sabato 11 aprile 2026

La 39ª edizione del Bolzano Film Festival Bozen apre con l'anteprima italiana di Elon Musk Unveiled - The Tesla Experiment

Il 39° Bolzano Film Festival Bozen (BFFB) aprirà i battenti il 10 aprile 2026, con l'attesa anteprima italiana di Elon Musk Unveiled - The Tesla Experiment. Il documentario, opera del regista altoatesino Andreas Pichler e presentato in anteprima mondiale all'IDFA di Amsterdam, si propone come una lucida e documentata inchiesta sulla controversa figura di Elon Musk. Partendo da un incidente mortale in Florida che ha coinvolto una Tesla con pilota automatico, e la parziale ammissione di responsabilità aziendale che ne è conseguita, Pichler utilizza materiali interni, filmati di dashcam e testimonianze di ex dipendenti per smontare la narrazione della guida autonoma promossa da Musk sin dal 2014.
Il risultato è un ritratto in cui l'innovazione, la costruzione dell'immagine pubblica e le pressanti dinamiche di mercato si intrecciano in un modo tutt'altro che trasparente. Il direttore artistico Vincenzo Bugno ha espresso grande soddisfazione per la scelta, definendo il film di Pichler un'opera che, come le precedenti, è destinata a confrontarsi con un presente "spesso minaccioso" e che "certamente non ci lascerà indifferenti".

Bolzano Film Festival: concorsi, sezioni speciali e la chiusura

Il fulcro della programmazione è rappresentato dal Concorso BFFB, che quest'anno presenta 12 opere, di cui ben 10 in anteprima nazionale. Il concorso privilegia produzioni e coproduzioni provenienti dall'arco alpino, abbracciando un ventaglio di generi che spazia dalla fiction al documentario, dal cinema ibrido a forme più difficilmente etichettabili, in linea con la volontà del direttore Bugno di creare uno spazio "aperto a tutto ciò che oggi vuol dire fare cinema".
Tra i titoli selezionati spiccano 17 di Kosara Mitic, Dry Leaf di Alexandre Koberidze, il documentario antartico Melt di Nikolaus Geyrhalter, il nuovo lavoro di Carla Simón, Romería, e Safe Exit di Mohammed Hammad. Parallelamente, la sezione RealeNonReale celebra la varietà delle espressioni documentarie con cinque opere di grande originalità, toccando temi che vanno dal diario intimo (Teresas Körper) alla riflessione sul passato coloniale svizzero (Elephants & Squirrels). La rassegna si concluderà con Becaària di Erik Bernasconi, un'anteprima internazionale che è un delicato coming-of-age ambientato nel Ticino del 1977.

Premi, nuove sedi e piattaforme professionali

Questa edizione vedrà l'assegnazione dei premi alla carriera a due personalità di spicco: Ottavia Piccolo e Ulrike Ottinger.
L'attrice italiana viene omaggiata per oltre sessant'anni di presenza ininterrotta e critica nel cinema e teatro italiano ed europeo, con la proiezione di film come Metello e 7 minuti. La regista e sceneggiatrice tedesca è celebrata come artista totale e inclassificabile, la cui opera viene definita da Bugno un "Gesamtkunstwerk eretico, complessivamente e trasversalmente queer".
Tra le novità strutturali, si segnala l'apertura di una seconda sede presso il Teatro Cristallo, una storica istituzione del quartiere Europa-Novacella. Con oltre 400 posti, il Cristallo ospiterà un omaggio a Claudia Cardinale, scomparsa nel 2025, con la proiezione de La ragazza con la valigia introdotta da Carlo Chatrian, e la nuova sezione LiLi – Little Lights, dedicata al pubblico giovane. Infine, sul fronte industry, il festival consolida il suo ruolo di piattaforma professionale con programmi come MASO (formazione internazionale per cortometraggi), NEDC (sostegno ai documentari nel Nord-Est italiano) e Scriptum (focus sulla scrittura di sceneggiature), rafforzando l'ambizione del BFFB di diventare un attore centrale nel polo cinematografico altoatesino.



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Hunger Games, il prima e dopo dei personaggi nella nuova clip de L’alba sulla mietitura

Hunger Games ha invitato i suoi fan a ricordare. Il franchise è di ritorno tra non molto sul grande schermo con un nuovo capitolo prequel intitolato Hunger Games: L’alba sulla mietitura, la cui storia è ambientata durante la Seconda Edizione della Memoria. In occasione dei 50esimi Hunger Games, Haymitch Abernathy è costretto a prendere parte ai giochi come Tributo del Distretto 12.

Considerata l’occasione, il presidente Snow ha richiesto che ogni Distretto offrisse il doppio dei Tributi, quindi quattro ciascuno anziché due, e il destino ha voluto che anche Haymitch finisse tra i prescelti alla mietitura. Per combattere l’attesa, Lionsgate ha condiviso una nuova clip per ricordare cos’è accaduto nel franchise, offrendo uno sguardo prima-dopo ad alcuni dei personaggi già introdotti nel franchise con le fattezze di altre star e di ritorno più giovani in L’alba sulla mietitura.

Hunger Games, la clip per ricordare gli eventi chiave della Ribellione guidata da Katniss prima di L’alba sulla mietitura

Attraverso una nuova clip, il franchise di Hunger Games ha riavvolto il nastro ripercorrendo l’amara storia dei giochi istituiti da Capitol City per punire i Distretti dopo la Ribellione, soffermandosi soprattutto sugli eventi de Il canto della rivolta diviso in due parti sul grande schermo, ripercorrendo cos’è accaduto dopo i 75esimi Hunger Games, della lotta di Katniss Everdeen contro non solo il presidente Snow, ma anche contro la manipolatrice presidente Coin.

A pochi secondi dalla conclusione, la clip torna indietro nel tempo e si sofferma sulla Seconda Edizione della Memoria al centro di Hunger Games: L’alba sulla mietitura. Molti sono i personaggi già introdotti nel franchise e di ritorno per la 50esima edizione dei giochi: oltre ad Haymitch, che nella saga principale è stato interpretato da Woody Harrelson e nel prequel invece avrà le fattezze di Joseph Zada, la clip offre un paragone prima e dopo di personaggi come Effie Trinkett, interpretata cronologicamente prima da Elle Fanning e dopo da Elizabeth Banks, o ancora Wiress interpretata nel prequel da Maya Hawke, Plutarch Heavensbee interpretato da Jesse Plemons e Caesar Flickerman invece da Kieran Culkin. Nella clip appaiono anche le versioni più giovani di Beetee Latier con Kelvin Harrison Jr., di Mags Flanagan con Lili Taylr e quella del presidente Snow interpretato questa volta da Ralph Fiennes. In realtà la clip offre anche uno sguardo a Katniss Everdeen interpretata solo da Jennifer Lawrence e come grande filo conduttore dell’intero video: questo potrebbe suggerire il suo effettivo ritorno, come già vociferato da tempo?

La vittoria di Haymitch ai 50esimi Hunger Games è stata accennata nella saga principale, ma otterrà tutto lo spazio narrativo necessario ne L’alba sulla mietitura, in arrivo a novembre 2026 in sala, raccontando di un giovane Haymitch, appena sedicenne, lanciato in pasto all’arena di Capitol City per un’edizione ancor più spietata delle precedenti. Il doppio dei tributi in arena, ma un solo vincitore. Haymitch è finito nell’elenco per un crudele gioco del destino, poiché il suo nome non è stato sorteggiato alla mietitura, e non ha intenzione di darla vinta a Snow. Ma la sua vittoria sarà estremamente amara, come ha lasciato intendere più volte da adulto.



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Romics 36, Lee Cronin - La mummia, l'horror discusso in un panel alla Fiera di Roma

Lee Cronin - La mummia arriva al cinema il 16 aprile, così nella XXXVI edizione del Romics, in corso alla Fiera di Roma fino a domenica 12 aprile, è previsto un incontro con critici e appassionati per discutere del lungometraggio, firmato da uno dei registi più quotati nel genere. In questo caso la minacciosa mummia non è proprio come ce la si aspetta, così come abbiamo imparato a riconoscerla nella sua forma più iconica. Per ulteriori inormazioni sul programma, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale del Romics.

Lee Cronin - La mummia, al Romics 36 una discussione sull'horror in uscita

Il panel "L'horror più atteso della primavera: Lee Cronin - La Mummia" si terrà sabato 11 aprile alle 17 al Romics nel Padiglione 5, presso il palco del Movie Village: il responsabile dell'area cinema Max Giovagnoli modererà la discussione alla quale parteciperanno il nostro Antonio Bracco, l'architetta scenografa Tiziana Amicuzi, e il co-fondatore e caporedattore di Movieplayer.it, Antonio Cuomo.
Coprodotto da James Wan (Atomic Monster) e Jason Blum (Blumhouse Productions), insieme alla Wicked/Good del regista Lee Cronin, questo nuovo La mummia, sceneggiato dallo stesso Cronin, è una libera rivisitazione del classico del 1932, che ha visto innumerevoli remake e riletture: da quella scanzonata della saga con Brendan Fraser (tra poco riavviata) e quella più avventurosa ma fallimentare al botteghino con Tom Cruise.
In Lee Cronin - La Mummia due genitori hanno perso la figlia Kate nel deserto. Otto anni dopo, inaspettatamente, la piccola ricompare: alla gioia per l'evento insperato, si sostituisce presto una sensazione di paura. La Katie ritrovata è diversa dalla bambina che tutti ricordavano: ritrovata in un sarcofago, forse non appartiene più al mondo dei vivi. C'è ancora da qualche parte, seppellita in quell'essere, la figlia che il resto della famiglia ricorda? O è solo ormai una pura incarnazione del male?



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venerdì 10 aprile 2026

Storie di donne, uomini e comunità: in anteprima a Roma il documentario che racconta la marginalità geografica e sociale

Il documentario Storie di donne, uomini e comunità, diretto da Paola Traverso e Vincenzo Franceschini, arriva in anteprima nazionale al Nuovo Cinema Aquila dal 13 al 17 aprile, all’interno della rassegna “Uscita d’Emergenza”.
Prodotto da TCC Teatro Cooperativa, Il Gigante e Big Bang Production, il film rappresenta il risultato di un lungo percorso creativo e produttivo sostenuto da numerose realtà istituzionali, tra cui il Ministero della Cultura e diverse Film Commission regionali. Il debutto romano segna l’inizio di un tour che porterà il documentario in tutta Italia e anche a livello internazionale, fino a una proiezione speciale al Parlamento Europeo.

Il cuore del racconto è un viaggio attraverso territori marginali, segnati dalla crisi e dall’abbandono, ma anche da una sorprendente capacità di rinascita. Dalle colline senesi del Teatro Povero di Monticchiello alle comunità alpine della Liguria, passando per esperienze urbane di rigenerazione a Genova e Bologna, fino alle realtà del Sud come Melpignano e Brindisi, il documentario racconta storie diverse unite da una stessa tensione: costruire legami, creare comunità, immaginare un futuro condiviso. In questi luoghi, spesso lontani dai riflettori, emergono nuove forme di convivenza, economia e cura del territorio che ribaltano la narrazione di un’Italia immobile.

"Storie di donne, uomini e comunità è frutto di un viaggio: fisico, poetico e politico" spiegano Traverso e Franceschini. "È un racconto corale, un intreccio di volti, voci e gesti, un mosaico di paesaggi e suoni, per far emergere e raccontare una creatività diffusa, minuta e indomita, capace di generare nuove forme di vita e di relazione. Esiste un movimento fragile e necessario che spinge l’essere umano a uscire da sé per cercare l’altro. È da questa urgenza che nasce il nostro film: un’opera che attraversa margini, periferie, borghi e città, incontra storie che spesso restano invisibili, restituendo uno sguardo aperto, autentico sul mondo che ci circonda.
Nato nel tempo dell’isolamento, il documentario guarda alla comunità non come a una forma chiusa, ma come a un organismo vivo e in continuo divenire. Per noi il cinema è questo: un luogo di incontro, di immaginazione e di costruzione condivisa, dove un’idea prende forma collettivamente. La troupe è di fatto una comunità, che in questo caso ne narra altre. E’ stato un percorso fatto di incontri, memorie e riflessioni, uno spazio per lasciarci toccare, sorprendere e farci pensare, un’avventura che continuerà nell’incontro con il pubblico in ogni città."

Dopo l’anteprima romana, Storie di donne, uomini e comunità intraprenderà un articolato percorso di proiezioni evento, toccando città come Milano, Pisa, Firenze, Livorno e Reggio Emilia, per poi proseguire nel Sud Italia tra Matera, Bari, Lecce e Foggia. Il progetto segna anche l’ingresso di Gigante Cinema Distribution nel campo della distribuzione indipendente, sostenuto dalla collaborazione di cooperative, associazioni e comunità locali. Più che un semplice documentario, Storie di donne, uomini e comunità si configura come un racconto corale che restituisce voce a chi, ogni giorno, sceglie di non subire il cambiamento, ma di costruirlo.
Qui sotto il trailer del film.



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Interstellar, Steven Spielberg ci lavorò per un anno: "Era più una cosa da Nolan"

Intervistato da Empire nell'attesa del suo Disclosure Day, al cinema dall'11 giugno, Steven Spielberg ha spiegato di avere avuto tra le mani il progetto di Interstellar per un anno intero. Ci lavorò, ma non riuscì a trovare la chiave giusta per lui.

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giovedì 9 aprile 2026

Pearl Harbor: cosa c'è di vero e cosa c'è di finzione nel film colossal ispirato a fatti realmente accaduti?

Pearl Harbor, film colossal del 2001 diretto da Michael Bay, che ha vinto il Premio Oscar per il Miglior montaggio sonoro, trae spunto dai fatti storici realmente accaduti ma si discosta dalla verità assolutamente storica per via della sua natura non accurata e per la presenza di diversi errori (se ne possono contare addirittura ben 177), oltre che dell'intreccio principale prettamente romanzato e amoroso. Ma cosa c'è di vero e cosa c'è di finzione?

Pearl Harbor film diretto da Michael Bay: di cosa parla il film?

Rafe McCawley (Ben Affleck) e Danny Walker (Josh Hartnett), migliori amici e appassionati di aerei sin da bambini, si sono arruolati insieme nel Corpo Aeronautico dell’esercito e sono entrambi primi tenenti sotto il comando del maggiore Jimmy Doolittle (Alec Baldwin). Il superiore informa Rafe che la sua domanda per entrare nello Squadrone Eagle - un comando dell’aeronautica inglese per piloti americani - è stata accettata; deve quindi sottoporsi ai controlli e alle visite mediche a cui i soldati devono sottoporsi per poter partire in missione. Qui il ragazzo incontra una bella e gentile infermiera di nome Evelyn (Kate Beckinsale) che, dopo aver scoperto la dislessia del ragazzo, gli assegna ugualmente i 10/10 all’esame oculistico per non togliergli il distintivo. Tra i due nasce l'amore ma ben presto sono costretti a separarsi per via dell'imminente partenza di Rafe per combattere in Europa contro le forze naziste. Le promette comunque di raggiungerla al più presto.

Nel frattempo, Evelyn e Danny devono trasferirsi alla base navale delle Hawai, a Pearl Harbour, la principale base statunitense nel Pacifico. Qui, poco dopo, vengono a scoprire che Rafe è stato dato per disperso in un'azione di guerra. Il grande dolore per la perdita del suo amato porta Evelyn nelle braccia di Danny: i due finiscono con l'innamorarsi ed iniziare una relazione. Qualche settimana più tardi, però, Rafe torna a casa e si presenta da lei, spiegandole che è sopravvissuto all'incidente spinto proprio dall’amore per lei. Ma capisce fin da subito che qualcosa è cambiato. Tuttavia i due amici non hanno tempo e modo di chiarirsi perché la mattina successiva Pearl Harbor viene attaccata dall’esercito giapponese. Danny e Rafe si troveranno coinvolti, così come Evelyn, nella difesa aerea del porto militare e, nel tentativo di salvare più vite possibili, metteranno momentaneamente da parte i loro rancori...

Pearl Harbor: cosa c'è di vero e cosa di finzione?

Il film diretto da Michael Bay, come detto sopra, trae spunto dai fatti storici realmente accaduti ma l'attacco alla base navale di Pearl Harbor da parte dell'esercito giapponese funge solo da sfondo/contesto storico in cui viene inserito un intreccio prettamente romanzato e amoroso. Il triangolo amoroso tra i tre protagonisti è infatti puramente finzione e anche gli stessi personaggi sono immaginari, ma le riprese di Rafe e Danny nel film sono ispirate alle azioni eroiche di due piloti realmente esistiti, Kenneth Taylor e George Welch. Di vero, oltre al contesto storico, troviamo anche il personaggio di Doris Miller, il quale è esistito veramente: si trattava di un addetto alla mensa che, nonostante non fosse addestrato, ad un certo punto, prese il controllo di una mitragliatrice e fu il primo afroamericano a ricevere la Navy Cross. Sono realmente esistiti anche il presidente Franklin D. Roosvelt, l'ammiraglio Isoroku Yamamoto e l'ammiraglio Husband Kimmel.



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Exit 8: ecco il final trailer dell'inquietante horror giapponese presto anche nei cinema italiani

Quando si dice "ecco un horror che non mi perderei per niente al mondo"! Per noi questo è il caso di Exit 8, che fortunatamente arriverà anche nei nostri cinema, il prossimo 23 aprile, con Adler Entertainment. Ad essere sinceri i cosiddetti j-horror e i loro parenti asiatici sono forse gli ultimi film di genere che ci abbiano fatto provare brividi di autentica paura e non a caso sono stati molto copiati dai loro parenti occidentali. Diretto da Kawamura Genki e ispirato all'omonimo videogame di Kotake Create, Exit 8 ha tutti gli ingredienti giusti per creare inquietudine nello spettatore, che si trova da una situazione apparentemente normale catapultato nel suo peggiore incubo. E siccome tutti noi abbiamo luoghi in cui ci orientiamo poco e magari a volte abbiamo fatto un pensiero simile (alcuni spiritosi commentatori italiani hanno paragonato il labirinto in cui si trova il protagonista ai sotterranei dell'Alta Velocità della stazione di Bologna o a certe fermate della metro C di Roma), è più facile immedesimarsi in quello che accade al personaggio. Questo intanto è il final trailer originale di Exit 8, giudicate voi.

Exit 8: la trama

Un uomo senza nome (Kazunari Ninomiya) che, dopo un momento di crisi personale, si ritrova intrappolato in un corridoio sotterraneo infinito, privo di tempo e direzione, alla disperata ricerca di una via d’uscita che sembra non esistere: la misteriosa Uscita 8. Prima di perdersi nel labirinto, l’uomo riceve una telefonata dalla sua ex compagna (Nana Komatsu), che lo informa di essere incinta e gli chiede cosa fare. Già tormentato dai dubbi sulla propria capacità di assumersi delle responsabilità, viene sopraffatto da un attacco d’asma nella metropolitana e si risveglia in un passaggio deserto che si ripete all’infinito. Sulle pareti del corridoio compaiono regole precise per sopravvivere. Se qualcosa appare strano, bisogna tornare immediatamente indietro; se tutto sembra normale, si può proseguire. Ogni errore, anche il più piccolo, riporta il protagonista al punto di partenza, all’Uscita 0, costringendolo a rivivere il ciclo all’infinito. Le anomalie possono essere minime o disturbanti: una porta comparsa dal nulla, un dettaglio fuori posto, fino a visioni inquietanti che mettono alla prova i suoi sensi. Nel corso del suo vagare, l’uomo incontra figure enigmatiche, tra cui un’entità silenziosa che percorre incessantemente il corridoio e un bambino. Attraverso frammenti di memoria e rivelazioni, il corridoio diventa una manifestazione delle sue paure, delle sue colpe e delle scelte mancate. Mentre il confine tra percezione e realtà si dissolve, l’uomo dovrà decidere se fidarsi di ciò che vede o spezzare il ciclo e capire se uscire dal corridoio significhi davvero salvarsi.



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