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domenica 7 giugno 2026
Stasera in TV: Film da vedere Domenica 7 Giugno, in prima serata
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Grease 2 difeso da Michelle Pfeiffer: "È stata una grande opportunità"
Inteso come sequel di Grease – Brillantina del 1978, Grease 2 ha raggiunto il grande schermo qualche anno dopo, precisamente nel 1982, ma con un cast tutto diverso. Se il primo musical di successo ha potuto contare su John Travolta e Olivia Newton-John, il sequel invece ha scelto Michelle Pfeiffer come protagonista. A distanza di oltre quarant’anni da allora, l’attrice hollywoodiana ha condiviso la sua modesta opinione sul film, difendendolo a spada tratta.
Grease 2: Michelle Pfeiffer ricorda la sua prima, grande esperienza e la difende
A detta di Michelle Pfeiffer, Grease 2 è stata “una grande svolta” per la sua carriera all’epoca e per questo non ha che belle parole per il sequel musical. Dopo Grease, infatti, ha recitato in altri film di successo come Scarface, Le streghe di Eastwick, Batman – Il ritorno, Hairspray – Grasso è bello e più di recente invece è apparsa in Madre!, Maleficent – Signora del Male, Fuga a Parigi e Oh. What. Fun. L’attrice ha dato prova del suo talento anche in TV, recitando recentemente in The First Lady, The Madison e Margo ha problemi di soldi.
Ricordando gli inizi della sua carriera e il successo ottenuto grazie a Grease 2, l’attrice ha difeso il film ai microfoni di Variety: “Per le persone di una certa generazione, è uno dei loro film preferiti, o uno dei loro film preferiti tra quelli che ho girato. Mi sono divertita tantissimo. Ho potuto ballare, ho potuto cantare. Sì, è stata una grande opportunità per me”. Nel 2023, ai microfoni di Entertainment Weekly, l’attrice ha ricordato della sua audizione per il ruolo di Stephanie Zinone: “Non mi aspettavo minimamente di ottenere questa parte. Il mio agente mi ha spedito all’audizione credo soltanto per fare esperienza. Era un vero e proprio raduno di massa: c'erano attori, ballerini e cantanti ovunque, che entravano e uscivano per fare audizioni, e le pareti erano sottilissime. Tutti gli altri attori in attesa di entrare potevano sentire la tua lettura, potevano sentire il tuo canto. Io non ero una cantante. Stavo prendendo lezioni di canto per migliorare la mia voce da palcoscenico, su consiglio del mio insegnante di recitazione. E di certo non ero una ballerina”.
Ha ricordato come Grease avesse alzato troppo la posta in gioco, penalizzando il sequel che non ha ottenuto il successo sperato al botteghino: “Mi sentivo molto a disagio perché c'era un'enorme risonanza mediatica intorno al progetto. Sia io che Maxwell [Caulfield] eravamo degli sconosciuti. C'era un'intensa campagna di marketing incentrata su di noi. Ricordo una pubblicità che diceva 'Troppo hot'. E ho pensato: 'Oh mio Dio, che imbarazzo. E se la gente non mi trovasse attraente? Mi stanno imponendo a forza'. Ricordo di aver sentito molta pressione sulle nostre spalle affinché questo spot avesse successo. Perché il primo era stato amatissimo. Era davvero difficile eguagliarlo”, ha ricordato la Pfeiffer.
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Tom Holland: "Ecco cosa imparerà Peter Parker in Spider-Man: Brand New Day"
Tom Holland è particolarmente fiero di Spider-Man: Brand New Day, soprattutto per il messaggio che veicola. Di ritorno sul grande schermo durante l’estate, il suo Peter Parker offrirà una nuova avventura al pubblico, coinvolgendo anche altri personaggi del MCU come The Punisher e Bruce Banner, entrambi già apparsi nel primo trailer di Sony Pictures.
Quando Peter Parker tornerà in azione in quel di New York, mostrerà anche il suo lato più vulnerabile al pubblico. A distanza di cinque anni da No Way Home, Brand New Day mostrerà Peter alle prese con le conseguenze delle proprie decisioni, ormai isolato da tutto e tutti e costretto a vivere in solitudine. Tutti hanno dimenticato chi è Spider-Man, anche i suoi più cari amici Ned e MJ non hanno alcun ricordo di lui o della loro amicizia e nel frattempo la loro vita è andata avanti. Ma qual è il messaggio mosso dal film di cui Tom Holland andrebbe particolarmente fiero?
Spider-Man: Brand New Day veicola un messaggio importante a detta di Tom Holland: ecco quale
Il ritorno di Spider-Man comporterà tanta azione, ma anche dolore e confusione. Peter Parker è solo ora più che mai dopo quanto accaduto in No Way Home. Oltre ad aver perso zia May in battaglia, Peter ha dovuto rinunciare anche ai suoi amici, il prezzo da pagare per ripristinare il Multiverso. A seguito dell’incantesimo di Doctor Strange, Peter ha condotto una vita pressoché solitaria e in Brand New Day sarà costretto ad affrontare un grosso imprevisto: i suoi poteri non funzionano come si deve e per questo ha bisogno di aiuto.
Ragionando, poi, sulla natura più profonda del progetto, Tom Holland ha raccontato a Collider di essere particolarmente fiero del messaggio proposto dal film, che si rivolge soprattutto alle nuove generazioni: “Credo che la cosa di cui vado più fiero, ripensando a questo film, sia il messaggio che trasmette. Spero davvero che i giovani di tutto il mondo lo guardino e comprendano l'importanza della comunità e che non bisogna affrontare tutto da soli. Nell'era digitale, è fin troppo facile rimanere chiusi in camera e sprecare ore a scorrere i social, ma non c'è niente di meglio che uscire di casa e socializzare con gli amici. Questa è solo una delle tante lezioni che Peter impara in questo film”.
Nel trailer, infatti, ad un certo punto vediamo Peter di nuovo in compagnia di Ned e MJ, ma evita di raccontare troppo di sé, a partire dal suo nome che preferisce non svelare. Per scoprire di più dovremo attendere il 29 luglio 2026.
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Un anno da brividi, e siamo solo a metà: i 5 migliori film horror del 2026 (finora)
Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente generoso per l’horror. Non nel senso banale del termine, ma in quello in cui un autore come Sam Raimi torna con un nuovo film e ci ricorda, senza sforzo, perché il suo nome è diventato sinonimo di cinema di genere. Ed è anche l’anno in cui una creepypasta online riesce a trasformarsi in puro terrore esistenziale sul grande schermo. E siamo solo a metà anno.
La cosa più interessante, però, è la varietà. L’horror continua a essere uno dei pochi territori davvero liberi, dove i registi possono osare senza compromessi. Può essere intimo o cosmico, ironico o devastante, oppure tutte queste cose insieme. Può trasformare una riunione di famiglia in un incubo, o rendere un semplice corridoio più inquietante di qualsiasi mostro. Ed è anche il genere in cui un giovane regista nato su YouTube, come Kane Parsons, può arrivare a firmare un horror per il cinema.
Ecco i 5 migliori film horror del 2026... finora.
Leggi anche 5 grandi film horror che compiono 10 anni nel 2026 (e dove vederli in streaming)Ben - Rabbia Animale: una scimmia rabbiosa diventa puro caos
Ben - Rabbia Animale recupera tutta la tradizione dei creature feature, quei film essenziali che partono da un’idea semplice e la portano all’estremo. La premessa è tanto immediata quanto inquietante: cosa succede quando uno scimpanzé già pericoloso diventa una forza di distruzione totale? Il film non perde tempo in spiegazioni. Lancia subito lo spettatore nel caos e lo costringe a reagire. Crudo, serrato e brutale, dimostra che l’horror non ha bisogno di miti complessi per funzionare: a volte basta un animale fuori controllo.
Obsession: il lato oscuro di un desiderio esaudito
Obsession, il nuovo horror di Curry Barker, racconta la storia di Bear, un giovane impacciato che lavora in un negozio di musica ed è segretamente innamorato della sua migliore amica e collega Nikki. Quando scopre un oggetto misterioso, il One Wish Willow, decide di usarlo per esprimere il suo più grande desiderio: che Nikki lo ricambi. Il desiderio si avvera subito… ma nel modo più inquietante possibile. Barker costruisce il vero terrore non sul rifiuto, ma sull’idea opposta: ottenere esattamente ciò che si vuole, scoprendo troppo tardi che un amore senza consenso non è amore, ma qualcosa di mostruoso.
Leggi anche Obsession vi ha sconvolto? Ecco 5 horror psicologici perfetti per voi (uno avrà presto un remake)28 Anni Dopo - Il Tempio delle Ossa: l’umanità dopo il virus
Ambientato decenni dopo la diffusione del Rage Virus, il film segue il giovane Spike (Alfie Williams) in un mondo ormai profondamente cambiato. In questo scenario post-apocalittico, si scontrano due visioni opposte del futuro: quella più compassionevole del dottor Ian Kelson (Ralph Fiennes) e quella fanatica di Sir Jimmy Crystal (Jack O’Connell). Il vero orrore, però, non è più il virus in sé, ma ciò che resta dell’umanità dopo la catastrofe. 28 Anni Dopo - Il Tempio delle Ossa offre un’interpretazione disturbante e fragile allo stesso tempo, dando vita a uno dei villain più memorabili della saga. Ciononostante, il film non ha fatto scintille al box office, mettendo in dubbio il futuro della trilogia.
Send Help: Sam Raimi torna a divertirsi
Con Send Help, il veterano Sam Raimi mette in scena due colleghi sopravvissuti a un incidente aereo su un’isola deserta. Costretti a collaborare per sopravvivere, scoprono presto che rancori, rivalità e tensioni personali possono essere pericolosi quanto la fame o la natura selvaggia. La trama è essenziale, ma è proprio questo il punto di forza del film: lascia spazio alla regia, che gioca con ritmo, immagini e tensione. Il risultato è un horror che riesce a far ridere e inquietare nello stesso momento, come solo i migliori autori sanno fare.
Leggi anche 3 horror di Sam Raimi da vedere dopo Send Help: uno è un cult intramontabileBackrooms: il terrore nato su Internet
Da fenomeno virale a film evento: Kane Parsons, giovanissimo regista emerso su YouTube, porta sul grande schermo Backrooms, dimostrando che il successo dei suoi short non era un caso. Il film espande la celebre creepypasta e segue un gruppo di persone intrappolate in un labirinto infinito, che esiste fuori dalla realtà. Il punto non è il mostro, ma la sensazione di disorientamento costante. Gli spazi liminali diventano il vero elemento horror, trasformando la realtà stessa in qualcosa di instabile e minaccioso. In un’epoca in cui l’horror tende a essere sempre più esplicito, Backrooms sceglie la strada opposta: lasciare lo spettatore sospeso, inquieto e senza punti di riferimento.
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sabato 6 giugno 2026
Odissea, caos prevendite senza precedenti: siti in tilt e biglietti rivenduti fino a 10.000 dollari
L'attesa per Odissea ha ormai superato ogni previsione. A più di un mese dall'uscita nelle sale, il nuovo kolossal di Christopher Nolan sta facendo parlare di sé per un motivo assurdo: la corsa ai biglietti. La prevendita delle proiezioni in IMAX 70mm ha generato un'ondata di richieste tale da mandare temporaneamente in crisi i sistemi di alcune catene cinematografiche americane, mentre sul mercato secondario i ticket vengono già rivenduti a prezzi da capogiro.
Con un cast stellare guidato da Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway e Zendaya, e con la promessa di essere il primo lungometraggio girato interamente con cineprese IMAX, Odissea è senza dubbio uno degli eventi cinematografici più attesi del 2026.
I biglietti di Odissea: siti dei cinema in tilt e prezzi assurdi online
La prevendita è partita il 4 giugno e la risposta del pubblico è stata immediata. Secondo diverse testate americane, l'app e il sito di AMC Theatres hanno registrato rallentamenti e lunghissime code virtuali, con tempi d'attesa che, in alcuni casi, hanno sfiorato l'ora. La domanda si è concentrata soprattutto sulle proiezioni in IMAX 70mm, il formato preferito da Nolan e quello per cui il film è stato concepito. Il problema è che soltanto un numero molto limitato di sale negli Stati Uniti è attrezzato per ospitare questo tipo di proiezioni, rendendo i posti disponibili estremamente ambiti.
Come spesso accade quando la domanda supera l'offerta, non sono mancati gli speculatori. A poche ore dall'apertura delle prevendite, diversi biglietti per Odissea sono comparsi su eBay a cifre impressionanti. Tra gli annunci segnalati figurano due posti per una proiezione all'AMC Lincoln Square di New York messi in vendita a oltre 1.000 dollari e pacchetti di biglietti arrivati addirittura a 10.000 dollari. Molte altre inserzioni oscillano invece tra i 200 e i 300 dollari. Una situazione che sta suscitando aspre e comprensibili polemiche tra gli appassionati, costretti a contendersi un numero limitato di posti per assistere al film nel formato considerato ideale.
Perché tutti vogliono vedere Odissea in IMAX?
La risposta è semplice: Christopher Nolan ha costruito gran parte della sua carriera attorno all'esperienza cinematografica in grande formato. Da Il Cavaliere Oscuro in poi, il regista britannico ha utilizzato sempre più frequentemente le cineprese IMAX per aumentare il senso di immersione da parte del pubblico nei suoi film. Con Odissea ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, realizzando il primo lungometraggio della storia girato interamente con questa tecnologia. Per molti spettatori, quindi, vedere il film in IMAX non rappresenta un semplice optional, ma il modo più vicino possibile all'esperienza immaginata dal regista.
Leggi anche Chi sarà Elliot Page in Odissea: i personaggi più probabili (e quelli da escludere)Il film adatta il celebre poema epico attribuito a Omero e racconta il lungo viaggio di Odisseo verso Itaca dopo la fine della guerra di Troia. Matt Damon interpreta l'eroe greco, mentre Tom Holland veste i panni del figlio Telemaco. Nel frattempo, a Itaca, numerosi pretendenti cercano di conquistare Penelope, interpretata da Anne Hathaway, convinti che Odisseo non farà mai ritorno. Nel cast figurano anche Zendaya, Robert Pattinson, Lupita Nyong'o, Charlize Theron ed Elliot Page.
È ancora presto per parlare di incassi, ma i segnali sono estremamente incoraggianti. Nolan arriva dal successo straordinario di Oppenheimer, capace di sfiorare il miliardo di dollari al box office mondiale e vincere sette Premi Oscar, compresi Miglior Film e Miglior Regia. L'estate 2026 vedrà l'arrivo di titoli molto attesi come Toy Story 5 e Spider-Man: Brand New Day, ma tutto lascia pensare che Odissea, in sala dal 16 luglio, sarà comunque uno dei maggiori eventi cinematografici dell'anno. E se la corsa ai biglietti è un'indicazione affidabile, il viaggio di Odisseo potrebbe iniziare con il vento già a favore.
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La stazione, il film di e con Sergio Rubini torna restaurato in Blu-ray, con doppio evento cinematografico
Curata da Home Movies, è in arrivo l'edizione Blu-ray della versione restaurata di La stazione, esordio alla regia di Sergio Rubini nel 1990: una storia intimista interpretata da lui stesso, Margherita Buy e dal compianto Ennio Fantastichini, tratta da una piece di Umberto Marino. Il regista sarà presente in due proiezioni evento: la prima sabato 6 giugno, nel corso del Milano Film Festival, sezione Fuoricinema, alle 19:00 presso Anteo Palazzo del Cinema. Si bisserà poi il 10 giugno alle 20:30 al Nuovo Sacher di Roma.
L'importanza di La stazione di Sergio Rubini, potenziata dal restauro
Pubblicato nella collana ART28, progetto di Cinecittà e Home Movies / Oblivion, La stazione di Sergio Rubini ritorna dopo un restauro in 4K eseguito nel 2021, da negativo scena e positivo colonna 35mm, presentato durante l'ultima Festa del Cinema di Roma.
Alla sua uscita nel 1990 La stazione fece parlare di sé, con una sensibilità particolare, nel ricavare un racconto universale da un contesto in apparenza chiuso e isolato. Erano gli anni in cui si cercava la forza di un orgoglioso prodotto "medio" (inteso non in senso dispregiativo), in grado di coinvolgere il pubblico in cerca di una bella storia, senza perdere per strada l'autorialità. Il lungometraggio ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui Nastro d’Argento, David di Donatello, Globo d’Oro, nonché il Kodak - Cinecritica e il Premio FIPRESCI alla 47° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Sergio Rubini commenta così quest'occasione: "Quando ho saputo che il mio primo film, La Stazione, era stato restaurato, sono stato attraversato da emozioni diverse: sorpresa, gioia, gratitudine. Con La Stazione è nata la mia storia di regista, e il pensiero è andato a quei giorni di trepidazione in cui, grazie e insieme a Domenico Procacci, produttore e amico fraterno, ci incamminammo all’inseguimento di un sogno che, poco alla volta, prese forma fino a diventare realtà. Trascorsi ormai tanti anni, mi ritrovo a commentare il recupero di quella pellicola e mi accorgo che il senso più profondo del restauro di un film ha qualcosa a che fare con la magia, ancora di più quando, come in questo caso, si tratta di un’opera prima: perché fa scorrere all’indietro le lancette del tempo e sembra regalarti anche un po’ di giovinezza. Un grazie di cuore a Cinecittà, che ha deciso di rimettere a lucido la copia e di riportare il film sugli schermi, permettendogli di tornare a vivere.”
La stazione racconta di Domenico, giovane capostazione in un piccolo centro [era S. Marco in Lamis, ndr], vive una routine meccanica, che una notte viene però spezzata da Flavia. La donna di famiglia ricca è in fuga da un uomo approfittatore e manesco, e vorrebbe prendere un treno per tornare dai suoi genitori, ma non passerà prima delle 6. Nonostante la timidezza estrema di Domenico, tra i due sembra nascere una speciale, gentile confidenza.
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I film di Marjane Satrapi: da Persepolis alla black comedy con Ryan Reynolds che sente le voci
La scrittrice e regista franco-iraniana Marjane Satrapi è morta all’età di 56 anni. La notizia è stata confermata in un comunicato ufficiale dell’Eliseo, che ha reso omaggio all'autrice candidata al Premio Oscar. Satrapi era nota soprattutto per la sua celebre serie di graphic novel Persepolis, successivamente adattata in un film d’animazione per adulti.
Secondo quanto riportato dalla BBC, il comunicato la definisce “una figura di spicco della cultura francese e un’artista profondamente legata ai valori della libertà”. La regista è scomparsa a un anno di distanza dalla morte del marito, Mattias Ripa. Anche il presidente francese Emmanuel Macron l’ha ricordata come “una grande artista che ha trasformato un’infanzia iraniana in una favola universale”. Persepolis racconta in forma autobiografica la sua esperienza di giovane donna cresciuta in Iran durante la Rivoluzione iraniana. Oltre all’adattamento animato dell’opera, Satrapi ha diretto diversi altri film, tra cui una commedia con Ryan Reynolds. Ecco tutte le sue esperienze da regista.
La Bande de Jotas (2012)
Satrapi ha scritto, diretto e interpretato questa folle commedia crime, in cui recita anche il marito Mattias Ripa. In La Bande de Jotas, Ripa e Stéphane Roché interpretano una coppia omosessuale che finisce nelle grinfie di una manipolatrice interpretata dalla stessa Satrapi, che li trascina in una spirale criminale. Il film ha un ritmo serrato, che lascia poco spazio alla riflessione, concentrandosi sull’assurdità delle azioni dei protagonisti. Il personaggio interpretato da Satrapi inserisce anche diversi riferimenti alla sua identità reale di artista iraniana in esilio a Parigi. Tuttavia, a differenza di altre sue opere, qui non emerge un messaggio politico esplicito: si tratta soprattutto di una commedia brillante ambientata in Spagna, accompagnata da una colonna sonora vivace.
Paris Paradis (2024)
Paradis Paris è stato l’ultimo film diretto da Satrapi prima della sua scomparsa. Si tratta di una commedia nera composta da più storie parallele, unite dal tema comune della morte. Il cast è ricco di nomi importanti, tra cui Monica Bellucci, Ben Aldridge, André Dussollier ed Eduardo Noriega. I personaggi, affascinanti e diversi tra loro, si confrontano con la morte per riscoprire un nuovo senso della vita. Bellucci interpreta una cantante d’opera narcisista che si risveglia in obitorio e scopre che pochissime persone si sono presentate al suo funerale. Uno stuntman riconsidera la propria carriera dopo un incidente, mentre una donna anziana stringe un patto con la Morte per poter vivere più a lungo. Una serie di storie che esplorano la fragilità e la bellezza dell’esistenza.
Pollo alle prugne (2011)
Seconda regia di Satrapi, Pollo alle prugne è tratto dalla sua graphic novel Chicken with Plums (2004). L’autrice ha collaborato nuovamente con Vincent Paronnaud, già co-regista di Persepolis. Il film racconta la storia di Nasser Ali (Mathieu Amalric), un celebre musicista nella Teheran degli anni ’50, che perde la voglia di vivere dopo che la moglie distrugge il suo violino preferito. Mentre attende la morte, si rifugia nei ricordi e nei sogni che lo portano a ripercorrere passato e futuro. Pollo alle prugne è stato apprezzato per la qualità visiva e per l'abilità di Satrapi nel bilanciare dramma e ironia, anche se alcuni spettatori hanno trovato questo alternarsi di registri disorientante. Nel cast, anche le 'nostre' Chiara Mastroianni e Isabella Rossellini.
Radioactive (2019)
Con Radioactive, Satrapi adatta il lavoro di un’altra artista. Il film, che non è stato distribuito nelle sale statunitensi a causa della pandemia di COVID-19, racconta la vita di Marie Curie ed è basato sulla graphic novel Radioactive: Marie & Pierre Curie: A Tale of Love and Fallout di Lauren Redniss. Rosamund Pike interpreta la scienziata protagonista. Pur con alcune fragilità nella sceneggiatura, la sua performance è stata ampiamente apprezzata. Alcuni eventi della vita di Curie sono stati modificati per esigenze narrative, generando anche alcune controversie.
The Voices (2014)
In questa commedia horror dai toni surreali, Ryan Reynolds interpreta Jerry Hickfang, un uomo affetto da schizofrenia che diventa un serial killer. Il cast include anche Gemma Arterton, Jacki Weaver e Anna Kendrick. Le allucinazioni del protagonista lo portano a dialogare con i suoi animali domestici e persino con la testa mozzata delle sue vittime. The Voices, dalla vivace estetica pop e dai toni da black comedy, mette in scena con ironia disturbante la fragilità mentale del protagonista. L’interpretazione di Reynolds è stata particolarmente apprezzata dalla critica.
Persepolis (2007)
Persepolis rappresenta indubbiamente il titolo più celebre di Marjane Satrapi. Diretto insieme a Vincent Paronnaud, il film ha ottenuto la candidatura all’Oscar come Miglior film d’animazione e riconoscimenti anche ai Golden Globe e ai BAFTA. L’opera racconta in forma autobiografica l’infanzia e la crescita della regista in Iran, durante e dopo la Rivoluzione islamica. Il bianco e nero essenziale dell’animazione contribuisce a rendere ancora più potente il racconto, considerato una delle opere più importanti del cinema d’animazione contemporaneo.
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