martedì 9 giugno 2026

Ecco il vero ruolo di Dolph Lundgren e il significato del cameo nel nuovo Masters of the Universe

I fan di He-Man hanno avuto una sorpresa inaspettata quando Dolph Lundgren è apparso in un cameo nel nuovo Masters of the Universe, appena arrivato nelle sale. A quasi quarant’anni da quando impugnava la Spada del Potere nel film live-action del 1987, rivederlo sullo schermo è stato per molti un ritorno carico di nostalgia ed emozione.

Il reboot cinematografico diretto da Travis Knight ha attirato l'attenzione per la convincente interpretazione di Nicholas Galitzine nei panni del Principe Adam/He-Man, ma i fan di lunga data hanno accolto con entusiasmo soprattutto il legame con il passato cinematografico del franchise. Sarebbe stato proprio Galitzine a proporre al regista l’idea di coinvolgere Lundgren nel film, tuttavia, come ha raccontato l’attore a Entertainment Weekly, il suo ritorno era già stato previsto dalla produzione prima ancora della sua proposta.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul ruolo del leggendario volto dell'eroe, sulla scena specifica e sul significato del cameo nel contesto del reboot.

Attenzione spoiler!

Seguono enormi spoiler sul nuovo film di Masters of the Universe.

Se non lo avete ancora visto in sala, interrompete la lettura e tornate dopo la visione!

Chi interpreta Dolpg Lungren nel nuovo Masters of the Universe?

Una delle domande più discusse prima dell’uscita del film riguardava proprio un possibile ritorno di Dolph Lundgren. La risposta è sì, ma non nel modo che molti fan si aspettavano. Lundgren non interpreta un personaggio centrale di Eternia, ma una figura minore, sebbene fortemente simbolica. Secondo il regista Travis Knight, la sua presenza era parte del progetto fin dall’inizio e serve come ponte tra le due versioni live-action del personaggio, in un omaggio diretto alla storia del franchise.

Pensato come tributo alla saga e, al tempo stesso, come passaggio di testimone verso una nuova generazione, Lundgren appare nei panni di Macho-Man. Il cameo si svolge durante una sequenza che mostra la vita terrestre del Principe Adam, lontano da Eternia. In questo contesto, Macho-Man non è un guerriero o un eroe leggendario, ma l'assiduo frequentatore della stessa palestra dove Adam si allena. Il suo ruolo è breve, ma carico di significato: gli offre consigli di vita, sottolineando come essere un vero uomo non significhi solo muscoli, ma guardare oltre le apparenze, credere in sé stessi e in chi ci sta accanto.

Durante la sequenza, mentre Adam si allontana, il personaggio di Lundgren gli augura buon viaggio. I fan più attenti riconosceranno questa frase come una delle espressioni iconiche pronunciate dallo stesso He-Man nel film del 1987, accompagnata anche dal celebre gesto della mano. Il fatto che il consiglio per il nuovo He-man arrivi proprio dall’attore che per primo l'ha interpretato in live-action aggiunge profondità alla scena, senza distogliere l’attenzione dalla storia principale.

Leggi anche Masters of the Universe: Dolph Lundgren approva Nicholas Galitzine come nuovo He-Man?

Ci sono altri cameo in Masters of the Universe?

Sì, ci sono, ma il film evita di diventare un susseguirsi di apparizioni nostalgiche. Come ha spiegato Knight a TechRadar, una delle principali sfide creative è stata proprio quella di scegliere con attenzione quali riferimenti inserire, senza appesantire la narrazione. Il risultato è un approccio più misurato, che preferisce pochi richiami mirati a una continua sequenza di cameo.

Il film include inoltre tre scene post-credit. Nella seconda, la Regina Marlena (Charlotte Riley) e Man-At-Arms (Idris Elba) discutono di una “lei” che potrebbe un giorno tornare, proprio come ha fatto Adam. La scena si sposta poi su una donna in armatura a cavallo, ripresa di spalle, mentre qualcuno le chiede se sia Adora. La sua risposta è netta: "Non più". Per chi non la conoscesse, si tratta di She-Ra, la sorella gemella di Adam, rapita da Hordak e cresciuta su Etheria.

Secondo quanto dichiarato da Travis Knight a Us Weekly, inserire il personaggio non è stato semplice. Resta però da capire se si tratti di un semplice indizio narrativo o di un vero preludio a un sequel o a uno spin-off dedicato. Al momento, non c’è ancora alcuna conferma ufficiale.



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lunedì 8 giugno 2026

5 film in streaming per celebrare i 45 anni di Natalie Portman

Compie oggi 45 anni Natalie Portman, una delle interpreti più eleganti e talentuose della Hollywood contemporanea. Premiata con un Oscar come miglior attrice protagonista, candidata altre due volte, la Portman ci ha regalato ritratti femminili sempre complessi e profondi, come dimostrano i film in streaming che abbiamo selezionato per renderle il dovuto omaggio. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Natalie Portman

  • Léon 
  • Il cigno nero 
  • Knight of Cups
  • Jackie
  • Annientamento

Léon (1994)

Luc Besson chiama una Portman giovanissima e la vuole come coprotagonista insieme a Jean Reno del suo thriller d’autore. Léon inizia con una sequenza di tensione cinematografica senza precedenti, che vede l’attrice recitare con maestria ed enorme trasporto emotivo. Da quel momento la coppia creata con il trattenuto Reno diventa storia del cinema. Se aggiungiamo un Gary Oldman cattivissimo e istrionico come al meglio delle sue possibilità, il cast diventa leggendario. Film potente, stilizzato, pieno di trovate di regia magnifiche che si poggiano su una sceneggiatura solidissima. E il finale è altrettanto meraviglioso. Titolo di culto di un decennio d’oro di cinema francese di genere. Esordio col botto per la Portman. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Amazon Prime Video.

Il cigno nero (2010)

Per il thriller/horror psicologico diretto da Darren Aronofsky la Portman arriva meritatamente a vincere l’Academy Award come miglior attrice protagonista. La sua è una performance infatti fragile e inquietante, dolcissima e disturbante. Il cigno nero a nostro avviso non è all’antezza complessivamene della sua protagonista: quando nella prima parte infatti l fil  suggerisce invece di mostrare è raggelante e poderoso, poi frana nell’ovvio e nell’esplciito. Ma anche Vincent Cassel come villain e Mila Kunis a supporto sono preziosi. Nomination anche al film, alla regia, alla sceneggiatura. Nel complesso un film d’autore destinato al grande pubblico che compie il suo dovere. ma l’autore non sa sempre come trattenersi, ed è un peccato, ne sarebbe potuto uscire  fuori un capolavoro. Rimane comunque una Portman maestosa. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, TIMVision, Disney +.

Knight of Cups (2015)

Partecipazione ottima e sentita al fianco delle ipnotico protagonista Christian Bale. Nei lungometraggi “aperti” diretti da Terrence Malick in quegli anni, Knight of Cups è a nostro parere quello più emozionante e coeso a livello puramente cinematografico. L'autore sfrutta gli spazi ampi e dispersivi di Los Angeles per realizzare un film  arioso, romantico, il quale racconta della dispersione umana ed esistenziale del personaggio principale in maniera metaforica e bellissima da vedere. Cate Blanchett stupenda ed eterea come musa, un cast di supporto prezioso per un film che avrebbe meritato un palcoscenico maggiore presso il pubblico. Forse il film migliore di malick da anni a questa parte, insieme al doloroso a Hidden Life. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Jackie (2016)

Pablo Larrain realizza il suo personale ed elaborato biopic dedicato a Jackie Kennedy Onassis in maniera precisa e coerente a livello estetico. La Portman nel ruolo principale sfrutta la sua innata eleganza per centellinare una figura femminile trattenuta ma vibrante, sfornando un’altra interpretazione di enorme effetto. Jackie è un film estremamente raffinato, che si avvale anche del supporto di Greta Gerwig, Peter Sarsgaard, Billy Crudup, il compianto John Hurt. La potenza della vita interiore dilaniata della protagonista viene filtrata da immagini di bellezza contenuta, un tocco di cinema d’alta scuola per un’attrice che sa perfettamente come immergersi. Biografia da applausi. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Annientamento (2018)

Alex Garland adatta il primo libro della trilogia scritta da Jeff VanderMeer facendone un film di fantascienza che scava dentro la mente umana per metterla a soqquadro. Portman diventa protagonista avvincente di Annientamento, film che mette a dura prova gli amanti del genere come pochi altri titoli hanno saputo fare a questo livello da molto tempo a questa parte. Oscuro, terrificante, sfavillante, prezioso nella messa in scena. Jennifer Jason Leigh, Gina Rodriguez, Oscar Isaac in un cammeo magnifico, Tessa Thompson sono attori che contribuiscono al risultato finale in maniera decisiva. Ma quanto è bello e sconvolgente questo lungometraggio? Tra i migliori realizzati quando si tratta di fantascienza che vuole scuotere. Il finale è un incubo pieno di colori sgargianti. Prezioso. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.



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Il Prigioniero: Miguel de Cervantes al cospetto del principe ottomano Alessandro Borghi in una clip in anteprima del film

Uno dei pregi del regista spagnolo Alejandro Amenàbar è il suo eclettismo, sempre accompagnato da grande curiosità. I più lo conoscono e lo ricordano per The Others, il film con Nicole Kidman tratto da "Giro di vite" di Henry James e vincitore di 8 premi Goya. Altri lo rammentano per Abre los Ojos, di cui il film con Tom Cruise Vanilla Sky altro non era che il remake. Amenàbar, però, ama tanto anche la storia del suo paese, di cui ha narrato uno dei momenti più oscuri - la Guerra Civile spagnola del 1936 - in Lettera a Franco, che ricostruiva la vicenda personale dello scrittore e filosofo Miguel de Unamuno. Ne Il Prigionier0, in uscita il 10 giugno con Lucky Red, il regista si spinge decisamente più indietro nel tempo e ci restituisce, mescolando la realtà con la finzione, un pezzo di vita dell’autore spagnolo forse più famoso di sempre: Miguel de Cervantes alias l'autore di "Don Chisciotte".

Il Prigioniero si svolge nel 1575 ad Algeri, dove un giovane Cervantes viene catturato dai corsari ottomani dopo essere stato ferito in battaglia. Per non pensare alla morte imminente, comincia a inventare storie per i suoi compagni di prigionia, che le apprezzano sempre di più e ne desiderano ancora e ancora. Anche il bey di Algeri Hasan resta incantato dalle capacità affabulatorie di Miguel, e tra i due nasce un rapporto particolare insieme a un accordo: per ogni bella storia di Cervantes, il principe ottomano gli concederà ore o giornate di libertà. Il futuro scrittore accetta l'offerta e nel frattempo pianifica una fuga insieme ad altri prigionieri.

Leggendo biografie, saggi e documenti, Alejandro Amenàbar ha scoperto che Miguel de Cervantes fu effettivamente imprigionato al Algeri e ha colmato con l’invenzione i tanti vuoti di informazione su quegli anni difficili. Lui stesso ha scritto la sceneggiatura del film e ha affidato il ruolo del protagonista a Julio Peña, mentre a interpretare Asan ha chiamato il nostro Alessandro Borghi. Li vediamo entrambi, in una clip che vi mostriamo in anteprima esclusiva, mentre attraversano il palazzo del bey per poi recarsi nei suoi lussuosi appartamenti.
Oltre a rendere omaggio a Miguel de Cervantes, Alejandro Amenàbar ha voluto, con Il Prigioniero, celebrare il potere salvifico delle storie, che uniscono, infondono speranza e ci aiutano a rendere più sopportabili i momenti duri, un po’ come fa il cinema, che ci traghetta in mondi lontani e ci fa vivere avventure straordinarie.



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domenica 7 giugno 2026

History: Italian Style - Cinecittà e Film at Lincoln Center celebrano a New York la storia del cinema italiano

La duratura collaborazione tra Cinecittà e Film at Lincoln Center ha portato quest’anno a History: Italian Style (4-25 giugno), una rassegna di ben 29 lungometraggi italiani che ripercorrono la storia non soltanto della nostra cinematografia ma del Paese stesso, coprendo un periodo storico molto ampio. A presentare la rassegna sono arrivati Camilla Cormanni, Responsabile dei Programmi Culturali Internazionali di Cinecittà e Dan Sullivan, Programmer al Lincoln Center che si occupa anche di Open Roads, kermesse che presenta a New York il cinema italiano contemporaneo: “Abbiamo un rapporto di lunga data con Cinecittà - ha dichiarato Sullivan -  Ogni anno cerchiamo di dedicarci sia al cinema italiano contemporaneo che a quello del passato. È stato davvero emozionante il tempo che ho trascorso lavorando con Cinecittà su questi programmi sempre più ambiziosi. L’idea è nata da una conversazione informale tra la mia direttrice Florence Almozini e il regista Pietro Marcello, proprio su quanto sarebbe stato interessante provare a fare il punto e a esaminare i mille modi in cui i grandi registi italiani hanno cercato di rappresentare, elaborare, contestualizzare la storia italiana” “Ogni anno cerchiamo di portare il meglio del nostro cinema classico e contemporaneo - ha continuato la Cormanni - Siamo molto felici e onorati di essere qui ogni anno, siamo molto grati al Film at Lincoln Center per la qualità della programmazione. Questa serie è stata ideata da Dan e da Emiliano Morreale e presenta nuovi restauri e copie preziose in 35 mm. Ci offrono un palcoscenico incredibile e un pubblico incredibili, molto ricettivi nei confronti dei nostri film.”

I titoli compresi in History: Italian Style coprono un arco storico che va dal Neorealismo fino ai nostri giorni, presentando opere di Roberto Rossellini, Bernardo Bertolucci, Federico Fellini, Mario Monicelli, i fratelli Taviani, Luchino Visconti, Francesco Rosi, Lina Wertmuller tra i grandi del passato, mentre tra gli autori contemporanei figurano Mario Martone, Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Laura Samani

Come film d’apertura è stata scelta la versione restaurata di Novecento, il capolavoro di Bernardo Bertolucci che vede nel proprio cast mostri sacri come Robert De Niro, Gerard Depardieu, Donald Sutherland, Stefania Sandrelli, Laura Betti, Sterling Hayden e Burt Lancaster. “Abbiamo fatto il restauro insieme a Vittorio Storaro, il direttore della fotografia. In questo caso si tratta di un restauro in 4K - ha dichiarato Camilla Cormanni - Bertolucci era ancora, per me è un grande ricordo e una grande gioia poter commemorare il suo incredibile capolavoro in un ambiente prestigioso come il Lincoln Center.”

History, Italian Style offre un quadro esaustivo e variegato di come non soltanto il cinema italiano è cambiato nel corso degli ultimi ottant'anni, ma con esso anche il nostro Paese: “Il cinema italiano è sempre stato uno specchio, uno strumento per riflettere sull’identità del Paese e sulla sua storia - ha poi realizzato Sullivan - spero che ciò che emergerà da questa serie sia proprio quanto sia sfaccettato e affascinante tale percorso”.” È stato perfetto anche per noi perché stiamo celebrando l’80° anniversario della Repubblica Italiana - ha continuato la Cormanni - quindi questa rassegna è arrivata proprio al momento giusto per mostrare cosa c’è dietro alla nozione di Italia: siamo un Paese ancora multiforme, con tantissime culture diverse che faticano ancora a fondersi in un'unica nazione. Se pensiamo al nord e al sud d’Italia, sembra quasi che siano paesi completamente diversi anche al giorno d’oggi. E un po’ come New York, insomma, che è un mosaico di culture incredibilmente diverse.”

I primi giorni della rassegna hanno dimostrato una volta quanto il pubblico newyorkese sia affezionato alla nostra cinematografia: “Il pubblico del Lincoln Center è particolare, colto e molto esperto di cinema - ha continuato Camilla Cormanni -Quando si tratta di questo tipo di proiezioni, è davvero una fonte di cultura. New York è stato il nostro pubblico migliore in assoluto, una città che cerca la cultura, che ha fame di cultura. In altre città degli Stati Uniti facciamo fatica a portare film di alto livello, come quelli che vedremo in questa rassegna Qui invece le persone sono molto preparate, prima di tutto. Hanno un profondo amore per l’Italia, per la nostra cultura e non per il pittoresco. Cercano di avere delle risposte su come sia possibile che un piccolo paese come il nostro sia stato in grado di essere all’avanguardia in tutto fin dall’inizio della storia. Penso che qui siano davvero disposti e capaci di comprendere e affrontare le contraddizioni storiche, politiche e sociali che il nostro Paese ha attraversato nell’ultimo decennio.”

A curare la serata di gala che ha aperto History: Italian Style si è occupata la publicist più importante quando si tratta di cinema italiano a New York, ovvero Sally Fischer e la sua agenzia SFPR.

 Ecco il trailer di Novecento:



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Stasera in TV: Film da vedere Domenica 7 Giugno, in prima serata

Stasera in TV, Domenica 7 Giugno 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Grease 2 difeso da Michelle Pfeiffer: "È stata una grande opportunità"

Inteso come sequel di Grease – Brillantina del 1978, Grease 2 ha raggiunto il grande schermo qualche anno dopo, precisamente nel 1982, ma con un cast tutto diverso. Se il primo musical di successo ha potuto contare su John Travolta e Olivia Newton-John, il sequel invece ha scelto Michelle Pfeiffer come protagonista. A distanza di oltre quarant’anni da allora, l’attrice hollywoodiana ha condiviso la sua modesta opinione sul film, difendendolo a spada tratta.

Grease 2: Michelle Pfeiffer ricorda la sua prima, grande esperienza e la difende

A detta di Michelle Pfeiffer, Grease 2 è stata “una grande svolta” per la sua carriera all’epoca e per questo non ha che belle parole per il sequel musical. Dopo Grease, infatti, ha recitato in altri film di successo come Scarface, Le streghe di Eastwick, Batman – Il ritorno, Hairspray – Grasso è bello e più di recente invece è apparsa in Madre!, Maleficent – Signora del Male, Fuga a Parigi e Oh. What. Fun. L’attrice ha dato prova del suo talento anche in TV, recitando recentemente in The First Lady, The Madison e Margo ha problemi di soldi.

Ricordando gli inizi della sua carriera e il successo ottenuto grazie a Grease 2, l’attrice ha difeso il film ai microfoni di Variety: “Per le persone di una certa generazione, è uno dei loro film preferiti, o uno dei loro film preferiti tra quelli che ho girato. Mi sono divertita tantissimo. Ho potuto ballare, ho potuto cantare. Sì, è stata una grande opportunità per me”. Nel 2023, ai microfoni di Entertainment Weekly, l’attrice ha ricordato della sua audizione per il ruolo di Stephanie Zinone: “Non mi aspettavo minimamente di ottenere questa parte. Il mio agente mi ha spedito all’audizione credo soltanto per fare esperienza. Era un vero e proprio raduno di massa: c'erano attori, ballerini e cantanti ovunque, che entravano e uscivano per fare audizioni, e le pareti erano sottilissime. Tutti gli altri attori in attesa di entrare potevano sentire la tua lettura, potevano sentire il tuo canto. Io non ero una cantante. Stavo prendendo lezioni di canto per migliorare la mia voce da palcoscenico, su consiglio del mio insegnante di recitazione. E di certo non ero una ballerina”.

Ha ricordato come Grease avesse alzato troppo la posta in gioco, penalizzando il sequel che non ha ottenuto il successo sperato al botteghino: “Mi sentivo molto a disagio perché c'era un'enorme risonanza mediatica intorno al progetto. Sia io che Maxwell [Caulfield] eravamo degli sconosciuti. C'era un'intensa campagna di marketing incentrata su di noi. Ricordo una pubblicità che diceva 'Troppo hot'. E ho pensato: 'Oh mio Dio, che imbarazzo. E se la gente non mi trovasse attraente? Mi stanno imponendo a forza'. Ricordo di aver sentito molta pressione sulle nostre spalle affinché questo spot avesse successo. Perché il primo era stato amatissimo. Era davvero difficile eguagliarlo”, ha ricordato la Pfeiffer.



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Tom Holland: "Ecco cosa imparerà Peter Parker in Spider-Man: Brand New Day"

Tom Holland è particolarmente fiero di Spider-Man: Brand New Day, soprattutto per il messaggio che veicola. Di ritorno sul grande schermo durante l’estate, il suo Peter Parker offrirà una nuova avventura al pubblico, coinvolgendo anche altri personaggi del MCU come The Punisher e Bruce Banner, entrambi già apparsi nel primo trailer di Sony Pictures.

Quando Peter Parker tornerà in azione in quel di New York, mostrerà anche il suo lato più vulnerabile al pubblico. A distanza di cinque anni da No Way Home, Brand New Day mostrerà Peter alle prese con le conseguenze delle proprie decisioni, ormai isolato da tutto e tutti e costretto a vivere in solitudine. Tutti hanno dimenticato chi è Spider-Man, anche i suoi più cari amici Ned e MJ non hanno alcun ricordo di lui o della loro amicizia e nel frattempo la loro vita è andata avanti. Ma qual è il messaggio mosso dal film di cui Tom Holland andrebbe particolarmente fiero?

Spider-Man: Brand New Day veicola un messaggio importante a detta di Tom Holland: ecco quale

Il ritorno di Spider-Man comporterà tanta azione, ma anche dolore e confusione. Peter Parker è solo ora più che mai dopo quanto accaduto in No Way Home. Oltre ad aver perso zia May in battaglia, Peter ha dovuto rinunciare anche ai suoi amici, il prezzo da pagare per ripristinare il Multiverso. A seguito dell’incantesimo di Doctor Strange, Peter ha condotto una vita pressoché solitaria e in Brand New Day sarà costretto ad affrontare un grosso imprevisto: i suoi poteri non funzionano come si deve e per questo ha bisogno di aiuto.

Ragionando, poi, sulla natura più profonda del progetto, Tom Holland ha raccontato a Collider di essere particolarmente fiero del messaggio proposto dal film, che si rivolge soprattutto alle nuove generazioni: “Credo che la cosa di cui vado più fiero, ripensando a questo film, sia il messaggio che trasmette. Spero davvero che i giovani di tutto il mondo lo guardino e comprendano l'importanza della comunità e che non bisogna affrontare tutto da soli. Nell'era digitale, è fin troppo facile rimanere chiusi in camera e sprecare ore a scorrere i social, ma non c'è niente di meglio che uscire di casa e socializzare con gli amici. Questa è solo una delle tante lezioni che Peter impara in questo film”.

Nel trailer, infatti, ad un certo punto vediamo Peter di nuovo in compagnia di Ned e MJ, ma evita di raccontare troppo di sé, a partire dal suo nome che preferisce non svelare. Per scoprire di più dovremo attendere il 29 luglio 2026.



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