martedì 12 maggio 2026

La Festa è Finita, lotta di classe in chiave di commedia nera: una clip in anteprima esclusiva del film

Un piccolo screzio può scatenare una catena di eventi, di scuse mancate e accuse insistite. Una guerra di classe violenta e paradossale è al centro della commedia nera La festa è finita, ambientata nella splendida cornice di una sontuosa villa al mare del sud della Francia. La famiglia dei padroni di casa, ricchi e parigini, e quella che si occupa di custodire la villa fuori stagione, davanti ai rispettivi figli, fidanzati, testimoni e poi parte attiva di questa guerra, che passa da tentativi di negoziati all'esplosione totale. Il tutto intinto nel paradosso e nell'inchiostro nero che fa da gustoso contrasto con l'estate assolata che vivono a bordo piscina i protagonisti.

Ci sono due fuoriclasse come Laure Calamy e Laurent Lafitte, insieme a Elodie Bouchez, Ramzy Bedia, Sami Outalbali e Noée Abita, diretti da Antony Cordier, che tiene a sottolineare come una satira richieda della crudeltà nella descrizione dei rapporti sociali. Citando riferimenti alla commedia all'italiana più caustica, La festa è finita sarà nelle sale il 14 maggio per No.Mad Entertainment, dopo la presentazione alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes

Vi presentiamo in anteprima esclusiva una scena del film, in cui le due famiglie cominciano a scontrarsi sul serio, sempre con un inquietante sorriso sulle labbra.



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La Notte Brucia: finite le riprese del film d'esordio di Angelica Gallo ispirato a una storia vera

Si sono concluse a Roma le riprese di un'opera prima intitolata La Notte Brucia e incentrata su un fatto di cronaca avvenuto in una discoteca durante un concerto di musica trap. Diretto da Angelica Gallo, il film vede protagoniste le due giovani promesse Giovanni De Maria e Raika Hazanavicius.

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lunedì 11 maggio 2026

Ecco per voi alcuni dei grandi film interpretati da Katharine Hepburn

Celebriamo oggi con i consueti film in streaming la nascita di Katharine Hepburn (12 maggio 1907), una delle grandi attrici della storia del cinema. Unica interprete a vincere ben quattro premi Oscar, e tutti come protagonista, la Hepburn ha scritto pagine fondamentali di cinema classico hollywoodiano. Buona lettura. 

Cinque film in streaming interpretati dalla “divina” Katharine Hepburn

  • Piccole donne
  • Scandalo a Filadelfia
  • Improvvisamente l’estate scorsa
  • Indovina chi viene a cena?
  • Il leone d’inverno

Piccole donne (1933)

La più famosa e verosimilmente riuscita trasposizione cinematografica del classico di Louisa May Alcott vede la Hepburn al suo primo ruolo da vera protagonista. Ed è subito un successo strepitoso, un ruolo che le regala alla storia del cinema. A dirigere questa versione di Piccole donne arriva George Cukor, il quale con la protagonista instaura nei decenni una collaborazione cinematografica esemplare. Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, nomination al film e alla regia. Un classico che apre definitivamente le porte alla stagione della Hollywood magnifica degli anni  ‘30. Disponibile su Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Scandalo a Filadelfia (1940)

Sempre per George Cukor la Hepburn interpreta una donna altolocata, civettuola, indipendente e semplicemente irresistibile. Ma Scandalo a Filadelfia si ricorda anche per le interpretazioni eleganti e frizzanti di altri due “mostri sacri” come Cary Grant e James Stewart, che per questa commedia leggendaria vince il suo unico Oscar. Sceneggiatura scoppiettante, interpretazioni deliziosa, un tono da sophisticated comedy che difficilmente può essere ripetuto, almeno non a tali livelli. Un classico del genere, pietra preziosa della carriera di tutti coloro che hanno contribuito a renderlo tale. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Improvvisamente l’estate scorsa (1959)

Ispirato dall’opera corposa di Tennessee Williams, questo dramma psicologico vede la Hepburn recitare insieme ad altri attori di grandissimo talento come Elizabeth Taylor e soprattutto Montgomery Clift. Joseph L. Mankiewicz dirige Improvvisamente l’estate scorsa stando attento principalmente alla definizione dei personaggi e delle loro personalità complesse. Un’opera che si dipana precisa e sorprendente, con la Hepburn impegnata in un ruolo ambiguo, Scene di un’intensità emozionale davvero indimenticabile, grazie soprattutto alle performance sontuose dei tre protagonisti. Candidature all'Oscar per la Hepburn e la Taylor, la meritava anche Clift. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Indovina chi viene a cena? (1967)

Secondo oscar come miglior attrice protagonista per il classico diretto da Stanley Kramer che racconta di una società divisa nelle questioni razziali. Accanto all’attrice l’amato e sempre grandissimo Spencer Tracy, mentre a supporto troviamo addirittura Sidney Poitier. Indovina chi viene a cena? propone delle questioni fondamentali e purtroppo ancora non del tutto risolte all'interno del tessuto sociale statunitense. Un film magnificamente scritto e del tutto contemporaneo, forse un po’ datato per la sua fin troppo aperta spinta liberal. Il monologo finale di Tracy è da antologia. Lungometraggio quasi perfetto, con  pochissime sbavature e una tensione etica encomiabile. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Il leone d’inverno (1968)

Quando si parla di teatro filmato, di quello fatto con grande stile, Il leone d’inverno è senza alcun dubbio uno dei primi titoli che debbono venir in mente. Ex-aequo con Barbra Streisand, Katharine Hepburn vince il suo terzo Oscar (il quarto arriverà per Sul lago dorato, non disponibile in streaming). La grandiosa protagonista duetta con un altrettanto iconico Peter O’Toole: i due fanno di questo dramma in costume un qualcosa di indimenticabile, di irruento e caldissimo. Come cast di supporto troviamo addirittura Sir Anthony Hopkins al suo esordio sul grande schermo e l’ex James Bond Timothy Dalton. Arrivano le statuette anche per la sceneggiatura originale e la musica di John Barry. Messa in scena di Anthony Harvey. Cinema Di sostanza e potenza narrativa. Disponibile su Netflix.



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A Quiet Place Part III, al via le riprese: il regista mostra un primo scatto dal set

Soltanto pochi giorni fa John Krasinski aveva offerto un aggiornamento sullo stato di produzione di A Quiet Place III ed è stato di parola. Come confermato dal regista e sceneggiatore, il terzo capitolo della trilogia principale horror ha ufficialmente avviato le riprese. John Krasinski ha preferito offrire una testimonianza fotografica tramite social, condividendo un primo scatto delle riprese.

Come già confermato da tempo, anche questo film coinvolgerà Emily Blunt come protagonista riportando la famiglia Abbott nuovamente al centro della storia e alle prese con creature aliene dall’udito super sensibile. Dopo il successo del primo film, anche il sequel ha rapidamente conquistato il pubblico coinvolgendo nel cast anche Cillian Murphy, a sua volta di ritorno nel terzo film. Ma a che punto è la produzione?

A Quiet Place III, al via le riprese: la testimonianza fotografica del regista

Non molto tempo fa John Krasinski aveva raccontato di essere ad un passo dall’inizio delle riprese, dettaglio poi evidenziato di recente con uno scatto dal set che mostra un ciak in primo piano in una strada deserta, con sullo sfondo un arco. Nessun personaggio è stato coinvolto nello scatto in questione, ma sappiamo che le riprese sono attualmente in corso a New York e anche Emily Blunt è presente sul set. In didascalia, il regista e sceneggiatore ha aggiunto: “Si parte! Parte III”.

Ad oggi non è stato ancora rivelato di cosa parlerà la trama del terzo film ma, trattandosi dell’ultimo capitolo della trilogia principale, è probabile che offrirà una chiusura definitiva alla storia della famiglia Abbott, partita in principio nel 2018 con A Quiet Place – Un posto tranquillo. John Krasinski, in quel caso, è stato coinvolto anche nel cast interpretando il padre di famiglia Lee. Insieme alla sua famiglia, ha cercato di sopravvivere sulla Terra invasa da creature aliene cieche ma dotate di un udito estremamente sensibile, conducendo la propria vita in silenzio. Purtroppo Lee non è sopravvissuto al primo film e sua moglie, nel sequel A Quiet Place II, è alle prese con un altro figlio arrivato in famiglia e la costante lotta alla sopravvivenza. Nel secondo capitolo scoprono di più degli alieni invasori e cercano di contattare altri sopravvissuti.

Oltre ad Emily Blunt, anche Millicent Simmonds e Noah Jupe riprenderanno i rispettivi ruoli dei figli di Evelyn, Regan e Marcus. Con una data d’uscita fissata per luglio 2027, il terzo film è particolarmente atteso a distanza di sette anni dal precedente, con una pausa segnata da un prequel intitolato A Quiet Place: Giorno 1 che ha ottenuto un buon risultato al botteghino, incassando 267 milioni di dollari in tutto il mondo.



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domenica 10 maggio 2026

Riviera International Film Festival 2026: tutti i vincitori della decima edizione

Miglior film del 2026 al Riviera International Film Festival è Karla, la pellicola tedesca diretta da Christina Tournatzés, tra i documentari si impone l’ucraino Second Wind. Migliori registi i fratelli David ed Eric Cummings di Legionario, a cui va anche il premio del pubblico. Zion è la migliore sceneggiatura, tra gli attori vincono Angela Cervantes di Fury e Derek Leheste di Fränk.

Riviera International Film Festival 2026: ecco tutti i vincitori della decima edizione

Sestri Levante (GE), 10 maggio – Il coraggio di una ragazzina di dodici anni che, nella Monaco di Baviera del 1962, trova la forza di compiere un gesto impensabile per il suo tempo: presentarsi in tribunale e denunciare le violenze del padre. È la storia di Karla il film vincitore del Riviera International Film Festival 2026 diretto dalla regista tedesca di origine greca< Christina Tournatzès. Ispirato a un caso reale, il film segue la forza ostinata di una bambina che rivendica il diritto di essere creduta e costringe gli adulti a decidere da che parte stare

Il riconoscimento per la miglior regia va ai fratelli David ed Eric Cummings per Legionario, la vicenda di un soldato legionario francese costretto a tornare nella nativa Colombia per confrontarsi con il proprio passato di guerrigliero nelle Farc. A Legionario va anche il premio del pubblico, mentre la giuria degli studenti sceglie il tedesco A fading man, di Welf Reinhart. La migliore sceneggiatura è quella di Zion, diretto da Nelson Foix. I premi individuali per i migliori attori se li aggiudicano la spagnola Angela Cervantes, protagonista di Fury e l’appena 17enne Derek Leheste, interprete dell’estone Fränk. Il premio speciale Baia del Silenzio Redelfi viene assegnato a Renovation della lituana Gabrielė Urbonaitė.

Tra i documentari successo per l’ucraino Second Wind di Masha Kondakhova, storia di speranza, resistenza e volontà indomabile di cinque veterani di guerra e del loro percorso di rinascita dai campi di battaglia in Europa orientale alle pendici del Kilimangiaro. Menzioni speciali per il canadese Agatha’s Almanac e lo statunitense The Keeper e premio speciale I Wonderful per Yanuni, coproduzione brasiliana e statunitense su una capotribù indigena dell’Amazzonia. Miglior cortometraggio, infine, è Clay di Kevin Haefelin, la storia surreale di una neonata che emerge da un uovo di gesso a Central Park; ben tre, in questo caso, le menzioni speciali, per Erlkoning, Maturation Station e 52 Is a Machine.

Come ogni anno, poi, nel corso della cerimonia finale il Riff ha attribuito dei riconoscimenti particolari per alcuni dei suoi ospiti. Due gli Icon Award, andati all’attrice giordano-palestinese Saja Kilani, protagonista de La voce di Hind Rajab, e all’executive vice president di Sky Studios Italia, Nils Hartmann; alla sceneggiatrice e scrittrice Barbara Alberti il Vision Award, premio alla carriera al grande regista britannico Stephen Frears e, infine,Planet star Award a The Ocean Cleanup, fondazione senza scopo di lucro che sviluppa tecnologie avanzate per eliminare la plastica dagli oceani e intercettarla nei fiumi prima che raggiunga il mare.

Il bilancio del Riff 2026

Dal punto di vista delle presenze, il Riff 2026 ha fatto registrare il sold out tanto al Cinema Ariston come al Duferco Lounge di piazza Matteotti, al convento dell’Annunziata e soprattutto negli alberghi, consolidando la propria dimensione di evento di respiro internazionale grazie, anche, all’eccezionale partecipazione nelle prime giornate del premier ungherese in pectore Peter Magyar, arrivato a Sestri Levante per presentare per la prima volta al di fuori del proprio paese, insieme agli autori Tamás Topolánszky e Claudia Sümeghy, il documentario Spring Wind che ne ripercorre l’ascesa politica.

«La cosa che più ci rende orgogliosi sono le presenze al cinema che certificano la fedeltà e la passione del pubblico – commenta il presidente del Riff Stefano Gallini Durante "Il Festival è diventato una garanzia in termini di qualità grazie, in primis, proprio al livello eccezionale dei film. Un apprezzamento che ritroviamo nell’eco avuta sui media italiani e anche internazionali, a coronamento di dieci anni di incredibile lavoro da parte di tutti e mosso dalla passione per il cinema. Questo Festival ha ormai raggiunto un’altissima qualità artistica e culturale, e proprio per questo non posso che rinnovare l’appello alle istituzioni pubbliche affinché investano con sempre più convinzione e risorse sulla cultura, capace di attirare un pubblico di qualità e di elevare le menti e lo spirito delle persone".

"È stato il Festival della consacrazione, la decima edizione a coronamento di una scommessa "ribelle" lanciata nel 2017 e che, anno dopo anno, ha reso il Riff un appuntamento imprescindibile per i giovani talenti e un evento ormai riconosciuto dai media di settore per la forza dei suoi contenuti – riflette Vito D’Onghia, presidente della Fondazione Riviera International. "Vedere, poi, centinaia e centinaia di ragazzi riempire il cinema per tutta la settimana e le strade e le piazza di Sestri Levante affollate di appassionati venuti apposta per seguire i talk e i panel e incontrare da vicino i loro idoli, è il più bel riconoscimento al lavoro svolto da tutto il nostro fantastico staff nell'arco dell'anno".

Tutti i premi assegnati al Riff 2026

  • Miglior film: Karla
  • Miglior regista: David ed Eric Cummings (Legionario)
  • Miglior attore: Derek Leheste(Fränk
  • Miglior attrice: Angela Cervantes(Fury)
  • Miglior sceneggiatura: Zion
  • Miglior documentario:Second Wind
  • Menzione speciale: Agatha’s Almanac
  • I Wonderul Award: Yanuni
  • Audience Award: Legionario
  • Students Award: A Fading Man
  • Baia del Silenzio Redelfi Award: Renovation
  • Riff Short: Clay
  • <>Menzioni speciali cortometraggi: Erlkoning, Maturation Station, 52 Is a Machine
  • Icon Award: Saja Kilani
  • Vision Award: Barbara Alberti
  • Career Award: Stephen Frears
  • Planet star Award
  • Planet Star Award: The Ocean Cleanup


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Stasera in TV: Film da vedere Domenica 10 Maggio, in prima serata

Stasera in TV, Domenica 10 Maggio 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt vogliono girare Il diavolo veste Prada 3 ad una sola condizione

Il diavolo veste Prada ha impiegato 20 anni per tornare al cinema con un secondo appuntamento e Meryl Streep, Anne Hathaway e Emily Blunt sarebbero più che disposte a realizzarne un terzo, ma ad una condizione ben precisa.

Vent’anni dopo, Miranda Priestly è ancora terrificante nel campo della moda, ma è anche in profonda difficoltà e per questo ha bisogno di tutto l’aiuto possibile. Dopo il successo del primo film distribuito nel 2006, il sequel ha raggiunto recentemente le sale nostrane per raccontare un nuovo capitolo nella vita di Miranda, Andy ed Emily, le cui carriere sono andate avanti rispetto al primo film ed ognuna di queste tre donne ne ha fatta di strada. Ma un terzo film sarebbe possibile? E, se sì, coinvolgerebbe ancora una volta questi tre pilastri? A rispondere sono state proprio le attrici.

Il diavolo veste Prada 3 si farà mai? Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt dettano le condizioni

Non è detto che Il diavolo veste Prada 3 si farà ma, nel dubbio, Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt hanno ammesso di essere interessate ma soltanto ad una condizione. La prima è stata Meryl Streep: a detta dell’attrice, potrebbe convincerla soltanto “la sceneggiatura”. Anche Emily Blunt ha ammesso: “Una buona sceneggiatura. È tutta una questione di sceneggiatura”. Anne Hathaway infine ha aggiunto: “E poi tutti devono dire sì”. A detta di Emily Blunt devono esserci tutti, anche Stanley Tucci. Infine Meryl Streep ha concluso con una battuta: “E devono essere tutti vivi”.

Iconica direttrice di Runway, Miranda Priestly ritrova Andy Sachs in redazione per rilanciare il magazine in un periodo di estrema difficoltà. Le due devono cercare insieme di convincere Emily, l’ex assistente di Miranda, ad acquistare spazi pubblicitari per evitare che la rivista affondi. I personaggi sono gli stessi, ma cambiati, più maturi, ed è quanto accaduto anche alle rispettive interpreti. Anne Hathaway, ad esempio, ha raccontato a People: “La cosa che mi ha colpito di più è che quando abbiamo girato il primo film, ero una ragazza disastrosa di 22 anni. Voglio dire, ora mi trovo in una fase completamente diversa della mia vita. Sono davvero fortunata. Ho trovato una persona che amo moltissimo [mio marito Adam Shulman]. Siamo sposati da 17 anni. Abbiamo due figli. Sento che la mia vita è molto più completa e appagante. Mi sentivo così persa a 22 anni, e questo si adattava perfettamente al personaggio”.

A detta di Meryl Streep, invece, l’esperienza è stata abbastanza facile. “Penso che questi personaggi si conservino bene. Mi è piaciuto riscoprire Miranda”. Anche Emily Blunt la pensa allo stesso modo: “In un certo senso ti fondi con il personaggio che interpreti. Ascolta, adoro interpretare questa pazza. Mi sono divertita molto a calarmi di nuovo nei suoi panni”. Potrebbe esserci spazio, dunque, per un terzo film?



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