lunedì 12 ottobre 2026

28 anni dopo, il regista gela le speranze dei fan sul terzo film: "Al momento è sospeso"

28 anni dopo ha riportato il mondo afflitto dall’epidemia lanciato nel 2007 al cinema con 28 giorni dopo e oggi come allora è stata una creazione guidata da Danny Boyle. Il regista che ha proposto al pubblico una disavventura sopraffatta dagli infetti ha affrontato di recente il possibile ritorno di Cillian Murphy in un terzo film che dovrebbe concludere la trilogia sequel lanciata nel 2025 con 28 anni dopo e proseguita con 28 anni dopo – Il tempio di ossa nel 2026, diretto da Nia DaCosta.

Proprio quest’ultimo film aveva offerto speranza al pubblico suggerendo il destino di Jim, il personaggio che Cillian Murphy ha interpretato nel primo film guidandolo da protagonista. Stando a Il tempio di ossa, Jim è sopravvissuto e potrebbe avere un ruolo chiave nel terzo ed ultimo film, la cui produzione tarderebbe a decollare. In una recente intervista, Danny Boyle ha condiviso novità dal retrogusto amaro.

28 anni dopo 3, Danny Boyle frena l’entusiasmo dei fan sul film: “Progetto sospeso”

In 28 anni dopo – Il tempio di ossa si è scoperto che Jim, il protagonista del primo film, era sopravvissuto agli eventi. Ora vive insieme a sua figlia, alla quale impartisce lezioni da casa, e la scena in questione suggeriva un ruolo più importante per questo personaggio in un terzo film che dovrebbe completare la trilogia sequel. Ma è probabile che bisognerà pazientare ancora un po’. Ospite del Londo Film Festival, Danny Boyle ha condiviso un aggiornamento poco ottimista: “Al momento è un progetto sospeso, in secondo piano”.

Si vociferava che Cillian Murphy fosse in trattative per riprendere il ruolo di Jim nel terzo film di 28 anni dopo e lo stesso Danny Boyle, non molto tempo fa, aveva riacceso la speranza dei fan: “28 anni dopo 3 o qualunque sarà il suo titolo verrà realizzato, perché le persone continuano a chiederlo. Non so ancora quando accadrà, ma abbiamo una sceneggiatura, ed è ottima, di Alex Garland. Ci sarà anche tanto Cillian Murphy. Se si spoglierà ancora, questo non lo so, ora è un attore da Oscar”.

A distanza di una settimana, come riporta ComicBook, il regista ha rivelato quali sono gli ostacoli principali: trovare chi finanzi il film e sperare che lo sceneggiatore Alex Garland torni: “Alex è stato impegnato con il suo film, che è un progetto enorme”, facendo riferimento all’adattamento cinematografico di Elden Ring.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/yXn3JoM

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

domenica 11 ottobre 2026

New York Film Festival 2026: ecco i film più importanti della kermesse al Licoln Center

Come ogni anno il New York Film Festival appena conclusosi (64a edizione) ha regalato al pubblico una selezione approfondita di quanto proposto nei migliori festival di cinema del mondo, più una nutrita selezione di anteprime mondiali. Tra queste anche Artificial di Luca Guadagnino e Cameron Winter at Carnegie Hall di Paul Thomas Anderson, che purtroppo non abbiamo potuto vedere in quando non sono state organizzate proiezioni per la stampa. Ecco dunque i film più interessanti e/o compiuti visti al NYFF 64. Buona lettura.

Il New York Film Festival 2026 in cinque film

  • 14th
  • Behemoth!
  • The Debut
  • A Long Winter
  • A Statement

14th

Sequel ideale del documentario diretto da Ava DuVernay 13th, uscito nel 2016 e candidato all’Oscar, questo nuovo lavoro presentato in anteprima mondiale al New York Film Festival continua la sua analisi precisa e non edulcorata sull’attacco alla Costituzione che il Governo Trump ha messo in atto negli ultimi ann. Questo nuovo documentario analizza con scrupolo il processo di corrosione che il Presidente degli Stati Uniti ha sistematicamente messo in atto per smentire i cardini democratici del Quattordicesimo Emendamento, redatto ed inserito nella Costituzione alla fine della Guerra Civile per garantire uguaglianza e diritti inalienabili alle minoranze presenti sul suolo americano. 14th è un lavoro diretto e montato con enorme attenzione alla capacità ricettiva del pubblico, e non manca di porre domande scottanti ma fondamentali su cosa sia diventata, e cosa potrebbe purtroppo diventare, la democrazia americana. Prodotto per Netflix come il precedente, 14th merita assolutamente una visione attenta. Ottimo lavoro. 

Behemoth!

A quattordici anni dal suo precedente The Bourne Legacy, lo sceneggiatore e regista Tony Gilroy ha presentato in anteprima mondiale al NYFF 64 il suo nuovo Behemoth!, che vede protagonista assoluto un Pedro Pascal in gran forma. La storia ruota intorno ai problemi familiari e alle disavventure sentimentali del talentuoso violoncellista Alex Serian, il quale si trova a dover fare i conti con un nucleo familiare disfunzionale, amanti aggressive al limite dello stalking, fratelli che raccontano tutto ma tutto in un podcast, e una giovanissima direttrice d'orchestra che è un vero prodigio…Behemoth! si allontana dai lavori precedenti di Gilroy, è un character-study elegante nella messa in scena anche se non sempre ottimamente orchestrato nel ritmo del racconto. Alcune lentezze nel racconto vengono però sopperite da sottotrame spiritose - su tutte quella che vede protagonista una feroce Olivia Wilde - e gli ultimi quindici minuti che si rivelano oggettivamente commoventi. Un film non completamente riuscito ma capace in molti momenti di ipnotizzare. 

The Debut

Dopo il successo di A Real Pain, con tanto di Oscar a Kieran Culkin come attore non protagonista e la nomination all’Oscar per la sceneggiatura originale, Jesse Eisenberg è tornato dietro la macchina da presa con The Debut, commedia dolceamara sull’amore per il teatro e i problemi che esso comporta. Protagonista assoluta del film è una Julianne Moore che impersona una casalinga disperata la quale perde e ritrova se stessa quando decide di partecipare al musical della cittadina in cui vive. Troverà nel regista dell’opera, ottimamente interpretato dal sempre affidabile Paul Giamatti, il burbero ma fondamentale alleato per la sua “rinascita” psicologica. The Debut è un film intelligente, scritto con arguzia e interpretato con notevole adesione ai personaggi. Un divertissement d’autore che non va sempre in profondità ma garantisce momenti di ottimo cinema di genere. Da vedere soprattutto per il cast estremamente affiatato, con in testa una Moore a tratti esplosiva. 

A Long Winter

Andrew Haigh continua nella sua esplorazione dell’animo umano e dei rapporti affettivi con un altro lungometraggio dalla densità emotiva. Ispirato da un racconto breve di Colm Toibin, A Long Winter racconta di una famiglia che vive sulle montagne innevate, lontana dagli altri essere umani, e subisce in un modo o nell'altro questo isolamento. Magnificamente orchestrato nella messa in scena, il film adopera al meglio i bellissimi scenari naturali per costruire una storia di insoddisfazione esistenziale e di dolore del vivere. Più del giovane protagonista spiccano le prove a supporto di Caitriona Balfe e Ebon Moss-Bachrach, davvero perfetti nel raccontare i dissidi sepolti tra moglie e marito. Dopo All of Us Strangers, anche migliore di questo, arriva la conferma che Haigh è in un momento artistico e creativo di indubbio spessore. 

A Statement

Dopo l’exploit de Il caso Spotlight e la conferma de La ragazza di Stillwater, Todd McCarthy mette in piedi un cast corale incredibile per raccontare del convegno che nel 1980, pochi giorni prima dell'elezione di Ronald Reagan, avrebbe potuto cambiare le dinamiche americane e mondiali per la lotta contro l’inquinamento. Scritto adoperando le trascrizioni reali della convention tenutasi in Florida, A Statement possiede un gruppo di attori in stato di grazia, in cui troviamo Jason Clarke, Amy Ryan, Paul Rudd, Tatiana Maslany, Dylan Baker, Nina Arianda. I migliori in scena sono ancora una volta Paul Giamatti, un John Turturro strepitoso e un Evan Peters totalmente in parte. Non ci sorprenderebbe se il film di McCarthy partecipasse da protagonista alla corsa per i premi nella categoria di attore/atrice non protagonista. Conferma vagamente giocosa e malinconica della bontà del cinema di questo cineasta.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/StvIJ0M

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Jessica Chastain, il segreto del sorriso terrificante in Mammina: "L'ho imparato alla Juilliard"

Se avete visto anche solo il poster di Mammina, sicuramente vi sarà rimasto impresso il sorriso di Jessica Chastain, tanto rassicurante in apparenza quanto agghiacciante.

Jessica Chastain e il sorriso inquietante di Mammina

Ospite del Jimmy Kimmel Live!, l’attrice premio Oscar ha raccontato come sia riuscita a costruire quell’espressione, mostrando al pubblico il lavoro fisico e psicologico che si nasconde dietro il suo personaggio.

Per interpretare la misteriosa creatura protagonista del film, Jessica Chastain ha immaginato quanto potesse essere faticoso per un’entità soprannaturale mantenere sembianze umane. Da questa intuizione è nato un sorriso forzato, accompagnato da una tensione muscolare che coinvolge persino il collo. Il suo volto cerca disperatamente di apparire amichevole, ma ogni suo muscolo racconta emozioni molto diverse.

La lezione di recitazione di Jessica Chastain lascia Jimmy Kimmel senza parole

Durante l’intervista, Jessica Chastain ha deciso di mostrare concretamente come realizza quell’espressione. Davanti a un divertito Jimmy Kimmel, l’attrice ha contratto i muscoli del viso, irrigidito il collo e sfoggiato il sorriso terrificante che caratterizza il suo personaggio.

La dimostrazione ha raggiunto il suo momento più incredibile quando Chastain è riuscita a far scendere una lacrima mantenendo perfettamente l’espressione. Alla domanda di Kimmel su come avesse fatto, l’attrice ha risposto: «Sono un’attrice preparata Jimmy!».

La sua formazione alla prestigiosa Juilliard School di New York ha avuto un ruolo importante nello sviluppo delle sue capacità interpretative. In passato, Chastain aveva raccontato di aver affrontato esercizi di recitazione particolarmente impegnativi, tra cui uno che prevedeva di ridere ininterrottamente per dieci minuti, esplorando il rapporto tra corpo ed emozioni.

Di cosa parla Mammina, il nuovo horror con Jessica Chastain?

Diretto da Rob Savage, già regista di The Boogeyman, Mammina è tratto dal romanzo Incidents Around the House di Josh Malerman.

La storia segue una bambina di otto anni, Bela, la cui vita viene sconvolta dall’arrivo di una presenza inquietante che lei chiama Mammina. La creatura si manifesta inizialmente attraverso gli angoli più bui della casa, assumendo progressivamente un ruolo sempre più minaccioso nella quotidianità della famiglia.

Al centro del racconto troviamo una domanda apparentemente innocente che la misteriosa entità rivolge ripetutamente alla bambina: può entrare nel suo cuore?

Con il suo sorriso innaturale e un’interpretazione costruita attraverso un accurato controllo del corpo, Jessica Chastain promette di regalare al pubblico uno dei personaggi più inquietanti della sua carriera.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/inYl0L2

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Hunger Games: L'alba sulla mietitura, come il regista ha pianificato il momento per avvisare Woody Harrelson

L’universo distopico creato da Suzanne Collins sta per tornare sul grande schermo. Dopo il successo della saga principale, Hunger Games ha intenzione di raccontare un’altra storia, quella di Haymitch, scelto come Tributo del Distretto 12 durante la Seconda Edizione della Memoria e parte di una ribellione appena accennata che avrebbe raccolto i frutti dell’operato soltanto anni dopo con l’arrivo di Katniss Everdeen. A detta del regista Francis Lawrence e della produttrice Nina Jacobson, il giovane cast coinvolto ne L’alba della mietitura ha potuto contare sul supporto dei veterani del franchise come Elizabeth Banks e Woody Harrelson. Ma quale contributo hanno offerto al nuovo prequel?

Hunger Games: L’alba sulla mietitura, il regista racconta di quando Woody Harrelson ha scoperto del prequel

A quanto pare le star della saga principale di Hunger Games come Woody Harrelson ed Elizabeth Banks hanno offerto consigli preziosi ai nuovi arrivati per L’alba sulla mietitura. Ambientato ancora una volta nel mondo di Panem, il film ripercorre l’esperienza di Haymitch Abernathy nell’arena di Capitol City in occasione della Seconda Edizione della Memoria, una delle più spietate e crudeli poiché ha richiesto il doppio dei tributi ad ogni Distretto, coinvolgendo in arena non 24, ma 48 tributi. Ad interpretare il giovane Haymitch in questo caso è Joseph Zada. Tra le novità del cast figurano anche Whitney Peak come Lenore Dove, Ben Wang come Wyatt Callow e Molly McCann come Louella McCoy.

Come raccontato dal regista e dalla produttrice, diverse star del franchise originale hanno aiutato i nuovi arrivati a calarsi nei rispettivi ruoli. Ai microfoni di People, Nina Jacobson ha ammesso che il cast originale è stato “molto generoso” con le new entry offrendo consigli: “Sono cresciuti con Katniss. Sono cresciuti con quella saga originale. Avevano un rapporto personale con essa, da fan. McKenna Grace… non c’è fan più grande di lei. Non troverete una fan più accanita di questa serie di McKenna. Ma tutti i ragazzi avevano il loro romanzo, sgualcito, conoscevano benissimo il nostro film, ci sono cresciuti e volevano farne parte per quello che significava per loro quando erano ragazzi”.

Anche altre star già note hanno manifestato interesse per L’alba sulla mietitura, da Glenn Close a Maya Hawke: “Non è nemmeno un ruolo di primo piano. È fondamentale, ma non è un ruolo enorme. Ma Maya mi disse: ‘Sono cresciuta con questi film. Adoro Jennifer Lawrence. È grazie a questo che ho deciso di recitare’. Era entusiasta all’idea”, ha rivelato il regista. Infine a Francis Lawrence è stato chiesto se anche Katniss apparirà nel film: “Parlo con Jen abbastanza spesso. Mi limiterò a dire questo”, ha ammesso senza sbottonarsi troppo. Si vocifera, infatti, che Katniss e Peeta avranno un cameo ne L’alba sulla mietitura, ma il regista non ha voluto confermarlo. Per quanto riguarda Woody Harrelson ed Elizabeth Banks, entrambi sono stati informati del progetto ma, nel caso di Harrelson, il regista ha spiegato di aver agito con cautela: “Non è il genere di persona a cui vorresti rivelare un segreto così importante. Non si può mai sapere se lui rilascerà un'intervista o ne parlerà con qualcuno, e poi, prima ancora che lo sappiano tutti, si ritroveranno a sapere dell'esistenza di un libro su Haymitch. Quindi abbiamo dovuto calcolare bene i tempi, ma lo abbiamo contattato immediatamente per fargli sapere che c'era un libro sul suo personaggio e che stavamo cercando un attore per il ruolo”.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/JYRwFk5

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

The Exorcist, Mike Flanagan trascina due serial killer realmente esistiti nell'universo della saga

E se alcuni dei serial killer più famigerati della storia americana avessero avuto davvero a che fare con il demonio? È da questa inquietante possibilità che sembra partire The Exorcist: I Martiri, il nuovo capitolo del franchise horror diretto da Mike Flanagan e interpretato da Scarlett Johansson. A colpire, nel primo trailer del film, non sono soltanto gli omicidi rituali e le immagini legate alla simbologia religiosa, ma soprattutto il riferimento a due figure realmente esistite: H. H. Holmes e il killer dello Zodiaco.

Il film sembra così voler ampliare i confini dell'horror demoniaco, intrecciandolo con alcuni dei casi criminali più oscuri della storia statunitense. Non si tratta di sostenere che i due assassini fossero realmente posseduti, ma di utilizzare le loro vicende come parte di una mitologia soprannaturale in cui il male potrebbe avere radici molto più profonde di quanto si immagini.

H. H. Holmes e il killer dello Zodiaco: i riferimenti alla cronaca nera americana

H. H. Holmes è considerato uno dei più noti assassini seriali della storia americana. Attivo alla fine del XIX secolo, fu condannato per omicidio e giustiziato nel 1896. La sua figura è diventata, nel tempo, protagonista di numerosi racconti, alcuni dei quali hanno contribuito ad alimentare una reputazione ancora più sinistra, accompagnata da stime spesso esagerate sul numero delle sue presunte vittime.

Il killer dello Zodiaco, invece, terrorizzò la California settentrionale tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta. Autore di una serie di omicidi e di messaggi provocatori indirizzati alle autorità e alla stampa, non è mai stato identificato ufficialmente. Il caso resta uno dei più celebri e controversi della cronaca nera americana. Accostare due figure tanto diverse suggerisce che The Exorcist: I Martiri non si limiterà a raccontare le azioni di un singolo assassino, ma proverà a immaginare una connessione tra delitti lontani nel tempo e nello spazio. Una continuità che, nella finzione di Flanagan, potrebbe avere un'origine demoniaca.

Il male non scompare con la morte del killer

Al centro della vicenda c'è Julie Miller, detective della polizia di New York interpretata da Scarlett Johansson. Tredici anni prima, la donna aveva catturato Father Sunday, un serial killer satanico interpretato da John Leguizamo, responsabile di delitti ispirati al martirio dei santi cattolici. Quando un nuovo assassino torna a colpire, lasciando il nome di Julie scritto con il sangue di un chierichetto nella cripta di una chiesa, la detective è costretta a riaprire un caso che credeva ormai concluso.

Ad aiutarla nelle indagini ci saranno la giovane collega Gina Restrepo, interpretata da Sasha Calle, e padre William, un cappellano carcerario interpretato da Chiwetel Ejiofor che aveva ascoltato l'ultima confessione di Father Sunday. Proprio quell'ultima testimonianza potrebbe contenere informazioni decisive per comprendere la natura dei nuovi omicidi e il legame tra i diversi assassini. La scelta di richiamare figure come Holmes e il killer dello Zodiaco si inserisce nella volontà di Flanagan di contaminare il racconto di possessione con le atmosfere del thriller investigativo.

Il regista ha citato tra le proprie influenze Seven, Il silenzio degli innocenti e L'esorcista III, mentre, in un'intervista a Entertainment Weekly, ha spiegato che le dichiarazioni di alcuni assassini reali, che attribuivano le proprie azioni a presunte influenze demoniache, hanno contribuito a ispirare la storia. L'elemento più inquietante è proprio questo rovesciamento: in un racconto tradizionale di possessione, il male si manifesta attraverso un individuo, mentre qui potrebbe attraversare epoche e criminali diversi, creando una sorta di genealogia del terrore. Anche il richiamo al martirio dei santi assume un significato particolare: una simbologia nata per rappresentare la resistenza della fede alla violenza viene trasformata in uno strumento di paura.

The Exorcist: I Martiri arriverà nelle sale il 12 marzo 2027. Non sarà un sequel diretto de L'Esorcista - Il credente del 2023, né un semplice rifacimento dei capitoli precedenti: Flanagan intende raccontare una storia autonoma all'interno dell'universo soprannaturale della saga. E, almeno da questo primo assaggio, sembra voler spostare l'orrore dalla sola possessione alla possibilità che dietro alcuni dei crimini più inspiegabili della storia si nasconda qualcosa di ancora più oscuro.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/uosKR4V

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

sabato 10 ottobre 2026

L'incidente da incubo sul set di Iron Man 3: Robert Downey Jr. svela di essere svenuto

A vederlo forse non si direbbe, eppure anche Robert Downey Jr. è umano e, come tutti, deve prestare attenzione a quello che fa perché il suo corpo non è indistruttibile. Pur avendo interpretato per anni Iron Man, personaggio che ha messo la propria corazza a dura prova negli anni, Robert Downey Jr. ha raccontato di quella volta in cui, durante le riprese di uno dei suoi film indipendenti, ha dovuto rallentare la corsa a seguito di un incidente.

Robert Downey Jr. ricorda di essere svenuto sul set di Iron Man 3 dopo essersi rotto la caviglia

Durante le riprese di Iron Man 3, Robert Downey Jr. ha raccontato di essersi rotto la caviglia, una spiacevole parentesi che l’ha colto di sorpresa durante quell’esperienza in casa Marvel. Nel 2012, l’attore ha dovuto gestire l’infortunio, come ha raccontato di recente ad un evento organizzato al 92NY di New York. Come riporta People, ha rispolverato la memoria ricordando: “Una volta stavo facendo un salto con una fune, sono atterrato male e mi sono fratturato la caviglia. Nel momento in cui è successo, ho realizzato tutto: ‘Il resto delle riprese cambierà completamente’. Non ho pensato solo alle conseguenze, ma il dolore era così forte che dopo qualche secondo ho perso i sensi”.

Un incidente non da poco conto che ha dimostrato all’attore di non essere invincibile: “Ricordo di aver detto alla troupe, non appena sono riuscito a riprendere la parola, perché di solito dicono: ‘Pausa pranzo, mezz’ora’, allora io ho detto: ‘Pausa pranzo, circa sei settimane’”. All’attore è stato chiesto se avesse impiegato effettivamente sei settimane per riprendersi e ha risposto con una battuta. “No, molto di più. Sono un fiore delicato”.

Tutto ha avuto inizio nel 2008, quando Robert Downey Jr ha introdotto il suo Tony Stark come protagonista di Iron Man nel MCU. Personaggio tra i più amati in assoluto tra i Vendicatori, Tony Stark ha ripreso il ruolo da protagonista in Iron Man 2 nel 2010 e in Iron Man 3 nel 2013. All’epoca, i Marvel Studios avevano reso noto l’infortunio dell’attore e, in un’intervista del 2013, Robert Downey Jr. aveva affrontato la questione spiegando: “Mi sono rotto una caviglia una volta, ma questo ci ha dato il tempo di apportare ulteriori modifiche alla sceneggiatura. Non è una cosa poi così grave. Capita spesso”.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/O61C5GE

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

The Exorcist: I Martiri, ecco il primo trailer italiano del film e la nostra intervista video al regista Mike Flanagan

Si è fatto conoscere prima con alcuni film originali come Oculus, Hush e Somnia, ma la popolarità di Mike Flanagan è esplosa quando ha iniziato a firmare, al cinema e in tv, adattamenti di autori che sono punti cardinali del genere horror come Stephen King e Shirley Jackson, rendendolo uno dei nomi più rispettati e ammirati nel genere a livello mondiale. Il gioco di Gerald, Doctor Sleep e The Life of Chuck al cinema e la nuovissima serie Carrie sono gli adattamenti kinghiani di Flanagan, che poi ha firmato altre amatissime serie horror come The Haunting (da Shirley Jackson) e La caduta della casa degli Usher (da Edgar Allan Poe), ma anche come Midnight Mass.
È con questi biglietti da visita che Flanagan si è presentato all'uscio di un franchise che è nato da uno dei più grandi film della storia dell'horror e del cinema tutto, e che è proseguita nel corso dei decenni con film che, per ragioni oggettive o per pregiudizio, non solo sono rimasti lontanissimi dai livelli assoluti del modello, ma si sono attirati spesso strali da parte dei fan più intransigenti. Ma Flanagan, che è peraltro nato a Salem, la città delle streghe, non ha certo avuto timore, e il prossimo 12 marzo vedremo al cinema il suo nuovissimo The Exorcist: I Martiri, settimo film della serie, che arriva dopo alcuni anni dal tentativo fatto da David Gordon Green di rivitalizzarla con L’Esorcista: Il Credente (primo film di un'immaginata trilogia che non è mai andata oltre il primo capitolo) e che vede Scarlett Johansson protagonista, affiancata da un cast di nomi nomi e meno noti di grande rilevo. Tra questi: Diane Lane, Chiwetel Ejiofor, Jacobi Jupe, John Leguizamo, Laurence Fishburne, Sasha Calle, Hamish Linklater, Kate Siegel, Carl Lumbly, John Gallagher Jr., Benjamin Pajak e Carla Gugino.

The Exorcist: I Martiri: la trama ufficiale e il trailer italiano del film

Tredici anni fa, la detective di New York Julie Miller (Johansson) ha posto fine al regno del terrore del serial killer satanico Padre Sunday. Il caso ha fatto di lei un'eroina, e da allora si è immersa completamente nel lavoro. Ora un nuovo killer scrive il nome di lei con il sangue di un chierichetto sulle pareti della cripta di una chiesa, trascinandola di nuovo nell'oscurità che credeva di aver seppellito insieme a lui. Affiancata dall'ex cappellano del carcere Padre William (il candidato al Premio Oscar® Chiwetel Ejiofor), che ha ascoltato l'ultima confessione di Padre Sunday, e dalla brillante detective alle prime armi Gina Restrepo (Sasha Calle, The Rip), la detective Miller scoprirà un filo conduttore che lega una stirpe di serial killer, da H.H. Holmes allo Zodiac, in grado di corrompere tutto e tutti coloro che ama con un male che va ben oltre la dimensione mortale.

Qui sotto potete vedere il primo trailer ufficiale in italiano di The Exorcist: I Martiri; ma dopo averlo visto non fermatevi e continuate a leggere, perché a parlarci del film troverete Mike Flanagan in persona.

In occasione del debutto di questo trailer, Mike Flanagan ha incontrato la stampa internazionale e, ovviamente, anche noi di Coming Soon. Come avete visto nelle immagini qui sopra, L'Esorcista: Martiri mescola due sottogeneri cinematografici, quello dei film che trattano possessioni demoniache e quello dei film sui serial killer, come accaduto nel terzo film della serie, quello che venne diretto da William Peter Blatty. È questo uno dei temi che abbiamo affrontato con Flanagan nella nostra intervista video, che potete vedere nel riquadro qui in basso.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/m8DK3iA

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web