sabato 29 agosto 2026

Matthew McConaughey, il suo peggior infortunio sul set? Colpa del film con Christian Bale e i draghi

Matthew McConaughey ha attraversato praticamente ogni fase possibile della carriera hollywoodiana: da protagonista di commedie romantiche alla alla cosiddetta McConaissance, la rinascita professionale che lo ha portato a scegliere ruoli sempre più drammatici e ambiziosi, culminata con l'Oscar per Dallas Buyers Club. Oggi è tornato a far parlare di sé per due motivi molto diversi.

Da una parte, Come farsi lasciare in 10 giorni potrebbe presto avere un sequel: secondo quanto riferito da Entertainment Weekly, il progetto sarebbe attualmente in fase di sviluppo e dovrebbe coinvolgere nuovamente anche Kate Hudson, protagonista insieme a McConaughey del primo film. Dall'altra, negli Stati Uniti è appena arrivato The Rivals of Amziah King, il nuovo film di Andrew Patterson, nel quale l'attore interpreta un apicoltore anticonformista che si prende cura della figlia adottiva.

Eppure, tra i tanti ruoli che hanno segnato la sua carriera, c'è un film del 2002 che il divo ricorda per un motivo molto meno piacevole. Si tratta di Il regno del fuoco, flop fantascientifico post-apocalittico nel quale recitava accanto a Christian Bale. Nel 2025, ospite a Hot Ones, l'attore ha raccontato di essersi procurato proprio su quel set il peggior infortunio della sua carriera. La scena prevedeva che McConaughey e gli altri attori attraversassero un campo bruciato e scendessero all'interno di un tunnel attraverso una botola.

Il salto era di circa un metro e ottanta, ma inizialmente non rappresentava un problema: il fondo era illuminato e Matthew poteva vedere esattamente dove sarebbe atterrato, preparandosi quindi a piegare le ginocchia per assorbire l'impatto. Poi le luci cambiarono.

Un salto di quasi 2 metri andato decisamente male

A quel punto, McConaughey non riusciva più a vedere il fondo del tunnel, ma conosceva già la posizione esatta del pavimento e decise comunque di saltare. Il problema fu proprio che, non riuscendo a vedere il momento dell'atterraggio, non riuscì a preparare correttamente le gambe. Il risultato fu un'iperestensione della gamba sinistra, che lo fece crollare immediatamente a terra. Ripensandoci anni dopo, l'attore ha ammesso che avrebbe dovuto semplicemente fermare la scena e dire che non riusciva più a vedere il fondo. Un errore banale, che gli costò l'infortunio che ancora oggi ricorda come il peggiore subito durante la lavorazione di un film.

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La cosa curiosa è che tutto questo accadde per un titolo che, nonostante un'idea sulla carta decisamente spettacolare, finì per essere dimenticato molto rapidamente. Ma, prima di scoprire il perché, ecco una piccola curiosità sul cast: quando il film arrivò al cinema, Christian Bale e Gerard Butler erano ancora relativamente sconosciuti al grande pubblico internazionale. Entrambi avrebbero raggiunto la fama mondiale negli anni successivi, diventando due dei volti più riconoscibili del cinema contemporaneo. Nel film compare inoltre, in un piccolo ruolo, Jack Gleeson, destinato, pochi anni dopo, a diventare celebre in tutto il mondo nei panni di Joffrey Baratheon ne Il Trono di Spade.

Perché Il regno del fuoco fu un flop?

Il regno del fuoco aveva infatti tutti gli ingredienti per diventare un grande blockbuster: un futuro post-apocalittico, draghi, un'atmosfera cupa e due protagonisti come McConaughey e Bale. Il film, però, non riuscì a conquistare il pubblico. Con un budget di circa 60 milioni di dollari, incassò poco più di 82 milioni nel mondo: una cifra modesta, considerati anche i costi di marketing. A complicare le cose ci fu anche un'estate cinematografica particolarmente affollata, con film come Men in Black II, Spider-Man e Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni a contendersi l'attenzione del pubblico.

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Rimane però un curioso esempio del blockbuster dei primi anni Duemila: un'avventura con i draghi che cercava di essere contemporaneamente spettacolare e drammatica. E, almeno per McConaughey, è rimasta impressa per qualcosa di molto più concreto: un salto di quasi due metri fatto senza vedere dove sarebbe atterrato.



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Roger Waters, Matteo Garrone e i firmatari di un nuovo appello alla Mostra di Venice4Palestine

A un anno dal primo appello, Venice4Palestine torna a rivolgersi alla Biennale di Venezia, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e ai lavoratori del cinema, dell’audiovisivo e della cultura, chiedendo "nuove azioni concrete a sostegno della Palestina". Tra le richieste, "trasparenza lungo tutta la filiera cinematografica e sospensione degli accordi con enti e istituzioni legate al governo israeliano, la creazione di strumenti di tutela per i professionisti che scelgono di dissociarsi da tali rapporti e l’esposizione della bandiera palestinese per tutta la durata della Mostra, in occasione della presenza in selezione ufficiale dei due film palestinesi Al Mowaten Osama di Ahmed Hassouna e Hiwar ma’ albahr di Muayad Alayan".

Tra i firmatari dell’appello figurano il Premio Nobel Annie Ernaux, Roger Waters, Matteo Garrone, Anna Foglietta, Fabrizio Gifuni, Greta Scarano, Jasmine Trinca, Luigi Lo Cascio, Isabel Coixet, Nan Goldin, Paul Laverty, Teona Strugar Mitevska, Saleh Bakri e Céline Scianna, insieme a numerosi altri esponenti del cinema e della cultura internazionale.

L’appello è sostenuto anche da associazioni e collettivi italiani e internazionali, tra cui Global Sumud Flotilla, BDS Italia, Artists for Palestine Italia e Francia, FRACBI (Coordinamento francese del boicottaggio universitario, culturale e sportivo di Israele), Artisti #NoBavaglio, AMLETA, UICD – Unione Italiana Casting Directors e Voci per la Palestina.



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venerdì 28 agosto 2026

Callum Turner, da Animali fantastici a One Night Only: 5 film da recuperare in streaming

Callum Turner è appena arrivato al cinema con One Night Only, la nuova rom-com che lo vede protagonista accanto a Monica Barbaro. Ma prima di conquistare il pubblico con questa nuova avventura, l'attore britannico ha costruito una filmografia piuttosto interessante, passando dal mondo magico di Animali fantastici a grandi storie vere e adattamenti letterari. Alcuni dei suoi film, in particolare, hanno ottenuto risultati decisamente più importanti al botteghino di quanto si potrebbe immaginare. Ma quali sono i film di Callum Turner che hanno incassato di più nella sua carriera? E soprattutto, dove è possibile recuperarli oggi in streaming?

Emma – 28 milioni di dollari

Al quinto posto troviamo Emma, l'elegante adattamento del romanzo di Jane Austen diretto da Autumn de Wilde e interpretato da Anya Taylor-Joy. La storia segue la giovane Emma Woodhouse, convinta di avere un talento naturale nel combinare le coppie, con risultati spesso molto meno perfetti del previsto. Turner interpreta Frank Churchill, uno dei personaggi più affascinanti e ambigui del libro. L'attore portare sullo schermo il suo fascino e la sua sicurezza, lasciando però intravedere anche la complessità nascosta dietro il personaggio.

Dove vederlo: a noleggio o acquisto su Prime Video.

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Eternity – 35 milioni di dollari

Con Eternity, Callum Turner ha invece avuto l'occasione di essere protagonista di una storia romantica decisamente particolare. Il film immagina infatti un aldilà nel quale le anime devono scegliere con chi trascorrere l'eternità. Accanto a Elizabeth Olsen e Miles Teller, Turner interpreta Luke, il primo marito di Joan, morto giovane e rimasto ad aspettarla nell'aldilà per decenni. Il risultato è una corsa sulle montagne russe che mescola sentimento, ironia e un insolito triangolo amoroso.

Dove vederlo: Apple TV.

Erano ragazzi in barca – 55 milioni di dollari

Diretto da George Clooney, Erano ragazzi in barca racconta la vera storia della squadra di canottaggio dell'Università di Washington che riuscì a qualificarsi per le Olimpiadi di Berlino del 1936. Turner interpreta Joe Rantz, il giovane protagonista che deve superare enormi difficoltà personali per riuscire a inseguire il proprio sogno sportivo. È uno dei ruoli che hanno dimostrato più chiaramente la sua capacità di sostenere un film da protagonista, alternando fragilità e grande intensità emotiva.

Dove vederlo: MGM+.

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Animali fantastici: I segreti di Silente – 407 milioni di dollari

Il secondo posto appartiene al terzo capitolo della saga ambientata nel Wizarding World di Harry Potter. Animali fantastici: I segreti di Silente porta avanti lo scontro con Gellert Grindelwald e approfondisce anche il passato di Albus Silente. Turner torna nei panni di Theseus Scamander, il fratello maggiore di Newt e Auror del Ministero della Magia. Rispetto al film precedente, il personaggio assume un ruolo più importante e permette all'attore di muoversi tra azione e momenti più emotivi.

Dove vederlo: HBO Max.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald – 654 milioni di dollari

Il film più redditizio della carriera di Callum Turner è Animali fantastici: I crimini di Grindelwald, secondo capitolo della saga con Eddie Redmayne nei panni di Newt Scamander. Qui Turner fa il suo debutto nel ruolo del già citato Theseus, un personaggio molto diverso dal fratello, più sicuro di sé e rispettato all'interno del Ministero della Magia. Con 654 milioni di dollari incassati nel mondo, il film resta nettamente il più grande successo commerciale della carriera dell'attore. E mentre Turner torna protagonista con One Night Only, la classifica racconta bene quanto sia stata varia la sua filmografia sino ad ora.

Dove vederlo: HBO Max.



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Avengers: Doomsday, indizio da Jeremy Renner: Occhio di Falco ci sarà? (FOTO)

Avengers: Doomsday riporterà in campo molti eroi del MCU, ma altri non sono stati ancora confermati nel cast principale. Eppure tempo addietro il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige aveva anticipato che alcuni personaggi non inclusi nel primo annuncio ufficiale avrebbero ugualmente sorpreso i fan unendosi alla battaglia contro Dottor Destino e ora pare che uno degli Avengers principali abbia condiviso un indizio criptico in merito.

Come mostrato dai trailer condivisi finora, Avengers: Doomsday ha riportato soltanto Thor dei Vendicatori originali di nuovo in azione (ad eccezione di Steve Rogers, che in questo caso non è più Captain America). Iron Man e Vedova Nera non ci sono più, mentre il destino di Bruce Banner sembrerebbe essere stato suggerito in Spider-Man: Brand New Day. Resterebbe soltanto Occhio di Falco, il personaggio interpretato per anni da Jeremy Renner e protagonista anche di Hawkeye. Che fine ha fatto? Un indizio è stato condiviso di recente proprio dalla star in questione.

Occhio di Falco sta per tornare? L’indizio di Jeremy Renner infiamma il web (FOTO)

Mentre il pubblico attende di scoprire cosa ne sarà di Hawkeye e se otterrà mai il via libera per una seconda stagione, Jeremy Renner ha riacceso la speranza sul ritorno di Occhio di Falco al cinema. Dopo aver partecipato ai precedenti film sui Vendicatori e aver perso Natasha, Occhio di Falco è tornato in TV nel 2021 come protagonista di Hawkeye, coinvolgendo anche Kate Bishop. Al momento non è stata confermata la presenza dell’uno o dell’altra in Avengers: Doomsday e non sappiamo neppure se avranno un ruolo in Avengers: Secret Wars, ma Renner ha condiviso un piccolo indizio via social che ha prontamente rallegrato i fan.

L’attore ha utilizzato i propri account social per condividere uno scatto criptico che mostrerebbe una parte del costume di scena di Occhio di Falco, accompagnato da una theme song per il personaggio degli Avengers. L’immagine non ha previsto un accompagnamento scritto, per cui non sono state condivise ulteriori informazioni in merito.

Comprensibile, quindi, che i fan abbiano accolto e processato l’informazione come una sorta di notizia sul rientro di Occhio di Falco nelle dinamiche del MCU. Ad oggi questo personaggio non è stato confermato dai Marvel Studios né è apparso durante i vari panel tra il San Diego Comic-Con e il D23 organizzato da Disney, ma la speranza è sempre l’ultima a venire meno e il nuovo post condiviso dall’attore ha sicuramente dato speranza a Clint Barton.



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giovedì 27 agosto 2026

Che fine ha fatto il biopic su Ozzy Osbourne? Il figlio Jack anticipa: “Abbiamo già un protagonista”

Il biopic su Ozzy Osbourne è ancora in lavorazione e, finalmente, abbiamo un aggiornamento che ci permette di capire quanto il progetto sia ormai concreto. A parlarne è stato Jack Osbourne, figlio dell'artista, che ha rivelato che la sceneggiatura del film è terminata e che la famiglia sta già cercando il regista che porterà sul grande schermo la storia del leggendario musicista. Ma c'è un dettaglio ancora più interessante: un attore per interpretare Ozzy è già stato individuato. Il nome, però, resta ancora segreto.

Il biopic su Ozzy Osbourne ha già trovato il suo protagonista?

Intervistato da E! News, Jack Osbourne ha spiegato che il biopic, annunciato per la prima volta nel 2021, procede a pieno ritmo. La sceneggiatura è conclusa e la famiglia sta incontrando diversi registi per trovare quello giusto. Quando gli è stato chiesto se avessero già qualcuno in mente per interpretare Ozzy, Jack ha risposto di sì, precisando però di non essere autorizzato a rivelarne l'identità. Le conversazioni con il potenziale interprete sono già cominciate e, se tutto dovesse andare per il verso giusto, la famiglia è convinta di avere davanti qualcosa di speciale.

Il film sarà prodotto da Sony insieme a Osbourne Media e Polygram Entertainment e sarà incentrato soprattutto sulla relazione tra Ozzy e Sharon Osbourne, sposati dal 1982. La coppia ha avuto tre figli, Aimee, Kelly e Jack, tutti coinvolti nel progetto come produttori. Alla sceneggiatura c'è Lee Hall, autore di Rocketman, mentre il film dovrebbe includere la musica di Ozzy sia nella sua carriera solista sia negli anni trascorsi come frontman dei Black Sabbath.

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Jack Osbourne: "Dobbiamo dare ai fan quello che vogliono"

Jack ha anche chiarito quale sarà l'approccio della famiglia al film. L'obiettivo non è realizzare un biopic sperimentale o particolarmente astratto, ma un film pensato per il pubblico che ha amato Ozzy. "Date ai fan quello che vogliono" è diventato, secondo Jack, una sorta di mantra durante le riunioni sul film. Per questo motivo, la famiglia non vuole trasformare la storia di Ozzy in un'opera troppo artistica o distante dall'immaginario che il pubblico associa al musicista. Del resto, nel 2021, quando il film era stato descritto da Sony come una storia incentrata sulla storia d'amore tra Ozzy e Sharon. L'idea, dunque, non è di raccontare semplicemente una carriera musicale, ma di mettere al centro la relazione più importante della vita del cantante.

Il film arriverà dopo la morte di Ozzy

Il progetto assume inevitabilmente un significato diverso dopo la morte di Ozzy Osbourne, avvenuta nel luglio 2025 all'età di 76 anni. Secondo il certificato di morte, il musicista è deceduto per arresto cardiaco extraospedaliero e infarto miocardico acuto. Poche settimane prima, il 5 luglio, Ozzy aveva tenuto quella che sarebbe diventata la sua ultima esibizione, partecipando al concerto d'addio dei Black Sabbath a Birmingham.

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Seduto su un trono, era tornato a esibirsi con la band che lo ha trasformato in una leggenda per la prima volta dopo vent'anni. Ora il biopic si prepara a raccontare quella storia sul grande schermo. Resta soltanto da scoprire chi sarà abbastanza folle da raccogliere l'eredità del Principe delle Tenebre.



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Queen Budapest: una clip del film sul rivoluzionario concerto dei Queen del 1986 oltre la Cortina di ferro

Dal 7 all'11 ottobre sarà nei nostri cinema e nelle sale IMAX, come evento speciale, Queen Budapest, il film-concerto che immortala una delle esibizioni dal vivo più significative dei Queen. Registrato il 27 luglio 1986 al Népstadion di Budapest, durante il Magic Tour della band, ci mostra l’ultima performance davanti a un pubblico di Freddie Mercury a essere stata filmata, a soli cinque concerti prima dell'ultima apparizione in assoluto. Al tempo, il gruppo era all'apice del suo successo, consacrato anche dall'incredibile esibizione, il 13 luglio del 1985, al Live Aid. Proprio nell’86, però, Mercury scoprì di avere la sindrome dell'AIDS, ma decise di continuare a calcare i palchi internazionali.

Il concerto di Budapest è importante perché fu la prima volta che un gruppo rock occidentale si spinse oltre la Cortina di ferro. All'epoca c'era ancora il muro di Berlino (buttato giù nel 1989) e l'Ungheria era ancora uno degli 8 paesi che facevano parte del Patto di Varsavia. Era governata da un regime comunista e sotto l’influenza dell’Unione Sovietica, ed era quindi completamente diversa da come la conosciamo oggi. Ad assistere allo spettacolo dei Queen arrivarono numerosi fan dalla Polonia e dall’Unione Sovietica, e si stima che furono venduti 80.000 biglietti. Sembra inoltre che ben 45.000 persone abbiano ascoltato la band fuori dallo stadio. Queen Budapest celebra il 40° anniversario di quel memorabile giorno, durante il quale 17 cineprese, in mano ai più valenti operatori cinematografici ungheresi, filmarono lo show in 35 mm, impiegando 40 chilometri di pellicola, il tutto con l'approvazione del governo locale, il che costituì un fatto senza precedenti, indice dei profondi mutamenti che stavano attraversando quella parte del mondo.

Queen Budapest è stato accuratamente restaurato in 4K a presso gli studi neozelandesi Park Road Post Production di Peter Jackson, con un nuovo missaggio audio realizzato dalle registrazioni multitraccia originali. Il film ci regala grandi successi come "We Will Rock You", "We Are The Champions", "Under Pressure" e "Bohemian Rhapsody", oltre a un arrangiamento acustico del tradizionale canto popolare ungherese "Tavaszi Szél Vizet Áraszt", e include una nuova intervista a Brian May e Roger Taylor. La colonna sonora, remixata dal team di studio dei Queen a partire dalle registrazioni multitraccia originali, sarà pubblicata in CD, digitale e, per la prima volta, anche in un cofanetto di tre vinili. Dal 30 ottobre saranno disponibili anche i formati Blu-ray e DVD.

Queen Budapest: una clip del film-concerto

Di Queen Budapest, che è diretto da János Zsombolyai e distribuito in Italia da Nexo Studios, vogliamo farvi vedere una clip in cui la band canta "Who wants to live forever". Il brano faceva parte della bellissima e struggente colonna sonora di Highlander - L'ultimo immortale ed è stato cantato in tutti i concerti del Magic Tour. Naturalmente, essendo legato al film con Christopher Lambert, parlava di immortalità, ma oggi è impossibile non intristirsi un po’, ascoltandolo, proprio a causa della prematura scomparsa di Freddie Mercury.



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mercoledì 26 agosto 2026

I motivi della multa miliardaria a Meta sono nel nuovo trailer di The Social: Il Prezzo della Verità

Il tempismo del nuovo trailer del film di Aaron Sorking, nei nostri cinema dall'8 ottobre, è apparentemente studiatissimo.

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