domenica 12 luglio 2026

SalinaDocFest 2026: premiata la regista iraniana Sepideh Farsi

Unire l'impegno sociale d'impresa alla forza del cinema civile per dare voce ai diritti umani. Con questo spirito, durante la XXª edizione del SalinaDocFest, manifestazione internazionale fondata e diretta da Giovanna Taviani, è stato consegnato alla regista iraniana Sepideh Farsi il Premio Irritec 2026 da Giulia Giuffrè, Responsabile della Sostenibilità e Consigliere di Amministrazione di IRRITEC e Presidente dell’Associazione SDF.

Il riconoscimento celebra il suo film-manifesto Put Your Soul on Your Hand and Walk (Prendi in mano l’anima e cammina), proiettato subito dopo la cerimonia all'interno della sezione SDF Contro la guerra.

Sostenuto da IRRITEC – azienda siciliana leader mondiale nell’irrigazione di precisione e main partner del festival – il premio SDF all’ospite internazionale, incarna la visione cardine del gruppo: "irrigare la cultura come si irriga la terra", valorizzando l'arte capace di generare un impatto sociale concreto. La giuria ha celebrato il lavoro di Sepideh Farsi come "un’opera necessaria che trasforma il cinema in un atto di responsabilità, restituendo voce e volto a Gaza e a chi, nella guerra, rischia di essere ridotto a numero o silenzio".

Il documentario nasce infatti dal potente incontro a distanza tra la regista, che vive a Parigi, e Fatma Hassona, giovanissima fotoreporter palestinese che ha documentato l’assedio di Gaza dall’interno. Attraverso un fitto scambio di videochiamate durato quasi un anno, le due donne hanno progettato un lavoro sulla disperata condizione del popolo palestinese, intrecciando la cronaca della guerra ai sogni di Fatma, che desiderava viaggiare per il mondo con la sua macchina fotografica. Proprio il giorno successivo all'annuncio della loro partecipazione al Festival di Cannes per presentare il progetto, si compie il dramma: il 16 aprile 2025 la casa degli Hassona viene colpita da missili che uccidono Fatma e i suoi familiari.

"Il film è la mia risposta, come regista, ai massacri in corso", spiega Sepideh Farsi. "Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno: i frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L'assassinio di Fatma ne cambia per sempre il significato". Un'opera potente che rende giustizia anche alla drammatica premonizione della stessa fotoreporter: "Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita da tutto il mondo".

A consegnare il riconoscimento sul palco è stata Giulia Giuffrè, nella sua doppia veste di Responsabile della Sostenibilità e Consigliera di Amministrazione di IRRITEC e di Presidente dell’Associazione SDF, che ha così commentato l'iniziativa:

"Credo profondamente nel valore della cultura e del cinema come strumenti capaci di dare voce a temi di grande rilevanza sociale, generando consapevolezza, dialogo e cambiamento. Per questo ritengo fondamentale costruire un ponte tra il mondo della cultura e quello delle imprese, in una relazione di valore reciproco: da un lato, la cultura offre alle aziende un linguaggio autentico per promuovere messaggi e valori; dall'altro, le imprese possono svolgere un ruolo decisivo nel sostenere e diffondere la cultura. Anche attraverso il festival, il mio obiettivo è favorire questa alleanza, affinché arte, spettacolo e tessuto imprenditoriale condividano un impegno concreto e duraturo verso la società".

Il palcoscenico di questa sinergia è il SalinaDocFest, che festeggia quest'anno il traguardo della sua ventesima edizione grazie alla sinergia tra la presidenza di Giulia Giuffrè e la direzione artistica di Giovanna Taviani. Da vent'anni la manifestazione trasforma l'isola di Salina in un crocevia internazionale di riflessione, accendendo i riflettori sulle grandi questioni storiche e sociali del nostro tempo. La rassegna, quest'anno interamente dedicata al tema delle "Odissee contemporanee", si è confermata così uno spazio culturale cruciale per esplorare il potere delle immagini come antidoto alla guerra e alla disumanizzazione dello sguardo.



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Come sarà Haymitch Abernathy da giovane? Joseph Zada anticipa i segreti di Hunger Games: L'alba sulla mietitura

Hunger Games: L’alba sulla mietitura riporterà il pubblico nuovamente a Capitol City, questa volta alle prese con la Seconda Edizione della Memoria, quella vinta da Haymitch Abernathy. Se nella saga principale ad interpretarlo è stato Woody Harrelson, nel prequel toccherà a Joseph Zada portare avanti l’eredità del personaggio.

All’epoca dei fatti Haymitch era un ragazzo di sedici anni lanciato nell’arena di Capitol City insieme ad altri 47 Tributi, il doppio del numero previsto ogni anno proprio per un’occasione ritenuta importante dal presidente Snow. Avendo quindi necessità di rappresentare una versione giovane del personaggio, la scelta è ricaduta su Joseph Zada ed è stato quest’ultimo di recente ad affrontare non solo l’eredità del personaggio, ma anche l’esperienza generale sul set con icone del cinema come Glenn Close.

Hunger Games: L’alba sulla mietitura, Joseph Zada elogia Glenn Close e rivela come il suo Haymitch onorerà quello di Woody Harrelson

Diretto ancora una volta da Francis Lawrence, Hunger Games: L’alba sulla mietitura è un nuovo capitolo dell’acclamata saga cinematografica ambientata a Panem. Trattandosi di un prequel, però, racconterà di eventi accaduti molti anni prima della vittoria di Katniss e Peeta e si focalizzerà soprattutto sulla 50esima edizione degli Hunger Games, quella vinta da Haymitch. A seguito di ciò, è diventato poi il mentore del Distretto 12 arrivando a guidare anche Peeta e Katniss anni dopo.

Ai microfoni di People, Joseph Zada ha anticipato che questo film offrirà un lato nuovo di un personaggio già noto al pubblico. Infatti una parte della sua interpretazione di Haymitch si basa proprio sulla performance di Woody Harrelson, che l’ha preceduto: “Ritroviamo alcuni aspetti, come la moralità di Haymitch, il suo sarcasmo e l’idea che sia intelligente e solitamente un passo avanti agli altri”. La storia è ambientata 24 anni prima degli eventi del primo Hunger Games e, a detta di Zada, alza drasticamente la posta in gioco: “Ci sono il doppio dei tributi e più ostacoli da superare per il nostro protagonista, con meno supporto. Haymitch sta dando inizio a una ribellione a cui Katniss si unirà 24 anni dopo e, quando la inizia, ha solo poche persone dalla sua parte e il mondo da conquistare”.

Anni dopo, Katniss diventerà il volto della rivoluzione, la Ghiandaia Imitatrice di cui Panem aveva bisogno per liberarsi dalla tirannia del presidente Snow e dagli Hunger Games. Haymitch, però, ha avviato quella battaglia molto tempo prima. Il cast è composto da numerose star del cinema come Jesse Plemons, Elle Fanning, Mckenna Grace e Glenn Close e, in merito a quest’ultima, Zada ha ammesso: “È una delle persone più adorabili che abbia mai conosciuto e mi ha supportato e incoraggiato per tutta la durata delle riprese. Significa moltissimo avere il sostegno di una persona di tale calibro, e Glenn in particolare mi ha fatto capire chiaramente che ci sarebbe sempre stata per me. È la migliore in assoluto”. Il nuovo capitolo di Hunger Games è in arrivo al cinema a novembre 2026.



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Odissea, il retroscena di Zendaya: "Ecco perché non riuscivo a parlare sul set"

Il primo giorno di riprese sul set di Odissea, Zendaya non ha creduto di essere così saggia come il suo personaggio, Atena, chiamata ad affiancare Ulisse durante il lungo viaggio di ritorno a Itaca dopo la Guerra di Troia. Christopher Nolan ha voluto la star di Euphoria nel suo cast chiedendo il “permesso” a suo marito Tom Holland, che naturalmente non ha battuto ciglio, e ha prontamente elogiato il talento di Zendaya, definendola una star del cinema. Eppure il primo giorno di riprese non è stato così memorabile agli occhi dell’attrice.

Odissea, Zendaya ricorda il blocco durante il primo giorno di riprese in Islanda

Il primo giorno di riprese di Odissea, Zendaya ha raggiunto la location estiva in Islanda ma ha dovuto affrontare una sorta di blocco dettato dall’ansia. Ai microfoni di Happy, Sad, Confused, l’attrice ha rivelato: “Questo è il punto. Avevo le mie battute, volevo impararle a memoria. Credo di essermi fatta prendere un po’ dall’ansia”. Di certo non ha aiutato il clima freddo che, unito al nervosismo, ha messo in crisi Zendaya: “Faceva particolarmente freddo. Ero in Islanda. Avevo la bocca completamente congelata. Non riuscivo a dire una parola, non riuscivo a muovere la bocca, letteralmente. Che imbarazzo”.

Si è trattato in ogni caso di un piccolo inconveniente temporaneo. Per fortuna l’attrice ha superato quel blocco godendosi l’esperienza con un cast di tutto rispetto guidato da Matt Damon che interpreta Ulisse, insieme ad Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o e Charlize Theron. “È un vero piacere e un dono poter condividere delle scene con persone che ammiro. In un certo senso, bisogna compartimentalizzare. Concentrarsi, pensare al lavoro. Ma ero così emozionata e felice di essere lì e volevo dare il meglio di me”.

Christopher Nolan, in ogni caso, non ha avuto che elogi per lei. Ai microfoni di Fandango ha ammesso: “È sempre stata perfetta, sempre perfetta”. Anche Tom Holland, dal suo canto, ha rivelato le difficoltà del primo giorno di riprese di Odissea: “Penso che il mio primo giorno sia stato probabilmente una delle esperienze più intimidatorie della mia carriera, solo il fatto di far parte di un film di queste dimensioni”, ha confessato a Fandango.



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Marvel, Franklin Richards fa sembrare Thanos un dilettante: ecco perché è così potente

Per oltre dieci anni, Thanos è stato il punto di riferimento assoluto del Marvel Cinematic Universe. Con le Gemme dell'Infinito è riuscito a cancellare metà della vita nell'universo e ha costretto tutti gli Avengers a unirsi per fermarlo, lasciandosi alle spalle una lunga scia di vittime, da Gamora (Zoe Saldana) a Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) fino a Tony Stark (Robert Downey Jr.).

Il problema è che, dopo Avengers: Endgame, il MCU aveva bisogno di alzare ancora una volta l'asticella. Continuare a presentare Titano Pazzo come il massimo livello di potere avrebbe reso difficile costruire minacce ancora più grandi. In un certo senso, Marvel ha già iniziato questo processo nella serie Loki, dove scopriamo che la TVA conserva decine di Gemme dell'Infinito in un cassetto, usandole addirittura come fermacarte e ridimensionando completamente il valore degli oggetti per cui tanti eroi hanno sacrificato la vita.

Con I Fantastici Quattro: Gli Inizi, abbiamo finalmente conosciuto uno dei personaggi più potenti dell'intero universo Marvel: Franklin Richards, il figlio di Reed Richards (Pedro Pascal) e Sue Storm (Vanessa Kirby). Nei fumetti, Franklin è descritto come il mutante più potente mai esistito. Il film ne mostra solo un assaggio, ma basta per capire quanto il suo potenziale sia enorme. Il bambino possiede infatti capacità telepatiche, può manipolare la realtà e riesce perfino a riportare in vita sua madre dopo il sacrificio finale.

Per chi conosce i fumetti non è una sorpresa, ma per il pubblico del MCU è il debutto di un personaggio che potrebbe superare qualsiasi eroe o villain visto finora.

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Perché Franklin Richards è più potente di Thanos

La differenza fondamentale è che Thanos non era potente "di suo". Per diventare onnipotente aveva bisogno del Guanto dell'Infinito e delle Gemme. Senza di esse restava comunque un guerriero formidabile, ma non un essere in grado di riscrivere la realtà. Franklin Richards, invece, non ha bisogno di alcun artefatto, perché le sue capacità fanno parte della sua stessa natura. Nei fumetti è in grado di creare universi, manipolare lo spazio-tempo e alterare la realtà su scala cosmica. Se il MCU seguirà questa direzione, il confronto con Thanos rischia di diventare impietoso.

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In pratica Franklin è ciò che Thanos cercava di diventare grazie alle Gemme dell'Infinito, ed è proprio qui che nasce la sfida più difficile per i Marvel Studios. Introdurre un personaggio tanto potente è entusiasmante, ma comporta anche un rischio narrativo enorme. Quando un eroe può risolvere quasi ogni problema con i propri poteri, mantenere alta la tensione diventa molto più complicato. Finora non abbiamo visto Franklin che per pochi minuti, intuendo appena il suo potenziale

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Nella scena post-credits del film di Matt Shakman, tuttavia, sembra chiaro che il Dottor Destino lo abbia rapito e che, quindi, il bambino avrà un ruolo chiave in Avengers: Doomsday. Da questo punto in poi, Marvel dovrà trovare un equilibrio tra spettacolarità e credibilità, evitando che il bambino diventi una soluzione facile a qualsiasi conflitto. Per questo motivo, Franklin Richards potrebbe rappresentare contemporaneamente il futuro del MCU e la sua svolta più difficile dopo la fine della Saga dell'Infinito.



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sabato 11 luglio 2026

Anya Taylor-Joy rivela il legame speciale con il suo ruolo "da sogno" ne Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum

Quando Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum arriverà al cinema, riporterà in campo personaggi già noti e amatissimi, ma introdurrà anche delle ben gradite novità come Anya Taylor-Joy, scelta per interpretare un personaggio inedito, quindi originale poiché assente nelle opere di J. R.R. Tolkien.

Attrice amatissima sin dai tempi de La regina degli scacchi su Netflix, negli ultimi anni ha dato prova della propria versatilità e prossimamente la vedremo nella Terra di Mezzo nelle vesti di un’elfa, ruolo che a suo dire le si addice particolarmente.

Anya Taylor-Joy è convinta che recitare ne Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum era destino

Anche Anya Taylor-Joy offrirà un contributo a Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum, la cui trama ruota si focalizza sulla ricerca di Gollum, un hobbit corrotto dalla forza dell’Anello e tramutatosi in una creatura ossessionata dal potere che gioca un ruolo fondamentale nella trilogia de Il Signore degli Anelli. In questo film spin-off, diretto da Andy Serkis, Aragorn e Gandalf daranno la caccia alla creatura per capire cos’è successo all’Anello di Sauron, finito poi nelle mani di Bilbo Baggings.

Anya Taylor-Joy è stata scelta per interpretare un’elfa: il suo nome è Seren e non appare nei romanzi di Tolkien, per cui si tratta di un personaggio originale cinematografico. Ragionando sulla natura del suo personaggio, l’attrice ha confessato a Rotten Tomatoes: “Mi sento come se fossi stata un elfo per tutta la vita, quindi è davvero gratificante poterlo fare come lavoro”.

Ha precisato di essere sempre stata una grande fan de Il Signore degli Anelli e anche di Andy Serkis, che nella trilogia originale ha dato voce e forma a Gollum. “Penso che sia un uomo meraviglioso e un creatore incredibilmente innovativo. Penso che poter far parte di questo mondo e interpretare questo personaggio sia un sogno che si avvera”. Nel cast di Caccia a Gollum figurano anche Ian McKellen ed Elijah Wood di nuovo nelle vesti di Gandalf il Grigio e Frodo Baggings. Anche Lee Pace riprende il ruolo di Thranduil, mentre Jamie Dornan sostituisce Viggo Mortensen interpretando una versione più giovane di Aragorn. Tra le novità non figura soltanto Anya Taylor-Joy, ma anche Kate Winslet e Leo Woodall.



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Perché non esistono versioni femminili dei Minions spiegato dal regista

Perché non esistono versioni femminili dei Minions nell’articolato universo di Cattivissimo Me? Una risposta è arrivata di recente dal regista Pierre Coffin, che ha diretto Minions & Monsters, fresco di debutto al cinema.

Perché non esistono versioni femminili dei Minions spiegato dal regista

Sono trascorsi più di dieci anni dal debutto di Cattivissimo Me, di Gru e del suo esercito di Minions al cinema eppure, finora, nessuno ha mai incontrato una versione femminile dei famosi tirapiedi gialli di Gru. Per quale motivo? A detta di Pierre Coffin, che sin da principio ha prestato la sua voce alle creature caotiche del franchise, finora non è mai stata avvertita l’esigenza di realizzare una versione al femminile dei Minions. “Penso che una Minion femmina sarebbe l’inizio della fine. Universal Pictures vorrebbe farlo perché penserebbe di compiacere tutte le donne là fuori. Ma io non ne sono convinto. Se fossi una donna, lo troverei una mossa di facciata. Non sto dicendo che non lo faremo o che non ci proveremo, ma forse non è destino. O forse sì! Chi lo sa”, ha confessato a The Guardian.

Secondo il suo punto di vista, una versione femminile dei Minions potrebbe rappresentare semplicemente una mossa di marketing, ma non è certo del risultato. Ha poi confermato che in passato quell’idea era stata già presa in considerazione da parte del team creativo, ma non è andata avanti: “Abbiamo preso in considerazione l'idea di far sbarcare i Minions su quest'isola dove viveva un'altra tribù composta, a quanto pare, interamente da femmine. Ma non siamo andati oltre”. Nella sua testa, la versione femminile dei Minions combacerebbe con quella maschile.

Ragionando poi su un altro aspetto delle creature gialle, il regista ha offerto una risposta alla domanda: “E per quanto riguarda il modo in cui si riproducono: non lo fanno. Semplicemente esisto”. Ha ragionato infine sull’evoluzione di questi piccoli personaggi combinaguai spiegando come si sono evoluti rispetto ai primi film: “Nei primi due film di Cattivissimo Me, sono solo un gruppo. Ma con Minions avevamo bisogno di tre personaggi ben distinti, quindi abbiamo creato Kevin, Stuart e Bob: autorevole, distaccato e ingenuo. Quindi ci sono personaggi che si evolvono nei film successivi, e provo un senso di protezione e difesa nei loro confronti perché non sono delle creature. Non sono senz'anima. Non sono oggetti. Sono individui”.



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La Casa - Il Rogo del Male: una scena troppo estrema è stata tagliata (ma la vedremo comunque)

Fan dei Deadites, preparatevi a riaccendere le motoseghe: ancora una volta, la saga di Evil Dead torna al cinema con un nuovo capitolo del celebre franchise horror. La Casa - Il Rogo del Male arriverà nelle nostre sale il giorno 8 luglio e si preannuncia come uno dei film più violenti dell’anno. Talmente estremo da essere stato costretto a tagliare una scena particolarmente disturbante per poter ottenere il rating R. Ma niente paura: quella sequenza non è andata persa per sempre.

Una scena troppo brutale per il grande schermo (ma che vedremo lo stesso)

In una recente intervista a SFX Magazine, il regista Sébastien Vaniček ha confermato che una scena in particolare è stata rimossa dal montaggio finale per consentire al film di rientrare nei limiti del divieto ai minori. Una scelta obbligata, visto che Il Rogo del Male punta chiaramente a un elevato livello di violenza, ma necessario per restare all’interno del circuito delle grandi distribuzioni Warner Bros. Ad ogni modo, per i fan del Necronomicon, c’è una buona notizia: la versione integrale esiste già.

Vaniček ha infatti rivelato che La Casa - Il Rogo del Male avrà in futuro una director’s cut ancora più estrema della versione cinematografica e "molto più violenta di quella che vedremo in sala". Al momento non esiste ancora una data di uscita ufficiale, ma è confermato che la versione estesa mostrerà proprio la scena eliminata.

Il Ritorno del Libro dei Morti e il futuro della saga

Chi si avvicina per la prima volta a questo nuovo capitolo, sappia che la storia si collega direttamente agli eventi di La Casa - Il Risveglio del Male. Al centro della trama c’è una donna che, dopo la morte del marito, si trasferisce con i suoceri nell'isolata dimora di di famiglia. La riunione di famiglia si trasforma in un incubo infernale quando il trio si ritrova alle prese con il Libro dei Morti, pronto a seminare caos e trasformare le persone in Deadite assetati di sangue. Protagonisti della pellicola sono Souheila Yacoub, Tandi Wright, Luciane Buchanan e Erroll Shand.

Insomma, dopo il successo de Il Risveglio del Male, il nuovo capitolo sembra intenzionato a spingere ancora più in là i limiti del gore, confermando il Libro dei Morti come il vero filo conduttore dell’universo Evil Dead. E per i fan che pensano già al futuro, le notizie non finiscono qui: un nuovo capitolo, Evil Dead Wrath, è già in fase di riprese. Il produttore Robert Tapert ha recentemente rivelato il prossimo film, diretto da Francis Galluppi e in arrivo nel 2028, sarà un prequel ambientato nel 1972, prima degli eventi de La Casa del 1981. Nel cast ci saranno Charlotte Hope, Jessica McNamee, Zach Gilford Ella Newton ed Ella Oliphant.

Anche senza Ash Williams al centro della storia, la saga continua a evolversi sotto la supervisione di Sam Raimi, ancora coinvolto come produttore e guida creativa del franchise.



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