sabato 23 maggio 2026

The Mandalorian and Grogu, il regista svela tutti i retroscena sul cameo di Martin Scorsese

Star Wars è tornato al cinema ed è tutto merito di The Mandalorian and Grogu. A distanza di sette anni dall’ultimo progetto di Lucasfilm sul grande schermo, la nuova avventura di Din Djarin interpretato da Pedro Pascal ha riacceso l’entusiasmo dei fan nei confronti di una galassia lontana lontana, anche quello di Martin Scorsese che, per l’occasione, si è persino concesso un cameo.

Un cameo super chiacchierato, da quando è stato confermato ufficialmente. L’amatissimo regista ha voluto essere coinvolto in The Mandalorian and Grogu e Dave Filoni e Jon Favreau hanno recentemente affrontato la sua collaborazione spiegando di più sul processo di realizzazione.

The Mandalorian and Grogu, il regista racconta come hanno convinto Martin Scorsese per quel cameo

Ebbene sì: anche Martin Scorsese è alle prese con il Mandaloriano nel nuovo capitolo cinematografico di Star Wars. Ma com’è nato il suo cameo? Non poi così breve, la sua apparizione non è neppure fisica ma semplicemente vocale, per cui il doppiaggio italiano camufferà la sua partecipazione. Come mostrato già nei trailer condivisi finora, Scorsese interpreta un negoziante alieno che si imbatte in Din Djarin durante la sua ricerca degli Hutt e, anziché offrire informazioni, scappa alla velocità della luce.

Buffo pensare che in realtà il personaggio e Martin Scorsese abbiano le stesse sopracciglia, un dettaglio non casuale come ha spiegato Jon Favreau a ComicBook: “Abbiamo preso tutta la sua interpretazione, l'abbiamo montata e poi l'abbiamo data agli animatori, che hanno iniziato a lavorare. Anche a loro è piaciuto molto, hanno dedicato più tempo a quegli elementi di Martin Scorsese nel character design, e il punto è che anche loro si sono ispirati a lui, e ognuno ha aggiunto qualcosa, ma è davvero una delle migliori animazioni di sempre”.

Jon Favreau è stato felice di poter collaborare con uno dei registi che ha ispirato di più la sua carriera nel cinema: “Il mio gusto cinematografico si è formato principalmente grazie a George Lucas e Martin Scorsese, e non avevo idea che fossero amici e che si scambiassero i loro film. Si potrebbe pensare che appartenessero a mondi diversi, ma no, per tutto quel periodo facevano parte dello stesso piccolo gruppo affiatato”. Il merito del cameo va a Kathleen Kennedy, che ha prontamente contattato telefonicamente il regista per proporgli la parte e lui ha accettato. “È stato tutto così veloce”, ha confermato Favreau.



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Mortal Kombat: la "sorellanza" con Mileena che l'attrice di Kitana vorrebbe vedere al cinema

Mortal Kombat è tornato al cinema. Il primo capitolo è stato introdotto nel 2021 con la regia di Simon McQuoid e quest’ultimo ha ripreso il ruolo anche nel sequel Mortal Kombat II, che ha raggiunto le sale nel corso del 2026. Un terzo film sarebbe attualmente in fase di sviluppo con lo sceneggiatore del secondo film Jeremy Slater nuovamente coinvolto. In attesa di scoprire di più su cosa ne sarà di questo universo cinematografico estrapolato a sua volta da quello videogame di successo, anche alcuni membri del cast hanno riflettuto sulla possibile trama del terzo film. Adeline Rudolph, ad esempio, ha rivelato che le piacerebbe una nuova storia incentrata sulla sorellanza.

Mortal Kombat 3, Adeline Rudolph è convinta che ci sia ancora spazio per Mileena e Kitana

Se in Mortal Kombat II, Adeline Rudolph ha interpretato la principessa Kitana costretta a lottare per la libertà del suo popolo dopo la morte di suo padre, nel terzo film questo personaggio potrebbe concentrarsi su un’altra lotta, più personale e famigliare. Kitana è un personaggio importante nella storia di Mortal Kombat e nel secondo film ha guidato gran parte della trama intrecciandosi a quella di Johnny Cage, il campione prescelto che ha lottato duramente per accettare il suo status. Ma, come Kitana, anche Johnny Cage ha raggiunto il proprio scopo sbloccando i suoi poteri al momento giusto. Se nel secondo film Kitana ha potuto contare sull’aiuto della sua cara amica Jade, nel terzo film invece potrebbe vedersela con sua sorella Mileena.

In Mortal Kombat II Kitana ha lottato segretamente per spodestare Shao Kahn, guerriero temuto che ha conquistato il suo pianeta natale Edenia sconfiggendo suo padre a duello. Lo stesso che ha poi trasformato sua madre Sindel nella sua consorte non morta. Con l’aiuto dei campioni della Terra, Kitana riesce poi nell’impresa di affrontare Shao Kahn e diventare regina di Edenia. In un terzo film, all’attrice piacerebbe affrontare anche il suo legame con la sorella Mileena, assente in Mortal Kombat II. “Non chiuderei necessariamente questa porta. Jade è un personaggio a sé stante, con un ruolo da sorella, e nessuno sostituirà nessuno in alcun modo”, ha affermato l’attrice a The Hollywood Reporter.

Mileena è stata introdotta nel primo Mortal Kombat del 2021 ed è stata uccisa da Sonya ma, a detta di Adeline Rudolph, Jade non ha preso il posto destinato a Mileena nel sequel: “Non credo. Mai dire mai. Kitana ha più di 10.000 anni. Potrebbe essere passato così tanto tempo tra la scena iniziale del film e quando la vediamo da adulta. Quindi penso che ci sia ancora molto spazio perché Mileena abbia una sua storia con Kitana”. Nei videogame, Mileena è nata come il clone malvagio di Kitana e a detta dell’attrice questa storyline potrebbe essere affrontata prima o poi nel franchise cinematografico: “Nella mia mente è assolutamente una possibilità”, ha concluso.



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X-Files - Voglio Crederci: Chris Carter rimonta il film del 2008 per ritrovare l'atmosfera horror perduta

Mentre è in fase di sviluppo il reboot della serie ad opera di Ryan Coogler, a quasi vent’anni dall’uscita nelle sale, il film X-Files: Voglio Crederci si prepara a tornare in una veste completamente nuova. Disney ha infatti annunciato l’arrivo di una director’s cut del film diretto da Chris Carter. Secondo quanto comunicato negli Stati Uniti, questa nuova versione non dovrebbe limitarsi a qualche scena aggiuntiva, ma rappresentare il recupero dell’idea originaria immaginata dal regista prima degli interventi richiesti dallo studio. Questa nuova versione debutterà in streaming su Disney+ dall’11 giugno come contenuto speciale associato al film già presente sulla piattaforma.

Per quanto riguarda l'Italia, al momento non risulta una conferma ufficiale separata per il catalogo italiano. Essendo, però, The X-Files: Voglio Crederci già disponibile anche nel nostro Paese è molto probabile che la director's cut venga resa disponibile anche agli abbonati italiani, salvo eventuali limitazioni territoriali che finora non sono state comunicate.

X-Files 2, Director's Cut: Chris Carter cerca il riscatto 

A differenza del primo appuntamento cinematografico della serie televisiva, X-Files: Il film del 1998, accolto positivamente da pubblico e critica, Voglio Crederci ha sempre diviso gli appassionati. Uscito nel 2008, il lungometraggio abbandonava quasi completamente la mitologia aliena della serie per concentrarsi su una vicenda autonoma. Questa scelta fu apprezzata da una parte dei fan, che ne lodarono le atmosfere da thriller investigativo, ma fu criticata da chi riteneva la trama poco incisiva e scollegata dagli elementi più iconici del franchise.

Negli anni successivi all'uscita del film, Chris Carter non ha mai nascosto una certa insoddisfazione per il risultato finale. Durante una conversazione nel podcast di David Duchovny (che interpreta l'agente Mulder), il creatore di X-Files ha raccontato di aver concepito inizialmente un'opera molto più cupa e inquietante, salvo poi essere costretto a ridimensionarne gli aspetti più horror per ottenere una classificazione adatta anche a un pubblico di minorenni. Le richieste della 20th Century Fox e della censura portarono infatti all'eliminazione o alla modifica di numerose sequenze considerate troppo forti. Carter ha spiegato che questa nuova edizione nasce proprio dal desiderio di riportare sullo schermo ciò che era stato scritto in origine ma che non era mai arrivato al pubblico. Per i fan di The X-Files si tratta comunque di un'occasione interessante per riscoprire uno dei capitoli più discussi dell'universo di Mulder e Scully attraverso gli occhi del suo creatore.

Nota a margine: Un elemento che rende particolarmente interessante questa operazione è il fatto che esistesse già una versione estesa pubblicata in DVD e Blu-ray nel 2008. Quell'edizione, tuttavia, aggiungeva soltanto pochi minuti di materiale extra e manteneva sostanzialmente intatta la struttura del montaggio cinematografico. La nuova director’s cut sembra invece configurarsi come un progetto differente, sviluppato appositamente per recuperare il tono horror originariamente concepito dal regista.
Qui sotto il trailer della versione uscita in sala nel 2008 di X-Files: Voglio Crederci.



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venerdì 22 maggio 2026

La Passione di Cristo - Resurrezione: Mel Gibson condivide la prima foto ufficiale e annuncia una nuova uscita per i sequel

Nel backstage de La Passione di Cristo: Resurrezione che vi abbiamo mostrato qualche settimana fa, e che celebrava la fine delle riprese dei due sequel de La Passione di Cristo, si intravedeva, fra le immagini dei membri della troupe e le attrezzature utilizzate, il protagonista Jaakko Ohtonen che abbracciava Mel Gibson. Grazie alla prima foto ufficiale di scena appena diffusa, possiamo vederlo meglio e a figura intera. Insieme all’immagine ci arriva la notizia che l'uscita dei due sequel, o meglio del sequel in due parti de La Passione di Cristo, è stata posticipata. La Passione di Cristo: Resurrezione - Parte Uno uscirà il 6 maggio del 2027 invece che il 26 marzo, mentre La Passione di Cristo: Resurrezione - Parte Due è stata spostata addirittura di un anno e potremo vederla a partire dal 25 maggio 2028. In entrambe le date si festeggerà l’Ascensione di Gesù, collocata liturgicamente il giovedì successivo alla quinta domenica dopo la Pasqua. Ricordiamo che Othonen ha sostituito Jim Caviezel nel ruolo principale e che Maria non ha più il volto di Maia Morgenstern ma di Kasia Smutniak, cosa che i cattolici polacchi più tradizionalisti non hanno gradito perché l'attrice è a favore dell'aborto. Nel cast ci sono anche Pier Luigi Pasino (Pietro), Riccardo Scamarcio (Ponzio Pilato), Rupert Everett (Abramo) Mariela Garriga, che nella parte di Maria Maddalena è andata a sostituire Monica Bellucci. Segnaliamo infine, nei ruoli degli apostoli, Gabriele Rollo, Maziar Firouzi, Mario Sagone e Giovanni Anzaldo, per fare soltanto alcuni nomi.

Il regista è particolarmente soddisfatto del suo lavoro e ha dichiarato che i due film sono venuti fuori esattamente nel modo in cui desiderava, descrivendo poi i sequel come "un viaggio acido" e aggiungendo che l’intero progetto è stato per lui una vera e propria missione a cui per 20 anni non ha mai smesso di pensare e che consiste nel raccontare la vicenda umana più importante della storia). La Passione di Cristo: Resurrezione - Parte Uno e Parte Due sono stati girati fra Roma, Bari, Ginosa, Craco, Brindisi e Matera, e la sceneggiatura, a cui Mel Gibson ha ovviamente collaborato, è di Randall Wallace.

La Passione di Cristo: Resurrezione: La prima foto ufficiale

C’è molta attesa per i sequel de La Passione di Cristo, che ha incassato in tutto il mondo la bellezza di 610 milioni di dollari, cifra record per un film indipendente. Nella di foto di scena che oggi vi mostriamo, c'è Gesù in primo piano e, dietro di lui, i suoi numerosi discepoli.



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The Mandalorian and Grogu: perché Guillermo del Toro è nei titoli di coda? C’è il suo zampino nel film

Quando Guillermo del Toro è coinvolto in un progetto, anche solo marginalmente, la sua influenza si sente sempre: visionaria, stratificata e profondamente legata alla mitologia della storia. È proprio quello che è accaduto anche con The Mandalorian and Grogu, dove il nome del regista compare nei ringraziamenti nei titoli di coda. Ma in che modo ha contribuito?

Il film con Pedro Pascal, in sala dal 20 maggio, è ambientato dopo la caduta dell’Impero Galattico e prosegue la storia di Din Djarin e Grogu, impegnati in una nuova missione per la Nuova Repubblica. Ma come ha contribuito esattamente del Toro al progetto? Le sue idee arrivano forse dal suo vecchio progetto mai realizzato di Star Wars?

Come Guillermo del Toro ha migliorato The Mandalorian & Grogu

Secondo il regista Jon Favreau (come riportato da Vandal), era fondamentale rendere gli Hutt, creature subdole e disgustose, più vive e dinamiche sullo schermo. Per questo, il team ha studiato gli elefanti marini, il sumo, la boxe e il wrestling, con l'intento di combinare massa, forza e un modo di muoversi che sembrasse naturale per quei corpi deformi. Guillermo del Toro, a detta di Favreau, non ha cercato di "cambiare" la storia, quanto piuttosto di arricchirne la texture visiva e narrativa.

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Ha raccontato di aver trascorso del tempo con il regista messicano a disegnare modelli 3D degli Hutt e scambiarsi idee. Ha ricordato di aver dipinto i modelli a casa sua e di avergli mostrato alcune versioni del film. Del Toro gli ha dato preziosi suggerimenti e questa sinergia ha portato non solo a creature nostalgiche, ma anche più evolute e cinematograficamente potenti.

Aveva una storia che voleva raccontare sulle origini di Jabba. Era anche attratto dall'idea di un Hutt in forma, più fisico e più potente.

Favreau ha inoltre sottolineato come la collaborazione possa essere decisiva nel processo creativo. Registi come del Toro, a suo dire, non intervengono per interesse personale, ma per una reale passione condivisa verso la narrazione e le sue sfide. E perché comprendono il punto di vista dell'altro regista. Un approccio che, secondo lui, arricchisce il risultato finale.

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Il legame con il film Star Wars di Del Toro che non vedremo mai

In passato, Guillermo del Toro, ospite del podcast Happy Sad Confused, ha svelato di aver lavorato a un progetto dedicato a Jabba the Hutt: una storia che avrebbe raccontato l’ascesa e la caduta del celebre signore del crimine e che avrebbe aggiunto nuove sfumature al personaggio. Questo spiega anche perché il regista di Frankenstein si sia particolarmente interessato agli Hutt in The Mandalorian and Grogu. Pur non trattandosi di un adattamento diretto, le sue idee sembrano riflettere lo stesso desiderio: rendere queste creature più complesse, credibili e incisive. In un certo senso, il film con Pedro Pascal diventa così un’eco sottile di quello che avrebbe potuto essere. Ma la domanda resta: sarà possibile vedere, un giorno, la versione completa del film di del Toro sugli Hutt, oppure dovremo accontentarci di questo piccolo assaggio del suo immaginario?



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giovedì 21 maggio 2026

Le avventure di Cliff Booth con Brad Pitt in IMAX per due settimane

Si chiude volentieri un occhio sullo sfruttamento commerciale di un'idea, quando il suo prosieguo arriva con lo stesso autore come sceneggiatore, e con uno degli interpreti così entusiastico da aver coinvolto alla regia un altro grande autore: parliamo di Le avventure di Cliff Booth, sequel / spin-off di C'era una volta... a Hollywood, interpretato da Brad Pitt, scritto da Quentin Tarantino e diretto da David Fincher. Cosa si può volere di più? Un'uscita in IMAX, perché no? Se ne occupa Netflix, che ha deciso di promuovere così il film, prima dello sbarco sulla piattaforma. Leggi anche Quanto guadagnerà Brad Pitt per tornare in The Adventures of Cliff Booth? La cifra è folle

Le avventure di Cliff Booth, le date d'uscita mondiali al cinema e su Netflix

Già l'anno scorso Rich Gelfond, CEO di IMAX, si dichiarava molto felice dell'accordo tra Netflix e la loro realtà per la distribuzione di Narnia: Il nipote del mago di Greta Gerwig. Da quando quest'ultimo evento è stato spostato al 12 febbraio 2027, per un'uscita vera e propria e in grande stile, si è liberato il suo posto nel novembre 2026, che sarà occupato da Le avventure di Cliff Booth con Brad Pitt. Sì, il ritorno dello stuntman in grado di accoppare Bruce Lee, già visto nel bellissimo C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino, è collocato negli IMAX mondiali per il 25 novembre, come da segnalazione social ufficiale di Netflix. Vi rimarrà due settimane, per poi prendere la via della piattaforma il 23 dicembre. Il film di David Fincher si basa su una sceneggiatura di Tarantino e vede nel cast Elizabeth Debicki, Scott Caan, Carla Gugino, Yahya Abdul-Mateen II, Peter Weller, Matt Groove, JB Tadena, Corey Fogelmanis e Karren Karagulian. Della trama non si sa più di quello che s'intuisce dall'unico teaser diffuso mesi fa: Cliff continuerà a fare da "riparatore" di situazioni di emergenza hollywoodiane. E se continuerà a farlo al ritmo del "Peter Gunn theme" di Henry Mancini, non faremo altre domande, ci andrà bene così.



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The Mandalorian and Grogu: quando è ambientato nella saga di Star Wars? Ecco il periodo esatto

Il franchise di Star Wars è cresciuto enormemente sin dal suo esordio nel 1977. In quasi cinquant’anni sono arrivati film, serie TV, libri, videogiochi e moltissimi altri contenuti, trasformando quello che era nato come un semplice omaggio a Flash Gordon in una delle mitologie più vaste della cultura pop. Per questo, ogni volta che un nuovo film si avvicina all’uscita, cresce subito la curiosità di capire dove si collochi nella timeline ufficiale del franchise. Nell’era Disney, Lucasfilm ha infatti esplorato epoche diverse della saga, rendendo sempre più interessante ricostruire come ogni nuova storia si inserisca rispetto a quelle precedenti.

A quasi sette anni da Star Wars: L’ascesa di Skywalker, la galassia lontana lontana tornerà finalmente al cinema con The Mandalorian & Grogu, il primo film pensato come continuazione della serie di punta di Disney+. La storia è ambientata chiaramente nell’era della Nuova Repubblica, la stessa in cui si svolgono tutte le serie del cosiddetto MandoVerse, ma resta da capire con precisione dove si collochi nel quadro generale della saga.

Gli eventi di The Mandalorian nella timeline di Star Wars

Per capire dove si inserisce The Mandalorian & Grogu nella cronologia di Star Wars, è utile fare un passo indietro e partire dalla serie The Mandalorian. La storia inizia nel 9 ABY (After the Battle of Yavin, l’evento visto in Star Wars: Una nuova speranza). Questo colloca gli eventi cinque anni dopo Il ritorno dello Jedi, ambientato nel 4 ABY. È passato abbastanza tempo dalla caduta dell’Impero perché la Nuova Repubblica sia ormai pienamente operativa e impegnata a mantenere la pace nella galassia. Tuttavia, i resti imperiali sono ancora attivi e gettano le basi per il futuro Primo Ordine della trilogia sequel.

Leggi anche The Mandalorian spiegato: il recap definitivo su Din Djarin e Grogu prima del film [VIDEO]

Curiosamente, le tre stagioni di The Mandalorian sembrano svolgersi proprio all’interno dello stesso anno, il 9 ABY. Sulla base di diverse fonti ufficiali, come il volume Star Wars: Timelines e i contenuti di Star Wars Insider, si può dedurre che anche la presunta morte di Moff Gideon (Giancarlo Esposito) nel finale della terza stagione avvenga nello stesso periodo. A prima vista potrebbe sembrare strano, considerando la quantità di eventi vissuti da Din Djarin (Pedro Pascal) e Grogu nel corso della serie (inclusa la partecipazione a The Book of Boba Fett). Sarebbe logico immaginare un salto temporale, soprattutto considerando l’addestramento di Grogu con Luke Skywalker. Tuttavia, finché Lucasfilm non fornirà conferme ufficiali, tutto il racconto di The Mandalorian resta collocato nel 9 ABY.

Questo stesso anno comprende anche altri progetti del MandoVerse, come la prima stagione di Ahsoka. Per la seconda stagione non è ancora stata confermata una collocazione precisa, ma dato il finale aperto, è probabile che la storia riprenda poco dopo gli eventi precedenti.

Quando è ambientato The Mandalorian & Grogu nella timeline di Star Wars?

Lucasfilm non ha ancora chiarito ufficialmente dove si inserisca The Mandalorian & Grogu nella cronologia di Star Wars. È però evidente che il film si svolge dopo la terza stagione della serie, con Din Djarin e Grogu ormai al servizio della Nuova Repubblica per eliminare obiettivi legati ai resti dell’Impero. Non è però chiaro se il film resti ancora nel 9 ABY o se si sposterà più avanti. Anche il materiale promozionale pubblicato finora non offre indizi decisivi. I trailer e gli spot televisivi si concentrano soprattutto sull’azione e sul tono avventuroso del film, puntando molto sulle gag con Grogu e sul classico spettacolo di Star Wars, più che su dettagli narrativi utili a collocare la storia.

Tuttavia, un elemento potrebbe suggerire una risposta: lo stesso Grogu. Incrociando le immagini del film con alcune dichiarazioni recenti di Kathleen Kennedy, si può provare a ricostruire la situazione. Nei trailer, Grogu si comporta in modo molto simile a quello visto nella serie: usa ancora la Forza per superare piccoli ostacoli, ma continua a mantenere l’atteggiamento da cucciolo dispettoso che lo ha reso celebre fin dal 2019.

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Alcune delle scene più divertenti lo mostrano mentre preme pulsanti sulla nave di Din Djarin o si lascia tentare dai suoi amati snack, mentre il Mandaloriano cerca di tenerlo a bada. Dunque, nonostante siano passati anni per il pubblico, Grogu appare ancora come una creatura molto giovane, segno che la linea temporale potrebbe essere rimasta invariata. A rafforzare questa ipotesi c’è anche la conferma di Kathleen Kennedy: in The Mandalorian & Grogu, il personaggio non parlerà. Molti fan ipotizzavano che il film potesse segnare il suo primo dialogo, ma la scelta sembra essere quella di mantenere Grogu nella sua forma più iconica e riconoscibile.

Questo suggerisce che Lucasfilm non abbia alcuna fretta di far “crescere” il personaggio, anche perché è diventato un elemento centrale del marketing del franchise. Alterarlo troppo rapidamente sarebbe un rischio, e per questo è probabile che la storia resti ancora per un po’ nel 9 ABY. Tutt'al più, potrebbe spingersi leggermente più avanti, nel 10 ABY, ma difficilmente andrà oltre.



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