lunedì 10 agosto 2026

Wonka 2: prima l'allarme sullo stop, poi la smentita di Warner Bros e il chiarimento dello sceneggiatore

Che fine ha fatto Wonka con Timothée Chalamet? Il sequel diretto che racconta le origini dell’amatissimo cioccolatiere, nato dapprima su carta grazie a Roald Dahl ne La fabbrica di cioccolato, ha rallentato la corsa, ma non è stato ancora archiviato. A condividere novità in merito è stato lo sceneggiatore coinvolto nella produzione.

Distribuito nel 2023 con la regia di Paul King, Wonka è nato come prequel de La fabbrica di cioccolato raccontando le origini di un giovane Willy Wonka nei primi anni da cioccolatiere. Con un incasso di oltre 634 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di 125 milioni di dollari, Wonka ha poi ottenuto il via libera per un sequel la cui produzione tarderebbe a decollare. Ad offrire un aggiornamento in merito è stato lo sceneggiatore Simon Farnaby.

Wonka 2 a che punto è? Lo sceneggiatore offre un aggiornamento sui rallentamenti del sequel

In un’intervista con Variety, Simon Farnaby ha rivelato che l’ostacolo principale per la realizzazione di un sequel di Wonka è proprio il suo protagonista: Timothée Chalamet. A detta dello sceneggiatore, l’attore “vorrebbe farne un altro, ma non è sicuro dei tempi o di cosa voglia fare dopo”. Ecco perché, secondo Farnaby, il sequel sarebbe stato rimandato a tempo indeterminato.

Warner Bros, però, poco dopo ha cercato di fare chiarezza tramite una dichiarazione via e-mail precisando che “le notizie che suggeriscono un ritardo di Wonka 2 sono completamente false. Il team creativo di Wonka è al lavoro sul prossimo capitolo”. Una smentita che ha prontamente rincuorato i fan e ripresa subito dallo sceneggiatore, che via X ha cercato di offrire maggiore contesto alle dichiarazioni precedenti: “Le mie dichiarazioni sono state prese un po' fuori contesto da alcune persone. Non ho assolutamente detto che Wonka 2 non si farà. Un sequel è sempre stato nei piani. Ci stanno lavorando tutti con grande impegno. La WB è intenzionata a farlo. C'è un'ottima sceneggiatura scritta da me e Paul. Timmy vuole farlo (come ho già detto!), si tratta solo di incastrare gli impegni e assicurarci che sia fantastico come sappiamo che può essere - e queste cose richiedono un po' di tempo. Chiedo scusa per il malinteso”.

Wonka racconta di come Willy sia diventato poi il proprietario celebre della Fabbrica di Cioccolato. Il prequel segue i suoi primi passi come aspirante cioccolatiere: il suo obiettivo è aprire la sua cioccolateria alle Galeries Gourmet, ma la notizia non renderà felice i suoi rivali, che faranno di tutto per ostacolare il suo successo. Grazie alla sua performance nel film, Timothée Chalamet ha ottenuto una candidatura ai Golden Globes 2024 come migliore attore in una commedia.



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Hobbit riuniti: Sean Astin, Dominic Monaghan, Elijah Wood e Billy Boyd di nuovo insieme (FOTO)

Tempo di reunion per gli Hobbit, anche se questa volta non esattamente nella Terra di Mezzo. È diventata virale la fotografia scattata da Sean Astin, Dominic Monaghan, Elijah Wood e Billy Boyd, un tempo interpreti rispettivamente di Sam, Merry, Frodo e Pipino nella trilogia principale de Il Signore degli Anelli iniziata con La compagnia dell’anello nel 2001.

Un selfie apparso d’improvviso sugli account social dei diretti interessati ha prontamente catturato l’attenzione dei fan più nostalgici, mentre Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum ha avviato le riprese da settimane riportando la Terra di Mezzo nuovamente in azione. Prossimamente in arrivo al cinema, Caccia a Gollum è uno spin-off della trilogia principale i cui eventi si verificano nel corso della trama de La compagnia dell’anello e ha già confermato il ritorno di Elijah Wood nel cast.

Gli Hobbit più amati della Terra di Mezzo di nuovo insieme: la reunion de Il Signore degli Anelli è virale, ma cosa bolle in pentola?

Sono trascorsi 23 anni dall’ultima volta che Sean Astin, Dominic Monaghan, Elijah Wood e Billy Boyd hanno condiviso lo stesso set ne Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re, terzo ed ultimo capitolo della trilogia principale diretta da Peter Jackson e la loro reunion non è passata inosservata. Durante il weekend, i quattro celebri Hobbit hanno pubblicato un selfie scattato al ristorante La Royal di Cambridge, Massachusetts: “Ci sono tutti i membri della band”, ha scritto Astin in didascalia.

Più tardi anche Dominic Monaghan ha pubblicato un altro selfie della stessa reunion, ma da un’altra angolazione, riprendendo persino una fortunata coppia seduta ad un altro tavolo sullo sfondo. “Quattro mezzuomini. Tre cocktail. Due dessert. Una fantastica serata di conversazione. Altre novità in arrivo”, così ha stuzzicato la curiosità dei fan. E pensare che più di vent’anni fa insieme hanno condiviso una delle avventure fantasy più amate dal pubblico, attraversando la Terra di Mezzo per distruggere l’Unico Anello e sconfiggere Sauron.

Nel 2001 Sean Astin, Dominic Monaghan, Elijah Wood e Billy Boyd hanno unito le forze ne Il Signore degli Anelli: La compagnia dell’anello introducendo i quattro coraggiosi Hobbit nella Terra di Mezzo. Hanno ripreso i rispettivi ruoli poi ne Le Due Torri nel 2002 e ne Il Ritorno del Re nel 2003. Elijah Wood è apparso brevemente anche nella trilogia prequel de Lo Hobbit e riprenderà il ruolo di Frodo anche nello spin-off Caccia a Gollum attualmente in fase di produzione con una data d’uscita fissata per dicembre 2027.



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domenica 9 agosto 2026

Il retroscena su Elf, Will Ferrell fa chiarezza sul rapporto con Jon Favreau

Da anni si vocifera della presunta faida sul set di Elf tra il protagonista Will Ferrell e il regista Jon Favreau. A distanza di 23 anni dall’uscita al cinema dell’amatissimo cult natalizio con protagonista un elfo trentenne alla scoperta delle proprie origini umane, Will Ferrell ha affrontato la presunta faida con il regista e raccontato la verità.

Ancora oggi considerato uno dei migliori film natalizi per le famiglie in tutto il mondo, Elf ha riscosso grande successo di pubblico e critica al momento dell’uscita ed è diventata una grande certezza natalizia agli occhi dei fan. In seguito, sono emerse diverse voci di corridoio in merito ad una presunta faida tra star protagonista e regista, affrontata di recente da uno dei diretti interessati. Cosa avrà da dire in merito Will Ferrell?

Elf, Will Ferrell spiega cosa è successo davvero dietro le quinte con il regista

Si vocifera che durante le riprese di Elf sia emerso del malcontento tra Will Ferrell e Jon Favreau, ma l’attore protagonista ha voluto chiarire il tutto spiegando cosa succedeva davvero dietro le quinte della commedia natalizia. Intervistato durante il podcast di Happy Sad Confused, Ferrell ha raccontato che in realtà i disaccordi sul set derivavano da priorità diverse. Se Will Ferrell ha ammesso di aver “sempre spinto per una comicità un po’ più sciocca”, il regista voleva che il film “avesse una storia e un cuore davvero forti”. A quel punto Ferrell ha precisato: “E così, dopo aver girato una scena un paio di volte, dicevo: ‘Ok, ora capisco cosa intendi’. E poi credo che Jon mi lasciasse semplicemente fare a modo mio, pensandola a sua volta un po’ così, del tipo: ‘Capisco cosa intendi’. E penso che questo tira e molla sia ciò che si vede nel prodotto finito”.

James Caan, che interpreta Walter Hobbs in Elf, il padre di Buddy, nel 2020 aveva raccontato che il motivo per cui non avevano mai realizzato un sequel di Elf dipendeva dal fatto che attore e regista “non andassero molto d’accordo” durante le riprese del primo film. A distanza di anni, Ferrell non ha commentato direttamente questa affermazione, ma ha raccontato di più sulle divergenze creative dietro le quinte. Secondo il suo punto di vista, quei conflitti hanno soltanto contribuito al risultato finale di un film tanto amato ancora oggi.



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Lo stagista inaspettato avrà un remake, ma la novità vi sorprenderà

Lo stagista inaspettato sta per tornare e forse non proprio come ve lo aspettavate. Dopo il successo della commedia con Anne Hathaway e Robert De Niro, è stato approvato un remake coreano che ha finalmente svelato la data d’uscita.

Intitolato in lingua originale The Intern, il remake sudcoreano è stato annunciato ad agosto 2025 e, esattamente un anno dopo, il progetto ha finalmente preso forma rivelando la data d’uscita e anche il primo poster ufficiale. Ma chi figura nel cast?

Lo stagista inaspettato propone un remake sudcoreano che sta già facendo parlare di sé

Nella versione sudcoreana di Lo stagista inaspettato troviamo Choi Min-sik nel cast, scelto per interpretare Ben Whittaker, il personaggio di Robert De Niro che in questo caso ha cambiato nome ed è noto come Kim Ki-ho. La storia, infatti, non è ambientata a New York bensì in Corea del Sud. Ad interpretare invece la giovane amministratrice delegata Sun Woo (versione coreana di Jules Ostin) è Han So-Hee.

Secondo quanto riferito da Deadline, Warner Bros Korea ha fissato una data d’uscita locale per il 16 settembre 2026, mentre non è chiaro quando o se il remake arriverà anche nelle sale internazionali e italiane. Prodotto da Anthology Studio e Warner Bros Korea, il remake coreano è diretto da Kim Do-young.

La versione americana distribuita nel 2015 è invece diretta da Nancy Meyers e ha incassato oltre 194 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando un film di successo anche in Corea del Sud. Nel 2020 era stato annunciato anche un remake indiano di questo film con protagonisti Deepika Padukone e Amitabh Bachchan. Tuttavia lo scorso anno Padukone ha annunciato che non avrebbe più recitato nel film, ma figurando ancora come produttrice. Il remake, da allora, non ha fatto passi in avanti e nel frattempo è stato superato da quello coreano. Così come nella versione americana, la trama racconterà la storia dello stagista senior Ben Whittaker, un settantenne in pensione e annoiato che decide di rispondere all’annuncio e viene assunto per lavorare con Jules Ostin, l’amministratrice delegata di una startup che vende articoli d’abbigliamento.



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Il cameo di Yelena in Spider-Man: Brand New Day è molto più profondo di quello che sembra

In Spider-Man: Brand New Day è apparsa anche Yelena Belova, introdotta in Black Widow e interpretata da Florence Pugh tornata poi come una dei protagonisti di Thunderbolts*. A seguito degli eventi accaduti in quel film, Yelena è diventata parte dei Nuovi Vendicatori, la cui autorità è stata riconosciuta anche in Brand New Day.

Il coinvolgimento di Yelena è stato uno dei numerosi segreti protetti dai Marvel Studios poiché il suo cameo non stato rivelato fino all’uscita del film in sala, esattamente come accaduto per Sadie Sink. Ed è proprio tra questi due personaggi che i fan hanno notato un legame importante: Yelena e Jean Grey hanno molto più in comune di quanto si pensi, eppure questo non è bastato a coinvolgere maggiormente l’ex Vedova Nera.

Spider-Man: Brand New Day non ha sfruttato i parallelismi tra Yelena e Jean Grey

Yelena sarà parte attiva di Avengers: Doomsday ma, dopo Thunderbolts*, si è concessa un cameo anche in Spider-Man: Brand New Day aiutando Peter Parker in una disavventura con una minaccia potente quanto misteriosa. È soltanto grazie all’intervento di Yelena se scopre di più sul vero obiettivo di Jean Grey ma, per tutta la durata del film, il coinvolgimento di Yelena è ridotto all’osso.

Come ha spiegato a Peter Parker, i Nuovi Avengers possono occuparsi soltanto di faccende importanti e quella di Jean Grey, ai suoi occhi, non è considerata tale pertanto può occuparsene tranquillamente Spider-Man. Quest’ultimo, una volta scoperto che la misteriosa villain può spostarsi da una mente all’altra nel raggio di 10 metri, si rivolge ad un’esperta in materia di controllo mentale e visita Yelena nel suo ufficio.

Eppure l’ex Vedova Nera ha un ruolo molto ridotto in Brand New Day, pur avendo molto in comune con Jean Grey. In Black Widow, nel 2021, Yelena è stata introdotta come la sorella di Natasha Romanoff, soggiogata dalla Stanza Rossa e costretta a diventare una Vedova Nera. Come Jean e sua sorella Sarah, anche Yelena e Natasha si considerano sole. Inoltre Jean, come Yelena, inizia il suo percorso non da eroina ma compiendo scelte moralmente discutibili. Parallelismi evidenti ma non approfonditi nel corso del film. Yelena ha scoperto dell’esistenza di Sarah, per cui doveva aver intuito le attività del Damage Control. Ciononostante ha preferito non interferire, lasciando quella battaglia nelle mani di Spider-Man.



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Marvel ha creato la "sua" Suicide Squad? Il piano nascosto in Spider-Man: Brand New Day

Con l’arrivo di Spider-Man: Brand New Day, il Marvel Cinematic Universe ha riportato sotto i riflettori un’organizzazione che, per anni, sembrava avere un ruolo secondario: Damage Control. Nata come semplice agenzia incaricata di gestire le conseguenze degli scontri tra supereroi e villain, la struttura governativa potrebbe nascondere un progetto molto più inquietante.

Dietro controlli, arresti e operazioni di sorveglianza, infatti, potrebbe esserci una filosofia molto simile a quella che ha reso celebre la Suicide Squad della DC: non eliminare necessariamente le minacce, ma trasformare individui dotati di poteri straordinari in strumenti da utilizzare quando serve. Il paragone potrebbe sembrare curioso, soprattutto perché il MCU ha già una squadra che per molti rappresenta la sua versione della Task Force X: i Thunderbolts. Ma, in realtà, sono due cose molto diverse. E proprio questa differenza potrebbe nascondere la vera “Suicide Squad” della Marvel.

I Thunderbolts non sono la Suicide Squad Marvel

Quando i Thunderbolts sono arrivati nel MCU, molti fan li hanno immediatamente paragonati alla squadra di supercriminali della DC. Del resto, entrambe le formazioni riuniscono personaggi moralmente discutibili, spesso lontani dall’immagine dell’eroe tradizionale. Nei fumetti, però, la loro origine racconta una storia completamente diversa. La prima versione dei Thunderbolts nasceva come un gruppo di supercriminali che si fingono nuovi eroi per conquistare la fiducia dell'opinione pubblica dopo l'apparente morte degli Avengers. Con il tempo, però, alcuni di loro finiscono davvero per abbracciare il ruolo di eroi, regalando alla squadra un percorso legato soprattutto al tema della redenzione.

Anche il film Thunderbolts* ha seguito questa direzione, concentrandosi su personaggi feriti, solitari e imperfetti che trovano una sorta di famiglia proprio grazie alle loro esperienze comuni. La Suicide Squad, invece, nasce da un’idea più spietata: il governo recluta criminali e persone sacrificabili per missioni segrete considerate troppo rischiose o moralmente discutibili per gli eroi ufficiali. Non si tratta di un percorso di guarigione, ma di controllo. Ed è proprio questa seconda strada che il MCU potrebbe aver iniziato a esplorare attraverso Damage Control.

Damage Control potrebbe nascondere la vera squadra segreta del MCU

Per molto tempo, Damage Control è stata una presenza marginale nell’universo Marvel. La serie Wonder Man ha però ampliato notevolmente il ruolo dell’organizzazione, trasformandola da semplice ente burocratico a una forza militarizzata. Durante gli eventi dello show, Simon Williams (Yahya Abdul-Mateen II) si introduce in una struttura di massima sicurezza per liberare Trevor Slattery (Ben Kingsley). La scena mostra diverse celle contenenti individui potenziati, suggerendo che l’organizzazione abbia iniziato a raccogliere e monitorare persone con abilità straordinarie lontano dagli occhi del pubblico.

Il dettaglio più interessante arriva dalle parole dell’agente P. Cleary (Arian Moayed), già visto in Spider-Man: No Way Home. Parlando dei poteri di Simon, l’agente non li descrive soltanto come una possibile minaccia, ma anche come una potenziale risorsa strategica. Ed è qui che cambia completamente la prospettiva. Per Damage Control, i superumani non sembrano più soltanto persone da controllare: potrebbero diventare asset, strumenti da utilizzare per proteggere gli interessi del governo. Un concetto molto vicino alla logica di Amanda Waller e della Task Force X.

Spider-Man: Brand New Day potrebbe essere il prossimo tassello

Il ritorno di Damage Control in Spider-Man: Brand New Day rende questa teoria ancora più interessante. Nel film, l’organizzazione torna con un ruolo più importante e una visione apparentemente più aggressiva nei confronti degli individui dotati di poteri. Dopo anni in cui il MCU ha raccontato il rapporto tra eroi e istituzioni soprattutto attraverso gli Avengers, Marvel sembra pronta ad affrontare una domanda diversa: cosa succede quando il mondo inizia ad avere paura dei superumani?

La questione diventa ancora più urgente considerando l’arrivo sempre più vicino dei mutanti nell’universo cinematografico Marvel. Nei fumetti degli X-Men, infatti, uno dei temi centrali è proprio il rapporto conflittuale tra persone normali e individui nati con capacità straordinarie. Il MCU dovrà trovare un nuovo equilibrio: in un mondo dove Spider-Man è diventato un simbolo per molti e gli Avengers sono stati celebrati come salvatori, perché alcuni superumani dovrebbero essere considerati una minaccia?

La risposta potrebbe arrivare proprio da Damage Control. Se l’organizzazione continuerà su questa strada, Marvel potrebbe aver già creato la sua versione della Suicide Squad: non un gruppo di antieroi in cerca di redenzione, ma una struttura governativa pronta a decidere chi può essere un eroe e chi invece deve diventare un’arma. E forse tutto questo era sotto gli occhi dei fan da molto più tempo di quanto sembrasse.



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sabato 8 agosto 2026

Stasera in TV: Film da vedere Sabato 8 Agosto, in prima serata

Stasera in TV, Sabato 8 Agosto 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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