sabato 5 settembre 2026

V per Vendetta, perché non vediamo mai il volto di V? Ecco il mistero dietro la maschera

Sono passati quasi vent’anni dall’uscita di V per Vendetta, eppure una delle domande più immediate continua a tornare ogni volta che si parla del film: chi c’è davvero sotto la maschera di Guy Fawkes?

Il passato di V viene ricostruito solo per frammenti. Sappiamo che è stato prigioniero a Larkhill, che è sopravvissuto agli esperimenti condotti dal regime e che da quel luogo è uscito completamente trasformato. Tutto ciò che apparteneva alla sua vita precedente, però, sembra essere scomparso insieme alle fiamme che distruggono il centro di detenzione.

Il suo vero nome non viene mai pronunciato. Il suo volto non viene mai mostrato.

L’uomo che esce da Larkhill non esiste più

A Larkhill, V è soltanto il prigioniero della stanza numero cinque. Il trattamento biologico sperimentato sui detenuti uccide quasi tutti, mentre su di lui produce una reazione diversa, rendendolo fisicamente più resistente e trasformandolo nel combattente che incontreremo anni dopo.

Quando V emerge dall’incendio, il film mette fine alla sua identità precedente. Non conosciamo la sua famiglia, la sua professione, il luogo da cui proviene. Nel corso degli anni sono nate teorie che lo vorrebbero vicino al Norsefire, forse per spiegare la sua conoscenza dei meccanismi del regime, oppure legato al mondo dell’arte e della cultura, vista la sua formazione quasi enciclopedica.

Sono però soltanto teorie: né il film né il fumetto hanno mai fornito elementi sufficienti per ricostruire con certezza la sua vita precedente.

La maschera è più importante del volto 

Mostrare chi si nasconde sotto la maschera avrebbe cambiato inevitabilmente il modo in cui guardiamo V.

Un volto gli avrebbe restituito un’età, una storia, un’identità. Un nome lo avrebbe trasformato di nuovo in un singolo uomo, permettendo allo spettatore di leggere la sua missione soprattutto come la vendetta personale di una vittima contro i propri carnefici.

La maschera impedisce, invece, che questo accada.

V resta sospeso tra uomo e simbolo. Il dolore vissuto a Larkhill è il punto di partenza della sua storia, ma con il tempo la sua battaglia supera quella ferita personale e diventa qualcosa di più ampio. È per questo che il regime può tentare di ucciderlo senza riuscire davvero a cancellarlo: può colpire il corpo, ma non ciò che quel corpo ha finito per rappresentare.

Quando migliaia di persone iniziano a indossare la sua stessa maschera, l’identità del singolo ormai non ha più importanza.

Il finale risponde alla domanda, ma senza togliere la maschera

Ma allora chi è davvero V? La risposta arriva negli ultimi minuti del film, anche se non nel modo in cui potremmo aspettarci.

Dopo la morte di V, Londra si riempie di cittadini vestiti esattamente come lui. Per la prima volta quella maschera non appartiene più a una sola persona, ma a un’intera folla. V è diventato un’immagine nella quale chiunque può riconoscersi.

È anche per questo che, quando Finch chiede a Evey chi fosse davvero, la risposta non riguarda un nome o un volto. V coincide ormai con le persone che il regime ha schiacciato, con chi ha perso qualcuno e con chi ha scelto di ribellarsi.

Il film avrebbe potuto mostrarci il suo volto e risolvere il mistero negli ultimi secondi. Sceglie invece di lasciarlo intatto.

Perché l’identità di V, alla fine, non è necessaria per comprendere il personaggio. Il suo passato rimane volutamente senza risposta, mentre il film concentra l’attenzione sul significato che la sua figura assume per Evey e per il resto della popolazione.



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Camp Rock 3, Hudson Stone rivela il miglior consiglio che i suoi genitori gli abbiano mai dato sulla carriera

Camp Rock 3 ha introdotto una nuova generazione di talenti al campo estivo più musicale in casa Disney, incluso Hudson Stone, che dalla sua ha potuto contare sul supporto di una famiglia che ha già conosciuto e sperimentato il prezzo della fama. Hudson, infatti, è figlio di Lindsay Price, attrice nota ai più per aver recitato in Beverly Hills 90210, mentre suo padre è lo chef australiano Curtis Stone. Ma quale consiglio avrà ricevuto dai suoi genitori per gestire l’improvvisa popolarità?

Camp Rock 3, Hudson Stone racconta qual è il consiglio più importante ricevuto dai suoi genitori per affrontare Hollywood così giovane

Camp Rock 3 ha raggiunto la piattaforma streaming di Disney+ dal 14 agosto 2026 riportando il pubblico nuovamente al cospetto dei Connect 3, l’immaginaria boy band di Camp Rock guidata in realtà dai Jonas Brothers. Tutti e tre hanno ripreso i rispettivi ruoli nel terzo film, ma in una fase diversa della loro carriera: desiderosi di scovare la giusta band per aprire il proprio tour nostalgico, i Connect 3 hanno deciso di rivolgersi a Camp Rock.

Hudson Stone, coinvolto nel cast, è un artista giovanissimo (ha 14 anni) e ha raccontato che la sua famiglia è stata di supporto in questo percorso; al tempo stesso ha rivelato che i suoi genitori lo hanno spronato a coltivare interessi e passioni al di fuori della recitazione, evitando che diventasse “tutto il suo mondo”. “Penso che il miglior consiglio sia stato: ‘Assicurati di avere altre passioni al di fuori di questo’. Mi dicevano cose tipo: ‘È molto facile farsi coinvolgere e questo diventa tutto il tuo mondo, il tuo valore e la tua autostima’. Ma per me non sarà mai così. Ho sempre degli interessi al di fuori della recitazione. Amo fare surf, amo scrivere canzoni, amo suonare la chitarra, uscire con gli amici. Finché farò queste cose, finché sarò felice e farò quello che faccio per le giuste motivazioni, allora per me non sembrerà mai lavoro”.

In Camp Rock 3, Hudson Stone interpreta Desi, il fratello spensierato e altrettanto di talento di Sage, interpretata da Liamani Segura, che diventa inaspettatamente un suo rivale durante la competizione lanciata dai Connect 3. “Adoro il personaggio di Desi. È così simile a me nella vita reale. È molto divertente”, ha raccontato l’attore a People.

L’attore ha ammesso che prendere in considerazione dei progetti di recitazione al momento è stato come “andare in vacanza d’estate. Quindi, finché farò così, starò bene. Voglio prendere sul serio la mia carriera d’attore. Mi impegnerò a perfezionare la mia arte, a lavorare su me stesso. Mi sono innamorato della recitazione, di tutti gli aspetti di quest’arte. Si tratta di essere creativi, di metterci del proprio e di entrare in sintonia con il personaggio”. La sua famiglia è stata fondamentale in tutto questo: “Mi hanno guidato in ogni fase del percorso e mi hanno sempre sostenuto, e non ce l'avrei fatta senza di loro. Mia madre, mio ​​padre, mio ​​fratello, mia nonna, i miei zii, i miei nonni... ognuno di loro mi ha sostenuto e aiutato a superare questo momento difficile. Sarò per sempre in debito con loro e li amo moltissimo”, ha concluso.



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Marvel, il tempo stringe: 5 misteri ancora irrisolti prima di Avengers: Doomsday

Spider-Man: Brand New Day è appena arrivato al cinema e Peter Parker è già tornato a far parlare di sé anche fuori dal grande schermo. Il quarto film dedicato al personaggio interpretato da Tom Holland ha infatti conquistato incassi record, superando persino Avengers: Endgame. E se si considera che Endgame rappresentava il punto di arrivo di oltre dieci anni di storie Marvel, mentre Brand New Day si trova dall’altra parte della barricata, il risultato è impressionante. Il film di Destin Daniel Cretton è uno dei primi tasselli della nuova fase del MCU e, soprattutto, un ponte verso ciò che arriverà con Avengers: Doomsday.

Il prossimo film degli Avengers avrà infatti il compito di preparare il terreno per Avengers: Secret Wars, atteso un anno più tardi e destinato a chiudere la Multiverse Saga proprio come Endgame aveva concluso la Infinity Saga. Il problema è che, questa volta, Marvel sembra avere parecchio lavoro in più da fare. La Infinity Saga era riuscita ad arrivare alla sua conclusione lasciando relativamente pochi fili importanti in sospeso. La Multiverse Saga, invece, ha disseminato film e serie Disney+ di personaggi introdotti e poi rimasti in disparte, organizzazioni misteriose, potenziali grandi villain e sottotrame che sembravano destinate a diventare fondamentali e che, almeno per ora, non hanno avuto un seguito.

Alcune potrebbero ancora essere recuperate nei prossimi film. Altre, però, sembrano avere sempre meno spazio a disposizione. E con Avengers: Doomsday e Secret Wars ormai all'orizzonte, il rischio è che alcune delle domande lasciate in sospeso dal MCU debbano aspettare la fine della saga prima di trovare una risposta... ammesso che la trovino.

Skaar, il figlio dimenticato di Hulk

Ricordate Skaar? Il figlio di Bruce Banner comparso alla fine di She-Hulk: Attorney at Law nel 2022 è probabilmente uno dei casi più evidenti. La serie aveva chiuso la sua storia con un piccolo colpo di scena: Hulk tornava da Sakaar con un figlio che nessuno aveva mai visto prima. Nei fumetti Skaar è un personaggio molto importante per la mitologia di Hulk e nasce proprio dagli eventi legati al periodo trascorso da Banner su Sakaar, arrivando poi a essere coinvolto nella violenta storyline di World War Hulk. Il problema è che il MCU deve necessariamente reinventarne le origini, visto che Thor: Ragnarok aveva già utilizzato diversi elementi della saga Planet Hulk.

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Eppure, dopo averlo introdotto, Marvel non ha mai spiegato davvero chi sia Skaar, da dove venga né quale rapporto abbia con suo padre. Nemmeno Spider-Man: Brand New Day, che riporta Mark Ruffalo nel MCU dopo She-Hulk, risolve il mistero. Skaar compare soltanto in una fotografia sulla scrivania di Banner, un piccolo easter egg che il regista ha confermato essere intenzionale. E la situazione rischia di diventare ancora più curiosa considerando che Hulk non figura nel cast annunciato di Avengers: Doomsday, mentre Banner sembra ormai impegnato in un percorso completamente diverso.

Che fine ha fatto Sharon Carter, la Power Broker?

C'è poi una delle svolte più controverse del Multiverse Saga: Sharon Carter è diventata la Power Broker. La serie The Falcon and the Winter Soldier aveva rivelato che l'ex agente dello S.H.I.E.L.D. aveva trascorso gli anni successivi a Captain America: Civil War costruendo un impero criminale a Madripoor. Un ribaltamento sorprendente per uno dei personaggi storicamente più vicini a Captain America, che aveva lasciato una domanda: perché Sharon ha cambiato completamente schieramento?

Il problema è che Marvel non ha mai dato una vera risposta. Dopo quella rivelazione, Sharon non è più comparsa fisicamente in una storia ambientata sulla Sacra Linea Temporale. Né Captain America: Brave New WorldThunderbolts hanno trovato spazio per spiegare cosa stia facendo oggi la Power Broker o quale sia il suo rapporto con il governo americano, nonostante la sua posizione sia diventata ancora più delicata. Al momento non esiste neppure un progetto annunciato ambientato a Madripoor o dedicato al sottobosco criminale del MCU.

Che cosa vuole fare la nuova organizzazione dei Dieci Anelli?

Uno dei misteri più interessanti lasciati da Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli riguarda proprio l'organizzazione criminale al centro del film. Alla fine della storia, Xu Xialing prende il controllo dell'impero costruito da suo padre Wenwu. La scelta è particolarmente importante perché Xialing aveva promesso al fratello Shang-Chi di smantellare l'organizzazione, salvo poi decidere di trasformarla e guidarla personalmente. La nuova versione dei Dieci Anelli introduce anche diverse novità, a partire dalla presenza di donne, che il padre aveva sempre escluso dall'organizzazione. E soprattutto, subito dopo i titoli di coda, Marvel prometteva: “i Dieci Anelli torneranno”.

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Peccato che quella promessa risalga al 2021. Da allora non abbiamo praticamente scoperto nulla su cosa Xialing abbia intenzione di fare con l'enorme potere ereditato dal padre. Shang-Chi tornerà in Avengers: Doomsday e, secondo le informazioni circolate, anche Meng'er Zhang potrebbe riprendere il ruolo di Xialing. Ma inserire la nuova organizzazione dei Dieci Anelli in una storia già destinata a coinvolgere il multiverso, la TVA e una quantità enorme di personaggi sembra tutt'altro che semplice.

La guerra tra vibranio e adamantio è appena iniziata

Questa è probabilmente una delle trame più interessanti che il MCU ha costruito negli ultimi anni e, proprio per questo, è difficile immaginare che possa trovare una vera conclusione prima della fine della Multiverse Saga. Black Panther: Wakanda Forever aveva mostrato una Wakanda sempre più esposta alle pressioni internazionali, con il governo americano interessato a mettere le mani sul vibranio. La situazione si complicava ulteriormente con il conflitto tra Wakanda e Talokan, il regno sottomarino di Namor.

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Poi è arrivato Captain America: Brave New World, introducendo un elemento destinato a cambiare completamente gli equilibri: l'adamantio. Il metallo viene immediatamente presentato come una possibile alternativa al monopolio del vibranio detenuto dal Wakanda e il finale del film lascia inoltre intravedere l'inizio di una trattativa internazionale sulla sua distribuzione. In altre parole, Marvel aveva appena aperto una potenziale corsa agli armamenti tra vibranio e adamantio.

Il problema? Black Panther 3 è stato annunciato per il 2028, quindi dopo la conclusione della Multiverse Saga. Questo significa che una delle più interessanti tensioni geopolitiche costruite dal MCU negli ultimi anni potrebbe non ricevere alcuna risposta prima di Secret Wars.

Che ne sarà di Mephisto?

Il caso più clamoroso è probabilmente quello di Mephisto. Dopo anni di teorie e speculazioni, Ironheart ha finalmente portato nel MCU uno dei villain più attesi dai fan. Interpretato da Sacha Baron Cohen, Mephisto si rivela essere la misteriosa entità che ha fornito i suoi poteri a Parker Robbins e, nel finale della serie, offre un accordo anche a Riri Williams. Mephisto può riportare in vita Natalie, la migliore amica di Riri, ma in cambio vuole qualcosa dalla giovane eroina.

La serie si conclude proprio mentre Riri inizia a giocare con la magia oscura per alimentare la propria armatura, lasciando aperta una porta enorme per il futuro del personaggio e, soprattutto, per il suo rapporto con Mephisto. C'è però un problema: Ironheart non tornerà con una seconda stagione e Riri Williams non figura tra i personaggi annunciati per Avengers: Doomsday. Questo significa che Marvel ha introdotto uno dei villain più importanti dei fumetti senza avere, almeno per ora, un progetto evidente nel quale portare avanti quella trama.

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E così arriviamo al paradosso della Multiverse Saga: Marvel sta per chiudere il suo universo narrativo più ambizioso proprio mentre alcune delle storie più interessanti che ha introdotto sembrano ancora lontanissime da una conclusione. Certo, il MCU ha dimostrato più volte di poter recuperare personaggi e idee anche a distanza di anni, ma Avengers: Doomsday e Secret Wars rappresentano comunque un punto di svolta enorme. Dopo il nuovo inizio, alcune di queste storie potrebbero semplicemente non appartenere più allo stesso universo.



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venerdì 4 settembre 2026

Luciano, Prima di Tutto: Luciano Ligabue narra l'avventura di Radiofreccia in una clip esclusiva del documentario

Finalmente il 4 settembre è arrivato, e lo diciamo per tutti i fan di Luciano Ligabue, che questa sera potranno vedere e ascoltare il loro beniamino in un documentario intitolato Luciano, prima di tutto e girato in occasione del concerto inaugurale dell’arena Milano Santa Giulia intitolato La prima notte. Era il maggio del 2026 e alle splendide immagini della serata si mescola nel film una lunga intervista al rocker di Correggio realizzata da Vera Spadini, che ha curato il film insieme a Giacomo La Gioia e Fabio Mastrapasqua.

L’appuntamento con Luciano, prima di tutto è stasera alle 21.15 su Sky Documentaries e in streaming su NOW. Guarderemo il Liga raccontare i suoi inizi, con la chitarra regalatagli da suo padre e i concerti davanti a pochi amici in un locale di provincia. Lo ascolteremo mentre ci narra del primo Campovolo e dei concerti internazionali, e naturalmente della gioia di suonare insieme a suo figlio Lenny. Ad accompagnare i titoli di coda del doc è Qualcosa per te (Warner Music Italy), il nuovo singolo scritto dall’artista e prodotto da Federico Nardelli e Fabrizio Barbacci. Dal 21 agosto è in radio, quindi lo conoscete perfettamente. Luciano, prima di tutto, che sarà sempre disponibile on demand, è una produzione Sky realizzata da Sky Content Factory.

Entra in NOW e guarda Luciano, prima di tutto

Di Luciano, prima di tutto vogliamo mostrarvi oggi una clip in anteprima esclusiva. L’abbiano amata particolarmente perché si parla dell’esordio nella regia della rockstar, e cioè Radiofreccia, uscito nel 1998. Ispirato ad alcuni racconti del libro “Dentro e fuori dal borgo”, dello stesso Ligabue, è stato prodotto da Domenico Procacci e ha avuto un successo straordinario. Ci riporta a metà degli anni Settanta, per la precisione al tempo della nascita delle prime radio libere. La vicenda si svolge nel Reggiano e il punto di vista del film è quello di Bruno, il fondatore di Radio Raptus, più tardi diventata Radiofreccia. Il film è un lungo flashback, nel quale non mancano gli amici più cari di Bruno. Fra questi, Ivan Benassi detto Freccia, interpretato da un giovane Stefano Accorsi. In fondo è lui il personaggio più importante del film, e il suo monologo ai microfoni della radio dedicato alle cose in cui crede resta indimenticabile.

Nel cast di Radiofreccia c’era perfino Francesco Guccini, purtroppo scomparso di recente. Nella clip che vedrete, Luciano Ligabue parla degli inizi della sua prima avventura cinematografica, confessando che il cinema gli piaceva, ma che l’idea di scrivere una sceneggiatura e soprattutto di stare dietro alla macchina da presa un po’ lo spaventavano.

Dopo Radiofreccia, per cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente, Ligabue ha diretto Da zero a dieci (2002) e Made in Italy (2018), per cui ha preso spunto dal suo omonimo concept album. Anche in questo terzo film l’interprete principale è stato Stefano Accorsi.

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Dopo Dune, il cambio di rotta di Rebecca Ferguson: la nuova sfida è una commedia romantica

Negli ultimi anni Rebecca Ferguson ha dato grande prova di sé recitando in diversi prodotti di fantascienza degni di nota, da Dune diretto da Denis Villeneuve dove ha interpretato Lady Jessica fino a Silo, Serie TV distribuita in streaming su Apple TV in cui interpreta la protagonista Juliette Nichols.

Nonostante le numerose imprese del genere, tra non molto rivedremo l’attrice di nuovo in scena, ma questa volta per un progetto molto diverso. Pare, infatti, che Rebecca Ferguson reciterà da protagonista in una nuova commedia romantica e non sarà da sola. Ecco tutto quello che sappiamo a riguardo.

Honeymoon/Funeral, la nuova rom com con protagoniste Greta Lee e Rebecca Ferguson: tutto sul film

Secondo quanto riferito da Deadline, Rebecca Ferguson condividerà la scena con Greta Lee in una nuova commedia romantica il cui titolo originale è Honeymoon/Funeral. Il progetto avrebbe già avviato le riprese, svoltesi a Londra, e alla regia vedrà Nahnatchka Khan. Ad occuparsi della sceneggiatura è invece Julia Bicknell.

Il titolo scelto per questo film suggerisce già l’impostazione della trama evidenziando il punto in cui si trovano le due protagoniste nella loro vita. Rebecca Ferguson e Greta Lee interpreteranno due donne che si ritrovano su un volo da Los Angeles diretto a Londra ma per due motivi differenti: se una è in viaggio di nozze ma da sola, dopo essere stata piantata in asso all'altare, l’altra invece sta tornando a casa per partecipare al funerale della madre. Quel viaggio e quel momento particolare delle loro vite le avvicinerà inaspettatamente e le due finiranno per trascorrere insieme la settimana a Londra.

Se Rebecca Ferguson negli ultimi anni ha recitato in numerosi film come nel franchise di Mission: Impossible, è apparsa in A House of Dynamite e in Peaky Blinders: The Immortal Man, Greta Lee deve la sua forte notorietà non solo a The Morning Show, ma anche a film come Past Lives, Tron: Ares e The Last House. Ad oggi Honeymoon/Funeral non ha ancora rivelato la data d’uscita.



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giovedì 3 settembre 2026

Stasera in TV: Film da vedere Giovedì 3 Settembre, in prima serata

Stasera in TV, Giovedì 3 Settembre 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Spider-Man Brand New Day batte Avatar, ben due volte

Al boxoffice mondiale l'incasso di Spider-Man Brand New Day con Tom Holland è ormai da capogiro, tanto da aver battuto ben due capitoli della saga di Avatar di James Cameron. Di quali stiamo parlando?

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