martedì 28 luglio 2026

Elf 2 si farà mai? La risposta definitiva di Will Ferrell sul ritorno di Buddy

Sono trascorsi più di vent’anni da quando Elf – Un elfo di nome Buddy ha raggiunto il grande schermo con il supporto di Will Ferrell come protagonista ed è stato proprio quest’ultimo di recente a sbilanciarsi sulle possibilità concrete di un eventuale sequel. Potrebbe davvero accadere?

Diretto da Jon Favreau, Elf è diventato uno dei classici più amati del periodo natalizio. La storia, del resto, è ambientata proprio a Natale e coinvolge il Polo Nord, Babbo Natale e un elfo di nome Buddy che, ormai trentenne, scopre la verità sul proprio conto. Buddy non è un vero elfo, ma un essere umano e la sua famiglia biologica si trova a New York. Per questo intraprende un viaggio per ritrovarla e ritrovarsi. Essendo un film tanto amato dal pubblico mondiale, Elf ha generato forti aspettative nell’era dei reboot e revival, ma un sequel è davvero possibile? La parola a Will Ferrell.

Elf, Will Ferrell si esprime di nuovo sul possibile sequel del cult natalizio

Spesso il pubblico ha chiesto a gran voce un sequel diretto di Elf, ma Will Ferrell non è certo che accadrà. Anzi, è piuttosto contrario all’idea. Ai microfoni di Happy, Sad, Confused per promuovere la sua ultima fatica televisiva Hawk su Netflix, l’attore ha affrontato la possibilità di un ritorno di Elf. L’ultima volta, proprio ai microfoni di quel podcast, l’attore aveva confessato di aver ricevuto “offerte folli per girare il sequel di Elf” e di aver rifiutato, ma ancora oggi crede che non sia una buona idea. “Ormai è troppo tardi, ma credo che sia meglio così”, ha confessato riferendosi ad Elf 2.

Più avanti, nel corso dell’intervista, Will Ferrell ha riflettuto sul successo incassato da Elf anche a distanza di anni, diventando uno dei film più amati del periodo natalizio: “Penso che noi veri comici siamo sempre tipo: 'Non lo so. Penso che sia divertente'. Sai, è solo un'ipotesi fondata... Probabilmente questa sensazione mi è rimasta in testa finché non l'ho visto con un pubblico”, ha rivelato ricordando quando ha capito che il film avrebbe funzionato davvero. Come riporta ComicBook, l’attore ha definito quel film “un miracolo” della sua carriera perché avrebbe potuto essere un disastro e invece è diventato un cult, ancora amatissimo dalle famiglie e un appuntamento fisso di Natale da oltre 20 anni.

In Elf la storia segue Buddy, un bambino che si intrufola nel sacco dei regali di Babbo Natale e si ritrova al Polo Nord nel laboratorio di Babbo Natale. adottato dal padre elfo, Buddy cresce come uno di loro e, una volta adulto, scopre la verità sulle proprie origini: Buddy non è un elfo, ma un essere umano e la sua famiglia biologica si trova a New York. Suo padre è Walter Hobbs, che lavora in una casa editrice che vive con una nuova famiglia in città, mentre sua madre è morta da tempo. L’obiettivo di Buddy è ritrovare la sua famiglia, per cui parte verso New York ma l’accoglienza non è delle migliori. Nonostante i primi fraintendimenti e dissapori, alla fine Buddy riuscirà nel suo intento riallacciando i rapporti di entrambe le famiglie e creandone una tutta sua.



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Matt Damon reciterà in uno sci-fi completamente folle: "È Breakfast Club che incontra Inception"

Dopo il tour de force con Odissea di Christopher Nolan, Matt Damon non ha alcuna intenzione di rallentare. L'attore ha già trovato il suo prossimo film e, a giudicare da come lo descrive, potrebbe essere uno dei titoli di fantascienza più insoliti degli ultimi anni. Alla regia ci saranno Daniel Kwan e Daniel Scheinert, meglio conosciuti come i Daniels, il duo che ha firmato Everything Everywhere All at Once, premiato con ben 7 Oscar. E se quel film aveva dimostrato la loro capacità di mescolare emozione, azione, commedia e follia visiva, stavolta sembrano voler spingersi ancora oltre.

Breakfast Club incontra Inception: parola di Matt Damon

Ospite del The Dan Patrick Show, Damon ha provato a spiegare il tono del film senza entrare nei dettagli della trama, che resta ancora top secret.

Me l'hanno presentato così: è Breakfast Club che incontra Inception, che incontra un anime, incontra un episodio di The John Oliver Show mai andato in onda.

Una descrizione quasi impossibile da immaginare, ma che rispecchia perfettamente lo stile dei Daniels, celebri per costruire storie imprevedibili e per mescolare registri completamente diversi nello stesso film. L'attore ha poi aggiunto che chi ha amato Everything Everywhere All at Once ritroverà lo stesso mix di creatività e cuore: "Se vi è piaciuto tutto il lato folle di Everything Everywhere All at Once, ma anche tutta l'emozione che aveva, credo che amerete anche questo film. È un progetto davvero speciale".

Cosa sappiamo del nuovo film dei Daniels

Per il momento Universal non ha ancora diffuso una sinossi ufficiale del film, previsto nelle sale a novembre 2027. Ogni dettaglio è ancora avvolto dal massimo riserbo. Le parole di Damon, però, permettono già di intuire qualcosa. Il riferimento a Breakfast Club, il cult del 1985 diretto da John Hughes, che racconta l'incontro tra cinque adolescenti diversissimi in punizione a scuola, lascia pensare a una storia corale con protagonisti molto giovani. Inception, il thriller fantascientifico diretto da Christopher Nolan in cui i protagonisti entrano nei sogni per manipolare la mente delle persone, suggerisce invece realtà alternative e idee impossibili da prevedere. A tutto questo si aggiungono l'estetica degli anime e la satira tipica di John Oliver, per un mix che sembra destinato a sfidare qualsiasi etichetta.

In origine, il protagonista avrebbe dovuto essere Ryan Gosling, poi costretto a declinare per problemi di calendario. Al suo posto è arrivato Damon, e non è difficile capire perché i Daniels abbiano scelto proprio lui, che ha dimostrato di sapersi muovere con naturalezza tra dramma, commedia, azione e fantascienza. Se la descrizione dell'attore è anche solo lontanamente accurata, il pubblico potrebbe trovarsi davanti a uno dei titoli originali più ambiziosi dei prossimi anni. E Hollywood, dal canto suo, sembra sempre più propensa a scommettere su idee nuove e fuori dagli schemi, dopo il successo di film non appartenenti a grandi franchise come Odissea, Project Hail Mary e Weapons.



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lunedì 27 luglio 2026

Odissea, numeri più alti che all'esordio al boxoffice italiano del weekend

Il secondo boxoffice italiano del weekend è andato persino meglio per l'Odissea di Christopher Nolan: il kolossal capitanato da Matt Damon nei panni di Ulisse ha incassato altri 10.645.000 euro (la settimana scorsa non aveva superato i 10!), per un totale che già ammonta a 26.780.200. La cifra lo rende il terzo film più visto dell'anno solare, con Il diavolo veste Prada 2 e i suoi 32 milioni già nel mirino. C'è da aggiungere che il precedente lavoro del regista, Oppenheimer, superò i 28 milioni ma nell'arco della sua intera programmazione nel nostro paese, per cui parliamo di un successo decisamente più grande. Persino negli States il lungometraggio ha perso solo il 30% rispetto all'esordio (fonte Boxoffice Pro), una tenuta eccellente. In tutto il mondo siamo quasi a quota 640 milioni di dollari, a fronte di un bugdet di 250 (fonte Hollywood Reporter): in questo momento il film dovrebbe perciò essere andato in pari, ma per capire quanto riuscirà a guadagnare, bisognerà valutare quali conseguenze avrà sul buon Ulisse l'impatto imminente di Spider-Man: Brand New Day.

Stabile in seconda posizione Minions & Monsters, che non sarà il ciclone al botteghino dei precedenti capitoli, ma rappresenta evidentemente un'àncora sicura per il pubblico più giovane e le famiglie, garantita dalla simpatia buffonesca dei buffi protagonisti creati dall'Illumination: raccoglie altri 562.700 euro, confluiti nel totale italiano di 6.874.300. Il budget di 85 milioni di dollari riportato da Variety è stato comunque molto più che recuperato dall'esito mondiale finora di 411.863.350 (fonte Boxofficemojo).
Non si muove dal terzo posto anche l'altra garanzia per famiglie, Toy Story 5, giunto a 8.903.700 euro (237.600 nel weekend). Il film di animazione Pixar ha messo la vecchia combriccola di giocattoli, tra cui Jesse, Buzz e Woody, alle prese con la tecnologia incarnata dal minaccioso tablet Lilypad, pronta a divorare tutta l'attenzione della bambina Bonnie. Il risultato mondiale è di 1.022.055.660 dollari, per cui mancano una cinquantina di milioni al sorpasso di Toy Story 4. Il marchio è vivo e vegeto.
Entra in quarta posizione Deep Water - Incubo dagli abissi, disaster movie con squali affamati, firmato da un veterano nostalgico del cinema di genere come Renny Harlin: debutto da 223.200 euro. Secondo l'Illinois Times è costato sui 40 milioni di dollari, per cui il suo totale mondiale di 5.350.000 dipinge un quadro fosco (ma evidentemente previsto, perché il film è uscito in pochissimi mercati).
Esordio al quinto posto per la commedia francese Terapia di famiglia, dove un ansioso cronico (Baptiste Lecaplain) segue il consiglio del suo analista (Christian Clavier) di trovarsi una donna a tutti i costi, per poi scoprire che è la figlia dello specialista. L'incasso è di 103.300 euro.

Il box office completo del weekend



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Black Panther 3, perché il figlio di T'Challa è già adulto? Una teoria virale lo collega ad Avengers: Doomsday

Tra Ghost Rider, Deadpool e i primi dettagli su Avengers: Doomsday, il panel Marvel del San Diego Comic-Con 2026 ha regalato ai fan una raffica di annunci. Tra quelli più importanti c'è stata anche la conferma che Black Panther 3 è ufficialmente in sviluppo e arriverà al cinema nel 2028.

La vera sorpresa, però, è stata un'altra: Marvel ha annunciato che David Jonsson interpreterà il figlio di T'Challa, Toussaint, il bambino introdotto nel finale di Black Panther: Wakanda Forever. Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito online, perché c'è un dettaglio che sembra non avere alcun senso... almeno finché non entra in gioco una teoria che potrebbe cambiare il modo in cui guardiamo al futuro del MCU.

Il figlio di T'Challa è troppo grande: Marvel ci sta già preparando a Doomsday?

Quando abbiamo conosciuto Toussaint in Black Panther: Wakanda Forever, il figlio di T'Challa e Nakia era soltanto un bambino. Shuri lo incontrava per la prima volta e il piccolo aveva all'incirca cinque o sei anni. Per questo motivo, la scelta di affidare il ruolo a David Jonsson ha lasciato molti fan senza parole. L'attore britannico, oggi trentaduenne, avrà circa 34 o 35 anni quando Black Panther 3 arriverà nelle sale: un'età decisamente troppo avanzata per interpretare il bambino visto nel finale del secondo film.

La spiegazione più semplice sarebbe quella di un enorme salto temporale. Ma sui social ha iniziato a prendere piede un'ipotesi molto più intrigante. Secondo numerosi fan, infatti, l'invecchiamento di Toussaint potrebbe essere una diretta conseguenza degli eventi di Avengers: Doomsday e soprattutto di Avengers: Secret Wars. L'idea è che i prossimi due film degli Avengers provocheranno uno sconvolgimento della realtà o della timeline tale da modificare anche il futuro di Wakanda.

In questo scenario, il nuovo T'Challa non sarebbe cresciuto "normalmente", ma arriverebbe da una linea temporale diversa o da un universo alterato dagli eventi della Saga del Multiverso. È una teoria che, almeno sulla carta, funziona sorprendentemente bene.

La teoria nata al Comic-Con convince sempre più fan

In fondo, sarebbe anche il modo migliore per collegare Black Panther 3 al grande evento Marvel che culminerà con Secret Wars. I fumetti a cui il film si ispira sono famosi proprio per aver riscritto interi universi e aver dato vita a nuove versioni dei personaggi. Se Marvel decidesse di seguire quella strada, Toussaint potrebbe diventare uno dei simboli del nuovo corso del MCU, spiegando senza forzature perché il figlio del re di Wakanda abbia improvvisamente l'età di un adulto.

Leggi anche Avengers: Doomsday, perché i Fantastici Quattro sono andati in Wakanda?

Per il momento si tratta soltanto di una teoria e i Marvel Studios non hanno fornito alcuna spiegazione ufficiale. Tuttavia, il casting di David Jonsson sembra troppo particolare per essere una semplice coincidenza. Nel frattempo, molti fan hanno anche ricordato con emozione Chadwick Boseman, l'attore che ha dato vita a T'Challa a partire da Captain America: Civil War e la cui scomparsa ha profondamente segnato il destino della saga. L'arrivo del figlio del re di Wakanda rappresenta a maggior ragione un passaggio importante: il punto non è sostituire il Black Panther originale, ma raccoglierne l'eredità guardando al futuro.

Se la teoria dovesse rivelarsi corretta, allora il Comic-Con potrebbe aver fatto molto più che annunciare un nuovo casting: potrebbe averci già svelato uno dei primi effetti di Avengers: Doomsday e Secret Wars sul futuro del Marvel Cinematic Universe.



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domenica 26 luglio 2026

Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum, l'indizio social svela il ritorno di una location iconica

Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum riporterà il pubblico nuovamente nella Terra di Mezzo, raccontando una storia che si svolge durante gli eventi de La compagnia dell’anello. Diretto da Andy Serkis, il film spin-off ha recentemente avviato le riprese in Nuova Zelanda e dal set è emersa una location piuttosto famigliare ai fan appassionati.

Molti, infatti, sono gli elementi di ritorno dalla trilogia originale diretta da Peter Jackson e che accompagneranno anche Caccia a Gollum, proprio perché la storia è ambientata tra il compleanno di Bilbo Baggings, la sua fuga e la partenza di Frodo Baggins dalla Contea. Ma qual è la location che riapparirà in Caccia a Gollum? L’indizio (o forse conferma?) arriva proprio dal web.

Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum ripropone una delle location più amate della trilogia principale

Via Instagram, l’account ufficiale di Hobbiton ha rivelato che Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum non potrà fare a meno della Contea degli Hobbit. Il set, meta turistica molto popolare in Nuova Zelanda dal 2002, è stato recentemente chiuso per consentire le riprese del prossimo film de Il Signore degli Anelli. “I fan più attenti avranno notato che il set cinematografico di Hobbiton non era aperto ai visitatori, agli ammiratori o ai parenti lontani la scorsa settimana... Le voci sono vere, ci siamo ritrovati con vecchi amici e abbiamo condiviso il nostro angolo della Contea con la troupe di produzione de Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum”, questa è la motivazione ufficiale offerta ai fan.

La location, in realtà, non stupisce proprio perché quanto accade nella trama coinvolge anche la Contea degli Hobbit. Hobbiton è stato realizzato in una fattoria a conduzione famigliare a circa due ore da Auckland e ricorda molto il set della trilogia principale, motivo per cui è diventata una meta ambita da parte dei fan della saga.

Da quanto emerso finora, la trama di Caccia a Gollum vedrà Aragorn interpretato da Jamie Dornan dare la caccia alla creatura ossessionata dall’Unico Anello ed impedirgli di rivelarne a Sauron la posizione. Nel cast tornano anche Ian McKellen ed Elijah Wood nelle vesti di Gandalf e Frodo. Il film ha fissato da tempo la sua data d’uscita per dicembre 2027 e la produzione procede al momento spedita.



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Odissea, Nolan non risponderà mai alla domanda che tutti gli fanno su Zendaya (e come dargli torto)

Da quando Odissea è arrivato al cinema, una domanda ha particolarmente incuriosito i fan: chi è davvero il misterioso personaggio interpretato da Zendaya? La vediamo comparire più volte accanto a Ulisse (Matt Damon), in momenti cruciali del suo viaggio, ma Christopher Nolan ha volutamente lasciato la sua identità nell'ambiguità. Per alcuni spettatori si tratta di Atena, la dea della saggezza che, nella mitologia greca, protegge e guida l'eroe. Per altri, invece, è qualcosa di completamente diverso: una manifestazione della colpa di Ulisse, il fantasma dei crimini commessi durante la guerra di Troia.

E la risposta definitiva, almeno per ora, non arriverà. Intervistato dal Time sulla questione, Nolan ha spiegato perché non vuole confermare nessuna interpretazione:

Non potrei assolutamente rispondere, perché ho imparato molto presto, con Memento, che è ingiusto definire l'esperienza del pubblico rispondendo a domande di questo tipo.

Secondo il regista, infatti, il significato di un film non appartiene soltanto a chi lo realizza, ma anche e soprattutto a chi lo guarda.

La regola di Nolan nata con Memento

La scelta di non spiegare tutto non è una novità nella carriera del regista. Da sempre Nolan costruisce film in cui alcune domande rimangono aperte: basti pensare al finale di Inception, con la trottola che continua a girare senza una risposta definitiva, oppure ai misteri di The Prestige e alla complessa struttura temporale di Tenet.

Il riferimento a Memento non è casuale. Il suo primo grande successo raccontava la storia di Leonard Shelby, un uomo incapace di creare nuovi ricordi e alla ricerca della verità. Ma il finale lasciava aperto un dubbio fondamentale: Leonard sta finalmente accettando la realtà o sta costruendo una nuova menzogna per andare avanti? Nolan non ha mai scelto una delle due interpretazioni, ed è esattamente lo stesso approccio adottato con Odissea.

Zendaya è Atena o il senso di colpa di Odisseo?

Nel nostro approfondimento sul finale di Odissea, abbiamo interpretato il personaggio di Zendaya non come una vera dea, ma come una proiezione della colpa di Ulisse. Il motivo? Il personaggio è profondamente legato alla distruzione di Troia e alle conseguenze della guerra. Zendaya interpreta infatti anche una sacerdotessa di Atena, uccisa durante il massacro compiuto dai Greci dopo la caduta della città.

Leggi anche Odissea: chi è davvero Atena, cos'è la Legge di Zeus e perché Nolan ha cambiato il finale di Omero

La guerra di Troia, del resto, è stata possibile proprio grazie allo stratagemma del cavallo ideato dal re di Itaca: una vittoria ottenuta attraverso l'inganno che ha portato però alla morte di migliaia di persone. In questa lettura, Zendaya sarebbe quindi la materializzazione del peso che l'eroe porta dentro di sé, ma questa è soltanto una delle possibili interpretazioni. Nolan non vuole dire al pubblico quale sia quella corretta, perché, secondo lui, il fascino della storia nasce proprio dalla possibilità di leggerla in modi diversi.

Nolan ha cambiato il ruolo degli dei nell'Odissea

La scelta del regista è ancora più interessante se confrontata con il poema originale di Omero. Nell'Odissea, gli dei sono figure concrete che intervengono direttamente nelle vicende degli uomini. Atena aiuta Ulisse, Poseidone lo ostacola e le divinità influenzano continuamente il destino degli eroi. Nolan, invece, ha scelto un approccio diverso: non mostra quasi mai gli dei in modo esplicito, ma racconta il modo in cui gli uomini dell'epoca potevano percepirli.

Per me era importante vedere gli dei come le persone dell'epoca li avrebbero potuti vedere. Cercavano e trovavano gli dei nella natura e nelle persone intorno a loro.
Leggi anche Odissea di Nolan: pensi di conoscere Ulisse? 7 cose da sapere prima del viaggio più epico dell'anno

Nel film, quindi, la presenza divina non viene mai completamente confermata. Gli uomini interpretano gli eventi attraverso le loro convinzioni: le tempeste diventano la vendetta di Poseidone, le creature mitologiche diventano prove dell'esistenza di un mondo governato dagli dei. Persino Ulisse, quando dice al figlio Telemaco (Tom Holland) di non cercare gli dei negli uomini, potrebbe passare per qualcuno che sta cercando di negare qualcosa dentro di sé.

La scelta di Nolan di non confermare chi sia Zendaya è coerente con tutto il suo cinema. Se affermasse che è Atena, eliminerebbe tutte le altre possibilità. Se dicesse che è soltanto una visione del protagonista, cancellerebbe la dimensione mitologica del racconto. Lasciando il dubbio aperto, invece, permette a Odissea di vivere anche dopo la fine del film. E se, ancora una volta, un film di Christopher Nolan continua a far discutere è perché non perché dà tutte le risposte, ma costringe il pubblico a cercarle.



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sabato 25 luglio 2026

Giffoni 2026 chiude con Je So' Pazzo con Massimiliano Caiazzo e gli Eiffel 65: il programma del 25 luglio

L'ultima giornata del Giffoni Film Festival 2026 si prepara a salutare il pubblico con un programma ricco di appuntamenti tra anteprime, incontri con gli artisti, la cerimonia di premiazione e una grande festa finale all'insegna della musica. In primo piano le prime immagini di Je So' Pazzo di Nicola Prosatore con Massimiliano Caiazzo, la cerimonia conclusiva e il concerto degli Eiffel 65 in Piazza Fratelli Lumière. Ecco tutti gli appuntamenti di sabato 25 luglio.

Je So' Pazzo apre la giornata finale

La Sala Truffaut ospita alle 16:00 l'evento speciale dedicato a Je So' Pazzo, il nuovo film di Nicola Prosatore distribuito da 01 Distribution dedicato all'ascesa di Pino Daniele. Il pubblico potrà assistere alla presentazione delle prime immagini del film, alla presenza del regista Nicola Prosatore e del protagonista Massimiliano Caiazzo, che sfileranno anche sul carpet del festival.

I film in concorso del 25 luglio

Anche nell'ultima giornata proseguono le proiezioni dedicate ai più giovani. La Sala Alberto Sordi ospita la sezione Elements +10 con una selezione internazionale di cortometraggi composta da 9 Million Colors, America, Baldies – What About My Hair?, Capitan No 10, The Champion's Mural, Dream Team, The Flowers of Malva e Rabbit Heart. Alla Sala Lumière spazio alla sezione Elements +6 con i cortometraggi Alby – L'ultimo ulivo, Chica, Cosmonaut, Jeans, The Little Hotel Detective, Nora's Ark, Saba e Sahbi. Nel pomeriggio, alle 17:00, la sezione Elements +3 celebrerà la conclusione del festival con il Dolcevita Contact Tour Junior – Goodbye Party .La Sala Galileo ospiterà inoltre una nuova selezione della sezione Parental Experience con i cortometraggi Julka, One, Two, One Hundred, Rukeli, Sister of Mine, Summer Delivery, Two Minutes e Where We Sit Together.

Giffoni Impact tra divulgazione, sociale e musica

La Sala Verde propone un'intensa giornata di incontri dedicati ai temi dell'attualità, dell'impegno civile e della divulgazione. Tra gli ospiti della mattinata spiccano Dario Leo di SognoAttivo, la LAV – Lega Anti Vivisezione, l'autore e formatore Walter Rolfo e il giurista Aldo Berlinguer. Nel pomeriggio spazio allo scrittore Carlo Calabrò, alla presentazione del volume V per Violenza con Alessandra De Vita, Emanuele Castaldo e l'antropologo Paolo Apolito, all'attivista sociale Ciro Corona con la proiezione del cortometraggio Ciao Pá e all'incontro dedicato alla dipendenza da Internet con lo psichiatra Giulio Corrivetti. Alle 18:20 il Giffoni Music Concept ospiterà l'incontro con gli Eiffel 65, protagonisti dell'ultimo appuntamento riservato ai giurati.

Workshop, laboratori e attività al Giffoni Village

La Sala Blu ospita nel pomeriggio il workshop organizzato da TNA con Tommaso Donadoni, Ambrosia Caldarelli e Salvatore Cominale. A seguire spazio a Gisella Marengo e Nora Arnezeder, che presenteranno il cortometraggio Agnès, prima dell'Open Stage conclusivo. Alle 12:30 la Multimedia Valley ospiterà la conferenza stampa di chiusura con il direttore artistico Luca Apolito e il direttore generale Jacopo Gubitosi, che tracceranno il bilancio dell'edizione 2026. Proseguono per tutta la giornata anche le attività del Giffoni Village, dalle attività didattiche di TerraOrti agli eventi di Comix, passando per i laboratori di doppiaggio promossi da INPS con RadioImmaginaria e lo screening motorio organizzato dal Gruppo Forte. Al Convento San Francesco si terranno inoltre gli ultimi appuntamenti del Giffoni Food Show.

La festa finale tra premi e musica

Dopo la Cerimonia di Premiazione, il Giffoni Film Festival 2026 saluterà il suo pubblico con una grande festa in Piazza Fratelli Lumière. A partire dalle 22:00 il Giffoni Music Concept proporrà il concerto conclusivo con Luca Pescara, Meccanico DJ, gli Eiffel 65 e Junior Cally, chiamati a chiudere con la musica nove intensi giorni di cinema, incontri e spettacolo che ha trasformato ancora una volta Giffoni Valle Piana nella capitale internazionale del cinema per ragazzi.



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