venerdì 16 ottobre 2026

Dietro Dune - Parte 3 c'è una motivazione inaspettata: la confessione di Denis Villeneuve

Dune si concluderà con un terzo film: a dichiararlo da tempo è stato Denis Villeneuve, che in una recente intervista ha spiegato perché ha voluto realizzare un terzo capitolo con protagonista ancora una volta Paul Atreides, diventato Imperatore.

Dopo il successo di Dune nel 2021 e del sequel diretto Dune – Parte 2 distribuito nel 2024 con un cast guidato da Timothée Chalamet, Denis Villeneuve ha realizzato un terzo capitolo di Dune in uscita a dicembre 2026 sul grande schermo e, in una recente intervista, il regista ha spiegato come questo film si differenzierà dagli altri e soprattutto perché.

Dune – Parte 3, Denis Villeneuve spiega che doveva completare la saga e precisa la principale differenza con i precedenti film

Ai microfoni di Empire, Denis Villeneuve è partito da principio spiegando perché ha voluto proporre al pubblico un terzo film: “L’idea era quella di provare a realizzare un film che avesse lo stesso DNA - è un film di Dune - ma che fosse molto diverso. Ha un ritmo diverso. Ritroviamo gli stessi personaggi, ma questa volta il mondo è completamente cambiato. Le loro psiche, la loro prospettiva sulla realtà sono totalmente cambiate e Paul vive con il peso di ciò che ha creato, cercando di trovare una via d’uscita da questa spirale di violenza”.

Anche se i personaggi sono sempre gli stessi, Villeneuve anticipa che saranno diversi rispetto ai precedenti film e il merito è del lungo salto temporale che Dune – Parte 3 affronterà, riportando il pubblico al cospetto di Paul Atreides ma 17 anni dopo gli eventi di Dune – Parte 2. Dopo aver adattato due film dai romanzi di Frank Herbert, il regista ha deciso che era arrivato il momento di fermarsi con Messiah. “Ho pensato: ‘Forse è una buona idea tornare a questo progetto, non per nostalgia, non perché mi manchi, ma al contrario: ne sono stufo. Voglio essere sicuro di trattare il materiale con rigore. Di non essere compiacente. Ho pensato: ‘Quando avrò finito, avrò bisogno di un razzo potentissimo per allontanarmi da Arrakis’. Quando mi è stato chiesto di dirigere il prossimo Bond, ho detto: ‘Ok, è proprio questo che mi serve’. Missione compiuta”.

Nel cast di Dune – Parte 3 ritroveremo Timothée Chalamet come Paul Atreides, Zendaya come Chani, Florence Pugh come Irulan, Robert Pattinson come Scytale, Rebecca Ferguson come Lady Jessica, Ida Brooke come Ghanima, Jason Momoa come Duncan Idaho e Anya Taylor-Joy come Alia Atreides.



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giovedì 15 ottobre 2026

The Batman 2, subentra un nuovo regista: Matt Reeves rompe il silenzio

Non molto tempo fa è stata annunciata una pausa delle riprese di The Batman 2. Il regista Matt Reeves ha dovuto allontanarsi dal set per motivi personali e da allora non è più tornato, scatenando paure e dubbi tra i fan che da anni attendono un nuovo capitolo dedicato a Bruce Wayne sotto la sua guida.

Ora è emerso un nuovo dettaglio che se da un lato fa ben sperare nel rispetto della data prevista del film, dall’altro scatena ulteriori interrogativi sul ruolo di Matt Reeves. Considerata l’impossibilità del momento, il regista è stato sostituito con un altro nome che potrà portare a termine le riprese principali. A tale proposito si è espresso anche Matt Reeves, cercando di rincuorare i fan più preoccupati.

The Batman 2 prosegue con le riprese, ma con la guida di un altro regista: il commento di Matt Reeves

The Batman 2 ha impiegato più tempo del previsto a prendere forma dietro le quinte e ha modificato più volte la data d’uscita, fermandosi a febbraio 2028. L’allontanamento recente di Matt Reeves dal set ha prontamente scatenato i dubbi tra i fan: riuscirà The Batman 2 a rispettare la tabella di marcia? A quanto pare sì, ma con l’aiuto di un nuovo regista che sostituirà Matt Reeves.

Leggi anche The Batman 2 non si farà più? Cosa c'è dietro lo stop alle riprese

Secondo quanto riferito da Deadline, Steven Soderbergh prenderà il suo posto completando così le riprese principali di The Batman 2, ma sempre seguendo la visione di Matt Reeves. Come riferito in una nota stampa: “Poiché Matt Reeves è impegnato in una questione familiare, Steven Soderbergh, in quanto ammiratore del lavoro di Matt, lo ha contattato e interverrà, con il pieno supporto di DC Studios, per aiutare lo sceneggiatore e regista a completare le ultime settimane di riprese principali di The Batman 2. Matt e Steven lavoreranno a stretto contatto con gli attori e la troupe per realizzare la visione di Matt del film”.

A sua volta anche Steven Soderbergh, regista conosciuto per film come Sesso, bugie e videotape, Magic Mike e Ocean’s Eleven, ha condiviso una dichiarazione: “Ho trovato il lavoro di Matt Reeves su The Batman straordinario; era intenzionale, specifico e rigorosamente coerente. L'obiettivo qui è lavorare con Matt e il suo team per produrre materiale che si integri perfettamente con quello già girato, in modo che Matt possa completare correttamente il suo film”.

Dopo la diffusione della notizia, via X Reeves ha pensato di placare gli animi commentando quanto deciso: “Solo per essere chiari, non sto lasciando The Batman Part II. Sono profondamente grato a Steven per essere venuto in mio aiuto durante questo periodo difficile per aiutarmi a completare le riprese principali. Grazie a tutti per la vostra preoccupazione”.



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La Bambola, l'amore dissacrante fa bene al cuore

Si può essere dissacranti eppure romantici, divertenti ma anche profondamente umani. Lo dimostra il viaggio surreale di un uomo e del suo grande amore. Una bambola. A questo si trova costretto dopo aver tanto sofferto, dopo essere stato lasciato senza pietà dalla compagna di più di dieci anni, senza troppe spiegazioni, se non un “ti vedo come un amico”. E allora il dolce Rémi, pronto a tutto per l’amore, così sensibile, ma non a rimetterci il cuore e la salute, opta per una decisione estrema.

Prima un paio di tentativi non riusciti, poi in Audrey trova la bambola giusta per lui, bionda e occhi azzurri, anche se non escono molto di casa, si godono per lo più il divano del salotto, in uno chalet in mezzo alla natura, guardando appassionanti documentari storici e di guerra. A lui piacciono tanto, lei non dice nulla, quindi sembra apprezzare altrettanto. Una quotidianità serena che va via liscia, almeno fino a quando, praticamente in contemporanea, come a dire, le bizzarre interferenze del destino, Audrey prende vita, e una nuova collega, Patricia, irrompe nella sua quotidianità.

A raccontare con gli strumenti del paradosso, ma con l’efficacia inattesa di un affresco intelligente e profondo sul ruolo della donna nella società di oggi, è Sophie Beaulieu, che ha scritto e diretto La Bambola, in sala dal 15 ottobre per No.Mad Entertainment. Il suo è stato un percorso inconsueto, proprio come il suo esordio, visto che è arrivata al cinema “dopo aver viaggiato molto, ho studiato nei licei francesi di Londra e New York, ho intrapreso studi linguistici in inglese, prima di lasciar perdere perché contemporaneamente stavo facendo teatro. Anche se amavo il cinema, non avrei mai immaginato di fare questo mestiere all'epoca. Ma ripensandoci, tra il teatro e il cinema c’è solo un passo. Un giorno, mentre leggevo un libro su Tarantino, mi è venuta voglia di girare, e allora ho scritto e diretto cinque cortometraggi e gli ultimi due sono stati selezionati in diversi festival internazionali”.

A rendere pienamente credibile questa storia paradossale contribuiscono i protagonisti, garanzia di risate ma anche emozione. Come non amare Vincent Macaigne, uno dei grandi attori del cinema francese, unico nel suo trasmettere tenerezza a una commedia, sempre però ancorando a un realismo grazie al quale è facile identificarsi con lui. E con Cécile de France che, a proposito di paradossi, nonostante il cognome è belga, altra fuoriclasse capace di svariare fra la risata e il dramma in costume senza alcun problema. Sono ovviamente Rémi, il nostro protagonista dal cuore a rischio, e Patricia, la nuova vicina di scrivania in ufficio, che irrompe a sostituire un collega impegnato per la nascita di un figlio nella società di erba sintetica in cui lavorano. Come dire, ogni giorno alle prese con una finzione, che sia la compagna/bambola a casa o un’erba artificiale durante il giorno.

La domanda che ha attraversato la testa di Beaulieu, e di noi spettatori, è cosa penserà la bambola, in questa relazione a senso unico con Rémi, un po’ mito di Pigmalione e un po’ Metamorfosi di Ovidio?. Il nostro protagonista sa che potrebbe essere giudicato, allora nasconde la vera natura della sua compagna a tutti, specie ai genitori e ai colleghi, confidandosi solo con la sorella. L’intelligenza, il gustoso paradosso comico di questo film, è domandarsi quale storia potrebbe mai avere la bambola, una volta diventata viva. Una Barbie di ordinanza, di grande bellezza, che una volta diventata umana interagisce senza freni inibitori, con una schiettezza diretta che diventa esilarante e rappresenta il motore per molte scene divertenti.

Ne emerge un triangolo bizzarro e spiazzante, in cui Rémy, Audrey e Patricia ci pongono di fronte ai luoghi comuni di una società istintivamente maschilista, giocando con gli elementi della commedia romantica, dall’incontro all’esplosione del sentimento, dall’ostacolo improvviso alla ricerca di un happy ending. Come dice la regista, “amo mescolare i generi.. È proprio inserendo una proposta folle, surreale e assurda in un universo realistico che la proposta viene accettata. Ci crediamo, ci entriamo dentro, ed è esattamente quello che ho provato a fare con La Bambola”.



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25 anni dopo, La Mummia 4 regala la reunion che tutti aspettavano (FOTO)

La Mummia 4 ha finalmente mostrato la reunion che i fan di tutto il mondo stavano aspettando. L’acclamato franchise è di ritorno con un quarto capitolo inteso come sequel diretto di La Mummia del 1999 e La Mummia – Il ritorno del 2001, escludendo quindi La Mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone del 2008. A giustificare questa scelta è il ritorno di Rachel Weisz, attrice che nei primi due film ha interpretato l’egittologa Evelyn Carnahan ed è stata poi sostituita da Maria Bello ne La tomba dell’Imperatore Dragone.

Sono trascorsi 25 anni dall’ultima volta che Rachel Weisz e Brendan Fraser hanno condiviso lo stesso set e gli attori sono stati avvistati finalmente insieme durante le riprese de La Mummia 4, attualmente in corso a Londra.

La Mummia 4: Evelyn e Rick di nuovo insieme, le immagini dal set esplodono sui social

L’alchimia tra Brendan Fraser e Rachel Weisz è uno dei segreti del successo del franchise de La Mummia e, a distanza di anni dall’ultima volta, entrambi gli attori sono stati avvistati insieme, abbracciati e sorridenti, durante le riprese del quarto capitolo diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett.

Il progetto ad oggi non ha ancora individuato un titolo ufficiale, ma le riprese sono in corso da tempo, come dimostrato dalle diverse immagini trapelate finora: alcune hanno mostrato Rachel Weisz di nuovo sul set come Evelyn, altre invece hanno immortalato il ritorno di Rick O’Connell. Entrambi alle prese con location e obiettivi apparentemente differenti, hanno scatenato il dubbio tra i fan: quella distanza potrebbe essere intesa come un indizio della loro separazione? A smentire il tutto ci hanno pensato le nuove immagini, che hanno prontamente rincuorato i fan: Rick ed Evelyn sono di nuovo insieme, più sorridenti che mai, che camminano mano nella mano e con le fedi alle rispettive dita.

Con una sceneggiatura di David Coggeshall, La Mummia 4 riporterà sul set anche altre star come John Hannah, Arnold Vosloo, Oded Fehr, Kevin J. O'Connor, Michael Johnston e Numan Acar. La trama non è stata rivelata, così come il titolo ufficiale. Sappiamo, però, che l’attesa è ancora un po’ lunga poiché il film ha fissato come data d’uscita maggio 2028.



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mercoledì 14 ottobre 2026

I migliori film in streaming di Sandra Hüller, in sala con Digger e Fatherland

Dal momento che questa settimana sarà nelle sale italiane con ben due film, ovvero Digger e Fatherland, vogliamo celebrare il talento di Sandra Hüller con i suoi migliori film in streaming. manca purtroppo dalle piattaforme Requiem, il bellissimo dramma psicologico che l’ha lanciata nel 2006 facendole vincere il premio per l'interpretazione femminile al Festival di Berlino. Lo avremmo inserito nella lista senza alcun dubbio. Buona lettura.

I migliori film in streaming di Sandra Hüller, protagonista di Digger e Fatherland

  • Vi presento Toni Erdmann 
  • Un valzer tra gli scaffali
  • La zona d’interesse 
  • Anatomia di una caduta
  • L’ultima missione - Project Hail Mary

Vi presento Toni Erdmann (2016)

Nomination all'Oscar come miglior film straniero, cinque European Film Award tra cui miglior attrice. Insomma Maren Ade con Vi presento Toni Erdmann centra un film che riesce a definire una stagione. E lo fa grazie a una Húller in stato di grazia, la quale riesce a regalare profondità e pathos a una donna qualunque alle prese con un padre e dir poco “problematico”. Commedia amarissima ma ispirata, stracolma di momenti esilaranti e altri che colpiscono a fondo. Il finale è tanto metaforico quanto divertentissimo. Oggettivamente uno dei film europei più interessanti e riusciti negli ultimi vent’anni, un toccasana per lo spirito e una doccia fredda per il nostro ego. Originale e corrosivo. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Rai Play.

Un valzer tra gli scaffali (2018)

Thomas Stuber mette in piedi una commedia che alterna momenti di gentilezza del tocco che ti scavano nel profondo con altri in cui puoi percepire il dolore dei personaggi. E questo grazie soprattutto alla performance ottima dei due protagonisti Hüller e Franz Rogowski, affiatati e capaci di costruire due psicologie diverse tra loro che cominciano pian piano ad attrarsi e compenetrarsi. Un valzer tra gli scaffali perla di lavoratori comuni con tenerezza e senso di appartenenza, cosa non facile da trovare nel cinema contemporaneo. Bel film, in alcuni momenti forse un po’ troppo lento, ma senza alcun dubbio aiutato dalla bravura degli attori. Da recuperare. Disponibile su CHILI.

La zona d’interesse (2023)

Uno dei film più sconvolgenti dei nostri tempi, una rappresentazione della normalità dell’orrore che trova perfetta esecuzione cinematografica. Jonathan Glazer mette in scena La zona d’interesse senza fare alcuna concessione allo spettacolo, cercando invece nel naturalismo della visione un qualcosa che scavalca la realtà stessa per interpretarne i paradigmi umani, o la loro mancanza. Gran Premio della Giuria a Cannes, Oscar per il miglior film internazionale e il sonoro, nomination per il film, la regia e la sceneggiatura. Impossibile descrivere la fattura di questa visione, una rappresentazione dell’inferno dei campi di concentramento che sarebbe piaciuta a Stanley Kubrick. Film epocale. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Anatomia di una caduta (2023)

Nomination all’Oscar come miglior attrice per Sandra Hüller, grandiosa protagonista di un lungometraggio che mette in scena in maniera scioccante come una società ancora profondamente maschilista possa mettere alla gogna una donna che cerca la propria indipendenza attraverso l’arte e scelte non omologate. Justine Triet scrive e dirige Anatomia di una caduta facendone prima un dramma psicologico accurato e originale, poi un film processuale metaforico. Arrivano la Palma d’Oro a Cannes, l’Oscar per la sceneggiatura originale e le nomination per il film e la regia, tra le altre. Spaccato familiare crudele ma verissimo, con un cane a supporto che è un prodigio. Film che mostra le pieghe nascoste e terribili di una società ancora conformista e bigotta. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

L’ultima missione - Project Hail Mary (2026)

Come controparte stringata e precisa del protagonista Ryan Gosling, la Hüller offre una performance che ne esalta la versatilità. È lei il cuore terrestre e generoso de L’ultima missione - Project Hail Mary, film di fantascienza che ispira a essere persone migliori anche quando in ballo c’è la salvezza dell'umanità intera. La prima parte è senza dubbio la migliore, alcune lentezze di fondo nella seconda minano la riuscita complessiva, ma rimane comunque sicuro che si tratta di un film ispirato e sincero. Grande successo di pubblico, più di 300 milioni di dollari incassati soltanto negli Stati Uniti. Arriveranno molte candidature e premi, ne siamo sicuri. Qualcuno sicuramente anche per Sandra, che se lo merita eccome…Disponibile su CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.



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Il Nipote del Mago, il primo trailer del film ci riporta finalmente tra le meraviglie di Narnia

Greta Gerwig ci riporta a Narnia con una storia adattata per la prima volta sul grande schermo e che ripercorre le origini di un universo fantasy che il pubblico ha già imparato a conoscere al cinema. Il nuovo progetto scritto e diretto da Greta Gerwig si intitola Narnia: Il nipote del mago ed è tratto dal romanzo di C.S. Lewis ambientato nell’universo immaginario delle Cronache di Narnia.

Seguendo la cronologia interna della saga letteraria, Il nipote del mago è il primo romanzo seguito poi da Il leone, la strega e l’armadio. L’adattamento cinematografico voluto dalla regista di Barbie ha annunciato già da tempo la data d’uscita, che prevede una distribuzione in sala IMAX a partire dall'11 febbraio 2027, per poi approdare in streaming su Netflix dal 2 aprile 2027. Per combattere l’attesa, ecco il primo trailer ufficiale italiano del Film:

La storia segue i giovani Digory e Polly, amici che cadono nel tranello dello zio Andrew che spinge i ragazzi verso un viaggio misterioso e magico. Ad interpretare il giovane Digory è David McKenna, mentre Polly ha le fattezze di Beatrice Campbell. Ad arricchire il cast di Narnia: Il nipote del mago figurano anche star ben note al pubblico come Emma Mackey, Carey Mulligan, Meryl Streep, Daniel Craig, Kobna Holdbrook-Smith, Denise Gough, Ciaran Hinds e Susan Wokoma.

Greta Gerwig ha raccontato a Tudum di essersi affezionata a questo universo da piccola: “Ero una bambina quando lessi per la prima volta Il nipote del mago e mi innamorai del concetto meravigliosamente improbabile ma assolutamente geniale di un leone cosmico che, con il suo canto, dava vita al mondo di Narnia. Non sapevo che sarei diventata una regista, ma un universo costruito con la musica è un'idea che ho sempre avuto nel cuore. È l'onore di una vita essere stata invitata a immaginarlo e a realizzarlo. Grazie a Le cronache di Narnia di C.S. Lewis, ho creduto nella magia, nei mondi nascosti e nell'avventura. Credevo che ovunque si potesse trovare un luogo incantato e che chiunque potesse essere rapito da un'epopea. Quella meraviglia e quello stupore erano alla portata di tutti, anche di persone comuni come me... Mi hanno trasformata”.



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martedì 13 ottobre 2026

Il Grinch 2 si farà? Ron Howard ha un’idea per il sequel con Jim Carrey

Sono trascorsi 26 anni dall’ultima volta che Jim Carrey ha interpretato il pelosissimo Grinch nell’omonimo film live action tratto dal racconto del Dr. Seuss e il regista Ron Howard è tornato ancora una volta sul possibile sequel, rivelando di avere un’idea interessante da sviluppare.

Tratto da Come il Grinch rubò il Natale, Il Grinch è diventato un cult natalizio, film amatissimo da grandi e piccini che per anni continua ad essere uno dei titoli preferiti delle vacanze di Natale e non stupisce che il pubblico, ancora oggi, sia interessato ad un secondo capitolo ma sempre con protagonista Jim Carrey. A tale proposito, il regista ha ammesso di avere un’idea per la testa.

Il Grinch, il ritorno a Chinonsò sta prendendo forma? Il regista offre un aggiornamento sul sequel

Ambientato nella festosa cittadina di Chinonsò, abitato dai Nonsochi, Il Grinch racconta di un esiliato che detesta il Natale e tutto ciò che comporta, per questo decide di sabotarlo scatenando il panico in città. Ma, con l’aiuto di una bambina, anche il Grinch scoprirà che il suo cuore è capace di crescere e riempirsi d’amore.

Non molto tempo fa, Ron Howard ha rivelato che Imagine Entertainment starebbe sviluppando un sequel de Il Grinch del 2000 e Jim Carrey dovrebbe riprendere il ruolo del peloso protagonista verde. A distanza di tempo, il regista ha offerto maggiori dettagli in merito. Ospite dell’Hamptons International Film Festival 2026, Howard ha ammesso che il progetto è ancora nelle sue fasi iniziali: “È stato un film davvero difficile da realizzare, una vera lotta. Jim ha faticato molto con il trucco. Ora, negli ultimi 10 anni, anche lui ha girato un film [in motion capture] con Bob Zemeckis, quindi di solito si poteva ricreare quel trucco. Durante le prove, quando non era appesantito dal trucco, il Grinch raggiungeva un altro livello. Ed è una cosa entusiasmante. E me ne ero reso conto già da tempo, lavorando a stretto contatto con la parte tecnica, pensando: 'Ehi, ora posso lasciarlo molto più libero'. Ma non avevo ancora un'idea precisa. Non avevo ancora trovato la soluzione. E letteralmente circa, non so, un anno fa, mi è venuta un'idea all'improvviso, che non vi dirò. Ma mi ha entusiasmato e ho iniziato a pensarci seriamente. Poi ne ho parlato prima con [il socio di produzione] Brian [Grazer]. Anche lui si è entusiasmato”.

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Ron Howard ha precisato che il sequel de Il Grinch coinvolgerà anche i suoi collaboratori storici Alec Berg, Jeff Schaffer e David Mandel, che ha definito “sceneggiatori molto divertenti” e che hanno dato “una marcia in più” al primo film. “Non lavorano più insieme, ma vogliono tutti ritrovarsi per metterci mano perché l'idea li entusiasma da matti. E anche Jim ci crede, ma il suo punto di vista - ed è giustissimo - è che dobbiamo essere certi di tirare fuori qualcosa di grande. Nessuno di noi ha bisogno di fare per forza un sequel. Ma se possiamo fare un film che amiamo davvero... lui l'ha detta giusta, io la penso come lui, e staremo a vedere come va”.



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