domenica 29 marzo 2026

Stasera in TV: Film da vedere Domenica 29 Marzo, in prima serata

Stasera in TV, Domenica 29 Marzo 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Tra Amore & Inganni, Regé-Jean Page non vuole che le commedie romantiche muoiano

Regé-Jean Page deve molto al romance sullo schermo. Ancor prima di Tra Amore & Inganni, commedia romantica in arrivo nel 2026, l’attore è stato il volto di Bridgerton: di fatto ha contribuito al grande successo della prima stagione in casa Netflix interpretando il Conte di Hastings, interesse sentimentale di Daphen Bridgerton.

E non stupisce che, a distanza di anni, l’attore abbia offerto la propria personale opinione a favore della commedia romantica, rivelando quanto apprezzi il genere e quanto sia stato piacevole lavorare accanto ad Halle Bailey in Tra Amore & Inganni, in lingua originale intitolato You, Me and Tuscany.

Regé-Jean Page sostiene che la commedia romantica non è morta

In Amore & Inganni, Regé-Jean Page interpreta Michael, un uomo dal fascino magnetico che incrocia la strada di Anna. Ma per spiegare chi è Anna dovremmo fare un piccolo passo indietro. La commedia romantica, del resto, parte da un piccolo malinteso: Anna è una giovane donna che sembra aver perso tutto in un colpo. Desiderava diventare una grande chef ma, oltre ad aver perso il lavoro, è anche senza casa. L’incontro fortuito con Matteo, un italiano affascinante, sembra cambiare le carte in gioco. Matteo possiede una villa disabitata in Toscana, in Italia, e le offre una via di fuga: trascorrere anche solo una notte in quella casa disabitata. I suoi piani però vanno a rotoli quando si imbatte nella madre di Matteo. A quel punto, in preda al panico, Anna mente e spiega di essere la futura sposa di Matteo. Una piccola bugia che diventa ancor più complicata da gestire dopo l’arrivo di Michael, il cugino di Matteo alquanto affascinate con il quale sembra avere una forte intesa. Ma la bugia che ha raccontato è diventata la sua prigione e, nonostante l’attrazione per Michael, Anna dovrà imparare a controllarsi.

Ad interpretare Michael è Regé-Jean Page e, a detta dell’attore, la commedia romantica non è ancora morta. In occasione dei NAACP Image Awards 2026, l’attore ha raccontato a People di essersi divertito molto: “Abbiamo girato in Toscana. Siamo stati a Roma e cinque o sei settimane in Toscana. Stavamo semplicemente in giro al sole, guidando tra i vigneti. Ho passato la mano in quel campo di grano che Russell Crowe attraversa all’inizio de Il Gladiatore. Il cibo era divino. E ho avuto la possibilità di lavorare con Halle Bailey ogni giorno. Quindi ci siamo divertiti un mondo”.

Ha poi spiegato cosa ha apprezzato in particolare dell’esperienza: “Era divertente girare un film che parla di come vivere al meglio la propria vita ed è quello che caratterizza in gran parte le commedie romantiche. Riguardano avere aspirazioni, che ti permettano di vivere al meglio la tua vita fidandoti degli altri, scoprendo come risolvere i tuoi problemi insieme agli altri, come affrontare i tuoi problemi parlandone. Non tutti i film devono per forza essere incentrati su chi tira i pugni più forti. Quindi mi impegno a parlare e a trovare la pace con me stesso e con gli altri. Ed è stata una gioia farlo”. A People ha rivelato di aver accettato questo progetto proprio per amore delle commedie romantiche, un genere in difficoltà: “Potrebbe essere stato quello. L'idea che la commedia romantica sia morta. L'amore non è affatto morto. L'amore ci salverà. E penso di essere felice di sventolare questa bandiera stasera”.



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Peaky Blinders: The Immortal Man, Rebecca Ferguson si sbottona sul ritorno di Kaulo nel franchise

Rebecca Ferguson non è immune al fascino dei franchise. Se negli ultimi anni è stata coinvolta nel successo di Dune interpretando Lady Jessica, su Netflix è riapparsa invece con un ruolo di spicco in Peaky Blinders: The Immortal Man, film sequel dell’amatissima Serie TV che l’ha scelta per interpretare Kaulo, un nuovo personaggio strettamente collegato a Tommy Shelby, il protagonista con le fattezze di Cillian Murphy. Ma cosa ne sarà di lei, dopo il sequel?

È questa la domanda che si è posta recentemente l’attrice. Estremamente enigmatica, Kaulo Chiriklo è tra i nuovi personaggi di The Immortal Man che, sin dalla sua introduzione, ha catturato l’interesse del pubblico. Si è scoperto che Kaulo ha giocato un ruolo importante nella trama del film e nel ritorno di Tommy Shelby a casa; come poi spiegato nel film, Kaulo è una chiromante sorella di Zelda Chiriklo, un’ex fiamma di Tommy (interpretata sempre da Rebecca Ferguson), e ha convinto Tommy a tornare da suo figlio per aiutarlo. Ma questo personaggio è destinato a riapparire in Peaky Blinders dopo questo film?

Rebecca Ferguson non direbbe di no ad un altro round di Kaulo in Peaky Blinders

La speranza è dura a morire e i fan di Peaky Blinders sperano di rivedere presto Kaulo, ancora una volta interpretata da Rebecca Ferguson. Ma sarà così? La domanda è stata posta direttamente all’attrice, ma la sua risposta è stata alquanto evasiva. Ai microfoni di Radio Times, ha infatti rivelato: “Non dico mai di no”, riflettendo poi sull’impatto che il suo personaggio ha avuto sulla trama di The Immortal Man: “Credo che Kaulo fosse fondamentale per questo film, ma non sempre ritengo che un personaggio debba avere un seguito; possiamo accontentarci anche di non esserne completamente soddisfatti”.

The Immortal Man ha tracciato una linea importante per Tommy Shelby, ma al tempo stesso ha offerto spazio a nuove storie da raccontare. Steven Knight, ideatore della serie tv e sceneggiatore del film, ha più volte ribadito l’intenzione di proseguire con i Peaky Blinders, ma che questo film fosse necessario per chiudere la parentesi di Tommy Shelby. Considerato il finale, è suo destino è stato ormai chiarito, a differenza di altri personaggi che potrebbero apparire in nuovi progetti. Ma Kaulo rientrerà tra questi?



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V per Vendetta: la scena iconica che la Warner voleva tagliare, svelata 20 anni dopo

Non tutti i film tratti da fumetti lasciano un segno indelebile nella memoria collettiva. Il più delle volte rimangono un divertissement d'immediata fruizione; altre finiscono dritti nel dimenticatoio Ogni tanto, però, arriva un titolo che vanno oltre la storia raccontata e ha un impatto enorme, come l’adattamento live-action di V per Vendetta. Il film diretto da James McTeigue e tratto dall'omonimo romanzo a fumetti di Alan Moore, è uscito nel 2005. Pochi mesi dopo la rielezione di George W. Bush e nel pieno della guerra in Iraq. Rapidamente, ha ispirato manifestanti in tutto il mondo a scendere in piazza indossando la celebre maschera di Guy Fawkes.

In occasione del 20° anniversario del film, il regista ha parlato con ComicBook del posto che V per Vendetta occupa nella storia del cinema e del suo impatto sul dibattito politico. Ha anche svelato un retroscena inedito, che riguarda l'unica scena del film che ha rischiato di non arrivare al montaggio finale. Alla domanda se, durante la produzione, gli fosse mai stato chiesto di attenuare o eliminare alcuni elementi politici, McTeigue ha infatti risposto di aver ricevuto una sola richiesta.

L’unica cosa… sono andato a un incontro con i vertici della Warner Bros., tutti i dirigenti, e l’unica cosa che mi hanno chiesto di cambiare è stata la sequenza di Valerie. La scena lesbica. E io ho risposto: ‘No, è proprio quello che fa cambiare Evey [il personaggio di Natalie Portman, ndr]. È il fulcro del film.’ E loro hanno detto: ‘Ok.’ E questo è stato tutto. Niente politica, in realtà. Beh, in un certo senso lo è, ma non nel modo in cui ci si potrebbe aspettare.

Il regista allude naturalmente alla sequenza dedicata a Valerie Page (Natasha Wightman), che vediamo mentre Evey è prigioniera. La scoperta di un messaggio di Valerie diventa, come sottolinea McTeigue, il catalizzatore della crescita personale della ragazza e della sua determinazione a non tradire i propri ideali. Alla fine, si scopre che la prigionia di Evey era in realtà orchestrata da V (Hugo Weaving), che conosceva Valerie perché era stata detenuta con lui nel campo di Larkhill. Nel 2005, i diritti LGBTQ negli Stati Uniti erano ancora un tema delicato e il matrimonio gay non era riconosciuto a livello federale. Probabilmente per questo Warner Bros. voleva tagliare la scena. Eppure, non ha trovato problematici i veri atti di terrorismo compiuti dal protagonista.

V per Vendetta avrà un sequel? Il regista fa chiarezza

McTeigue ha aggiunto che, nonostante il successo del film, non si è mai parlato seriamente di un sequel, anche se oggi i “legacy sequel” sono diventati una moda tra i film tratti da fumetti. Tuttavia, il regista ha condiviso la sua idea su come potrebbe essere realizzato. “Penso che sarebbe interessante fare qualcosa di simile a Una Battaglia dopo l'Altra - ha suggerito - raccontando cosa succede 25, 30, 40 anni dopo. Mi piacerebbe sapere cosa è successo a Evey, ai governi successivi, se è andata in clandestinità. La storia più interessante è proprio quella del personaggio di Evey, più che tornare al fumetto originale”. Nonostante questo, circolano già voci su un nuovo adattamento di V per Vendetta in sviluppo per HBO. McTeigue ha confermato di non essere stato coinvolto, così come le sorelle Wachowski (produttrici del film), e di aver appreso la notizia solo a posteriori.



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sabato 28 marzo 2026

Addio a James Tolkan: il saluto di Michael J. Fox e Christopher Lloyd all'attore di Ritorno al futuro

È un'impressionante mole di personaggi quella collezionata da James Tolkan nella sua lunga carriera da caratterista. Basterebbe citare soltanto i tre titoli degli anni 80 nei quali ha indelebilmente lasciato il suo contributo: l'Agente dell'FBI Wigam in Wargames, il Comandante Tom "Stinger" Jardian in Top Gun e il Preside Strickland in Ritorno al futuro sa bene quanto siano fannulloni i McFly. L'attore riprese poi quest'ultimo ruolo, probabilmente quello per cui è maggiormente conosciuto, nel 1985 alternativo di Ritorno al futuro Parte II e come suo antenato in Ritorno al futuro Parte III.

Su Instagram Michael J. Fox ha pubblicato una story in cui condivide il suo personale saluto a James Tolkan, morto il 26 marzo 2026 all'età di 94 anni: "Il grande James Tolkan r"Riposa in pace, grande James. Certamente tu non sei stato un fannullone. È stato bello conoscierti, recitare con te e dirigerti in Tales from the Crypt. Mi mancherai, amico!".
Anche Christopher Lloyd lo ha ricordato con un post scrivendo "James, dove stai andando... non hai bisogno di strade. Mi mancherai amico". Come mostrano le foto in alto, gli attori si sono ritrovati ad una reunion di Ritorno al futuro nel 2025.
Doc Brown e Strickland non interagiscono mai nel corso della trilogia, ma sappiamo che il preside non vede di buon occhio lo scienziato perché dice a Marty che farebbe bene a stargli lontano. Dalle varie estensioni degli archi narrativi dei personaggi sui fumetti e i videogame, alcune teorie dei fan sostengono che l'estremamente disciplinato Strickland andasse a scuola con l'eccentrico Emmett Brown e che, appunto, già da allora lo ritenesse un grande fannullone.

James Tolkan: la carriera dell'attore di Top Gun e Ritorno al futuro

Nato il 20 giugno 1931 a Calumet, Michigan, l'attore caratterista James Tolkan, con un naturale piglio energico e intimidatorio, è stato spesso ingaggiato in show televisivi e film per interpretare personaggi rudi e autoritari. Ha frequentato l'Università dell'Iowa, il Coe College e l'Eastern Arizona College. Dopo un anno di servizio nella Marina degli Stati Uniti, si è recato a New York e ha studiato recitazione con Lee Strasberg e Stella Adler all'Actors Studio.

Tolkan ha iniziato a recitare nei film alla fine degli anni '60. Si è messo in evidenza in due film diretti da Sidney Lumet, interpretando un feroce tenente di polizia Serpico (1973) e un subdolo procuratore distrettuale in Il principe della città (1981). È stato Napoleone per Woody Allen in Amore e Guerra (1975). Meglio conosciuto per essere lo zelante preside Strickland nei film di Ritorno al futuro, gli altri ruoli più memorabili di Tolkan includono Napoleone in Amore e guerra (1975) di Woody Allen, l'assistente caustico e spiritoso del sindaco in Turk 182 (1985), il tenente comandante Stinger in Top Gun (1986), il collerico detective Lubic in I dominatori dell'universo (1987), il mansueto contabile della mafia Numbers in Dick Tracy (1990) e il superiore prepotente di Wesley Snipes in Punto di non ritorno (1993).

Sul fronte televisivo, Tolkan ha avuto ruoli ricorrenti nelle serie televisive Nero Wolfe (2001), Mary (1985), Cobra Investigazioni (1993), The Hat Squad (1992) e Mai dire sì (1982) e ha fatto apparizioni da guest star in La città in controluce (1958), Hill Street giorno e notte (1981), Miami Vice (1984), Willy, il principe di Bel-Air (1990), Un giustiziere a New York (1985), Blue Jeans (1988) e Il camaleonte (1996). Sono numerose anche le partecipazioni agli allestimenti teatrali ai quali ha preso parte. Tra i tanti, è bene segnalare la prima messa in scena a Broadway nel 1984 di "Glengarry, Glen Ross", l'opera teatrale premio Pulitzer di David Mamet.



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Super Mario Galaxy - Il film, quali numeri deve superare per battere il primo capitolo?

Super Mario Galaxy - Il Film è davvero alle porte: dal 1° aprile sarà nei nostri cinema, distribuito da Universal Pictures e di nuovo realizzato dal tandem Illumination - Nintendo, come avvenne per il precedente Super Mario Bros. - Il Film (2023), che è diventato il più alto incasso della storia per un film tratto da un videogioco. Per Mario si tratterà di essere all'altezza di sé stesso: cerchiamo di guardare i numeri e i primati che registrò il precedente capitolo, per capire quali sono i nuovi record che il nostro idraulico italiano preferito dovrà battere!

Super Mario Galaxy contro Super Mario Bros - Il Film: premesse per nuovi record?

Cominciamo dall'esito del primo weekend negli USA: Super Mario Galaxy - Il Film dovrà battere i 146.360.000 dollari raccolti da Super Mario Bros. - Il Film tre anni or sono (fonte Boxofficemojo). La cosa sembra già più che plausibile, considerando che le previsioni degli analisti si aggirano sui 160 milioni per il debutto di questo seguel, ancora diretto da Aaron Horvath & Michael Jelenic su sceneggiatura di Matthew Fogel (e naturalmente la supervisione attenta di Shigeru Miyamoto in quanto co-producer, insieme al capo e fondatore dell'Illumination, Chris Meledandri). Per quanto riguarda il debutto italiano del primo capitolo, la Cinetel ci dipinse un primo giorno da 1.240.000 euro per 173.471 presenze, con un weekend lungo iniziale sui cinque giorni che ammontò a 7.012.355 euro. Alla fine della sua corsa al boxoffice mondiale Super Mario Bros - Il Film totalizzò 1.360.880.000 dollari nel mondo intero, di cui 574.934.000 negli Stati Uniti e 102.000.000 in Giappone. Con 20.424.500 euro (e 2.805.789 presenze) qui da noi divenne il quarto film più visto del 2023, dopo C'è ancora domani, Barbie e Oppenheimer. Nella classifica generale dei lungometraggi d'animazione, risulta a livello mondiale il quinto in termini assoluti, dopo Ne Zha - L'ascesa del guerriero di fuoco (fenomeno prettamente cinese), Zootropolis 2, Inside Out 2 e Frozen II - Il segreto di Arendelle.
I premi prestigiosi snobbarono Super Mario Bros. - Il Film: ci furono solo tre nomination ai Golden Globe (film di animazione, canzone originale, successo al boxoffice) e una agli Annie Awards (miglior doppiaggio per un personaggio, Jack Black per Bowser), ma non era il tipo di riconoscimento che il lungometraggio cercava: rimane infatti per ora il più alto incasso mondiale per un film tratto da un videogioco. Lo seguono, piuttosto distanziati, Un Film Minecraft (961 milioni di dollari, 11.974.600 euro in Italia) e Sonic 3 - Il Film (492.162.604 dollari, 8.741.500 euro). Leggi anche Oltre Super Mario e Zelda, la Nintendo prepara film "a cadenza regolare"



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Hayao Miyazaki è tornato: al Ghibli Park arriva Panorama Box, cos'è e quando vederlo

A tre anni dall’uscita de Il ragazzo e l’airone, il leggendario Hayao Miyazaki torna a sorprendere il pubblico seguendo una strada tutta sua. Nessun nuovo film all’orizzonte, almeno per ora: il maestro di Studio Ghibli ha scelto infatti di esplorare un linguaggio diverso e più intimo. Il nuovo progetto, come riportato dall'emittente televisiva giapponese NHK, si intitola Panorama Box ed è una collezione di 31 opere tridimensionali realizzate a mano.

Non semplici diorami, ma piccole “finestre” su mondi immaginari, costruite sovrapponendo livelli di illustrazioni per creare profondità e movimento. Il risultato è qualcosa che ricorda il cinema in miniatura: lo sguardo non resta fermo, ma viene guidato su e giù, come se seguisse una macchina da presa invisibile. Il regista ha creato 31 scatole panoramiche, con illustrazioni originali tratte dai suoi film più amati, che a luglio saranno esposte al pubblico presso il Ghibli Park nella prefettura di Aichi, in Giappone. L'annuncio è stato dato il 17 marzo presso lo Studio 1 dello Studio Ghibli a Tokyo, dove i dettagli del progetto sono stati presentati dal figlio del regista, Gorō Miyazaki, e dal produttore Toshio Suzuki.

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In conferenza stampa sono state mostrate 23 opere in anteprima e Suzuki ha condiviso un aggiornamento sullo stato di salute dell'ottantacinquenne Miyazaki.

È incredibilmente energico e mostra ancora un forte desiderio di continuare a fare film. Il suo talento artistico non è affatto diminuito, anzi, è ancora in evoluzione.

Cos'è Panorama Box, il nuovo progetto di Hayao e Gorō Miyazaki

L’idea di Panorama Box affonda le radici lontano nel tempo, reinterpretando un concetto artistico risalente addirittura al XVI secolo. Eppure, nelle mani di Miyazaki, diventa qualcosa di estremamente contemporaneo. Le scatole sono nate nel 2022, mentre il regista stava ultimando il suo ultimo film, e sono state sviluppate nell’arco di quasi quattro anni, tutte rigorosamente disegnate e assemblate a mano. Per realizzarle, ha ritagliato illustrazioni disegnate a mano e le ha disposte all'interno di scatole per creare un senso di profondità.

Da luglio, all’interno del Grand Warehouse, i visitatori potranno osservare le scene sbirciando attraverso piccole aperture, scoprendo gradualmente ambienti ispirati ai grandi classici dello studio: da Nausicaä della Valle del Vento a Il castello errante di Howl, passando per titoli amatissimi come Il mio vicino Totoro e La città incantata. Da lontano le immagini appaiono quasi piatte, ma basta avvicinarsi per coglierne la sorprendente stratificazione. Dietro queste opere c’è anche un ritorno alle origini, a uno sguardo infantile sul mondo.

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Gorō Miyazaki ha raccontato che il progetto si ispira ai giochi fatti a mano con cui il padre si divertiva da bambino, oltre che a suggestioni artistiche come il Piccolo teatro di Salvador Dalí. Non a caso, il portale Meganerd afferma che lo stesso Miyazaki avrebbe commentato che "lo Studio Ghibli per bambini è tornato", sottolineando come queste creazioni permettano di osservare la realtà "all’altezza degli occhi di un bambino: una prospettiva diversa da quella che noi adulti vediamo dall’alto".

Le opere mostrate alla stampa hanno già conquistato i visitatori, mentre artisti come Hideaki Anno hanno sottolineato quanto sia difficile coglierne la magia attraverso semplici fotografie. Dal vivo, l’effetto è pura meraviglia. E il cinema? Non è escluso un ritorno. Miyazaki, del resto, ha più volte annunciato il ritiro salvo poi tornare sui suoi passi. Oggi, dopo due Oscar vinti, resta una certezza: qualunque forma scelga, la sua creatività continua a reinventarsi.



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