sabato 21 marzo 2026

Jessie Buckley prima degli Oscar 2026: “Ho iniziato con i talent show, è stato difficile”

Oggi Jessie Buckley è nota per aver vinto il premio Oscar come migliore attrice per la sua Agnes in Hamnet – Nel nome del figlio durante la cerimonia di premiazione 2026, ma in molti ignorano il suo passato da talent show.

Ampiamente apprezzata per le sue intense interpretazioni su grande e piccolo schermo, Jessie Buckley ha recentemente conquistato pubblico e critica anche per la sua interpretazione protagonista ne La sposa!, interpretando la compagna di Frankenstein. Agli Oscar, però, ha trionfato grazie ad Hamnet e, riflettendo sui propri trascorsi, l’attrice ha ricordato dell’esperienza difficile con i talent show.

Jessie Buckley ricorda i tempi al talent show e alle pressioni da gestire: “All’epoca non me ne resi pienamente conto”

Prima dei grandi premi e dei ruoli di spicco al cinema, Jessie Buckley ha partecipato ai talent show da adolescente. Attrice irlandese, ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo prendendo parte al talent show I’d Do Anything della BBC nel 2008. Fu un’esperienza travolgente, poiché la catapultò sotto la luce dei riflettori in men che non si dica. Purtroppo, però, l’esperienza fu tutt’altro che facile. A distanza di anni da allora, Jessie Buckley ha condiviso le difficoltà che ha vissuto esponendosi agli occhi del pubblico in un periodo della sua vita così delicato. “Ripenso a quel periodo e penso: ‘Che coraggio’. Non so se oggi avrei lo stesso coraggio di allora. Non so se la mia fosse innocenza o ingenuità”, ha rivelato a Vogue.

Cresciuta nella campagna irlandese, Jessie Buckley desiderava esibirsi per lo schermo e, una volta terminati gli studi, ha presentato domanda alla Guildhall School of Music & Drama di Londra, ma è stata respinta e in quel momento si è ritrovata davanti a un bivio: cosa fare? Destino o coincidenza che fosse, scoprì che BBC aveva in corso delle audizioni aperte per il suo talent show I’d Do Anything, un concorso televisivo per scovare attori per una nuova produzione di Oliver nel West End. Jessie Buckley decise di partecipare ai provini e arrivò seconda in classifica perdendo contro Jodie Prenger. Pur non avendo ottenuto quel ruolo, l’esposizione nel talent show le ha offerto la prima notorietà, ma l’attrice ha ricordato anche quanto fosse difficile gestire le pressioni della competizione: “Mi sentivo depressa, non ero proprio in gran forma. C’erano così tante cose che non andavano per il verso giusto”. Ha ricordato come quell’ambiente fosse caratterizzato da “molta derisione per il proprio aspetto fisico e da un’educazione alla femminilità”, mentre stava ancora cercando di conoscere se stessa. “Stavo scoprendo ancora il mio corpo, avevo 17 anni. Ero in un momento di scoperta della mia vita e per noi donne è un’oggettivazione così ingiusta”, ha aggiunto. Ragionando sulle future generazioni, ha precisato: “Spero che una ragazza di 15-17 anni o di qualsiasi altra età non debba mai subire una brutalità simile a quella mostrata in quello show. Ma all’epoca non me ne resi pienamente conto, lo percepii soltanto ed è stato difficile”. Riprendendo l’articolo di Vogue BBC, come spiega People, ha poi rilasciato una dichiarazione richiamando le proprie politiche di “diligenza” che sarebbero state “rafforzate nel corso degli anni”, aggiungendo che qualsiasi reclamo viene trattato con “la massima serietà e attenzione”.

In ogni caso, pur avendo raggiunto il secondo posto, Jessie Buckley aveva deciso di seguire un’altra strada, per cui rinunciò di fare la sostituta di Prenger nella produzione del West End e di dedicarsi al teatro. E tutte le decisioni che ha preso negli anni l’hanno portata ad oggi, vincitrice di un premio Oscar.



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Peaky Blinders: The Immortal Man, Cillian Murphy rivela cosa pensa davvero del taglio di capelli di Tommy amato dai fan

Tommy Shelby è tornato e ad interpretarlo ancora una volta nell’universo di Peaky Blinders è stato Cillian Murphy. Dopo sei stagioni in TV, la famiglia Shelby è tornata in streaming su Netflix, seppur preceduta da una distribuzione limitata in sala, con The Immortal Man, film sequel ambientato negli Anni ’40 durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli Shelby si ritrovano a pagare le conseguenze della guerra, ma anche dell’assenza di Tommy. Suo figlio, infatti, ha deciso di prendere le redini dell’attività di famiglia, costringendo il leader a riapparire dopo l’esilio autoimposto.

Ragionando sul ritorno del suo personaggio sullo schermo, Cillian Murphy ha offerto un commento sul tipico taglio di capelli di Tommy sfoggiato sin dalla prima stagione e riproposto anche dal resto della sua famiglia, seppur ognuno rappresentato a modo proprio. Il taglio di capelli in questione prevedeva la rasatura su entrambi i lati e ogni membro della banda dei Peaky Blinders ne ha poi proposto un’interpretazione personale. Ma cosa ne penserà Cillian Murphy?

Peaky Blinders, Cillian Murphy si esprime sul taglio di capelli degli Shelby

In The Immortal Man Tommy Shelby è costretto a tornare sui propri passi e alla propria realtà a causa di suo figlio Duke. Mentre la Germania nazista procede spedita, un’altra battaglia è in corso a Birmingham: quella tra Shelby. Tommy, esiliatosi dopo gli eventi della sesta stagione, è stato richiamato a casa per mettere in riga suo figlio.

Disponibile in streaming dal 20 marzo 2026, The Immortal Man ha riportato vecchi volti in azione ma ne ha introdotti anche di nuovi, come ad esempio Barry Keoghan scelto per interpretare una versione più adulta di Duke, personaggio in realtà già presente nelle stagioni televisive. Coinvolto nel tour stampa, Cillian Murphy ha affrontato il ritorno della famiglia Shelby dopo anni dall’ultima apparizione televisiva e ha commentato la sua particolare acconciatura diventata un simbolo. Ai suoi occhi, però, non sarebbe la sua prima scelta. All’attore è stato chiesto se ne avvertisse la mancanza e la sua risposta è stata: “No, no. È un’esperienza che mi fa riflettere. Voglio dire, è davvero emozionante pensare che sia diventato un tale fenomeno e che le persone di tutto il mondo, da Buenos Aires al Messico, o in Turchia, stiano guardando la serie tv, è incredibile”.

Nel 2019, l’attore aveva spiegato a Vulture di non utilizzare in genere delle parrucche per le sue performance perché ritenute troppo “finte”. “Con il passare degli anni ho imparato ad accettare di più quel taglio di capelli. E stranamente è diventato un taglio desiderabile tra gli appassionati di moda, il che mi ha lasciato a bocca aperta. È un’ulteriore prova di come la serie si sia infiltrata nella cultura di massa”, aveva commentato.



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Spider-Man: Brand New Day, chi è davvero Scorpion? Il villain di Michael Mando torna dopo 10 anni

Il primo trailer di Spider-Man: Brand New Day ha acceso l’entusiasmo dei fan di tutto il mondo, che finalmente hanno avuto un assaggio del ritorno di Tom Holland nel MCU, ma non solo. Il filmato ha offerto un rapido sguardo a uno dei villain più attesi: Scorpion, interpretato da Michael Mando. L'alter ego di Mac Gargan, introdotto brevemente in Spider-Man: Homecoming, torna sul grande schermo dopo quasi dieci anni, pronto a giocare un ruolo importante nell’ultimo grande capitolo prima di Avengers: Doomsday.

Con un cast ricco di volti importanti, tra cui Jon Bernthal nei panni del Punisher e Mark Ruffalo come Hulk, resta da capire come Scorpion si inserirà in Brand New Day, che arriverà al cinema il 31 luglio 2026, e quanto sarà centrale nel conflitto.

Chi è Scorpion: origini del villain di Spider-Man

Nei fumetti Marvel Comics, Mac Gargan nasce come investigatore privato ingaggiato da J. Jonah Jameson per scoprire il segreto dietro le foto di Spider-Man scattate da Peter Parker. Questo lo porta a sottoporsi a un esperimento finanziato dallo stesso Jameson, che coinvolge il DNA di uno scorpione. Il risultato è tanto potente quanto devastante: Gargan ottiene abilità sovrumane, ma perde progressivamente il controllo mentale, diventando ossessionato dall’idea di distruggere Spider-Man. Indossa così la celebre armatura da Scorpion, dotata di una coda meccanica letale, e si trasforma in uno dei nemici più iconici dell’Uomo Ragno. Nel Marvel Cinematic Universe, però, il personaggio sembra seguire una strada diversa. Il trailer suggerisce un approccio più realistico e “terra-terra”, in linea con il tono che il film sembra voler adottare.

Leggi anche Spider-Man: Brand New Day, chi è il nuovo fidanzato di MJ apparso nel trailer?

Poteri e abilità: quanto è pericoloso Scorpion?

Nella versione a fumetti, l’esperimento conferisce a Gargan forza, velocità, resistenza e riflessi sovrumani, oltre alla capacità di arrampicarsi sui muri e a una sorta di “senso dello scorpione”, simile allo Spider-sense di Peter Parker. Non a caso, in alcune incarnazioni, la sua forza fisica arriva persino a superare quella di Spider-Man. Nel film, invece, tutto lascia pensare ad una versione più realistica: il personaggio interpretato da Michael Mando non sembra possedere poteri sovrumani. Si affida ad un esoscheletro tecnologico avanzato, che ricorda da vicino la tecnologia Stark. Non è escluso, infatti, che il film possa collegare l’origine del suo equipaggiamento proprio all’eredità di Tony Stark, come già accaduto con l’Avvoltoio di Michael Keaton in Homecoming.

Leggi anche Spider-Man: Brand New Day, ecco tutti i villain apparsi nel primo trailer del film

Scorpion sarà il villain principale?

Nonostante il clamore suscitato dal suo comeback, Scorpion potrebbe non essere l’antagonista principale di Spider-Man: Brand New Day. Il film ha introdotto infatti numerosi personaggi e minacce, e il trailer offre solo un breve assaggio del ruolo di Gargan. Secondo i rumor, il villain potrebbe avere un ruolo importante ma non centrale, lasciando spazio ad altri cattivi. Allo stesso tempo, non possiamo escludere che questo film serva a gettare le basi per qualcosa di più grande per il futuro del franchise.

Una possibilità interessante, per esempio, è il collegamento con il simbionte lasciato da Eddie Brock, già visto in Venom: La furia di Carnage. Nei fumetti, infatti, Gargan si fonde con il simbionte, dando vita a una versione di Scorpion ancora più pericolosa. Non sappiamo come si svilupperà la storia ma, a giudicare da quanto visto sino ad ora, Spider-Man: Brand New Day ha tutte le carte in regola per riportare l’Uomo Ragno in una dimensione più realistica ed emotiva, senza rinunciare allo spettacolo del MCU.



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venerdì 20 marzo 2026

Ecco i 10 Film più visti al Cinema in Italia ieri: L'Ultima Missione Project Hail Mary subito al primo posto

Ecco il BoxOffice di Giovedì 19 Marzo 2026, con i 10 film più visti nelle nostre sale e i relativi incassi parziali e totali.

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Dune: Parte 3, ma Duncan Idaho non era morto? Il ritorno di Jason Momoa spiegato

Dune: Parte Tre arriverà nelle sale il 18 dicembre e ha già dato il via alla sua campagna promozionale con un teaser trailer epico. I fan, però, si stanno già ponendo molte domande e una delle più gettonate riguarda la presenza del volto familiare di Jason Momoa. L'attore, in Dune, ha interpretato il ruolo di Duncan Idaho, il fedele “maestro di spada” di Casa Atreides e uno dei più grandi amici e mentori di Paul, interpretato da Timothée Chalamet. Cosa non torna nella sua presenza nel trailer? È presto detto. Duncan ha sacrificato la propria vita su Arrakis, proteggendo Paul e sua madre, Lady Jessica (Rebecca Ferguson), dall’élite assassina dell’Imperatore, i Sardaukar. Com’è possibile che compaia in Dune: Parte Tre, se è morto?

Dune 3: il ritorno di Jason Momoa spiegato

Parliamo allora dell'elefante nella stanza. E non c'è modo migliore per prendere di petto la questione che domandare: “Avete letto i libri?” L’autore di Dune, Frank Herbert, ha costruito un universo ricchissimo di lore, ma il regista Denis Villeneuve ne ha adattato solo una parte nei suoi due blockbuster. Il secondo romanzo della saga, Dune Messiah (che ispira questo nuovo film), approfondisce molto di più quell’universo, introducendo anche un metodo per riportare in vita i morti. Non è nemmeno un grande spoiler: la resurrezione è sempre stata parte integrante dell’universo di Dune, e Herbert ha ideato uno dei sistemi più particolari mai visti nella fantascienza.

Il sistema dei Ghola in Dune

Nell’universo di Dune esistono diverse organizzazioni fondamentali per il funzionamento dell’Impero galattico. I film di Villeneuve e la serie HBO Dune: Prophecy hanno già dato grande spazio alle Bene Gesserit, ma esistono anche altre due fazioni cruciali: la Gilda Spaziale e i Bene Tleilax, maestri dell’ingegneria genetica. Tra le loro creazioni più straordinarie ci sono i “ghola”: esseri umani artificiali ricreati a partire dal materiale genetico di una persona morta, anche da una singola cellula. A differenza dei semplici cloni, i ghola sono inizialmente gusci vuoti, privi di memoria, creati per offrire conforto a chi ha perso una persona cara, restituendone una sorta di copia. Questi individui vengono poi programmati per svolgere determinati compiti, anche se non è sempre chiaro chi controlli davvero le loro azioni.

Cosa significa per la storia il ritorno di Duncan Idaho?

A questo punto, è facile intuire la verità: il Duncan Idaho interpretato da Jason Momoa non torna davvero com’era prima. Viene creato un suo ghola, chiamato Hayt, che pare abbia il compito di addestrare la nuova generazione di guerrieri degli Atreides, proprio come faceva un tempo. Tuttavia, i fan sanno bene che la resurrezione di Duncan e il suo arco narrativo assumeranno un’importanza sempre maggiore nel corso della saga. Come spesso accade con tutto ciò che riguarda Casa Atreides, anche il suo ghola diventa qualcosa di più grande di quanto inizialmente previsto, soprattutto grazie al legame con Paul.

Leggi anche Dune: Parte Tre, l'assenza di Josh Brolin nel primo trailer scatena il panico tra i fan

Secondo Villeneuve, il suo ritorno avrà un peso decisivo. “Jason Momoa ha creato un personaggio estremamente carismatico - ha affermato il regista - Il pubblico ha sofferto per la sua morte nel primo film, e desiderava rivederlo. Il suo ritorno arriva nel momento perfetto della storia. È un ritorno molto importante: Paul è in crisi con la propria identità e la presenza di una figura così forte del passato degli Atreides avrà un impatto enorme”.



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giovedì 19 marzo 2026

Shaun The Sheep: The Beast of Mossy Bottom, è arrivato il trailer ufficiale del nuovo film Aardman

Il terzo lungometraggio con protagonista la furbissima pecorella Shaun debutterà al cinema in autunno. Ecco il trailer di Shaun The Sheep: The Beast of Mossy Bottom, infarcito di divertentissime citazioni del cinema horror classico.

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Buon compleanno Bruce! Ecco i migliori film in streaming interpretati dall'icona Willis

Compie oggi 71 anni la leggenda dell’action Bruce Willis. Attore che ha saputo sempre infondere ironia ai suoi ruoli da “duro”, Willis ha anche regalato al pubblico e alla critica qualche interpretazione magari anche sottovalutata, che avrebbe probabilmente meritato maggiore attenzione quando si tratta di assegnare i premi che contano. Alcune di esse le potete trovare nei cinque film in streaming che abbiamo scelto per augurare buon compleanno a questa icona di Hollywood oggi purtroppo impossibilitata a continuare a lavorare per problemi di salute. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati dall’icona Bruce Willis, oggi 71enne

  • Die Hard -Trappola di cristallo 
  • Pulp Fiction
  • L’esercito delle 12 scimmie 
  • Attacco al potere
  • The Sixth Sense - Il sesto senso

Die Hard -Trappola di cristallo (1988)

Non potevamo ovviamente che partire dall’action-movie diretto da John McTiernan che rende Bruce Willis una leggenda dell’entertainment hollywoodiano. Ambientato quasi interamente dentro il grattacielo della Nakatomi, Die Hard - Trappola di cristallo possiede un personaggio protagonista perfetto per esplicitare il carisma ma anche le doti di attore ironico di Willis. Se poi aggiungiamo il mai dimenticato Alan Rickman come villain d’eccezione, il gioco è fatto. Trovate sceneggiature e regia strepitose, ritmo forsennato, battute che restano impresse. Die Hard -Trappola di cristallo è ancora oggi un gioiello di cinema d’evasione insuperato. merito di Willis e del resto di un cast sublime per questo tipo di film. Disponibile su Rakuten TV.

Pulp Fiction (1994)

Per il film di culto diretto da Quentin Tarantino arrivano alla nomination all’Oscar John Travolta, Uma Thurman e Samuel L. Jackson. E perché Willis non viene considerato come non protagonista? Troppo “star” e popolare? Poco importa, il suo contributo a Pulp Fiction rimane comunque inimitabile, un concentrato di carisma, presenza scenica e arte del recitare davvero impressionante. Rimane davvero poco da scrivere su questo film che ha segnato le generazioni successive di cinefili. Sanguinario, scatenato, folle, brioso, una girandola visiva e di dialoghi senza precedenti. Palma d’Oro a Cannes e Oscar per la sceneggiatura originale. Entrambi meritatissimi. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Infinity +, Apple Itunes, Netflix, TIMVision, Paramount +, NOW.

L’esercito delle 12 scimmie (1995)

Uno dei film maggiormente visionari e amati di Terry Gilliam vede Willis viaggiare nel passato per scongiurare la propagazione di un virus che annienta praticamente il genere umano. Willis offre una prova dolorosa e stralunata, affiancato da Un Brad Pitt che si guadagna la nomination all’Oscar, Madeleine Stowe e Christopher Plummer. L’esercito delle 12 scimmie si guadagna immediatamente lo statuto di film di culto. Non sempre equilibrato, spesso grondante idee visive che girano su se stesse, questo sci-fi rimane comunque capace di generare grande cinema, soprattutto quando non si prende troppo sul serio. A tratti oscuro, sempre ipnotico. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

Attacco al potere (1998)

Questo thriller diretto da Edward Zwick inizia con una sequenza di ostaggi e terrorismo che lascia letteralmente di sasso. Poi la palla passa a un Denzel Washington bravissimo e teso, a cui risponde una Annette Bening febbrile. Willis partecipa nella seconda parte con il ruolo di un militare che mette New York sotto corte marziale. Per lui altra ottima prova a supporto. Attacco al potere è un film purtroppo estremamente contemporaneo, sia per la situaizone del terrorismo come minaccia che per la deriva brutale a destra della seconda parte. Film rivelatorio e per nulla conciliatorio. A noi a suo tempo scosse, e parecchio. Da rivedere senza alcun dubbio. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Disney +.

The Sixth Sense - Il sesto senso (1999)

Chiudiamo con il capolavoro di M. Night Shyamalan a cui William offre una prova diffusa, concentrata e a tratti realmente struggente. Perché nessuna nomination per lui? The Sixth Sense - Il sesto senso possiede una sceneggiatura col contagiri e una regia che ne mette in risalto i momenti terrificanti e quelli invece malinconici, a cui si aggiungono le prove dolorose di Haley Joel Osment e Toni Collette che alla candidatura come non protagonisti arrivano, insieme al film, la regia e la sceneggiatura. Clamoroso successo di pubblico e critica per un horror d’autore impagabile, con un finale commovente e soprattutto sorprendente che scrive la storia del cinema. Fiore all’occhiello nella filmografia di Willis. Disponibile su Rakuten TV, Amazon Prime Video.



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