martedì 18 agosto 2026

Marvel rivoluziona il calendario: confermata l'uscita di Ghost Rider e un film segreto per il 2029

Il reboot di Ghost Rider nel Marvel Cinematic Universe è stato confermato in occasione del San Diego Comic-Con con una finestra d’uscita fissata per il 2028 insieme a Black Panther 3. A distanza di qualche settimana da allora, pare che gli Studios abbiano poi delineato al meglio la tabella di marcia definendo una data d’uscita per il Ghost Rider diretto da Shawn Levy e con protagonista Ryan Gosling.

Ad oggi non è chiaro quale versione di Ghost Rider interpreterà, anche se si vocifera che interpreterà Johnny Blaze, ma stando alle recenti indiscrezioni i Marvel Studios avrebbero fissato una data precisa per il debutto di Ghost Rider; e non è tutto: avrebbe persino aggiunto in calendario un nuovo progetto misterioso.

Marvel conferma la data d’uscita di Ghost Rider e inserisce in calendario un nuovo film misterioso per il 2029

Come riporta ComicBook, i Marvel Studios hanno confermato che Ghost Rider tornerà al cinema con Ryan Gosling protagonista e intratterrà il pubblico a partire dal 28 luglio 2028, collocandosi tra il debutto degli X-Men nel MCU con un reboot diretto da Jake Schreier previsto per maggio 2026 e il ritorno di Black Panther 3 a dicembre 2026 con un nuovo T’Challa che avrà le fattezze di David Jonsson. Il 2028 è quindi un anno particolarmente attivo per l’MCU, ma nel 2029 è stato inserito in calendario un altro progetto misterioso.

Secondo ComicBook, i Marvel Studios avrebbero inserito in calendario un film misterioso dall’11 novembre 2029, ma senza delinearne la natura. Diversi potrebbero essere i film ad occupare quello slot. In molti sperano che si tratti di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli 2, il cui sequel è stato confermato da anni ma mai sviluppato. Un’altra ipotesi potrebbe riguardare un nuovo film di Spider-Man, che così facendo arriverebbe al cinema tre anni dopo Brand New Day proponendo una nuova avventura con Tom Holland. Un’altra ipotesi ancora vedrebbe tornare al cinema i Guardiani della Galassia con un quarto film o quantomeno lo spin-off su Star-Lord promesso da tempo. Escluso, ad oggi, il reboot d Blade con Mahershala Ali che sarebbe stato accantonato.

In ogni caso il calendario 2029 Marvel aveva già proposto due date chiave: una per il 4 maggio e un’altra per il 13 luglio. Ciò significa che, come per il 2028, gli Studios hanno intenzione di proporre al cinema tre film del MCU.



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Screaming Mad George: morto a 69 anni l'eccentrico genio degli effetti speciali di Society e altri memorabili horror

Si chiamava in realtà Joji Tani, ma tutti gli amanti dell'horror lo conoscevano col suo nome d'arte, Screaming Mad George. La famiglia ha diffuso il 17 agosto la notizia della morte, avvenuta il 10 febbraio di quest'anno per un attacco cardiaco, a soli 69 anni, di uno dei più geniali creatori di effetti speciali che abbiano arricchito di nuove e bizzarre visioni il cinema dell'orrore. Un titolo per tutti: Society di Brian Yuzna, per cui aveva lavorato anche in Re- Animator 2, Faust e Beyond Re-Animator. Ricordiamo la sua carriera, iniziata quando era molto giovane e oggi riconosciuta dal cordoglio generale di tutti i suoi colleghi e degli attori, tra cui Alex Winter, che avevano avuto il piacere di essere trasformati da lui. Il ritardo nell'annuncio, pubblicato sull'account Instagram dell'artista, come una "scelta profondamente personale per concedere alla nostra famiglia il tempo e lo spazio necessari per elaborare lo shock. guarire e salvaguardare il proprio spazio in completa privacy".

La carriera di Screaming Mad George

Il cinema dell'orrore degli anni Ottanta non sarebbe stato lo stesso, capace di incidersi nel nostro immaginario con indimenticabili visioni da incubo, senza l'arte del giapponese Screaming Mad George, nato ad Osaka e trasferitosi in America, dove aveva adottato il suo nome d'arte, ispirandosi alla rivista Mad e al cantante Screamin' Jay Hawkins. Aveva studiato alla School of Visual Arts e dopo gli inizi come musicista in una band punk, i Mad, famosi per i loro video gore, si era dedicato agli effetti speciali di trucco. Fin da subito si trova a lavorare a film diventati leggendari, inizialmente come parte di un team, poi in autonomia. Tra i titoli a cui ha contribuito citiamo Grosso guaio a Chinatown, Predator, The Abyss, Nightmare 4 - Il non risveglio (la celebre scena degli scarafaggi), Doppio delitto, Grano rosso sangue III, Space Truckers. Come effetti speciali di trucco ha collaborato a Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, creato l'impressionante blob orgiastico finale del citato Society, truccato Alex Winter e Tom Stern in Freaked e si era occupato, tra gli altri, delle trasformazioni di Un lupo mannaro americano a Parigi e Jack Frost. Nel 1989 era tornato in Giappone per realizzare gli effetti speciali di Tokyo: The Last Megalopolis. Nel 1991 aveva diretto il suo primo e unico lungometraggio, Guvyer, assieme a Steve Wang, prodotto proprio da Yuzna. Secondo IMDB i suoi ultimi lavori sono stati per Facciamola finita (non accreditato) e The Legend of Diablo.

(foto Wikimedia Commons, Studio Aki)



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lunedì 17 agosto 2026

Stasera in TV: Film da vedere Lunedì 17 Agosto, in prima serata

Stasera in TV, Lunedì 17 Agosto 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Odissea primo al boxoffice italiano del weekend, mentre Spider-Man Brand New Day tocca i 2 miliardi nel mondo

Odissea di Christopher Nolan, come avevamo notato già a Ferragosto, è tornato primo al boxoffice italiano del weekend: raccogliendo altri 2.281.200 euro (fonte Cinetel), ha raggiunto il totale di 48.540.000, ribadendosi il più alto incasso dell'anno solare in Italia (Buen Camino è invece quello della stagione, con oltre 75 milioni). È la conferma di un botteghino forse mai così vivo qui da noi in pieno agosto, complice probabilmente un caldo tale da rendere due-tre ore in sala una prospettiva di refrigerio più appetibile che in passato. Nel mondo Odissea è diventato il più grande successo commerciale di Nolan, avendo raggiunto 1.290.924.370 dollari (fonte Boxofficemojo), a fronte di un budget suo altro record personale, secondo Hollywood Reporter.

Non inganni che Spider-Man: Brand New Day si accontenti stavolta di un secondo posto, perché è una medaglia d'argento molto vicina all'oro: 2.223.000 euro, confluiti nel successo di 31.768.000 (è diventato il film di Spider-Man più visto in Italia, come vi abbiamo raccontato un paio di giorni fa). Nel resto del mondo è record da capogiro: siamo a quota 2.021.831.700 dollari! Sì, il tetto dei 2 miliardi è stato sfondato: il primato dei 2.800.000.000 di Avengers: Endgame è probabilmente intoccabile, ma ciò non toglie che il risultato è straordinario, ribadendo non solo una resistenza unica del personaggio Peter Parker nel contesto del cinecomic, ma ponendo persino le basi per il necessario riassestamento del genere in un momento che sembrava di stanca.
Terzo posto da 630.000 euro in cinque giorni per il debutto di La fine di Oak Street, con Anne Hathaway e Ewan McGregor, dove una famiglia degli anni Ottanta si ritrova con l'intero quartiere teletrasportata nella preistoria. La beffarda avventura scritta e diretta da David Robert Mitchell, costata tra gli 80 e i 90 milioni di dollari secondo The Numbers, ne registra al momento nel mondo 47.
Entra in quarta posizione, con 248.000 euro in cinque giorni, la rilettura crepuscolare e nera di un mitico eroe, qui più che mai anti-eroe: Robin Hood - Il prezzo del sangue di Michael Sarnoski, con un convinto e tragico Hugh Jackman. Costato secondo Deadline appena 20 milioni, potrebbe comunque andare in rosso, a causa di un esito mondiale finora tiepido, da 8.427.800 dollari.
Slitta dal quarto al quinto posto Minions & Monsters, il cui totale è finora di 7.900.000 euro (146.600 nel fine settimana): paradossalmente il più debole al botteghino dei film animati Illumination legati ai buffi esserini gialli, il film è anche quello a nostro parere più compiuto sul piano artistico, come spiegammo in sede di recensione. Pazienza: nel mondo ha totalizzato 492.590.000 dollari, sufficienti a giustificare il budget di 85 milioni (fonte Variety).

Il box office completo del weekend



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domenica 16 agosto 2026

È morta Hayden Panettiere, l'attrice aveva solo 36 anni

È morta a 36 anni Hayden Panettiere, attrice statunitense diventata famosa a livello internazionale grazie al ruolo nella serie Heroes. La notizia è stata confermata dal suo agente a ABC News. Al momento, le cause della morte non sono state rese note. Lascia una figlia di 12 anni.

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Full Metal Jacket ha ancora dei segreti: il nuovo documentario ci riporta nel capolavoro di Kubrick

A Modern Art Masterpiece: The Untold Story of Full Metal Jacket, documentario diretto da Stephen Rigg e prodotto anche da Matthew Modine, è stato realizzato raccogliendo oltre trenta nuove interviste alle persone che lavorarono al film, comprese quelle a Vincent D’Onofrio e Arliss Howard. Il materiale più interessante si vocifera essere quello che ci riporterà sul set: migliaia di fotografie dietro le quinte e registrazioni audio inedite di Kubrick durante le prove con gli attori nel 1986.

Un’occasione per scoprire qualcosa in più sulla lavorazione del film, certo, ma anche per tornare su quella che ancora oggi rimane una delle questioni più enigmatiche: perché Full Metal Jacket sembra spezzarsi improvvisamente a metà?

Prima di raccontare la guerra, Kubrick costruisce un soldato

Quando pensiamo a un film sul Vietnam immaginiamo quasi inevitabilmente la giungla, gli scontri e il caos del campo di battaglia. Kubrick sceglie invece di cominciare molto prima, quando la guerra è ancora lontana e i protagonisti sono soltanto ragazzi appena arrivati a Parris Island.

Li vediamo perdere i capelli, poi i loro nomi e progressivamente una parte della loro identità. Sotto le urla del Sergente Hartman imparano a muoversi come un unico corpo, a sopportare il dolore e soprattutto a sviluppare un rapporto quasi religioso con il proprio fucile. È un processo di demolizione e ricostruzione che trova in Palla di Lardo la sua conseguenza più estrema.

Leonard arriva a Parris Island come il più fragile del gruppo e finisce paradossalmente per diventare proprio ciò che Hartman voleva creare: un Marine capace di sparare con precisione e di uccidere senza esitazione. Solo che quella violenza, una volta costruita, non può più essere controllata. Quando nel bagno della caserma Leonard uccide Hartman e poi se stesso, Kubrick ci ha già mostrato dove può portare quel processo prima ancora di portarci davvero in guerra.

Persino il titolo acquista così un significato diverso. Una “full metal jacket” è il rivestimento metallico che avvolge il nucleo più morbido di un proiettile.

Esattamente ciò che accade ai ragazzi di Parris Island: esseri umani vulnerabili che l’addestramento cerca di rivestire con una corazza abbastanza dura da permettere loro di arrivare sul campo di battaglia e premere il grilletto.

Poi arriviamo in Vietnam e tutto cambia. I colori, gli spazi, la musica e persino il ritmo sembrano appartenere a un altro film. Ma quella frattura non separa davvero le due parti: è proprio ciò che le tiene insieme.

A Parris Island abbiamo visto costruire il soldato, a Huế vediamo cosa succede quando quel soldato viene lasciato nel caos della guerra.

Joker diventa centrale. A differenza di Palla di Lardo, cerca continuamente di mantenere una distanza da ciò che lo circonda. È un giornalista, osserva la guerra, la racconta e usa l’ironia quasi come una protezione. Sul suo corpo porta però una contraddizione impossibile da ignorare: la scritta Born to Kill sull’elmetto e il simbolo della pace sulla divisa.

Quando un ufficiale gli chiede spiegazioni, Joker parla della “dualità dell’uomo” di Carl Jung. È esattamente la condizione nella quale Kubrick lo ha intrappolato: da una parte c’è l’uomo che vuole conservare una coscienza e dall’altra il Marine che Parris Island ha preparato a uccidere.

Il finale chiude il cerchio iniziato a Parris Island

Quella contraddizione può sopravvivere finché Joker riesce a essere soprattutto un osservatore. Nel finale, però, si ritrova davanti alla giovane cecchina vietnamita ferita che chiede ai Marines di porre fine alle sue sofferenze ed è lui a premere il grilletto.

È il momento in cui le due metà di Full Metal Jacket si ricongiungono. Palla di Lardo aveva mostrato fin dall’inizio dove poteva condurre la trasformazione imposta dall’addestramento; Joker ha cercato per tutto il film di resisterle attraverso l’ironia e il distacco, ma in Vietnam arriva anche per lui il momento in cui osservare non basta più.

Subito dopo, i Marines marciano attraverso una Huế in fiamme cantando la sigla del Mickey Mouse Club. È una delle immagini più allucinanti costruite da Kubrick: ragazzi diventati soldati e ormai capaci di uccidere che, circondati dalle macerie, tornano per qualche minuto a una canzone della loro infanzia.

Le due metà del film non raccontano, come sembra, due storie diverse, ma due momenti dello stesso processo: la prima costruisce l’arma, la seconda preme il grilletto.

Il nuovo documentario avrà ora il compito di riportarci dietro le quinte di quella costruzione e, attraverso materiale mai prima, mostrarci qualcosa in più del modo in cui Kubrick ha realizzato uno dei film di guerra più inquietanti di sempre.



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The Last House 2 si farà? Wagner Moura parla del finale sconvolgente e dell'ipotesi sequel

Un sequel di The Last House è possibile? Netflix, ad oggi, non ha ancora affrontato l’argomento, ma Wagner Moura che ha guidato la famiglia protagonista avrebbe già un'opinione in merito.

Film horror soprannaturale distribuito di recente sulla piattaforma streaming ampliando il catalogo originale estivo di Netflix, The Last House racconta la storia di una famiglia intrappolata all’interno di una casa, con poche provviste e la minima intenzione di collaborare ma costretti ad affrontare un’entità misteriosa e pericolosa che li ha intrappolati in casa. Al fianco di Moura vi è anche Greta Lee. Ma un sequel è possibile?

The Last House, Wagner Moura ragiona sul colpo di scena finale del film e sul possibile sequel

Wagner Moura ha ragionato sul finale del film, sui numerosi interrogativi non esplorati e sulle possibilità di un sequel. Jason, il padre di famiglia, alla fine è costretto ad affrontare la misteriosa creatura che li ha imprigionati in casa ma, anziché ucciderla, decide di risparmiarla seguendo il consiglio di sua figlia Ruth. Quest’ultima ha tentato di mettere in guardia suo padre dalle conseguenze delle proprie azioni sperando in un suo cambiamento, ma Jason non ha mai preso sul serio le parole di sua figlia, almeno fino a quel momento.

L’istinto di Ruth si è rivelato essere corretto e, durante quello scontro finale, Jason decide di risparmiare l’entità misteriosa che infine li lascia andare. Ai microfoni di Screen Rant, l’attore ha ammesso: “Sua figlia gli dice sempre qualcosa, e lui non l'ascolta. Per tutto il film, lei dice qualcosa, e lui risponde con quella sorta di arroganza che gli adulti hanno verso i propri figli. E io ho pensato: ‘Cavolo, dobbiamo davvero ascoltare tutti, ma soprattutto i nostri figli’. Quello che diceva fin dall'inizio era giusto. Aveva ragione. E la decisione, quindi, credo che la decisione sia stata, prima di tutto, che lui non uccide nessuno. E in secondo luogo, che l'ha ascoltata”.

La scena finale di The Last House suggerisce un finale aperto ed un possibile indizio per il sequel. La famiglia si sposta in barca e lancia un segnale di SOS via radio e riceve una risposta, un semplice “ciao” che conferma la presenza di altri sopravvissuti. Questo colpo di scena suggerirebbe un sequel del film horror, anche perché l’identità è ancora in circolazione. In merito ad un sequel, Wagner Moura non è convinto che si farà, ma ha ammesso di essere fiducioso e disponibile a riprendere quel ruolo qualora si presentasse l’occasione.



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