ma per una ragione molto valida, che ha affrontato durante la trasmissione Live with Kelly and Mark. Il motivo è da ricondursi alla maternità: all’epoca aveva da poco accolto in famiglia il suo primogenito Louis prendendosi cura di lui, una novità che l’attrice aveva preferito tenere per sé senza sbandierarlo ai media. In particolare, quella sera ricorda di aver dormito forse “due ore”, motivo per cui non ha prestato molta attenzione a quello che accadeva attorno a sé.

The Blind Side ha ottenuto anche un’altra candidatura, quella di miglior film, per cui i riflettori quell’anno erano particolarmente puntati sul cast. Sandra Bullock, però, ha ammesso scherzando di non ricordare niente di quella notte. “Avrò dormito forse due ore. Stavo nascondendo un neonato! Nessuno sapeva che avevo avuto Lou, e soffriva di reflusso gastroesofageo, quindi dormiva solo due ore alla volta. Per questo non ricordo molto di quella sera”.

Nonostante riconoscesse l’importanza della serata e del riconoscimento poi ottenuto, il suo unico pensiero era tornare a casa per stare con suo figlio. “Ma so che volevo tornare a casa perché volevo dargli da mangiare, perché sapevo che chi era lì con lui probabilmente era in difficoltà”. Una volta rientrata a casa, ricorda di non aver neppure rimosso l’abito bianco: “Ero lì fasciata in quell’abito, non riuscivo a toglierlo, quindi mi sono seduta e ho preso Lou. L’Oscar era a terra, mentre mio figlio era ben saldo in braccio. È stato il modo migliore per trascorrere quella serata, perché era stata davvero travolgente. Credo che sarebbe stata ancora più travolgente se non fossi stata così stanca. E volevo solo tornare a casa”.

Tornare a casa non è stato poi così semplice o veloce: l’attrice ha ammesso di aver partecipato anche all’after-party e atteso che il nome venisse aggiunto alla lista, dopodiché è fuggita. “Tutti pensavano che fossi stanca e lo ero davvero. Ma volevo tornare a casa da quella piccola persona di cui nessuno sapeva nulla”. All’epoca l’attrice aveva preferito tenere per sé l’informazione relativa all’adozione e all’arrivo in famiglia di Louis.



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Resident Evil debutta primo al boxoffice italiano del weekend, supera le aspettative negli USA

Resident Evil, personale punto di vista del regista Zach Cregger sulla celebre saga videoludica horror, ha confermato le aspettative della vigilia e almeno negli USA le ha superate: al boxoffice italiano del weekend ha debuttato primo con 1.440.850 euro (fonte Cinetel), mentre nel mercato americano ha raccolto 60 milioni di dollari in tre giorni, diventando non solo la più remunerativa partenza per il marchio al cinema, ma anche per l'autore di Barbarian e Weapons. In tutto il mondo il lungometraggio Sony Columbia Pictures è già a quota 108.300.000 (fonte Boxofficemojo). Il budget rivelato da Variety aleggia sui 75 milioni, per cui c'è ancora della strada da fare per rientare nei costi, ma siamo partiti col piede giusto... a meno che i fan più oltranzisti, a digiuno dei loro personaggi amati, non pesino sulla lunga distanza più della critica e del pubblico non edotto. Quest'ultimo è però in grado però di apprezzare il racconto proprio per la scelta di Cregger di creare un protagonista ad hoc per la sua storia.

Al secondo posto... chi si rivede: in una riedizione per il suo ventennale è tornato al cinema Cars - Motori Ruggenti (2006) targato Pixar, diretto da John Lasseter (ora alla Skydance Animation). Anche se all'epoca per la critica segnò una battuta d'arresto per la casa di Emeryville, dopo una sequenza di film di animazione perfetti, il pubblico si è sempre dimostrato affezionato all'automobile da corsa senziente Saetta McQueen... e di sicuro la saga, che ha visto altri due capitoli più svariate miniserie anche su Disney+, rimane molto remunerativa sul piano del merchandising. Cars ha incassato nel fine settimana 834.400 euro.
Esordio in terza posizione per la commedia caustica The Invite - Il piacere è tutto nostro, diretto e cointerpretato da Olivia Wilde, con Seth Rogen suo marito e Penélope Cruz & Edward Norton che interpretano dei vicini sessualmente disinibiti, detonatori di una crisi dei due protagonisti. L'incasso in cinque giorni è di 716.530 euro (560.200 nel solo fine settimana). Nel mondo il film ha raccolto finora 55.735.630 dollari, un eccellente esito per una produzione accorta da 15 milioni, come riportato da Deadline.
Cade dal primo al quarto posto il film satirico a tecnica mista Coyote vs. Acme, inno al surrealismo comico del Looney Tunes: salvato dalla cancellazione, il gioiellino diretto da Dave Green è arrivato in Italia a 3.710.200 euro (504.600 nel weekend). Il responso mondiale è di 79.825.100 dollari, non ancora sufficienti a giustificare l'enorme regalo che Ketchup Entertainment ci ha fatto, rilevando il film da Warner Bros. per 50 milioni.
Scivola dalla seconda alla quinta posizione Odissea di Christopher Nolan, opera sulla quale non è rimasto molto da dire: altri 482.150 euro confluiscono nei magnifici 57.841.100 di incasso italiano (il più alto dell'anno solare, senza concorrenza). L'impegno da 250 milioni di dollari di budget da parte di Universal è stato premiato con un trionfo mondiale da 1.721.314.740 dollari.

Il box office completo del weekend



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domenica 20 settembre 2026

Buon compleanno Bill! Ecco i migliori film in streaming del genio comico Murray

Compie oggi 76 anni l’intramontabile Bill Murray, genio della commedia contemporanea. A questo attore unico vogliamo dedicare i nostri odierni cinque film in streaming, i quali dimostrano quanto la sua carriera sia stata assolutamente inimitabile. Buon compleanno Bill! E a voi come sempre buona lettura. 

I migliori film in streaming interpretati da Bill Murray

  • Tootsie 
  • Ghostbusters - Acchiappafantasmi 
  • Ricomincio da capo
  • Lost in Translation - L’amore tradotto 
  • Broken Flowers 

Tootsie (1982)

Dopo aver sfondato grazie a commedie quali Meatballs e Stripes - Un plotone di svitati, Murray viene chiamato ad affiancare Dustin Hoffman in un capolavoro che racconta la battaglia tra i sessi nell’ambiente dello show business con una vena pungente e sardonica. Insieme ai due attori troviamo anche Teri Garr, Jessica Lange, Charles DurningDabney Coleman, Geena Davis. Tootsie diventa immediatamente uno dei film dell’anno, ottiene una valanga di candidature all’oscar e si porta a casa quella per la miglior attrice non protagonista, una bravissima Lange. Le sequenze di culto sono innumerevoli, il tono sofisticato ma anche mainstream, i momenti di scrittura poliedrici. E poi Hoffman domina con una delle prove migliori della sua carriera. Alla regia un Sydney Pollack mai così fluido e spensierato. Film di efficacia assoluta. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Ghostbusters - Acchiappafantasmi (1984)

La commedia fantastica con cui Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis, Ernie Hudson, Sigourney Weaver, Rick Moranis e il regista Ivan Reitman si sono guadagnati un posto particolare nell’Olimpo del cinema fantastico. Ghostbusters - Acchiappafantasmi e un film come nessun altro mai realizzato in precedenza o dopo: scatenato, goliardico, intelligente, graffiante. Battute al fulmicotone, sceneggiatura che funziona a pennello, regia eclettica, interpretazioni che dimostrano di aver capito perfettamente i personaggi. Il successo di pubblico è incredibile, alcuni sequel sono intelligenti e toccanti, come quello diretto dal figlio Jason. Ma l'originale è un congegno a orologeria comica inarrivabile. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

Ricomincio da capo (1993)

Harold Ramis dietro la macchina da presa e soprattutto alla sceneggiatura inventa questo loop temporale perfetto per le possibilità istrioniche di Murray, il quale da uomo delle previsioni cinico e donnaiolo si trasforma in innamorato credibile della dolcissima Andie MacDowell. Ricomincio da capo sfrutta al meglio lo spunto fantastico per trasformarsi in una riflessione sull’importanza delle piccole cose e dei gesti quotidiani. Momenti di ilarità assoluta, romanticismo soffuso, un paio di trovate comiche di effetto. Un piccolo grande film che ha fatto innamorare critica e grande pubblico, nel quale Murray si conferma attore raffinato tanto quanto istrionico. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Lost in Translation - L’amore tradotto (2003)

Golden Globe come attore comico, nomination all’Oscar per Murray, il quale interpreta un attore perso per le strade al neon di Tokyo che incontra e stringe un’amicizia speciale con l'altrettanto brava Scarlett Johansson. Ambientato in un mondo “finto”, Lost in Translation - L’amore tradotto racconta invece emozioni verissime, anime perse dentro una cornica sgargiante. Momenti che stringono il cuore, un finale da storia del cinema, atmosfere rarefatte eppure capaci di toccare nel profondo. Arriva l'Oscar per la sceneggiatura originale a Sofia Coppola, e le candidature per film e regia. Murray e la sua grande protagonista scrivono una pagina fondamentale di studio delle relazioni umane. Bellissimo, struggente, ancora oggi degnissimo di essere amato. Disponibile su Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Broken Flowers (2005)

Murray mette al servizio di un Jim Jarmusch sardonico come sempre il suo humour compresso e il suo volto di gomma. Il protagonista di Broken Flowers deve attraversare il suo inferno personale fatto di ex per capire meglio il proprio passato. Momenti esilaranti, altri profondi, altri addirittura respingenti in questo percorso a tappe che vince il Gran Premio della Giuria a Cannes e ci regala ancora una volta un Murray eccezionale, in questo caso più contenuto ma sempre ficcante. A supporto vogliamo segnalare la presenza di una Sharon Stone coi fiocchi. FIlm dal ritmo interno personalissimo, uno dei migliori di Jarmusch come compattezza narrativa. Antieroe imbolsito, in tuta, pessimista ma sempre irresistibile, Un gioiello di cinema "alternativo".disponibile su Apple Itunes, Amazon Prime Video.



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Batman v Superman, Zack Snyder aveva in mente un ruolo diverso per Jesse Eisenberg

Jesse Eisenberg avrebbe potuto interpretare un personaggio diverso in Batman v Superman: Dawn of Justice, se soltanto Zack Snyder avesse portato a termine il suo piano iniziale. La star di Now You See Me è stato coinvolto nel film del DCEU come interprete di Lex Luthor, nemesi di Superman, ma in un primo momento il regista aveva preso in considerazione un’idea controcorrente.

Batman v Superman: Dawn of Justice, Zack Snyder aveva pensato ad un ruolo diverso per Jesse Eisenberg inizialmente

Zack Snyder ha deciso che Jesse Eisenberg avrebbe interpretato una versione poco convenzionale di Lex Luthor, dotato persino di capelli folti. Eppure, in principio, il regista aveva preso in considerazione anche un altro ruolo da assegnare all’attore e che avrebbe sicuramente colpito il pubblico.

E se Jesse Eisenberg avesse interpretato Jimmy Olsen? Il personaggio in questione in Batman v Superman non è esattamente memorabile, poiché dura pochi istanti e viene fatto fuori senza tanti complimenti mentre scorta Lois Lane in Africa. Ad interpretarlo in questo caso è stato Michael Cassidy, ma inizialmente Snyder aveva pensato di affidare quella breve parte proprio a Jesse Eisenberg.

Una decisione rischiosa, ma sensata ai suoi occhi. Snyder aveva compreso sin da subito che la storia non avrebbe ceduto molto spazio a Jimmy Olsen, ma desiderava usarlo per giocare con le aspettative del pubblico scegliendo un attore famoso e conosciuto che potesse depistare. Scegliendo Jesse Eisenberg, nessuno avrebbe mai sospettato una morte tanto precoce per il personaggio, cosa che poi è accaduta. “Ho pensato: se fosse Jesse Eisenberg e uscisse di prigione dicendo 'Sono Jimmy Olsen', pensereste 'Oh mio Dio, avremo Jimmy Olsen in tutto il film, vero?'. E poi, se venisse colpito da un proiettile, pensereste 'Cosa?! Non si può fare'”, aveva raccontato tempo fa a Entertainment Weekly.

Quando, poi, Zack Snyder ha raccontato la sua idea al diretto interessato, Eisenberg ha iniziato a ragionare ad alta voce e a quel punto il regista ha pensato che avrebbe voluto coinvolgerlo per una versione inedita di Lex Luthor. Ed è così che poi il ruolo è stato assegnato ad un altro attore, coinvolgendo Eisenberg come Lex Luthor.



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Sandra Bullock e la svolta con Crash: "Sentivo il bisogno di mettermi alla prova"

Sandra Bullock ha recitato in tante commedie romantiche, ma ad un certo punto ha deciso di provare anche altro, lanciandosi verso un nuovo genere cinematografico. Difficile dimenticarla in film come Un amore tutto suo, Ricatto d’amore, Miss Detective e Amori & Incantesimi, eppure c’è stato un momento in cui l’attrice ha deciso di provare anche altro, cogliendo al volo un’opportunità che risponde al titolo di Crash.

Crash, Sandra Bullock ricorda di quando ha accettato quel ruolo per cimentarsi in qualcosa di diverso per la sua carriera

Con un cast corale composto da Brendan Fraser, Don Cheadle e Matt Dillon, Crash – Contatto fisico ha ottenuto sei candidature agli Oscar del 2006 vincendo poi in tre categorie incluso miglior film. A distanza di anni, Sandra Bullock ha ricordato quell’esperienza con piacere raccontando cos’ha imparato sul set.

Lavorare nel cast di Crash nel 2004 ha permesso a Sandra Bullock di mettersi in gioco e acquisire delle capacità diverse rispetto a quelle che ha utilizzato in altri film come le commedie romantiche. In Crash ha interpretato Jean Cabot, moglie del procuratore distrettuale del film e, ai microfoni di Interview in una recente intervista di coppia con Jennifer Aniston, ha ricordato di aver accettato quel ruolo perché “è stata l’unica volta in cui ho preso decisioni consapevoli sulla mia carriera”.

Ha poi specificato che all'epoca viveva a New York e lavorava anche come cameriera mentre faceva diversi provini: "Mi stavo facendo strada. Ogni attore in attività pensa che non lavorerà mai più, quindi prendi quello che capita e cerchi di sfruttarlo al meglio. L'unica volta in cui sono stata intenzionale riguardo alla mia carriera è stato quando ho detto: ‘Devo smetterla subito con le commedie romantiche’, perché ne stavo subendo di tutti i colori. E ho accettato un ruolo in questo film intitolato Crash. È stato un film geniale. Volevo iniziare ad allenare altri muscoli”.

Anche Jennifer Aniston ha partecipato alla conversazione ammettendo: “È qualcosa di molto rischioso dire: ‘Abbandonerà quella che considero la mia comfort zone, ovvero le commedie, e vediamo se mi prenderanno sul serio nel mondo dei film drammatici’. L'industria tende a snobbare le commedie, ma non sono così facili come sembrano”. A tale proposito, la Bullock ha confessato: “Ora più che mai ne avverto la mancanza. Non voglio fare altro che quello adesso”. Per fortuna è di nuovo al cinema con Amori & Incantesimi 2.



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