domenica 17 maggio 2026

Peter Jackson racconta il vero caos dietro Il Signore degli Anelli: “Avevo paura di stare sbagliando tutto”

“Pensavo che il film non si sarebbe mai fatto”

Durante l’incontro, Peter Jackson ha raccontato che il progetto de Il Signore Degli Anelli rischiò seriamente di saltare durante lo sviluppo iniziale con Miramax. Harvey Weinstein voleva infatti comprimere tutta la storia di Tolkien in un unico film, mentre Jackson insisteva sul fatto che fosse impossibile raccontarla senza dividerla in più capitoli. La situazione diventò così tesa che il regista pensò davvero che la trilogia non si sarebbe mai realizzata.

La svolta arrivò quando il progetto passò a New Line Cinema. Da lì nacque una delle scommesse più rischiose e rivoluzionarie della storia del cinema. Realizzare tre film.

La paura di fallire durante le riprese

Il regista ha raccontato anche quanto fosse terrorizzato durante la produzione. Girare tre blockbuster fantasy contemporaneamente in Nuova Zelanda, alla fine degli anni ’90, sembrava una follia totale. Hollywood non considerava ancora il paese un vero centro cinematografico internazionale e nessuno sapeva se il progetto avrebbe funzionato.

Jackson ha ammesso che molte volte cercava semplicemente di apparire sicuro davanti alla troupe mentre dentro di sé aveva paura di stare sbagliando tutto. Secondo lui, gran parte della forza della trilogia nasce proprio dall’ossessione nel rendere la Terra di Mezzo un luogo reale, credibile e vissuto in ogni dettaglio, dalle lingue ai costumi fino agli oggetti di scena.

Elijah Wood aiutava continuamente Peter Jackson sul set

Uno degli aneddoti più curiosi della masterclass riguarda Elijah Wood, anche lui presente in platea per sostenere il regista. Jackson ha spiegato che Wood era sì il protagonista della saga, ma anche una presenza creativa fondamentale durante le riprese. L’attore proponeva continuamente idee, dettagli emotivi e intuizioni sui personaggi, contribuendo attivamente alla costruzione di molte scene.

Il regista ha poi parlato anche di Andy Serkis e di quanto la sua interpretazione di Gollum abbia cambiato il cinema moderno. Secondo Jackson, il pubblico percepisce immediatamente quando un personaggio o un mondo sembrano autentici ed è proprio questo che ha reso Il Signore degli Anelli una saga ancora oggi così amata.

Il regista ha infine parlato anche del futuro della saga, confermando il suo coinvolgimento in Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum, il nuovo progetto ambientato tra gli eventi de Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato e Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello.

Questa volta però Jackson non tornerà alla regia: sarà produttore insieme a Fran Walsh e Philippa Boyens, mentre il film verrà diretto da Andy Serkis, che riprenderà anche il ruolo di Gollum. Jackson ha spiegato di aver lasciato il progetto nelle mani di Serkis perché, secondo lui, “conosce quel personaggio meglio di chiunque altro”.

Il film esplorerà la caccia a Gollum guidata da Aragorn e Gandalf negli anni che precedono la Compagnia dell’Anello.



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Sally Field era fuori da Hollywood, poi è arrivato Jack Nicholson: il gesto che ha cambiato tutto

Sally Field ha raccontato di aver vissuto un periodo difficile a Hollywood dopo il successo della sitcom La Suora Volante (The Flying Nun), quando faticava a essere presa sul serio come attrice. A sbloccare la situazione, però, sarebbe stato un incontro decisivo con Jack Nicholson.

In una recente intervista a People, l’attrice, oggi 79enne, ha ricordato come, dopo il ruolo nella serie fantasy degli anni ’70 (arrivata in Italia in sordina), non riuscisse nemmeno a ottenere un’audizione: "Non riuscivo a entrare in una stanza per fare un provino. Non riuscivo nemmeno a essere inserita nelle liste. Pensavano di sapere già chi fossi: ‘No, grazie, non vogliamo quel tipo di attrice’.". La due volte vincitrice del Premio Oscar ha spiegato di essersi imposta una sorta di mantra personale: se non era dove voleva essere, doveva migliorarsi. Hollywood, ha ammesso, può essere ingiusta e dura, ma per lei era fondamentale non perdere il controllo della propria carriera.

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La rinascita e lo 'zampino' di Jack Nicholson

L’attrice ha così iniziato a studiare intensamente all’Actors Studio di Los Angeles, frequentato da grandi nomi del cinema, tra cui lo stesso Nicholson. L’ambiente era estremamente competitivo, ma anche formativo: "Era sempre pieno, non riuscivi quasi a entrare" ha ricordato. È proprio in quel contesto che Jack Nicholson notò il suo talento e la segnalò come "un’attrice ancora da scoprire" alla casting director Dianne Crittenden e al regista Bob Rafelson. Da lì arrivò il provino per Il Gigante della Strada (1976), commedia drammatica con Jeff Bridges e un allora emergente Arnold Schwarzenegger.

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"Quel film è stato l’inizio del cambiamento" ha confessato Field, spiegando come, da quel momento, la sua carriera abbia preso una direzione diversa. Nello stesso anno arrivò anche l’Emmy per la miniserie Sybil, che la consacrò definitivamente. Da lì in poi, ruoli come Norma Rae nel film omonimo del 1979 e Le Stagioni del Cuore (1984) l’hanno portata a vincere due ambite statuette e a diventare una delle attrici più premiate della sua generazione. Oggi Sally Field continua a lavorare: è tra i protagonisti del nuovo film Creature Luminose, disponibile su Netflix, e guarda ancora al futuro con la stessa determinazione di sempre: "Il mio lavoro è recitare. Sto per iniziare le prove di una nuova pièce. Ho sempre la testa sul lavoro e voglio continuare a migliorare".



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sabato 16 maggio 2026

Il diavolo veste Prada 2, la costumista ha discusso con Stanley Tucci per i look di Nigel

Non è semplice essere sempre e comunque alla moda. Per i protagonisti de Il diavolo veste Prada 2 in fin dei conti si tratta di lavoro quanto di uno stile di vita ma, agli occhi della costumista del film, non è stato semplice approvare ogni look dei personaggi. Di fatto ricorda ancora perfettamente di quel piccolo litigio sul set con Stanley Tucci a causa di un capo d’abbigliamento che l’attore non voleva sfoggiare in camera.

Il diavolo veste Prada 2, la costumista racconta perché ha litigato con Stanley Tucci dietro le quinte: tutta colpa degli accessori di Nigel

Stanley Tucci e la costumista Molly Rogers non erano sulla stessa lunghezza d’onda dietro le quinte de Il diavolo veste Prada 2, quantomeno per quanto riguarda l’utilizzo di alcuni accessori di Nigel. Ai microfoni di People, la costumista ha raccontato di aver collaborato con un’azienda (Fashionphile) che vende articoli firmati di seconda mano così da reperire gli accessori di cui aveva bisogno per il film. Ad esempio, ha raccontato di quando aveva bisogno di una “borsa Goyard verde per Stanley per l’Italia e l’avrei trovata proprio lì”.

Peccato che Stanley Tucci non fosse affatto convinto all’idea di sfoggiare una borsa e la costumista ha dovuto convincerlo che invece ne valesse assolutamente la pena: “Ho avuto una vera e propria discussione con lui sul fatto che dovesse portare una borsa. E ho litigato sul serio, sul serio. Non la definirei una conversazione costruttiva. Ho litigato con lui per una borsa e ho litigato con lui per delle spille”, ha poi aggiunto. “Pensava che lo stessi spingendo oltre. E io invece continuavo a ripetergli: ‘Sul red carpet sembrerai davvero insignificante’”.

L’accessorio in questione serviva a Nigel per un evento durante un viaggio in Italia e la costumista sapeva di aver bisogno di un tocco scintillante per distinguersi dalla massa sul red carpet. Ai suoi occhi, l’oggetto in questione non poteva che essere quella spilla: “E poi la settimana scorsa è uscito Town & Country, e lui era in copertina con tre spille. L'ho chiamato e gli ho detto: ‘Traditore’”. Alla fine non è riuscita a spuntarla: “Alcuni dei miei migliori amici gay hanno delle borse Goyard in formato matrioska: un portamonete, un portapillole, e la collezione è di diverse misure. Volevo che anche Stanley avesse la stessa cosa: piccola, media, grande, ma non sono riuscita a convincerlo. Spesso non si ottiene ciò che si desidera”.



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Mortal Kombat II, Karl Urban spiega perché è stato il film più impegantivo della sua carriera

Anche Karl Urban ha partecipato alla furia di Mortal Kombat II, film sequel di Mortal Kombat diretto ancora una volta da Simon McQuoid e ben inserito nel franchise di videogame noto in tutto il mondo. Dopo il primo capitolo del 2021, Mortal Kombat è tornato al cinema con un sequel che ha introdotto nuovi personaggi, incluso il campione interpretato da Karl Urban.

In sala dal 6 maggio 2026, Mortal Kombat II ha seguito due filoni narrativi destinati ad intrecciarsi: quello della principessa Kitana e quello di Johnny Cage. Se la prima ha dovuto lottare segretamente per il proprio regno contro l’invasore che uccise suo padre quand’era una bambina, Cage è invece una vecchia star di Hollywood noto per i suoi film d’azione. E, a quanto pare, è anche un prescelto perché è uno dei Campioni coinvolti nel torneo di Mortal Kombat. Considerate le scene d’azione previste, Karl Urban ha ammesso che questo è stato il progetto più impegnativo di tutta la sua carriera.

Mortal Kombat II per Karl Urban è stato il ruolo fisicamente più impegnativo di tutta la sua carriera: perché?

Anche Karl Urban ha dovuto superare il proprio limite in Mortal Kombat II. Pur avendo recitato in altri film d’azione in passato, nessuno è paragonabile a Mortal Kombat II ai suoi occhi, quantomeno non dal punto di vista fisico. Per Urban, Johnny Cage è stato il ruolo fisicamente più impegnativo di tutta la sua carriera: “Senza dubbio, è stato il progetto fisicamente più impegnativo che abbia mai intrapreso”, ha confermato ai microfoni di People.

La star di The Boys ha aggiunto di aver trascorso diversi mesi prima dell’inizio delle riprese semplicemente ad allenarsi: “Ho passato tre o quattro mesi ad allenarmi, ripartendo dalle basi: movimento, agilità, esercizi di velocità. Questo prima ancora di iniziare a imparare le specificità delle arti marziali. La vera ricompensa arriva quando giri una sequenza con 20 o 25 mosse di fila, catturate in un'unica ripresa in movimento, e riesci a ricordarle ed eseguirle. Quella sì che è una bella giornata di lavoro”.

In Mortal Kombat, lo spietato stregone di Outworld vuole eliminare i campioni della Terra prima dell’inizio del torneo finale ma, pur indebolendoli, non riesce a fermarli. Nel secondo film, Cole e gli altri Campioni scovano Johnny Cage ad Hollywood, ma quest’ultimo non sembra essere interessato a quella battaglia. La scena d’introduzione vede Cage recitare in un film d’azione e per Karl Urban è stata forse la più divertente: “Per tantissimo tempo ho desiderato girare un film dentro un film. Quentin Tarantino lo ha fatto benissimo con Leonardo DiCaprio in C’era una volta a… Hollywood. È stato fantastico. Dal punto di vista narrativo, è facile capire perché la carriera di Johnn Cage sia in declino, a giudicare dalla sua interpretazione nel film dentro il film. Doveva essere una parodia divertente e reverenziale dei film d'azione degli anni '90”.



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Il diavolo veste Prada 2, tutti i grandi esclusi: la lista dei cameo cancellati

Il diavolo veste Prada ha riacceso il glam sul grande schermo con un sequel arrivato a distanza di vent’anni dal precedente, ma con protagonista ancora una volta Meryl Streep nelle vesti della spietata e ultra fashion Mirande Priestly. Ancora alla guida della rivista di moda Runway, Miranda in questo nuovo capitolo è alle prese con alcune difficoltà e ha bisogno di tutto l’aiuto necessario per superare la tempesta. Ed è forse anche per questo che Il diavolo veste Prada 2 è così ricco di cameo. Moltissime sono le star coinvolte, da Lady Gaga a Donatella Versace. Altre, però, non hanno potuto farne parte e a raccontare di più è stato il regista David Frankel.

Il diavolo veste Prada 2: tutte le star che non hanno potuto ammirare il proprio cameo nel film

A distanza di vent’anni dal precedente film, Il diavolo veste Prada 2 ha riacceso il fattore nostalgia riportando il pubblico nuovamente al cospetto di Miranda Priestly, ancora una volta alla guida di Runway. Oltre ai personaggi principali interpretati ancora una volta da Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, il sequel ha coinvolto nuovi personaggi e proposto anche numerosi camei come quello già noto di Lady Gaga e di Donatella Versace. Ai microfoni di Screen Rant, il regista David Frankel ha ammesso: “Credo che il mondo di Miranda nei fine settimana sia pieno di persone interessanti e alla moda. Chiunque sia il migliore nel suo campo, deve per forza pranzare con lei”. Ma chi non ha potuto ammirare il proprio cameo sul grande schermo? A detta del regista, sono stati rimossi almeno tre.

Il primo è quello di Anna Wintour, che si vocifera abbia ispirato direttamente il personaggio di Miranda Priestly nato dapprima su carta. Nonostante quindi il forte legame tra i due personaggi, la Wintour ha girato una breve scena che non è stata poi aggiunta al montaggio finale del film. Come specifica People, Anna Wintour ha girato una scena in un’unica ripresa, ma il regista ha raccontato a Entertainment Weekly che quella scena appariva “un po’ sfocata” e non ha voluto chiedere alla leggendaria direttrice di Vogue di ripetere l’episodio: “In realtà non volevamo assolutamente che Anna fosse nel film perché si tratta di un mondo parallelo. Ci siamo chiesti: cos'è Vogue e chi è Anna Wintour in un mondo in cui esistono Runway e Miranda Priestly? Ci sembrava troppo meta-cinematografico”, ha precisato.

Un altro cameo tagliato è quello di Sydney Sweeney. La star di Euphoria era stata avvistata sul set del film, alimentando sempre più le speculazioni sul suo possibile coinvolgimento e, pur non avendo ricevuto una conferma diretta, pare che la star sia stata coinvolta per interpretare se stessa in una scena di tre minuti con Emily Blunt. La scena sarebbe stata tagliata a causa di una “scelta creativa”. Ultimo cameo tagliato è quello di Conrad Ricamora, inizialmente scelto per interpretare il coinquilino di Andy Sachs e poi rimosso. Il motivo? Ad un’anteprima, il pubblico in test ha messo in dubbio la necessità di una figura del genere per Andy e quindi le scene sono state rimosse. Lo stesso Ricamora, sui social, ha confermato il suo coinvolgimento iniziale: “Le riprese de Il diavolo veste Prada 2 sono state una delle migliori esperienze lavorative della mia vita. Tuttavia alla fine il mio personaggio non aveva senso nel quadro generale del film”.



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Festival di Cannes 2026 - La Diretta della giornata di sabato 16 maggio

Tutto sulla 79esima edizione del festival francese: i film in concorso e nelle altre sezioni, le star presenti, gli incontri esclusivi o casuali, le curiosità dalla Croisette raccontati minuto per minuto (più o meno) dai nostri inviati Mauro Donzelli e Federico Gironi.

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venerdì 15 maggio 2026

Caine, lo spin-off di John Wick accoglie una star di Stranger Things nel cast

John Wick ha rapidamente conquistato il pubblico del grande schermo. Il merito, in parte, è anche di Keanu Reeves scelto per interpretare l’abile assassino protagonista e che ha guidato il franchise per ben quattro film. Lanciato nel 2014, John Wick ha potuto contare sul supporto del regista Chad Stahelski (il cui nome oggi è una garanzia nel genere d’azione) e quell’universo intricato si è ben presto espanso realizzando un primo film spin-off ed una miniserie su Prime Video.

Dopo Ballerina, toccherà a Caine ampliare l’universo cinematografico di John Wick. Il film spin-off è inteso come sequel di John Wick 4 ed affronterà le conseguenze delle decisioni e delle azioni di Caine, il sicario cieco che ha dato del filo da torcere non solo a John Wick, ma anche alla Gran Tavola. Ad interpretarlo ancora una volta sarà Donnie Yen, questa volta anche dietro la macchina da presa. In merito a Caine, è recentemente emersa una novità che riguarda il cast e l’ingresso di una star di Stranger Things. Di chi si tratta?

Caine, lo spin-off di John Wick accoglie una star di Stranger Things nel cast: ma chi interpreterà?

John Wick 4 ha incassato quasi mezzo miliardo di dollari al botteghino mondiale, mentre il primo spin-off Ballerina ha incassato 140 milioni di dollari a fronte di un budget di 90 milioni di dollari. In attesa di scoprire cosa ne sarà della saga principale con Keanu Reeves, l’universo di John Wick ha promesso ancora azione con Caine, le cui riprese sono attualmente in corso con Donnie Yen di nuovo sul set sia come attore protagonista che come regista.

Lo spin-off è attualmente in fase di produzione e il cast finora ha confermato la presenza di Rina Sawayama, interprete di Akira, apparsa in John Wick 4 ed intenzionata a vendicarsi di Caine per aver ucciso suo padre Koji, direttore dell’Osaka Continental Hotel. Il cast dello spin-off ha accolto anche una recente novità in arrivo dal cast di Stranger Things: pare, infatti, che nell’universo di John Wick ci sia posto anche per Dacre Montgomery, ben noto al pubblico dei Fratelli Duffer per aver interpretato Billy, il fratello di Max in Stranger Things diventato vittima del Mind Flayer.

Ma chi interpreterà Dacre Montgomery in Caine al momento non è dato sapere. Potrebbe essere a sua volta uno spietato assassino della Gran Tavola? Anche la trama è top secret, ma sappiamo per certo che la storia è ambientata dopo gli eventi di John Wick 4, riagganciandosi alla scena post-credit del film in questione che mostra Caine tornare a Parigi per ricongiungersi con sua figlia, ma a raggiungerlo è anche Akira, assetata di vendetta.



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