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giovedì 13 agosto 2026
Stasera in TV: Film da vedere Giovedì 13 Agosto, in prima serata
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Charlie vs. the Chocolate Factory, anche Kate Winslet si aggiunge al cast del film Netflix
Mentre il pubblico attende il sequel di Wonka, i cui aggiornamenti sono stati recentemente condivisi da Warner Bros., Netflix avrebbe in cantiere un nuovo progetto relativo alla celebre Fabbrica di cioccolato. Si intitola Charlie vs. the Chocolate Factory il film d’animazione tratto sempre da La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl e che, grazie a Netflix, arriverà molto presto anche al cinema.
Annunciato lo scorso aprile, Charlie vs. the Chocolate Factory è descritto come un progetto che offre una reinterpretazione in chiave moderna dell’amatissimo classico letterario con il coinvolgimento nel cast di Taika Waititi e Kit Connor di Heartstopper. E, stando alle recenti novità emerse, anche un’altra diva del cinema avrebbe offerto il suo prezioso contributo.
Charlie vs. the Chocolate Factory, non solo Taika Waititi e Kit Connor: nel cast anche Kate Winslet
Taika Waititi presterà la sua voce alla versione originale di Willy Wonka, mentre Kit Connor sarà Charlie Paley, il bambino che come tanti rischia lo sfratto e per questo ruba una tavoletta di cioccolato Wonka. Atteso nel 2027, il film d’animazione avrebbe finalmente svelato altri nomi nel cast a partire da Kate Winslet. Attrice premio Oscar, si unirà al progetto animato insieme a Nicola Coughlan, Charithra Chandran, Samson Kayo, Christopher Chung e Helena Bonham Carter. Tuttavia non è stato ancora specificato il ruolo che ricoprirà per l’occasione.
Diretto da Jared Stern e Elaine Bogan, Charlie vs. the Chocolate Factory è un film di Netflix Animation Studios atteso in sala dal 5 novembre 2027 per poi approdare in streaming sulla piattaforma in questione dal 22 dicembre dello stesso anno. Come specifica Screen Rant, Sony Pictures Entertainment si occuperà della distribuzione internazionale del film.
La trama del film segue Charlie e i suoi amici in situazioni piuttosto complicate una volta entrati nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, dando una svolta inaspettata alla storia classica che tutti conosciamo. Il cioccolatiere in questione è uscito di prigione dopo aver trasformato un bambino in un mirtillo ed è di nuovo operativo nella sua fabbrica di cioccolato, sperando di contrastare l’amaro della vita con un pizzico di dolcezza, ma le continue intromissioni da parte di Charlie e i suoi amici rallenteranno il suo processo. Ad accompagnare il film d’animazione anche canzoni originali e personaggi inediti.
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Coyote vs Acme: gli eredi di Chuck Jones sono entusiasti del film!
La maggior parte dei commenti americani online sotto i trailer di Coyote vs Acme, il film che la Warner aveva deciso di non distribuire per motivi fiscali e che poi ha ceduto, dopo le proteste degli attori e del pubblico, alla Ketchup Entertainment, si interroga sulla distanza dei cosiddetti executive dall'amore per il cinema e sul motivo per cui abbiano deciso di non distribuire un film di valore. In Italia noi lo vedremo il 2 settembre grazie a Lucky Red, mentre in Nord America arriverà attesissimo nei cinema il 28 agosto. Ad avvalorare il giudizio di chi finora ha potuto vedere un film che è un vero e proprio omaggio alle creature (e ai creatori) dei Looney Tunes che ci hanno regalato tante visioni divertenti, arrivano gli eredi di Chuck Jones, il pittore e animatore americano, autore, tra gli altri, di memorabili short di Wyle E. Coyote e Road Runner.
Coyote vs. Acme ha sorpreso gli eredi di Chuck Jones
Chuck Jones è scomparso nel 2002 all'età di 89 anni, lasciando un'eredità creatura ancora imbattuta e che ha influenzato generazioni di animatori. La Ketchup Entertainment ha fatto vedere Coyote vs. Acme alla figlia, Linda Jones Clough, e al nipote Craig Kausen. The Wrap ha raccolto in esclusiva le loro reazioni al film, di cui i due si sono dichiarati entusiasti. Secondo il nipote, "Chuck ha creato un mondo nell'animazione in cui questi personaggi hanno vissuto e recitato. Questo film è il ponte perfetto tra il mondo che lui ha immaginato e creato e il mondo che noi tutti vediamo nella realtà. I personaggi sono inseriti nella storia alla perfezione, in modo semplice e fluido". La figlia Linda ha aggiunto: "Chuck diceva di non credere che Road Runner e Wile E. Coyote potessero sostenere un intero lungometraggio. Penso che questo film dimostri che si sbagliava". Infine, dopo che entrambi hanno detto che inizialmente speravano solo di apprezzare il film, alla fine "Lo abbiamo adorato". E noi non dobbiamo neanche credergli sulla parola, visto che lo abbiamo visto ed amato. Non perdetelo al cinema dal 2 settembre!
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mercoledì 12 agosto 2026
Samuel L. Jackson ed Eva Green, matrimonio da incubo: in Just Play Dead vogliono uccidersi a vicenda
Se pensavate che il matrimonio fosse già abbastanza complicato senza aggiungere un amante, una truffa milionaria e un omicidio, Just Play Dead è pronto a dimostrarvi che si può decisamente fare di peggio. Il nuovo thriller d'azione riunisce infatti Samuel L. Jackson ed Eva Green nei panni di due coniugi molto lontani dall'idea di “coppia felice”: Jack e Nora Wolfe si amano, forse, ma soprattutto sembrano avere ottimi motivi per cercare di fregarsi a vicenda.
Il film diretto da Martin Campbell, regista di Casino Royale, arriverà in alcune sale statunitensi il 28 agosto 2026, mentre dal 1° settembre sarà disponibile on demand. Al momento non ci sono notizie su una distribuzione italiana, ma già dal primo trailer è evidente che, in questo matrimonio, la fiducia reciproca non sia esattamente una priorità. La domanda è una sola: chi uscirà vivo da questo matrimonio?
Samuel L. Jackson ed Eva Green sono marito e moglie, ma qualcosa va storto
Jack e Nora Wolfe hanno costruito la loro vita grazie a fondi ottenuti illegalmente, ma il castello sta per crollare. Jack confessa alla moglie che entrambi rischiano il carcere e che hanno appena 30 giorni prima di dover fare i conti con la giustizia. La soluzione che propone è tanto semplice quanto folle: sfruttare una polizza sulla vita da 30 milioni di dollari. Jack è infatti assicurato per una cifra enorme e ha già escogitato il piano perfetto. Nora dovrebbe aiutarlo a inscenare la sua morte, permettendo così alla moglie di incassare il denaro senza che nessuno possa collegarla direttamente all'omicidio. Non è tutto: Jack le spiega che, essendo sposati, Nora non può testimoniare contro di lui, anche se dovesse sapere tutto. Sulla carta sembra un piano quasi perfetto... peccato che la donna abbia idee completamente diverse.
<Quando nella storia entra Chad, interpretato da Jason Fernández e presentato come l'amante e la potenziale vittima del piano di Jack, Nora comincia a pensare che potrebbe esserci un modo molto più conveniente per giocare la partita. Perché aiutare suo marito a fingere la propria morte quando potrebbe semplicemente ucciderlo davvero e tenersi i 30 milioni di dollari? Da questo momento Just Play Dead cambia completamente marcia e si trasforma in una sorta di partita a scacchi tra marito e moglie. Jack cerca di anticipare Nora, Nora cerca di liberarsi di Jack e nessuno dei due sembra disposto a concedere all'altro alcun vantaggio. Ma se c'è una cosa che il trailer lascia intuire è che Jack non sarà affatto una vittima facile da eliminare.
Amanti, FBI e tradimenti: la guerra tra coniugi è servita
Come se non bastasse avere due coniugi che cercano di farsi fuori a vicenda, nella vicenda finiscono anche le autorità federali. Nora si ritrova così a dover gestire contemporaneamente il piano per liberarsi del marito, il rapporto con Chad e un'indagine che rischia di far saltare tutto. La donna arriva persino a sedurre il detective incaricato del caso, aggiungendo un altro livello alla già parecchio complicata rete di bugie.
“Tre persone possono mantenere un segreto se due di loro sono morte” scherza Jack nel trailer. Una frase che, considerando i protagonisti, potrebbe essere molto più di una semplice battuta. A rendere Just Play Dead ancora più interessante è la reunion tra Samuel L. Jackson ed Eva Green, che avevano già lavorato insieme in un film completamente diverso. I due attori hanno infatti condiviso il set di Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali nel 2016.
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Abruzzimaginarium: il primo parco immersivo che racconta l'identità di una regione tra teatro, cinema, scienza e natura
Un territorio può essere raccontato come un'esperienza da vivere?
Può la cultura diventare un viaggio immersivo capace di unire teatro, cinema, ricerca scientifica, paesaggio e memoria?
È questa la sfida di Abruzzimaginarium, il nuovo parco esperienziale ideato da Manuele Morgese, direttore artistico del Cinema Teatro Zeta, che sarà inaugurato il 3 settembre nel Parco del Cinema Teatro dell'Aquila.
Inserito nel programma ufficiale di L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, Abruzzimaginarium rappresenta un progetto unico nel panorama italiano: un luogo in cui il patrimonio culturale, artistico e naturalistico dell'Abruzzo viene raccontato attraverso installazioni immersive, scenografie, tecnologie audiovisive e percorsi multisensoriali pensati per coinvolgere adulti, famiglie e bambini. Notoriamente, la regione è stata il set di numerosi film della storia del cinema come Ladyhawke, Il nome della Rosa, ...continuavano a chiamavano Trinità, The American e Un mondo a parte.
Realizzato in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e Abruzzo Film Commission, il parco si sviluppa attraverso cinque grandi cupole geodetiche interconnesse, ognuna dedicata a un diverso aspetto dell'identità abruzzese.
Abruzzimaginarium: cosa offre il parco
Il percorso conduce il visitatore dalla grande tradizione teatrale regionale alla storia del cinema girato in Abruzzo, passando per la Cupola delle Scienze, che ospita un moderno planetario e propone un viaggio dedicato alla ricerca scientifica e alle eccellenze del territorio, con la supervisione scientifica dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN. Si prosegue con l'Abruzzo in miniatura, un racconto in scala dei monumenti simbolo della regione, fino alla Piccola Casa delle Farfalle, concepita con la supervisione dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, dedicata alla biodiversità e al patrimonio naturalistico. Le cinque cupole custodiscono scenografie teatrali, materiali storici, proiettori d'epoca, installazioni multimediali e contenuti immersivi che trasformano la visita in un'esperienza culturale partecipativa, capace di unire divulgazione, spettacolo ed emozione.
Abruzzimaginarium rappresenta il punto di arrivo di un percorso artistico e culturale avviato da Manuele Morgese oltre quindici anni fa. Dopo aver realizzato nel 2012 la prima sala privata di pubblico spettacolo in Abruzzo e aver successivamente ampliato la struttura trasformandola nel Cinema Teatro Zeta, Morgese compie oggi un nuovo passo con la costruzione di cinque padiglioni dedicati alla cultura, alla divulgazione e all'esperienza immersiva. Un progetto che rappresenta il coronamento del percorso artistico e culturale del Teatro Zeta e del suo fondatore, ma anche un'importante occasione di crescita per la città dell'Aquila, destinata ad arricchirsi di uno spazio permanente dedicato alla valorizzazione della propria identità culturale, scientifica e naturalistica.
"Vogliamo raccontare l'Abruzzo non semplicemente mostrandolo, ma facendo entrare il pubblico dentro le sue storie, i suoi paesaggi e la sua cultura", spiega Manuele Morgese. "Abruzzimaginarium nasce dall'incontro tra memoria e innovazione e vuole offrire un'esperienza multimediale e multidisciplinare capace di coinvolgere spettatori di tutte le età. L'inserimento nel programma di L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 rafforza la vocazione del progetto a sperimentare nuovi linguaggi per la valorizzazione del patrimonio culturale e identitario del territorio".
Abruzzimaginarium: il programma inaugurale
L'inaugurazione del parco darà il via a cinque giornate di spettacoli e iniziative dedicate alle famiglie. Il 3 e 4 settembre andrà in scena "Spettacolo Spettacolare", grande omaggio al mondo Disney con la direzione artistica di Manuele Morgese e un cast composto da circa settanta artisti tra allievi delle più prestigiose scuole di danza della città, i cantanti Matteo Siddi e Roberta Gaviano, ballerini, acrobati, performer, musicisti e attori.
Il 5 e 6 settembre sarà invece la volta di un concerto dedicato ai grandi musical italiani e internazionali, degli spettacoli degli artisti di Disequilibre e dei laboratori creativi per bambini, mentre il 7 settembre il programma si concluderà con musica dal vivo e DJ set. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre possibile visitare la straordinaria riproduzione in mattoncini LEGO della Basilica di Collemaggio, realizzata dall'artista sardo Maurizio Lampis, che condurrà anche laboratori dedicati ai più piccoli.
Con un unico biglietto sarà possibile accedere all'intero percorso immersivo delle cinque cupole, accompagnati da guide specializzate, vivendo un'esperienza della durata di circa un'ora che unisce cultura, spettacolo, divulgazione scientifica e valorizzazione del territorio. Più che un parco tematico, Abruzzimaginarium si propone come un nuovo modello di narrazione culturale, capace di trasformare il patrimonio materiale e immateriale di una regione in un'esperienza contemporanea, accessibile e coinvolgente. Un progetto che guarda al futuro della promozione territoriale attraverso linguaggi innovativi, facendo dialogare cultura, creatività e turismo.
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Robin Hood - Il Prezzo del Sangue: torna al cinema l'eroe in una inedita e affascinante versione con Hugh Jackman
Se pensate di aver visto tutte le versioni possibili del mito di Robin Hood, vi sbagliate. Dal 12 agosto arriva al cinema con I Wonder Pictures un film che ribalta la leggenda, mostrandola da un'altra affascinante angolazione. Parliamo di Robin Hood – Il prezzo del sangue di Michael Sarnoski con un magistrale Hugh Jackman. Scordatevi gli allegri comparo in calzamaglia, impegnati in acrobatici combattimenti col palo. a cavalcioni su un tronco sospeso sul fiume, lo sceriffo di Nottingham, le imboscate alle carrozze dei ricchi per donare soldi e preziosi e distribuirli ai poveri. Qua si parla proprio della leggenda di Robin Hood, e se c'è Little John e viene citata anche Lady Marian, la storia che si racconta è molto più realistica e cruda, anche se gli storici non sanno nemmeno se l'abile arciere di cui da secoli si narra, prima oralmente, poi in forma scritta, sia un personaggio realmente esistito.
Robin Hood – Il prezzo del sangue: la storia
Michael Sarnoski, giovane regista rivelatosi con due film acclamati dalla critica come Pig e A Quiet Place - Giorno 1, si rifà per il suo film ad una ballata del diciassettesimo secolo, scritta dunque 4 secoli dopo la supposta esistenza del protagonista, “The Death of Robin Hood”. Fa dunque riferimento agli ultimi giorni di vita del personaggio, trascorsi in un convento. Nel film, Robin è vecchio e stanco, perseguitato dai figli, fratelli e nipoti di coloro che ha depredato e ucciso. Ritrova Little John, suo fedele compagno di scorribande, che gli chiede di aiutarlo a riprendere quella che è diventata sua moglie, la figlia e la fattoria. Quando Robin resta ferito nell'azione, viene trasportato dall'amico in un convento su un'isola, gestito da una giovane priora, che lo accoglie e lo cura senza fare domande, ignorando quanto le loro vite siano intrecciate. Ma il passato di sangue dell'uomo riuscirà a raggiungerlo anche lì.
Robin Hood – Il prezzo del sangue: un cast in stato di grazia
Siamo abituati al trasformismo di Hugh Jackman, capace di passare dal film drammatico e intimista come The Son, al rutilante musical di The Greatest Showman, al cinecomic in cui indossa i panni del mutante Wolverine. Ma stavolta l'attore australiano si è superato, rendendosi quasi irriconoscibile sotto una fluente capigliatura grigia e un barbone che nasconde in parte un volto deturpato dalle cicatrici (per chi lo vedrà in originale, la sua voce mette i brividi). Nel ruolo di un Robin Hood che smentisce il suo stesso mito, e che conserva alcune delle caratteristiche del personaggio pur essendo un molto più realistico brigante medievale, Jackman aderisce perfettamente al personaggio e ha raccontato di questa esperienza:
Ho letto diversi libri al riguardo. Se volete credere che sia esistito, troverete delle prove che lo confermano, ci sono testimonianze di persone attraverso i secoli, fin dal 1100. Ed è cambiato: fino al 1500 era solo un fuorilegge, una persona orribile, un racconto morale. Poi, come le cose hanno iniziato a cambiare politicamente in Inghilterra, c'è stato l'inizio di quella credenza in una ribellione dei servitori all'aristocrazia e ai proprietari terrieri ed è nato questo eroe culturale che sovvertiva le cose e rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ma anche all'inizio, se guardiamo bene, era un cattivo con alcuni tratti onorevoli e aveva delle regole come “non fare del male alle donne”. Perciò nessuno della sua banda feriva le donne, e se qualcuno gli mentiva, lui gli dava luna seconda possibilità e quindi pian piano è diventato un eroe. Questi miti nascono per uno scopo, per soddisfare un bisogno pre esistente.
Al fianco di Jackman nel ruolo di Little John c'è un altro noto attore, abituato a rendersi irriconoscibile sotto l'aspetto di mostruose creature di fantasia come Pennywise e Nosferatu, ovvero lo svedese Bill Skarsgard, che per una volta non indossa una maschera ma ha un aspetto mutato dai segni di una vita violenta. Nella parte della priora Brigid, troviamo l'attrice inglese Jodie Comer, la cui sorte si intreccia in modo bizzarro con quella dell'uomo che a sua insaputa le ha fatto del male. E dalla saga fantahorror di A Quiet Place, Sarnoski porta il sempre più bravo Noah Jupe, nel ruolo molto credibile di un adolescente in cerca di vendetta.
Robin Hood: il mito tramandato oralmente e codificato dal cinema
Se la visione di Sarnoski è quella di un Medioevo cupo e violento, dove i gelidi inverni irlandesi prendono il posto dei verdi boschi inglesi in cui siamo abituati a vedere Robin e i suoi “uomini in calzamaglia”, per citare una celebre parodia di Mel Brooks, è il cinema ad aver cementato l'immagine eroica di un personaggio la cui esistenza affonda nel mito. Impossibile non ricordare i film di cappa e spada che lo hanno visto protagonista, dal Robin Hood del 1922 con l'atletico Douglas Fairbanks Jr. a quello guascone col bellissimo volto di Errol Flynn nel film La leggenda di Robin Hood di Michael Curtiz del 1939, di cui tutte le ragazze dell'epoca si innamorarono e che definì anche nel costume la figura dell'arciere. Nel 1955 il regista inglese Lindsay Anderson in Le avventure di Robin Hood diresse il protagonista Richard Green in un film virtualmente dimenticato, mentre un Robin anziano, reduce dalle Crociate, apparve nel 1976 in Robin e Marian di Richard Lester, con una toccante interpretazione di Sean Connery. Nel 1991 fu la volta di Robin Hood - La leggenda, con Patrick Bergin, che racconta come un nobile divenne un bandito, e nello stesso anno il ruolo fu ricoperto da Kevin Costner in Robin Hood - Principe dei ladri, diretto dall'attore stesso. Abbiamo già citato la spassosa parodia di Robin Hood – Un uomo in calzamaglia, con Cary Elwes, on cui due anni dopo Mel Brooks prende in giro sia la versione di Costner che il classico con Flynn. A dimostrare il successo continuo del personaggio, che ogni attore anela ad interpretare, nel 2010 arriva il Robin pià burbero di Russell Crowe nel film di Ridley Scott, mentre nel 2018 il Robin di Taron Egerton, nel film di Otto Bathurst, racconta in parte la storia delle origini del personaggio, ma fino alla versione di Michael Sarnoski nessuno ha riletto la leggenda in modo così originale, nemmeno la Disney nel suo classico animato del 1973, in cui Robin è una volpe antropomorfa.
Qualunque sia la versione che preferite, se non temete di immergervi nelle atmosfere plumbee e sanguinarie di un film che si interroga sulla costruzione stessa del mito, noi vi raccomandiamo di non perdere al cinema Robin Hood - Il prezzo del sangue, che aggiunge un tassello prezioso a un personaggio immortale, reale o immaginario che sia, dal 12 agosto al cinema.
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martedì 11 agosto 2026
Pretty Princess 3, finalmente parla Julie Andrews: la Regina Clarisse tornerà o no nel sequel?
Da anni i fan di Pretty Princess continuano a chiedersi se Julie Andrews tornerà mai a Genovia. La domanda è rimasta a lungo sospesa tra dichiarazioni prudenti e possibilità accennate, mentre il terzo film prendeva lentamente forma. Ora, però, quella risposta è finalmente arrivata direttamente dalla protagonista. A 90 anni, Andrews ha parlato del nuovo capitolo della saga e ha chiarito, per la prima volta in modo ufficiale, quale sarà il suo ruolo in Pretty Princess 3.
La risposta, purtroppo, non lascia spazio a interpretazioni: Julie Andrews non sarà nel film. L'attrice, che oggi ha 90 anni, ha purtroppo confermato la sua assenza in un'intervista rilasciata a TODAY.com il 10 agosto, esprimendosi per la prima volta in modo netto. “Non sarò nel film2 ha dichiarato, mettendo così fine alle speculazioni.
Julie Andrews non sarà in Pretty Princess 3
Andrews ha spiegato che la storia del nuovo film sarà diversa e che, a suo avviso, è arrivato il momento di lasciare che sia Mia Thermopolis (Anne Hathaway) a occupare completamente il centro della scena.
Penso che la storia debba continuare con la principessa Mia. È la sua storia. Non è davvero la mia.
La decisione, dunque, sembra legata anche all'evoluzione naturale della saga. Nel primo film, uscito nel 2001, Andrews interpretava la regina Clarisse, nonna di Mia e sovrana di Genovia, chiamata a trasformare la goffa adolescente di San Francisco nella principessa destinata a ereditare il trono.
Leggi anche Pretty Princess, una famosa attrice stava per soffiare ad Anne Hathaway il ruolo di Mia ThermopolisNel sequel del 2004, Principe Azzurro Cercasi, Mia era ormai pronta a diventare regina. Dopo aver scoperto che la legge genoviana prevedeva che dovesse sposarsi prima di salire al trono, la giovane finiva coinvolta in un complicato triangolo sentimentale con Nicholas Devereaux, interpretato da Chris Pine. Alla fine, Mia riusciva a cambiare la legge e a diventare regina senza dover rinunciare all'amore. Clarisse, intanto, lasciava il trono dopo aver sposato Joe, interpretato da Héctor Elizondo. Una conclusione che rende possibile il passaggio di testimone al nuovo capitolo, ma che rende anche particolarmente dolorosa l'assenza di Andrews.
Anne Hathaway aggiorna sul film: la storia è cambiata
Quella di Andrews non è però l'unica novità importante arrivata nelle ultime settimane. A luglio, Anne Hathaway ha parlato del progetto, spiegando che gli sceneggiatori hanno trovato una nuova direzione per la storia. Il lavoro sul copione, infatti, è ripartito quasi da zero dopo quella che l'attrice ha definito una sorta di svolta narrativa.
“Penso che abbiamo avuto una svolta nella storia - ha raccontato Hathaway - Penso che ci stiamo muovendo nella direzione giusta”. L'attrice ha anche ammesso che il nuovo percorso ha richiesto di ricominciare il lavoro sulla sceneggiatura, ma che il team è finalmente convinto di aver trovato la versione giusta del film. Resta invece ancora incerta la tempistica della produzione.
Leggi anche Pretty Princess, la scena più imitata del film fu improvvisata da Anne Hathaway: "Non è andata come previsto"La star di Odissea ha spiegato che la sua gravidanza, e l'arrivo del suo terzo figlio, hanno reso difficile stabilire quando potrà effettivamente iniziare le riprese. A dirigere Pretty Princess 3 sarà Adele Lim, sceneggiatrice di Crazy Rich Asians e regista di Joy Ride, che raccoglierà l'eredità di Garry Marshall, scomparso nel 2016 dopo aver diretto i primi due capitoli.
Chi tornerà in Pretty Princess 3?
L'assenza di Julie Andrews apre inevitabilmente una domanda sui personaggi che ritroveremo nel nuovo film. Per il momento, il ritorno di Chris Pine nei panni di Nicholas Devereaux non è stato confermato. Lo stesso vale per Heather Matarazzo, interprete della migliore amica di Mia, Lilly Moscovitz. Qualche indizio in più arriva invece da Robert Schwartzman, che nel primo film interpretava Michael Moscovitz, il primo interesse sentimentale di Mia e fratello di Lilly.
L'attore ha rivelato nel 2025 di aver avuto dei primi contatti per un possibile ritorno, anche se negli ultimi anni si è concentrato soprattutto sulla regia e sulla produzione. Un altro elemento interessante arriva da Meg Cabot, autrice dei romanzi originali da cui è nata la saga. A giugno ha raccontato di aver letto una prima versione della sceneggiatura di Pretty Princess 3, definendola semplicemente “straordinaria”.
Leggi anche Pretty Princess, Anne Hathaway ricorda un'ammirevole abitudine di Julie Andrews sul set: "Trovava sempre il tempo per..."Perché Julie Andrews ha detto no?
In realtà, le parole pronunciate oggi da Andrews non arrivano completamente a sorpresa. Già nel 2022 l'attrice aveva spiegato che un suo ritorno sarebbe stato probabilmente impossibile, sottolineando quanti anni fossero ormai trascorsi dal secondo film. Nel 2024 era stata ancora più prudente, osservando che a volte è meglio “lasciare stare una cosa buona” invece di continuare a sfruttarla fino a esaurirla.
Allo stesso tempo, Andrews aveva lasciato aperta una piccola porta, dicendosi felice all'idea che potesse essere realizzato un nuovo film, pur senza aspettarsi di prendervi parte. Ora, però, quella possibilità è definitivamente sfumata. Per i fan della saga resta comunque un piccolo paradosso: Pretty Princess 3 nasce proprio per riportare il pubblico a Genovia, ma dovrà farlo senza una delle figure che più di tutte hanno contribuito a renderla memorabile.
Ad ogni modo, Andrews sarà la protagonista di un nuovo documentario targato Disney in uscita il prossimo anno . "Sono un po' nervosa - ha confessato - Ma penso che, alla mia età, sia probabilmente il momento giusto per accettare di farlo".
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