sabato 22 agosto 2026

Tom Holland e Zendaya in Hercules? La richiesta della stella Disney fa impazzire il web

Tom Holland e Zendaya continuano a generare curiosità e interesse, sia come singoli individui che come coppia hollywoodiana. Ma ce li vedreste ad interpretare una coppia in un live action Disney? È proprio questa la proposta avanzata di recente da Susan Egan: a suo dire, entrambi sarebbero perfetti per portare in vita una delle storie Disney più amate di sempre.

Zendaya e Tom Holland come Meg ed Hercules in un live action: la proposta di Susan Egan

Indimenticabile voce originale di Meg nel film d’animazione Disney di Hercules, Susan Egan è convinta che Hollywood abbia bisogno di una coppia stellare per il live action di Hercules. Tratto dall’omonimo classico d’animazione del 1997, Hercules aveva ottenuto il via libera per un adattamento in carne ed ossa nel 2022 con Joe ed Anthony Russo coinvolti come produttori e Guy Ritchie alla regia.

A detta di Susan Egan, Zendaya e Tom Holland sarebbero perfetti come Meg ed Hercules: “Voglio dire, ho accennato a Zendaya in modo velato, ma ora lo dico apertamente. E probabilmente Tom e Zendaya, che non ho mai incontrato, stanno chiedendo un'ordinanza restrittiva proprio ora. Ma onestamente, non me ne importa niente. Ho la sensazione che il mondo ne abbia bisogno. Non solo perché sono la coppia del momento, ma anche perché ho seguito la sua splendida carriera fin da quando era adolescente, ed è una persona con i piedi per terra. È una donna forte, ovviamente, statuaria e straordinaria, con una voce incredibile e un pizzico di grinta, non credi?”.

Al momento si tratta semplicemente di una proposta. Pur non avendo condiviso molte informazioni in merito al live action, i fratelli Russo hanno confermato che il progetto sta procedendo seppur sia ancora nelle prime fasi di sviluppo e che Guy Ritchie sia ancora coinvolto come regista. Pare che stiano semplicemente aspettando una sceneggiatura. “Penso che siano entusiasti di vedere cosa possiamo apportare tutti noi, in un modo che non sia solo una reinterpretazione del film d'animazione. Guy è perfetto per questo perché ha una propensione alla sperimentazione. Ci sono domande su come trasporre il tutto in un musical. Il pubblico di oggi è stato plasmato da TikTok, giusto? Quali sono le sue aspettative su come dovrebbe essere un musical? Questo può essere molto divertente e aiutarci a spingerci un po' oltre i limiti di come si realizza un musical moderno”, ha dichiarato Joe Russo come riporta Screen Rant.



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David Harbour anticipa problemi in vista tra Red Guardian e Yelena in Avengers: Doomsday

Alexei Shostakov e Yelena Belova hanno un rapporto piuttosto complicato nel Marvel Cinematic Universe. Entrambi introdotti in Black Widow nel 2021, hanno ripreso successivamente i rispettivi ruoli in altri progetti incluso Thunderbolts*, che li ha visti nuovamente unire le forze e fare squadra insieme ad altri personaggi fondando i Nuovi Avengers.

In Avengers: Doomsday, Red Guardian e Yelena saranno chiamati ancora una volta in azione, alle prese con una nuova minaccia multiversale: il suo nome è Dottor Destino, interpretato da Robert Downey Jr., la cui presenza è stata già suggerita nella scena post-credit di I Fantastici 4: Gli Inizi. In Doomsday, David Harbour ha anticipato che Red Guardian e Yelena avranno ancora dei problemi relazionali.

Avengers: Doomsday metterà a dura prova Yelena e Red Guardian: le anticipazioni di David Harbour

L’esuberante soldato russo di Black Widow sta per tornare e dovrà vedersela ancora una volta con Yelena, interpretata da Florence Pugh. In Thunderbolts* hanno unito le forze con ex assassini e antieroi per contrastare Void diventando infine i Nuovi Avengers, team che riapparirà anche in Doomsday. A tale proposito, David Harbour ha rivelato cosa aspettarsi da Red Guardian e Yelena. Ai microfoni di Deadline, ha anticipato: “Sapete che Yelena Belova e Red Guardian hanno un legame. Se avete visto Thunderbolts*, sapete quanto si amano e quanto cercano di aiutarsi a vicenda. E Doomsday influenzerà questa relazione”.

Dalle parole di Harbour, è evidente che quanto accadrà in Avengers: Doomsday metterà a dura prova (anche emotivamente) Yelena e la sua famiglia. Tra i progetti più ambiziosi dei Marvel Studios, il quinto capitolo dedicato ai Vendicatori coinvolgerà un numero consistente di personaggi degni di nota e introdurrà una nuova minaccia seppur interpretata da un volto iconico del MCU. Nel cast figurano anche nomi importanti del franchise degli X-Men come Professor X, Ciclope, Magneto e Mystica, così come i membri dei Fantastici 4 e il team degli Avengers formato da Sam Wilson, nuovo Captain America. Di ritorno anche Loki, Thor e Steve Rogers. Tanti i personaggi che ancora mancano all’appello ma che, a detta di Kevin Feige, potrebbero sempre sorprendere il pubblico con cameo inaspettati.



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Halle Berry e Bryan Singer: cosa è successo davvero sul set di X-Men 2? “Gli ho dato quello che si meritava”

Halle Berry ha appena compiuto 60 anni e il suo nome è tornato inevitabilmente al centro delle conversazioni dei fan degli X-Men. Il motivo è soprattutto Avengers: Doomsday, uno dei film Marvel più attesi di sempre, che riporterà sul grande schermo gli X-Men della saga Fox accanto ai nuovi eroi del Marvel Cinematic Universe.

Nel gigantesco cast annunciato da Marvel ci saranno infatti Patrick Stewart, Ian McKellen, James Marsden, Rebecca Romijn, Kelsey Grammer e Alan Cumming, mentre l'assenza di Halle Berry continua a pesare tra i fan che speravano di rivederla nei panni di Tempesta. È dunque il momento giusto per ricordare un retroscena sorprendente sulla sua esperienza nell'universo dei mutanti, risalente alla lavorazione di X-Men 2.

Di recente, Berry ha infatti ricordato il giorno in cui affrontò Bryan Singer sul set, arrivando a dirgli esattamente quello che pensava dopo che, secondo la sua ricostruzione, la situazione era diventata insostenibile per gran parte del cast e della troupe. Un episodio che, a distanza di più di vent'anni, l'attrice ricorda addirittura come uno dei momenti migliori mai trascorsi su un set.

La storia è emersa lo scorso febbraio, durante una conversazione con Entertainment Weekly, mentre Berry promuoveva il suo nuovo film Crime 101.

Un giorno ho detto a Bryan Singer esattamente dove andare e come arrivarci sul set di X-Men.

Berry non ha però raccontato quell'episodio come una semplice lite tra regista e attrice. Secondo la sua versione, furono proprio gli altri membri della produzione a spingerla a intervenire, sapendo che lei non avrebbe avuto problemi a dire apertamente ciò che pensava.

Halle Berry affrontò Bryan Singer a nome di tutto il cast

“Erano tutti arrabbiati - ha ricordato l'ex Bond girl - ma continuavano a dirmi: ‘Halle, vai tu a dirglielo’, perché sapevano che l'avrei fatto”. Berry ha spiegato di aver vissuto quel confronto come un momento di rivalsa nei confronti di una situazione che, a suo dire, aveva finito per coinvolgere l'intera troupe e tutti gli attori. E la parte più surreale della storia arriva subito dopo.

È uno dei giorni migliori su un set: dire esattamente dove andare a qualcuno che stava facendo un torto a tutta la troupe e a tutto il cast. Poi sono salita su un aereo e sono volata a casa con ancora addosso il costume di X-Men.

Quando Mark Ruffalo, presente nella conversazione, ha definito il racconto “una storia fantastica”, Berry non ha fatto marcia indietro. Anzi, ha aggiunto semplicemente: “Mi dispiace, quel tipo se lo meritava”.

Ma cosa stava succedendo davvero sul set di X-Men 2?

Il racconto di Berry riporta alla luce una vicenda già emersa negli anni successivi alla lavorazione di X-Men 2. Nel 2014, The Hollywood Reporter haq ricostruito alcuni dei problemi che avrebbero caratterizzato la produzione del film, raccogliendo testimonianze secondo cui il comportamento di Singer sul set sarebbe diventato sempre più imprevedibile e difficile da gestire. Secondo le fonti citate all'epoca dalla testata, il regista avrebbe avuto comportamenti “irrazionali e distruttivi” e avrebbe fatto uso di droghe durante la lavorazione. Le ricostruzioni riportano anche una discussione con il produttore Tom DeSanto, che avrebbe cercato di fermare le riprese dopo aver temuto che la situazione potesse mettere in pericolo qualcuno.

Durante quei giorni, inoltre, Hugh Jackman rimase ferito durante una scena d'azione. Secondo la ricostruzione di THR, la sequenza era stata anticipata rispetto al programma previsto e, sul set, non sarebbe stato presente il coordinatore degli stunt. È importante sottolineare che si tratta di accuse e ricostruzioni riportate da fonti dell'epoca, non di fatti confermati in ogni loro dettaglio. Un rappresentante di Singer ha infatti negato che fosse avvenuto il confronto descritto nei resoconti e ha sostenuto che “non è mai successo nulla del genere”.

Il cast di X-Men 2 avrebbe minacciato di andarsene

La situazione, secondo la ricostruzione di The Hollywood Reporter, sarebbe arrivata a un punto di rottura quando lo studio chiese a DeSanto di tornare a Los Angeles. A quel punto gli attori, ancora vestiti con i costumi dei loro personaggi, avrebbero affrontato Singer nel suo camper, minacciando di abbandonare il set se DeSanto se ne fosse andato. Ian McKellen e Rebecca Romijn, tuttavia, non erano presenti. Proprio in quell'occasione, Halle Berry avrebbe pronunciato la frase che, anni dopo, sarebbe rimasta legata a questo episodio: “You can kiss my Black a*s”.

Leggi anche Avengers: Doomsday, Halle Berry sull'assenza di Tempesta nel film: “Ci saranno altri round”

Il contrasto tra il racconto di Berry e la smentita del rappresentante di Singer rende la vicenda ancora più curiosa, soprattutto perché è proprio l'attrice a tirarla nuovamente in ballo, molti anni dopo la conclusione della saga originale. Non tutti, però, hanno avuto la stessa percezione del regista. Brian Cox, che in X-Men 2 interpretava il colonnello William Stryker, ha infatti offerto una lettura molto diversa. Parlando con Yahoo! Entertainment, ha spiegato che il regista era sottoposto a una forte pressione durante la produzione ma che, una volta trovata la soluzione, riusciva a procedere rapidamente.

Cox è arrivato a definire Singer “un regista straordinario”, sottolineando quanto fosse grato per la fiducia che gli aveva dato affidandogli il ruolo di Stryker.



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venerdì 21 agosto 2026

Ghostbusters, Dan Aykroyd svela il design originale delle tute: un dettaglio avrebbe rovinato tutto [FOTO]

Nel 1984 sono bastati una tuta beige e uno zaino protonico per trasformare Peter Venkman, Ray Stantz, Egon Spengler e Winston Zeddemore in alcuni degli eroi più riconoscibili della storia del cinema. Le tute dei Ghostbusters sono diventate iconiche proprio perché non sembravano quelle di una squadra di supereroi. Bill Murray e compari non indossavano costumi scintillanti né avevano identità segrete: erano, almeno nell'aspetto, quattro lavoratori alle prese con un mestiere decisamente fuori dal comune. Ma non tutti sanno che quel look leggendario avrebbe potuto essere molto diverso.

Dan Aykroyd mostra il primo design delle tute

Dan Aykroyd, co-creatore del film e interprete di Ray Stantz, ha condiviso sui social una vecchia immagine che mostra una delle prime idee per l'abbigliamento degli acchiappafantasmi. C'è un dettaglio che salta immediatamente all'occhio: i caschi. Il concept prevedeva infatti un copricapo molto più vicino a quello di un pilota militare, con un aspetto decisamente più aggressivo rispetto alle tute che sarebbero poi entrate nell'immaginario collettivo.

Anche Aykroyd, riguardando oggi quel progetto, ha le idee molto chiare. Il suo commento alla fotografia è stato: “Glad we lost the helmet”. Letteralmente, meno male che abbiamo eliminato il casco. Ammettiamolo: è difficile dargli torto. E il problema non è soltanto estetico. Una parte enorme della comicità di Ghostbusters nasce infatti proprio dalle reazioni dei quattro protagonisti di fronte all'assurdità di quello che sta succedendo.

Nessuno come Bill Murray riesce a trasformare uno sguardo impassibile in un momento esilarante, mentre Harold Ramis affronta ogni fenomeno paranormale con quella sua inconfondibile aria da scienziato affascinato. Con un casco a coprirne il volto, gran parte di questa alchimia sarebbe andata persa. Non è un caso, allora, che anche gli elementi che nel film coprono parzialmente il viso abbiano un aspetto decisamente più artigianale. Gli occhiali di Ray, per esempio, sembrano quasi assemblati in casa: esattamente il tipo di attrezzatura che ci si aspetterebbe da un gruppo di scienziati costretto a inventarsi da solo gli strumenti per fare un lavoro che nessun altro vuole fare.

Leggi anche Ghostbusters, perché il franchise si è fermato per quasi 30 anni? C'entra Ivan Reitman

Quelle tute rendevano credibili persino i fantasmi

Il costume finale funziona così bene perché racconta i Ghostbusters come uomini normalissimi, che indossano una divisa da lavoro mentre affrontano Slimer, fantasmi, divinità sumere e un gigantesco omino dei marshmallow. Le loro tute sono pratiche, un po' sporche e piene di tasche, mentre gli zaini protonici sembrano apparecchiature messe insieme in un laboratorio improvvisato. E la verità è che questo contrasto rende ancora più divertente tutto ciò che accade nel film.

Se avessero indossato caschi da combattimento, il messaggio sarebbe stato molto diverso: avrebbero avuto l'aria di una squadra paramilitare pronta a entrare in guerra. Riguardando la fotografia postata da Aykroyd, è difficile non immaginare quanto quel piccolo dettaglio avrebbe potuto modificare l'identità visiva del film. Ghostbusters funziona perché non presenta i suoi protagonisti come eroi tradizionali, e le tute raccontano esattamente questo. Tanto che, più di 40 anni dopo, continuiamo a riconoscerle al primo sguardo.



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La Maison des Femmes, l'importanza dell'accoglienza in un film di Mélisa Godet

Aiutare chi è in cerca d'aiuto, allungare una mano per avvicinarsi al prossimo. Ispirato alla storia e alle attività della Maison des Femmes di Saint Denis, un centro di ascolto e di accoglienza per donne in difficoltà realmente esistente vicino a Parigi, arriva nelle sale italiane dal 29 ottobre, dopo un'accoglienza calorosa di critica e pubblico in Francia, La Maison des Femmes - la casa delle donne, opera prima della regista francese Mélisa Godet.

Il film ripercorre in chiave di finzione le sfide che operatrici e operatori devono affrontare quotidianamente nell’accogliere e sostenere chi si rivolge loro in cerca di aiuto. "In una società multiculturale sempre più in trasformazione come quella attuale dove alle disfunzioni della violenza di genere si uniscono abusi motivati da antichi e tradizionali retaggi patriarcali, il loro lavoro rappresenta una risorsa preziosa per affrontare le problematiche “al femminile”, dimostrando come una sincera dedizione e sensibilità possano davvero fare la differenza"

La Maison des Femmes-la casa delle donne, protagoniste Karin Viard, Laetitia Dosch e Eye Haïdara, sarà distribuito da Satine Film a partire dal 29 ottobre 2026 accompagnato da numerose anteprime, anche in collaborazione con la Fondazione Kering, che ha fortemente sostenuto il progetto di creazione della vera Maison des Femmes e il cui successo è stato replicato in seguito con la realizzazione di numerose altre sedi in Francia.

La trama di La Maison des Femmes

La dottoressa Diane Khoury dirige un centro di assistenza sanitaria e supporto unico nel suo genere: con ferrea determinazione e grande generosità, insieme all'ostetrica Manon, alla giovane tirocinante Inés e all'energica infermiera Awa, offre le cure e supporto necessari a donne che si trovano ad affrontare le sfide più difficili della vita.

La loro giornata è scandita da visite mediche, sessioni di gruppo e un costante coordinamento con assistenti sociali, psicologi e agenti di polizia. Alternando piccole vittorie e battute d’arresto, sfide e momenti critici per conciliare il lavoro con le esigenze personali, le operatrici sono più che semplici colleghe: sono diventate a loro volta una famiglia, unite dalla missione di aiutare e guarire. Con l’ ausilio di collaboratrici e collaboratori altrettanto motivati, come lo psicologo Alexandre e il contabile Gilles che cerca sempre faticosamente di far quadrare i conti gestendo le poche risorse disponibili, insieme si adoperano per “cambiare in meglio” la vita di tutte le donne che si rivolgono loro in cerca di aiuto.

Ma è proprio quando gli ispettori governativi visitano il Centro per verificarne l’ attività e sostenibilità finanziaria che Diane si trova ad affrontare la sua sfida più grande: con le crescenti esigenze economiche di cui ha bisogno e lo spazio limitato a disposizione per gestire l’ attività riuscirà a garantire il futuro del Centro prima che sia troppo tardi?



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giovedì 20 agosto 2026

Theo da Golden e la forma della felicità: Tom Hanks lo porterà al cinema

"Theo da Golden e la forma della felicità", edito in Italia da Salani, è uno di quei best steller accompagnati da una storia promozionale irresistibile: il suo autore Allen Levi, esordiente settantenne, l'ha autopubblicato nel 2023, nemmeno immaginando che avrebbe raggiunto il mondo intero, in alcuni casi toccando la cima delle classifiche di vendita (è accaduto anche in Italia). Quanto poteva passare prima che Hollywood s'interessasse a un adattamento? Poco. E qui Hollywood è sinonimo di Tom Hanks.

Tom Hanks protagonista e produttore di Theo da Golden e la forma della felicità

Sarà Tom Hanks a interpretare e coprodurre (con Gil Netter e Gary Goetzman) la versione cinematografica di "Theo da Golden e la forma della felicità", titolo italiano di "Theo of Golden", romanzo nato come autopubblicazione del musicista ex-avvocato Allen Levi, pacifico eremita su un'isola della Georgia. Il successo del libro, a quanto si legge su Deadline, si deve all'impegno promozionale di suo nipote Aron Ritchie: del romanzo hanno finito per parlare Washington Post, Wall Street Journal e New York Times, nonché Oprah Winfrey, così il fenomeno è scoppiato definitivamente, in tempo per la ripubblicazione targata Simon & Schuster a fine 2025. Il Theo del titolo è un uomo che arriva nell'immaginaria cittadina di Golden, acquistando in una bottega i ritratti a matita lì presenti, con l'intenzione di restituirli ai soggetti, in una serie di incontri che lo aiuteranno ad affrontare una tragedia che ha segnato il suo passato. Hanks è pronto a mettersi al lavoro, avendo da poco concluso la lavorazione del bellico Greyhound 2, il seguito di Greyhound: Il nemico invisibile, ancora sceneggiato e interpretato da lui stesso. L'attore potrebbe però girare prima il dramma motivazionale a tema sportivo The Comebacker, dove sarà un coach di baseball che risolleva un giocatore (Callum Turner) compromesso da un grave infortunio. Leggi anche Tom Hanks compie settant'anni: ecco alcuni dei grandi film in streaming di questa icona americana



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Fame chimica sì... ma di carne umana: ecco il trailer di The Weed Eaters

La stoner comedy incontra l'horror in questo bizzarro film neozelandese che sarà disponibile nel Letterboxd Video Store dalla prossima settimana. Ecco trailer e trama di The Weed Eaters.

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