Con l'arrivo al cinema dell'attesissimo Disclosure Day, il nuovo film che riporta Steven Spielberg a confrontarsi con il tema degli alieni, torna inevitabile una domanda: come ha raccontato, nel tempo, le forme di vita extraterrestre il regista che più di tutti ha definito l’immaginario fantascientifico del cinema moderno?
Spielberg ha sempre affrontato il tema in modi molto diversi. A volte gli alieni sono creature gentili e quasi magiche, altre volte diventano una minaccia capace di gettare il mondo nel caos. Del resto, la sua filmografia è tra le più varie di Hollywood: ha raccontato la guerra, l’Olocausto, i dinosauri, gli squali, i truffatori e molto altro ancora. Disclosure Day sembra però riportarlo proprio lì dove tutto è iniziato, o quasi: nel territorio più paranoico e inquieto del contatto extraterrestre, con Emily Blunt nei panni di una donna che vive un’esperienza inquietante e sembra “andare in tilt” e un uomo (Josh O'Connor) deciso a rivelare segreti sconvolgenti.
Si tratta del primo film sugli alieni firmato Spielberg dai tempi de La guerra dei mondi (2005), e già solo questo basta a riaccendere la curiosità su come il regista abbia evoluto la sua visione del tema. E proprio partendo da quest'ultima uscita, è interessante ripercorrere gli iconici esperimenti del passato, valutandoli però da un punto di vista diverso dal solito: la loro rivedibilità. Cioè, quanto sono riusciti a restare efficaci (o inquietanti) anche a distanza di anni.
A.I. Intelligenza Artificiale (2001)
A.I. Intelligenza Artificiale è forse uno dei film più disturbanti e malinconici del repertorio di Spielberg. La storia segue David, un bambino robot progettato per amare come un essere umano, che viene abbandonato dalla famiglia adottiva e intraprende un viaggio per diventare “reale”. È un film che mescola fantascienza ed emozione in modo profondamente tragico, e che lascia addosso una sensazione sempre più inquietante a ogni visione. Anche se non ci sono veri e propri alieni, la presenza finale dei cosiddetti Specialists, introduce comunque un elemento ultraterreno. È in fondo una visione dell’altro più emotiva che spaziale, e proprio per questo non è un film che si rivede a cuor leggero.
Leggi anche E.T. - L'extraterrestre: il sequel mai realizzato svela il vero nome dell'alieno creato da SpielbergIndiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008)
Molto discusso all’uscita, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo ha riportato il mitico archeologo interpretato da Harrison Ford in azione dopo quasi vent’anni, questa volta in piena Guerra Fredda, tra agenti sovietici, misteri pericolosi e fenomeni inspiegabili. Il cuore della storia ruota attorno ai teschi di cristallo e a entità che alcuni interpretano come interdimensionali, e altri come veri e propri “alieni”. Proprio questa svolta ha diviso il pubblico, ma resta un film che, pur non essendo tra i più amati della saga, conserva un suo appeal grazie alla messa in scena e alla colonna sonora.
La guerra dei mondi (2005)
Ecco il film sugli alieni probabilmente più spaventoso mai diretto da Spielberg. Qui ogni senso di meraviglia viene sostituito da panico e distruzione. In La Guerra dei Mondi, Tom Cruise interpreta un padre separato che cerca di proteggere i figli durante un’invasione aliena su larga scala. Tra i punti di forza c’è proprio il punto di vista “dal basso”, a livello della strada, che rende tutto ancora più claustrofobico e realistico. È un film intenso, nervoso, quasi senza respiro, che resta uno dei suoi titoli sci-fi più efficaci degli anni 2000.
Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)
Qui Spielberg mostra il lato più puro e contemplativo della sua idea di alieno. Non c’è invasione, ma meraviglia. Il protagonista di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Roy Neary (Richard Dreyfuss), è un uomo comune che, dopo un incontro con un UFO, inizia a essere ossessionato da visioni e segnali misteriosi, fino a essere guidato verso il contatto con forme di vita extraterrestri. Gli alieni non sono minacce, ma presenze quasi divine. È un film che a ogni visione rivela nuove sfumature e che conserva intatto il suo senso di stupore.
Leggi anche Disclosure Day è davvero un sequel segreto? L'intrigante teoria sul nuovo film di Spielbergè il film simbolo di Spielberg e forse la sua rappresentazione più completa del concetto di alieno. Lo stesso regista, nel 2023, ha dichiarato: "E.T. è un film davvero perfetto. È uno dei pochi film che ho realizzato che posso riguardare all’infinito". La storia di Elliot, un bambino che accoglie in segreto un extraterrestre abbandonato sulla Terra, è diventata una delle più grandi narrazioni sull’amicizia e sulla solitudine mai portate sullo schermo. E.T. non è solo un alieno: è una figura quasi magica, che incarna la speranza di un contatto possibile. Ancora oggi, resta uno dei film più amati e commoventi del cinema moderno, capace di parlare a ogni generazione.
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