domenica 18 ottobre 2026

Jimmy, KJ Apa racconta come è stato trasformarsi in James Stewart: “Ero terrorizzato, non parlavo con nessuno”

L’ultima volta in cui vi abbiamo parlato di Jimmy è stato per raccontavi che la figlia di James Stewart ha dato la sua approvazione alla performance di KJ Apa dopo averlo osservato durante le riprese, aggiungendo che non poteva immaginare una scelta migliore. Ciò significa che l’attore ha fatto un ottimo lavoro nel film di Aaron Burns, e quindi ci sembra strano apprendere che Archie Andrews di Riverdale all’inizio fosse spaventato e non si sentisse all’altezza del ruolo. In una lunga intervista a Variety, il nostro ha spiegato che la prima cosa che ha fatto è stata riguardare La vita è meravigliosa, il film forse più famoso del protagonista de La finestra sul cortile. La visione, tuttavia, lo ha fatto vacillare:

Guardavo il film e pensavo: come riuscirò a farlo? Non gli somiglio affatto, la mia voce è diversa dalla sua e non sono alto come lui, però alla fine del film mi sono detto: “Lo devo fare”.

Jimmy si sofferma sull’ascesa professionale di James Stewart e sulla sua partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver vinto l’Oscar come miglior attore protagonista per Scandalo a Filadelfia nel 1941, decise di arruolarsi. Essendo piuttosto famoso, avrebbe potuto trovare il modo per evitare il campo di battaglia, ma preferì fare il suo dovere di cittadino americano e partecipò a una ventina di missioni in Europa, raggiungendo il grado di Colonnello. Quando tornò a Hollywood, sembrò che il mondo si fosse scordato di lui. A quel punto l’attore pensò di tornarsene a Indiana, in Pennsylvania, e lavorare nel negozio di suo padre, ma Frank Capra lo convinse a impersonare John Bailey nel “classicone” natalizio del 1946:

Frank Capra gli diede la sceneggiatura. Jimmy stava attraversando qualcosa di molto simile a ciò che accadeva a John Bailey nel film, e credo che La vita è meravigliosa sia stato per lui una sorta di terapia psicanalitica che gli ha permesso di non interrompere la sua carriera. Sua figlia Kelly mi ha raccontato che, quando tornò dalla guerra, non sapeva se considerarsi un pilota in pensione o un attore in pensione. Non sapeva cosa fare, si sentiva perso.

Essendo nato e cresciuto in Australia, KG Apa non aveva grande familiarità con James Stewart e con i film della Hollywood dei tempi d’oro, e la sfida più grande è stata imitare la voce dell'attore. Aiutato dalla dialect coach Eliza Simpson, APA ha fatto un lavoro meticoloso:

Ho guardato tutti i suoi film, ascoltandolo e riascoltandolo. Quand’è così, devi semplicemente dedicare tanto tempo ad ascoltare e poi ripetere, ascoltare e ripetere, ascoltare e ripetere (…) Sono rimasto in una specie di limbo durante tutta la preparazione. Non ho parlato con nessuno. Ero terrorizzato e mi sono confrontato soltanto con Eliza.

KJ Apa ha infine spiegato cosa vorrebbe che il pubblico imparasse di James Stewart vedendo Jimmy:

Vorrei che la gente avesse le stesse sensazioni che ho avuto io quando ho letto la sceneggiatura, e cioè che sembra impossibile credere che un attore così importante abbia prestato servizio per più di vent'anni come pilota di bombardieri B-24, e che poi sia tornato e abbia fatto più di 50 film. Vorrei che al pubblico arrivasse il messaggio che (ciò che James Stewart ha fatto) lo ha fatto per il suo paese.

Jimmy arriverà nelle sale USA il 6 novembre e nel cast ci sono anche Neal McDonough, Christopher McDonald, Rob Riggle, Jason Alexander, Max Casella, Sarah Drew, Jen Lilley e Jemma Donovan, quest'ultima nel ruolo di Ginger Rogers.



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Josh Brolin e il peso di Thanos: cosa pensa davvero del personaggio e del suo ritorno nei film Marvel

Uno dei personaggi più noti nella carriera di Josh Brolin è quello di Thanos. Il Titano Pazzo ha rappresentato il più grande ostacolo dell’Infinity Saga nel Marvel Cinematic Universe e ha dato del filo da torcere agli Avengers fino ad Avengers: Endgame. Il suo piano è poi andato in fumo, ma il pubblico non ha di certo dimenticato l’impatto che ha avuto sul MCU e lo stesso Brolin, ad oggi, ha confessato di custodire quel personaggio in uno spazio ben delineato dentro di sé.

Ora che l’universo Marvel sta per concludere la Multiverse Saga introducendo un altro pericoloso villain che avrà le fattezze di Robert Downey Jr, Josh Brolin ha confessato che interpretare Thanos ha avuto un forte impatto sul pubblico ma anche su di lui, come ha raccontato in occasione del New York Comic Con.

Josh Brolin affronta l’impatto che Thanos ha avuto sul pubblico e su se stesso e se riprenderebbe quel personaggio oggi

A distanza di anni dall’ultima volta che ha interpretato il Titano Pazzo, Josh Brolin ha affrontato l’eredità del personaggio e l’impatto che ha avuto sul MCU. “È stato incredibile. Voglio dire, l’impatto che ha avuto quel personaggio, quello che hanno inventato, come è stato utilizzato e come è stato accolto, è stato qualcosa di enorme”, ha rivelato ai microfoni di ComicBook.

Thanos è diventato uno dei più grandi punti di riferimento del MCU e un personaggio ben noto anche alla cultura pop e la sua popolarità non è ancora sfumata, al punto che si vocifera persino di un suo cameo in Avengers: Doomsday: potrebbe interpretare una variante del personaggio? Josh Brolin, del resto, non ha escluso la possibilità di interpretarlo ancora una volta: “Le persone mi chiedono se tornerò mai, se lo rifarei e cose del genere. Non importa: se succede, succede. Ma quello che è successo è stato meraviglioso. E mi ha influenzato molto, perché mi è piaciuto tantissimo farlo. È stato davvero divertente. C’erano un paio di film in quel periodo che non ho gradito altrettanto, ma quello… soprattutto con Joe ed Anthony Russo e tutti gli altri”. Non sappiamo a quali film faccia riferimento l’attore (in quel periodo ha girato ad esempio il sequel di Sicario, Soldado, o Deadpool 2 interpretando Cable), così come non sappiamo se apparirà di nuovo live action nel MCU.



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sabato 17 ottobre 2026

Un nuovo scopo per Loki: Tom Hiddleston ne anticipa il destino in Avengers Doomsday

Dopo quanto accaduto nel finale della seconda stagione di Loki distribuito in streaming su Disney+, il futuro del personaggio interpretato da Tom Hiddleston risultava incerto. Il pubblico ha sperato nel suo ritorno ed è stato accontentato, poiché Loki risulta tra i personaggi del cast di Avengers: Doomsday. E, a detta del suo interprete, il Dio delle Storie avrà nuovi obiettivi in questo film, ma quali?

Una delle scene aggiuntive proposte nella riedizione di Avengers: Endgame avrebbe suggerito una delle possibili missioni di Loki. Il finale della seconda stagione l’aveva visto ormai diventare il Dio delle Storie e tenere unite le linee temporali, ma la scena extra di Avengers: Endgame ha visto Loki bussare alla porta di Steve Rogers, tornato nel passato per vivere finalmente il suo lieto fine con Peggy. Ma quale potrebbe essere il nuovo obiettivo di Loki in Avengers: Doomsday?

Avengers: Doomsday, Tom Hiddleston anticipa qual è il nuovo scopo di Loki in questa fase del MCU

Pur non potendo rivelare nel dettaglio gli elementi narrativi da affrontare nel film, Tom Hiddleston ha offerto qualche indizio sul ruolo che giocherà il suo personaggio ai fini della trama. Intervistato da Nerd Reactor, l’attore ha anticipato il nuovo scopo di Loki in Avengers: Doomsday:

La vera novità per me - e credo di poterlo dire - è che ho affrontato la mia partecipazione ad Avengers: Doomsday forte del finale della seconda stagione di Loki. Arrivare sul set con quell'esperienza ha cambiato tutto. Alla fine della seconda stagione, a Loki vengono concesse una redenzione e una catarsi che chiudono un lungo arco narrativo iniziato fin dal primo film di Thor… L'intero percorso di Loki è stato una ricerca di senso e di scopo. All'inizio di Avengers diceva: "Io sono Loki di Asgard, e sono gravato da un glorioso proposito". Quel proposito ora esiste per gli altri e lui ha intenzione di usarlo, consapevole che sarà più un fardello che una gloria. Sono arrivato in Doomsday con tutto questo bagaglio, con quella storia ormai compiuta, e questo ha creato un punto di partenza del tutto nuovo.

Loki ha dato del filo da torcere ai Vendicatori ma, dopo quanto sperimentato nelle due stagioni della sua serie tv indipendente, il personaggio è cambiato e ha dimostrato di cosa è capace. In Avengers: Doomsday tornerà quindi come Dio delle Storie e per questo avrà un ruolo cruciale nel Multiverso e forse anche nel fermare Dottor Destino. Per scoprire di più dovremo attendere il debutto di Doomsday al cinema, previsto per dicembre 2026.



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Mamma Mia!: l'insegnamento di Meryl Streep che Amanda Seyfried non ha mai dimenticato

Amanda Seyfried ha avuto la possibilità di lavorare con molte stelle del cinema inclusa Meryl Streep: quest’ultima ha interpretato proprio sua madre nel film musical di Mamma Mia e ha ripreso il ruolo anche nel sequel diretto Mamma Mia! Ci risiamo nel 2018, due esperienze che Amanda Seyfried custodisce gelosamente nel cuore. In una recente intervista, ha rivelato che lavorare con Meryl Strepp è rilassante ogni oltre modo, ma non bisogna mai commettere un determinato errore per preservarne l’equilibrio.

Mamma Mia!, Amanda Seyfried racconta il consiglio prezioso che ha ricevuto da Meryl Streep la prima volta che hanno lavorato insieme

Ospite dell’Hamptons International Film Festival, Amanda Seyfried ha raccontato al collega Alec Baldwin di aver apprezzato fortemente il periodo trascorso sullo stesso set di Meryl Streep. Baldwin, dal suo canto, ha avuto lo stesso piacere ma in un contesto diverso (hanno recitato insieme nella commedia romantica È complicato del 2009) e ha chiesto ad Amanda Seyfried se si fosse mai sentita intimorita dalla star.

Pur ammettendo di sì, ha aggiunto: “È super rilassata e sempre onesta in ogni sua interpretazione. Potresti avere una sceneggiatura scritta dal peggior computer e lei riuscirebbe comunque a darle un senso e a renderla autentica. Quindi non puoi sbagliare, a meno che tu non sia intimidito, e in quel caso sì, puoi rovinare completamente l'atmosfera”. A tale proposito, il consiglio ricevuto dalla Streep era soltanto uno: “rimanere nel presente” durante le riprese. “Ma era fantastica. Era davvero tranquilla”.

La prima volta che hanno lavorato insieme, Amanda Seyfried e Meryl Streep hanno condiviso l’esperienza di Mamma Mia nel 2008 con Pierce Brosnan, Colin Firth, Christine Baranski, Julie Walters, Stellan Skarsgård e Dominic Cooper. Hanno ripreso poi i rispettivi ruoli nel 2018 con il sequel Mamma Mia! Ci risiamo. Sono trascorsi molti anni da allora, ma Amanda Seyfried si dice ancora grata per aver ottenuto quel ruolo e che inizialmente credeva di non avere possibilità. “Ricevere quella telefonata è stato tutto. Mi hanno anche mandato a Las Vegas e mi hanno fatto guardare lo show perché mi trovavo a Los Angeles. Quindi, in realtà, non è stato poi così folle, considerando tutti gli ostacoli che ho dovuto superare. Sapete, trovarsi al posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste”, ha concluso l’attrice. Nel frattempo il pubblico spera in un terzo film di Mamma Mia.



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Josh Brolin e il difficole ruolo del genitore: l'attore racconta sé stesso e Whalefall in un'intervista "intensa"

Al termine dell’incontro che abbiamo effettuato via Zoom, Josh Brolin commenta con soddisfazione: “È stata un’intervista intensa”. Perché per parlare di Whalefall: Nella balena, il film al cinema dal 15 ottobre, ci si è concentrati soprattutto su un tema, quella di cosa significhi essere genitore. “Non è facile: è un costante improvvisare. Però è qualcosa che adoro”, dice l’attore, che nel film appare ruvidissimo e tatuatissimo nel ruolo di Mitt, il padre del protagonista Jay, un uomo che ha cercato a modo suo di trasmettere al figlio la sua passione per il mare e le balene, e comunque il suo sapere e la sua esperienza. Solo che quel modo è stato quasi sempre sbagliato, improntato a un’idea di rapporto tra padre e figlio e tra maschi oramai antica, fatta di silenzi, incapacità di comunicare i sentimenti, modelli educativi autoritari. Tanto che Jay, anche di fronte alla malattia del padre, deciderà di tagliare completamente i ponti col genitore, salvo poi immergersi in mare, e finire nella pancia della balena dalla quale dovrà cercare di uscire proprio utilizzando quello che Mitt aveva cercato di insegnargli.
Confusi? Ripassiamo un po’ prima di andare avanti.

Whalefall: Nella Balena, il trailer del film

“Jay ha vissuto con Mitt una condizione orribile, mentre le sue sorelle no”, ci dice Josh Brolin. “Per una curiosa coincidenza, anche io ho tre figlie e un figlio, e con mio figlio ho vissuto dinamiche simili, per quanto meno estreme. Abbiamo avuto i nostri scontri. Lui oggi ha 38 anni, e possiamo parlare apertamente di come sono andate certe cose: dei momenti in cui non ci capivamo e c’erano malintesi, o di quando cercavo di lasciare il segno senza pensare davvero al suo carattere, alla sua sensibilità e a tutto il resto”. Girare le scene in cui doveva essere duro o scontrarsi col Jay di Austin Abrams non è piaciuto affatto all’attore, perché gli metteva addosso “una sensazione che detesto, come se qualcosa di velenoso ti entrasse dentro. Puoi sentire l’amore tra un padre e un figlio ma senti anche che ogni volta che Mitt cerca di trasmettere qualcosa a Jay, qualcosa che lo renda resiliente e autosufficiente, lo fa in maniera da farlo allontanare. E poi ci si mette di mezzo l’alcool, che peggiora le cose. Non è stato facile. Austin in questo non ha aiutato, perché c’erano giorni in cui arrivavo sul set e, per rimanere nella parte, non mi rivolgeva la parola”.

Brolin ha poi ragionato sul suo essere genitore, e sul fatto che si tratta di un mestiere che non si smette mai di apprendere: “Si matura, si invecchia, si affrontano tante esperienze, si crescono i figli e quei figli crescono, e poi si hanno altri figli, e ricomincia tutto da capo. Diventa più facile? Più difficile? Ogni figlio è un caso a sé stante? Vai avanti a tentativi”. Per Brolin, la balena del film è “è una metafora degli estremi a cui dobbiamo arrivare per imparare qualcosa e per raggiungere uno stato di semplice gratitudine per il solo fatto di esistere. Credo che, con l’avanzare dell’età, io abbia raggiunto quello stato: gli ostacoli non sono più problemi, ma opportunità per imparare, e quando vedo arrivarne uno, invece di nascondermi mi galvanizzo all’idea di poter imparare qualcosa, perché mi sento molto più a mio agio nel provare disagio rispetto a un tempo”. Per preparare i figli alla vita, però, secondo Josh Brolin, è necessario non essere eccessivamente protettivi: “Oggi coccoliamo troppo i nostri figli, li cresciamo nella bambagia, e loro fanno quasi più da genitori a noi di quanto noi non facciamo con loro. Penso sia importante lasciare che i nostri figli affrontino delle difficoltà oggi perché un domani non siano impreparati”.

Anche lui, Brolin, da giovane è stato costretto a affrontare delle difficoltà, e sono state queste che, in qualche modo, l’hanno fatto diventare un attore, “quasi per caso”. “Ero stato sbattuto fuori di casa e sono finito a dormire sul divano di mio padre”, racconta. “È stato allora che ho pensato: ‘Josh devi darti una raddrizzata, perché fai una vita autodistruttiva e sei sulla strada sbagliata’. Ho quindi provato a iniziare a recitare, anche se venivo rifiutato tutte le volte: mi dicevano che non avevo esperienza, che non ero bravo, che avrei dovuto cercarmi un altro mestiere. Invece di scoraggiarmi, tutto questo mi ha motivato, e spinto a impegnarmi di più. Ma c’è voluto del tempo. Quando ho avuto la fortuna di ottenere la mia parte in I Goonies, ero arrivato al mio 350° provino, ed è stato solo più tardi, quando ho iniziato a fare teatro, che ho capito davvero che dono fosse essere un attore e uno scrittore, perché potevo esplorare costantemente quello che più mi affascina, ovvero la condizione umana, quella totale assurdità di cui non verrai mai a capo ma che è affascinante esplorare e cercare di capire”.



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venerdì 16 ottobre 2026

Dietro Dune - Parte 3 c'è una motivazione inaspettata: la confessione di Denis Villeneuve

Dune si concluderà con un terzo film: a dichiararlo da tempo è stato Denis Villeneuve, che in una recente intervista ha spiegato perché ha voluto realizzare un terzo capitolo con protagonista ancora una volta Paul Atreides, diventato Imperatore.

Dopo il successo di Dune nel 2021 e del sequel diretto Dune – Parte 2 distribuito nel 2024 con un cast guidato da Timothée Chalamet, Denis Villeneuve ha realizzato un terzo capitolo di Dune in uscita a dicembre 2026 sul grande schermo e, in una recente intervista, il regista ha spiegato come questo film si differenzierà dagli altri e soprattutto perché.

Dune – Parte 3, Denis Villeneuve spiega che doveva completare la saga e precisa la principale differenza con i precedenti film

Ai microfoni di Empire, Denis Villeneuve è partito da principio spiegando perché ha voluto proporre al pubblico un terzo film: “L’idea era quella di provare a realizzare un film che avesse lo stesso DNA - è un film di Dune - ma che fosse molto diverso. Ha un ritmo diverso. Ritroviamo gli stessi personaggi, ma questa volta il mondo è completamente cambiato. Le loro psiche, la loro prospettiva sulla realtà sono totalmente cambiate e Paul vive con il peso di ciò che ha creato, cercando di trovare una via d’uscita da questa spirale di violenza”.

Anche se i personaggi sono sempre gli stessi, Villeneuve anticipa che saranno diversi rispetto ai precedenti film e il merito è del lungo salto temporale che Dune – Parte 3 affronterà, riportando il pubblico al cospetto di Paul Atreides ma 17 anni dopo gli eventi di Dune – Parte 2. Dopo aver adattato due film dai romanzi di Frank Herbert, il regista ha deciso che era arrivato il momento di fermarsi con Messiah. “Ho pensato: ‘Forse è una buona idea tornare a questo progetto, non per nostalgia, non perché mi manchi, ma al contrario: ne sono stufo. Voglio essere sicuro di trattare il materiale con rigore. Di non essere compiacente. Ho pensato: ‘Quando avrò finito, avrò bisogno di un razzo potentissimo per allontanarmi da Arrakis’. Quando mi è stato chiesto di dirigere il prossimo Bond, ho detto: ‘Ok, è proprio questo che mi serve’. Missione compiuta”.

Nel cast di Dune – Parte 3 ritroveremo Timothée Chalamet come Paul Atreides, Zendaya come Chani, Florence Pugh come Irulan, Robert Pattinson come Scytale, Rebecca Ferguson come Lady Jessica, Ida Brooke come Ghanima, Jason Momoa come Duncan Idaho e Anya Taylor-Joy come Alia Atreides.



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giovedì 15 ottobre 2026

The Batman 2, subentra un nuovo regista: Matt Reeves rompe il silenzio

Non molto tempo fa è stata annunciata una pausa delle riprese di The Batman 2. Il regista Matt Reeves ha dovuto allontanarsi dal set per motivi personali e da allora non è più tornato, scatenando paure e dubbi tra i fan che da anni attendono un nuovo capitolo dedicato a Bruce Wayne sotto la sua guida.

Ora è emerso un nuovo dettaglio che se da un lato fa ben sperare nel rispetto della data prevista del film, dall’altro scatena ulteriori interrogativi sul ruolo di Matt Reeves. Considerata l’impossibilità del momento, il regista è stato sostituito con un altro nome che potrà portare a termine le riprese principali. A tale proposito si è espresso anche Matt Reeves, cercando di rincuorare i fan più preoccupati.

The Batman 2 prosegue con le riprese, ma con la guida di un altro regista: il commento di Matt Reeves

The Batman 2 ha impiegato più tempo del previsto a prendere forma dietro le quinte e ha modificato più volte la data d’uscita, fermandosi a febbraio 2028. L’allontanamento recente di Matt Reeves dal set ha prontamente scatenato i dubbi tra i fan: riuscirà The Batman 2 a rispettare la tabella di marcia? A quanto pare sì, ma con l’aiuto di un nuovo regista che sostituirà Matt Reeves.

Leggi anche The Batman 2 non si farà più? Cosa c'è dietro lo stop alle riprese

Secondo quanto riferito da Deadline, Steven Soderbergh prenderà il suo posto completando così le riprese principali di The Batman 2, ma sempre seguendo la visione di Matt Reeves. Come riferito in una nota stampa: “Poiché Matt Reeves è impegnato in una questione familiare, Steven Soderbergh, in quanto ammiratore del lavoro di Matt, lo ha contattato e interverrà, con il pieno supporto di DC Studios, per aiutare lo sceneggiatore e regista a completare le ultime settimane di riprese principali di The Batman 2. Matt e Steven lavoreranno a stretto contatto con gli attori e la troupe per realizzare la visione di Matt del film”.

A sua volta anche Steven Soderbergh, regista conosciuto per film come Sesso, bugie e videotape, Magic Mike e Ocean’s Eleven, ha condiviso una dichiarazione: “Ho trovato il lavoro di Matt Reeves su The Batman straordinario; era intenzionale, specifico e rigorosamente coerente. L'obiettivo qui è lavorare con Matt e il suo team per produrre materiale che si integri perfettamente con quello già girato, in modo che Matt possa completare correttamente il suo film”.

Dopo la diffusione della notizia, via X Reeves ha pensato di placare gli animi commentando quanto deciso: “Solo per essere chiari, non sto lasciando The Batman Part II. Sono profondamente grato a Steven per essere venuto in mio aiuto durante questo periodo difficile per aiutarmi a completare le riprese principali. Grazie a tutti per la vostra preoccupazione”.



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