domenica 30 agosto 2026

Al Festival di Venezia niente conferenza stampa della Giuria quest'anno

A quanto riporta Deadline Hollywood, che sostiene di aver avuto conferma direttamente dal festival, quest'anno a Venezia non si terrà la consueta conferenza stampa con la Giuria che assegnerà il Leone d'Oro e gli altri premi principali. La testata inizialmente ha ipotizzato che la decisione fosse dovuta al trend delle ultime conferenze festivaliere, in cui il tema politico (soprattutto il dramma di Gaza) è stato oggetto delle domande della stampa, tanto che alcuni registi si sono trovati a loro dire impreparati (come l'anno scorso Alexander Payne proprio a Venezia) o, come a Berlino, dove Wim Wenders ha detto che il cinema non deve occuparsi di politica, suscitando una marea di polemiche, di cui si è parlato anche durante l'incontro con la Giuria a Cannes. Il Festival di Venezia, sempre secondo Deadline, ha spiegato la cancellazione della conferenza stampa con i giurati con un problema di programmazione in conflitto, senza dare ulteriori chiarimenti. Peccato, perché la Giuria di quest'anno è una delle più interessanti degli ultimi anni e certo non ci sarebbe dispiaciuto sentire questi personaggi esprimere le loro opinioni.

La Giuria di Venezia 83

Ricordiamo che la Giuria di Venezia 83, presieduta dall'attrice, regista e sceneggiatrice americana Maggie Gyllenhaal, ha tra i componenti anche due delle registe più interessanti emerse negli ultimi anni, la franco-tunisina Kaouther Ben HAnia, autrice del premiato e sconvolgente La voce di Hind Rajab e l'afgana Shahrbanoo Sadat, il cui notevole No Good Men è arrivato quest'anno nei nostri cinema. Ci sono poi il compositore e artista inglese Daniel Blumberg (The Brutalist), il semiologo e critico italiano Francesco Casetti, il regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli e il regista e produttore di Hong Kong, Johnnie To. Se quanto riportato da Deadline corrisponde a verità, quest'anno la stampa non avrà occasione di incontrarli, e, qualunque sia il motivo, è un vero peccato.



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Su Prime Video c'è il capolavoro anime che sembrava già Inception (ma uscì 4 anni prima)

Sono passati vent'anni da quando Satoshi Kon ha portato sul grande schermo un mondo in cui sogni e realtà potevano confondersi fino a diventare indistinguibili. Oggi Paprika è disponibile in Italia su Prime Video per il noleggio o l'acquisto e il ventesimo anniversario offre l'occasione perfetta per riscoprire uno dei film d'animazione più visionari degli anni Duemila. Anche perché, a distanza di anni, il confronto con Inception di Christopher Nolan continua a essere impossibile da ignorare.

Paprika era già un film sul futuro vent'anni fa

Uscito in Giappone nel novembre 2006, Paprika è il quarto e ultimo lungometraggio diretto da Satoshi Kon, morto nel 2010 a soli 46 anni. Il film nasce dal romanzo omonimo di Yasutaka Tsutsui, pubblicato nel 1993, ma Kon aveva iniziato a pensare a un adattamento cinematografico già nel 1998, molto prima che il progetto trovasse finalmente la strada per la produzione. Nel 2003 il regista incontrò Tsutsui, che gli diede la sua benedizione per trasformare il romanzo in un film.

La storia segue Atsuko Chiba, una psicologa che utilizza un dispositivo sperimentale chiamato DC Mini per entrare nei sogni dei pazienti. Nel mondo onirico, Atsuko assume l'identità di Paprika, una sorta di detective dei sogni. Quando alcuni prototipi del dispositivo vengono rubati, il confine tra realtà e subconscio comincia a sgretolarsi, trascinando i personaggi in una spirale sempre più surreale. Ma è proprio il modo in cui Kon racconta tutto questo a rendere Paprika così moderno.

Il regista non costruisce il mondo dei sogni come un universo ordinato, con regole precise che lo spettatore deve imparare. Al contrario, lascia che immagini, identità, ricordi e ambienti si trasformino continuamente davanti ai nostri occhi. Già nella sequenza iniziale il film mette in chiaro le proprie intenzioni: uno spazio si trasforma in un altro attraverso passaggi rapidissimi, creando una continuità visiva tra luoghi che, nella realtà, non potrebbero mai essere collegati. È un modo di raccontare i sogni attraverso le immagini prima ancora che attraverso la trama, esattamente come Kon spiegava di voler fare durante la lavorazione del film.

E poi è arrivato Inception

Paprika è particolarmente interessante per chi ama il cinema di Christopher Nolan. Quattro anni dopo l'uscita dell'anime di Kon, Inception avrebbe portato al grande pubblico un'altra storia costruita intorno alla possibilità di entrare nei sogni, esplorare il subconscio e muoversi attraverso livelli di realtà sempre più instabili. Le somiglianze non si fermano alla premessa. In entrambi i film, il sogno diventa un luogo fisico da attraversare, mentre corridoi, edifici e interi ambienti possono deformarsi, collassare o cambiare improvvisamente. Anche alcuni elementi visivi di Paprika, dagli spazi che si trasformano ai passaggi tra diversi livelli di coscienza, hanno inevitabilmente alimentato il confronto con il thriller interpretato da Leonardo DiCaprio.

Ed è proprio qui che bisogna fare una distinzione. Dire che Christopher Nolan abbia semplicemente copiato Paprika è una conclusione troppo netta. Le somiglianze sono state ampiamente notate da critici e studiosi, ma non esiste una prova solida che il film di Kon sia all'origine dell'idea centrale di Inception. La questione dell'influenza diretta è rimasta invece molto più sfumata. Negli anni si è parlato anche di un presunto riferimento di Nolan a Paprika per il personaggio di Ariadne (Ellen Page), ma non esiste una dichiarazione diretta e verificabile del regista che confermi questa teoria.

Il punto non è se Nolan abbia o meno preso spunto dall'anime di Kon, ma che due film realizzati in momenti e contesti completamente diversi sono arrivati a immaginare il mondo dei sogni in modi sorprendentemente vicini.

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Il capolavoro di Satoshi Kon che continua a sembrare moderno

La forza di Paprika sta nel modo in cui Kon utilizza l'animazione per fare qualcosa che il cinema tradizionale fatica a fare: rendere visibile il funzionamento caotico della mente. Il regista voleva spingere l'immaginazione oltre i limiti imposti dai suoi film precedenti, abbandonando in parte il realismo e lasciando che fossero soprattutto le immagini a guidare lo spettatore. Paprika nasce così come un film in cui il sogno non è una parentesi della realtà, ma un'altra forma di realtà, altrettanto concreta, pericolosa e affascinante.

È anche l'ultimo tassello di una filmografia breve ma straordinariamente influente. Dopo Perfect Blue, Millennium Actress e Tokyo Godfathers, Kon chiuse il suo percorso cinematografico con un'opera che raccoglie molte delle sue ossessioni: memoria, identità, cinema e il confine sempre più fragile tra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo. Vent'anni dopo, Paprika non è semplicemente un anime da recuperare. Sembra ancora un film arrivato da un futuro che il cinema non ha ancora del tutto raggiunto.



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sabato 29 agosto 2026

Matthew McConaughey, il suo peggior infortunio sul set? Colpa del film con Christian Bale e i draghi

Matthew McConaughey ha attraversato praticamente ogni fase possibile della carriera hollywoodiana: da protagonista di commedie romantiche alla alla cosiddetta McConaissance, la rinascita professionale che lo ha portato a scegliere ruoli sempre più drammatici e ambiziosi, culminata con l'Oscar per Dallas Buyers Club. Oggi è tornato a far parlare di sé per due motivi molto diversi.

Da una parte, Come farsi lasciare in 10 giorni potrebbe presto avere un sequel: secondo quanto riferito da Entertainment Weekly, il progetto sarebbe attualmente in fase di sviluppo e dovrebbe coinvolgere nuovamente anche Kate Hudson, protagonista insieme a McConaughey del primo film. Dall'altra, negli Stati Uniti è appena arrivato The Rivals of Amziah King, il nuovo film di Andrew Patterson, nel quale l'attore interpreta un apicoltore anticonformista che si prende cura della figlia adottiva.

Eppure, tra i tanti ruoli che hanno segnato la sua carriera, c'è un film del 2002 che il divo ricorda per un motivo molto meno piacevole. Si tratta di Il regno del fuoco, flop fantascientifico post-apocalittico nel quale recitava accanto a Christian Bale. Nel 2025, ospite a Hot Ones, l'attore ha raccontato di essersi procurato proprio su quel set il peggior infortunio della sua carriera. La scena prevedeva che McConaughey e gli altri attori attraversassero un campo bruciato e scendessero all'interno di un tunnel attraverso una botola.

Il salto era di circa un metro e ottanta, ma inizialmente non rappresentava un problema: il fondo era illuminato e Matthew poteva vedere esattamente dove sarebbe atterrato, preparandosi quindi a piegare le ginocchia per assorbire l'impatto. Poi le luci cambiarono.

Un salto di quasi 2 metri andato decisamente male

A quel punto, McConaughey non riusciva più a vedere il fondo del tunnel, ma conosceva già la posizione esatta del pavimento e decise comunque di saltare. Il problema fu proprio che, non riuscendo a vedere il momento dell'atterraggio, non riuscì a preparare correttamente le gambe. Il risultato fu un'iperestensione della gamba sinistra, che lo fece crollare immediatamente a terra. Ripensandoci anni dopo, l'attore ha ammesso che avrebbe dovuto semplicemente fermare la scena e dire che non riusciva più a vedere il fondo. Un errore banale, che gli costò l'infortunio che ancora oggi ricorda come il peggiore subito durante la lavorazione di un film.

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La cosa curiosa è che tutto questo accadde per un titolo che, nonostante un'idea sulla carta decisamente spettacolare, finì per essere dimenticato molto rapidamente. Ma, prima di scoprire il perché, ecco una piccola curiosità sul cast: quando il film arrivò al cinema, Christian Bale e Gerard Butler erano ancora relativamente sconosciuti al grande pubblico internazionale. Entrambi avrebbero raggiunto la fama mondiale negli anni successivi, diventando due dei volti più riconoscibili del cinema contemporaneo. Nel film compare inoltre, in un piccolo ruolo, Jack Gleeson, destinato, pochi anni dopo, a diventare celebre in tutto il mondo nei panni di Joffrey Baratheon ne Il Trono di Spade.

Perché Il regno del fuoco fu un flop?

Il regno del fuoco aveva infatti tutti gli ingredienti per diventare un grande blockbuster: un futuro post-apocalittico, draghi, un'atmosfera cupa e due protagonisti come McConaughey e Bale. Il film, però, non riuscì a conquistare il pubblico. Con un budget di circa 60 milioni di dollari, incassò poco più di 82 milioni nel mondo: una cifra modesta, considerati anche i costi di marketing. A complicare le cose ci fu anche un'estate cinematografica particolarmente affollata, con film come Men in Black II, Spider-Man e Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni a contendersi l'attenzione del pubblico.

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Rimane però un curioso esempio del blockbuster dei primi anni Duemila: un'avventura con i draghi che cercava di essere contemporaneamente spettacolare e drammatica. E, almeno per McConaughey, è rimasta impressa per qualcosa di molto più concreto: un salto di quasi due metri fatto senza vedere dove sarebbe atterrato.



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Roger Waters, Matteo Garrone e i firmatari di un nuovo appello alla Mostra di Venice4Palestine

A un anno dal primo appello, Venice4Palestine torna a rivolgersi alla Biennale di Venezia, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e ai lavoratori del cinema, dell’audiovisivo e della cultura, chiedendo "nuove azioni concrete a sostegno della Palestina". Tra le richieste, "trasparenza lungo tutta la filiera cinematografica e sospensione degli accordi con enti e istituzioni legate al governo israeliano, la creazione di strumenti di tutela per i professionisti che scelgono di dissociarsi da tali rapporti e l’esposizione della bandiera palestinese per tutta la durata della Mostra, in occasione della presenza in selezione ufficiale dei due film palestinesi Al Mowaten Osama di Ahmed Hassouna e Hiwar ma’ albahr di Muayad Alayan".

Tra i firmatari dell’appello figurano il Premio Nobel Annie Ernaux, Roger Waters, Matteo Garrone, Anna Foglietta, Fabrizio Gifuni, Greta Scarano, Jasmine Trinca, Luigi Lo Cascio, Isabel Coixet, Nan Goldin, Paul Laverty, Teona Strugar Mitevska, Saleh Bakri e Céline Scianna, insieme a numerosi altri esponenti del cinema e della cultura internazionale.

L’appello è sostenuto anche da associazioni e collettivi italiani e internazionali, tra cui Global Sumud Flotilla, BDS Italia, Artists for Palestine Italia e Francia, FRACBI (Coordinamento francese del boicottaggio universitario, culturale e sportivo di Israele), Artisti #NoBavaglio, AMLETA, UICD – Unione Italiana Casting Directors e Voci per la Palestina.



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venerdì 28 agosto 2026

Callum Turner, da Animali fantastici a One Night Only: 5 film da recuperare in streaming

Callum Turner è appena arrivato al cinema con One Night Only, la nuova rom-com che lo vede protagonista accanto a Monica Barbaro. Ma prima di conquistare il pubblico con questa nuova avventura, l'attore britannico ha costruito una filmografia piuttosto interessante, passando dal mondo magico di Animali fantastici a grandi storie vere e adattamenti letterari. Alcuni dei suoi film, in particolare, hanno ottenuto risultati decisamente più importanti al botteghino di quanto si potrebbe immaginare. Ma quali sono i film di Callum Turner che hanno incassato di più nella sua carriera? E soprattutto, dove è possibile recuperarli oggi in streaming?

Emma – 28 milioni di dollari

Al quinto posto troviamo Emma, l'elegante adattamento del romanzo di Jane Austen diretto da Autumn de Wilde e interpretato da Anya Taylor-Joy. La storia segue la giovane Emma Woodhouse, convinta di avere un talento naturale nel combinare le coppie, con risultati spesso molto meno perfetti del previsto. Turner interpreta Frank Churchill, uno dei personaggi più affascinanti e ambigui del libro. L'attore portare sullo schermo il suo fascino e la sua sicurezza, lasciando però intravedere anche la complessità nascosta dietro il personaggio.

Dove vederlo: a noleggio o acquisto su Prime Video.

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Eternity – 35 milioni di dollari

Con Eternity, Callum Turner ha invece avuto l'occasione di essere protagonista di una storia romantica decisamente particolare. Il film immagina infatti un aldilà nel quale le anime devono scegliere con chi trascorrere l'eternità. Accanto a Elizabeth Olsen e Miles Teller, Turner interpreta Luke, il primo marito di Joan, morto giovane e rimasto ad aspettarla nell'aldilà per decenni. Il risultato è una corsa sulle montagne russe che mescola sentimento, ironia e un insolito triangolo amoroso.

Dove vederlo: Apple TV.

Erano ragazzi in barca – 55 milioni di dollari

Diretto da George Clooney, Erano ragazzi in barca racconta la vera storia della squadra di canottaggio dell'Università di Washington che riuscì a qualificarsi per le Olimpiadi di Berlino del 1936. Turner interpreta Joe Rantz, il giovane protagonista che deve superare enormi difficoltà personali per riuscire a inseguire il proprio sogno sportivo. È uno dei ruoli che hanno dimostrato più chiaramente la sua capacità di sostenere un film da protagonista, alternando fragilità e grande intensità emotiva.

Dove vederlo: MGM+.

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Animali fantastici: I segreti di Silente – 407 milioni di dollari

Il secondo posto appartiene al terzo capitolo della saga ambientata nel Wizarding World di Harry Potter. Animali fantastici: I segreti di Silente porta avanti lo scontro con Gellert Grindelwald e approfondisce anche il passato di Albus Silente. Turner torna nei panni di Theseus Scamander, il fratello maggiore di Newt e Auror del Ministero della Magia. Rispetto al film precedente, il personaggio assume un ruolo più importante e permette all'attore di muoversi tra azione e momenti più emotivi.

Dove vederlo: HBO Max.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald – 654 milioni di dollari

Il film più redditizio della carriera di Callum Turner è Animali fantastici: I crimini di Grindelwald, secondo capitolo della saga con Eddie Redmayne nei panni di Newt Scamander. Qui Turner fa il suo debutto nel ruolo del già citato Theseus, un personaggio molto diverso dal fratello, più sicuro di sé e rispettato all'interno del Ministero della Magia. Con 654 milioni di dollari incassati nel mondo, il film resta nettamente il più grande successo commerciale della carriera dell'attore. E mentre Turner torna protagonista con One Night Only, la classifica racconta bene quanto sia stata varia la sua filmografia sino ad ora.

Dove vederlo: HBO Max.



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Avengers: Doomsday, indizio da Jeremy Renner: Occhio di Falco ci sarà? (FOTO)

Avengers: Doomsday riporterà in campo molti eroi del MCU, ma altri non sono stati ancora confermati nel cast principale. Eppure tempo addietro il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige aveva anticipato che alcuni personaggi non inclusi nel primo annuncio ufficiale avrebbero ugualmente sorpreso i fan unendosi alla battaglia contro Dottor Destino e ora pare che uno degli Avengers principali abbia condiviso un indizio criptico in merito.

Come mostrato dai trailer condivisi finora, Avengers: Doomsday ha riportato soltanto Thor dei Vendicatori originali di nuovo in azione (ad eccezione di Steve Rogers, che in questo caso non è più Captain America). Iron Man e Vedova Nera non ci sono più, mentre il destino di Bruce Banner sembrerebbe essere stato suggerito in Spider-Man: Brand New Day. Resterebbe soltanto Occhio di Falco, il personaggio interpretato per anni da Jeremy Renner e protagonista anche di Hawkeye. Che fine ha fatto? Un indizio è stato condiviso di recente proprio dalla star in questione.

Occhio di Falco sta per tornare? L’indizio di Jeremy Renner infiamma il web (FOTO)

Mentre il pubblico attende di scoprire cosa ne sarà di Hawkeye e se otterrà mai il via libera per una seconda stagione, Jeremy Renner ha riacceso la speranza sul ritorno di Occhio di Falco al cinema. Dopo aver partecipato ai precedenti film sui Vendicatori e aver perso Natasha, Occhio di Falco è tornato in TV nel 2021 come protagonista di Hawkeye, coinvolgendo anche Kate Bishop. Al momento non è stata confermata la presenza dell’uno o dell’altra in Avengers: Doomsday e non sappiamo neppure se avranno un ruolo in Avengers: Secret Wars, ma Renner ha condiviso un piccolo indizio via social che ha prontamente rallegrato i fan.

L’attore ha utilizzato i propri account social per condividere uno scatto criptico che mostrerebbe una parte del costume di scena di Occhio di Falco, accompagnato da una theme song per il personaggio degli Avengers. L’immagine non ha previsto un accompagnamento scritto, per cui non sono state condivise ulteriori informazioni in merito.

Comprensibile, quindi, che i fan abbiano accolto e processato l’informazione come una sorta di notizia sul rientro di Occhio di Falco nelle dinamiche del MCU. Ad oggi questo personaggio non è stato confermato dai Marvel Studios né è apparso durante i vari panel tra il San Diego Comic-Con e il D23 organizzato da Disney, ma la speranza è sempre l’ultima a venire meno e il nuovo post condiviso dall’attore ha sicuramente dato speranza a Clint Barton.



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giovedì 27 agosto 2026

Che fine ha fatto il biopic su Ozzy Osbourne? Il figlio Jack anticipa: “Abbiamo già un protagonista”

Il biopic su Ozzy Osbourne è ancora in lavorazione e, finalmente, abbiamo un aggiornamento che ci permette di capire quanto il progetto sia ormai concreto. A parlarne è stato Jack Osbourne, figlio dell'artista, che ha rivelato che la sceneggiatura del film è terminata e che la famiglia sta già cercando il regista che porterà sul grande schermo la storia del leggendario musicista. Ma c'è un dettaglio ancora più interessante: un attore per interpretare Ozzy è già stato individuato. Il nome, però, resta ancora segreto.

Il biopic su Ozzy Osbourne ha già trovato il suo protagonista?

Intervistato da E! News, Jack Osbourne ha spiegato che il biopic, annunciato per la prima volta nel 2021, procede a pieno ritmo. La sceneggiatura è conclusa e la famiglia sta incontrando diversi registi per trovare quello giusto. Quando gli è stato chiesto se avessero già qualcuno in mente per interpretare Ozzy, Jack ha risposto di sì, precisando però di non essere autorizzato a rivelarne l'identità. Le conversazioni con il potenziale interprete sono già cominciate e, se tutto dovesse andare per il verso giusto, la famiglia è convinta di avere davanti qualcosa di speciale.

Il film sarà prodotto da Sony insieme a Osbourne Media e Polygram Entertainment e sarà incentrato soprattutto sulla relazione tra Ozzy e Sharon Osbourne, sposati dal 1982. La coppia ha avuto tre figli, Aimee, Kelly e Jack, tutti coinvolti nel progetto come produttori. Alla sceneggiatura c'è Lee Hall, autore di Rocketman, mentre il film dovrebbe includere la musica di Ozzy sia nella sua carriera solista sia negli anni trascorsi come frontman dei Black Sabbath.

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Jack Osbourne: "Dobbiamo dare ai fan quello che vogliono"

Jack ha anche chiarito quale sarà l'approccio della famiglia al film. L'obiettivo non è realizzare un biopic sperimentale o particolarmente astratto, ma un film pensato per il pubblico che ha amato Ozzy. "Date ai fan quello che vogliono" è diventato, secondo Jack, una sorta di mantra durante le riunioni sul film. Per questo motivo, la famiglia non vuole trasformare la storia di Ozzy in un'opera troppo artistica o distante dall'immaginario che il pubblico associa al musicista. Del resto, nel 2021, quando il film era stato descritto da Sony come una storia incentrata sulla storia d'amore tra Ozzy e Sharon. L'idea, dunque, non è di raccontare semplicemente una carriera musicale, ma di mettere al centro la relazione più importante della vita del cantante.

Il film arriverà dopo la morte di Ozzy

Il progetto assume inevitabilmente un significato diverso dopo la morte di Ozzy Osbourne, avvenuta nel luglio 2025 all'età di 76 anni. Secondo il certificato di morte, il musicista è deceduto per arresto cardiaco extraospedaliero e infarto miocardico acuto. Poche settimane prima, il 5 luglio, Ozzy aveva tenuto quella che sarebbe diventata la sua ultima esibizione, partecipando al concerto d'addio dei Black Sabbath a Birmingham.

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Seduto su un trono, era tornato a esibirsi con la band che lo ha trasformato in una leggenda per la prima volta dopo vent'anni. Ora il biopic si prepara a raccontare quella storia sul grande schermo. Resta soltanto da scoprire chi sarà abbastanza folle da raccogliere l'eredità del Principe delle Tenebre.



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