venerdì 11 settembre 2026

The Legend of Zelda, la doppiatrice della Principessa svela il retroscena: è stata chiamata per il film?

Patricia Summersett ha maturato una forte esperienza nel mondo dei videogame ed è molto legata a The Legend of Zelda, essendo stata la prima voce inglese ufficiale associata al personaggio della Principessa Zelda nel franchise Nintendo. Sappiamo, però, che il live action prossimamente in arrivo ha già scelto l’attrice che interpreterà la versione in carne ed ossa di Zelda (Bo Bragason). Ciononostante Patricia Summersett ha affrontato il suo possibile coinvolgimento nel film assecondando i desideri dei fan.

The Legend of Zelda, la doppiatrice Patricia Summersett spiega se è stata contattata o meno per il live action

Da tempo si vocifera del possibile coinvolgimento di Patricia Summersett nel live action di The Legend of Zelda: più che una voce di corridoio una forte speranza dei fan di vedere coinvolta anche la voce storica della principessa. In una recente intervista con Variety, l’attrice e doppiatrice ha preferito giocare la carta dell’ambiguità senza confermare o smentire il proprio coinvolgimento. Non sarebbe la prima star dei videogame, del resto, ad essere coinvolta poi anche negli adattamenti cinematografici e televisivi.

A Patricia Summersett è stato chiesto se fosse stata contattata per un ruolo nel live action e la sua risposta è stata: “Non saprei rispondere in un modo o nell'altro. Certo, sono un NDA ambulante, una specie di nomade digitale. Voglio dire, apprezzo molto quando lo fanno per i doppiatori e spero che diventi una prassi consolidata in futuro, man mano che tutte le tecnologie si fondono e i videogiochi aspirano a essere più simili al cinema, e il cinema a essere più simile ai videogiochi. È un riconoscimento apprezzabile, ma non saprei esprimermi in un senso o nell'altro”.

In ogni caso l’attrice è stata interpellata anche sul live action e su come verrà adattata Zelda sul grande schermo: “In un certo senso, sarei l'ultima persona a poter esprimere un'opinione su come, a mio parere, il gioco potrebbe essere adattato al meglio, perché non sono né un regista né un esperto come quelli che hanno coinvolto. Per quanto riguarda le diverse versioni di Zelda, non saprei dire, dato che non sono ancora state pubblicate, come potrebbero influenzare la mia percezione generale del gioco. Lascio semplicemente ampio spazio a diverse interpretazioni che persone diverse potrebbero apportare. Allo stesso modo in cui qualcuno può dare un contributo a una nuova serie di Harry Potter o a un film di James Bond, o a qualcosa di simile che presenta un elemento narrativo ciclico con archetipi ricorrenti”. Ha poi concluso: “È difficile realizzare adattamenti cinematografici di videogiochi di successo, ma viviamo in un'epoca in cui questi adattamenti stanno ottenendo risultati straordinari. Vedremo. Molte persone sono davvero entusiaste. Sarò molto, molto curiosa di vedere cosa ne faranno e sono emozionata, insieme a tutti gli altri, per le persone coinvolte, perché si tratta di un progetto enorme e sono molto fortunati a far parte di un franchise così fantastico. Auguro loro il meglio e sono sicura che sarà un successo. Ma le persone avranno sempre opinioni molto forti al riguardo, a prescindere”.



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Su Netflix c’è il film del regista di Your Name con un ragazzo trasformato in sedia (ma dietro c’è una tragedia reale)

Se avete voglia di recuperare un anime capace di mescolare fantasy, avventura, romanticismo e una storia profondamente legata alla memoria del Giappone, su Netflix c'è Suzume, uno dei film più ambiziosi di Makoto Shinkai, il regista di Your Name. Il film è disponibile in streaming in Italia anche su Crunchyroll.

La storia segue Suzume Iwato, una studentessa di 17 anni che vive nel Kyushu. La sua vita cambia quando incontra Souta Munakata, un ragazzo misterioso che sembra avere un compito molto particolare: viaggiare per il Giappone alla ricerca di porte capaci di provocare terribili disastri e richiuderle prima che sia troppo tardi. La situazione diventa però decisamente più assurda quando Souta viene trasformato in una piccola sedia a tre gambe.

Da quel momento, Suzume si ritrova coinvolta in un viaggio attraverso il Paese insieme al ragazzo-sedia, cercando di chiudere tutte le porte rimaste aperte e impedire che altre calamità si abbattano sul Giappone. È una premessa completamente folle ma, dietro l'apparente leggerezza del film, si nasconde una storia molto più dolorosa.

La vera storia dietro le porte di Suzume

Le porte sono molto più di un semplice espediente fantastico. Ognuna conduce verso posti abbandonati, spazi che un tempo erano pieni di vita e che sono stati lasciati indietro. Scuole, abitazioni, parchi e intere comunità diventano così parte di un viaggio che parla soprattutto di persone, ricordi e perdita. È qui che Suzume rivela il suo lato più malinconico. I luoghi non sono semplicemente scenari spettacolari: rappresentano ciò che rimane quando una comunità scompare e quando il tempo sembra essersi fermato.

Suzume impara progressivamente che dimenticare non è l'unico modo per andare avanti e che alcuni ricordi possono continuare a far parte della nostra vita senza impedirci di proseguire. Questa componente non è casuale. Il film è infatti profondamente legato al terremoto e allo tsunami che colpirono il Giappone nel 2011, una tragedia che, nella storia personale di Suzume, assume un significato fondamentale. La protagonista ha perso la madre durante il disastro e il lutto continua a influenzare il suo rapporto con il passato.

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Shinkai trasforma quindi una storia fantastica in un racconto sulla capacità di convivere con una ferita che non può essere semplicemente cancellata.

Perché Suzume ha fatto discutere

È proprio questo aspetto ad aver generato alcune delle discussioni più interessanti intorno al film. Suzume è stato apprezzato per l'animazione, la musica, i personaggi e la capacità di alternare momenti divertenti a sequenze molto emotive, ma affrontare una tragedia reale come quella del 2011 attraverso una storia fantasy comportava inevitabilmente dei rischi. Per alcuni spettatori, la scelta di Shinkai permette di parlare del trauma attraverso una prospettiva accessibile e persino speranzosa.

Per altri, invece, trasformare una tragedia nazionale di questa portata in un'avventura fantastica può risultare problematico, soprattutto quando il dolore collettivo viene filtrato attraverso la storia personale di una sola ragazza. Sotto le porte misteriose, i disastri soprannaturali e perfino una sedia parlante, c'è però una riflessione molto più profonda sulla memoria e sul modo in cui una persona può imparare a convivere con ciò che ha perduto.

Un successo enorme per Makoto Shinkai

Il film è arrivato al cinema nel 2022 e ha confermato la capacità di Shinkai di trasformare storie profondamente giapponesi in fenomeni internazionali. Suzume ha incassato oltre 221 milioni di dollari nel mondo, diventando uno dei maggiori successi della carriera del regista. Ha inoltre consolidato la posizione di Shinkai tra i nomi più importanti dell'animazione giapponese contemporanea, dopo il successo mondiale di Your Name. e Weathering with You.

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Se vale la pena recuperare Suzume su Netflix è proprio perché a prima vista sembra la classica avventura anime piena di colori, creature bizzarre e situazioni impossibili. In realtà, dietro quella superficie spettacolare c'è un film che parla di lutto, terremoti e della necessità di continuare a vivere anche quando alcune ferite non scompaiono mai del tutto.



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giovedì 10 settembre 2026

Amori & Incantesimi 2, le streghe Sandra Bullock e Nicole Kidman per un sequel che nessuno si sarebbe mai aspettato

Nel 1998, quando arrivò in sala Amori & Incantesimi (titolo originale Practical Magic), pochi si sarebbero aspettati di parlare ancora dei suoi personaggi ben ventotto anni dopo, men che mai le stesse attrici protagoniste Sandra Bullock e Nicole Kidman. A furor di popolo, nei decenni, l'affetto mostrato dal pubblico ha spinto a recuperare questo mondo e il suo cast per una nuova avventura. La regia è cambiata, ma il materiale di partenza è sempre lo stesso, insieme a un quartetto di interpreti fisse, alle quali si aggiungono due nuovi giovani acquisti. Osserviamo più da vicino l'operazione Amori & Incantesimi 2, nei cinema italiani dal 10 settembre distribuito da Warner Bros. Pictures.

Amori & Incantesimi 2, la trama del sequel col ritorno delle sorelle Owens

Come ritroviamo le sorelle Owens, quando comincia Amori & Incantesimi 2? Sally (Sandra Bullock) è una bibliotecaria nella cittadina del Massachusetts che ben conosciamo: le sue due figlie Kylie (Joey King) e Antonia (Maise Williams) sono ormai ventenni e lontane, con una vita propria, mentre lei convive ancora con le zie Jet (Dianne Wiest) e Frances (Stockard Channing). Naturalmente sua sorella Gillian (Nicole Kidman) è rimasta una scapestrata, sempre però legata alla sorellanza e soprattutto alla sua natura di strega, che invece Sally ha rinnegato e non ha voluto nemmeno rivelare a Kylie e Antonia. È infatti rimasta vedova per la seconda volta, sempre a causa della maledizione che pencola sugli uomini che amano la stirpe di streghe Owens, e lascerebbe le cose come stanno... finché non scopre che Kylie si è perdutamente innamorata del dolce e premuroso Gideon, ricambiata. Il ragazzo è condannato: sulle spalle di Sally ricadrà improvvisamente la responsabilità di aver taciuto su troppe cose. Sarà corsa contro il tempo in compagnia di Gillian, per evitare l'irreparabile... e forse ritrovare l'amore.

Un sequel cucinato a fuoco lento per quasi trent'anni

Il percorso del primo Amori & Incantesimi è curioso. Alla sua uscita nel 1998, stando a Boxofficemojo incassò nel mondo 94.430.000 dollari, a fronte di un budget sui 75 milioni: in altre parole si rivelò un flop piuttosto pesante per Warner Bros., né la critica fu più benevola per un anarchico pastiche in cui il regista Griffin Dunne miscelò commedia romantica, feel good movie familiare, sorellanza, horror, fantasy stregonesco e persino accenni di pulp. Qualche giorno fa, sul red carpet del sequel, Bullock ha sintetizzato quello che successe: "Pensavamo: sarà un film fantastico, la gente l'adorerà! Ma poi si spense, proprio si spense. Dicevano: ma sono veramente necessarie tutte queste donne? Ma quanti registri ci sono? Ma che genere di film è?"
A quel punto la pratica poteva dirsi chiusa, con le interpreti rassegnate a derubricare Practical Magic come il classico esperimento in cui hai creduto ma non ha funzionato. Qualcuno aveva tuttavia notato che l'elemento narrativo della sorellanza era trasmesso particolarmente bene nella narrazione (soprattutto grazie alla professionalità e al carisma delle due protagoniste)... e forse è stata la chiave di un fenomeno non inedito ma raro: la rivalutazione. Fatto sta che, oltre un quarto di secolo dopo, Amori & Incantesimi è assurto a rango di cult movie, gettonatissimo in tv e nello streaming, al punto da rendere assolutamente plausibile proseguire la narrazione, anche perché la strada era stata già spianata dal'autrice dei romanzi dai quali i film provengono.

Amori & Incantesimi 2, differenze e somiglianze, nel cast e nella genesi produttiva

In quattro ruoli, la continuità col primo capitolo è totale: non ritornano solo Sandra Bullock e Nicole Kidman (questa volta in doppia veste di attrici e co-produttrici, con la storica Denise Di Novi), ma anche Stockard Channing e Dianne Wiest nei panni delle premurose zie, guardiane della tradizione stregonesca. Sommovimenti invece nel casting delle figlie di Sally: nel primo atto, solo bambine, Kylie e Antonia erano interpretate rispettivamente da Evan Rachel Wood e Alexandra Artrip, sostituite qui dalla Joey King di The Kissing Booth e da Maise Williams, ex-Arya Stark del Trono di Spade. La sostituzione è stata dovuta a ragioni d'età: il copione del sequel prevede che le figlie di Sally siano ventenni, per cui non è stato possibile riconfermare Wood e Artrip.
Nonostante Griffin Dunne fosse stato considerato da Bullock stessa come una chiave importante del tono particolare di Amori & Incantesimi, il regista ha deciso di fare un passo indietro, mantenendosi produttore esecutivo e lasciando che la regia di una donna completasse la forza femminile della saga: qui infatti firma la regia Susanne Bier, che aveva già una dimestichezza con Sandra, avendola diretta nel grande successo Netflix di Bird Box (2018).
C'è continuità anche nella fonte: Amori & Incantesimi 2 è infatti l'adattamento di "The Book of Magic" (2021) della scrittrice Alice Hoffman, autrice anche del precedente "Practical Magic" (1995), edito in Italia nel 1997 col titolo di "Il giardino delle magie", e appunto trasposto nel primo film.



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Avengers: Doomsday, a 3 mesi dall'uscita ha già un record in tasca (ma è presto per festeggiare)

Mettiamola così: Avengers: Doomsday deve ancora arrivare al cinema, ma ha già iniziato a fare quello che Marvel sperava facesse: macinare record. A circa 100 giorni dall'uscita, il film ha infatti superato i 40 milioni di dollari nelle prevendite negli Stati Uniti, diventando il primo film nella storia a raggiungere questa cifra con così tanto anticipo. Niente male per un film che, tecnicamente, non sappiamo nemmeno bene di cosa parlerà.

La corsa ai biglietti è iniziata il 20 luglio con le proiezioni nei formati premium: già quel primo giorno, Doomsday ha raccolto 16,5 milioni di dollari, praticamente il doppio di quanto aveva fatto Deadpool & Wolverine nel suo primo giorno di prevendite nel 2024. Poi sono partite le vendite più estese e il conto è rapidamente arrivato oltre quota 40 milioni.

Marvel può già stappare lo champagne? Ni

Il record è impressionante, ma va preso con un minimo di cautela. Il motivo è semplice: oggi i biglietti vengono messi in vendita molto prima rispetto al passato. I quattro precedenti film degli Avengers, infatti, non avevano avuto prevendite aperte per un periodo così lungo. Persino Avengers: Endgame, che, nel 2019,aveva stabilito il precedente record di prevendite, aveva avuto i biglietti disponibili soltanto per poche settimane prima dell'uscita.

Ma c'è un dato che fa comunque drizzare le antenne: la prevendita di Doomsday sta viaggiando davanti a quella di Spider-Man: Brand New Day nello stesso periodo. E qui arriviamo alla parte davvero interessante.

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Spider-Man ha alzato parecchio l'asticella

Al box office, il ritorno di Tom Holland nei panni dell'Uomo Ragno non è semplicemente "andato bene". È diventato una vera e propria macchina da soldi. Il film ha aperto negli Stati Uniti con 360 milioni di dollari, superando persino i 357 milioni di Avengers: Endgame e stabilendo il nuovo record per il miglior debutto domestico di sempre. In appena 17 giorni, ha inoltre superato i 2 miliardi di dollari worldwide, diventando il secondo film più veloce della storia a raggiungere quella cifra, dietro proprio a Endgame.

A questo punto, Doomsday ha un problema: il confronto è inevitabile. Da una parte hai Peter Parker, Hulk, Punisher e il debutto di Jean Grey nel MCU. Dall'altra, Robert Downey Jr. nei panni di Dottor Destino, Steve Rogers, i Fantastici Quattro e una parte degli storici X-Men. Il punto, però, è che Brand New Day, nonostante tutti questi personaggi, ha mantenuto Peter al centro della storia. Il pubblico non è andato al cinema soltanto per vedere chi sarebbe comparso nel prossimo cameo. Voleva sapere cosa sarebbe successo a Spider-Man. Della trama di Doomsday, invece, sappiamo ancora pochissimo.

2 miliardi sono il nuovo traguardo?

Arriviamo alla vera domanda. Le prime stime per Avengers: Doomsday parlano di un debutto americano compreso tra 260 e 300 milioni di dollari. Sarebbe un risultato enorme per praticamente qualsiasi film sulla faccia della Terra, ma sarebbe comunque inferiore ai 360 milioni ottenuti da Brand New Day. E il problema di Doomsday non sarà soltanto il primo weekend. Perché con un film del genere, l'apertura può essere praticamente garantita dalla curiosità.

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La vera sfida arriverà dopo. Marvel dovrà convincere il pubblico che vale la pena tornare a vedere Doomsday. E magari portarsi dietro amici, partner, figli, colleghi che non volevano venire ma che, alla fine, vengono trascinati al cinema. Per questo i 40 milioni di prevendite a 100 giorni dall'uscita sono un ottimo segnale, ma non sono ancora una vittoria. Se Doomsday vuole davvero essere considerato un successo all'altezza delle aspettative, il numero da tenere d'occhio non è soltanto quello del primo weekend. Sono i 2 miliardi.

E dopo quello che ha appena fatto Spider-Man: Brand New Day, Marvel non poteva ricevere un'asticella più alta.



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mercoledì 9 settembre 2026

I migliori film in streaming diretti da Guy Ritchie

Compie oggi 58 anni il regista britannico Guy Ritchie, colui che ci ha regalato alcune delle commedie d’azione più originali e spigliate dei nostri tempi. Vogliamo allora rendergli il simpatico omaggio attraverso i consueti film in streaming, sostituendo però come, almeno in  un caso, Ritchie si è rivelato anche notevole regista di un dramma bellico di spessore. Buona lettura.

Cinque film in streaming diretti da Guy Ritchie

  • Lock & Stock - Pazzi scatenati
  • Sherlock Holmes
  • King Arthur - Il potere della spada 
  • The Gentlemen
  • The Covenant 

Lock & Stock - Pazzi scatenati (1998)

L’esordio alla regia di Ritchie si segnala come uno di quei lungometraggi che impongono la rotta del genere negli anni a seguire. Commedia criminale pulp e frizzante, Lock & Stock - Pazzi scatenati lanciò la carriera di attori di grido come Jason Statham e Stephen Graham, oltre all’ex calciatore “duro” come pochi Vinnie Jones. Trovate di regia su cui si poggia una regia istrionica e ispirata. Come prodotto d’evasione, un piccolo gioiello di intrattenimento sulfureo e divertente. Almeno un paio di trovate di regia e sceneggiatura confermano non soltanto la bontà di Ritchie, ma soprattutto una verve iconoclasta che in futuro svilupperà soltanto a fasi alterne. Il suo secondo film Snatch con Brad Pitt lo dimostra in pieno. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Sherlock Holmes (2009)

Trasposizione cinematografica ultra-action in versione testosteronica per Richie. Il suo Sherlock Holmes usa di certo la mente geniale ma tutt'altro che disdegna anche i pugni. Robert Downey Jr. come protagonista e Jude Law come spalla fidata nel ruolo di Watson sono una coppia d’assi che possiede un’alchimia notevole. Rachel McAdams possiede poi la classe e l’ironia perfette per donare un minimo di eleganza a questo tipo di produzioni sgangherate e fracassone. Il pubblico regala numeri enormi al botteghino, come d’altronde al sequel; la critica si divide, ma nel complesso l’operazione è decisamente riuscita. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, TIMVIsion, Amazon Prime Video, NOW.

King Arthur - Il potere della spada (2017)

La rivisitazione prepotente e guascona della leggenda della fondazione di Re Artù è a conti fatti uno dei migliori lungometraggi del Guy Ritchie versione mainstream, anzi forse addirittura il migliore. Peccato che il botteghino non abbia supportato questo fantasy intelligente, visivamente curatissimo e brioso, che in molti momenti ti sorprende ed emoziona. Charlie Hunnam comanda King Arthur - Il potere della spada con carisma ed energia. Accanto a lui un cattivissimo e sempre affascinante Jude Law, insieme ad Annabelle Wallis, Aidan Gillen, Djimon Hounsou, Eric Bana. Film a tratti maestoso, esteticamente potente, che vediamo ogni volta con enorme piacere. Bravi Guy! Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, TIMVIsion, Amazon Prime Video, NOW.

The Gentlemen (2020)

Ritorno al crime-movie ma in forma più elegante  e contenuta, che punta sul cast e sulla regia controllata più che sulla sorpresa e gli effetti. E in effetti Richie ha ragione, poichè The Gentlemen si avvale del fascino e della bravura di attori come Matthew McConaughey, Hugh Grant, Michelle Dockery, ancora Hunnam, Colin Farrell e Jeremy Strong. I momenti di cinema gustosi e vagamente folli comunque non mancano, soprattutto grazie agli attori comprimari. Nel film c’è un’amarezza sconosciuta rispetto agli stessi titoli di genere del passato, e questo aumenta il fascino dell'operazione . Titolo tra i più riusciti della seconda parte della filmografia del cineasta. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVIsion, Netflix, Amazon Prime Video, NOW.

The Covenant (2023)

Ambientazione e tono inediti per Ritchie, che sviluppa la meglio il dramma psicologico di un soldato che, dopo aver vissuto sulla propria pelle il dramma del conflitto in Afghanistan, vuole tornare per aiutare la guida e traduttore che gli ha salvato la vita. Jake Gyllenhaal torna finalmente ad essere intenso e poderoso in The Covenant, film che possiede un peso drammatico superiore alla media di questo tipo di prodotti. Dar Salim, Antony Starr, Jonny Lee Miller ed Emily Beecham aiutano a riempire un cast azzeccato. Film che è spettacolare quando serve, ma soprattutto offre una storia di psicologia dilaniata e un dramma molto solido. Sottovalutato, merita molta più attenzione. Disponibile su Amazon Prime Video.



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Heat 2 alza il tiro: Stephen Graham confermato nel cast del sequel più atteso di sempre

Già tempo fa si vociferava del possibile sostituto di Robert De Niro nel sequel di Heat – La sfida, film del 1995 scritto, diretto e co-prodotto da Michael Mann che, a distanza di oltre 30 anni, tornerà con un nuovo capitolo. Quelle voci di corridoio sarebbero state confermate di recente, come riferito da Variety. Pare, infatti, che al posto di Robert De Niro troveremo Stephen Graham.

Heat 2, Stephen Graham si unirà al cast del sequel di Michael Mann

Sequel tra i più attesi, scritto ancora una volta da Michael Mann, Heat 2 non potrà fare a meno di Stephen Graham, attore che di recente ha catturato l’attenzione dei più grazie ad Adolescence e che in questo caso dovrebbe interpretare una versione più giovane di Neil McCauley, personaggio interpretato da Robert De Niro nel film del 1995.

Come specifica Variety, se gli accordi dietro le quinte dovessero andare in porto, Stephen Graham prenderà parte al cast del film di Amazon MGM Studios affiancando un cast già particolarmente ricco composto da Leonardo DiCaprio, Christian Bale, Adam Driver, Jason Clarke e Odessa Young. I ruoli non sono stati ancora confermati, ma si vocifera che Graham interpreterà una versione più giovane del ladro gentiluomo Neil McCauley, noto ai più con le fattezze di Robert De Niro nel poliziesco di 30 anni fa.

Christian Bale, invece, si vocifera che interpreterà il detective della polizia di Los Angeles Vincent Hanna che nel primo film è stato assegnato ad Al Pacino, mentre Leonardo DiCaprio dovrebbe interpretare il braccio destro di McCauley, Chris Shiherlis ed interpretato in principio da Val Kilmer. Heat 2 non è soltanto il sequel cinematografico di Heat – La sfida, ma è anche il secondo romanzo scritto da Michael Mann insieme a Meg Gardiner, pubblicato nel 2022 e inteso sia come sequel che prequel rispetto all’originale, che ripercorre le vite di McCauley e Hanna da giovani. Secondo quanto riferito, le riprese del sequel dovrebbero iniziare a novembre 2026.



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martedì 8 settembre 2026

I migliori film in streaming di James Earl Jones, a cui rendiamo omaggio a due anni dalla sua scomparsa

Il 9 settembre di due anni fa ci lasciava il grande James Earl Jones, attore dal carisma incontestabile  soprattutto voce grandiosa prestata a personaggi che hanno fatto la storia del cinema, primo fra tutti ovviamente il Darth Vader della saga di Star Wars. Ecco i cinque film in streaming con cui vogliamo ricordarlo. Buona lettura. 

Cinque film in streaming interpretati da James Earl Jones, che ricordiamo nell’anniversario della scomparsa

  • Il Dottor Stranamore
  • Conan il barbaro
  • Giardini di pietra 
  • Il principe cerca moglie 
  • Sotto il segno del pericolo 

Il Dottor Stranamore (1964)

A far esordire James Earl Jones al cinema pensa nientemeno che Stanley Kubrick, il quale lo vuole come pilota di uno dei bombardieri della sua irriverente satira politica. Peter Sellers in tre ruoli, George C. Scott, Sterling Hayden, Slim Pickens e altri attori di grido formano il resto del cast de Il Dottor Stranamore, capolavoro che anticipa i tempi in maniera fin troppo veritiera. Narrazione convulsa, momenti di grande ilarità, una regia che sfrutta le ambientazioni con potenza espressiva unica. Arrivano le nomination all’Oscar per il film, la regia, l’attore protagonista e la sceneggiatura. Meglio l’attore proprio non poteva esordire. La Guerra Fredda presa a schiaffi. Lungimirante e ispiratissimo. Kubrick era unico, non paragonarlo a nessun autore venuto dopo di lui…Disponibile su Google Play.

Conan il barbaro (1982)

Altro ruolo di culto nell’epico fantasy diretto da John Milius. Arnold Schwarzenegger interpreta un Conan il barbaro con indubbia prestanza fisica e la necessaria presenza scenica. Il resto é messa in scena robusta, spesso sfacciatamente roboante, comunque efficace. Ricordiamo anche il cane del sempre apprezzato Max von Sydow. Un film testosteronico, che smonta rimonta la prima sceneggiatura di Oliver Stone. Ci si diverte, il serpentone gigante fa una certa paura, il finale quasi messianico comunque ti fa trattenere il fiato. Divertente, poliedrico, uno spettacolo non certo per palati sottili ma speziato al punto giusto. E James Earl Jones come cattivissimo stregone incantatore è uno spettacolo. Disponibile su Apple Itunes, Disney +.

Giardini di pietra (1987)

Un dei film meno ricordati di Francis Ford Coppola è anche uno dei suoi maggiormente personali, in quanto si confronta con temi sentiti come il dolore della perdita e la memoria degli scomparsi. Accanto a un James Caan tanto arcigno quanto sensibile, James Earl Jones rappresenta un’aggiunta di valore assoluto. Giardini di pietra è un lungometraggio malinconico, a tratti autunnale, con una notevole ambientazione e ottimo lavoro sulle scenografie. D B Sweeney, Mary Stuart Masterson, Laurence Fishburne, Dean Stockwell foreman il resto di un cast prezioso. Film da vedere col cuore in gola. Disponibile su Apple Itunes.

Il principe cerca moglie (1988)

Nella carriera di attore di James Earl Jones, il ruolo del Re Jaffe Joffer è senza alcun dubbio quello di culto. Come padre scettico e altezzoso di Eddie Murphy, l’attore offre una prova solidissima e insieme stilizzata, di enorme effetto comico. Ovviamente la scena principale se la prendono il protagonista e la sua irresistibile spalla Arsenio Hall. John Landis dirige Il principe cerca moglie con discreta verve, magari non la stessa dei suoi capolavori di inizio decennio, ma siamo comunque di fronte a un film scoppiettante. Enorme successo di pubblico, anche la critica lo apprezza. Alcune sequenze sono speciali. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Infinity +, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW.

Sotto il segno del pericolo (1994)

Per la terza volta nel ruolo dell’ammiraglio Greer dopo Caccia a Ottobre Rosso e Giochi di potere, James Earl Jones offre la sua solida spalla al protagonista Harrison FordSotto il segno del pericolo viene diretto da Phillip Noyce con mano sicura e degnissimo senso dello spettacolo. Nel cast di supporto troviamo anche un preciso Willem Dafoe. Il pubblico applaude e corre in massa al cinema, ma critica anche se fa piacere questo spy-action di tutto rispetto, solido e ottimamente sviluppato nel ritmo della narrazione. Divertimento mainstream ben confezionato, c’è poco da dire. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW, Paramount +.



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