mercoledì 12 agosto 2026

Abruzzimaginarium: il primo parco immersivo che racconta l'identità di una regione tra teatro, cinema, scienza e natura

Un territorio può essere raccontato come un'esperienza da vivere?
Può la cultura diventare un viaggio immersivo capace di unire teatro, cinema, ricerca scientifica, paesaggio e memoria?
È questa la sfida di Abruzzimaginarium, il nuovo parco esperienziale ideato da Manuele Morgese, direttore artistico del Cinema Teatro Zeta, che sarà inaugurato il 3 settembre nel Parco del Cinema Teatro dell'Aquila.

Inserito nel programma ufficiale di L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, Abruzzimaginarium rappresenta un progetto unico nel panorama italiano: un luogo in cui il patrimonio culturale, artistico e naturalistico dell'Abruzzo viene raccontato attraverso installazioni immersive, scenografie, tecnologie audiovisive e percorsi multisensoriali pensati per coinvolgere adulti, famiglie e bambini. Notoriamente, la regione è stata il set di numerosi film della storia del cinema come Ladyhawke, Il nome della Rosa, ...continuavano a chiamavano Trinità, The American e Un mondo a parte.
Realizzato in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e Abruzzo Film Commission, il parco si sviluppa attraverso cinque grandi cupole geodetiche interconnesse, ognuna dedicata a un diverso aspetto dell'identità abruzzese.

Abruzzimaginarium: cosa offre il parco

Il percorso conduce il visitatore dalla grande tradizione teatrale regionale alla storia del cinema girato in Abruzzo, passando per la Cupola delle Scienze, che ospita un moderno planetario e propone un viaggio dedicato alla ricerca scientifica e alle eccellenze del territorio, con la supervisione scientifica dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN. Si prosegue con l'Abruzzo in miniatura, un racconto in scala dei monumenti simbolo della regione, fino alla Piccola Casa delle Farfalle, concepita con la supervisione dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, dedicata alla biodiversità e al patrimonio naturalistico. Le cinque cupole custodiscono scenografie teatrali, materiali storici, proiettori d'epoca, installazioni multimediali e contenuti immersivi che trasformano la visita in un'esperienza culturale partecipativa, capace di unire divulgazione, spettacolo ed emozione.

Abruzzimaginarium rappresenta il punto di arrivo di un percorso artistico e culturale avviato da Manuele Morgese oltre quindici anni fa. Dopo aver realizzato nel 2012 la prima sala privata di pubblico spettacolo in Abruzzo e aver successivamente ampliato la struttura trasformandola nel Cinema Teatro Zeta, Morgese compie oggi un nuovo passo con la costruzione di cinque padiglioni dedicati alla cultura, alla divulgazione e all'esperienza immersiva. Un progetto che rappresenta il coronamento del percorso artistico e culturale del Teatro Zeta e del suo fondatore, ma anche un'importante occasione di crescita per la città dell'Aquila, destinata ad arricchirsi di uno spazio permanente dedicato alla valorizzazione della propria identità culturale, scientifica e naturalistica.

"Vogliamo raccontare l'Abruzzo non semplicemente mostrandolo, ma facendo entrare il pubblico dentro le sue storie, i suoi paesaggi e la sua cultura", spiega Manuele Morgese. "Abruzzimaginarium nasce dall'incontro tra memoria e innovazione e vuole offrire un'esperienza multimediale e multidisciplinare capace di coinvolgere spettatori di tutte le età. L'inserimento nel programma di L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 rafforza la vocazione del progetto a sperimentare nuovi linguaggi per la valorizzazione del patrimonio culturale e identitario del territorio".

Abruzzimaginarium: il programma inaugurale

L'inaugurazione del parco darà il via a cinque giornate di spettacoli e iniziative dedicate alle famiglie. Il 3 e 4 settembre andrà in scena "Spettacolo Spettacolare", grande omaggio al mondo Disney con la direzione artistica di Manuele Morgese e un cast composto da circa settanta artisti tra allievi delle più prestigiose scuole di danza della città, i cantanti Matteo Siddi e Roberta Gaviano, ballerini, acrobati, performer, musicisti e attori.

Il 5 e 6 settembre sarà invece la volta di un concerto dedicato ai grandi musical italiani e internazionali, degli spettacoli degli artisti di Disequilibre e dei laboratori creativi per bambini, mentre il 7 settembre il programma si concluderà con musica dal vivo e DJ set. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre possibile visitare la straordinaria riproduzione in mattoncini LEGO della Basilica di Collemaggio, realizzata dall'artista sardo Maurizio Lampis, che condurrà anche laboratori dedicati ai più piccoli.

Con un unico biglietto sarà possibile accedere all'intero percorso immersivo delle cinque cupole, accompagnati da guide specializzate, vivendo un'esperienza della durata di circa un'ora che unisce cultura, spettacolo, divulgazione scientifica e valorizzazione del territorio. Più che un parco tematico, Abruzzimaginarium si propone come un nuovo modello di narrazione culturale, capace di trasformare il patrimonio materiale e immateriale di una regione in un'esperienza contemporanea, accessibile e coinvolgente. Un progetto che guarda al futuro della promozione territoriale attraverso linguaggi innovativi, facendo dialogare cultura, creatività e turismo.



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Robin Hood - Il Prezzo del Sangue: torna al cinema l'eroe in una inedita e affascinante versione con Hugh Jackman

Se pensate di aver visto tutte le versioni possibili del mito di Robin Hood, vi sbagliate. Dal 12 agosto arriva al cinema con I Wonder Pictures un film che ribalta la leggenda, mostrandola da un'altra affascinante angolazione. Parliamo di Robin Hood – Il prezzo del sangue di Michael Sarnoski con un magistrale Hugh Jackman. Scordatevi gli allegri comparo in calzamaglia, impegnati in acrobatici combattimenti col palo. a cavalcioni su un tronco sospeso sul fiume, lo sceriffo di Nottingham, le imboscate alle carrozze dei ricchi per donare soldi e preziosi e distribuirli ai poveri. Qua si parla proprio della leggenda di Robin Hood, e se c'è Little John e viene citata anche Lady Marian, la storia che si racconta è molto più realistica e cruda, anche se gli storici non sanno nemmeno se l'abile arciere di cui da secoli si narra, prima oralmente, poi in forma scritta, sia un personaggio realmente esistito.

Robin Hood – Il prezzo del sangue: la storia

Michael Sarnoski, giovane regista rivelatosi con due film acclamati dalla critica come Pig e A Quiet Place - Giorno 1, si rifà per il suo film ad una ballata del diciassettesimo secolo, scritta dunque 4 secoli dopo la supposta esistenza del protagonista, “The Death of Robin Hood”. Fa dunque riferimento agli ultimi giorni di vita del personaggio, trascorsi in un convento. Nel film, Robin è vecchio e stanco, perseguitato dai figli, fratelli e nipoti di coloro che ha depredato e ucciso. Ritrova Little John, suo fedele compagno di scorribande, che gli chiede di aiutarlo a riprendere quella che è diventata sua moglie, la figlia e la fattoria. Quando Robin resta ferito nell'azione, viene trasportato dall'amico in un convento su un'isola, gestito da una giovane priora, che lo accoglie e lo cura senza fare domande, ignorando quanto le loro vite siano intrecciate. Ma il passato di sangue dell'uomo riuscirà a raggiungerlo anche lì.

Robin Hood – Il prezzo del sangue: un cast in stato di grazia

Siamo abituati al trasformismo di Hugh Jackman, capace di passare dal film drammatico e intimista come The Son, al rutilante musical di The Greatest Showman, al cinecomic in cui indossa i panni del mutante Wolverine. Ma stavolta l'attore australiano si è superato, rendendosi quasi irriconoscibile sotto una fluente capigliatura grigia e un barbone che nasconde in parte un volto deturpato dalle cicatrici (per chi lo vedrà in originale, la sua voce mette i brividi). Nel ruolo di un Robin Hood che smentisce il suo stesso mito, e che conserva alcune delle caratteristiche del personaggio pur essendo un molto più realistico brigante medievale, Jackman aderisce perfettamente al personaggio e ha raccontato di questa esperienza:

Ho letto diversi libri al riguardo. Se volete credere che sia esistito, troverete delle prove che lo confermano, ci sono testimonianze di persone attraverso i secoli, fin dal 1100. Ed è cambiato: fino al 1500 era solo un fuorilegge, una persona orribile, un racconto morale. Poi, come le cose hanno iniziato a cambiare politicamente in Inghilterra, c'è stato l'inizio di quella credenza in una ribellione dei servitori all'aristocrazia e ai proprietari terrieri ed è nato questo eroe culturale che sovvertiva le cose e rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ma anche all'inizio, se guardiamo bene, era un cattivo con alcuni tratti onorevoli e aveva delle regole come “non fare del male alle donne”. Perciò nessuno della sua banda feriva le donne, e se qualcuno gli mentiva, lui gli dava luna seconda possibilità e quindi pian piano è diventato un eroe. Questi miti nascono per uno scopo, per soddisfare un bisogno pre esistente.

Al fianco di Jackman nel ruolo di Little John c'è un altro noto attore, abituato a rendersi irriconoscibile sotto l'aspetto di mostruose creature di fantasia come Pennywise e Nosferatu, ovvero lo svedese Bill Skarsgard, che per una volta non indossa una maschera ma ha un aspetto mutato dai segni di una vita violenta. Nella parte della priora Brigid, troviamo l'attrice inglese Jodie Comer, la cui sorte si intreccia in modo bizzarro con quella dell'uomo che a sua insaputa le ha fatto del male. E dalla saga fantahorror di A Quiet Place, Sarnoski porta il sempre più bravo Noah Jupe, nel ruolo molto credibile di un adolescente in cerca di vendetta.

Robin Hood: il mito tramandato oralmente e codificato dal cinema

Se la visione di Sarnoski è quella di un Medioevo cupo e violento, dove i gelidi inverni irlandesi prendono il posto dei verdi boschi inglesi in cui siamo abituati a vedere Robin e i suoi “uomini in calzamaglia”, per citare una celebre parodia di Mel Brooks, è il cinema ad aver cementato l'immagine eroica di un personaggio la cui esistenza affonda nel mito. Impossibile non ricordare i film di cappa e spada che lo hanno visto protagonista, dal Robin Hood del 1922 con l'atletico Douglas Fairbanks Jr. a quello guascone col bellissimo volto di Errol Flynn nel film La leggenda di Robin Hood di Michael Curtiz del 1939, di cui tutte le ragazze dell'epoca si innamorarono e che definì anche nel costume la figura dell'arciere. Nel 1955 il regista inglese Lindsay Anderson in Le avventure di Robin Hood diresse il protagonista Richard Green in un film virtualmente dimenticato, mentre un Robin anziano, reduce dalle Crociate, apparve nel 1976 in Robin e Marian di Richard Lester, con una toccante interpretazione di Sean Connery. Nel 1991 fu la volta di Robin Hood - La leggenda, con Patrick Bergin, che racconta come un nobile divenne un bandito, e nello stesso anno il ruolo fu ricoperto da Kevin Costner in Robin Hood - Principe dei ladri, diretto dall'attore stesso. Abbiamo già citato la spassosa parodia di Robin Hood – Un uomo in calzamaglia, con Cary Elwes, on cui due anni dopo Mel Brooks prende in giro sia la versione di Costner che il classico con Flynn. A dimostrare il successo continuo del personaggio, che ogni attore anela ad interpretare, nel 2010 arriva il Robin pià burbero di Russell Crowe nel film di Ridley Scott, mentre nel 2018 il Robin di Taron Egerton, nel film di Otto Bathurst, racconta in parte la storia delle origini del personaggio, ma fino alla versione di Michael Sarnoski nessuno ha riletto la leggenda in modo così originale, nemmeno la Disney nel suo classico animato del 1973, in cui Robin è una volpe antropomorfa.

Qualunque sia la versione che preferite, se non temete di immergervi nelle atmosfere plumbee e sanguinarie di un film che si interroga sulla costruzione stessa del mito, noi vi raccomandiamo di non perdere al cinema Robin Hood - Il prezzo del sangue, che aggiunge un tassello prezioso a un personaggio immortale, reale o immaginario che sia, dal 12 agosto al cinema.



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martedì 11 agosto 2026

Pretty Princess 3, finalmente parla Julie Andrews: la Regina Clarisse tornerà o no nel sequel?

Da anni i fan di Pretty Princess continuano a chiedersi se Julie Andrews tornerà mai a Genovia. La domanda è rimasta a lungo sospesa tra dichiarazioni prudenti e possibilità accennate, mentre il terzo film prendeva lentamente forma. Ora, però, quella risposta è finalmente arrivata direttamente dalla protagonista. A 90 anni, Andrews ha parlato del nuovo capitolo della saga e ha chiarito, per la prima volta in modo ufficiale, quale sarà il suo ruolo in Pretty Princess 3.

La risposta, purtroppo, non lascia spazio a interpretazioni: Julie Andrews non sarà nel film. L'attrice, che oggi ha 90 anni, ha purtroppo confermato la sua assenza in un'intervista rilasciata a TODAY.com il 10 agosto, esprimendosi per la prima volta in modo netto. “Non sarò nel film2 ha dichiarato, mettendo così fine alle speculazioni.

Julie Andrews non sarà in Pretty Princess 3

Andrews ha spiegato che la storia del nuovo film sarà diversa e che, a suo avviso, è arrivato il momento di lasciare che sia Mia Thermopolis (Anne Hathaway) a occupare completamente il centro della scena.

Penso che la storia debba continuare con la principessa Mia. È la sua storia. Non è davvero la mia.

La decisione, dunque, sembra legata anche all'evoluzione naturale della saga. Nel primo film, uscito nel 2001, Andrews interpretava la regina Clarisse, nonna di Mia e sovrana di Genovia, chiamata a trasformare la goffa adolescente di San Francisco nella principessa destinata a ereditare il trono.

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Nel sequel del 2004, Principe Azzurro Cercasi, Mia era ormai pronta a diventare regina. Dopo aver scoperto che la legge genoviana prevedeva che dovesse sposarsi prima di salire al trono, la giovane finiva coinvolta in un complicato triangolo sentimentale con Nicholas Devereaux, interpretato da Chris Pine. Alla fine, Mia riusciva a cambiare la legge e a diventare regina senza dover rinunciare all'amore. Clarisse, intanto, lasciava il trono dopo aver sposato Joe, interpretato da Héctor Elizondo. Una conclusione che rende possibile il passaggio di testimone al nuovo capitolo, ma che rende anche particolarmente dolorosa l'assenza di Andrews.

Anne Hathaway aggiorna sul film: la storia è cambiata

Quella di Andrews non è però l'unica novità importante arrivata nelle ultime settimane. A luglio, Anne Hathaway ha parlato del progetto, spiegando che gli sceneggiatori hanno trovato una nuova direzione per la storia. Il lavoro sul copione, infatti, è ripartito quasi da zero dopo quella che l'attrice ha definito una sorta di svolta narrativa.

“Penso che abbiamo avuto una svolta nella storia - ha raccontato Hathaway - Penso che ci stiamo muovendo nella direzione giusta”. L'attrice ha anche ammesso che il nuovo percorso ha richiesto di ricominciare il lavoro sulla sceneggiatura, ma che il team è finalmente convinto di aver trovato la versione giusta del film. Resta invece ancora incerta la tempistica della produzione.

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La star di Odissea ha spiegato che la sua gravidanza, e l'arrivo del suo terzo figlio, hanno reso difficile stabilire quando potrà effettivamente iniziare le riprese. A dirigere Pretty Princess 3 sarà Adele Lim, sceneggiatrice di Crazy Rich Asians e regista di Joy Ride, che raccoglierà l'eredità di Garry Marshall, scomparso nel 2016 dopo aver diretto i primi due capitoli.

Chi tornerà in Pretty Princess 3?

L'assenza di Julie Andrews apre inevitabilmente una domanda sui personaggi che ritroveremo nel nuovo film. Per il momento, il ritorno di Chris Pine nei panni di Nicholas Devereaux non è stato confermato. Lo stesso vale per Heather Matarazzo, interprete della migliore amica di Mia, Lilly Moscovitz. Qualche indizio in più arriva invece da Robert Schwartzman, che nel primo film interpretava Michael Moscovitz, il primo interesse sentimentale di Mia e fratello di Lilly.

L'attore ha rivelato nel 2025 di aver avuto dei primi contatti per un possibile ritorno, anche se negli ultimi anni si è concentrato soprattutto sulla regia e sulla produzione. Un altro elemento interessante arriva da Meg Cabot, autrice dei romanzi originali da cui è nata la saga. A giugno ha raccontato di aver letto una prima versione della sceneggiatura di Pretty Princess 3, definendola semplicemente “straordinaria”.

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Perché Julie Andrews ha detto no?

In realtà, le parole pronunciate oggi da Andrews non arrivano completamente a sorpresa. Già nel 2022 l'attrice aveva spiegato che un suo ritorno sarebbe stato probabilmente impossibile, sottolineando quanti anni fossero ormai trascorsi dal secondo film. Nel 2024 era stata ancora più prudente, osservando che a volte è meglio “lasciare stare una cosa buona” invece di continuare a sfruttarla fino a esaurirla.

Allo stesso tempo, Andrews aveva lasciato aperta una piccola porta, dicendosi felice all'idea che potesse essere realizzato un nuovo film, pur senza aspettarsi di prendervi parte. Ora, però, quella possibilità è definitivamente sfumata. Per i fan della saga resta comunque un piccolo paradosso: Pretty Princess 3 nasce proprio per riportare il pubblico a Genovia, ma dovrà farlo senza una delle figure che più di tutte hanno contribuito a renderla memorabile.

Ad ogni modo, Andrews sarà la protagonista di un nuovo documentario targato Disney in uscita il prossimo anno . "Sono un po' nervosa - ha confessato - Ma penso che, alla mia età, sia probabilmente il momento giusto per accettare di farlo".



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Camp Rock 3, Demi Lovato riprenderà ufficialmente il ruolo di Mitchie Torres

A quanto pare Demi Lovato non potrà fare a meno di Camp Rock. L’amatissima popstar tornerà là dove tutto è iniziato. Il pubblico affezionato la ricorderà perfettamente come Mitchie Torres, protagonista indiscussa di Camp Rock lanciato da Disney Channel nel 2008 con il supporto dei Jonas Brothers. Tra i progetti musical più apprezzati del periodo insieme a High School Musical, Camp Rock ha ottenuto il via libera per un sequel nel 2010 intitolato Camp Rock 2: The Final Jam e, a distanza di 16 anni, è di nuovo sullo schermo a partire dal 14 agosto 2026 con un terzo capitolo che non rinuncerà alla sua ex protagonista.

Camp Rock 3 non farà a meno di Demi Lovato: confermato il ritorno di Mitchie Torres

Finora il nome di Demi Lovato era stato associato a Camp Rock soltanto dietro le quinte, coinvolta come produttrice del terzo film. Ma, a distanza di pochi giorni dal debutto in streaming su Disney+ (previsto per il 14 agosto 2026), Entertainment Weekly ha confermato che l’attrice e cantante e la sua Mitchie Torres appariranno in Camp Rock 3. Una notizia che ha prontamente rallegrato i suoi fan.

Apparsa per la prima volta accanto a Joe Jonas, Nick Jonas e Kevin Jonas in Camp Rock del 2008, Demi Lovato ha sviluppato appieno la sua carriera come attrice e come cantante. Mitchie, il suo personaggio, arriva al prestigioso campo estivo musicale e finisce per catturare l’attenzione di Shane Gray, il frontman dei Connect 3. E, sulle note di This Is Me, Camp Rock e Demi Lovato hanno conquistato rapidamente il pubblico di tutto il mondo. Al momento dell’annuncio, l’attrice era stata confermata soltanto come produttrice esecutiva, ma ora il suo cameo è stato confermato.

Il terzo capitolo coinvolgerà una nuova generazione di talenti alle prese con un’importante sfida: i Connect 3 arrivano al campo con l’intenzione di scovare la band che aprirà il loro tour di reunion, accendendo la miccia artistica tra i presenti. Tempo fa la regista Veronica Rodriguez aveva commentato l’assenza di Mitchie spiegando a EW: “Non si può parlare di Camp Rock o fare un film su Camp Rock senza fare riferimento a lei. Adoriamo Mitchie. Quello che posso dire è che il pubblico dovrebbe essere entusiasta di rivedere alcuni dei personaggi originali. Dovrebbero provare tutte quelle vibrazioni nostalgiche. Abbiamo cercato di inserire più elementi possibili in questo film, alcune scene iconiche, i Jonas Brothers come Connect 3 e persino Connie, la mamma di Mitchie, ha un ruolo importante. Quindi Mitchie è a tutti gli effetti un personaggio in questo film, in questo mondo, e dovremmo sicuramente percepirla, perché è un'icona, amata e fa parte dell'eredità di Camp Rock”.



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Reboot X-Men: Tempesta, Uomo Ghiaccio e Angelo nel nuovo film Marvel?

Continuano ad emergere nuove voci di corridoio sul reboot degli X-Men e questa volta l’indiscrezione punterebbe a due nuovi personaggi da inserire e una possibile interprete per Tempesta, tra i personaggi più apprezzati del franchise principale lanciato al cinema dal 2000.

L’uscita di Spider-Man: Brand New Day ha confermato il debutto di una mutante preziosa, interpretata da Sadie Sink e che rivedremo presto anche nel reboot degli X-Men attualmente in fase di sviluppo. Jean Grey è la prima conferma del prossimo capitolo dedicato ai mutanti nel contesto del Marvel Cinematic Universe, mentre si vocifera dell’ingresso di Samara Weaving e Kit Connor rispettivamente come Emma Frost e Ciclope. Nuove voci di corridoio avrebbero puntato ad altri personaggi.

X-Men, si ampliano sempre più le voci di corridoio sul reboot: in arrivo Tempesta, Uomo Ghiaccio e Angelo?

Secondo quanto emerso da un post dei Critics Choice Awards, come riporta ComicBook, l’attrice Jayme Lawson sarebbe attualmente in lizza per interpretare Tempesta, tra i personaggi più amati del franchise un tempo interpretata da Halle Berry. Il possibile casting di Jayme Lawson era stato preso in considerazione anche dai fan tempo fa e, pur non avendo ottenuto una conferma ufficiale da parte dei Marvel Studios, è bastata una semplice indiscrezione a scatenare l’euforia tra i fan. Nonostante l’entusiasmo, al momento resta una voce di corridoio non ancora confermata. Tempo fa, anche Bethany Antonia di House of the Dragon aveva manifestato apertamente il suo interesse nei confronti del personaggio di Tempesta.

Un’altra voce di corridoio punterebbe ad altri due personaggi degli X-Men in arrivo nel prossimo reboot. Secondo l’esperto di scoop James Mack, il reboot potrebbe accogliere anche Angelo e Uomo Ghiaccio. Per chi non ricorda la storia, in principio il team degli X-Men dei primi fumetti degli Anni ’60 era composto da Ciclope, Marvel Girl (Jean Grey), Bestia, Uomo Ghiaccio e Angelo. Successivamente, nel 1975, la formazione ha poi accolto altri personaggi come Tempesta, Colosso, Nightcrawler e Wolverine. L’ingresso di Jean Grey nel MCU potrebbe aver suggerito una pista interessante da seguire: introdurre un gruppo di adolescenti potenti che uniscono le forze per affrontare i mutanti malvagi sotto la guida del Professor X.



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lunedì 10 agosto 2026

Bella Thorne prende il controllo di Spring Breakers 2

Spring Breakers - Una vacanza da sballo sta per tornare: il sequel è stato approvato e vedrà il coinvolgimento a tutto tondo di Bella Thorne. Secondo quanto confermato da Entertainment Weekly, l’attrice di Time Is Up figurerà nel progetto non solo come attrice protagonista, ma anche dietro le quinte come sceneggiatrice e regista.

Dopo il successo del primo capitolo diretto da Harmony Korine e distribuito nel 2012 con un cast composto da Selena Gomez, Ashley Benson, Vanessa Hudgens e Rachel Korine, Spring Breakers - Una vacanza da sballo ha ottenuto il via libera per un sequel a distanza di 14 anni. Ma cosa sappiamo sul progetto?

Bella Thorne pienamente coinvolta nello sviluppo del sequel di Spring Breakers

È di nuovo tempo di vacanze di primavera e il merito è tutto di Bella Thorne, che si occuperà del sequel di Spring Breakers - Una vacanza da sballo sotto ogni punto di vista. Non solo reciterà come attrice protagonista guidandone il cast, ma la Thorne sarà attiva anche dietro le quinte lavorando alla sceneggiatura e anche alla regia.

Tra i sequel più attesi dal pubblico nostalgico, Spring Breakers 2 non ha ancora rivelato il suo titolo ufficiale, ma rivedrà a bordo anche gli storici produttori Chris e Roberta Hanley. In merito al nuovo progetto e al lavoro in corso, Bella Thorne ha dichiarato in una nota stampa: “L'originale Spring Breakers è stato un punto di riferimento culturale iconico, e assumere la regia di questo sequel è un progetto da sogno per me. Sono profondamente grata a Chris e a Roberta Hanley per avermi affidato il loro mondo. Sono sempre stata attratta dalle storie che esplorano il lato più sfrontato e senza filtri della cultura giovanile e non vedo l’ora di realizzare un’esperienza adrenalinica e selvaggia che renda omaggio al primo film, tracciando al contempo un percorso tutto suo”.

Anche i produttori hanno commentato il talento di Bella Thorne: “Dopo aver visto un primo montaggio del film d'esordio di Bella, Color Your Hurt, io e Roberta abbiamo subito riconosciuto in lei un talento registico audace e dirompente, nonché una nuova voce creativa. Il suo stile visivo e la sua capacità di intrecciare persone comuni non professioniste con attori affermati hanno conferito alla sua versione della storia un'autenticità disarmante che ci ha completamente conquistati. L'abbiamo invitata a portare la stessa energia grezza al suo progetto Spring Breakers, e la sua sceneggiatura offre un punto di vista femminile completamente nuovo. Non si tratta di un sequel tradizionale. È la visione singolare di Bella, che cattura il DNA ribelle del film originale per una nuova generazione”.

Come riporta EW, seguendo l’esempio del primo film, anche il sequel di Spring Breakers si concentrerà su un gruppo di cinque ragazze coinvolte in una festa sfrenata durante le loro vacanze di primavera rendendosi infine conto di non essere mai state ospiti, ma bersagli. Mary Vernieu, direttrice dei casting, supportata da Jessica Kelly guideranno i casting internazionali alla ricerca di talenti emergenti che affiancheranno Bella Thorne in questa nuova avventura cinematografica. Ai microfoni di Call Her Daddy, l’attrice ha commentato il successo del primo film: “Quello è stato un momento culturale davvero significativo, in cui tutte le ragazze stavano diventando donne e si interrogavano su cosa significasse essere donna e su come questo avrebbe influenzato il resto della loro vita. E poi ci sono queste ragazze che fanno queste cose in questo film. Era un film pensato per il grande schermo”. Sul sequel, ha anticipato: “C'è una carica pazzesca in questo film. Voglio dire, dall'inizio alla fine, è una bomba. Ci stiamo divertendo un mondo. Se volete andare al cinema e divertirvi, vi divertirete sicuramente con questo film. È una spassosa follia. È quello che dicono tutti quando leggono la sceneggiatura: una spassosa follia”.



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Wonka 2: prima l'allarme sullo stop, poi la smentita di Warner Bros e il chiarimento dello sceneggiatore

Che fine ha fatto Wonka con Timothée Chalamet? Il sequel diretto che racconta le origini dell’amatissimo cioccolatiere, nato dapprima su carta grazie a Roald Dahl ne La fabbrica di cioccolato, ha rallentato la corsa, ma non è stato ancora archiviato. A condividere novità in merito è stato lo sceneggiatore coinvolto nella produzione.

Distribuito nel 2023 con la regia di Paul King, Wonka è nato come prequel de La fabbrica di cioccolato raccontando le origini di un giovane Willy Wonka nei primi anni da cioccolatiere. Con un incasso di oltre 634 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di 125 milioni di dollari, Wonka ha poi ottenuto il via libera per un sequel la cui produzione tarderebbe a decollare. Ad offrire un aggiornamento in merito è stato lo sceneggiatore Simon Farnaby.

Wonka 2 a che punto è? Lo sceneggiatore offre un aggiornamento sui rallentamenti del sequel

In un’intervista con Variety, Simon Farnaby ha rivelato che l’ostacolo principale per la realizzazione di un sequel di Wonka è proprio il suo protagonista: Timothée Chalamet. A detta dello sceneggiatore, l’attore “vorrebbe farne un altro, ma non è sicuro dei tempi o di cosa voglia fare dopo”. Ecco perché, secondo Farnaby, il sequel sarebbe stato rimandato a tempo indeterminato.

Warner Bros, però, poco dopo ha cercato di fare chiarezza tramite una dichiarazione via e-mail precisando che “le notizie che suggeriscono un ritardo di Wonka 2 sono completamente false. Il team creativo di Wonka è al lavoro sul prossimo capitolo”. Una smentita che ha prontamente rincuorato i fan e ripresa subito dallo sceneggiatore, che via X ha cercato di offrire maggiore contesto alle dichiarazioni precedenti: “Le mie dichiarazioni sono state prese un po' fuori contesto da alcune persone. Non ho assolutamente detto che Wonka 2 non si farà. Un sequel è sempre stato nei piani. Ci stanno lavorando tutti con grande impegno. La WB è intenzionata a farlo. C'è un'ottima sceneggiatura scritta da me e Paul. Timmy vuole farlo (come ho già detto!), si tratta solo di incastrare gli impegni e assicurarci che sia fantastico come sappiamo che può essere - e queste cose richiedono un po' di tempo. Chiedo scusa per il malinteso”.

Wonka racconta di come Willy sia diventato poi il proprietario celebre della Fabbrica di Cioccolato. Il prequel segue i suoi primi passi come aspirante cioccolatiere: il suo obiettivo è aprire la sua cioccolateria alle Galeries Gourmet, ma la notizia non renderà felice i suoi rivali, che faranno di tutto per ostacolare il suo successo. Grazie alla sua performance nel film, Timothée Chalamet ha ottenuto una candidatura ai Golden Globes 2024 come migliore attore in una commedia.



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