mercoledì 29 luglio 2026

Spider-Man: Brand New Day, Tom Holland rivela perché questo film si distingue dai precedenti

Se nei primi tre film Peter Parker ha potuto contare sul supporto prezioso dei suoi più cari amici, in Spider-Man: Brand New Day dovrà fare a meno di tutti. Dopo quanto accaduto in No Way Home, Peter Parker è completamente solo, costretto a sopportare il peso delle conseguenze delle proprie azioni. Doctor Strange ha fatto sì che tutti dimenticassero la vera identità di Spider-Man e, di conseguenza, anche i suoi amici più stretti hanno rimosso ogni ricordo di lui.

Dal 29 luglio 2026, la nuova avventura di Spidey è finalmente disponibile nelle sale italiane e Tom Holland ha anticipato perché e come questo capitolo si distingue dai precedenti.

Spider-Man: Brand New Day, Tom Holland anticipa come questo film sarà diverso dai precedenti per Peter Parker e per i fan

Peter Parker ha potuto contare sul supporto di MJ e Ned, i suoi più cari amici, così come ha avuto come mentore Tony Stark e ha potuto sempre contare sull’affetto di zia May. Dopo gli eventi catastrofici di No Way Home nel 2021, Peter ha perso tutti. Zia May non c’è più e i sopravvissuti agli eventi del film hanno perso qualsiasi ricordo di Peter e della sua doppia identità come Spider-Man. Brand New Day è ambientato qualche anno dopo e segue un Peter Parker solitario in quel di New York che continua a proteggere la sua città - e il suo segreto - indossando una maschera. Questa versione di Spidey è molto più vicina all’eroe solitario dei fumetti che i lettori hanno apprezzato per anni e Tom Holland ha sottolineato come in realtà Brand New Day si differenzi dai primi tre film.

Il tema principale, a detta della star protagonista, è proprio il cambiamento: “È più maturo e ha una tematica più cupa. Ed è un tema che credo sia incredibilmente attuale per i giovani di oggi. L’idea di trasferirsi in una nuova città e sentirsi completamente soli e a volte trascurare il fatto che la cosa migliore che ti sia mai capitata è proprio lì accanto a te. Penso che per me, poter raccontare una storia così attuale su un palcoscenico così grande sia una grande responsabilità, e che Destin [Daniel Cretton] debba portare avanti questo tema per tutto il film. Ero davvero entusiasta di questa opportunità”, ha raccontato Tom Holland ai microfoni di Deadline in occasione della première di Los Angeles.

Diretto da Destin Daniel Cretton con una sceneggiatura di Chris McKenna ed Erik Sommers, Spider-Man: Brand New Day seguirà Peter Parker in una nuova disavventura, alle prese con un cambiamento che non riesce a controllare e per questo ha bisogno dell’aiuto di un esperto: si rivolge, infatti, a Bruce Banner che, come tutti gli altri, non ha ricordi di lui. Nel cast figurano Sadie Sink, il cui ruolo al debutto del film risulta ancora misterioso, Jon Bernthal che riprende il ruolo di The Punisher, Jacob Batalon come Ned, Zendaya come MJ, Mark Ruffalo come Bruce Banner e Michael Mando come Scorpion.



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C'è un solo cinema in Italia dove vedere Spider-Man: Brand New Day nel formato voluto dal regista

Quando Spider-Man: Brand New Day arriverà nelle sale italiane, il 29 luglio 2026, gli spettatori potranno scegliere diversi formati di proiezione. Ce n'è però uno che sarà riservato a pochissimi: la versione ScreenX. Il motivo è semplice. In Italia esiste un'unica sala dotata della tecnologia necessaria per riprodurla: l'UCI Luxe Marcon, vicino Venezia. Sarà quindi l'unico cinema del nostro Paese dove vedere alcune sequenze esattamente come sono state progettate dal regista Destin Daniel Cretton.

La vera novità non è tanto il formato ScreenX in sé, quanto il fatto che Spider-Man: Brand New Day è il primo film girato appositamente per questa tecnologia. Durante la produzione, infatti, il team di CJ 4DPLEX, l'azienda che sviluppa ScreenX, è stato presente sul set per realizzare inquadrature dedicate esclusivamente agli schermi laterali. Secondo Cretton, non si tratta di un semplice adattamento realizzato in post-produzione, ma di scene pensate fin dall'inizio per essere viste in questo modo.

ScreenX: come funziona e perché è diverso dall'IMAX

Molti lo paragonano all'IMAX, ma il principio è quasi opposto. L'IMAX aumenta l'altezza dell'immagine, mostrando una porzione maggiore del fotogramma. Lo ScreenX, invece, amplia la visione in orizzontale: oltre allo schermo principale, entrano in funzione due schermi laterali che estendono l'azione fino alle pareti della sala, creando una visione panoramica a 270 gradi.

Naturalmente l'effetto non accompagna tutto il film, ma soltanto le sequenze più spettacolari, come inseguimenti, combattimenti o scene di volo. Nel caso di Spider-Man: Brand New Day, ambientato ancora una volta tra i grattacieli di New York, l'obiettivo è far sentire lo spettatore letteralmente immerso nella spericolata città insieme all'Uomo Ragno di Tom Holland.

E l'IMAX? Spider-Man potrebbe farne a meno

Curiosamente, il nuovo capitolo del Marvel Cinematic Universe potrebbe non arrivare affatto nelle sale IMAX. Il calendario estivo è infatti particolarmente affollato: Odissea di Christopher Nolan, nei cinema dal 16 luglio, occuperà gran parte dei grandi schermi IMAX, e, più avanti, gli schermi premium potrebbero non essere disponibili per Spider-Man: Brand New Day. Marvel e Sony potrebbero ancora trovare un accordo per alcune proiezioni selezionate, ma al momento non ci sono conferme. Proprio per questo motivo, lo ScreenX potrebbe diventare il formato premium più esclusivo per vedere il film.



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martedì 28 luglio 2026

Dwayne Johnson e Jack Black giocano di nuovo: ecco il trailer di Jumanji: Open World

A Natale al cinema il terzo film della saga d'avventura che vede protagonisti anche Karen Gillan e Kevin Hart. Queste sono le prime immagini video di Jumanji: Open World.d

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Elf 2 si farà mai? La risposta definitiva di Will Ferrell sul ritorno di Buddy

Sono trascorsi più di vent’anni da quando Elf – Un elfo di nome Buddy ha raggiunto il grande schermo con il supporto di Will Ferrell come protagonista ed è stato proprio quest’ultimo di recente a sbilanciarsi sulle possibilità concrete di un eventuale sequel. Potrebbe davvero accadere?

Diretto da Jon Favreau, Elf è diventato uno dei classici più amati del periodo natalizio. La storia, del resto, è ambientata proprio a Natale e coinvolge il Polo Nord, Babbo Natale e un elfo di nome Buddy che, ormai trentenne, scopre la verità sul proprio conto. Buddy non è un vero elfo, ma un essere umano e la sua famiglia biologica si trova a New York. Per questo intraprende un viaggio per ritrovarla e ritrovarsi. Essendo un film tanto amato dal pubblico mondiale, Elf ha generato forti aspettative nell’era dei reboot e revival, ma un sequel è davvero possibile? La parola a Will Ferrell.

Elf, Will Ferrell si esprime di nuovo sul possibile sequel del cult natalizio

Spesso il pubblico ha chiesto a gran voce un sequel diretto di Elf, ma Will Ferrell non è certo che accadrà. Anzi, è piuttosto contrario all’idea. Ai microfoni di Happy, Sad, Confused per promuovere la sua ultima fatica televisiva Hawk su Netflix, l’attore ha affrontato la possibilità di un ritorno di Elf. L’ultima volta, proprio ai microfoni di quel podcast, l’attore aveva confessato di aver ricevuto “offerte folli per girare il sequel di Elf” e di aver rifiutato, ma ancora oggi crede che non sia una buona idea. “Ormai è troppo tardi, ma credo che sia meglio così”, ha confessato riferendosi ad Elf 2.

Più avanti, nel corso dell’intervista, Will Ferrell ha riflettuto sul successo incassato da Elf anche a distanza di anni, diventando uno dei film più amati del periodo natalizio: “Penso che noi veri comici siamo sempre tipo: 'Non lo so. Penso che sia divertente'. Sai, è solo un'ipotesi fondata... Probabilmente questa sensazione mi è rimasta in testa finché non l'ho visto con un pubblico”, ha rivelato ricordando quando ha capito che il film avrebbe funzionato davvero. Come riporta ComicBook, l’attore ha definito quel film “un miracolo” della sua carriera perché avrebbe potuto essere un disastro e invece è diventato un cult, ancora amatissimo dalle famiglie e un appuntamento fisso di Natale da oltre 20 anni.

In Elf la storia segue Buddy, un bambino che si intrufola nel sacco dei regali di Babbo Natale e si ritrova al Polo Nord nel laboratorio di Babbo Natale. adottato dal padre elfo, Buddy cresce come uno di loro e, una volta adulto, scopre la verità sulle proprie origini: Buddy non è un elfo, ma un essere umano e la sua famiglia biologica si trova a New York. Suo padre è Walter Hobbs, che lavora in una casa editrice che vive con una nuova famiglia in città, mentre sua madre è morta da tempo. L’obiettivo di Buddy è ritrovare la sua famiglia, per cui parte verso New York ma l’accoglienza non è delle migliori. Nonostante i primi fraintendimenti e dissapori, alla fine Buddy riuscirà nel suo intento riallacciando i rapporti di entrambe le famiglie e creandone una tutta sua.



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Matt Damon reciterà in uno sci-fi completamente folle: "È Breakfast Club che incontra Inception"

Dopo il tour de force con Odissea di Christopher Nolan, Matt Damon non ha alcuna intenzione di rallentare. L'attore ha già trovato il suo prossimo film e, a giudicare da come lo descrive, potrebbe essere uno dei titoli di fantascienza più insoliti degli ultimi anni. Alla regia ci saranno Daniel Kwan e Daniel Scheinert, meglio conosciuti come i Daniels, il duo che ha firmato Everything Everywhere All at Once, premiato con ben 7 Oscar. E se quel film aveva dimostrato la loro capacità di mescolare emozione, azione, commedia e follia visiva, stavolta sembrano voler spingersi ancora oltre.

Breakfast Club incontra Inception: parola di Matt Damon

Ospite del The Dan Patrick Show, Damon ha provato a spiegare il tono del film senza entrare nei dettagli della trama, che resta ancora top secret.

Me l'hanno presentato così: è Breakfast Club che incontra Inception, che incontra un anime, incontra un episodio di The John Oliver Show mai andato in onda.

Una descrizione quasi impossibile da immaginare, ma che rispecchia perfettamente lo stile dei Daniels, celebri per costruire storie imprevedibili e per mescolare registri completamente diversi nello stesso film. L'attore ha poi aggiunto che chi ha amato Everything Everywhere All at Once ritroverà lo stesso mix di creatività e cuore: "Se vi è piaciuto tutto il lato folle di Everything Everywhere All at Once, ma anche tutta l'emozione che aveva, credo che amerete anche questo film. È un progetto davvero speciale".

Cosa sappiamo del nuovo film dei Daniels

Per il momento Universal non ha ancora diffuso una sinossi ufficiale del film, previsto nelle sale a novembre 2027. Ogni dettaglio è ancora avvolto dal massimo riserbo. Le parole di Damon, però, permettono già di intuire qualcosa. Il riferimento a Breakfast Club, il cult del 1985 diretto da John Hughes, che racconta l'incontro tra cinque adolescenti diversissimi in punizione a scuola, lascia pensare a una storia corale con protagonisti molto giovani. Inception, il thriller fantascientifico diretto da Christopher Nolan in cui i protagonisti entrano nei sogni per manipolare la mente delle persone, suggerisce invece realtà alternative e idee impossibili da prevedere. A tutto questo si aggiungono l'estetica degli anime e la satira tipica di John Oliver, per un mix che sembra destinato a sfidare qualsiasi etichetta.

In origine, il protagonista avrebbe dovuto essere Ryan Gosling, poi costretto a declinare per problemi di calendario. Al suo posto è arrivato Damon, e non è difficile capire perché i Daniels abbiano scelto proprio lui, che ha dimostrato di sapersi muovere con naturalezza tra dramma, commedia, azione e fantascienza. Se la descrizione dell'attore è anche solo lontanamente accurata, il pubblico potrebbe trovarsi davanti a uno dei titoli originali più ambiziosi dei prossimi anni. E Hollywood, dal canto suo, sembra sempre più propensa a scommettere su idee nuove e fuori dagli schemi, dopo il successo di film non appartenenti a grandi franchise come Odissea, Project Hail Mary e Weapons.



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lunedì 27 luglio 2026

Odissea, numeri più alti che all'esordio al boxoffice italiano del weekend

Il secondo boxoffice italiano del weekend è andato persino meglio per l'Odissea di Christopher Nolan: il kolossal capitanato da Matt Damon nei panni di Ulisse ha incassato altri 10.645.000 euro (la settimana scorsa non aveva superato i 10!), per un totale che già ammonta a 26.780.200. La cifra lo rende il terzo film più visto dell'anno solare, con Il diavolo veste Prada 2 e i suoi 32 milioni già nel mirino. C'è da aggiungere che il precedente lavoro del regista, Oppenheimer, superò i 28 milioni ma nell'arco della sua intera programmazione nel nostro paese, per cui parliamo di un successo decisamente più grande. Persino negli States il lungometraggio ha perso solo il 30% rispetto all'esordio (fonte Boxoffice Pro), una tenuta eccellente. In tutto il mondo siamo quasi a quota 640 milioni di dollari, a fronte di un bugdet di 250 (fonte Hollywood Reporter): in questo momento il film dovrebbe perciò essere andato in pari, ma per capire quanto riuscirà a guadagnare, bisognerà valutare quali conseguenze avrà sul buon Ulisse l'impatto imminente di Spider-Man: Brand New Day.

Stabile in seconda posizione Minions & Monsters, che non sarà il ciclone al botteghino dei precedenti capitoli, ma rappresenta evidentemente un'àncora sicura per il pubblico più giovane e le famiglie, garantita dalla simpatia buffonesca dei buffi protagonisti creati dall'Illumination: raccoglie altri 562.700 euro, confluiti nel totale italiano di 6.874.300. Il budget di 85 milioni di dollari riportato da Variety è stato comunque molto più che recuperato dall'esito mondiale finora di 411.863.350 (fonte Boxofficemojo).
Non si muove dal terzo posto anche l'altra garanzia per famiglie, Toy Story 5, giunto a 8.903.700 euro (237.600 nel weekend). Il film di animazione Pixar ha messo la vecchia combriccola di giocattoli, tra cui Jesse, Buzz e Woody, alle prese con la tecnologia incarnata dal minaccioso tablet Lilypad, pronta a divorare tutta l'attenzione della bambina Bonnie. Il risultato mondiale è di 1.022.055.660 dollari, per cui mancano una cinquantina di milioni al sorpasso di Toy Story 4. Il marchio è vivo e vegeto.
Entra in quarta posizione Deep Water - Incubo dagli abissi, disaster movie con squali affamati, firmato da un veterano nostalgico del cinema di genere come Renny Harlin: debutto da 223.200 euro. Secondo l'Illinois Times è costato sui 40 milioni di dollari, per cui il suo totale mondiale di 5.350.000 dipinge un quadro fosco (ma evidentemente previsto, perché il film è uscito in pochissimi mercati).
Esordio al quinto posto per la commedia francese Terapia di famiglia, dove un ansioso cronico (Baptiste Lecaplain) segue il consiglio del suo analista (Christian Clavier) di trovarsi una donna a tutti i costi, per poi scoprire che è la figlia dello specialista. L'incasso è di 103.300 euro.

Il box office completo del weekend



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Black Panther 3, perché il figlio di T'Challa è già adulto? Una teoria virale lo collega ad Avengers: Doomsday

Tra Ghost Rider, Deadpool e i primi dettagli su Avengers: Doomsday, il panel Marvel del San Diego Comic-Con 2026 ha regalato ai fan una raffica di annunci. Tra quelli più importanti c'è stata anche la conferma che Black Panther 3 è ufficialmente in sviluppo e arriverà al cinema nel 2028.

La vera sorpresa, però, è stata un'altra: Marvel ha annunciato che David Jonsson interpreterà il figlio di T'Challa, Toussaint, il bambino introdotto nel finale di Black Panther: Wakanda Forever. Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito online, perché c'è un dettaglio che sembra non avere alcun senso... almeno finché non entra in gioco una teoria che potrebbe cambiare il modo in cui guardiamo al futuro del MCU.

Il figlio di T'Challa è troppo grande: Marvel ci sta già preparando a Doomsday?

Quando abbiamo conosciuto Toussaint in Black Panther: Wakanda Forever, il figlio di T'Challa e Nakia era soltanto un bambino. Shuri lo incontrava per la prima volta e il piccolo aveva all'incirca cinque o sei anni. Per questo motivo, la scelta di affidare il ruolo a David Jonsson ha lasciato molti fan senza parole. L'attore britannico, oggi trentaduenne, avrà circa 34 o 35 anni quando Black Panther 3 arriverà nelle sale: un'età decisamente troppo avanzata per interpretare il bambino visto nel finale del secondo film.

La spiegazione più semplice sarebbe quella di un enorme salto temporale. Ma sui social ha iniziato a prendere piede un'ipotesi molto più intrigante. Secondo numerosi fan, infatti, l'invecchiamento di Toussaint potrebbe essere una diretta conseguenza degli eventi di Avengers: Doomsday e soprattutto di Avengers: Secret Wars. L'idea è che i prossimi due film degli Avengers provocheranno uno sconvolgimento della realtà o della timeline tale da modificare anche il futuro di Wakanda.

In questo scenario, il nuovo T'Challa non sarebbe cresciuto "normalmente", ma arriverebbe da una linea temporale diversa o da un universo alterato dagli eventi della Saga del Multiverso. È una teoria che, almeno sulla carta, funziona sorprendentemente bene.

La teoria nata al Comic-Con convince sempre più fan

In fondo, sarebbe anche il modo migliore per collegare Black Panther 3 al grande evento Marvel che culminerà con Secret Wars. I fumetti a cui il film si ispira sono famosi proprio per aver riscritto interi universi e aver dato vita a nuove versioni dei personaggi. Se Marvel decidesse di seguire quella strada, Toussaint potrebbe diventare uno dei simboli del nuovo corso del MCU, spiegando senza forzature perché il figlio del re di Wakanda abbia improvvisamente l'età di un adulto.

Leggi anche Avengers: Doomsday, perché i Fantastici Quattro sono andati in Wakanda?

Per il momento si tratta soltanto di una teoria e i Marvel Studios non hanno fornito alcuna spiegazione ufficiale. Tuttavia, il casting di David Jonsson sembra troppo particolare per essere una semplice coincidenza. Nel frattempo, molti fan hanno anche ricordato con emozione Chadwick Boseman, l'attore che ha dato vita a T'Challa a partire da Captain America: Civil War e la cui scomparsa ha profondamente segnato il destino della saga. L'arrivo del figlio del re di Wakanda rappresenta a maggior ragione un passaggio importante: il punto non è sostituire il Black Panther originale, ma raccoglierne l'eredità guardando al futuro.

Se la teoria dovesse rivelarsi corretta, allora il Comic-Con potrebbe aver fatto molto più che annunciare un nuovo casting: potrebbe averci già svelato uno dei primi effetti di Avengers: Doomsday e Secret Wars sul futuro del Marvel Cinematic Universe.



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