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sabato 9 maggio 2026
Stasera in TV: Film da vedere Sabato 9 Maggio, in prima serata
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Apex ha eliminato un'intera sottotrama dalla sceneggiatura: i retroscena Netflix
Survival movie con protagonista Charlize Theron, Apex è tra le recenti proposte originali in streaming su Netflix che racconta di una donna, un’esperta scalatrice, costretta a lottare non soltanto con la natura selvaggia australiana, ma anche con un serial killer sulle sue tracce.
Diretto da Baltasar Kormákur, il film in principio avrebbe dovuto prendere una direzione diversa, come rivelato dallo sceneggiatore Jeremy Robbins. Una sottotrama valutata inizialmente è stata poi completamente eliminata dal film drammatico: perché? E, soprattutto, cos’avrebbe mostrato?
Apex ha rimosso alcuni dettagli previsti nella prima bozza di sceneggiatura: perché?
Sasha, interpretata da Charlize Theron, è una donna che sta lottando contro i propri drammi e per questo ha deciso di ritrovare se stessa immergendosi nel silenzio della natura selvaggia. Scalatrice esperta, Sasha ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura solitaria, ma non aveva messo in conto la minaccia umana. Ad un certo punto Sasha si imbatte in un tale, Ben, che scoprirà essere un serial killer intenzionato a renderla una delle sue vittime. Ne segue una lotta estenuante e, a detta dello sceneggiatore, in principio era stato valutato un aiuto esterno per Sasha da parte di un ranger. Per rendere poi il film più intenso, quella sottotrama è stata abolita, a detta di Robbins. “C’era una prima bozza in cui veniva salvata da un ranger che stava conducendo un’indagine secondaria. Ma non appena Balt e Charlize sono entrati a far parte del progetto, si sono subito concentrati sull'eliminare qualsiasi cosa potesse aiutare Sasha in qualche modo. Questo includeva cose come toglierle le scarpette da arrampicata. Io l'avevo scritta con le scarpette da arrampicata, e Balt ha detto: ‘No, facciamo come John McClane. Facciamola scalare la montagna a piedi nudi’. Così abbiamo cercato di toglierle l'imbracatura e gran parte della sua attrezzatura, qualsiasi cosa potesse anche solo lontanamente essere un ausilio”, ha raccontato a The Hollywood Reporter.
Avevano valutato anche un’altra opzione ad un certo punto: riportare in gioco i cacciatori bellicosi per salvare Sasha: “Era stata avanzata l’idea che fossero loro a salvarla in macchina alla fine, ma poi abbiamo deciso che avrebbe reso la storia un po’ troppo circoscritta e limitata. Una delle cose che amo del film è che, pur avendo solo due personaggi, si percepisce la vastità della natura selvaggia. Quindi, all'inizio, i cacciatori sembravano aver svolto il loro ruolo di depistaggio, e non c'è mai stata una vera discussione sulla possibilità di farli tornare in modo significativo”.
Anche l’aspetto cannibale di Ben è stato messo in discussione più volte: nella primissima bozza della sceneggiatura, il killer era stato già associato ad un cannibale. “Ma nelle bozze successive mi sono discostato da questa idea”, ha raccontato lo sceneggiatore. “Mi sembrava più un'idea astratta che un personaggio a sé stante. Poi, quando Netflix è entrata in scena, durante la prima riscrittura con loro, abbiamo iniziato a parlare di Ben come di un cacciatore illuminato, che utilizza ogni parte della preda. C'è quest'idea che i migliori cacciatori rispettino la loro preda sfruttandone ogni aspetto. Quindi, una volta definita questa filosofia, sono tornato all'idea di Ben come cannibale e ho pensato: ‘Non sarebbe interessante se fosse proprio questo che fa con le sue vittime? E se le usasse come nutrimento per altre persone?’. Ho pensato che fosse un modus operandi davvero perverso per un assassino”. Ad interpretare Ben è Taron Egerton.
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venerdì 8 maggio 2026
La Mummia 4, Brendan Fraser in forma per le riprese? "Fatemi l'in bocca al lupo!"
La Mummia 4 con Brendan Fraser e Rachel Weisz è ufficialmente in arrivo nell'ottobre 2027, per cui il buon Brendan si sta preparando al ritorno nei panni di Rick O'Connell, a quasi vent'anni di distanza dall'ultimo film della saga al quale partecipò. Ospite del Tonight Show Starring Jimmy Fallon, l'attore ha scherzato sul soddisfare i fan con una bella rimpatriata, ma anche su quanto gli peserà tornare in adeguata forma fisica per quel tipo di ruolo: ora ha 57 anni, non ne aveva nemmeno quaranta l'ultima volta... Leggi anche La Mummia 4, i registi svelano quando inizieranno le riprese
Brendan Fraser pronto a tornare in forma per La Mummia 4, anche se ammette che è dura
I registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillet, autori dei nuovi Scream, si occuperanno di La Mummia 4. Mancano più o meno tre mesi al primo ciak, e Brendan Fraser non sta nella pelle per tornare a interpretare Rick... un sogno che sta diventando realtà a furor di popolo. Fraser dice: "Rimetteremo insieme la banda, non c'è altro modo di farlo. Daremo al pubblico quello per cui ci hanno scocciato per tipo vent'anni!" Più seriamente aggiunge: "Ci ho sperato per tanto tempo, poi mi ero detto: mi sa che non succederà mai. Hanno fatto altri film sulla Mummia. E invece adesso ci rimetteremo in sella, torneremo in quelle location - anzi, forse dovrei smettere di parlare, non voglio rivelare nulla". Ma davvero è così semplice ritornare un eroe d'azione a quasi sessant'anni, dopo gli ultimi pacati impegni come Rental Family o The Whale, che gli ha fruttato un premio Oscar come migliore protagonista? Brendan non ci gira intorno, perché la fatica c'è e sta facendo il possibile, i prossimi mesi saranno fisicamente impegnativi: "Fatemi l'in bocca al lupo, farò del mio meglio per rimettere in forma questa macchina che ormai ha 57 anni!"
Ricordiamo che la scanzonata saga avventurosa e fantastica partì nel 1999 con La Mummia di Stephen Sommers, che ne diresse anche il sequel La Mummia - Il ritorno (2001, peraltro esordio cinematografico di Dwayne "The Rock" Johnson). Il terzo capitolo La Mummia - La tomba dell'Imperatore Dragone (2008) fu invece diretto da Rob Cohen e perse Rachel Weisz, sostituita da Maria Bello. Weisz però tornerà a bordo per il quarto atto.
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The Batman II, il regista mostra le prime immagini dal set e scatena le teorie dei fan (FOTO)
Matt Reeves sa che la pazienza del suo pubblico sta per esaurirsi, a causa della fortissima curiosità che ruota attorno al sequel di The Batman. Il progetto, annunciato da tempo, ha fissato una data d’uscita per il 2027 e a quanto pare le riprese stanno per partire. A confermarlo è stato proprio il regista e sceneggiatore che, via social, ha offerto un primissimo sguardo al set.
The Batman II, il regista condivide prime immagini dal set: i fan scovano un indizio sul villain
Si ritorna a Gotham City, questa volta innevata, nei primi scatti condivisi da Matt Reeves. Le immagini, condivise via X, effettuano un primo test e mostrano in primo piano la Batmobile del Cavaliere Oscuro che sfreccia lungo la strada, sfiorata dai fiocchi di neve mentre percorre a gran velocità Gotham City. Dall’immagine non emerge il conducente dell’autovettura ma, trattandosi della Batmobile, è facile immaginare che dall’altra parte ci sia proprio lui: Bruce Wayne, interpretato ancora una volta da Robert Pattinson. Ad accompagnare le immagini una brevissima didascalia del regista, che specifica: pneumatici da neve con l’emoji di un pipistrello. Un fan, nei commenti, ha chiesto direttamente se le immagini fossero riferite a The Batman II e il regista ha preferito chiarire con un categorico: “Certo che sì”.
Sono trascorsi quattro anni dall’uscita di The Batman e, da allora, Matt Reeves ha offerto svariati aggiornamenti in merito alla lavorazione dietro le quinte. Le prime immagini emerse sul web rappresentano la Batmobile e non offrono maggiori dettagli su possibili trame e personaggi coinvolti; tuttavia i fan hanno scovato qualche indizio che alimenterebbero una nuova teoria. Tutto parte dalla neve: riferendosi a questo dettaglio, alcuni fan hanno ipotizzato che The Batman II introdurrà il villain Mr. Freeze, il cui vero nome è Victor Fries. Nato nei fumetti DC, questo personaggio gestisce perfettamente il freddo e non tollera temperature superiori allo zero: per questo indossa una tuta criogenica e utilizza armi congelanti. La sua presenza potrebbe giustificare dunque la neve a Gotham City?
Oltre a Robert Pattinson, sappiamo che tornerà anche Andy Serkis nelle vesti di Alfred, così come dovrebbe riapparire anche il Pinguino di Colin Farrell (il cui personaggio ha meritato una Serie TV spin-off intitolata The Penguin). Le riprese di The Batman II dovrebbero iniziare a giugno 2026 rispettando la tabella di marcia per l’uscita fissata per il 1° ottobre 2027.
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Odissea, bufera su Tom Holland e Robert Pattinson: la battuta del trailer divide i social
L'Odissea di Christopher Nolan è senza dubbio uno dei titoli più attesi dell’estate e arriverà nelle nostre sale il 16 luglio 2026. I biglietti per le proiezioni IMAX sono andati esauriti con un anno di anticipo, a dimostrazione dell’enorme entusiasmo per il ritorno sul grande schermo dell’epopea di Omero. Ma proprio la spasmodica curiosità, unita alla fama del materiale originale, implica anche un'altra cosa: il film è sotto esame da molto prima dell’uscita in sala. La campagna promozionale è ormai entrata nel vivo e il nuovo trailer ha mostrato tutta la spettacolarità tipica di Nolan. Tuttavia, alcune scelte nei dialoghi hanno acceso il dibattito online, scatenando le inevitabili e agguerrite polemiche.
"Papà" Odisseo divide il pubblico
Sui social, infatti, moltissimi utenti hanno commentato (e criticato) una scelta precisa: l’uso del termine papà (nella versione originale, “dad” e “daddy”), pronunciato rispettivamente da Tom Holland e Robert Pattinson. Per alcuni spettatori, si tratta di un'espressione troppo moderna per un’ambientazione ispirata all’antica Grecia, risultando quasi “fuori contesto”. Una controversia che richiama quella che esplose all'indomani del primissimo trailer di Odissea, in merito a quel famoso elmo che fece il giro del web (protagonista anche del primo poster del film). Quanto all'appellativo genitoriale, c'è chi avrebbe preferito di gran lunga il più solenne, “padre”, coerente con l’estetica epica del film.
A un’analisi più attenta, però, la questione potrebbe avere una lettura diversa. L’uso di un linguaggio più diretto sembra infatti legato a una precisa scelta narrativa: sottolineare la giovane età di Telemaco e il modo in cui viene percepito dagli altri personaggi. In particolare, il termine “daddy”, usato da Antinoo (in italiano: "Ti affliggi per un papà che non hai conosciuto"), avrebbe una funzione provocatoria, quasi di scherno, utile a definire subito il rapporto conflittuale tra i due. Più che un’anomalia, quindi, potrebbe trattarsi di un elemento funzionale alla costruzione del personaggio e delle dinamiche con l'antagonista.
Leggi anche Odissea: hanno senso le polemiche su Lupita Nyong’o? Ecco come Omero descrive Elena di TroiaVa anche ricordato che Odissea è un kolossal da circa 250 milioni di dollari, pensato per il grande pubblico del 2026. I personaggi parlano in inglese e con accenti americani, una scelta inevitabilmente distante dalla realtà storica dell’antica Grecia. In questo senso, Nolan non sta realizzando un documentario storico, ma una rilettura cinematografica spettacolare del mito, con elementi fantasy che includono dèi e creature leggendarie. L’obiettivo è la spettacolarità, non la ricostruzione filologica perfetta.
È solo un trailer!
Un altro punto da considerare è che si tratta pur sempre di un trailer. I filmati promozionali non rappresentano necessariamente e in modo definitivo il montaggio finale. Alcune battute potrebbero essere modificate o addirittura non comparire nella versione distribuita in sala. È quindi possibile che il dibattito su “papà” Odisseo si ridimensioni (o passi del tutto inosservato) una volta visto il film completo. Siamo di fronte ad un’epopea decisamente ampia e se Odissea manterrà le promesse, offrirà un’esperienza visiva monumentale, pensata per lo schermo IMAX e ricca di sequenze da capogiro. E come sempre nel cinema di Nolan, la sospensione dell’incredulità fa parte del gioco: se accettiamo dèi, mostri e viaggi epici, forse possiamo concedere al film anche qualche parola "anacronistica".
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giovedì 7 maggio 2026
Illusione di Francesca Archibugi: una storia di provincia, un noir con un angelo biondo, l’adolescenza come sospensione
Che sia un noir, un thriller, un film di inchiesta o una particolarissima storia d'amore, Illusione è in tutto e per tutto un film di Francesca Archibugi, regista che ama scandagliare le profondità dell’animo umano e che si è sempre lasciata prendere per mano dai personaggi che hanno bussato alla porta della sua immaginazione. Non li ha mai abbandonati a loro stessi e, prima di renderli protagonisti di un racconto per immagini, ha imparato ad amarli e poi li ha ben cesellati. Tempo fa, leggendo un trafiletto sul Corriere dell’Umbria, la regista è rimasta incuriosita da una ragazza molto giovane trovata in un fosso nella periferia di Perugia. L'avevano creduta morta e invece era ancora viva. Così è nata la “vergine moldava” Rosa Lazar, un angelo biondo che ha rischiarato con la sua luce e il suo candore una città cupa e piovosa, influenzando poi ogni movimento di macchina e immagine di Illusione. Scritto da Laura Paolucci, Francesco Piccolo e dalla stessa Archibugi e prodotto dalla Fandango, il film è da oggi nelle nostre sale con 01 Distribution, con la sua verità, i suoi non detti e con i suoi sopraffini interpreti: Michele Riondino, Jasmine Trinca, Filippo Timi, Vittoria Puccini e l'esordiente Angelina Andrei.
Illusione: la trama e il trailer
Illusione segue dunque la vicenda di una ragazzina ritrovata in un fosso in una zona periferica di Perugia con indosso abiti costosi. Si chiama Rosa Lazar, non ha nemmeno 16 anni e si suppone sia una prostituta, che sembra non rendersi conto delle violenze subite. A occuparsi del suo caso vengono chiamati la sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi. Quest’ultimo si rende conto che Rosa ha un forte disturbo della personalità che rischia di compromettere un'indagine che si rivela via via più scottante. Parallelamente all'investigazione giudiziaria, sarà quindi cruciale portare avanti un altro tipo di indagine, interiore, che lo porterà a scoprire il vero enigma di Rosa Lazar.
Illusione: la provincia, il potere e le illusioni
Se il caso di Rosa Lazar ci porta dall'Europa dell'Est a Strasburgo e dalla Francia all’Umbria, Illusione è una storia di provincia, o meglio sulla provincia, che diventa una strada senza uscita, un vestito troppo stretto nonché il simbolo di una immobilità fisica e mentale. Stefano Mangiaboschi si è allontanato da Perugia, ma il lavoro lo riporta nella sua città e fa riaffiorare in lui un passato doloroso. Il personaggio non sa gestire l'attaccamento di Rosa e, nel contesto in cui si trova, il tentativo di difendere la sua integrità diventa una lotta contro il pregiudizio. A tal proposito Francesca Archibugi ha dichiarato:
In fondo, la provincia è l'impossibilità di cambiare identità: resti per sempre quello che sei stato, anche se non lo sei più. Tutti noi cambiamo nel corso della vita, ma in un ambiente dove tutti conoscono tutti, questa trasformazione è più complessa e spesso non viene accettata. È una cosa terribile: viene sacrificata la parte più vitale dell’esistenza, ovvero la possibilità di evolversi. E se ci penso, anche il mondo del cinema in fondo è una grande provincia.
L'immutabilità della provincia sembra influenzare il ritmo del film, che non ha l'andamento serrato di un crime movie ma si prende le giuste pause e lascia spazio al silenzio e alla sospensione, che diventa anche sospensione del giudizio, ma solo sui protagonisti. Il mondo maschile adulto che ruota intorno a Rosa viene invece descritto come un luogo di sopraffazione, di esercizio di potere su persone indifese, perché la bellezza, soprattutto quando è legata all'innocenza, attira il bisogno di dominare. Alla Archibugi interessa infine parlare ancora una volta di adolescenza come età sospesa, non solo tra infanzia e vita da adulti ma anche tra verità e bugie e realtà e illusione. E l’illusione qui è la visione del mondo di Rosa Lazar, che trasforma il male in un gioco.
Illusione: i protagonisti Jasmine Trinca e Michele Riondino
Francesca Archibugi e Jasmine Trinca non avevano mai lavorato insieme prima del 2024, anno in cui la regista ha firmato la miniserie La Storia, tratto dall'omonimo romanzo di Elsa Morante. “La Storia” è il libro preferito di Jasmine Trinca, che grazie alla Archibugi ha potuto restituire dignità a una donna, o meglio a un personaggio femminile che altrimenti sarebbe precipitato nell'oblio. La PM Cristina Camporeschi è più spigolosa di Ida Ramundo e più volitiva, e certamente anche più fragile. Di lei e di Jasmine la regista ha detto:
Noi registi ci innamoriamo artisticamente e Jasmine fa nascere il desiderio di non perderla. Il suo personaggio l'ho sempre chiamato per cognome, "la Camponeschi", e lei ha capito subito cosa significasse: pur essendo tutto meno che una persona fredda, è riuscita a dare vita a una donna glaciale fuori ma bollente dentro. La magistrata che interpreta persegue la sua intuizione con accanimento, anche quando tutto e tutti sembrano darle torto. Per lei la giustizia non è solo un lavoro, ma un modo di stare al mondo.
Michele Riondino è invece al suo primo film con Francesca Archibugi, come lei stessa ha raccontato:
A Michele sono arrivata per gradi: non avevo un'idea predefinita di Stefano in testa, così ho fatto vari incontri e provini, e lui mi è piaciuto moltissimo. Di nuovo, non basta che un attore sia dotato; devi avere voglia di lavorare con la sua lealtà e il suo amore per il progetto comune. Ha affrontato un personaggio complesso: Stefano viene travolto da una "bomba d’amore" dalla paziente che è chiamato a seguire. Diventa quasi eroico nel resistere a questa "vergine moldava" così innocente e seducente.
Angelina Andrei è alla sua prima esperienza significativa davanti alla macchina da presa. Aveva recitato soltanto in un cortometraggio amatoriale e Francesca Archibugi l'ha trovata a Bucarest. Angelina ha imparato l'italiano, e sono bastate poche prove con Jasmine Trinca e Michele Riondino a far capire alla regista di aver trovato finalmente la sua Rosa Lazar.
Partendo da un dato di realtà, Illusione è stato preceduto da un lungo lavoro di studio e documentazione da parte dei tre sceneggiatori, che hanno sentito la necessità di confrontarsi con chi ha a che fare con situazioni come quella di Rosa, e quindi giudici, poliziotti e perfino il Procuratore della Repubblica di Perugia. Questa attendibilità rende il film attuale e molto urgente.
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Odissea di Nolan, contro chi combatte Matt Damon nel nuovo trailer?
Il nuovo trailer di Odissea di Christopher Nolan chiarisce subito una cosa: il viaggio di ritorno dell'eroe interpretato da Matt Damon non sarà affatto una traversata “pacifica”. E una delle sequenze più enigmatiche, lo scontro nel bosco, è già diventata uno dei grandi interrogativi del film. Il nuovo footage, infatti, offre lo sguardo più ampio concesso finora sull’adattamento del poema di Omero, con Odisseo che dichiara: "Nessuno può impedirmi di tornare a casa. Nemmeno gli dèi".
Com'è noto, quello dell'eroe non è un semplice viaggio, ma una vera e propria guerra dopo la guerra di Troia. Le immagini mostrano anche Robert Pattinson nei panni di Antinoo, che minaccia Itaca dall’interno, Anne Hathaway come Penelope, che resiste alle pressioni dei pretendenti, Tom Holland nei panni di Telemaco e Charlize Theron in quelli di Calypso. Nolan ha ammesso che il film è stato “un incubo assoluto da girare”: il che, considerando il materiale di partenza, suona decisamente credibile.
Conto chi combatte Odisseo nel trailer?
Nel trailer si vede chiaramente il re di Itaca impegnato in uno scontro con il Ciclope, una delle creature più celebri dell’Odissea. Ma il mostro, come si accennava, non è l’unica minaccia gigantesca intravista. Ci sono anche imponenti figure e corazzate che non sembrano semplici soldati. La spiegazione più probabile, seguendo il testo di Omero, è che si tratti dei Lestrigoni: una razza di giganti cannibali che attacca la flotta di Odisseo e distrugge quasi tutte le sue navi. Se davvero sono loro, assisteremo ad una vera e propria carneficina. Uno dei momenti in cui Odisseo non può sperare di “vincere”, ma solo di sopravvivere.
Il filmato dà anche grande spazio al fronte di Itaca. Mentre Odisseo affronta il suo viaggio, Antinoo si muove sempre più vicino a Penelope e Telemaco. Non è un mostro nel senso classico del mito greco, ma potrebbe rivelarsi una minaccia ancora più subdola: quella interna, politica e umana. La scelta di Pattinson si conferma interessante, perché la sua interpretazione sembra giocare proprio su una subdola ambiguità.
Odissea: tutte le creature e le minacce nel trailer
Certo è che la minaccia più evidente resta il Ciclope, protagonista di uno degli episodi più famosi del poema. Nel mito, Odisseo e i suoi uomini restano intrappolati nella sua grotta e sopravvivono grazie all’ingegno, non alla forza. È uno dei momenti che definiscono meglio il personaggio: coraggioso, ma anche astuto. Subito dopo entrano in gioco i Lestrigoni, giganti armati che, nell’Odissea, distruggono quasi tutta la flotta. È suggerita anche la presenza delle Sirene, sebbene non in forma esplicita. Nel mito, del resto, non sono creature fisiche nel senso classico, ma una minaccia mentale: il loro canto, infatti, conduce i marinai alla rovina. Quindi rappresentano un pericolo che non attacca il corpo, ma la volontà.
Poi c’è Calypso, presenza che trattiene Odisseo offrendogli una vita alternativa alla sua casa, ed è proprio questo a renderla pericolosa. Infine, come sappiamo, il viaggio di Odisseo è costantemente guidato (e ostacolato) da forze divine e il filmato lascia intravedere anche il loro peso. Anche se non la vediamo nel nuovo trailer, Athena, secondo le indiscrezioni, sarà nel film e avrà il volto di Zendaya. In compenso, abbiamo un tempestoso assaggio di cosa può scatenare la furia di Poseidone. Odissea, quindi, non è solo un racconto di mostri e creature leggendarie. E il trailer lascia intendere che, per il protagonista, il vero nemico potrebbe non essere una singola creatura… ma tutto ciò che lo aspetta lungo la strada.
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