martedì 28 aprile 2026

Michael: Jaafar Jackson canta davvero nel biopic sul Re del Pop? Ecco la verità

Anche se Jaafar Jackson ha la musica nel sangue, ha dovuto applicarsi per ore per riuscire a riprodurre la voce di Michael Jackson nel modo più credibile possibile. Il nipote del Re del Pop interpreta infatti lo zio nel biopic Michael, al cinema dal 22 aprile. Per affrontare la sfida di ricreare non solo la voce ma anche il carisma e le movenze iconiche di Michael Jackson, Jaafar ha seguito una preparazione intensa e prolungata. Figlio di Jermaine Jackson, Jaafar aveva già esperienza nel canto prima del film, avendo interpretato cover e pubblicato musica propria. Tuttavia, per entrare davvero nel ruolo, ha dovuto spingersi molto oltre le sue abitudini artistiche.

Oltre al suo background musicale e a un training specifico, la voce di Jaafar, in alcune sequenze del film, è stata in parte fusa con quella originale di Michael Jackson. In altri momenti, però, soprattutto nelle scene più intime come le sessioni in studio, è solo la voce del 29enne a essere protagonista. "Durante le performance cantavo dal vivo al microfono sopra la traccia di Michael - ha raccontato l'attore in un’intervista a Today with Jenna & Sheinelle - È una combinazione tra la mia voce e la sua". Anche Juliano Valdi, che interpreta Michael da bambino, ha seguito un percorso simile, imparando a cantare per rendere credibile la versione giovane dell'artista dei Jackson 5.

Michael: Jaafar Jackson canta davvero nel film?

Sì: Jaafar canta realmente nel film diretto da Antoine Fuqua, anche se, in alcune tracce, le sue interpretazioni sono mescolate con registrazioni originali di Michael Jackson. Ad esempio, Jaafar e Valdi cantano da solisti nelle scene di Don't Stop Til You Get Enough e I Want You Back. Il music supervisor John Warhurst ha spiegato che, in alcune scene ambientate in studio, gli attori cantano completamente dal vivo, senza sovrapposizioni.

Abbiamo discusso molto se farli registrare davvero in studio, e la risposta è stata sì. Erano in grado di farlo. Dipende tutto dalla filosofia del film: vuoi che il pubblico senta il vero Michael dentro la storia oppure una reinterpretazione totale?

Warhurst ha poi paragonato il processo a quello di un “live musical”, in cui l’attore deve cantare con la stessa energia dell’originale, prima che in post-produzione vengano fusi i vari elementi vocali. Secondo il music supervisor, la voce di Jaafar era già naturalmente simile a quella dello zio, ma questo non ha reso il lavoro più semplice. Jackson ha infatti raccontato di aver affrontato ore e ore di prove quotidiane, tra canto e danza, fino allo sfinimento. "Non è stato facile - ha ammesso - Amo le sfide e volevo dimostrare a me stesso, alla mia famiglia e alla produzione che potevo farcela. Ballavo fino a farmi sanguinare i piedi o a non sentirli più. Mi svegliavo spesso completamente dolorante".

Leggi anche Michael Jackson, il biopic ha edulcorato la verità? Colman Domingo risponde a tono

Jaafar aveva già avuto esperienze di canto prima di Michael ?

Jaafar ha ereditato la passione per il canto e la danza dallo zio fin da bambino. Ha iniziato a dedicarsi più seriamente al canto, alla composizione e alla produzione musicale all'età di 12 anni, traendo ispirazione da leggende come Sam Cooke, Marvin Gaye, Stevie Wonder e Nat King Cole. Ha pubblicato il suo primo singolo, Got Me Singing, nel 2019. Pur avendo esperienza musicale, tuttavia, ha dovuto studiare praticamente da zero la recitazione. Per prepararsi, ha osservato grandi interpreti come Daniel Day-Lewis, Joaquin Phoenix e Christian Bale, cercando di capire il loro metodo e adattarlo al suo approccio.

Ha anche lavorato a lungo sulla voce parlata di Michael Jackson, leggendo testi e libri ad alta voce per entrare sempre di più nel personaggio. Con il tempo, il timbro è diventato sempre più naturale, fino a emergere spontaneamente anche nella vita quotidiana. Il risultato è un’interpretazione costruita su mesi di allenamento, disciplina e immersione totale nel personaggio, ma giudicata unanimemente eccezionale. Jaafar Jackson non si è limitato a imitare Michael: ha cercato di comprenderlo e ricrearlo dall’interno, trasformando la sua performance in un lavoro di equilibrio tra memoria, musica e identità.



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lunedì 27 aprile 2026

5 film in streaming interpretati da Penélope Cruz ne giorno del suo compleanno

Compie oggi 52 Penélope Cruz, molto probabilmente l’attrice spagnola più famosa della storia del cinema. Capace di imporsi fin dall'inizio degli anni ‘90 come simbolo di sensualità legata a una bravura indiscutibile, la Cruz è riuscita a ottenere ben quattro candidature agli Oscar e vincere una statuetta come non protagonista grazie a Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen. Ecco alcuni dei suoi film in streaming che apprezziamo maggiormente e che vorremmo adoperare per celebrare la sua gloriosa carriera. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Penélope Cruz

  • Prosciutto prosciutto 
  • The Hi-Lo Country
  • Vanilla Sky
  • Volver - Tornare
  • Ferrari 

Prosciutto prosciutto (1992)

Già l’esordio al cinema della Cruz si rivela un cult-movie di inizio anni ‘90. Prosciutto prosciutto infatti viene diretto da Bigas Luna con la freschezza e la sfacciataggine che gli appartenevano in quel periodo. Accanto all’attrice indimenticabile nel suo vestito rosso troviamo anche un giovanissimo Javier Bardem, anche lui alle sue prime esperienze. Premiato a Venezia con il Leone d’Argento, Prosciutto prosciutto è una tragedia umana e vitale, un lungometraggio pieno di energia propositiva e graffiante. Nel cast anche la sempre amabile Stefania Sandrelli. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes.

The Hi-Lo Country (1998)

Tra i primissimi film in lingua inglese interpretati dalla Cruz, questo western dilatato e stilizzato diretto addirittura da Stephen Frears si avvale di due protagonisti affascinanti e composti come Billy Crudup e Woody Harrelson. The Hi-Lo Country possiede alcune sequenze di densità emotiva enorme alternate a qualche altezza di troppo, ma conferma la presenza scenica dell’attrice iberica. Vincitore dell’Orso d’Argento per la miglior regia al Festival di Berlino, il western di frontiera vede nel cast anche un’altra attrice intensa come Patricia Arquette. Conferma piena della versatilità della Cruz. Disponibile su CHILI, Amazon Prime Video.

Vanilla Sky (2001)

Il fin troppo sottovalutato film di fantascienza diretto da Cameron Crowe vede la Cruz ottima partner del protagonista Tom Cruise. Ambientato in una New York sfavillante e preziosa, Vanilla Sky è una favola contemporanea sull'apparenza e sulla verità dei sentimenti. Cameron Diaz e Kurt Russell chiudono un cast che aiuta il film a eccellere in alcuni momenti. Remake aggiornato di APri gli occhi, questo lungometraggio contiene sentimenti forti e un romanticismo post-moderno che merita di essere abbracciato. Con un finale aperto ed emozionante. Uno di quei titoli che meritano sempre una seconda, anche una terza visione. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Paramount +.

Volver - Tornare (2006)

Palma d’Oro a Cannes come miglior attrice e nomination all’Oscar per una Penélope Cruz straordinaria, che nella sua ennesima collaborazione con Pedro Almodovar ci regala una prova appassionante, composita, piena di sfumature e insieme potente. Volver - Tornare è un film magnifico sul tempo che passa, sulla Storia che pesa sempre, sul passato che non ritorna ma continua a perseguitare. Film lussureggiante nei colori, splendido nell'ambientazione paesana. Davvero uno dei migliori titoli del grande regista spagnolo, e probabilmente la miglior prova della sua bravissima e dolorosa “musa”. Da vedere col cuore in gola. Disponibile su Google Play, Apple Itunes.

Ferrari (2023)

Chiudiamo con lo sfortunato e complesso biopic diretto da Michael Mann, che vede la Cruz moglie ferita e madre persa duettare meravigliosamente con il Ferrari interpretato da Adam Driver. Questo è in fondo un lungometraggio sul regista Michael Mann stesso, sull’ossessione per il controllo e la perfezione, sulla tragedia che non può essere evitata, sul dolore di andare avanti senza mai potersi guardare alle spalle per troppo tempo. Shailene Woodley chiude un trio di attori perentorio, ottimo per un lungometraggio che avrebbe avuto bisogno di un altro budget ma che in fondo offre uno spettacolo prestigioso e soprattutto una storia ottimamente scolpita. Film di spessore, discontinuo ma affascinante, e molto più compiuto di quanto non sia stato recepito. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Rai Play.



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John Wick, iniziano le riprese dello spin-off su Caine: novità anche su John Wick 5

L’universo di John Wick continua ad espandersi e questa volta è il turno di Caine. Il franchise guidato abilmente da Keanu Reeves ha lanciato diversi progetti spin-off negli ultimi anni, da Ballerina con protagonista Ana de Armas fino alla nuova produzione di Caine, tirando in ballo l’abile assassino introdotto in John Wick 4 e rendendolo protagonista di una nuova avventura sullo schermo.

Nel mezzo, l’universo d’azione di John Wick ha favorito anche lo sviluppo di una miniserie intitolata The Continental: Dal mondo di John Wick, ambientata nel celebre hotel della saga principale ma negli Anni ’70. Sono diverse le novità emerse nelle ultime ore sui prossimi progetti di John Wick, da un quinto film in arrivo al progetto spin-off guidato da Donnie Yen.

John Wick non si ferma: al via la produzione con protagonista Donnie Yen

Il primo capitolo di John Wick ha raggiunto le sale nel 2014 e, a distanza di oltre dieci anni, continua a far parlare di sé. Donnie Yen ha interpretato l’abile sicario Caine in John Wick 4 e ha ottenuto il via libera per uno spin-off tutto suo, le cui riprese sono ufficialmente iniziate, almeno stando a quanto condiviso proprio dall’attore protagonista via Instagram. Nello scatto in questione, che inquadra un ciak, emerge il titolo ufficiale del film che segue l’impostazione di Ballerina: Caine – Dal mondo di John Wick.

Nel corso del quarto film della saga principale, Caine (un assassino cieco) viene chiamato in causa dalla Gran Tavola per vedersela con John Wick. Nello spin-off sequel, invece, lo vedremo alle prese con Shimazu Akira, interpretata ancora una volta da Rina Sawayama e alla ricerca di vendetta dopo quanto accaduto a suo padre per colpa di Caine. Oltre a figurare come attore protagonista, Donnie Yen è anche regista del film. Al momento il progetto non ha ancora annunciato una potenziale data d’uscita ma, avendo avviato le riprese, è possibile che arriverà al cinema tra il 2027 e il 2028.

Cosa ne sarà di John Wick 5? Gli aggiornamenti

Un’altra domanda che ruota attorno al successo di John Wick punta alla saga principale: a quando un quinto film? John Wick 4 sembrava aver offerto al pubblico una chiusura definitiva con la presunta morte del protagonista ma, come ribadito più volte dal regista, tutto è possibile con una buona idea alla base. Il progetto, in realtà confermato, di recente ha ottenuto un nuovo aggiornamento dal presidente di Lionsgate Motion Picture Group Adam Fogelson. Ai microfoni di Business Insider, Fogelson ha confermato che il regista Chad Stahelski e Keanu Reeves hanno scovato un’idea che ritengono entusiasmante per il quinto film: “Chad e Keanu hanno un'idea che pensano possa essere davvero entusiasmante. Ci sono molti passaggi da seguire, quindi non vorrei dare una tempistica precisa. Ma per quanto riguarda la ricerca di un'idea centrale, sembra che abbiano trovato qualcosa che li entusiasma, e ora vedremo”.

Inoltre ha precisato che, prima di John Wick 5, il pubblico si imbatterà sicuramente nello spin-off dedicato a Caine e nel prequel animato in fase di sviluppo. Ma cosa aspettarsi dal quinto capitolo? Non molto tempo fa, il regista aveva rivelato ad Empire che il prossimo film sarebbe stato “davvero diverso” dai precedenti dopo la conclusione della trama della Gran Tavola: “La saga di John Wick si è praticamente conclusa. Quindi l'unico modo per realizzare un [quinto film] è quello di avere una nuova storia che coinvolga John Wick. Non è una continuazione con la Gran Tavola. John ha affrontato il suo dolore. Sarà davvero diverso”.



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The Long Walk, le regole spietate del gioco di Stephen King: riusciresti a sopravvivere?

The Long Walk è nelle nostre sale dal 23 aprile e la critica lo sta già definendo uno dei migliori adattamenti di Stephen King degli ultimi anni (qui potete recuperare la nostra recensione). Il film diretto da Francis Lawrence è un horror distopico che racconta di un gruppo di giovani che si sfidano in una gara mortale. Sotto sorveglianza armata, i concorrenti dovranno camminare senza sosta lungo un interminabile ed impervio percorso, mantenendo una velocità minima costante. Chi rallenta o si ferma viene immediatamente giustiziato e si va avanti finché non ne rimane solo uno solo.

Cooper Hoffman, figlio del compianto Philip Seymour Hoffman, interpreta Ray Garraty, un ragazzo in lutto per la morte del padre e pronto ad intraprendere il cammino della morte. Il cast include David Jonsson, Mark Hamill e Charlie Plummer. The Long Walk ha attirato l'attenzione anche per il contest centrale della storia. Leggendo la trama, è difficile non pensare a Squid Game, la celebre serie Netflix che metteva a sua volta in scena giochi mortali come forma di critica sociale. Tuttavia, la competizione nel racconto di King è ancora più distopica e riflette una forte denuncia del totalitarismo. Qualora foste curiosi di mettere alla prova le vostre capacità di sopravvivenza, ecco le regole da conoscere.

Le cinque regole per sopravvivere a The Long Walk

  • 100 persone vengono selezionate da un grande bacino di candidati
  • L’esercito fornisce razioni di cibo e acqua
  • Bisogna mantenere sempre una velocità minima di 4 miglia orarie
  • Si hanno al massimo tre avvertimenti prima di essere uccisi
  • La camminata continua fino a quando ne resta uno solo

Sulla carta le regole non sembrano troppo severe (eccetto la parte dell’uccisione, ovviamente), ma l’aspetto più difficile è che non è permesso dormire. Anche riuscendo a vincere, la mancanza di sonno, unita a giorni e giorni di cammino continuo, lascerebbe probabilmente conseguenze permanenti sulla salute, tra cui un aumento del rischio di ansia e instabilità cognitiva.

Allor stesso tempo, visto come i giochi di Squid Game sono stati in parte riprodotti nella realtà, seppur depurati dalla violenza, viene naturale chiedersi se qualcosa di simile possa accadere anche con l’adattamento di King, soprattutto dopo la buona accoglienza della critica. Ma l’ipotesi è improbabile: The Long Walk, pur nella sua brutalità, non ha nulla dell’estetica riconoscibile e accattivante della serie coreana. Eppure, nell’imprevedibile ecosistema dei social, potrebbe per assurdo bastare un singolo contenuto virale per trasformare anche questo film in un trend.

Leggi anche The Long Walk, il rimpianto di Cooper Hoffman: "Avevo bisogno di mio padre Philip Seymour Hoffman"

Le condizioni di Stephen King per l’adattamento

L'adattamento di La lunga marcia, romanzo di Stephen King del 1979, mette in luce l’ossessione della società per la violenza e lo spettacolo. Per l'autore, era indispensabile il film non accettasse compromessi nella rappresentazione di questo gioco al massacro. King ha anche criticato la mancanza di sequenze realistiche e cruente nei film di supereroi, che, a suo dire, tendono a edulcorare la violenza nonostante le alte poste in gioco. “Se guardi questi film di supereroi - ha dichiarato lo scrittore - vedi un supercriminale che distrugge interi isolati, ma non c’è mai sangue. Ed è sbagliato, è quasi por*ografico… Ho detto: se non lo mostrate, non vale la pena farlo. E quindi hanno fatto un film piuttosto brutale”.



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domenica 26 aprile 2026

I migliori film in streaming di Stanley Tucci, il quale torna ne Il diavolo veste Prada 2

Il diavolo veste Prada 2 arriva nelle sale italiane e internazionali, e con esso torna anche il grande caratterista Stanley Tucci nel ruolo di Nigel. E proprio a questo attore e regista vogliamo dedicare i nostri odierni cinque film in streaming. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Stanley Tucci, che torna ne Il diavolo veste Prada 2

  • Big Night 
  • Harry a pezzi
  • The Terminal
  • Il diavolo veste Prada
  • Amabili resti 

Big Night (1996)

Diretto a quattro mani insieme al collega Campbell Scott, Tucci realizza un gioiello di cinema introspettivo ed elegante. Il suo amore per il cibo trabocca in questa commedia drammatica di costume che segna l'esordio al cinema della grande Allison Janney. Insieme a Tony Shalhoub, Tucci forma una coppia di protagonisti impagabile,a  cui si affiancano anche Isabella Rossellini, Ian Holm, Minnie Driver e lo stesso Campbell. Big Night è un  lungometraggio prezioso e sincero, che arriva dritto al cuore con una messa in scena tanto semplice quanto scoppiettante. E il piano sequenza che chiude questa gemma nascosta è semplicemente da storia del cinema. Emozionante. Disponibile su CHILI.

Harry a pezzi (1997)

Come succedeva sempre in quegli anni, Woody Allen assembla un cast enorme per il suo film “a episodi” incastonato dentro una cornice dal piglio fantastico. Oltre a Tucci partecipano infatti a Harry a pezzi anche Billy Crystal, Judy Davis, Robin Williams, Demi Moore, Tobey Maguire, Bob Balaban e molti altri attori di talento. Alcuni episodi sono di una genialità cristallina, altri meno ficcante. Uno dei film maggiormente amati del cineasta newyorkese, che conquista l’ennesima nomination all’Oscar per la sceneggiatura. A noi diverte, ma siamo lontani dai capolavori di Allen…Disponibile su Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

The Terminal (2004)

Una delle prove maggiormente composte ed eleganti di Stanley Tucci, il quale nei duetti col protagonista Tom Hanks eccelle grazie anche a un personaggio di antagonista ottimamente scritto. Una nomination all’Oscar come miglior supporting actor avrebbe potuto, anzi probabilmente dovuto scapparci. Steven Spielberg dirige The Terminal con la sua solita grazia, creando un microcosmo preciso ed amorevole, in cui risplende anche una dolcissima Zoe Saldana ai suoi primi ruoli. Presentato al Festival di Venezia, un film che ha avuto un buon successo di pubblico ed è stato probabilmente troppo sottovalutato dalla critica. Oggi è più che mai attuale, e nasconde un discorso sulla politica contemporanea decisamente critico. Film salutare. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Infinity +, Apple Itunes, TIMVision, Paramount +.

Il diavolo veste Prada (2006)

Il primo episodio diretto da David Frankel si rivela un enorme successo di pubblico ma soprattutto diventa un fenomeno di costume. Tucci si rivela prezioso e raffinato supporto alla protagonista Meryl Streep, con Anne Hathaway e Emily Blunt al suo primo film importante a risplendere. Il diavolo veste Prada è una commedia raffinata che sbeffeggia ma neppure troppo il mondo dell’alta moda, regalandoci personaggi divertenti e un tono che perfettamente si incontra con le esigenze del pubblico di ogni età. Si sorride molto, si amano i personaggi, si gode nel vedere gli abiti straordinari. Film magnificamente organizzato. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Infinity +, Apple Itunes, TIMVision, NOW, Disney +.

Amabili resti (2009)

L’adattamento cinematografico del libro di Alice Sebold regala a Tucci la sua unica (fino ad ora) candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista, per il ruolo del serial killer di cui rimane vittima la protagonista Saoirse Ronan. Peter Jackson torna alle origini per fare di Amabili resti una favola nera e dolorosa, rafforzata da una protagonista assolutamente intensa e un cast che comprende anche Mark Wahlberg e Susan Sarandon. Film difficilissimo, a tratti straziante, pieno di effetti speciali bellissimi per un melodramma che sfocia nella tragedia. La Ronan risplende davvero di luce propria, una delle sue migliori interpretazioni in assoluto. Da rivedere per soffrirne. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Infinity +, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.



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Incidente per Bob Odenkirk in Normal: ecco la scena che l'attore ha voluto salvare

Non è tutta finzione quella che appare sullo schermo: lo sa bene Bob Odenkirk, che durante le riprese di Normal è caduto ben due volte e alla fine ha deciso di conservare quella caduta come effetto di scena, proponendola nel montaggio finale. Questo significa che quando vedrete Normal non dovrete stupirvi più di tanto, perché quella caduta è avvenuta davvero ed è stata poi salvata e aggiunta al montaggio per volere dell’attore protagonista.

Bob Odenkirk è caduto durante le riprese di Normal e ha inserito quelle scene nel film

Bob Odenkirk vuole che i suoi fan sappiano che la sua caduta per terra è vera in Normal. A dirla tutta, l’attore è caduto due volte durante le riprese del film d’azione in questione, ma non ha riportato danni. Anzi, agli occhi dell’attore avevano persino un fascino e per questo sono state poi incluse nel film.Ci sono delle scelte e delle gag davvero divertenti, e in entrambi i casi cado. E sono proprio io che cado. Non è stato scritto nella sceneggiatura, è successo che il vero Bob Odenkirk scivola su un pavimento bagnato e su uno unto. Abbiamo deciso di tenerle, perché mi piace interpretare eroi d’azione vulnerabili, che cadono, che si fanno male e si indeboliscono mentre combattono, ma devono superare questa debolezza per vincere la battaglia”, ha raccontato a People.

In Normal, l’attore interpreta il ruolo di sceriffo in carica in una piccola cittadina del Midwest: il suo nome è Ulysses. L’azione chiama nel momento in cui una banda criminale prende di mira la banca cittadina portando alla luce dei segreti pericolosi che il sindaco e altri avevano ben nascosto allo sceriffo. In merito alle cadute davanti alla telecamera, la star di Io sono nessuno ha ammesso: “È molto divertente. Non voglio farmi male, ma la verità è che non mi sono mai fatto male davvero facendo combattimenti acrobatici. Mi sono fatto male in programmi in cui non facevo combattimenti acrobatici. È strano, ma ovviamente, quando fai combattimenti acrobatici, ti alleni e ti riscaldi ogni giorno, tutto il giorno, quindi tendi a non farti male. Ti fai male quando non ti riscaldi a sufficienza”. Nel cast di Normal figurano anche Lena Headey, Jess McLeod, Ryan Allen, Billy MacLellan, Brendan Fletcher e Reena Jolly.



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Chi è Clayface? Origini e poteri del mostro di argilla del DCU (e il legame con Batman)

Il trailer di Clayface ha finalmente offerto un primo sguardo a uno dei personaggi più improbabili dell’universo DC ad aver ottenuto un film tutto suo. Per i fan di lunga data ci sono già molti riferimenti riconoscibili, dagli archi narrativi dei fumetti fino a serie cult come Batman: The Animated Series. Per un pubblico più casual, però, potrebbe non essere immediatamente chiaro che il protagonista non è soltanto “un mostro di fango”, bensì uno dei villain più complessi e drammatici del mondo di Batman. Con la sceneggiatura firmata da Mike Flanagan e la regia di James Watkins, il film sembra puntare su atmosfere da body horror, ma questa è solo la superficie. Clayface è infatti un personaggio con una lunga storia nel mondo DC, e conoscerne le origini rende l’esperienza ancora più interessante.

Chi è Clayface? Le sue origini nei fumetti DC

La prima cosa fondamentale da sapere è che Clayface non è un unico personaggio. Nel corso della storia editoriale DC, questo nome è stato utilizzato da almeno otto personaggi diversi, a partire dal 1940. Il primo e più celebre è Basil Karlo, un attore di serie B in declino che impazzisce e inizia a commettere omicidi seriali con le sembianze del villain che aveva interpretato in uno dei suoi vecchi film, proprio chiamato Clayface. Sarà Batman a fermarlo.

Successivamente arriva Matt Hagen, introdotto nel 1961: probabilmente la versione più vicina all’immaginario popolare del personaggio. Hagen è un cercatore d'oro che scopre in una grotta una sostanza protoplasmatica radioattiva. Dopo esservi caduto dentro, si trasforma in una creatura di argilla vivente capace di mutare forma a piacimento. Un’altra versione importante è Preston Payne, scienziato degli S.T.A.R. Labs che, nel tentativo di curare una rara malattia, utilizza un campione del sangue di Hagen. L’esperimento però fallisce, destabilizzando il suo corpo e trasformandolo in una creatura instabile e corrosiva.

I poteri di Clayface

I poteri del personaggio sono tra i più inquietanti e affascinanti dell’universo DC. Clayface può modellare completamente il proprio corpo, assumendo praticamente qualsiasi aspetto: può cambiare volto, imitare altre persone, alterare la propria massa fisica e persino trasformare parti del corpo in armi. È proprio questa capacità di mutare identità a renderlo uno dei nemici più pericolosi di Batman, perché non è mai semplice capire chi sia davvero. Nel nuovo film, il personaggio sembra un mix delle tre versioni sopracitate, con qualche influenza della serie animata.

Clayface seguirà Matt Hagen (Tom Rhys Harries), un attore emergente il cui volto viene sfigurato da un gangster. Nel disperato tentativo di rimediare, si affida a un trattamento sperimentale che lo trasforma gradualmente in un mostro d’argilla. Anche se il film propone una sua interpretazione del personaggio, ci sono indubbiamente elementi tratti dalle storie di Boris Karlo, Matt Hagen e Preston Payne. La speranza è che i punti di forza di ciascuna versione confluiscano in un nuovo e avvincente villain.

Clayface è nello stesso universo di Superman?

Altra importante cosa da sapere: Clayface è da sempre uno degli antagonisti più iconici di Batman. Anche se il film si presenta come una origin story autonoma, il personaggio nasce e si sviluppa storicamente all’interno dell’universo del Cavaliere Oscuro. I DC Studios, almeno per ora, hanno minimizzato la possibilità di vedere Batman nel film, ma è evidente che l’intera storia sia pensata come la nascita di uno dei suoi futuri nemici. In questo senso la pellicola segue un’impostazione simile a Joker con Joaquin Phoenix: raccontare l’origine del villain senza mostrare necessariamente l’eroe.

Terza informazione fondamentale: sì, il film è ambientato nello stesso DCU del nuovo Superman. Questo significa che, nonostante il tono horror, Clayface coesiste nello stesso universo narrativo di Superman, Supergirl e della serie Lanterns. Quindi, in futuro, il personaggio potrebbe incrociare direttamente altri grandi eroi DC.

La versione più amata: la serie animata

Ultima cosa di cui prendere nota: per molti fan, la versione definitiva di Clayface resta quella di Batman: The Animated Series. La serie ha infatti fuso elementi di Basil Karlo e Matt Hagen, creando la versione più tragica e memorabile del personaggio: un attore sfigurato che usa una crema sperimentale per il viso chiamata "Renuyu" per mantenere il suo bell'aspetto, fino alla trasformazione definitiva nel mostro. Viene poi costretto dal suo fornitore, lo spietato industriale Roland Daggett, a usare l'unguento per impersonare Bruce Wayne e attirare Lucius Fox in un'imboscata. Dopo, Hagen cerca di rubare un'enorme quantità di Renuyu per liberarsi di Daggett, ma viene catturato e annegato nella sostanza, che trasforma il suo corpo in una massa di argilla che può modellare a piacimento. È molto probabile che il nuovo film prenda ispirazione proprio da questa incarnazione, amatissima dal pubblico.



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