mercoledì 14 ottobre 2026

Il Nipote del Mago, il primo trailer del film ci riporta finalmente tra le meraviglie di Narnia

Greta Gerwig ci riporta a Narnia con una storia adattata per la prima volta sul grande schermo e che ripercorre le origini di un universo fantasy che il pubblico ha già imparato a conoscere al cinema. Il nuovo progetto scritto e diretto da Greta Gerwig si intitola Narnia: Il nipote del mago ed è tratto dal romanzo di C.S. Lewis ambientato nell’universo immaginario delle Cronache di Narnia.

Seguendo la cronologia interna della saga letteraria, Il nipote del mago è il primo romanzo seguito poi da Il leone, la strega e l’armadio. L’adattamento cinematografico voluto dalla regista di Barbie ha annunciato già da tempo la data d’uscita, che prevede una distribuzione in sala IMAX a partire dall'11 febbraio 2027, per poi approdare in streaming su Netflix dal 2 aprile 2027. Per combattere l’attesa, ecco il primo trailer ufficiale italiano del Film:

La storia segue i giovani Digory e Polly, amici che cadono nel tranello dello zio Andrew che spinge i ragazzi verso un viaggio misterioso e magico. Ad interpretare il giovane Digory è David McKenna, mentre Polly ha le fattezze di Beatrice Campbell. Ad arricchire il cast di Narnia: Il nipote del mago figurano anche star ben note al pubblico come Emma Mackey, Carey Mulligan, Meryl Streep, Daniel Craig, Kobna Holdbrook-Smith, Denise Gough, Ciaran Hinds e Susan Wokoma.

Greta Gerwig ha raccontato a Tudum di essersi affezionata a questo universo da piccola: “Ero una bambina quando lessi per la prima volta Il nipote del mago e mi innamorai del concetto meravigliosamente improbabile ma assolutamente geniale di un leone cosmico che, con il suo canto, dava vita al mondo di Narnia. Non sapevo che sarei diventata una regista, ma un universo costruito con la musica è un'idea che ho sempre avuto nel cuore. È l'onore di una vita essere stata invitata a immaginarlo e a realizzarlo. Grazie a Le cronache di Narnia di C.S. Lewis, ho creduto nella magia, nei mondi nascosti e nell'avventura. Credevo che ovunque si potesse trovare un luogo incantato e che chiunque potesse essere rapito da un'epopea. Quella meraviglia e quello stupore erano alla portata di tutti, anche di persone comuni come me... Mi hanno trasformata”.



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martedì 13 ottobre 2026

Il Grinch 2 si farà? Ron Howard ha un’idea per il sequel con Jim Carrey

Sono trascorsi 26 anni dall’ultima volta che Jim Carrey ha interpretato il pelosissimo Grinch nell’omonimo film live action tratto dal racconto del Dr. Seuss e il regista Ron Howard è tornato ancora una volta sul possibile sequel, rivelando di avere un’idea interessante da sviluppare.

Tratto da Come il Grinch rubò il Natale, Il Grinch è diventato un cult natalizio, film amatissimo da grandi e piccini che per anni continua ad essere uno dei titoli preferiti delle vacanze di Natale e non stupisce che il pubblico, ancora oggi, sia interessato ad un secondo capitolo ma sempre con protagonista Jim Carrey. A tale proposito, il regista ha ammesso di avere un’idea per la testa.

Il Grinch, il ritorno a Chinonsò sta prendendo forma? Il regista offre un aggiornamento sul sequel

Ambientato nella festosa cittadina di Chinonsò, abitato dai Nonsochi, Il Grinch racconta di un esiliato che detesta il Natale e tutto ciò che comporta, per questo decide di sabotarlo scatenando il panico in città. Ma, con l’aiuto di una bambina, anche il Grinch scoprirà che il suo cuore è capace di crescere e riempirsi d’amore.

Non molto tempo fa, Ron Howard ha rivelato che Imagine Entertainment starebbe sviluppando un sequel de Il Grinch del 2000 e Jim Carrey dovrebbe riprendere il ruolo del peloso protagonista verde. A distanza di tempo, il regista ha offerto maggiori dettagli in merito. Ospite dell’Hamptons International Film Festival 2026, Howard ha ammesso che il progetto è ancora nelle sue fasi iniziali: “È stato un film davvero difficile da realizzare, una vera lotta. Jim ha faticato molto con il trucco. Ora, negli ultimi 10 anni, anche lui ha girato un film [in motion capture] con Bob Zemeckis, quindi di solito si poteva ricreare quel trucco. Durante le prove, quando non era appesantito dal trucco, il Grinch raggiungeva un altro livello. Ed è una cosa entusiasmante. E me ne ero reso conto già da tempo, lavorando a stretto contatto con la parte tecnica, pensando: 'Ehi, ora posso lasciarlo molto più libero'. Ma non avevo ancora un'idea precisa. Non avevo ancora trovato la soluzione. E letteralmente circa, non so, un anno fa, mi è venuta un'idea all'improvviso, che non vi dirò. Ma mi ha entusiasmato e ho iniziato a pensarci seriamente. Poi ne ho parlato prima con [il socio di produzione] Brian [Grazer]. Anche lui si è entusiasmato”.

Leggi anche Il Grinch 2 è in buone mani: Jim Carrey in trattative e una garanzia assoluta alla regia

Ron Howard ha precisato che il sequel de Il Grinch coinvolgerà anche i suoi collaboratori storici Alec Berg, Jeff Schaffer e David Mandel, che ha definito “sceneggiatori molto divertenti” e che hanno dato “una marcia in più” al primo film. “Non lavorano più insieme, ma vogliono tutti ritrovarsi per metterci mano perché l'idea li entusiasma da matti. E anche Jim ci crede, ma il suo punto di vista - ed è giustissimo - è che dobbiamo essere certi di tirare fuori qualcosa di grande. Nessuno di noi ha bisogno di fare per forza un sequel. Ma se possiamo fare un film che amiamo davvero... lui l'ha detta giusta, io la penso come lui, e staremo a vedere come va”.



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Football & guerra: il trailer italiano di The Mosquito Bowl, in arrivo su Netflix

È ispirato a una storia realmente accaduta il film diretto da Peter Berg che vedremo in streaming dal 25 novembre. Ecco trailer e trama di The Mosquito Bowl.

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lunedì 12 ottobre 2026

Ecco i migliori film in streaming di Sacha Baron Cohen, "padre" di Borat

Compie oggi 55 anni Sacha Baron Cohen, senza alcun dubbio uno degli artisti più coraggiosi e innovativi dei nostri tempi. Attore e sceneggiatore di numerosi film di successo, creatore di personaggi iconici del piccolo schermo, Baron Cohen ha ottenuto fino a oggi in carriera tre candidature all’Oscar, alcune contenute nei film in streaming che trovate qui sotto. Buona lettura.

I migliori film in streaming di Sacha Baron Cohen

  • Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street
  • Hugo Cabret 
  • Les Misérables 
  • Il processo ai Chicago 7 
  • Borat - Seguito di film cinema

Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street (2007)

Dopo l’affermazione cinematografica con il primo Borat, con tanto di candidatura all’Oscar per la sceneggiatura, Sacha Baron Cohen partecipa con carisma al criptico e ipnotico musical diretto da Tim Burton. Un Johnny Depp folgorante e una Helena Bonham Carter al meglio delle sue capacità fanno di Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street un film cupissimo, sanguinolento, visivamente magnifico. Oscar per le scenografie di Dante Ferretti, un capolavoro di virtuosismo inserito dentro un lungometraggio davvero riuscito, malinconico e a tratti disperato. Una delle migliori collaborazioni tra autore e attore. E Baron Cohen risplende nel suo breve ma potente ruolo. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Hugo Cabret (2011)

Altra partecipazione straordinaria, questa volta divertita e divertente di Baron Cohen, alla gigantesca opera cinematografica diretta da Martin Scorsese. Hugo Cabret è una enorme favola che parla di rapporti familiari e amore per la Settima Arte. Visivamente portentoso, il film ci regala un cast in grande spolvero che vede protagonista Asa Butterfield, Ben Kingsley, Chloe Moretz, Jude Law, Emily Mortimer. Molti Oscar tecnici, nomination anche per il miglior film e la regia. Successo di critica enorme, il pubblico risponde bene a questo lungometraggio maestoso, fantasioso, che sfrutta meravigliosamente il 3D. Uno scorsese inventivo e giocoso per uno dei suoi lavori maggiormente spensierati. Da vedere in leggerezza. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Rai Play.

Les Misérables (2012)

Ruolo da villain puro che Baron Cohen interpreta con aderenza psicologica e un certo gusto. Hugh Jackman domina questo musical diretto da Tom Hooper, ma quando una Anne Hathaway da Oscar si presenta in scena nella prima parte del film, ogni cosa si illumina. Les Misérables trova il favore pressoché unanime di critica e pubblico, dal momento che offre uno spettacolo cinematografico di primissimo ordine. Russell Crowe, Amanda Seyfried, Eddie Redmayne chiudono un cast davvero ispirato. Altri due Oscar oltre quello alla Hathaway, nomination per il miglior film dell’anno. Tutto decisamente meritato. Sacha Baron Cohen non sfigura di certo di fronte a tali giganti del grande schermo, anche a livello canoro. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

Il processo ai Chicago 7 (2020)

Per Sacha Baron Cohen arriva la candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista nel dramma processuale scritto e diretto da Aaron Sorkin. Ispirato dai fatti realmente accaduti durante e dopo la convention democratica del 1968, Il processo ai Chicago 7 racconta la battaglia per la libertà di espressione, una base della democrazia americana, con una potenza indubitabile. Joseph Gordon-Levitt, Jeremy Strong, Mark Rylance, Michael Keaton, Frank Langella e molti altri grandi caratteristi partecipano con potenza a questo film tagliente, preciso e schierato. Arrivano le nomination all’Oscar per il film, la sceneggiatura, e altre tecniche. Fiore all’occhiello di Netflix per averlo supportato. Importante, merita sicura e non preconcetta visione. Disponibile su Netflix.

Borat - Seguito di film cinema (2020)

Chiudiamo con il sequel del film che ha lanciato la carriera cinematografica di Sacha Baron Cohen. Anche Borat - Seguito di film cinema mantiene quella vena sovversiva e il coraggio di spingenrsi dentro  il nero della società americana. Supportato da una bravissima Maria Bakalova, Baron Cohen continua nel suo sviluppo di un personaggio trasgressivo, scorrettissimo, capace di mettere alla berlina tutto e tutti. Vi sono momenti in Borat - Seguito di film cinema che mettono seriamente a dura prova lo spirito e la pazienza dello spettatore, ma allo stesso tempo lo costringono a non distogliere lo sguardo, ad osservare il marcio che si cela dietro la facciata della società statunitense. Divertentissimo, oltraggioso. Candidatura all’Oscar anche per lo script, terza personale per Sacha Baron Cohen. Disponibile su Amazon Prime Video.



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28 anni dopo, il regista gela le speranze dei fan sul terzo film: "Al momento è sospeso"

28 anni dopo ha riportato il mondo afflitto dall’epidemia lanciato nel 2007 al cinema con 28 giorni dopo e oggi come allora è stata una creazione guidata da Danny Boyle. Il regista che ha proposto al pubblico una disavventura sopraffatta dagli infetti ha affrontato di recente il possibile ritorno di Cillian Murphy in un terzo film che dovrebbe concludere la trilogia sequel lanciata nel 2025 con 28 anni dopo e proseguita con 28 anni dopo – Il tempio di ossa nel 2026, diretto da Nia DaCosta.

Proprio quest’ultimo film aveva offerto speranza al pubblico suggerendo il destino di Jim, il personaggio che Cillian Murphy ha interpretato nel primo film guidandolo da protagonista. Stando a Il tempio di ossa, Jim è sopravvissuto e potrebbe avere un ruolo chiave nel terzo ed ultimo film, la cui produzione tarderebbe a decollare. In una recente intervista, Danny Boyle ha condiviso novità dal retrogusto amaro.

28 anni dopo 3, Danny Boyle frena l’entusiasmo dei fan sul film: “Progetto sospeso”

In 28 anni dopo – Il tempio di ossa si è scoperto che Jim, il protagonista del primo film, era sopravvissuto agli eventi. Ora vive insieme a sua figlia, alla quale impartisce lezioni da casa, e la scena in questione suggeriva un ruolo più importante per questo personaggio in un terzo film che dovrebbe completare la trilogia sequel. Ma è probabile che bisognerà pazientare ancora un po’. Ospite del Londo Film Festival, Danny Boyle ha condiviso un aggiornamento poco ottimista: “Al momento è un progetto sospeso, in secondo piano”.

Si vociferava che Cillian Murphy fosse in trattative per riprendere il ruolo di Jim nel terzo film di 28 anni dopo e lo stesso Danny Boyle, non molto tempo fa, aveva riacceso la speranza dei fan: “28 anni dopo 3 o qualunque sarà il suo titolo verrà realizzato, perché le persone continuano a chiederlo. Non so ancora quando accadrà, ma abbiamo una sceneggiatura, ed è ottima, di Alex Garland. Ci sarà anche tanto Cillian Murphy. Se si spoglierà ancora, questo non lo so, ora è un attore da Oscar”.

A distanza di una settimana, come riporta ComicBook, il regista ha rivelato quali sono gli ostacoli principali: trovare chi finanzi il film e sperare che lo sceneggiatore Alex Garland torni: “Alex è stato impegnato con il suo film, che è un progetto enorme”, facendo riferimento all’adattamento cinematografico di Elden Ring.



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domenica 11 ottobre 2026

New York Film Festival 2026: ecco i film più importanti della kermesse al Licoln Center

Come ogni anno il New York Film Festival appena conclusosi (64a edizione) ha regalato al pubblico una selezione approfondita di quanto proposto nei migliori festival di cinema del mondo, più una nutrita selezione di anteprime mondiali. Tra queste anche Artificial di Luca Guadagnino e Cameron Winter at Carnegie Hall di Paul Thomas Anderson, che purtroppo non abbiamo potuto vedere in quando non sono state organizzate proiezioni per la stampa. Ecco dunque i film più interessanti e/o compiuti visti al NYFF 64. Buona lettura.

Il New York Film Festival 2026 in cinque film

  • 14th
  • Behemoth!
  • The Debut
  • A Long Winter
  • A Statement

14th

Sequel ideale del documentario diretto da Ava DuVernay 13th, uscito nel 2016 e candidato all’Oscar, questo nuovo lavoro presentato in anteprima mondiale al New York Film Festival continua la sua analisi precisa e non edulcorata sull’attacco alla Costituzione che il Governo Trump ha messo in atto negli ultimi ann. Questo nuovo documentario analizza con scrupolo il processo di corrosione che il Presidente degli Stati Uniti ha sistematicamente messo in atto per smentire i cardini democratici del Quattordicesimo Emendamento, redatto ed inserito nella Costituzione alla fine della Guerra Civile per garantire uguaglianza e diritti inalienabili alle minoranze presenti sul suolo americano. 14th è un lavoro diretto e montato con enorme attenzione alla capacità ricettiva del pubblico, e non manca di porre domande scottanti ma fondamentali su cosa sia diventata, e cosa potrebbe purtroppo diventare, la democrazia americana. Prodotto per Netflix come il precedente, 14th merita assolutamente una visione attenta. Ottimo lavoro. 

Behemoth!

A quattordici anni dal suo precedente The Bourne Legacy, lo sceneggiatore e regista Tony Gilroy ha presentato in anteprima mondiale al NYFF 64 il suo nuovo Behemoth!, che vede protagonista assoluto un Pedro Pascal in gran forma. La storia ruota intorno ai problemi familiari e alle disavventure sentimentali del talentuoso violoncellista Alex Serian, il quale si trova a dover fare i conti con un nucleo familiare disfunzionale, amanti aggressive al limite dello stalking, fratelli che raccontano tutto ma tutto in un podcast, e una giovanissima direttrice d'orchestra che è un vero prodigio…Behemoth! si allontana dai lavori precedenti di Gilroy, è un character-study elegante nella messa in scena anche se non sempre ottimamente orchestrato nel ritmo del racconto. Alcune lentezze nel racconto vengono però sopperite da sottotrame spiritose - su tutte quella che vede protagonista una feroce Olivia Wilde - e gli ultimi quindici minuti che si rivelano oggettivamente commoventi. Un film non completamente riuscito ma capace in molti momenti di ipnotizzare. 

The Debut

Dopo il successo di A Real Pain, con tanto di Oscar a Kieran Culkin come attore non protagonista e la nomination all’Oscar per la sceneggiatura originale, Jesse Eisenberg è tornato dietro la macchina da presa con The Debut, commedia dolceamara sull’amore per il teatro e i problemi che esso comporta. Protagonista assoluta del film è una Julianne Moore che impersona una casalinga disperata la quale perde e ritrova se stessa quando decide di partecipare al musical della cittadina in cui vive. Troverà nel regista dell’opera, ottimamente interpretato dal sempre affidabile Paul Giamatti, il burbero ma fondamentale alleato per la sua “rinascita” psicologica. The Debut è un film intelligente, scritto con arguzia e interpretato con notevole adesione ai personaggi. Un divertissement d’autore che non va sempre in profondità ma garantisce momenti di ottimo cinema di genere. Da vedere soprattutto per il cast estremamente affiatato, con in testa una Moore a tratti esplosiva. 

A Long Winter

Andrew Haigh continua nella sua esplorazione dell’animo umano e dei rapporti affettivi con un altro lungometraggio dalla densità emotiva. Ispirato da un racconto breve di Colm Toibin, A Long Winter racconta di una famiglia che vive sulle montagne innevate, lontana dagli altri essere umani, e subisce in un modo o nell'altro questo isolamento. Magnificamente orchestrato nella messa in scena, il film adopera al meglio i bellissimi scenari naturali per costruire una storia di insoddisfazione esistenziale e di dolore del vivere. Più del giovane protagonista spiccano le prove a supporto di Caitriona Balfe e Ebon Moss-Bachrach, davvero perfetti nel raccontare i dissidi sepolti tra moglie e marito. Dopo All of Us Strangers, anche migliore di questo, arriva la conferma che Haigh è in un momento artistico e creativo di indubbio spessore. 

A Statement

Dopo l’exploit de Il caso Spotlight e la conferma de La ragazza di Stillwater, Todd McCarthy mette in piedi un cast corale incredibile per raccontare del convegno che nel 1980, pochi giorni prima dell'elezione di Ronald Reagan, avrebbe potuto cambiare le dinamiche americane e mondiali per la lotta contro l’inquinamento. Scritto adoperando le trascrizioni reali della convention tenutasi in Florida, A Statement possiede un gruppo di attori in stato di grazia, in cui troviamo Jason Clarke, Amy Ryan, Paul Rudd, Tatiana Maslany, Dylan Baker, Nina Arianda. I migliori in scena sono ancora una volta Paul Giamatti, un John Turturro strepitoso e un Evan Peters totalmente in parte. Non ci sorprenderebbe se il film di McCarthy partecipasse da protagonista alla corsa per i premi nella categoria di attore/atrice non protagonista. Conferma vagamente giocosa e malinconica della bontà del cinema di questo cineasta.



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Jessica Chastain, il segreto del sorriso terrificante in Mammina: "L'ho imparato alla Juilliard"

Se avete visto anche solo il poster di Mammina, sicuramente vi sarà rimasto impresso il sorriso di Jessica Chastain, tanto rassicurante in apparenza quanto agghiacciante.

Jessica Chastain e il sorriso inquietante di Mammina

Ospite del Jimmy Kimmel Live!, l’attrice premio Oscar ha raccontato come sia riuscita a costruire quell’espressione, mostrando al pubblico il lavoro fisico e psicologico che si nasconde dietro il suo personaggio.

Per interpretare la misteriosa creatura protagonista del film, Jessica Chastain ha immaginato quanto potesse essere faticoso per un’entità soprannaturale mantenere sembianze umane. Da questa intuizione è nato un sorriso forzato, accompagnato da una tensione muscolare che coinvolge persino il collo. Il suo volto cerca disperatamente di apparire amichevole, ma ogni suo muscolo racconta emozioni molto diverse.

La lezione di recitazione di Jessica Chastain lascia Jimmy Kimmel senza parole

Durante l’intervista, Jessica Chastain ha deciso di mostrare concretamente come realizza quell’espressione. Davanti a un divertito Jimmy Kimmel, l’attrice ha contratto i muscoli del viso, irrigidito il collo e sfoggiato il sorriso terrificante che caratterizza il suo personaggio.

La dimostrazione ha raggiunto il suo momento più incredibile quando Chastain è riuscita a far scendere una lacrima mantenendo perfettamente l’espressione. Alla domanda di Kimmel su come avesse fatto, l’attrice ha risposto: «Sono un’attrice preparata Jimmy!».

La sua formazione alla prestigiosa Juilliard School di New York ha avuto un ruolo importante nello sviluppo delle sue capacità interpretative. In passato, Chastain aveva raccontato di aver affrontato esercizi di recitazione particolarmente impegnativi, tra cui uno che prevedeva di ridere ininterrottamente per dieci minuti, esplorando il rapporto tra corpo ed emozioni.

Di cosa parla Mammina, il nuovo horror con Jessica Chastain?

Diretto da Rob Savage, già regista di The Boogeyman, Mammina è tratto dal romanzo Incidents Around the House di Josh Malerman.

La storia segue una bambina di otto anni, Bela, la cui vita viene sconvolta dall’arrivo di una presenza inquietante che lei chiama Mammina. La creatura si manifesta inizialmente attraverso gli angoli più bui della casa, assumendo progressivamente un ruolo sempre più minaccioso nella quotidianità della famiglia.

Al centro del racconto troviamo una domanda apparentemente innocente che la misteriosa entità rivolge ripetutamente alla bambina: può entrare nel suo cuore?

Con il suo sorriso innaturale e un’interpretazione costruita attraverso un accurato controllo del corpo, Jessica Chastain promette di regalare al pubblico uno dei personaggi più inquietanti della sua carriera.



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