venerdì 22 maggio 2026

La Passione di Cristo - Resurrezione: Mel Gibson condivide la prima foto ufficiale e annuncia una nuova uscita per i sequel

Nel backstage de La Passione di Cristo: Resurrezione che vi abbiamo mostrato qualche settimana fa, e che celebrava la fine delle riprese dei due sequel de La Passione di Cristo, si intravedeva, fra le immagini dei membri della troupe e le attrezzature utilizzate, il protagonista Jaakko Ohtonen che abbracciava Mel Gibson. Grazie alla prima foto ufficiale di scena appena diffusa, possiamo vederlo meglio e a figura intera. Insieme all’immagine ci arriva la notizia che l'uscita dei due sequel, o meglio del sequel in due parti de La Passione di Cristo, è stata posticipata. La Passione di Cristo: Resurrezione - Parte Uno uscirà il 6 maggio del 2027 invece che il 26 marzo, mentre La Passione di Cristo: Resurrezione - Parte Due è stata spostata addirittura di un anno e potremo vederla a partire dal 25 maggio 2028. In entrambe le date si festeggerà l’Ascensione di Gesù, collocata liturgicamente il giovedì successivo alla quinta domenica dopo la Pasqua. Ricordiamo che Othonen ha sostituito Jim Caviezel nel ruolo principale e che Maria non ha più il volto di Maia Morgenstern ma di Kasia Smutniak, cosa che i cattolici polacchi più tradizionalisti non hanno gradito perché l'attrice è a favore dell'aborto. Nel cast ci sono anche Pier Luigi Pasino (Pietro), Riccardo Scamarcio (Ponzio Pilato), Rupert Everett (Abramo) Mariela Garriga, che nella parte di Maria Maddalena è andata a sostituire Monica Bellucci. Segnaliamo infine, nei ruoli degli apostoli, Gabriele Rollo, Maziar Firouzi, Mario Sagone e Giovanni Anzaldo, per fare soltanto alcuni nomi.

Il regista è particolarmente soddisfatto del suo lavoro e ha dichiarato che i due film sono venuti fuori esattamente nel modo in cui desiderava, descrivendo poi i sequel come "un viaggio acido" e aggiungendo che l’intero progetto è stato per lui una vera e propria missione a cui per 20 anni non ha mai smesso di pensare e che consiste nel raccontare la vicenda umana più importante della storia). La Passione di Cristo: Resurrezione - Parte Uno e Parte Due sono stati girati fra Roma, Bari, Ginosa, Craco, Brindisi e Matera, e la sceneggiatura, a cui Mel Gibson ha ovviamente collaborato, è di Randall Wallace.

La Passione di Cristo: Resurrezione: La prima foto ufficiale

C’è molta attesa per i sequel de La Passione di Cristo, che ha incassato in tutto il mondo la bellezza di 610 milioni di dollari, cifra record per un film indipendente. Nella di foto di scena che oggi vi mostriamo, c'è Gesù in primo piano e, dietro di lui, i suoi numerosi discepoli.



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The Mandalorian and Grogu: perché Guillermo del Toro è nei titoli di coda? C’è il suo zampino nel film

Quando Guillermo del Toro è coinvolto in un progetto, anche solo marginalmente, la sua influenza si sente sempre: visionaria, stratificata e profondamente legata alla mitologia della storia. È proprio quello che è accaduto anche con The Mandalorian and Grogu, dove il nome del regista compare nei ringraziamenti nei titoli di coda. Ma in che modo ha contribuito?

Il film con Pedro Pascal, in sala dal 20 maggio, è ambientato dopo la caduta dell’Impero Galattico e prosegue la storia di Din Djarin e Grogu, impegnati in una nuova missione per la Nuova Repubblica. Ma come ha contribuito esattamente del Toro al progetto? Le sue idee arrivano forse dal suo vecchio progetto mai realizzato di Star Wars?

Come Guillermo del Toro ha migliorato The Mandalorian & Grogu

Secondo il regista Jon Favreau (come riportato da Vandal), era fondamentale rendere gli Hutt, creature subdole e disgustose, più vive e dinamiche sullo schermo. Per questo, il team ha studiato gli elefanti marini, il sumo, la boxe e il wrestling, con l'intento di combinare massa, forza e un modo di muoversi che sembrasse naturale per quei corpi deformi. Guillermo del Toro, a detta di Favreau, non ha cercato di "cambiare" la storia, quanto piuttosto di arricchirne la texture visiva e narrativa.

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Ha raccontato di aver trascorso del tempo con il regista messicano a disegnare modelli 3D degli Hutt e scambiarsi idee. Ha ricordato di aver dipinto i modelli a casa sua e di avergli mostrato alcune versioni del film. Del Toro gli ha dato preziosi suggerimenti e questa sinergia ha portato non solo a creature nostalgiche, ma anche più evolute e cinematograficamente potenti.

Aveva una storia che voleva raccontare sulle origini di Jabba. Era anche attratto dall'idea di un Hutt in forma, più fisico e più potente.

Favreau ha inoltre sottolineato come la collaborazione possa essere decisiva nel processo creativo. Registi come del Toro, a suo dire, non intervengono per interesse personale, ma per una reale passione condivisa verso la narrazione e le sue sfide. E perché comprendono il punto di vista dell'altro regista. Un approccio che, secondo lui, arricchisce il risultato finale.

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Il legame con il film Star Wars di Del Toro che non vedremo mai

In passato, Guillermo del Toro, ospite del podcast Happy Sad Confused, ha svelato di aver lavorato a un progetto dedicato a Jabba the Hutt: una storia che avrebbe raccontato l’ascesa e la caduta del celebre signore del crimine e che avrebbe aggiunto nuove sfumature al personaggio. Questo spiega anche perché il regista di Frankenstein si sia particolarmente interessato agli Hutt in The Mandalorian and Grogu. Pur non trattandosi di un adattamento diretto, le sue idee sembrano riflettere lo stesso desiderio: rendere queste creature più complesse, credibili e incisive. In un certo senso, il film con Pedro Pascal diventa così un’eco sottile di quello che avrebbe potuto essere. Ma la domanda resta: sarà possibile vedere, un giorno, la versione completa del film di del Toro sugli Hutt, oppure dovremo accontentarci di questo piccolo assaggio del suo immaginario?



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giovedì 21 maggio 2026

Le avventure di Cliff Booth con Brad Pitt in IMAX per due settimane

Si chiude volentieri un occhio sullo sfruttamento commerciale di un'idea, quando il suo prosieguo arriva con lo stesso autore come sceneggiatore, e con uno degli interpreti così entusiastico da aver coinvolto alla regia un altro grande autore: parliamo di Le avventure di Cliff Booth, sequel / spin-off di C'era una volta... a Hollywood, interpretato da Brad Pitt, scritto da Quentin Tarantino e diretto da David Fincher. Cosa si può volere di più? Un'uscita in IMAX, perché no? Se ne occupa Netflix, che ha deciso di promuovere così il film, prima dello sbarco sulla piattaforma. Leggi anche Quanto guadagnerà Brad Pitt per tornare in The Adventures of Cliff Booth? La cifra è folle

Le avventure di Cliff Booth, le date d'uscita mondiali al cinema e su Netflix

Già l'anno scorso Rich Gelfond, CEO di IMAX, si dichiarava molto felice dell'accordo tra Netflix e la loro realtà per la distribuzione di Narnia: Il nipote del mago di Greta Gerwig. Da quando quest'ultimo evento è stato spostato al 12 febbraio 2027, per un'uscita vera e propria e in grande stile, si è liberato il suo posto nel novembre 2026, che sarà occupato da Le avventure di Cliff Booth con Brad Pitt. Sì, il ritorno dello stuntman in grado di accoppare Bruce Lee, già visto nel bellissimo C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino, è collocato negli IMAX mondiali per il 25 novembre, come da segnalazione social ufficiale di Netflix. Vi rimarrà due settimane, per poi prendere la via della piattaforma il 23 dicembre. Il film di David Fincher si basa su una sceneggiatura di Tarantino e vede nel cast Elizabeth Debicki, Scott Caan, Carla Gugino, Yahya Abdul-Mateen II, Peter Weller, Matt Groove, JB Tadena, Corey Fogelmanis e Karren Karagulian. Della trama non si sa più di quello che s'intuisce dall'unico teaser diffuso mesi fa: Cliff continuerà a fare da "riparatore" di situazioni di emergenza hollywoodiane. E se continuerà a farlo al ritmo del "Peter Gunn theme" di Henry Mancini, non faremo altre domande, ci andrà bene così.



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The Mandalorian and Grogu: quando è ambientato nella saga di Star Wars? Ecco il periodo esatto

Il franchise di Star Wars è cresciuto enormemente sin dal suo esordio nel 1977. In quasi cinquant’anni sono arrivati film, serie TV, libri, videogiochi e moltissimi altri contenuti, trasformando quello che era nato come un semplice omaggio a Flash Gordon in una delle mitologie più vaste della cultura pop. Per questo, ogni volta che un nuovo film si avvicina all’uscita, cresce subito la curiosità di capire dove si collochi nella timeline ufficiale del franchise. Nell’era Disney, Lucasfilm ha infatti esplorato epoche diverse della saga, rendendo sempre più interessante ricostruire come ogni nuova storia si inserisca rispetto a quelle precedenti.

A quasi sette anni da Star Wars: L’ascesa di Skywalker, la galassia lontana lontana tornerà finalmente al cinema con The Mandalorian & Grogu, il primo film pensato come continuazione della serie di punta di Disney+. La storia è ambientata chiaramente nell’era della Nuova Repubblica, la stessa in cui si svolgono tutte le serie del cosiddetto MandoVerse, ma resta da capire con precisione dove si collochi nel quadro generale della saga.

Gli eventi di The Mandalorian nella timeline di Star Wars

Per capire dove si inserisce The Mandalorian & Grogu nella cronologia di Star Wars, è utile fare un passo indietro e partire dalla serie The Mandalorian. La storia inizia nel 9 ABY (After the Battle of Yavin, l’evento visto in Star Wars: Una nuova speranza). Questo colloca gli eventi cinque anni dopo Il ritorno dello Jedi, ambientato nel 4 ABY. È passato abbastanza tempo dalla caduta dell’Impero perché la Nuova Repubblica sia ormai pienamente operativa e impegnata a mantenere la pace nella galassia. Tuttavia, i resti imperiali sono ancora attivi e gettano le basi per il futuro Primo Ordine della trilogia sequel.

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Curiosamente, le tre stagioni di The Mandalorian sembrano svolgersi proprio all’interno dello stesso anno, il 9 ABY. Sulla base di diverse fonti ufficiali, come il volume Star Wars: Timelines e i contenuti di Star Wars Insider, si può dedurre che anche la presunta morte di Moff Gideon (Giancarlo Esposito) nel finale della terza stagione avvenga nello stesso periodo. A prima vista potrebbe sembrare strano, considerando la quantità di eventi vissuti da Din Djarin (Pedro Pascal) e Grogu nel corso della serie (inclusa la partecipazione a The Book of Boba Fett). Sarebbe logico immaginare un salto temporale, soprattutto considerando l’addestramento di Grogu con Luke Skywalker. Tuttavia, finché Lucasfilm non fornirà conferme ufficiali, tutto il racconto di The Mandalorian resta collocato nel 9 ABY.

Questo stesso anno comprende anche altri progetti del MandoVerse, come la prima stagione di Ahsoka. Per la seconda stagione non è ancora stata confermata una collocazione precisa, ma dato il finale aperto, è probabile che la storia riprenda poco dopo gli eventi precedenti.

Quando è ambientato The Mandalorian & Grogu nella timeline di Star Wars?

Lucasfilm non ha ancora chiarito ufficialmente dove si inserisca The Mandalorian & Grogu nella cronologia di Star Wars. È però evidente che il film si svolge dopo la terza stagione della serie, con Din Djarin e Grogu ormai al servizio della Nuova Repubblica per eliminare obiettivi legati ai resti dell’Impero. Non è però chiaro se il film resti ancora nel 9 ABY o se si sposterà più avanti. Anche il materiale promozionale pubblicato finora non offre indizi decisivi. I trailer e gli spot televisivi si concentrano soprattutto sull’azione e sul tono avventuroso del film, puntando molto sulle gag con Grogu e sul classico spettacolo di Star Wars, più che su dettagli narrativi utili a collocare la storia.

Tuttavia, un elemento potrebbe suggerire una risposta: lo stesso Grogu. Incrociando le immagini del film con alcune dichiarazioni recenti di Kathleen Kennedy, si può provare a ricostruire la situazione. Nei trailer, Grogu si comporta in modo molto simile a quello visto nella serie: usa ancora la Forza per superare piccoli ostacoli, ma continua a mantenere l’atteggiamento da cucciolo dispettoso che lo ha reso celebre fin dal 2019.

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Alcune delle scene più divertenti lo mostrano mentre preme pulsanti sulla nave di Din Djarin o si lascia tentare dai suoi amati snack, mentre il Mandaloriano cerca di tenerlo a bada. Dunque, nonostante siano passati anni per il pubblico, Grogu appare ancora come una creatura molto giovane, segno che la linea temporale potrebbe essere rimasta invariata. A rafforzare questa ipotesi c’è anche la conferma di Kathleen Kennedy: in The Mandalorian & Grogu, il personaggio non parlerà. Molti fan ipotizzavano che il film potesse segnare il suo primo dialogo, ma la scelta sembra essere quella di mantenere Grogu nella sua forma più iconica e riconoscibile.

Questo suggerisce che Lucasfilm non abbia alcuna fretta di far “crescere” il personaggio, anche perché è diventato un elemento centrale del marketing del franchise. Alterarlo troppo rapidamente sarebbe un rischio, e per questo è probabile che la storia resti ancora per un po’ nel 9 ABY. Tutt'al più, potrebbe spingersi leggermente più avanti, nel 10 ABY, ma difficilmente andrà oltre.



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mercoledì 20 maggio 2026

James Bond: lo sceneggiatore Steven Knight suggerisce una svolta rispetto ai capitoli precedenti

Amazon MGM Studios è focalizzato sulla ricerca del prossimo agente 007. Soltanto pochi giorni fa è stata annunciata la direttrice di casting che si occuperà dell’intero processo (Nina Gold) ed è stata proprio quest’ultima a condividere uno dei requisiti fondamentali del prossimo James Bond. A detta della Gold, l’interprete che sceglieranno dovrà essere dotato di un “grande sex appeal” e dovrà essere relativamente giovane per poter riprendere il ruolo anche in altri successivi film.

Dopo le dichiarazioni di Nina Gold, è la volta dello sceneggiatore Steven Knight associato da tempo al progetto. Knight, noto soprattutto per Peaky Blinders, ha condiviso nuovi elementi sul metodo di lavoro scelto e su come potrebbe differire dalle precedenti incarnazioni dell’amatissimo agente 007.

007, lo sceneggiatore del prossimo Bond condivide novità sulla sceneggiatura: si tratta di un indizio?

Il prossimo capitolo di James Bond potrà contare sulla regia di Denis Villeneuve (Dune) e sulla sceneggiatura di Steven Knight. Quest’ultimo, ai microfoni di Screen Daily, ha raccontato che, per la nuova avventura di 007, ha incontrato “le SAS”, ovvero il Servizio Aereo Speciale dell’esercito britannico “e persino altre unità segrete”. Un’esperienza necessaria per la stesura della sceneggiatura del prossimo James Bond. “Parlo con loro di quello che fanno ogni giorno. È tutto vero. Ian Fleming… viveva quella vita. In guerra, faceva quelle cose. Conosceva persone che facevano quelle cose, che andavano là fuori e uccidevano gente”.

Leggi anche James Bond, svelati i requisiti per il prossimo 007: Tom Francis in corsa per il ruolo?

Ragionando poi su come la figura di James Bond sia cambiata negli anni, lo sceneggiatore ha offerto il suo punto di vista: “Bond è stato invulnerabile. Le persone hanno potuto commettere errori e apportare variazioni, anche piuttosto elaborate, e il personaggio è sopravvissuto perché il suo nucleo è come un diamante. Non lo si può toccare. La persona di cui stiamo parlando è leggendaria”.

Nel frattempo il mondo intero attende di scoprire chi seguirà le orme di Daniel Craig e di tutti gli attori che l’hanno preceduto in un franchise senza tempo. Le parole dello sceneggiatore potrebbero aver appena lanciato un indizio interessante: e se il prossimo film di Bond coinvolgerà un attore più giovane perché in realtà si concentrerà sugli inizi della sua carriera?



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Rick and Morty, arriva il film di animazione dalla Warner Bros.

Mancano pochi giorni alla partenza della nona stagione di Rick and Morty, dal 25 maggio su HBO Max, ma il fandom può già festeggiare in altro modo: lo specialista in scoop Jeff Snyder aveva captato l'avvio di un film di animazione tratto dalla serie, e a stretto giro Deadline ha ottenuto una conferma ufficiale dalla Warner Bros. Sì, il lungometraggio animato è realtà, c'è già un regista e sarà naturalmente curato dagli showrunner stessi di uno dei cartoon più adorati dall'esercito nerdico di tutto il mondo! Leggi anche Rick and Morty per la prima volta in contemporanea in Italia con la stagione 9: Ecco le prime foto

Rick and Morty, partiti i lavori per il film di animazione alla Warner Bros.

Non sappiamo cosa rimarrà delle intenzioni, dopo che la Paramount Skydance completerà l'acquisizione della Warner Bros. Discovery, ma di certo la ripartenza della Warner Bros. Animation è molto importante per l'attuale dirigenza, puntando anche alla sala. Se gli anime da anni ormai intrecciano appuntamenti televisivi e cinematografici, se SpongeBob fa occasionalmente capolino al cinema, se persino i Simpson potrebbero tornare sul grande schermo dopo l'exploit del 2007, se anche Bob's Burgers ha visto un suo lungometraggio nel 2022, perché non Rick and Morty? E infatti, alla vigilia della partenza della nona stagione dello show che debuttò nel 2013, è in cantiere un film di animazione dedicato alle avventure dello scienziato pazzo (e alcolista) Rick Sanchez e di suo nipote Morty Smith, sorta di versione sotto acido di Doc e Marty dei Ritorno al Futuro. Per la regia è stato scelto Jacob Hair, che tra il 2019 e il 2025 ha firmato ventisei episodi della serie, per cui ha accumulato una vasta esperienza con i suoi personaggi e con lo stile impostato dai suoi creatori, Dan Harmon e Justin Roiland. Proprio questi ultimi, nel corso degli anni, avevano accennato all'idea di realizzare un lungometraggio "che spaccasse i culi di brutto". Supponiamo possa essere questo, anche se non ne sappiamo ancora nulla. Dal momento che Roiland da doppiatore ha abbandonato Rick e Morty nel 2023, dopo vicissitudini legali dalle quali è stato poi assolto, si suppone che come voci originali dei protagonisti saranno ribaditi anche al cinema i nuovi Ian Cardoni e Harry Belden. In Italia Christian Iansante e David Chevalier hanno garantito una continuità.



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Festival di Cannes 2026 - La Diretta della giornata di mercoledì 20 maggio

Tutto sulla 79esima edizione del festival francese: i film in concorso e nelle altre sezioni, le star presenti, gli incontri esclusivi o casuali, le curiosità dalla Croisette raccontati minuto per minuto (più o meno) dai nostri inviati Mauro Donzelli e Federico Gironi.

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