lunedì 6 luglio 2026

Odissea: Tom Holland ha pensato, a inizio riprese, che Christopher Nolan lo trovasse un cane

Nonostante sia universalmente amato e ritenuto un ottimo attore, come dimostrano le sue performance nei tre film della nuova saga di Spider-Man, Tom Holland ha dubitato di sé il primo giorno di riprese di Odissea. Per la precisione, l'attore ha pensato che Christopher Nolan non apprezzasse il suo modo di recitare, e questo perché il regista continuava a invocare lo stop. In realtà Tom non aveva nulla che non andasse, e ora può dire tranquillamente che l'esperienza sul set del film tratto dal poema epico di Omero con protagonista Matt Damon è stata la migliore della sua vita professionale, e che l’Uomo Ragno non gliene voglia.

Tutta colpa delle telecamere IMAX

In una recente intervista, Tom Holland ha dunque raccontato, a proposito di Odissea, di un inizio lavorazione piuttosto difficile a causa di continue interruzioni, spiegando subito dopo che la colpa non era né sua né dei suoi compagni di lavoro ma delle telecamere IMAX con cui il film è stato girato dall'inizio alla fine e che garantiranno al pubblico uno spettacolo mai visto e la piena immersione nelle mirabolanti e magiche avventure del guerriero greco Ulisse. A tal proposito, Tom ha spiegato:

Lavorare per la prima volta con le telecamere IMAX è una bellissima esperienza. È diverso da qualsiasi altra cosa io abbia mai visto prima e di certo non sapevo che si può girare per non più di tre minuti di fila, e mi ricordo che (Christopher Nolan) continuava a interrompere le riprese e io ripetevo a Jon (Bernthal): "Ma perché continua a dare lo stop? Perché lo fa?".

Holland ha quindi aggiunto:

Mi trovavo a pensare: Forse non gli piace quello che stiamo facendo? Cosa sta succedendo? Rammento che (lo stunt coordinator) George Cottle mi ha detto: "No, no, non si può girare per più di 3 minuti consecutivi", al che ho risposto: "Grazie a Dio!". Ero convinto di aver fatto schifo.

Leggi anche Odissea, la rivoluzione IMAX di Christopher Nolan spiegata dal direttore della fotografia

In Odissea, come sappiamo, Tom Holland fa la parte di Telemaco, il figlio di Ulisse rimasto a Itaca insieme alla madre Penelope, interpretata da Anne Hathaway. Nel cast del kolossal - perché di un kolossal si tratta - troviamo anche Robert Pattinson (Antinoo), Lupita Nyong'o (Elena, Clitennestra), Zendaya (Atena), Charlize Theron (Calipso), Benny Safdie (Agamennone), Jon Bernthal (Menelao), John Leguizamo (Eumeo), Bill Irwin (Polifemo), Samantha Morton (Circe), Himesh Patel (Euriloco), Mia Goth (Melanto), Logan Marshall-Green (Melanzio), Elliot Page (Sinone) e James Remar (Tiresia). Il film arriverà nelle nostre sale il 16 luglio, quindi tra pochissimo! Tornando a Holland e al lavoro insieme al regista inglese, ecco come ha descritto la lavorazione di Odissea:

Lavorare insieme a Chris e averlo conosciuto, e aver conosciuto Emma Thomas, è stato fantastico. Non ho mai visto lavorare nessuno come lavorano loro, e quindi una ragione c'è se sono i migliori nel nostro campo. Ottenere un posto in prima fila al loro spettacolo, far parte del progetto, lavorare con un vero e proprio maestro e imparare da lui è stata la migliore esperienza lavorativa della mia vita.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/ays5V8z

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Il Joker di Barry Keoghan torna in The Batman 2: l'indiscrezione che infiamma i fan

Le riprese di The Batman 2 sono ufficialmente iniziate. I preparativi dietro le quinte hanno prontamente invaso i social negli ultimi mesi, svelando qualche dettaglio in più agli occhi dei fan più attenti, ma nuove voci di corridoio punterebbero dritte verso il ritorno di un personaggio particolarmente atteso.

Matt Reeves ha posticipato il debutto del film focalizzandosi a lungo sulla sceneggiatura del sequel di The Batman e, una volta soddisfatto del risultato, ha nutrito l’attesa con diverse rivelazioni, a partire dal cast: secondo quanto riferito, anche Barry Keoghan riapparirà nel sequel ambientato a Gotham City.

The Batman 2 potrebbe non rinunciare al Joker di Barry Keoghan tornerà

Non molto tempo fa, Matt Reeves aveva invaso i social condividendo con i fan i personaggi che avrebbero preso parte a The Batman 2 confermando non solo personaggi fondamentali come naturalmente Bruce Wayne di Robert Pattinson, ma anche l’ingresso di novità interessanti come Sebastian Stan e Scarlett Johansson.

Secondo un nuovo report pubblicato da Box Office Pro France, come riferito da ComicBook, il sequel non escluderà neppure il Joker di Barry Keoghan, introdotto nel precedente film. In merito al report che ha offerto un riassunto della presentazione di Warner Bros agli Studio Show 2026, è emerso anche il nome di Keoghan tra le star di ritorno in The Batman 2 insieme a Robert Pattinson, Andy Serkis e i già menzionati Sebastian Stan e Scarlett Johansson.

Al momento, però, Warner Bros non ha confermato ufficialmente il ritorno del Joker di Barry Keoghan, apparso brevemente in The Batman con una seconda scena poi tagliata dal montaggio finale. Tuttavia quel breve cameo è bastato a spianare la strada: in molti hanno sperato che quella breve apparizione suggerisse in realtà un ruolo più importante nel sequel, ma al momento questa piega degli eventi non è stata ancora confermata.

In realtà i villain di The Batman ad oggi non sono stati ancora confermati. Si vocifera che Sebastian Stan interpreterà Harvey Dent, con una possibile trasformazione in Due Facce, anche se le ultimissime voci di corridoio suggeriscono che potrebbe interpretare Victor Zsasz, mentre Brian Tyree Henry (tra le new entry) potrebbe essere Dent.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/dR170Xx

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

domenica 5 luglio 2026

Sly compie 80 anni: celebriamo il mito Sylvester Stallone con c5 film in streaming

Compie oggi 80 anni il leggendario Sylvester Stallone, ultima icona del cinema popolare degli anni ‘70 e ‘80. Eroe sul ring per intere generazioni di spettatori, battagliero e complicato “soldato” per il pubblico maggiormente conservatore, Stallone ha saputo riciclarsi mille e mille volte ancora, fino al successo televisivo della sua serie The Tulsa King. Qui sotto trovate cinque film in streaming che rappresentano in qualche modo le varie trasformazioni di Sylvester Stallone, il quale quando ha voluto (e potuto) si è`dimostrato anche interprete di una certa levatura. Buona lettura.

Cinque film in streaming scritti, diretti o interpretati dal grande Sylvester Stallone, il qiuale compie oggi 80 anni.

  • Rocky
  • Rocky II 
  • Rambo 2  - La vendetta
  • Cop Land 
  • Creed - Nato per combattere 

Rocky (1976)

L’esplosione improvvisa e fragorosa per Stallone arriva con il capolavoro diretto da John G. Avildsen che conquista l’Oscar per il film, la regia e il montaggio. Per l’autore invece nomination come miglior protagonista e per la sceneggiatura originale. Rocky conquista le platee di tutto il mondo con la storia del più famoso “underdog” della storia del cinema. La costruzione narrativa sviluppa un personaggio magnifico, e la tensione del match contro Apollo Creed è incredibile. Quando dopo l'ennesimo knockout Rocky si rialza e continua a sfidarlo, quello è il cuore del film. Talia Shire, Burgess Meredith, Burt Young, Carl Weathers sono comprimari di gran lusso. Successo epocale e strameritato. Merito grandissimo per Stallone. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Netflix, Amazon Prime Video.

Rocky II (1978)

Passato dietro la macchina da presa per dirigere il primo sequel, Stallone sforma il suo miglior film come regista, e di gran lunga sui successivi. Rocky II si rivela un viaggio umanissimo e struggente dentro il mondo di un uomo che non sa come gestire la popolarità, il successo economico, e la sua voglia di affermarsi come individuo prevale su tutto. Nel secondo capitolo Burgess Meredith è se possibile ancora più potente e arcigno. Il pubblico accorre e giustamente, i premi snobbano il film e a nostro avviso fanno piuttosto male. Questo è un secondo capitolo degnissimo e appassionante, fino al confronto finale. Bellissimo. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Netflix, Amazon Prime Video.

Rambo 2  - La vendetta (1985)

Stallone mette corpo e volto incazzato al servizio del reduce che, dopo essersi dimostrato un personaggio in chiaroscuro nel primo Rambo, diventa macchina da guerra che torna per salvare gli ex compagni ancora prigionieri nei campi di prigionia dimenticati. George Pan Cosmatos dirige Rambo 2  - La vendetta con la necessaria agilità. Richard Crenna dipinge un superiore arguto e carismatico. Il resto è azione pura, morale spicciola ma efficace, patriottismo reazionario inserito in un giocattolone cinematografico di innegabile impatto. E infatti i botteghini di tutto il mondo avvalorano il successo di un film in purissimo stile anni ‘80. La consacrazione di Stallone fuori dal ring.  Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Cop Land (1997)

Al secondo film da regista, James Mangold dimostra pienamente di saper padroneggiare un cast clamoroso, che vede Stallone protagonista e Robert De Niro, Harvey Keitel, Ray Liotta e molti altri come comprimari di lusso. Cop Land è un dramma criminale silenzioso e realistico, con momenti di grande cinema e un finale per nulla consolatorio. La progressione narrativa molto precisa viene avvalorata da una regia pulita e capace di affossare lo spettatore. Purtroppo il film si rivela un mezzo insuccesso al botteghino, bloccando il film dal partecipare alla stagione dei premi. In realtà lo avrebbe meritato, le interpretazioni sono notevoli, quella di Stallone perfetta per il ruolo che interpreta. Da vedere e apprezzare in toto. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes, NOW, Paramount +.

Creed - Nato per combattere (2015)

Chiudiamo col ritorno di Stallone nel ruolo di Rocky Balboa, questa volta come spalla del protagonista Michael B. Jordan nello spin-off della serie originale. Ryan Coogler dirige Creed - Nato per combattere con enorme sapienza drammaturgica, e conquista un successo al botteghino inaspettato per le proporzioni ma meritatissimo. Il film è infatti avvincente, preciso, solidissimo. Per Stallone arriva il Golden Globe e la nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista. Ennesimo film pugilistico di valore, dove la battaglia sul ring si fa metafora di lotta per superare i propri problemi personali. I due sequel che arrivano sono altrettanto importanti e di valore. Tessa Thompson è ottima accanto a Jorda, degnissima compagna di avventure e disavventure. Gran bel film. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Netflix, Amazon Prime Video.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/KNGxPTQ

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Emma Thompson spiazza i fan di Harry Potter: "Per me è strano parlarne"

Nell’arco della sua lunga carriera, Emma Thompson ha recitato in numerosi film degni di nota, alcuni anche meritevoli di riconoscimenti come l’Oscar alla migliore attrice vinto nel 1993 grazie a Casa Howard o ancora il premio come migliore sceneggiatura non originale per Ragione e Sentimento del 1996. Ha recitato in film come Oggi è già domani, Nel nome del Padre, Saving Mr. Banks, E poi c’è Katherine e Il piacere è tutto mio, così come è apparsa anche nel franchise cinematografico di Harry Potter.

A detta dell’attrice, però, risulta “strano” parlare della sua esperienza in Harry Potter dove ha interpretato la professoressa Sybill Trelawney, in italiano nota come Sibilla Cooman a partire da Harry Potter e il prigioniero di Azkaban del 2004. Strano perché, in totale, ha trascorso circa trenta giorni sul set del franchise per girare le proprie scene.

Emma Thompson riflette sul suo coinvolgimento in Harry Potter

Specializzata in Divinazione, la professoressa Trelawney ha un aspetto interessante con grossi occhiali da vista rotondi spessi come fondi di bottiglia e, in merito al personaggio, l’attrice ha ammesso di aver fatto riferimento ai romanzi di J.K. Rowling: “È scritto nei libri. Penso che sia quasi cieca, che non veda nulla e che sia ovviamente profondamente nevrotica perché a volte riesce a capire se le persone hanno la malinconia o no”.

Intervistata durante il podcast Smartless con Jason Bateman, Will Arnett e Sean Hayes, Emma Thompson ha proseguito: “Onestamente, nella mia lunga carriera, considerando che ho almeno 10 anni più di tutti voi, ho interpretato moltissimi ruoli e ho trascorso circa 30 giorni sul set di Harry Potter in tutta la mia vita, quindi è un argomento un po' strano da affrontare, perché è diventato un fenomeno enorme ed è proprio questo che spesso attrae le persone”.

Ha ripreso il ruolo anche in Harry Potter e l’Ordine della Fenice nel 2007 e in Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 nel 2011 salutando ufficialmente la saga, che presto tornerà sotto forma di Serie TV su HBO Max. In merito alla sua performance, ha poi aggiunto che quando lavora ad un film pensato per ragazzi il suo più grande pensiero sono i bambini: “Considero sempre i bambini il pubblico sacro. Sono le persone per cui dobbiamo dare il meglio di noi stessi, perché è la prima volta che vedono qualcosa. Deve essere davvero, davvero eccezionale”. Nell’arco della sua carriera, Emma Thompson ha recitato in altri film per ragazzi come Tata Matilda, Ribelle – The Brave e La Bella e la Bestia.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/80SJzqU

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Perché The Love Hypothesis non deluderà le aspettative dei lettori secondo Lili Reinhart

Lili Reinhart è alla guida di The Love Hypothesis, l’adattamento cinematografico tratto dal romanzo di Ali Hazelwood in arrivo in streaming su Prime Video a settembre 2026. La star di Riverdale interpreta la protagonista Olive Smith e ha confermato che la sceneggiatura ha tentato di essere il più fedele possibile al materiale originale, cercando di soddisfare i fan del romanzo ma anche del genere della commedia romantica.

The Love Hypothesis, il cast spiega come il film ha cercato di preservare il cuore del romanzo di Ali Hazelwood

La prima volta che Lili Reinhart ha ricevuto la sceneggiatura di The Love Hypothesis, non aveva ancora avuto modo di leggere il romanzo di Ali Hazelwood, ma ha tentato di recuperare in fretta. “Mi hanno portato la sceneggiatura, ma non avevo ancora letto il romanzo. Appena l’ho ricevuta, l’ho letta e poi sono andata a leggere il romanzo e mi sono convinta ad accettare il ruolo”, ha rivelato durante il panel dedicato a The Love Hypothesis in occasione dell’Obsessed Fest di Prime Video, svoltosi il 27 giugno 2026.

Inizialmente l’attrice non era convinta di voler recitare in un’altra commedia romantica: “Non ero sicura di voler fare una commedia romantica, ma poi l'idea mi ha subito conquistata”. Anche il suo collega Tom Bateman non era convinto: “Mi hanno mandato prima la sceneggiatura. Avevo sentito parlare del libro, ma non l'avevo letto. Come Lili, non ero del tutto sicuro che una commedia romantica facesse parte del mio futuro. Ma l'ho letta e mi sono innamorato dei personaggi e del mondo in cui è ambientata”.

La protagonista Olive Smith è una dottoranda che per convincere la sua amica a frequentare una sua ex fiamma decide di baciare il primo malcapitato che si rivela essere l’enigmatico professor Adam Carlsen. Quest’ultimo decide di tenerle il gioco e dalla finzione molto presto passeranno alla realtà scoprendo che la chimica tra loro è concreta. Più tempo passano insieme e più scoprono di avere cose in comune. Lili Reinhart ha precisato che il cuore della storia non è soltanto la storia d’amore tra i due: “Se non lo conoscete, l'aspetto più importante di The Love Hypothesis, e in un certo senso il motore della storia, è che questi due si incontrano grazie alla lealtà di Olive verso la sua migliore amica. Ho apprezzato molto l'aspetto dell'amicizia. Penso che sia una commedia romantica. Parla di due persone che si innamorano, ma tutto nasce da un'amicizia femminile, che è davvero bella e toccante”.

Adattare un romanzo tanto amato per lo schermo può essere una mossa rischiosa soprattutto quando si apportano modifiche necessarie ma, a detta di Lili Reinhart, il team creativo ha cercato di preservare ciò che i lettori hanno amato di più: “Penso che sia sembrato, per quanto possibile, una commedia romantica davvero senza tempo. Credo che la sceneggiatura sia riuscita a trasmettermi questa sensazione, mantenendo al contempo l'integrità di entrambi i personaggi e rendendo giustizia al libro. Ovviamente, l'importanza del libro, è il materiale di partenza che volevamo rispettare totalmente, [e] credo che la nostra sceneggiatrice, Sarah, l'abbia fatto in modo impeccabile. Quindi sì, il cuore del libro è nel film”. Anche Bateman ha detto la sua in merito: “Penso davvero che sia molto difficile adattare qualcosa per il cinema, perché ognuno di voi che ama il libro ha la propria idea di come dovrebbero essere questi personaggi. Ogni singola persona coinvolta in questo progetto nutriva un amore profondo per il libro e voleva rendergli giustizia per tutti coloro che lo amano. La gente ne era davvero entusiasta. Il libro era sempre presente sul set. Ricordo che Lil me ne diede una copia sul set e ne leggevamo dei brani prima di girare le scene. Era sempre al centro di tutto ciò che stavamo cercando di fare. Non cercavamo in alcun modo di allontanarcene. Cercavamo solo di fare del nostro meglio per dare a tutti ciò che desideravano da questa storia”. Il film è in arrivo su Prime Video il 23 settembre 2026.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/UuwMBof

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Perché la scelta di mostrare il costume di Supergirl solo alla fine del film è la svolta perfetta

Kara Zor-El non ha indossato sin ad subito il suo costume da supereroina e c’è una ragione dietro questa scelta. Supergirl ha seguito la scia di Superman, film diretto e scritto da James Gunn e poi lanciato nel 2025 inaugurando una nuova era dell’universo DC. Dal 25 giugno 2026 invece è la volta di Supergirl, interpretata da Milly Alcock e impegnata in una missione salva-vita.

Diretto da Craig Gillespie, Supergirl ha introdotto una versione più caotica e complessa di Kara Zor-El, piombata sulla Terra contro la sua volontà per esaudire il desiderio dei genitori morenti di mettersi in salvo e seguire l’esempio di Kal-El, prosperando su un nuovo pianeta. Ma perché Kara indossa il costume da supereroina fornitole proprio dal cugino soltanto verso la fine del film?

Supergirl, perché Kara non indossa il suo costume da eroina per gran parte del film?

La storia è tratta dal fumetto Woman of Tomorrow di Tom King e, pur avendo apportato modifiche evidenti alla trama, non ha rinunciato ad un dettaglio indispensabile: il costume da Supergirl. Sin da principio, Kara Zor-El viene introdotta al pubblico come una giovane donna caotica, disordinata, complessa, imperfetta come mai potrebbe essere suo cugino Kal-El. Non è esattamente in modalità eroina nella prima fase del film ma è soltanto quando raggiunge una maggiore consapevolezza di sé e del proprio obiettivo che decide di indossare quel costume offertole da Clark Kent. Inizialmente Kara si imbatte in una ragazzina, Ruthye Marye Knolll, orfana di famiglia a causa del criminale Krem delle Colline Gialle e che chiede vendetta. Kara non ha intenzione di aiutarla, ma i loro destini si intrecciano quando Krem avvelena Krypto, il suo cane, e ha soltanto 3 giorni di tempo per somministrargli l’antidoto. La loro corsa nella galassia spingerà Kara a rivalutare la propria posizione in merito a Ruthye e tenterà di proteggerla.

In merito al look di Kara, quando la ritroviamo per la prima volta ad inizio film, intenta ad ubriacarsi in un locale su un pianeta baciato dal sole rosso, indossa una t-shirt dei Blondie. A spiegare di più dietro la scelta è stato il costumista Michael Mooney a Screen Rant: “Abbiamo preso in considerazione centinaia di gruppi diversi e alla fine [Gillespie] ha scelto i Blondie. Abbiamo valutato ogni gruppo immaginabile, ed erano tutti un po' alternativi. Quindi a volte proponevamo anche gruppi mainstream, e lui diceva semplicemente: 'No, no, non è quello’”.

La vicepresidente esecutiva die DC Studios, Chantal Nong Vo, ha spiegato che sfoggiare look casual per Kara è stato importante per distanziarla dal suo ruolo sulla Terra: “Quando la incontriamo non è al lavoro, è sempre Supergirl sulla Terra, invece questo è il suo modo per prendersi una pausa. Non necessariamente indosserebbe un costume, ed è più divertente per lei essere in incognito. Penso che per [Gillespie], però, questo sia stato uno dei suoi pensieri principali quando ha iniziato a lavorare al film, ovvero che si tratti quasi di una sorta di... non voglio dire di una crescita personale in senso convenzionale, ma perché ovviamente ha combattuto il crimine, per così dire, sulla Terra. Ma lo fa essendo se stessa a tutti gli effetti? Questa è un'altra storia”.

Indossare quel costume ha anche un valore simbolico. Tramite flashback, scopriamo che Superman le ha offerto quel costume spiegandole: “So che è piuttosto colorato, ma è solo perché tutti sappiano che siamo buoni”. Il concetto di bontà è molto caro alla ragazza, poiché sua madre in punto di morte le ha chiesto proprio questo: di essere buona. Quel costume rappresenta quindi la sua bontà, ma inizialmente vediamo una Kara in preda al dolore, che affoga i dispiaceri nei drink e che non riesce a superare il dolore della perdita. A causa del suo trauma, Kara non riesce ad accettare le parole di sua madre: “Il film parla essenzialmente dell'accettazione di sé stessi, dell'accettazione del proprio passato, dell'elaborazione di esso, e alla fine è proprio questo che la protagonista diventa. Il costume da supereroe ne è il simbolo”, ha ribadito Nong Vo.

Kara indossa il suo costume da eroina poco prima di piombare su Krem e sconfiggerlo, liberando le Spose rapite e salvando Ruthye anche dalle sue azioni. La ragazzina vorrebbe uccidere Krem vendicandosi della morte inflitta alla sua famiglia, ma Kara riesce a dissuaderla, salvando la sua anima.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/fK8d976

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Wes Anderson e Bill Murray, annuncio a sorpresa al Louvre: “Vogliamo girare un western”

Un incontro a sorpresa, un pubblico in delirio e un’idea che potrebbe trasformarsi nel prossimo film di Wes Anderson. È successo a Parigi, durante il Cinema Paradiso, il festival open-air ospitato nel cortile del Louvre, dove il regista e Bill Murray sono tornati a condividere il palco tra ironia e nuovi spunti cinematografici. L’occasione era la presentazione del cult Grand Budapest Hotel, ma la serata ha presto preso una piega inaspettata.

Il “western dei sogni” di Wes Anderson (e Bill Murray)

A sorprendere il pubblico è stata soprattutto una rivelazione: Anderson e Murray hanno confermato di parlare da anni di un film western da realizzare insieme. “È un’idea che ci portiamo dietro da molto tempo" ha raccontato il regista, lasciando intendere che il progetto potrebbe finalmente concretizzarsi. Anche Murray ha rilanciato con entusiasmo, immaginando un western “firmato Texas”, visto che sia Anderson sia i fratelli Wilson condividono proprio quell’origine.

Il film che voglio fare è un western, perché lui [Anderson, ndr] viene dal Texas e sento che deve al mondo un film western.

"Ecco perché ho iniziato a camminare così" ha aggiunto, assumendo un'andatura da cowboy. Secondo quanto anticipato, Owen e Luke Wilson potrebbero salire a bordo, riunendo così una delle collaborazioni più iconiche del cinema indipendente americano. Il trio ha collaborato per la prima volta nel film d'esordio di Anderson del 1996, Bottle Rocket, prima di ritrovarsi per Rushmore e I Tenenbaum. Owen ha co-scritto tutti e tre i film ed è apparso in altri sette lungometraggi del regista.

Un sodalizio lungo trent’anni: da Rushmore a The French Dispatch

Durante l’evento, Murray non ha perso occasione per scherzare sul modo di lavorare del regista, regalando al pubblico un siparietto perfettamente in linea con il suo stile. “Ha un sorriso bellissimo, ma non lo mostra mai sul set” ha affermato l’attore, raccontando con ironia una giornata tipo con Anderson, con tanto di battute sul suo amore per i dolci e sul suo atteggiamento sempre impassibile durante le riprese, trasformando la reunion in una piccola performance.

Leggi anche Jodie Foster ha rifilato un no dietro l'altro a Wes Anderson: "Le ho offerto un ruolo in ogni mio film"

Il legame tra i due artisti è uno dei più solidi del cinema contemporaneo. Bill Murray è apparso in dieci film di Wes Anderson, da Rushmore fino a The French Dispatch, diventando una vera e propria icona del suo universo visivo. Il western, però, non è l’unico progetto sul tavolo. Anderson, che non ha alcuna intenzione di rallentare, sta lavorando anche a un altro film scritto insieme a Roman Coppola e Richard Ayoade. Il lungometraggio è stato acquisito da Focus e le riprese dovrebbero iniziare nel 2027 in Europa. Al momento, non sono stati rivelati né il titolo, né il cast, né dettagli sulla trama.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/WlEGuS8

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web