martedì 15 settembre 2026

Sappiamo tutti come finisce, ma continuiamo a guardarlo: l'horror del 1999 è tra i più visti su Netflix

C'è un problema, almeno in teoria, con Il Sesto Senso: ormai sappiamo tutti come finisce. Non è uno spoiler per pochi appassionati. È probabilmente uno dei più famosi colpi di scena della storia del cinema. Bruce Willis è morto. Lo è dall'inizio del film. Malcolm Crowe non se ne rende conto, noi nemmeno, e M. Night Shyamalan costruisce tutto il racconto intorno a questa enorme bugia che ci raccontiamo praticamente da soli.

Eppure, a quasi trent'anni dalla sua uscita, Il Sesto Senso è tornato a essere uno dei film più visti su Netflix nel mondo, entrando nella Top 10 globale. La cosa interessante è proprio questa: come può un film basato su un colpo di scena continuare a funzionare quando il colpo di scena, ormai, lo conoscono tutti? Forse perché Il Sesto Senso non è mai stato soltanto il film con “Bruce Willis che in realtà è morto”.

Il finale non rovina il film, lo migliora

La prima volta che lo guardiamo, tutto è costruito per portarci verso quella scioccante rivelazione. La seconda volta succede qualcosa di completamente diverso. Cominciamo a vedere quello che Shyamalan ha disseminato davanti ai nostri occhi fin dall'inizio. La moglie di Malcolm (Olivia Williams) non gli parla mai davvero, le persone sembrano ignorarlo e il famoso ristorante, con quella conversazione apparentemente dolorosissima tra marito e moglie, diventa un piccolo manuale di regia.

Noi vediamo Malcolm sedersi davanti ad Anna e immaginiamo che lei lo stia trattando con freddezza, quando in realtà non sta parlando con lui. È una costruzione narrativa che, una volta svelata, acquista un significato completamente diverso. E questo è probabilmente il motivo per cui Il Sesto Senso regge così bene alla seconda, alla terza e anche alla decima visione: non smette di funzionare quando scopri il trucco, ma ti invita a tornare indietro per capire come abbia fatto a ingannarti.

Non dimentichiamo, poi, che sotto il thriller soprannaturale, sotto i fantasmi e sotto il celeberrimo “Vedo la gente morta”, Il Sesto Senso è soprattutto una storia sulla perdita. Malcolm deve aiutare Cole (Haley Joel Osment), certo. Ma quando finalmente comprende di essere morto, capisce anche che il suo ultimo compito non riguarda più il bambino, bensì sua moglie. Bruce Willis è sorprendentemente lontano dall'immagine dell'eroe d'azione che lo ha reso una superstar. Per quasi tutto il film è trattenuto, malinconico e ascolta più di quanto parli. E quando capisce cosa gli è successo, il colpo di scena smette di essere un semplice esercizio di suspense e diventa una storia d'amore interrotta dalla morte.

Haley Joel Osment è straordinario

C'è poi un'altra ragione per cui il film continua a funzionare: il rapporto tra Cole e sua madre. La scena in macchina in cui il bambino decide finalmente di raccontarle la verità è ancora oggi una delle più belle del film. Cole le parla della nonna morta, Lynn (Toni Collette) ascolta e passa lentamente dall'incredulità alla comprensione, dal dolore alla possibilità che quello che sta sentendo sia vero. L'allora giovanissimo Haley Joel Osment riesce a rendere credibile un bambino terrorizzato che non sa se raccontare la verità alla persona che ama di più, perché teme di essere considerato pazzo. Non a caso, sia Osment che Collette sono stati candidati al Premio Oscar per le rispettive performance.

Leggi anche Il Sesto Senso, Bruce Willis è sempre rimasto in contatto con Haley Joel Osment: "Mi chiamava spesso, ora non lo sento più"

Uscito nel 1999, Il Sesto Senso fu un fenomeno enorme. Incassò circa 672 milioni di dollari nel mondo e trasformò praticamente da un giorno all'altro M. Night Shyamalan nel regista dei colpi di scena. Da quel momento in poi, ogni suo film sarebbe stato accompagnato dalla stessa domanda: qual è il twist? A volte ha funzionato, altre decisamente meno, ma nessuno dei suoi successivi colpi di scena è riuscito davvero a replicare l'effetto di quello di Il Sesto Senso. Anche perché quel finale arrivava in un'epoca in cui gli spoiler non viaggiavano alla velocità di oggi e il marketing non aveva ancora trasformato necessariamente il twist nella propria principale attrazione.

Oggi è quasi impossibile immaginare un film del genere: basta fare un giro sui social per trovare il finale spiegato in un meme, in un video o in un commento sotto un post di trent'anni dopo. Ma allora perché Il Sesto Senso continua a essere un successo in streaming? Forse perché alcuni film non si guardano solo per sapere cosa succede, e questo è uno di quei rari casi in cui conoscere il finale non cancella la magia. La sposta semplicemente.



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lunedì 14 settembre 2026

I migliori film in streaming di Tommy Lee Jones, grande veterano del cinema che compie oggi 80 anni

Compie oggi 80 anni Tommy Lee Jones, uno dei più grandi attori del cinema americano contemporaneo. Vincitore dell’Oscar come miglior attore non protagonista grazie a Il fuggitivo, candidato in altre tre occasioni, questo artista ha dimostrato il suo valore anche dietro la macchina da presa, dirigendo due “western” atipici e di indubbio valore. Ecco i cinque film in streaming con cui vogliamo celebrare la sua carriera ammirevole. Buona lettura.

Cinque film in streaming di Tommy Lee Jones, il quale compie oggi 80 anni

  • JFK - Un caso ancora aperto 
  • Space Cowboys
  • The Hunted - La preda
  • Non è un paese per vecchi
  • Lincoln

JFK - Un caso ancora aperto (1991)

Dopo una serie di ruoli di contorno che iniziano dagli anni ‘70, Tommy Lee Jones ottiene la sua prima nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista grazie al capolavoro di Oliver Stone chette in discussione le conclusioni sull’assassinio del Presidente Kennedy. JFK - Un caso ancora aperto cambia la storia del cinema con un montaggio mai visto prima, uno stile di riprese che mescola verismo della diretta con messa in scena potente. Kevin Costner è un protagonista prezioso e carismatici, attori di contorno come Donald Sutherland, Walter Matthau, Jack Lemmon sono impagabili. Svariate altre nomination all’Oscar, vincitore di due statuette tra cui quella per il montaggio di Pietro Scalia. Film indimenticabile. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes.

Space Cowboys (2000)

Il film su quattro astronauti “attempati” che hanno la prima possibilità di andare sulla Luna diventa nelle mani di Clint Eastwood un film mainstream e una storia di redenzione e amicizia virile. Oltre al regista, Tommy Lee Jones, un Donald Sutherland maestoso e James Garner compongono il cast principale di Space Cowboys, film scoppiettante e riuscito che ottiene un grande successo al botteghino e l’applauso della critica al Festival di Venezia. I duetti tra Eastwood e Jones sono effervescenti, grande studio di caratteri e relazioni complicate. Un piccolo gioiello del regista in versione maggiormente mainstream. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

The Hunted - La preda (2003)

Un film d’azione senza quasi sceneggiatura, ma con una regia che lo fa diventare una vera e propria perla cinematografica. Tommy Lee Jones contro Benicio Del Toro in un duello fisico, psicologico, umanissimo nella giungla. William Friedkin dirige The Hunted - La preda con il suo stile che riesce a trascendere magnificamente il realismo di fondo dell’ impostazione iniziale. Davvero una prova maiuscola e un duello tra due interpreti in stato di grazia. I momenti di silenzio sono carichi di significazioni, e quando la violenza esplode è letale e stilizzata. Film stringato e preciso, che espone senza raccontare e per questo diventa un’opera a tratti quasi astratta. Da rivalutare assolutamente. Disponibile su Rakuten TV, TIMVision, Amazon Prime Video.

Non è un paese per vecchi (2007)

Come voce della ragione che non comprende più un mondo che sta esplodendo, Tommy Lee Jones diventa la parte saggia e riflessiva dello straordinario adattamento di Cormac McCarthy diretto dai fratelli Coen. Josh Brolin, un Javier Bardem da Oscar, Kelly MacDonald, Garrett Dillahunt e Woody Harrelson fanno del cast di Non è un paese per vecchi un film recitato alla perfezione. Rivisitazione del western contemporaneo dove il piano del protagonista, come sempre nel cinema di questi grandi autori, si deve scontrare con l’orrore della realtà e del caso. Oscar anche per il film, la regia e l’adattamento. Il miglior lungometraggio dell’anno a mani basse, un film che sconvolge e si rivela visivamente prezioso anche grazie alla grandiosa fotografia di Roger Deakins. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Paramount +.

Lincoln (2012)

Chiudiamo con il magnifico biopic diretto da Steven Spielberg che regala a Tommy Lee Jones la sua quarta nomination all’Oscar, la terza come supporto. Daniel Day-Lewis interpreta perfettamente un Lincoln pragmatico e scosso dal dolore, che tenta di riunire una nazione dilaniata dalla Guerra e divisa nel profondo dalle questioni razziali. Fotografia spesso malinconica, Sally Field, John Hawkes, Joseph Gordon-Levitt e tanti altri attori bravissimi. Enorme successo di pubblico e una valanga di candidature all’Oscar, anche se solo quella per il miglior attore protagonista si tramuta in statuetta. Ed è un mezzo scandalo, poiché anche la regia meritava il riconoscimento. Film “politico” soprattutto per il suo essere contemporaneo. Imperdibile. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision.



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Pirati dei Caraibi: la confessione di Orlando Bloom sul suo rapporto con Johnny Depp

Il pubblico continua ad attendere il ritorno di Jack Sparrow al cinema, così come Orlando Bloom. Coinvolto sin dal primo film del franchise di Pirati dei Caraibi, Bloom si è unito alle perplessità del pubblico che si interroga sul futuro del franchise e sul ritorno di Jack Sparrow interpretato da Johnny Depp.

Ospite del Toronto International Film Festival 2026, Orlando Bloom ha riflettuto sull’eredità del franchise, sul possibile ritorno di Sparrow e sulla possibile reunion con Johnny Depp, ammettendo al tempo stesso di essere ancora in contatto con l’attore in questione.

Pirati dei Caraibi, Orlando Bloom si interroga sul futuro del franchise e ammette di essere ancora in contatto con Johnny Depp

Nonostante siano trascorsi nove anni dall’uscita dell’ultimo film del franchise La vendetta di Salazar, il pubblico attende paziente il possibile ritorno di Jack Sparrow e anche Orlando Bloom si è unito al coro delle richieste: “Lo chiedo di continuo”, ha ammesso riferendosi ad un nuovo film di Pirati dei Caraibi.

Ragionando sulla possibilità di una reunion al cinema, Orlando Bloom non ha escluso del tutto il ritorno nel franchise: “Ogni tanto mi faccio vivo con Johnny Depp, perché è fantastico. Ma penso che sia stato così divertente e in sintonia con lo spirito del tempo. Voglio dire, non so come lo faranno né quando, non ne ho sentito parlare”. L’attore ha elogiato il talento di altre star del cast come Keira Knightley, Kevin McNally e Geoffrey Rush, definendolo “un gruppo di persone davvero fantastiche”.

Ha poi ragionato sull’assenza dal grande schermo da quasi dieci anni e ha rivelato: “Credo che la nostalgia sia un fenomeno molto diffuso nel mondo di oggi. Continuiamo a tornare a queste cose, per via della nostalgia e delle sensazioni che provavamo guardando il nostro programma preferito. Credo che questo tipo di fenomeno si stia manifestando anche nei film. Vedremo”.

In ogni caso non è la prima volta che Orlando Bloom ragiona sulla possibile reunion del cast originale per un altro capitolo di Pirati dei Caraibi e il produttore storico del franchise Jerry Bruckheimer non molto tempo fa aveva suggerito di aver discusso con Johnny Depp in merito ad un possibile ritorno di Jack Sparrow riaccendendo la speranza dei fan. “Se gli piace come è scritta la parte, penso che accetterebbe. Come tutti sappiamo, tutto dipende da ciò che è scritto sulla pagina”, ha rivelato a EW.



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domenica 13 settembre 2026

I migliori film in streaming di Oliva Wilde, regista e protagonista di The Invite - Il piacere è tutto nostro

Vogliamo dedicare questi cinque film in streaming di inizio settimana ad Olivia Wilde, la quale arriva nelle sale italiane come regista e protagonista del riuscito The Invite - Il piacere è tutto nostro, in cui recita insieme a Seth Rogen, Penélope Cruz ed Edward Norton. Di questo film si parla (a ragion veduta) come uno dei possibili protagonisti nell’imminente stagione dei premi. Eccovi dunque il meglio della Wilde come interprete e regista. Buona lettura.

Cinque film in streaming di Olivia Wilde, che torna in sala col suo nuovo The Invite - Il piacere è tutto nostro

  • Rush 
  • Lei
  • La rivincita delle sfigate 
  • Richard Jewell 
  • Babylon

Rush (2013)

Partecipazione effervescente e carismatica ad uno dei migliori film diretti da Ron Howard, e probabilmente il miglior film sulla Formula 1 insieme a F1 con Brad Pitt. Rush racconta del duello vibrante e drammatico tra James Hunt e Niki Lauda nel 1976: Chris Hemsworth e Daniel Brühl si sfidano a colpi di bravura, con una finale al cardiopalma e momenti di cinema tanto spettacolare quanto di spessore emotivo. Peccato il botteghino non abbia premiato questo biopic esemplare, ritmato al punto giusto, intelligente e con un’anima profonda. La Wilde funziona davvero molto bene, ottima prova al fianco dei protagonisti. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

Lei (2013)

Altro ruolo di supporto in uno di quei lungometraggi che ti entrano sotto la pelle, per la sensibilità e la precisione con cui raccontano psicologie, rapporti umani, dolcezza del sentimento. Un Joaquin Phoenix in quella che secondo noi è la sua miglior interpretazione duetta con la voce suadente di Scarlett Johansson. Spike Jonze dirige Lei con una prova di regia incredibile, sofisticata e insieme caldissima. Oscar per la miglior sceneggiatura originale per un film vibrante, che ti avvolge e ti coccola. Una delle migliori storie d’amore della storia del cinema, senza alcun dubbio. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

La rivincita delle sfigate (2019)

Esordio dietro la macchina da presa per Olivia Wilde che affida a Kaitlyn Dever e Beanie Feldstein i due ruoli principali in una commedia giovanile freschissima, ricca di trovate, con dialoghi effervescenti e interpretazioni azzeccate. nel cast anche Molly Gordon, Jason Sudeikis, Lisa Kudrow. La rivincita delle sfigate (tremendo titolo italiano!) rivela il talento e la lucidità della sua autrice. Momenti di cinema irriverente e divertentissimo mescolati con altri invece intimisti e toccanti. Uno degli esordi meglio orchestrati di quell’anno. Poteva scapparci la nomination all’Oscar per la sceneggiatura originale, l’avrebbe meritata. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Richard Jewell (2019)

Nel ruolo della giornalista che non si ferma davanti a nulla per ottenere lo scoop, la Wilde offre a Clint Eastwood una prova arcigna e feroce. Biopic che racconta in filigrana la solitudine dell'individuo quando il sistema si schiera contro di lui, Richard Jewell vede protagonista un bravissimo Paul Walter Hauser, affiancato da Sam Rockwell in grande forma, poi Kathy Bates, Jon Hamm, Nina Arianda. Uno dei lungometraggi maggiormente sottovalutati di Eastwood negli ultimi tempi, una riflessione profonda e sentita su un tema da lui esplorato a lungo nei decenni. Film autunnale e doloroso, da vedere con il cuore in gola. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, TIMVision,  Amazon Prime Video.

Babylon (2022)

Chiudiamo con un altro ruolo di supporto, una partecipazione vibrante e uno dei prodotti più scatenati e liberi dei nostri tempi. Dentro Babylon Damien Chazelle mette davvero tutto, rendendo omaggio alla Hollywood tronfia ed elettrizzante di inizio secolo. Margot Robbie è portentosa, Brad Pitt lucido e tragico, e fanno di questo film un esempio perfetto di come il cinema possa, anzi debba trasgredire alle regole, imposte dagli algoritmi. Opera straripante, disequilibrata, certo, ma anche vitale e piena di energia positiva. Uno di quei titoli che si ama oppure si odia senza riserve. Noi, anche se a denti stretti, lo abbiamo amato. Disponibile su  Apple Itunes, TIMVision.



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Amori & Incantesimi 2, la produttrice sul terzo film: è possibile con Joey King e Maisie Williams?

Sandra Bullock aveva già suggerito questa pista, ma è stata di recente la produttrice Denise Di Novi ad affrontare nuovamente l’argomento: Maisie Williams e Joey King potrebbero guidare il franchise di Amori & Incantesimi dopo il secondo film, apparendo da protagoniste in altri film?

Amori & Incantesimi potrebbe proseguire con Joey King e Maisie Williams: le speranze della produttrice

La famiglia Owens è di nuovo al cinema a distanza di quasi 30 anni dal precedente capitolo che racconta di una famiglia di streghe afflitte da una potente maledizione che priva le donne Owens dell’amore. Nel sequel a soffrirne le conseguenze è la figlia di Sally, Kylie, interpretata da Joey King. Ma dopo quanto accaduto in Amori & Incantesimi 2, è giusto pensare ad un terzo film con protagoniste le star più giovani? Ecco cosa ha raccontato in merito la produttrice.

Sandra Bullock ne è già convinta e a quanto pare Denise Di Novi è sulla stessa lunghezza d’onda. A detta della produttrice, Joey King e Maisie Williams potrebbero tranquillamente portare avanti la famiglia Owens al cinema. Entrambe interpretano le figlie ormai adulte di Sally, Kylie e Antonia: “Spero che portino avanti la storia delle Owens. Spero di rivedere tutti questi personaggi, perché prima di tutto... Joey King, Maisie Williams... insomma, non c'è niente di meglio di questa combinazione. E si vogliono bene anche nella vita reale, così come nel film. Hanno la stessa alchimia che c'era e c'è tra Sandra Bullock e Nicole Kidman nel film. Quindi penso che ci sia ancora molto da raccontare, senza dubbio. E penso che sarebbe davvero divertente vedere dove arriveranno Kylie e Antonia tra qualche anno. Sai, quando raggiungeranno la piena maturità e scopriranno chi sono veramente... Cosa succederà?”, ha raccontato a People.

Anche Sandra Bullock, ai microfoni di Vanity Fair poche settimane prima dell’uscita al cinema, aveva incrociato le dita: “Se questo avrà successo, ne faremo un terzo e passeremo il testimone alle ragazze”. In merito al secondo capitolo, la produttrice ha raccontato che Sally e Gillian sono cambiate, più mature: “Volevano ritrarle come donne più mature, ma altrettanto vitali, altrettanto sexy, altrettanto vivaci nella loro magia e nella dedizione che vi si cela. I personaggi lottano entrambi con la magia in modi diversi, ma sono streghe e sanno di esserlo. Quindi penso che essere fedeli ai personaggi e far sì che fossero persone che continuano a desiderare, imparare, crescere e affrontare molti aspetti della femminilità [fosse importante]. Essere single con l'avanzare dell'età, essere una madre con i figli che lasciano casa... L' amore fa ancora parte della tua vita? Ha ancora un posto nella tua vita? Queste sono domande che le attrici volevano affrontare in modo molto concreto”.



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È morto Jeremy Thomas, coraggioso produttore di grandi film, premio Oscar per L'ultimo imperatore

Quante volte abbiamo detto o sentito dire “non ci sono più i produttori di una volta”, quelli che amavano il cinema e i registi coraggiosi e originali e che rischiavano anche di tasca propria e cercavano i migliori partner internazionali per permettere loro di realizzare i film che volevano. Uno di questi ultimi era sicuramente Jeremy Thomas, la notizia della cui morte, avvenuta l'11 settembre all'età di 77 anni, è arrivata proprio nel giorno di chiusura del festival di Venezia, sui cui schermi era apparso nel documentario di Luca Guadagnino su Bernardo Bertolucci e dove in concorso c'era Bucking Fastard di Werner Herzog, mentre lo aspettavano a Toronto per il nuovo film di Takashi Miike, Bad Lieutenat: Tokyo, da lui prodotto. Nel 2021 Marc Cousins gli aveva dedicato il documentario The Storms of Jeremy Thomas, il cui trailer potete vedere sotto. Vincitore dell'Oscar nel 1988 dell'Oscar e il David di Donatello per il miglior film, il sontuoso L'ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci, che per la prima volta aveva aperto al cinema occidentale le porte della Città proibita, Thomas ebbe un lungo sodalizio col regista italiano, ma non solo con lui.

La carriera di Jeremy Thomas

Thomas nasce in una famiglia legata al cinema: il padre Ralph e lo zio Gerald sono entrambi registi e fin da bambino sa che lavorare nell'ambiente è quello che vuole fare. Inizia in vari ruoli, tra cui il montaggio, lavorando anche a pellicole come Il viaggio fantastico di Sinbad e A Misfortune di Ken Loach. Nel 1974 inizia l'attività di produttore col film australiano Braccato a vista di Philippe Mora, cui segue L'urlo di Jerzy Skolimowski, di cui tornerà a produrre molti anni dopo Eo. Anche Julien Temple, per cui produce il debutto La grande truffa del rock'n'roll, lavorerà di nuovo con lui nel 2007 per il documentario Il futuro non è scritto: Joe Strummer e nel 2025 per I am Curious Johnny. Molti i registi che hanno potuto contare su di lui più di una volta: tra questi Nicolas Roeg (Il lenzuolo viola, Eureka, La signora in bianco), Bernardo Bertolucci (L'ultimo imperatore, Il té nel deserto, Piccolo Buddha, Io ballo da sola, The Dreamers), David Cronenberg (Crash, Il pasto nudo, A Dangerous Method), Matteo Garrone (Il racconto dei racconti, Dogman, Pinocchio), Takaski Miike (L'ultimo yakuza, L'immortale e il citato Bad Lieutenant: Tokyo), Wim Wenders (Non bussare alla mia porta, Palermo Shooting, Pina, Ritorno alla vita), Nagisa Oshima per cui produce i capolavori Furyo e Tabù – Gohatto. Terry Gilliam gli deve Tideland e L'uomo che uccise Don Chisciotte. E potremmo continuare a lungo a parlare di una carriera con cui ha dimostrato di saper stringere rapporti di fiducia e di amicizia con molti registi, Bertolucci in primis, e di non guardare esclusivamente al possibile successo commerciale ma al prestigio dei film su cui metteva il suo nome. Noi amanti del cinema gli dobbiamo sicuramente moltissimo.



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sabato 12 settembre 2026

Tropea Film Festival: presentata la quarta edizione, in programma dal 20 al 26 settembre

Presentata al Lido di Venezia, durante Venezia 83, la quarta edizione del Tropea Film Festival, diretto da Emanuele Bertucci, che accenderà i riflettori sulla "Perla del Tirreno" dal 20 al 26 settembre. Sette giorni, tra proiezioni, incontri e premiazioni, dedicati alla settima arte, per una manifestazione che ha vissuto una costante crescita di interesse da parte del pubblico e media, anche internazionali.

Due sezioni di concorso, Lungometraggi e Cortometraggi, di cui sono stati annunciati i presidenti di giuria, rispettivamente Tiziana Rocca e Neri Parenti. Due omaggi, due retrospettive, due mostre dedicate. A 110 anni dalla nascita, sarà celebrato Raf Vallone, indiscusso divo del cinema, ma anche celebre calciatore e giornalista, nato proprio a Tropea. Raoul Bova sarà al festival per raccontare, in anteprima, un progetto a lui dedicato. A 100 anni dalla nascita, omaggio anche a Marilyn Monroe, tra immagini, pellicole e un'opera a lei dedicata dal Maestro Mimmo Rotella.

Tra gli ospiti al momento confermati, anche Marco Giallini, Madalina Ghenea, Lina Sastri, che porterà il suo esordio alla regia con La casa di Ninetta. E ancora la star giapponese Yutaka Mizutani, Mauro Fiore (Premio Oscar per la fotografia di Avatar), Margherita Spampinato (David 2026 miglior regista esordiente per Gioia Mia), Giorgio Marchesi, Luca Lucini, Gaia Messerklinger e Alexia Cozzi, che racconterà il set di Blue in cui interpreta la figlia di Rocco Siffredi, alla sua prima prova nel cinema "tradizionale". Madrina di questa edizione l'attrice brasiliana Desirée Popper (Mare fuori, Idoli - Fino all'ultima corsa e Tra amore e inganni).

Il Direttore Emanuele Bertucci ha dichiarato: "Presentare il Tropea Film Festival a Venezia ha per noi un significato particolare. Venezia è uno dei luoghi simbolo del cinema mondiale, Tropea è un luogo che il cinema può ancora contribuire a raccontare, trasformare e far conoscere. Non vogliamo organizzare semplicemente una settimana di proiezioni. Vogliamo costruire un Festival che lasci qualcosa quando le luci si spengono".



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