domenica 24 maggio 2026

Nicolas Cage e il clamoroso "no" a Spider-Man: perché ha rifiutato Goblin?

Nicolas Cage ha interpretato tanti eroi ed antieroi sul grande schermo: tra non molto lo vedremo anche su Prime Video come protagonista di Spider-Noir, nato come spin-off indipendente di Spider-Man: Un Nuovo Universo, film d’animazione premio Oscar che ha lanciato la storia di Miles Morales. Eppure c’è stato un tempo in cui a Nicolas Cage era stato proposto un ruolo ambito in Spider-Man, ma del 2002 diretto da Sam Raimi e con protagonista Tobey Maguire. Il ruolo in questione è stato poi affidato a Willem Dafoe e, per quanto possa essere difficile immaginare un altro volto associato a quel personaggio, dietro le quinte avrebbe potuto diventare realtà se soltanto Nicolas Cage avesse accettato di interpretare Goblin.

Nicolas Cage non si pente di aver rifiutato questo personaggio in Spider-Man

Impegnato attualmente con il press tour di Spider-Noir in arrivo su Prime Video, Nicolas Cage ha raccontato a People di quella volta in cui si è visto costretto a dire di no ad un personaggio in Spider-Man. Nel 2002, Sam Raimi ha guidato un giovane Tobey Maguire alla scoperta delle sue capacità come Peter Parker. L’eroe ha dovuto vedersela con Goblin, avversario interpretato da Willem Dafoe ma il cui ruolo era stato offerto in precedenza anche a Nicolas Cage.

L’attore, però, ha preferito rifiutare. “Per me, all’epoca, è stata la decisione giusta da prendere”. Ha ricordato di averne parlato con il regista Sam Raimi ma di aver infine rifiutato per dedicarsi ad un altro film: Il ladro di orchidee, distribuito sempre nel 2002 e con un cast degno di nota con Meryl Streep e Tilda Swinton. Cage aveva detto di no a Norman Osborn, inizialmente un mentore per Peter Parker trasformatosi poi in villain ed interpretato da Willem Dafoe. La sua interpretazione è diventata poi una delle più memorabili nel contesto dei supereroi e il personaggio è piaciuto così tanto da essere poi riapparso persino anni dopo in Spider-Man: No Way Home. Grazie al Multiverso, il Goblin ha potuto interagire anche con un altro Peter Parker, quello interpretato da Tom Holland.

Dopo più di vent’anni, Nicolas Cage è riuscito ad intrufolarsi nell’universo di Spider-Man, protagonista di una nuova Serie TV intitolata Spider-Noir, adattamento live action che approfondisce la storia di Ben Reilly, investigatore privato di mezza età che vive nella New York degli Anni ’30. Nicolas Cage aveva già prestato la voce al personaggio introdotto in Spider-Man: Un Nuovo Universo nel 2018.



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Jon Favreau ricorda di come la sua vita è cambiata a dieci anni ed è tutto merito di Star Wars

Tutto ha avuto inizio con Star Wars. Oggi la carriera di Jon Favreau non potrebbe essere più intrecciata alle dinamiche dell’universo lanciato da George Lucas, ma non si tratta di una coincidenza: a quanto pare era proprio destino. Favreau, di ritorno al cinema con The Mandalorian and Grogu, ha raccontato che la sua passione per il cinema è sbocciata a dieci anni quando, per la prima volta, in compagnia di suo padre ha assistito ad un film di Star Wars sul grande schermo.

Star Wars ha cambiato per sempre la vita di Jon Favreau ancor prima di The Mandalorian and Grogu

Jon Favreau è un attore, conosciuto per aver recitato in film come Elf – Un elfo di nome Buddy, Iron Man e Chef – La ricetta perfetta, ma è anche un regista e sceneggiatore che negli ultimi anni si è dedicato soprattutto a Star Wars e al suo The Mandalorian. Lanciato in streaming su Disney+ nel 2019, ha ottenuto tre stagioni ed uno spin-off nel 2022 intitolato The Book of Boba Fett, la cui sceneggiatura è stata curata dallo stesso Favreau. A distanza di qualche anno dalla conclusione in streaming, Din Djarin e Grogu tornano al cinema con un film sequel, disponibile in sala dal 20 maggio 2026 e con protagonista ancora una volta Pedro Pascal.

Essere arrivati a questo punto della sua carriera è una grande emozione per Jon Favreau, che si è avvicinato al cinema proprio per merito di Star Wars. Alla première del film, ha raccontato a People del suo prezioso legame con questo franchise e di come quel ricordo famigliare ancora oggi lo accompagni: “Quarantanove anni fa, quando avevo dieci anni, ho avuto la fortuna di vedere Guerre Stellari e quel film mi ha cambiato la vita fin dalla prima inquadratura. Mio padre mi portò a vederlo, mi sedetti accanto a lui, mi indicò le cose e mi spiegò quanto fosse bello che gli X-wing avessero macchie d'olio. In seguito mi parlò di [Akira] Kurosawa e di tutte le influenze di George Lucas, e mi aprì le porte all'amore non solo per Star Wars, ma per il cinema in generale”.

Il primo capitolo del franchise, intitolato in italiano semplicemente Guerre stellari, è uscito nel 1977 e da allora non si è mai fermato. Sono trascorsi quasi cinquant’anni da allora e Jon Favreau fa finalmente parte di questo universo cinematografico: “Quarantanove anni fa ero seduto accanto a mio padre quando guardai Star Wars per la prima volta, [e] stasera ho la possibilità di sedermi accanto a mio padre e guardare questo film”, ha concluso riferendosi a The Mandalorian and Grogu.



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Iron Man aveva previsto tutto? Avengers: Doomsday dimostra che Tony Stark aveva ragione fin dall’inizio

L’uscita di Avengers: Doomsday è fissata per dicembre 2026. Più emergono dettagli sul film (rigorosamente con il contagocce), più sembra chiaro che il Marvel Cinematic Universe stia preparando una minaccia persino peggiore di Thanos. Un incubo che, in un certo senso, Tony Stark aveva intuito anni fa.

Fin dall’inizio del MCU, Tony (Robert Downey Jr.) è stato ossessionato dall’idea del prossimo pericolo. In Captain America: Civil War, Clint Barton (Jeremy Renner) lo prendeva in giro chiamandolo il futurista, ma in realtà quel soprannome descrive perfettamente il personaggio: un uomo sempre proiettato verso il futuro, convinto che qualcosa di enorme stesse arrivando. Dopo l’esperienza quasi mortale vissuta in The Avengers, Stark inizia infatti a sviluppare una paranoia sempre più evidente. Ed è proprio questa paura a guidare gran parte della sua storia durante la Infinity Saga. In Avengers: Age of Ultron, la visione provocata da Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen) peggiora tutto: Tony vede gli Avengers distrutti e la Terra senza difese, convincendosi che serva qualcosa di estremo per proteggere il pianeta. Da lì nasce Ultron.

Un errore enorme, certo. Ma anche il segnale che Stark aveva capito prima di tutti che da lassù stava arrivando qualcosa di devastante. Non a caso pronuncia una frase diventata iconica: "That up there, that’s the endgame" (in italiano, Quello lassù… quello è il finale).

Leggi anche Avengers: Age of Ultron, la donna misteriosa nell'incubo di Tony Stark è un indizio su Doomsday?

Da Age of Ultron a Doomsday: la profezia di Iron Man che il MCU non aveva ancora spiegato

Il MCU aveva già ripagato quella costruzione narrativa con l’arrivo di Thanos in Avengers: Infinity War e con il Blip. Ma ora Avengers: Doomsday suggerisce che Thanos non fosse la minaccia definitiva che Tony immaginava. Il nuovo nemico sarà infatti Dottor Destino, interpretato ancora una volta da Robert Downey Jr.. E, secondo i fratelli Russo, la morte di Tony Stark sarà direttamente collegata alla storia del villain.

La differenza con Thanos è enorme: il Titano Pazzo minacciava pianeti e civiltà, mentre Doom sembra destinato a mettere in pericolo intere linee temporali e realtà alternative, compresa la Terra-616 del MCU principale. È questo che permetterà al film di riunire personaggi provenienti da universi diversi, inclusi gli storici X-Men dell'era Fox. Per ora, Marvel Studios mantiene il massimo riserbo sulla trama, ma una delle teorie più discusse sostiene che Doom stia cercando i figli degli eroi superpotenziati, considerandoli anchor beings, elementi fondamentali per la sopravvivenza delle realtà.

I primi teaser hanno già mostrato Thor (Chris Hemsworth) insieme a sua figlia Love e persino il figlio di Steve Rogers (Chris Evans). Anche la scena post-credit di I Fantastici Quattro: Gli Inizi andrebbe in quella direzione, mostrando Destino interessato al piccolo Franklin Richards. Se davvero i bambini degli eroi saranno il centro del conflitto, il film avrebbe una motivazione emotiva fortissima per riunire Avengers, Fantastici Quattro e X-Men.

Leggi anche Avengers: Doomsday, la scena eliminata di Endgame potrebbe collegare Tony Stark a Dottor Destino

E se Iron Man fosse ancora vivo?

La domanda inevitabile è una sola: cosa sarebbe successo se Tony Stark fosse sopravvissuto agli eventi di Avengers: Endgame? Già in quel film, Stark lasciava intendere di aver capito qualcosa sui rischi del viaggio nel tempo, pronunciando un’altra frase diventata fondamentale: "Se giochi col tempo, prima o poi il tempo ti restituisce il favore". È possibile che Tony avesse iniziato a intuire le conseguenze del Multiverso molto prima di tutti gli altri.

Se fosse ancora vivo, probabilmente il MCU sarebbe più preparato ad affrontare Dottor Destino. Forse gli Avengers avrebbero già studiato le realtà alternative. Forse Terra-616 avrebbe già stabilito contatti con altri universi, come quello dei Fantastici Quattro. Naturalmente è impossibile sapere se Iron Man avrebbe potuto o possa fermare davvero Doom. Ma una cosa sembra certa: Tony Stark aveva capito che Thanos era solo l’inizio. E Avengers: Doomsday potrebbe dimostrare che la sua paura più grande era persino peggiore di quanto immaginasse.



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sabato 23 maggio 2026

The Mandalorian and Grogu, il regista svela tutti i retroscena sul cameo di Martin Scorsese

Star Wars è tornato al cinema ed è tutto merito di The Mandalorian and Grogu. A distanza di sette anni dall’ultimo progetto di Lucasfilm sul grande schermo, la nuova avventura di Din Djarin interpretato da Pedro Pascal ha riacceso l’entusiasmo dei fan nei confronti di una galassia lontana lontana, anche quello di Martin Scorsese che, per l’occasione, si è persino concesso un cameo.

Un cameo super chiacchierato, da quando è stato confermato ufficialmente. L’amatissimo regista ha voluto essere coinvolto in The Mandalorian and Grogu e Dave Filoni e Jon Favreau hanno recentemente affrontato la sua collaborazione spiegando di più sul processo di realizzazione.

The Mandalorian and Grogu, il regista racconta come hanno convinto Martin Scorsese per quel cameo

Ebbene sì: anche Martin Scorsese è alle prese con il Mandaloriano nel nuovo capitolo cinematografico di Star Wars. Ma com’è nato il suo cameo? Non poi così breve, la sua apparizione non è neppure fisica ma semplicemente vocale, per cui il doppiaggio italiano camufferà la sua partecipazione. Come mostrato già nei trailer condivisi finora, Scorsese interpreta un negoziante alieno che si imbatte in Din Djarin durante la sua ricerca degli Hutt e, anziché offrire informazioni, scappa alla velocità della luce.

Buffo pensare che in realtà il personaggio e Martin Scorsese abbiano le stesse sopracciglia, un dettaglio non casuale come ha spiegato Jon Favreau a ComicBook: “Abbiamo preso tutta la sua interpretazione, l'abbiamo montata e poi l'abbiamo data agli animatori, che hanno iniziato a lavorare. Anche a loro è piaciuto molto, hanno dedicato più tempo a quegli elementi di Martin Scorsese nel character design, e il punto è che anche loro si sono ispirati a lui, e ognuno ha aggiunto qualcosa, ma è davvero una delle migliori animazioni di sempre”.

Jon Favreau è stato felice di poter collaborare con uno dei registi che ha ispirato di più la sua carriera nel cinema: “Il mio gusto cinematografico si è formato principalmente grazie a George Lucas e Martin Scorsese, e non avevo idea che fossero amici e che si scambiassero i loro film. Si potrebbe pensare che appartenessero a mondi diversi, ma no, per tutto quel periodo facevano parte dello stesso piccolo gruppo affiatato”. Il merito del cameo va a Kathleen Kennedy, che ha prontamente contattato telefonicamente il regista per proporgli la parte e lui ha accettato. “È stato tutto così veloce”, ha confermato Favreau.



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Mortal Kombat: la "sorellanza" con Mileena che l'attrice di Kitana vorrebbe vedere al cinema

Mortal Kombat è tornato al cinema. Il primo capitolo è stato introdotto nel 2021 con la regia di Simon McQuoid e quest’ultimo ha ripreso il ruolo anche nel sequel Mortal Kombat II, che ha raggiunto le sale nel corso del 2026. Un terzo film sarebbe attualmente in fase di sviluppo con lo sceneggiatore del secondo film Jeremy Slater nuovamente coinvolto. In attesa di scoprire di più su cosa ne sarà di questo universo cinematografico estrapolato a sua volta da quello videogame di successo, anche alcuni membri del cast hanno riflettuto sulla possibile trama del terzo film. Adeline Rudolph, ad esempio, ha rivelato che le piacerebbe una nuova storia incentrata sulla sorellanza.

Mortal Kombat 3, Adeline Rudolph è convinta che ci sia ancora spazio per Mileena e Kitana

Se in Mortal Kombat II, Adeline Rudolph ha interpretato la principessa Kitana costretta a lottare per la libertà del suo popolo dopo la morte di suo padre, nel terzo film questo personaggio potrebbe concentrarsi su un’altra lotta, più personale e famigliare. Kitana è un personaggio importante nella storia di Mortal Kombat e nel secondo film ha guidato gran parte della trama intrecciandosi a quella di Johnny Cage, il campione prescelto che ha lottato duramente per accettare il suo status. Ma, come Kitana, anche Johnny Cage ha raggiunto il proprio scopo sbloccando i suoi poteri al momento giusto. Se nel secondo film Kitana ha potuto contare sull’aiuto della sua cara amica Jade, nel terzo film invece potrebbe vedersela con sua sorella Mileena.

In Mortal Kombat II Kitana ha lottato segretamente per spodestare Shao Kahn, guerriero temuto che ha conquistato il suo pianeta natale Edenia sconfiggendo suo padre a duello. Lo stesso che ha poi trasformato sua madre Sindel nella sua consorte non morta. Con l’aiuto dei campioni della Terra, Kitana riesce poi nell’impresa di affrontare Shao Kahn e diventare regina di Edenia. In un terzo film, all’attrice piacerebbe affrontare anche il suo legame con la sorella Mileena, assente in Mortal Kombat II. “Non chiuderei necessariamente questa porta. Jade è un personaggio a sé stante, con un ruolo da sorella, e nessuno sostituirà nessuno in alcun modo”, ha affermato l’attrice a The Hollywood Reporter.

Mileena è stata introdotta nel primo Mortal Kombat del 2021 ed è stata uccisa da Sonya ma, a detta di Adeline Rudolph, Jade non ha preso il posto destinato a Mileena nel sequel: “Non credo. Mai dire mai. Kitana ha più di 10.000 anni. Potrebbe essere passato così tanto tempo tra la scena iniziale del film e quando la vediamo da adulta. Quindi penso che ci sia ancora molto spazio perché Mileena abbia una sua storia con Kitana”. Nei videogame, Mileena è nata come il clone malvagio di Kitana e a detta dell’attrice questa storyline potrebbe essere affrontata prima o poi nel franchise cinematografico: “Nella mia mente è assolutamente una possibilità”, ha concluso.



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X-Files - Voglio Crederci: Chris Carter rimonta il film del 2008 per ritrovare l'atmosfera horror perduta

Mentre è in fase di sviluppo il reboot della serie ad opera di Ryan Coogler, a quasi vent’anni dall’uscita nelle sale, il film X-Files: Voglio Crederci si prepara a tornare in una veste completamente nuova. Disney ha infatti annunciato l’arrivo di una director’s cut del film diretto da Chris Carter. Secondo quanto comunicato negli Stati Uniti, questa nuova versione non dovrebbe limitarsi a qualche scena aggiuntiva, ma rappresentare il recupero dell’idea originaria immaginata dal regista prima degli interventi richiesti dallo studio. Questa nuova versione debutterà in streaming su Disney+ dall’11 giugno come contenuto speciale associato al film già presente sulla piattaforma.

Per quanto riguarda l'Italia, al momento non risulta una conferma ufficiale separata per il catalogo italiano. Essendo, però, The X-Files: Voglio Crederci già disponibile anche nel nostro Paese è molto probabile che la director's cut venga resa disponibile anche agli abbonati italiani, salvo eventuali limitazioni territoriali che finora non sono state comunicate.

X-Files 2, Director's Cut: Chris Carter cerca il riscatto 

A differenza del primo appuntamento cinematografico della serie televisiva, X-Files: Il film del 1998, accolto positivamente da pubblico e critica, Voglio Crederci ha sempre diviso gli appassionati. Uscito nel 2008, il lungometraggio abbandonava quasi completamente la mitologia aliena della serie per concentrarsi su una vicenda autonoma. Questa scelta fu apprezzata da una parte dei fan, che ne lodarono le atmosfere da thriller investigativo, ma fu criticata da chi riteneva la trama poco incisiva e scollegata dagli elementi più iconici del franchise.

Negli anni successivi all'uscita del film, Chris Carter non ha mai nascosto una certa insoddisfazione per il risultato finale. Durante una conversazione nel podcast di David Duchovny (che interpreta l'agente Mulder), il creatore di X-Files ha raccontato di aver concepito inizialmente un'opera molto più cupa e inquietante, salvo poi essere costretto a ridimensionarne gli aspetti più horror per ottenere una classificazione adatta anche a un pubblico di minorenni. Le richieste della 20th Century Fox e della censura portarono infatti all'eliminazione o alla modifica di numerose sequenze considerate troppo forti. Carter ha spiegato che questa nuova edizione nasce proprio dal desiderio di riportare sullo schermo ciò che era stato scritto in origine ma che non era mai arrivato al pubblico. Per i fan di The X-Files si tratta comunque di un'occasione interessante per riscoprire uno dei capitoli più discussi dell'universo di Mulder e Scully attraverso gli occhi del suo creatore.

Nota a margine: Un elemento che rende particolarmente interessante questa operazione è il fatto che esistesse già una versione estesa pubblicata in DVD e Blu-ray nel 2008. Quell'edizione, tuttavia, aggiungeva soltanto pochi minuti di materiale extra e manteneva sostanzialmente intatta la struttura del montaggio cinematografico. La nuova director’s cut sembra invece configurarsi come un progetto differente, sviluppato appositamente per recuperare il tono horror originariamente concepito dal regista.
Qui sotto il trailer della versione uscita in sala nel 2008 di X-Files: Voglio Crederci.



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venerdì 22 maggio 2026

La Passione di Cristo - Resurrezione: Mel Gibson condivide la prima foto ufficiale e annuncia una nuova uscita per i sequel

Nel backstage de La Passione di Cristo: Resurrezione che vi abbiamo mostrato qualche settimana fa, e che celebrava la fine delle riprese dei due sequel de La Passione di Cristo, si intravedeva, fra le immagini dei membri della troupe e le attrezzature utilizzate, il protagonista Jaakko Ohtonen che abbracciava Mel Gibson. Grazie alla prima foto ufficiale di scena appena diffusa, possiamo vederlo meglio e a figura intera. Insieme all’immagine ci arriva la notizia che l'uscita dei due sequel, o meglio del sequel in due parti de La Passione di Cristo, è stata posticipata. La Passione di Cristo: Resurrezione - Parte Uno uscirà il 6 maggio del 2027 invece che il 26 marzo, mentre La Passione di Cristo: Resurrezione - Parte Due è stata spostata addirittura di un anno e potremo vederla a partire dal 25 maggio 2028. In entrambe le date si festeggerà l’Ascensione di Gesù, collocata liturgicamente il giovedì successivo alla quinta domenica dopo la Pasqua. Ricordiamo che Othonen ha sostituito Jim Caviezel nel ruolo principale e che Maria non ha più il volto di Maia Morgenstern ma di Kasia Smutniak, cosa che i cattolici polacchi più tradizionalisti non hanno gradito perché l'attrice è a favore dell'aborto. Nel cast ci sono anche Pier Luigi Pasino (Pietro), Riccardo Scamarcio (Ponzio Pilato), Rupert Everett (Abramo) Mariela Garriga, che nella parte di Maria Maddalena è andata a sostituire Monica Bellucci. Segnaliamo infine, nei ruoli degli apostoli, Gabriele Rollo, Maziar Firouzi, Mario Sagone e Giovanni Anzaldo, per fare soltanto alcuni nomi.

Il regista è particolarmente soddisfatto del suo lavoro e ha dichiarato che i due film sono venuti fuori esattamente nel modo in cui desiderava, descrivendo poi i sequel come "un viaggio acido" e aggiungendo che l’intero progetto è stato per lui una vera e propria missione a cui per 20 anni non ha mai smesso di pensare e che consiste nel raccontare la vicenda umana più importante della storia). La Passione di Cristo: Resurrezione - Parte Uno e Parte Due sono stati girati fra Roma, Bari, Ginosa, Craco, Brindisi e Matera, e la sceneggiatura, a cui Mel Gibson ha ovviamente collaborato, è di Randall Wallace.

La Passione di Cristo: Resurrezione: La prima foto ufficiale

C’è molta attesa per i sequel de La Passione di Cristo, che ha incassato in tutto il mondo la bellezza di 610 milioni di dollari, cifra record per un film indipendente. Nella di foto di scena che oggi vi mostriamo, c'è Gesù in primo piano e, dietro di lui, i suoi numerosi discepoli.



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