lunedì 13 luglio 2026

Digger: Tom Cruise annuncia con un video l’arrivo, in giornata, del trailer di Digger, suo primo film con Iñárritu

Arriva oggi, e lo aspettiamo più impazienti che mai, il trailer di Digger, o meglio un trailer più corposo delle poche immagini che abbiamo visto qualche settimana fa, che pure ci davano un assaggio della prima collaborazione tra Tom Cruise e Alejandro González Iñárritu. Ancora oggi ben poco si sa del film, se non che si tratta di una commedia di proporzioni catastrofiche, come annunciato dal teaser. Sappiamo anche che al centro della storia c’è un uomo molto potente che, mentre cerca di diffondere il suo sapere nel mondo, combina, come già detto, un caos cosmico. Ovviamente il trailer ci svelerà qualcosa in più, e per questo il suo arrivo è celebrato da Tom come qualcosa di epico. Nel post condiviso da Crusie su X leggiamo:

Scava o muori. DIGGER. Soltanto al cinema dal 2 ottobre.

Sempre a proposito del film, vogliamo ricordare che ha dei costi stratosferici, come annunciato circa un mese fa. La cifra si aggira fra i 125 e i 200 milioni dollari, cosa frequente quando a interpretare il ruolo del protagonista è Cruise ma piuttosto insolita per il regista messicano, che negli anni passati ha fatto un punto d’onore dei suoi budget piuttosto bassi, soprattutto a fronte del successo dei suoi film. Sappiamo che Digger è tecnicamente complesso e accurato. È stato infatti girato in pellicola 35mm in formato VistaVision e il direttore della fotografia è il magnifico Emmanuel Lubezki, che è l’unico della sua categoria ad aver vinto per tre anni consecutivi l’Oscar per la migliore fotografia: con Gravity, Birdman e Revenant - Redivivo. Gli ultimi due, come sappiamo, sono stati diretti da Iñárritu, che, dopo una lunga collaborazione con Rodrigo Prieto, è passato a lui. Lo ha “tradito” per Darius Khondji (per Bardo, la cronaca falsa di alcune verità) ma ora è tornato a Canossa. Proprio per la grandiosità di Digger, il regista ha preteso un’uscita esclusiva nelle sale. Ha fatto bene - aggiungiamo noi -e anche se il film non è un blockbuster, è comunque un progetto grandioso, come del resto lo era Revenant - Redivivo, che non era certo stato girato nel giardino di casa di Alejandro.

Sceneggiato da Sabrina Berman, Alexander Dinelaris, Nicolas Giacobone e dallo stesso Alejandro González Iñárritu, Digger ha un cast all star. Accanto a Tom troviamo: Jesse Plemons, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg, Sophie Wilde, Emma D'Arcy, Riz Ahmed, Pip Torrens, Corey Johnson, Cullen Moss e Joe Hurst.

Il post di Tom Cruise con la notizia dell'arrivo del trailer previsto per oggi

Il video postato da Tom Cruise su X ieri sera (per noi stanotte) non aggiunge moltissimo al teaser, ma aumenta l'hype, che ha già raggiunto livelli stratosferici. Questo perché troveremo l'attore molto diverso da come l'abbiamo visto per esempio nella saga di Mission: Impossible, dove era indiscutibilmente un eroe. Qui Cruise si mette più in gioco e dà spazio a quel lato ironico e – perché no? – funambolico mostrato in Tropic Thunder con il personaggio di Les Grossman e in Rock of Ages, nel quale impersonava la rockstar a torso nudo e con pantaloni di pelle Stacee Jaxx.



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Sam Neill è morto, addìo al professor Alan Grant e all'ispettore Campbell di Peaky Blinders

Nonostante avesse sconfitto il cancro che aveva confidato al pubblico tempo fa, Sam Neill è purtroppo deceduto a 78 anni: rimarranno indimenticabili i suoi ruoli in Jurassic Park, Lezioni di piano e più di recente Peaky Blinders, tra i tanti.

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domenica 12 luglio 2026

Buon compleanno Picard...Xavier...Sir Patrick Stewart! I migliori film in streaming dell'icona del cinema fantastico

Compie oggi 86 anni il leggendario Patrick Stewart, attore britannico che col passare degli anni e dei successi è diventato una delle icone del cinema fantastico mondiale. In attesa di vederlo tornare nel ruolo di Charles Xavier in Avengers: Doomsday, a lui dedichiamo oggi i nostri consueti cinque film in streaming. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati dall’icona della fantascienza Patrick Stewart

  • Excalibur 
  • Dune
  • Star Trek - Primo contatto 
  • X-Men
  • Logan - The Wolverine 

Excalibur (1981)

Il primo grande film fantastico che mette Stewart dentro la scena internazionale è diretto dal genio di John Boorman. Excalibur è una rivisitazione del mito di Re Artú realizzata con una spavalderia cinematografica impressionante. La fotografia di Alex Thomson è portentosa, le ricostruzioni d’epoca sfrontate, la recitazione dell’intero cast sopra le righe. Bravissima anche Helen Mirren nel ruolo di Morgana, così come in quelli di comprimari troviamo Liam Neeson, Timothy Dalton, Gabriel Byrne. Nigel Terry è un protagonista febbrile e umano, il resto è una messa in scena come poche se ne ricordano in quel periodo. Film monumentale. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Dune (1984)

David Lynch rischia molto, forse troppo, nel portare sul grande schermo il capolavoro letterario di Frank Herbert. La sua versione di Dune è tanto affascinante quanto troppo lontana da quel periodo di cinema e il modo in cui si facevano blockbusters. Stewart vi partecipa con adesione nel ruolo di Alleck. Kyle MacLachlan, Sean Young, Sting, Jurgen Prochnow sono i protagonisti di un disastro economico impressionante, che negli anni futuri diventa oggetto di culto difficile da decifrare. Affascinante, sfrontato, sopra le righe eppure preciso. Dune rappresenta non certo il meglio di un cineasta unico, ma comunque un tassello importante per la sua maturazione artistica e la consapevolezza di quello che poteva o non poteva fare in quei tempi. E comunque Lynch rimane sempre Lynch…Disponibile sub Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Star Trek - Primo contatto (1996)

Il lungometraggio che vede Stewart nei panni del Capitano Picard si rivela un successo che riporta in auge la saga di fantascienza sul grande schermo. Jonathan Frakes dirige Star Trek - Primo contatto con mano sicura e consapevolezza dei mezzi a disposizione. Il cast partecipa con adesione fisica e psicologica, con in testa una grande Alice Krige come regina dei Borg. Alfre Woodard, Brent Spiner, lo stesso Frakes, James Cromwell e molti altri caratteristi di spessore rendono questo episodio degnissimo, senza dubbio tra i migliori del franchise cinematografico. Uno spasso. Disponibile su  Rakuten TV, CHILI.

X-Men (2000)

Il primo episodio della saga degli X-Men diretto da Bryan Singer è di quei film che non si fanno ormai più: un’ora e mezza di durata, nessuna inutile dilungazione nella trama per inserire azione ed effetti speciali. Personaggi ben presentati e poi delineati. Regia asciutta e piena di ritmo. Hugh Jackman, Halle Berry, Ian McKellen, Anna Paquin e tutti gli altri fanno di questo film un piccolo grande gioiello di stringatezza. Ci si diverte, si parteggia per gli eroi, si rimane affascinati dagli antagonisti. Tutto funziona, e il pubblico si esalta giustamente. Forse ancora oggi il miglior lungometraggio dell’intera saga, anche se un paio di capitoli successivi sono davvero notevoli…Disponibile su  Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Disney +.

Logan - The Wolverine (2017)

Partecipazione drammatica e commovente di Stewart a questo western crepuscolare travestito da film di supereroi. James Mangold dirige Logan - The Wolverine affidando a Hugh Jackman un personaggio in chiaroscuro di enorme fattura. Disperato, quasi post apocalittico, perfetto per sprigionare il dolore di chi è ormai ai margini di una società violenta e alla deriva. Grande film che ottiene la candidatura all’Oscar per l’adattamento, cosa mai successa per un cinecomic. E anche il pubblico apprezza moltissimo. Tra i migliori film di supereroi mai realizzati, insieme forse a Batman begins e Black Panther. Ma qui siamo dalle parti della tragedia greca….Disponibile su  Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Disney +.



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SalinaDocFest 2026: premiata la regista iraniana Sepideh Farsi

Unire l'impegno sociale d'impresa alla forza del cinema civile per dare voce ai diritti umani. Con questo spirito, durante la XXª edizione del SalinaDocFest, manifestazione internazionale fondata e diretta da Giovanna Taviani, è stato consegnato alla regista iraniana Sepideh Farsi il Premio Irritec 2026 da Giulia Giuffrè, Responsabile della Sostenibilità e Consigliere di Amministrazione di IRRITEC e Presidente dell’Associazione SDF.

Il riconoscimento celebra il suo film-manifesto Put Your Soul on Your Hand and Walk (Prendi in mano l’anima e cammina), proiettato subito dopo la cerimonia all'interno della sezione SDF Contro la guerra.

Sostenuto da IRRITEC – azienda siciliana leader mondiale nell’irrigazione di precisione e main partner del festival – il premio SDF all’ospite internazionale, incarna la visione cardine del gruppo: "irrigare la cultura come si irriga la terra", valorizzando l'arte capace di generare un impatto sociale concreto. La giuria ha celebrato il lavoro di Sepideh Farsi come "un’opera necessaria che trasforma il cinema in un atto di responsabilità, restituendo voce e volto a Gaza e a chi, nella guerra, rischia di essere ridotto a numero o silenzio".

Il documentario nasce infatti dal potente incontro a distanza tra la regista, che vive a Parigi, e Fatma Hassona, giovanissima fotoreporter palestinese che ha documentato l’assedio di Gaza dall’interno. Attraverso un fitto scambio di videochiamate durato quasi un anno, le due donne hanno progettato un lavoro sulla disperata condizione del popolo palestinese, intrecciando la cronaca della guerra ai sogni di Fatma, che desiderava viaggiare per il mondo con la sua macchina fotografica. Proprio il giorno successivo all'annuncio della loro partecipazione al Festival di Cannes per presentare il progetto, si compie il dramma: il 16 aprile 2025 la casa degli Hassona viene colpita da missili che uccidono Fatma e i suoi familiari.

"Il film è la mia risposta, come regista, ai massacri in corso", spiega Sepideh Farsi. "Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno: i frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L'assassinio di Fatma ne cambia per sempre il significato". Un'opera potente che rende giustizia anche alla drammatica premonizione della stessa fotoreporter: "Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita da tutto il mondo".

A consegnare il riconoscimento sul palco è stata Giulia Giuffrè, nella sua doppia veste di Responsabile della Sostenibilità e Consigliera di Amministrazione di IRRITEC e di Presidente dell’Associazione SDF, che ha così commentato l'iniziativa:

"Credo profondamente nel valore della cultura e del cinema come strumenti capaci di dare voce a temi di grande rilevanza sociale, generando consapevolezza, dialogo e cambiamento. Per questo ritengo fondamentale costruire un ponte tra il mondo della cultura e quello delle imprese, in una relazione di valore reciproco: da un lato, la cultura offre alle aziende un linguaggio autentico per promuovere messaggi e valori; dall'altro, le imprese possono svolgere un ruolo decisivo nel sostenere e diffondere la cultura. Anche attraverso il festival, il mio obiettivo è favorire questa alleanza, affinché arte, spettacolo e tessuto imprenditoriale condividano un impegno concreto e duraturo verso la società".

Il palcoscenico di questa sinergia è il SalinaDocFest, che festeggia quest'anno il traguardo della sua ventesima edizione grazie alla sinergia tra la presidenza di Giulia Giuffrè e la direzione artistica di Giovanna Taviani. Da vent'anni la manifestazione trasforma l'isola di Salina in un crocevia internazionale di riflessione, accendendo i riflettori sulle grandi questioni storiche e sociali del nostro tempo. La rassegna, quest'anno interamente dedicata al tema delle "Odissee contemporanee", si è confermata così uno spazio culturale cruciale per esplorare il potere delle immagini come antidoto alla guerra e alla disumanizzazione dello sguardo.



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Come sarà Haymitch Abernathy da giovane? Joseph Zada anticipa i segreti di Hunger Games: L'alba sulla mietitura

Hunger Games: L’alba sulla mietitura riporterà il pubblico nuovamente a Capitol City, questa volta alle prese con la Seconda Edizione della Memoria, quella vinta da Haymitch Abernathy. Se nella saga principale ad interpretarlo è stato Woody Harrelson, nel prequel toccherà a Joseph Zada portare avanti l’eredità del personaggio.

All’epoca dei fatti Haymitch era un ragazzo di sedici anni lanciato nell’arena di Capitol City insieme ad altri 47 Tributi, il doppio del numero previsto ogni anno proprio per un’occasione ritenuta importante dal presidente Snow. Avendo quindi necessità di rappresentare una versione giovane del personaggio, la scelta è ricaduta su Joseph Zada ed è stato quest’ultimo di recente ad affrontare non solo l’eredità del personaggio, ma anche l’esperienza generale sul set con icone del cinema come Glenn Close.

Hunger Games: L’alba sulla mietitura, Joseph Zada elogia Glenn Close e rivela come il suo Haymitch onorerà quello di Woody Harrelson

Diretto ancora una volta da Francis Lawrence, Hunger Games: L’alba sulla mietitura è un nuovo capitolo dell’acclamata saga cinematografica ambientata a Panem. Trattandosi di un prequel, però, racconterà di eventi accaduti molti anni prima della vittoria di Katniss e Peeta e si focalizzerà soprattutto sulla 50esima edizione degli Hunger Games, quella vinta da Haymitch. A seguito di ciò, è diventato poi il mentore del Distretto 12 arrivando a guidare anche Peeta e Katniss anni dopo.

Ai microfoni di People, Joseph Zada ha anticipato che questo film offrirà un lato nuovo di un personaggio già noto al pubblico. Infatti una parte della sua interpretazione di Haymitch si basa proprio sulla performance di Woody Harrelson, che l’ha preceduto: “Ritroviamo alcuni aspetti, come la moralità di Haymitch, il suo sarcasmo e l’idea che sia intelligente e solitamente un passo avanti agli altri”. La storia è ambientata 24 anni prima degli eventi del primo Hunger Games e, a detta di Zada, alza drasticamente la posta in gioco: “Ci sono il doppio dei tributi e più ostacoli da superare per il nostro protagonista, con meno supporto. Haymitch sta dando inizio a una ribellione a cui Katniss si unirà 24 anni dopo e, quando la inizia, ha solo poche persone dalla sua parte e il mondo da conquistare”.

Anni dopo, Katniss diventerà il volto della rivoluzione, la Ghiandaia Imitatrice di cui Panem aveva bisogno per liberarsi dalla tirannia del presidente Snow e dagli Hunger Games. Haymitch, però, ha avviato quella battaglia molto tempo prima. Il cast è composto da numerose star del cinema come Jesse Plemons, Elle Fanning, Mckenna Grace e Glenn Close e, in merito a quest’ultima, Zada ha ammesso: “È una delle persone più adorabili che abbia mai conosciuto e mi ha supportato e incoraggiato per tutta la durata delle riprese. Significa moltissimo avere il sostegno di una persona di tale calibro, e Glenn in particolare mi ha fatto capire chiaramente che ci sarebbe sempre stata per me. È la migliore in assoluto”. Il nuovo capitolo di Hunger Games è in arrivo al cinema a novembre 2026.



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Odissea, il retroscena di Zendaya: "Ecco perché non riuscivo a parlare sul set"

Il primo giorno di riprese sul set di Odissea, Zendaya non ha creduto di essere così saggia come il suo personaggio, Atena, chiamata ad affiancare Ulisse durante il lungo viaggio di ritorno a Itaca dopo la Guerra di Troia. Christopher Nolan ha voluto la star di Euphoria nel suo cast chiedendo il “permesso” a suo marito Tom Holland, che naturalmente non ha battuto ciglio, e ha prontamente elogiato il talento di Zendaya, definendola una star del cinema. Eppure il primo giorno di riprese non è stato così memorabile agli occhi dell’attrice.

Odissea, Zendaya ricorda il blocco durante il primo giorno di riprese in Islanda

Il primo giorno di riprese di Odissea, Zendaya ha raggiunto la location estiva in Islanda ma ha dovuto affrontare una sorta di blocco dettato dall’ansia. Ai microfoni di Happy, Sad, Confused, l’attrice ha rivelato: “Questo è il punto. Avevo le mie battute, volevo impararle a memoria. Credo di essermi fatta prendere un po’ dall’ansia”. Di certo non ha aiutato il clima freddo che, unito al nervosismo, ha messo in crisi Zendaya: “Faceva particolarmente freddo. Ero in Islanda. Avevo la bocca completamente congelata. Non riuscivo a dire una parola, non riuscivo a muovere la bocca, letteralmente. Che imbarazzo”.

Si è trattato in ogni caso di un piccolo inconveniente temporaneo. Per fortuna l’attrice ha superato quel blocco godendosi l’esperienza con un cast di tutto rispetto guidato da Matt Damon che interpreta Ulisse, insieme ad Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o e Charlize Theron. “È un vero piacere e un dono poter condividere delle scene con persone che ammiro. In un certo senso, bisogna compartimentalizzare. Concentrarsi, pensare al lavoro. Ma ero così emozionata e felice di essere lì e volevo dare il meglio di me”.

Christopher Nolan, in ogni caso, non ha avuto che elogi per lei. Ai microfoni di Fandango ha ammesso: “È sempre stata perfetta, sempre perfetta”. Anche Tom Holland, dal suo canto, ha rivelato le difficoltà del primo giorno di riprese di Odissea: “Penso che il mio primo giorno sia stato probabilmente una delle esperienze più intimidatorie della mia carriera, solo il fatto di far parte di un film di queste dimensioni”, ha confessato a Fandango.



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Marvel, Franklin Richards fa sembrare Thanos un dilettante: ecco perché è così potente

Per oltre dieci anni, Thanos è stato il punto di riferimento assoluto del Marvel Cinematic Universe. Con le Gemme dell'Infinito è riuscito a cancellare metà della vita nell'universo e ha costretto tutti gli Avengers a unirsi per fermarlo, lasciandosi alle spalle una lunga scia di vittime, da Gamora (Zoe Saldana) a Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) fino a Tony Stark (Robert Downey Jr.).

Il problema è che, dopo Avengers: Endgame, il MCU aveva bisogno di alzare ancora una volta l'asticella. Continuare a presentare Titano Pazzo come il massimo livello di potere avrebbe reso difficile costruire minacce ancora più grandi. In un certo senso, Marvel ha già iniziato questo processo nella serie Loki, dove scopriamo che la TVA conserva decine di Gemme dell'Infinito in un cassetto, usandole addirittura come fermacarte e ridimensionando completamente il valore degli oggetti per cui tanti eroi hanno sacrificato la vita.

Con I Fantastici Quattro: Gli Inizi, abbiamo finalmente conosciuto uno dei personaggi più potenti dell'intero universo Marvel: Franklin Richards, il figlio di Reed Richards (Pedro Pascal) e Sue Storm (Vanessa Kirby). Nei fumetti, Franklin è descritto come il mutante più potente mai esistito. Il film ne mostra solo un assaggio, ma basta per capire quanto il suo potenziale sia enorme. Il bambino possiede infatti capacità telepatiche, può manipolare la realtà e riesce perfino a riportare in vita sua madre dopo il sacrificio finale.

Per chi conosce i fumetti non è una sorpresa, ma per il pubblico del MCU è il debutto di un personaggio che potrebbe superare qualsiasi eroe o villain visto finora.

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Perché Franklin Richards è più potente di Thanos

La differenza fondamentale è che Thanos non era potente "di suo". Per diventare onnipotente aveva bisogno del Guanto dell'Infinito e delle Gemme. Senza di esse restava comunque un guerriero formidabile, ma non un essere in grado di riscrivere la realtà. Franklin Richards, invece, non ha bisogno di alcun artefatto, perché le sue capacità fanno parte della sua stessa natura. Nei fumetti è in grado di creare universi, manipolare lo spazio-tempo e alterare la realtà su scala cosmica. Se il MCU seguirà questa direzione, il confronto con Thanos rischia di diventare impietoso.

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In pratica Franklin è ciò che Thanos cercava di diventare grazie alle Gemme dell'Infinito, ed è proprio qui che nasce la sfida più difficile per i Marvel Studios. Introdurre un personaggio tanto potente è entusiasmante, ma comporta anche un rischio narrativo enorme. Quando un eroe può risolvere quasi ogni problema con i propri poteri, mantenere alta la tensione diventa molto più complicato. Finora non abbiamo visto Franklin che per pochi minuti, intuendo appena il suo potenziale

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Nella scena post-credits del film di Matt Shakman, tuttavia, sembra chiaro che il Dottor Destino lo abbia rapito e che, quindi, il bambino avrà un ruolo chiave in Avengers: Doomsday. Da questo punto in poi, Marvel dovrà trovare un equilibrio tra spettacolarità e credibilità, evitando che il bambino diventi una soluzione facile a qualsiasi conflitto. Per questo motivo, Franklin Richards potrebbe rappresentare contemporaneamente il futuro del MCU e la sua svolta più difficile dopo la fine della Saga dell'Infinito.



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