venerdì 26 giugno 2026

Questo samurai in animazione entusiasma Keanu Reeves: "Lo voglio vedere e voglio esserci"

Un pilota per un film di animazione a passo uno, Hidari, si sta per trasformare in lungometraggio vero e proprio: l'annuncio è stato dato al Festival dell'Animazione di Annecy dal regista Masashi Kawamura, che ha introdotto a sorpresa un video saluto di Keanu Reeves. Con grande entusiasmo l'attore ha deciso di prender parte al film doppiando il protagonista, basato su una leggenda giapponese, ma con un tocco moderno alla John Wick. Qual è la trama di Hidari e come sarà realizzato? Leggi anche John Wick, un trailer per il videogioco con Keanu Reeves, annunciato per PC e console

Hidari, un samurai in stop-motion di legno, con la voce di Keanu Reeves

Da qualche anno è online su YouTube il pilota di Hidari, e se volete dedicarvi quattro minuti, guardandolo qui in basso, capirete meglio la descrizione del lungometraggio che ne sarà tratto. Keanu Reeves ha accettato di doppiare il protagonista nel film finito, commentando così il progetto: "Credo che questa stop-motion e tutto quello che hanno fatto, le loro speranze e ambizioni, siano molto cinematografiche. Può essere spettacolare ma anche molto intima, col copione che hanno preparato. Secondo me è straordinario. Voglio vedere quel film e voglio esserci! Non vedo l'ora più avanti di interpretare il ruolo, sarà qualcosa di molto speciale da mostrare al mondo."
Il regista Masashi Kawamura ci viene incontro spiegandosi in cosa consista quest'esperienza speciale: "Immaginate John Wick ambientato nel Giappone feudale, interpretato da pupazzi di legno sotto steroidi!" Si seguiranno le vicende di Hidari Jingoro, una figura leggendaria della tradizione giapponese, un falegname forse vissuto nel XVII secolo: "Nessuno sa se sia mai realmente esistito. È circondato da un alone di mistero, secondo me è un personaggio molto interessante su cui basare una storia. La gente diceva persino che poteva infondere la vita nel legno. Quando l'ho sentito ho pensato: è proprio quello che facciamo con la stop-motion! Muoviamo oggetti inanimati per provare a creare la vita!"
Descritto come "un film d'azione sui samurai che miscela l'energia dell'anime con l'estetica artigianale della stop-motion", Hidari segue un protagonista pensato proprio come un incrocio di Keanu Reeves e Toshiro Mifune. Nella storia, Hidari sta lavorando alla ricostruzione del Castello di Edo, quando per una cospirazione perde mentore, fidanzata e un braccio: userà le sue capacità per riprendersi e soprattutto vendicarsi. Gli autori chiamano lo stile "Wood Punk", perché il legno domina l'immagine così come la vita del protagonista. Kawamura sintetizza: "In un mondo in cui potresti generare un film in tre secondi con l'IA, se della qualità non te ne frega un cazzo, noi stiamo facendo l'esatto opposto: un intero film sull'artigianalità."



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Stasera in TV: Film da vedere Venerdì 26 Giugno, in prima serata

Stasera in TV, Venerdì 26 Giugno 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Una donna rinascimentale al Filming Italy Sardegna Festival: incontro con Chiara Francini

Nel nostro tempo, e fin dal Cinquecento, non c'è soltanto l'uomo rinascimentale, inteso come individuo versatile ed erudito capace di eccellere in una molteplicità di campi. No, esiste anche la donna rinascimentale, che si giostra tra scrittura, recitazione, e nello specifico tra cinema, teatro e televisione, dimostrando eccellenti capacità oratorie. A questa eletta e poco nutrita schiera appartiene senz'altro Chiara Francini, ospite del Filming Italy Sardegna Festival 2026. Alla conferenza stampa di apertura della manifestazione cinematografica e televisiva che ha la sua Direttrice Artistica in Tiziana Rocca e il suo Presidente onorario in Harvey Keitel, l’attrice ha citato Natalia Ginzburg dicendo che ogni donna deve prima o poi fare i conti con il suo pozzo, dimostrando ancora una volta di essere una persona sensibile ed empatica, e dotata sia di una sensibilità che insieme alla gioia abbraccia anche la malinconia che di un’autoconsapevolezza che inevitabilmente e, nonostante un robusto ottimismo, la porta a riflettere sulla caducità nel nostro esistere.

Incontriamo Chiara nel lussureggiante giardino del resort a mille stelle Forte Village. Siamo seduti intorno a un tavolo con pochi colleghi, vinti dalla calura di inizio estate, e la prima domanda riguarda il nostro mondo e le tante cose che non vanno bene, a cominciare dalla politica. "Non sopporto le ingiustizie" - dichiara la Francini. "Non sopporto la mancanza di spirito critico, non sopporto gli abusivi, non sopporto chi non è preparato a livello sia intellettuale che umano. Quanto alla politica, per me non significa solo votare e governare ma anche scegliere come stare al mondo. Credo che la politica debba essere molto vicina alla fede, nel senso che mi piacerebbe che fosse un atto di generosità, e per questo un politico non dovrebbe mai mettere il proprio bene e il proprio tornaconto davanti a tutto e tutti. La cosa che detesto di più della politica di oggi è la semplificazione autoritaria del pensiero, che fa sì che quasi ogni cosa venga ridotta a una sorta di tifoseria. Per me è questo il fascismo di oggi".

Poi Chiara Francini, che si è laureata in italianistica e sa quindi usare efficacemente. approfondisce il concetto di fede: "

"La fede non è necessariamente religiosa. Tertulliano diceva: 'Credo quia absurdum est', che significa uso la fede nel momento in cui manca la razionalità', quindi la fede è una parte costitutiva del nostro essere, è quella cosa che diventa necessaria nel momento in cui devi saltare e, per quanto sia piccolo lo spazio in cui devi saltare e per quanto siano allenate le tue gambe, in quel salto c'è la misura della vita".

La Francini ha scritto ben 7 libri, tra cui il bellissimo e potente Le querce non fanno limoni, un romanzo storico che attraversa 50 anni di storia italiana, dalla Seconda Guerra Mondiale agli Anni di Piombo. È chiaro, quindi, quanto la scrittura sia una parte importante della sua vita: "Per me la scrittura è innanzitutto una modalità grazie alla quale è possibile tirare fuori tutta una serie di colori che, quando fai cinema o teatro, in fondo non ci sono, perché le parole che dici sono state scritte da altri, e poi ti truccano e ti 'parruccano' per farti diventare qualcosa che in fondo non sei. Scrivere, invece, è un po’ come essere Dio, nel senso che sei tu ad avere l'onere e l'onore. Penso che la bellezza di questo mestiere sia la condivisione. In fondo, la più grande paura dell’essere umano è la morte, e quindi il fatto che il pubblico possa rivedersi in ciò che scrivi è profondamente salvifico. Un libro è un affresco, e di fronte a un affresco cosa si fa? Lo si guarda e si riflette, e solitamente il fatto di ritrovare tra le pagine di un romanzo o di un saggio qualcosa che ci dà fastidio, che ci schiaffeggia o che ci cura, ci fa sentire meno soli e ci fa capire che siamo fatti tutti dello stesso arcobaleno".

Qualcuno domanda a Chiara Francini cosa ci sia ancora da raccontare sulle persone e sulla contemporaneità. Lei ci pensa, si leva per un attimo gli occhiali da sole svelando l’azzurro dei suoi occhi vivaci, e dice: "Io non scelgo il mezzo: scelgo il prodotto, quindi tutto quello che mi piace, e in questo senso il grande privilegio per me non è lavorare ma dire di no. Credo sia un grande atto di libertà. In ogni modo c’è tanto da narrare. Non ho mai la sindrome della pagina bianca, e il prossimo libro che scriverò sarà un saggio, nel quale, come sempre, ci saranno molte donne e molta politica.. Nella scrittura non vado avanti tramite algoritmi né penso ai generi che vanno più di moda. Io cerco sempre di scrivere e di fare delle cose che possano piacere a me, e questo mi ha sempre premiato. Sono una scrittrice che rispetta il gusto del pubblico, che tuttavia non cerco di imboccare, perché sono convinta che si debba mangiare insieme. Io non penso di essere diversa da voi, probabilmente dipende anche dal fatto che sono cresciuta in una famiglia molto basica, nel senso che non mi hanno mai regalato niente, anche se sono stata molto felice, quindi soffro della Sindrome dell’Impostore, nonostante sappia quanto valgo. Ho molto rispetto per gli altri. Non sono affascinata né dai soldi e né dal potere: Ad ammaliarmi è la cultura, sono gli esseri umani che si fanno da soli, e per me non c’è niente di più affascinante di una persona per bene".

Di Chiara Francini molti rammentano il monologo sulle donne che ha stregato la platea del Festival di Sanremo 2023 e il pubblico a casa. A colpire è stata soprattutto la parte sulla libera scelta di essere o non essere madri, ma l’attrice ci tiene a specificare che c’era anche altro nelle sue parole: "In realtà era un monologo sulla donna in generale e non soltanto sulla maternità.. Si trattava di una riflessione sulle difficoltà della vita di una donna, sul fatto che quando le donne vogliono un figlio e non ci riescono, si sentono male, cosa che succede anche nel momento in cui decidono che non desiderano averlo, perché ci hanno insegnato che una donna è completa solo quando diventa madre. Spiegavo che, anche se il nostro corpo riesce a farci avere un figlio, a volte non è quel miracolo di cui ci avevano parlato, quindi il mio monologo era realtà un excursus sulla straordinaria complessità del femminile e sulle oscillazioni che lo caratterizzano. Devo dire che sono stata fortunata e incosciente. Ho pensato che non avrei mai più avuto una platea così vasta a cui parlare. Avrei potuto portare un pezzo di uno spettacolo di Franca Rame, però, siccome sono disposta a difendere fino alla morte quello in cui credo, ho voluto portare una cosa scritta da me. Non pensavo che avrebbe lasciato il segno, ma sta di fatto che ormai tutte le volte che apro bocca, si scatenano dibattiti, forse perché il pubblico vede in me una grande autenticità. Non lo so, però sono davvero felice che molte donne si siano riviste nelle mie parole".

Se Chiara Francini è così popolare e così incisiva quando ha di fronte un pubblico, il merito è di un super-potere che in tantissimi vorremmo avere: "La mia grande fortuna è che non mi emoziono mai, nel senso che compartecipo ma non ho mai l’ansia, né a Sanremo né al cinema né a teatro. Se mi fanno un’intervista in televisione,non voglio mai sapere prima cosa mi verrà chiesto, perché per me è molto interessante rispondere alle domande. Non mi piace imparare le cose a memoria. Pippo Baudo una volta mi ha detto: 'Puoi conoscere tutte le domande del mondo, ma non conoscerai mai le risposte”.



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giovedì 25 giugno 2026

Pop Corn Festival del Corto 2026: all’Argentario il cinema breve parla al mondo tra premi, ospiti e nuove visioni

Torna dal 24 al 26 luglio 2026 il Pop Corn Festival del Corto, manifestazione dedicata al cinema breve che da nove anni trasforma Piazzale dei Rioni a Porto Santo Stefano in un’arena cinematografica a cielo aperto. Diretto da Francesca Castriconi e organizzato dall’Associazione Argentario Art Day APS con il sostegno del Comune di Monte Argentario e della Regione Toscana, il festival conferma la propria vocazione internazionale proponendo tre serate a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

A guidare il pubblico attraverso gli appuntamenti sarà, come sempre, Andrea Dianetti, volto televisivo e attore recentemente visto su Prime Video nella commedia Ancora più sexy. Tra gli ospiti attesi figura anche Riccardo Rossi, mentre gli incontri con gli artisti saranno moderati dalla giornalista e scrittrice Claudia Catalli. Il tema scelto per questa edizione, “Luce e ombra: proiezioni dell’anima”, invita autori e spettatori a riflettere sulle sfumature più profonde dell’esperienza umana attraverso il linguaggio cinematografico.

Dall’Italia al Kazakistan: i cortometraggi in concorso

La selezione ufficiale comprende diciotto opere suddivise nelle categorie Corti Italiani, Corti Internazionali e Corti d’Animazione, offrendo uno spaccato della produzione contemporanea proveniente da diverse parti del mondo.
Tra i lavori italiani spiccano Viola di Marco Lorenzo Masante con Marina Massironi e Gigio Alberti, La casa di papà di Maria Rosaria Russo con Francesco Montanari e Goodbye Baghdad di Simone Manetti, dedicato alla vicenda di Giuliana Sgrena. Non mancano thriller, commedie e documentari, fino ad arrivare a Storia semiseria di un piccione viaggiatore, interpretato da Alessandro Haber e diretto da Alessandro Capitani.

Sul fronte internazionale il festival ospita opere provenienti da Inghilterra, Pakistan, Iran e Palestina. Tra queste figurano The Pearl Comb di Ali Cook, già candidato ai principali premi del cinema fantastico europeo, e I'm Glad You're Dead Now del palestinese Tawfeek Barhom, vincitore della Palma d’Oro per il miglior cortometraggio al Festival di Cannes 2025. La sezione animazione amplia ulteriormente l’orizzonte geografico con produzioni dal Kazakistan, dal Regno Unito e dall’Italia, tra cui Rukeli di Alessandro Rak, recente vincitore del Nastro d’Argento.

Federico Moccia guida la giuria e torna il Premio Raffaella Carrà

A valutare le opere sarà una giuria artistica presieduta da Federico Moccia e composta da professionisti del settore come il montatore Marco Spoletini, Carlo Griseri, Michele Suma, Manuela Rima, Manuela Pasqualetti e Stefano Giovani. Numerosi i riconoscimenti in palio, a partire dai premi per i migliori cortometraggi delle tre sezioni competitive.

Particolarmente atteso è il Premio Raffaella Carrà, del valore di 4.000 euro, assegnato all’opera che saprà distinguersi per originalità e innovazione narrativa. Il corto vincitore sarà inoltre proiettato al Sudestival di Monopoli, festival gemellato con la manifestazione toscana. Accanto ai premi principali trovano spazio il Premio Panalight, dedicato ai servizi tecnici per la produzione audiovisiva, i riconoscimenti di Inclusion Creative Hub, il Premio Mujeres nel Cinema e il Premio del Pubblico.

A completare l’identità visiva dell’edizione 2026 è la locandina realizzata dall’artista Elena Mascioli, intitolata L&S (Light and Shadow), che interpreta graficamente il tema scelto dal festival. Un’immagine simbolica per una manifestazione che continua a crescere e a consolidare il proprio ruolo tra gli appuntamenti più interessanti dedicati al cortometraggio in Italia.



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Stasera in TV: Film da vedere Giovedì 25 Giugno, in prima serata

Stasera in TV, Giovedì 25 Giugno 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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mercoledì 24 giugno 2026

I migliori film in streaming di Sam Rockwell, protagonista di Good Luck, Have Fun, Don't Die

Il ritorno al cinema di Gore Verbinski intitolato Good Luck, Have Fun, Don’t Die vede scatenato e irriverente protagonista il premio Oscar Sam Rockwell. Ed è proprio l'attore californiano che vogliamo dedicare i nostri consueti cinque film in streaming. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Sam Rockwell, protagonista di Good Luck, Have Fun, Don’t Die

  • Il miglio verde
  • Il genio della truffa
  • L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford
  • Moon
  • Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Il miglio verde (1999)

Dopo Le ali della libertà Frank Darabont sceglie di portare sul grande schermo il bellissimo libro a puntate di Stephen King. Oltre al cast principale composto da Tom Hanks, David Morse, James Cromwell e Michael Clark Duncan, il regista sceglie Rockwell per il ruolo di un detenuto perverso e maligno. Il miglio verde ottiene un grandissimo successo di pubblico e addirittura le nomination all’Oscar per il miglior film, l’attore non protagonista e l’adattamento. Film corale ed emozionante, con almeno un paio di scene che ti tolgono il respiro. La partecipazione di Rockwell è preziosa nel suo essere senza freni, e la carriera dell’attore viene definitivamente lanciata. Con pieno merito. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Netflix, NOW.

Il genio della truffa (2002)

Chiamato niente meno che da Ridley Scott ad affiancare Nicolas Cage in questo heist-movie “piccolo” ma prezioso, Rockwell si confronta con l’attore facendogli da perfetto sparring-partner. Presentato fuori concorso a Venezia, Il genio della truffa è anche un film sui rapporti familiari, e su quelli che ci costruiamo con la fiducia e il rispetto. Divertente, con molte trovate di sceneggiatura e regia azzeccate, è un lungometraggio che merita di essere rivisto oppure recuperato, possiede una sua anima gentile e un senso della narrazione mainstream molto efficace. Una delle migliori prove di Cage in quel periodo. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (2007)

Il bellissimo western autunnale diretto da Andrew Dominik consente a Rockwell di recitare accanto a colleghi di talento come Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard, Mary-Louise Parker. Fotografato in maniera straordinaria da Roger Deakins, L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford è un viaggio sofferto e splendido dentro la mente di un uomo dilaniato, e insieme una scoperta della brutalità di un’epoca troppo spesso mitizziata. Coppa Volpi a Venezia per Pitt, nomination all’Oscar per la fotografia e ad Affleck come non protagonista. Ballata tutt’altro che nostalgica, ma ugualmente solenne. Film d’autore bellissimo. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Moon (2009)

Per il suo esordio da regista Duncan Jones sceglie la fantascienza d’autore e prende Rockwell come protagonista assoluto. Non unico, perché l'attore si moltiplica per interpretare i propri cloni rendendoli tutti diversi e originali. Una prova magnifica, sottile, commovente che dimostra come rockwell possa essere sempre eccellente anche come protagonista. Moon diventa una delle sorprese dell’anno, un film con un'idea di cinema originale e perfettamente sfruttata. Momenti ad alta spettacolarità che si alternano con riflessioni sull’essere umano profonde e toccanti. Un gioiello piccolo ma prezioso, che conferma la bravura del suo fantastico attore principale. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017)

E per Rockwell arriva l’Oscar come miglior attore non protagonista per questo dramma sulla perdita e sull’accettazione. Frances McDormand conduce Tre manifesti a Ebbing, Missouri dentro un tour de force narrativo ed emotivo a cui partecipano anche Woody Harrelson (altrettanto bravo), John Hawkes, Peter Dinklage e molti altri. Oscar anche per l’attrice protagonista, nomination per Harrelson a supporto, per la sceneggiatura e il film. Poco da aggiungere, è un grande film di storia e di attori che Martin McDonagh realizza con efficacia e lucidità. Da rivedere per soffrire ogni volta. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Disney +.



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James Bond 007 e Twitter, la strana lista della spesa di una major

In un'intervista col Financial Times, Bob Iger, ex-CEO Disney che da poco ha lasciato le redini a Josh D'Amaro, ha raccontato qualche dietro le quinte di acquisizioni riuscite o mancate da parte dell'azienda, per marchi cinematografici e social di assoluto rilievo, ma ha illuminato anche la vociferata fusione Disney - Apple (nella quale la seconda avrebbe dovuto invece acquisire la prima). Non tutto è andato in porto, ma Iger si ritiene più che contento delle operazioni che sono invece riuscite negli ultimi vent'anni, il periodo della sua gestione del colosso.

La Disney perse Twitter e James Bond 007, mentre la fusione con Apple non si concretizzò mai

A partire dal 2005, quando il CEO Michael Eisner fu cacciato dalla Disney e Bob Iger prese il suo posto, cominciò un'era di acquisizioni per la major. Bob Iger considera l'acquisto della Pixar, avvenuto nel maggio 2006, come la prima crocetta posta su una vera e propria lista della spesa: "Stilammo una lista di acquisizioni possibili. Una era la Marvel, l'altra Star Wars, poi c'era James Bond. Avevamo questa lista e ci dicemmo: spuntiamole tutte, compriamo tutto." Come ricordiamo, due dei tre obiettivi furono effettivamente centrati: la Marvel nel 2009, a fine 2012 arrivò appunto Star Wars (cioè la Lucasfilm, significativo il lapsus freudiano di Bob). L'acquisto più pesante avvenne nel 2019, con la scossa tellurica della 20th Century Fox. La campagna acquisti però fallì su James Bond 007, rilanciato da una seconda giovinezza targata Daniel Craig, terminata la quale la Disney non era più interessata ed è subentrata Amazon.
Al di là dei marchi cinematografici, Iger fu a un passo dal mettere le mani su Twitter, prima che fosse comprata da Elon Musk e ribattezzata "X": pare che Jack Dorsey avrebbe proposto un prezzo "molto interessante". Nonostante avesse l'idea di trasformare il social network in una piattaforma per l'azienda, all'ultimo momento Iger ebbe un ripensamento, giudicandola in fin dei conti più una distrazione che un vantaggio.
Nella stessa intervista Iger dà la sua versione di una voce che era circolata molto qualche anno fa, cioè l'idea che fosse la Apple a comprare l'intera Disney. Il pensiero c'è stato sul serio, a quanto pare, ma non è mai diventato più di questo: "La fusione sarebbe stata una vera rivoluzione, con le due aziende sullo stesso piano. Ne parlammo internamente, ne discutemmo qualche volta con la Apple, ma la cosa non è mai andata da nessuna parte" (pare anche per una Apple non troppo convinta). Leggi anche Dopo 20 anni il CEO Disney Bob Iger saluta: "Gli ultimi tre anni sono stati difficili, ora ci sono sicurezza ed entusiasmo"



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