lunedì 8 giugno 2026

Il Prigioniero: Miguel de Cervantes al cospetto del principe ottomano Alessandro Borghi in una clip in anteprima del film

Uno dei pregi del regista spagnolo Alejandro Amenàbar è il suo eclettismo, sempre accompagnato da grande curiosità. I più lo conoscono e lo ricordano per The Others, il film con Nicole Kidman tratto da "Giro di vite" di Henry James e vincitore di 8 premi Goya. Altri lo rammentano per Abre los Ojos, di cui il film con Tom Cruise Vanilla Sky altro non era che il remake. Amenàbar, però, ama tanto anche la storia del suo paese, di cui ha narrato uno dei momenti più oscuri - la Guerra Civile spagnola del 1936 - in Lettera a Franco, che ricostruiva la vicenda personale dello scrittore e filosofo Miguel de Unamuno. Ne Il Prigionier0, in uscita il 10 giugno con Lucky Red, il regista si spinge decisamente più indietro nel tempo e ci restituisce, mescolando la realtà con la finzione, un pezzo di vita dell’autore spagnolo forse più famoso di sempre: Miguel de Cervantes alias l'autore di "Don Chisciotte".

Il Prigioniero si svolge nel 1575 ad Algeri, dove un giovane Cervantes viene catturato dai corsari ottomani dopo essere stato ferito in battaglia. Per non pensare alla morte imminente, comincia a inventare storie per i suoi compagni di prigionia, che le apprezzano sempre di più e ne desiderano ancora e ancora. Anche il bey di Algeri Hasan resta incantato dalle capacità affabulatorie di Miguel, e tra i due nasce un rapporto particolare insieme a un accordo: per ogni bella storia di Cervantes, il principe ottomano gli concederà ore o giornate di libertà. Il futuro scrittore accetta l'offerta e nel frattempo pianifica una fuga insieme ad altri prigionieri.

Leggendo biografie, saggi e documenti, Alejandro Amenàbar ha scoperto che Miguel de Cervantes fu effettivamente imprigionato al Algeri e ha colmato con l’invenzione i tanti vuoti di informazione su quegli anni difficili. Lui stesso ha scritto la sceneggiatura del film e ha affidato il ruolo del protagonista a Julio Peña, mentre a interpretare Asan ha chiamato il nostro Alessandro Borghi. Li vediamo entrambi, in una clip che vi mostriamo in anteprima esclusiva, mentre attraversano il palazzo del bey per poi recarsi nei suoi lussuosi appartamenti.
Oltre a rendere omaggio a Miguel de Cervantes, Alejandro Amenàbar ha voluto, con Il Prigioniero, celebrare il potere salvifico delle storie, che uniscono, infondono speranza e ci aiutano a rendere più sopportabili i momenti duri, un po’ come fa il cinema, che ci traghetta in mondi lontani e ci fa vivere avventure straordinarie.



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domenica 7 giugno 2026

History: Italian Style - Cinecittà e Film at Lincoln Center celebrano a New York la storia del cinema italiano

La duratura collaborazione tra Cinecittà e Film at Lincoln Center ha portato quest’anno a History: Italian Style (4-25 giugno), una rassegna di ben 29 lungometraggi italiani che ripercorrono la storia non soltanto della nostra cinematografia ma del Paese stesso, coprendo un periodo storico molto ampio. A presentare la rassegna sono arrivati Camilla Cormanni, Responsabile dei Programmi Culturali Internazionali di Cinecittà e Dan Sullivan, Programmer al Lincoln Center che si occupa anche di Open Roads, kermesse che presenta a New York il cinema italiano contemporaneo: “Abbiamo un rapporto di lunga data con Cinecittà - ha dichiarato Sullivan -  Ogni anno cerchiamo di dedicarci sia al cinema italiano contemporaneo che a quello del passato. È stato davvero emozionante il tempo che ho trascorso lavorando con Cinecittà su questi programmi sempre più ambiziosi. L’idea è nata da una conversazione informale tra la mia direttrice Florence Almozini e il regista Pietro Marcello, proprio su quanto sarebbe stato interessante provare a fare il punto e a esaminare i mille modi in cui i grandi registi italiani hanno cercato di rappresentare, elaborare, contestualizzare la storia italiana” “Ogni anno cerchiamo di portare il meglio del nostro cinema classico e contemporaneo - ha continuato la Cormanni - Siamo molto felici e onorati di essere qui ogni anno, siamo molto grati al Film at Lincoln Center per la qualità della programmazione. Questa serie è stata ideata da Dan e da Emiliano Morreale e presenta nuovi restauri e copie preziose in 35 mm. Ci offrono un palcoscenico incredibile e un pubblico incredibili, molto ricettivi nei confronti dei nostri film.”

I titoli compresi in History: Italian Style coprono un arco storico che va dal Neorealismo fino ai nostri giorni, presentando opere di Roberto Rossellini, Bernardo Bertolucci, Federico Fellini, Mario Monicelli, i fratelli Taviani, Luchino Visconti, Francesco Rosi, Lina Wertmuller tra i grandi del passato, mentre tra gli autori contemporanei figurano Mario Martone, Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Laura Samani

Come film d’apertura è stata scelta la versione restaurata di Novecento, il capolavoro di Bernardo Bertolucci che vede nel proprio cast mostri sacri come Robert De Niro, Gerard Depardieu, Donald Sutherland, Stefania Sandrelli, Laura Betti, Sterling Hayden e Burt Lancaster. “Abbiamo fatto il restauro insieme a Vittorio Storaro, il direttore della fotografia. In questo caso si tratta di un restauro in 4K - ha dichiarato Camilla Cormanni - Bertolucci era ancora, per me è un grande ricordo e una grande gioia poter commemorare il suo incredibile capolavoro in un ambiente prestigioso come il Lincoln Center.”

History, Italian Style offre un quadro esaustivo e variegato di come non soltanto il cinema italiano è cambiato nel corso degli ultimi ottant'anni, ma con esso anche il nostro Paese: “Il cinema italiano è sempre stato uno specchio, uno strumento per riflettere sull’identità del Paese e sulla sua storia - ha poi realizzato Sullivan - spero che ciò che emergerà da questa serie sia proprio quanto sia sfaccettato e affascinante tale percorso”.” È stato perfetto anche per noi perché stiamo celebrando l’80° anniversario della Repubblica Italiana - ha continuato la Cormanni - quindi questa rassegna è arrivata proprio al momento giusto per mostrare cosa c’è dietro alla nozione di Italia: siamo un Paese ancora multiforme, con tantissime culture diverse che faticano ancora a fondersi in un'unica nazione. Se pensiamo al nord e al sud d’Italia, sembra quasi che siano paesi completamente diversi anche al giorno d’oggi. E un po’ come New York, insomma, che è un mosaico di culture incredibilmente diverse.”

I primi giorni della rassegna hanno dimostrato una volta quanto il pubblico newyorkese sia affezionato alla nostra cinematografia: “Il pubblico del Lincoln Center è particolare, colto e molto esperto di cinema - ha continuato Camilla Cormanni -Quando si tratta di questo tipo di proiezioni, è davvero una fonte di cultura. New York è stato il nostro pubblico migliore in assoluto, una città che cerca la cultura, che ha fame di cultura. In altre città degli Stati Uniti facciamo fatica a portare film di alto livello, come quelli che vedremo in questa rassegna Qui invece le persone sono molto preparate, prima di tutto. Hanno un profondo amore per l’Italia, per la nostra cultura e non per il pittoresco. Cercano di avere delle risposte su come sia possibile che un piccolo paese come il nostro sia stato in grado di essere all’avanguardia in tutto fin dall’inizio della storia. Penso che qui siano davvero disposti e capaci di comprendere e affrontare le contraddizioni storiche, politiche e sociali che il nostro Paese ha attraversato nell’ultimo decennio.”

A curare la serata di gala che ha aperto History: Italian Style si è occupata la publicist più importante quando si tratta di cinema italiano a New York, ovvero Sally Fischer e la sua agenzia SFPR.

 Ecco il trailer di Novecento:



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Stasera in TV: Film da vedere Domenica 7 Giugno, in prima serata

Stasera in TV, Domenica 7 Giugno 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Grease 2 difeso da Michelle Pfeiffer: "È stata una grande opportunità"

Inteso come sequel di Grease – Brillantina del 1978, Grease 2 ha raggiunto il grande schermo qualche anno dopo, precisamente nel 1982, ma con un cast tutto diverso. Se il primo musical di successo ha potuto contare su John Travolta e Olivia Newton-John, il sequel invece ha scelto Michelle Pfeiffer come protagonista. A distanza di oltre quarant’anni da allora, l’attrice hollywoodiana ha condiviso la sua modesta opinione sul film, difendendolo a spada tratta.

Grease 2: Michelle Pfeiffer ricorda la sua prima, grande esperienza e la difende

A detta di Michelle Pfeiffer, Grease 2 è stata “una grande svolta” per la sua carriera all’epoca e per questo non ha che belle parole per il sequel musical. Dopo Grease, infatti, ha recitato in altri film di successo come Scarface, Le streghe di Eastwick, Batman – Il ritorno, Hairspray – Grasso è bello e più di recente invece è apparsa in Madre!, Maleficent – Signora del Male, Fuga a Parigi e Oh. What. Fun. L’attrice ha dato prova del suo talento anche in TV, recitando recentemente in The First Lady, The Madison e Margo ha problemi di soldi.

Ricordando gli inizi della sua carriera e il successo ottenuto grazie a Grease 2, l’attrice ha difeso il film ai microfoni di Variety: “Per le persone di una certa generazione, è uno dei loro film preferiti, o uno dei loro film preferiti tra quelli che ho girato. Mi sono divertita tantissimo. Ho potuto ballare, ho potuto cantare. Sì, è stata una grande opportunità per me”. Nel 2023, ai microfoni di Entertainment Weekly, l’attrice ha ricordato della sua audizione per il ruolo di Stephanie Zinone: “Non mi aspettavo minimamente di ottenere questa parte. Il mio agente mi ha spedito all’audizione credo soltanto per fare esperienza. Era un vero e proprio raduno di massa: c'erano attori, ballerini e cantanti ovunque, che entravano e uscivano per fare audizioni, e le pareti erano sottilissime. Tutti gli altri attori in attesa di entrare potevano sentire la tua lettura, potevano sentire il tuo canto. Io non ero una cantante. Stavo prendendo lezioni di canto per migliorare la mia voce da palcoscenico, su consiglio del mio insegnante di recitazione. E di certo non ero una ballerina”.

Ha ricordato come Grease avesse alzato troppo la posta in gioco, penalizzando il sequel che non ha ottenuto il successo sperato al botteghino: “Mi sentivo molto a disagio perché c'era un'enorme risonanza mediatica intorno al progetto. Sia io che Maxwell [Caulfield] eravamo degli sconosciuti. C'era un'intensa campagna di marketing incentrata su di noi. Ricordo una pubblicità che diceva 'Troppo hot'. E ho pensato: 'Oh mio Dio, che imbarazzo. E se la gente non mi trovasse attraente? Mi stanno imponendo a forza'. Ricordo di aver sentito molta pressione sulle nostre spalle affinché questo spot avesse successo. Perché il primo era stato amatissimo. Era davvero difficile eguagliarlo”, ha ricordato la Pfeiffer.



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Tom Holland: "Ecco cosa imparerà Peter Parker in Spider-Man: Brand New Day"

Tom Holland è particolarmente fiero di Spider-Man: Brand New Day, soprattutto per il messaggio che veicola. Di ritorno sul grande schermo durante l’estate, il suo Peter Parker offrirà una nuova avventura al pubblico, coinvolgendo anche altri personaggi del MCU come The Punisher e Bruce Banner, entrambi già apparsi nel primo trailer di Sony Pictures.

Quando Peter Parker tornerà in azione in quel di New York, mostrerà anche il suo lato più vulnerabile al pubblico. A distanza di cinque anni da No Way Home, Brand New Day mostrerà Peter alle prese con le conseguenze delle proprie decisioni, ormai isolato da tutto e tutti e costretto a vivere in solitudine. Tutti hanno dimenticato chi è Spider-Man, anche i suoi più cari amici Ned e MJ non hanno alcun ricordo di lui o della loro amicizia e nel frattempo la loro vita è andata avanti. Ma qual è il messaggio mosso dal film di cui Tom Holland andrebbe particolarmente fiero?

Spider-Man: Brand New Day veicola un messaggio importante a detta di Tom Holland: ecco quale

Il ritorno di Spider-Man comporterà tanta azione, ma anche dolore e confusione. Peter Parker è solo ora più che mai dopo quanto accaduto in No Way Home. Oltre ad aver perso zia May in battaglia, Peter ha dovuto rinunciare anche ai suoi amici, il prezzo da pagare per ripristinare il Multiverso. A seguito dell’incantesimo di Doctor Strange, Peter ha condotto una vita pressoché solitaria e in Brand New Day sarà costretto ad affrontare un grosso imprevisto: i suoi poteri non funzionano come si deve e per questo ha bisogno di aiuto.

Ragionando, poi, sulla natura più profonda del progetto, Tom Holland ha raccontato a Collider di essere particolarmente fiero del messaggio proposto dal film, che si rivolge soprattutto alle nuove generazioni: “Credo che la cosa di cui vado più fiero, ripensando a questo film, sia il messaggio che trasmette. Spero davvero che i giovani di tutto il mondo lo guardino e comprendano l'importanza della comunità e che non bisogna affrontare tutto da soli. Nell'era digitale, è fin troppo facile rimanere chiusi in camera e sprecare ore a scorrere i social, ma non c'è niente di meglio che uscire di casa e socializzare con gli amici. Questa è solo una delle tante lezioni che Peter impara in questo film”.

Nel trailer, infatti, ad un certo punto vediamo Peter di nuovo in compagnia di Ned e MJ, ma evita di raccontare troppo di sé, a partire dal suo nome che preferisce non svelare. Per scoprire di più dovremo attendere il 29 luglio 2026.



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Un anno da brividi, e siamo solo a metà: i 5 migliori film horror del 2026 (finora)

Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente generoso per l’horror. Non nel senso banale del termine, ma in quello in cui un autore come Sam Raimi torna con un nuovo film e ci ricorda, senza sforzo, perché il suo nome è diventato sinonimo di cinema di genere. Ed è anche l’anno in cui una creepypasta online riesce a trasformarsi in puro terrore esistenziale sul grande schermo. E siamo solo a metà anno.

La cosa più interessante, però, è la varietà. L’horror continua a essere uno dei pochi territori davvero liberi, dove i registi possono osare senza compromessi. Può essere intimo o cosmico, ironico o devastante, oppure tutte queste cose insieme. Può trasformare una riunione di famiglia in un incubo, o rendere un semplice corridoio più inquietante di qualsiasi mostro. Ed è anche il genere in cui un giovane regista nato su YouTube, come Kane Parsons, può arrivare a firmare un horror per il cinema.

Ecco i 5 migliori film horror del 2026... finora.

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Ben - Rabbia Animale: una scimmia rabbiosa diventa puro caos

Ben - Rabbia Animale recupera tutta la tradizione dei creature feature, quei film essenziali che partono da un’idea semplice e la portano all’estremo. La premessa è tanto immediata quanto inquietante: cosa succede quando uno scimpanzé già pericoloso diventa una forza di distruzione totale? Il film non perde tempo in spiegazioni. Lancia subito lo spettatore nel caos e lo costringe a reagire. Crudo, serrato e brutale, dimostra che l’horror non ha bisogno di miti complessi per funzionare: a volte basta un animale fuori controllo.

Obsession: il lato oscuro di un desiderio esaudito

Obsession, il nuovo horror di Curry Barker, racconta la storia di Bear, un giovane impacciato che lavora in un negozio di musica ed è segretamente innamorato della sua migliore amica e collega Nikki. Quando scopre un oggetto misterioso, il One Wish Willow, decide di usarlo per esprimere il suo più grande desiderio: che Nikki lo ricambi. Il desiderio si avvera subito… ma nel modo più inquietante possibile. Barker costruisce il vero terrore non sul rifiuto, ma sull’idea opposta: ottenere esattamente ciò che si vuole, scoprendo troppo tardi che un amore senza consenso non è amore, ma qualcosa di mostruoso.

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28 Anni Dopo - Il Tempio delle Ossa: l’umanità dopo il virus

Ambientato decenni dopo la diffusione del Rage Virus, il film segue il giovane Spike (Alfie Williams) in un mondo ormai profondamente cambiato. In questo scenario post-apocalittico, si scontrano due visioni opposte del futuro: quella più compassionevole del dottor Ian Kelson (Ralph Fiennes) e quella fanatica di Sir Jimmy Crystal (Jack O’Connell). Il vero orrore, però, non è più il virus in sé, ma ciò che resta dell’umanità dopo la catastrofe. 28 Anni Dopo - Il Tempio delle Ossa offre un’interpretazione disturbante e fragile allo stesso tempo, dando vita a uno dei villain più memorabili della saga. Ciononostante, il film non ha fatto scintille al box office, mettendo in dubbio il futuro della trilogia.

Send Help: Sam Raimi torna a divertirsi

Con Send Help, il veterano Sam Raimi mette in scena due colleghi sopravvissuti a un incidente aereo su un’isola deserta. Costretti a collaborare per sopravvivere, scoprono presto che rancori, rivalità e tensioni personali possono essere pericolosi quanto la fame o la natura selvaggia. La trama è essenziale, ma è proprio questo il punto di forza del film: lascia spazio alla regia, che gioca con ritmo, immagini e tensione. Il risultato è un horror che riesce a far ridere e inquietare nello stesso momento, come solo i migliori autori sanno fare.

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Backrooms: il terrore nato su Internet

Da fenomeno virale a film evento: Kane Parsons, giovanissimo regista emerso su YouTube, porta sul grande schermo Backrooms, dimostrando che il successo dei suoi short non era un caso. Il film espande la celebre creepypasta e segue un gruppo di persone intrappolate in un labirinto infinito, che esiste fuori dalla realtà. Il punto non è il mostro, ma la sensazione di disorientamento costante. Gli spazi liminali diventano il vero elemento horror, trasformando la realtà stessa in qualcosa di instabile e minaccioso. In un’epoca in cui l’horror tende a essere sempre più esplicito, Backrooms sceglie la strada opposta: lasciare lo spettatore sospeso, inquieto e senza punti di riferimento.



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sabato 6 giugno 2026

Odissea, caos prevendite senza precedenti: siti in tilt e biglietti rivenduti fino a 10.000 dollari

L'attesa per Odissea ha ormai superato ogni previsione. A più di un mese dall'uscita nelle sale, il nuovo kolossal di Christopher Nolan sta facendo parlare di sé per un motivo assurdo: la corsa ai biglietti. La prevendita delle proiezioni in IMAX 70mm ha generato un'ondata di richieste tale da mandare temporaneamente in crisi i sistemi di alcune catene cinematografiche americane, mentre sul mercato secondario i ticket vengono già rivenduti a prezzi da capogiro.

Con un cast stellare guidato da Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway e Zendaya, e con la promessa di essere il primo lungometraggio girato interamente con cineprese IMAX, Odissea è senza dubbio uno degli eventi cinematografici più attesi del 2026.

I biglietti di Odissea: siti dei cinema in tilt e prezzi assurdi online

La prevendita è partita il 4 giugno e la risposta del pubblico è stata immediata. Secondo diverse testate americane, l'app e il sito di AMC Theatres hanno registrato rallentamenti e lunghissime code virtuali, con tempi d'attesa che, in alcuni casi, hanno sfiorato l'ora. La domanda si è concentrata soprattutto sulle proiezioni in IMAX 70mm, il formato preferito da Nolan e quello per cui il film è stato concepito. Il problema è che soltanto un numero molto limitato di sale negli Stati Uniti è attrezzato per ospitare questo tipo di proiezioni, rendendo i posti disponibili estremamente ambiti.

Come spesso accade quando la domanda supera l'offerta, non sono mancati gli speculatori. A poche ore dall'apertura delle prevendite, diversi biglietti per Odissea sono comparsi su eBay a cifre impressionanti. Tra gli annunci segnalati figurano due posti per una proiezione all'AMC Lincoln Square di New York messi in vendita a oltre 1.000 dollari e pacchetti di biglietti arrivati addirittura a 10.000 dollari. Molte altre inserzioni oscillano invece tra i 200 e i 300 dollari. Una situazione che sta suscitando aspre e comprensibili polemiche tra gli appassionati, costretti a contendersi un numero limitato di posti per assistere al film nel formato considerato ideale.

Perché tutti vogliono vedere Odissea in IMAX?

La risposta è semplice: Christopher Nolan ha costruito gran parte della sua carriera attorno all'esperienza cinematografica in grande formato. Da Il Cavaliere Oscuro in poi, il regista britannico ha utilizzato sempre più frequentemente le cineprese IMAX per aumentare il senso di immersione da parte del pubblico nei suoi film. Con Odissea ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, realizzando il primo lungometraggio della storia girato interamente con questa tecnologia. Per molti spettatori, quindi, vedere il film in IMAX non rappresenta un semplice optional, ma il modo più vicino possibile all'esperienza immaginata dal regista.

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Il film adatta il celebre poema epico attribuito a Omero e racconta il lungo viaggio di Odisseo verso Itaca dopo la fine della guerra di Troia. Matt Damon interpreta l'eroe greco, mentre Tom Holland veste i panni del figlio Telemaco. Nel frattempo, a Itaca, numerosi pretendenti cercano di conquistare Penelope, interpretata da Anne Hathaway, convinti che Odisseo non farà mai ritorno. Nel cast figurano anche Zendaya, Robert Pattinson, Lupita Nyong'o, Charlize Theron ed Elliot Page.

È ancora presto per parlare di incassi, ma i segnali sono estremamente incoraggianti. Nolan arriva dal successo straordinario di Oppenheimer, capace di sfiorare il miliardo di dollari al box office mondiale e vincere sette Premi Oscar, compresi Miglior Film e Miglior Regia. L'estate 2026 vedrà l'arrivo di titoli molto attesi come Toy Story 5 e Spider-Man: Brand New Day, ma tutto lascia pensare che Odissea, in sala dal 16 luglio, sarà comunque uno dei maggiori eventi cinematografici dell'anno. E se la corsa ai biglietti è un'indicazione affidabile, il viaggio di Odisseo potrebbe iniziare con il vento già a favore.



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