mercoledì 3 giugno 2026

Coyote vs. Acme prende in giro Avengers: Doomsday nel nuovo trailer

La Ketchup Entertainment ha diffuso un nuovo teaser trailer per Coyote vs. Acme, la commedia in tecnica mista che esce negli USA il 28 agosto. Questa volta si prende in giro la campagna di teaser di Avengers: Doomsday.

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The Batman 2, parla Robert Pattinson: La verità sul suo fisico e cosa dobbiamo aspettarci sul set

Robert Pattinson ha offerto un aggiornamento sulle riprese di The Batman 2 e ha colto l’occasione per difendere il suo fisico da supereroe entrato nel mirino dei fan. Diretto da Matt Reeves, The Batman ha ottenuto un buon riscontro tra pubblico e botteghino, favorendo così la realizzazione di un sequel diretto intitolato The Batman 2, in arrivo ad ottobre 2027 sul grande schermo.

Nel frattempo, dietro le quinte è tutto pronto: la produzione ha preparato il terreno per avviare le riprese e, a tale proposito, Pattinson ha raccontato di più del fitto programma da rispettare per preservare la data d’uscita già fissata. Al tempo stesso, l’attore ha difeso il suo fisico, criticato da alcuni fan.

The Batman 2, Robert Pattinson difende il suo fisico dalle critiche e svela di più sulle riprese in arrivo

Ai microfoni di GQ, Robert Pattinson ha affrontato la sua versione di Bruce Wayne, impegnato in una sorta di thriller poliziesco a Gotham City. A partire dal primo film, il suo Batman ha incassato diverse critiche da parte dei fan, soprattutto per il suo fisico a detta di alcuni “poco da supereroe”. A distanza di tempo da allora, Robert Pattinson ha deciso di affrontare quelle critiche e, ai microfoni di GQ, ha ammesso che, nonostante le critiche per il suo aspetto fisico, si è impegnato molto a livello fisico per quel film. E, in vista del sequel, ha previsto l’installazione di una palestra in casa: “Tutti mi dicevano: ‘Non ti sei allenato per niente’. Ma mi allenavo tutti i santi giorni. Anche dopo, sembro ancora uno che non si allena. Mi allenavo due volte al giorno, dalle tre del mattino”.

Pattison ha ricordato anche della battuta fatta durante un’intervista, quando ha affermato che l’esercizio fisico non è poi così “cool”, ma quelle parole hanno sortito l’effetto di un boomerang. A tale proposito, ha spiegato: “Era soltanto qualcosa che ho detto in un’intervista per scherzare, per sembrare figo”. Durante la stessa intervista, Robert Pattinson ha offerto anche un aggiornamento in merito alle riprese di The Batman 2, spiegando che sono previste 11 settimane di riprese notturne. “L’ho sentito dire allo stuntman l’altro giorno, ma nessuno mi aveva ancora mandato il programma”.

Oltre a Robert Pattinson di ritorno come Bruce Wayne, in The Batman 2 troveremo ancora una volta Jeffrey Wright e Andy Serkis, come commissario Gordon e Alfred. Al cast si uniscono anche Sebastian Stan e Scarlett Johnasson, che dovrebbero interpretare Harvey e Gilda Dent. Torna anche Colin Farrell come il Pinguino e tra le novità spicca anche Charles Dance.



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martedì 2 giugno 2026

I migliori film in streaming di Idris Elba, che interpreta Man-At-Arms in Masters of the Universe

L’arrivo nelle sale italiane ed internazionali Master of the Universe riporta sul grande schermo il carisma e la versatilità di Idris Elba. Ed è proprio al talentuoso attore londinese che vogliamo dedicare i nostri consueti cinque film in streaming. Buona lettura.

 I migliori film in streaming interpretati da Idris Elba, nel cast di Masters of the Universe

  • Prometheus
  • Pacific Rim
  • Molly’s Game
  • The Harder They Fall
  • A House of Dynamite 

Prometheus (2012)

Il primo cineasta di culto a offrire a Elba una parte importante sul grande schermo è addirittura Ridley Scott, il quale lo chiama come potente capitano della nave. I suoi duetti con la protagonista Charlize Theron sono indubbiamente tra le cose migliori di Prometheus, film di fantascienza che lavora meglio da solo che come prequel di Alien. Lo spettacolo è notevole dal punto di vista visivo, il cast formato anche da Noomi Rapace, Michael Fassbender, Guy Pearce consente al pubblico di divertirsi e gustare personaggi a tratti deliranti. Non mancano i momenti horror, ma nel complesso il film si presenta come un enorme spettacolo di fantascienza. Siamo lontani dall’originale, ma ci si diverte. Ed Elba offre una prova sostanziosa. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Netflix, TIMVision, Disney +.

Pacific Rim (2013)

Grandioso spettacolo per amanti di disaster-movie, robot contro mostri giganteschi e tutto il resto. Guillermo del Toro mette in scena un guilty pleasure maestoso e scatenato,  cui Elba partecipa insieme a Charlie Hunnam, Rinko Kikuchi, Charlie Day, Burn Gorman e Ron Perlman. Pacific Rim è uno dei migliori film d’evasione del nuovo millennio, pieno di ritmo  di trovate cinematografiche portentose. Il finale è robusto, la sceneggiatura ritmata al punto giusto. Onestamente ci si diverte sotto ogni punto di vista. Peccato che al botteghino sia andato benino ma non benissimo, ne avremmo voluti vedere molti altri diretti da Benicio. Infatti il sequel è piuttosto tremendo…Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW.

Molly’s Game (2017)

Chiamato addirittura da Aaron Sorkin per il suo esordio dietro la macchina da presa, Elba risponde con una prova perentoria e stringata, la quale ottimamente supporta una volitiva e audace Jessica Chastain. Ispirato a una storia vera, Molly’s Game è un film sulla tenacia e sull’avidità, sul desiderio di affermazione personale a ogni costo. I duetti tra la protagonista e il padre Kevin Costner sono enormi, il resto è cinema magnificamente scritto. La regia è ancora lievemente acerba, ma Sorkin si rifarà in seguito. Il suo cinema si conferma denso di significati, potente nell’esposizione, incentrato su persone vere e senza stereotipi attaccati. Nomination all'Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Dovuto. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Rai Play, NOW.

The Harder They Fall (2021)

Jeymes Samuel dirige questo western funambolico e scatenato in versione all-black: Elba è il cattivissimo criminale che domina tutto e tutti,  cui si oppone il giovane protagonista. The Harder They Fall è un lungometraggio di genere iperbolico, pieno di trovate visive notevoli ma senza troppo costrutto narrativo. Il risultato è comunque godibile, anche perché quando ammiri recitare anche Regina King, Zazie Beets, LaKeith Stanfield, Delroy Lindo, Danielle Deadwyler, ecco che il gioco è fatto. La parte del leone la fa però Elba, che dimostra di divertirsi un mondo nei suoi monologhi anfitrioni e  smodati. Film quasi gradasso, che però sa quel che vuole mettere in scena. Disponibile su Netflix.

A House of Dynamite (2025)

Chiudiamo col grande film diretto da Kathryn Bigelow, la quale adopera l'esperimento narrativo di raccontare la stessa storia per tre volte di fila al fine di mettere in scena i vari lati di un possibile attacco nucleare. A House of Dynamite possiede una prima parte che è un capolavoro, dominata da una Rebecca Ferguson. Poi la tensione cala nei successivi due episodi ma sale l’empatia, la coesione tra i personaggi, il terrore dell’impossibilità di fermare la devastazione. Grande esercizio di stile al servizio di una storia purtroppo estremamente veritiera. FIlm che avrebbe meritato di partecipare alla stagione dei premi come protagonista. Peccato davvero sia stato ignorato. Elba è protagonista notevole del terzo atto, quello che contiene i valori morali della storia. Asfissiante e necessario. Disponibile su Netflix.



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Gene Wilder, arriva il biopic del grande attore di Frankenstein Junior

Scomparso nel 2016, Gene Wilder è stato uno dei più grandi attori comici di Hollywood: normale ricordare Frankenstein Junior e Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, ma la sua carriera iniziò molto prima sul palcoscenico, alla fine degli anni Cinquanta, per poi concludersi nei primi Duemila. Lui stesso raccontò la sua vita, per cui oggi il regista Dito Montiel ha deciso di tradurla per il grande schermo, in un biopic targato Intrinsic Value Films e Mgmt Entertainment. Ci domandiamo chi avrà il coraggio di vestire i panni di Gene. Leggi anche Mel Brooks celebra l'indimenticabile Gene Wilder: "Mi manca, quando è morto ero inconsolabile"

Gene Wilder raccontato in un biopic di Dito Montiel

Narra la leggenda che Gene Wilder decise di diventare un attore a 11 anni: era il 1944 e da allora impegnò tutto sé stesso per diventare un inattaccabile professionista. Ricevette due nomination all'Oscar, una come miglior attore non protagonista in Per favore, non toccate le vecchiette (1969) e un'altra per la miglior sceneggiatura non originale di Frankenstein Junior (1974), quest'ultima condivisa con Mel Brooks, regista di entrambi i film: sodale, partner artistico e grande fraterno amico. Sono comunque entrate nel mito altre sue interpretazioni, come quella di Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato (1971) e Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974), nonché commedie meno blasonate ma comunque in grado di garantire quel tot sicuro di audience in ogni palinsesto, nei decenni: Wagon-lits con omicidi (1976), Non guardarmi: non ti sento (1989), insieme alla sua regia La signora in rosso (1984), volano per l'iconica "I Just Called to Say I Love You" di Stevie Wonder (anche se tra le regie occupa un posto nel nostro cuore il delirante Il fratello più furbo di Sherlock Holmes, esordio dietro alla macchina da presa nel 1975). C'è tanto da raccontare non solo della carriera, ma anche della vita di Gene Wilder, da lui stesso riassunte nella caustica autobiografia "Baciami come uno sconosciuto. La mia ricerca dell'amore e dell'arte" (2006), includendo la sua storia d'amore con la moglie e collega Gilda Radner, prematuramente scomparsa per un cancro.
Il regista Dito Montiel si è sentito in dovere di accettare di dirigere il copione di Jeremy Roth, con l'intenzione di raccontare l'uomo dietro all'indimenticabile maschera: "Gene Wilder è stato tra le poche persone in grado di essere allo stesso tempo più buffo e più triste di chiunque fosse in una stanza con lui, in quel momento. Non è un personaggio, è una vita. Non potevo dire di no." In attesa di sapere chi avrà l'ardire di reincarnarsi per noi in Wilder sul grande schermo, ricordiamo che Montiel fu Leone d'Argento a Venezia per il suo debutto con Guida per riconoscere i tuoi santi (2006).



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I sette mariti di Evelyn Hugo ha una regista: il film Netflix passa nelle mani della star di Pitch Perfect

Da tempo I sette mariti di Evelyn Hugo attendeva un aggiornamento consistente e quel giorno è finalmente arrivato. Il progetto, arenatosi, potrebbe presto attivare i motori ed è tutto merito della nuova regista associata al progetto. Il suo nome potrebbe aver già catturato l’attenzione, ancor di più se associato ad un adattamento cinematografico tratta dall’opera letteraria di Taylor Jenkins Reid.

Il romanzo, pubblicato nel 2017, ha venduto oltre 24 milioni di copie in tutto il mondo tradotto in 43 lingue, anche grazie alla forte spinta ricevuta da TikTok e dalla community del BookTok, restando in classifica dei bestseller del New York Time per settimane. Il progetto cinematografico, invece, ha accusato una forte battuta d’arresto con la perdita della regista precedentemente associata al film. Ora, però, secondo Deadline un altro talento avrebbe ottenuto l’incarico.

I sette mariti di Evelyn Hugo, il film ha finalmente scelto la sua regista: tutto quello che sappiamo sull’adattamento diretto da Anna Kendrick

C’è chi ha imparato a conoscerla grazie a Pitch Perfect, chi la ricorderà probabilmente anche nella saga cinematografica di Twilight e chi l’ha adorata accanto a Blake Lively in Un piccolo favore: Anna Kendrick non è soltanto un’attrice, ma anche una regista e darà prova di sé alla guida di I sette mariti di Evelyn Hugo. In precedenza, ha diretto Woman of the Hour nel 2023, per cui I sette mariti di Evelyn Hugo rappresenta il suo secondo lungometraggio da regista, realizzato sempre in collaborazione con Netflix. Ad occuparsi della sceneggiatura è invece Francesca Sloane, partita dalla prima bozza di Liz Tigelaar. Taylor Jenkins Reid, l’autrice del romanzo, è stata coinvolta nel film come produttrice esecutiva.

La trama di I sette mariti di Evelyn Hugo racconta di una diva hollywoodiana ormai sul viale del tramonto che intende raccontare la storia della sua vita soltanto ad una persona: Monique Grant. La donna è una giovane reporter quasi sconosciuta, ma che ai suoi occhi rappresenta la perfetta candidata per redigere la sua biografia. A Monique, racconterà della storia dei suoi sette mariti e della sua unica e grande storia d’amore inedita. Ma perché scegliere proprio Monique? E perché si è decisa soltanto adesso? Seduta nel suo splendido appartamento di Manhattan, Monique ascolta le parole di Evelyn Hugo e, man mano che la storia procede entrando nel dettaglio, Monique si ritrova ben presto a considerare che le loro vite sono come intrecciate da un segreto.

Prima di Anna Kendrick, ad occuparsi dell’adattamento cinematografico di I sette mariti di Evelyn Hugo era Maggie Betts. Pare, poi, che abbia abbandonato il progetto, seppur non siano state condivise informazioni in merito. Prima ancora, quel ruolo era stato affidato anche a Leslye Headland, a sua volta chiamatasi fuori dal progetto. Per Taylor Jenkins Reid, si tratta di un nuovo adattamento tratto da un suo romanzo dopo il successo della miniserie Daisy Jones & The Six per Prime Video. Ora non resta da capire chi interpreterà l’amatissima diva protagonista.



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Lex Luthor è pronto alla battaglia: primo sguardo all'iconica armatura in Man of Tomorrow

A quanto pare Lex Luthor non starà a guardare quando tornerà sul grande schermo in Man of Tomorrow, sequel diretto di Superman lanciato al cinema nel 2025 con la regia di James Gunn. È stato proprio quest’ultimo, di recente, ad offrire un succoso aggiornamento in merito alle riprese del film, offrendo un primo sguardo ad un dettaglio tecnico che riguarda proprio il personaggio interpretato da Nicholas Hoult.

Introdotto in Superman, Lex Luthor ha dato del filo da torcere a Kal-El. In Man of Tomorrow, invece, i due dovranno mettere da parte ogni rancore passato per affrontare insieme una nuova, spietata minaccia che vuole nuocere la Terra. Dietro le quinte, Nicholas Hoult starebbe testando l’armatura che Lex utilizzerà per scendere in campo di battaglia.

Man of Tomorrow, James Gunn offre un primo sguardo all’armatura di Lex Luthor: a cosa serve?

Via social, il regista e sceneggiatore James Gunn ha offerto ai fan più curiosi un primo assaggio di quella che sarà l’iconica armatura di Lex Luthor traendo spunto proprio dai fumetti DC. Da quanto mostrato nella nuova immagine condivisa dal set, l’armatura di Lex è stata realizzata con effetti pratici, per cui non sarà tutto in CGI.

Nei fumetti, Lex Luthor utilizza la Warsuit per riequilibrare le forze con Superman. Si tratta di armature sviluppate dalla LexCorp, ma nella prima immagine mostrata da James Gunn non appare il logo dell’azienda in questione sulla corazza di Lex. Qualora dovesse realmente trarre spunto da quanto narrato nei fumetti, l’armatura indossata da Luthor dovrebbe conferirgli maggiore resistenza, forza e capacità di volare e sarebbe l’unica alternativa da utilizzare contro una minaccia extraterrestre come Brainiac, introdotto già da tempo come nuovo villain in arrivo.

Indossando quell’armatura, Lex Luthor potrebbe prendere parte attivamente allo scontro senza perdere la vita all’istante. Inoltre, grazie all’armatura, Lex potrà portare avanti il suo senso di superiorità nei confronti di Kal-El già introdotto in Superman. Se nel precedente film, Lex ha mosso ogni azione tenendo conto del proprio ego, in Man of Tomorrow tenterà quantomeno di essere alla pari di Superman, indossando una tuta tecnologica che gli permetta di affiancare la sua nemesi in campo.

Dopo il successo al botteghino di Superman, film che lanciato ufficialmente il DCU sul grande schermo, James Gunn torna alla regia e alla sceneggiatura di Man of Tomorrow, sequel diretto attualmente in fase di produzione che offrirà a David Corenswet ancora una volta lo spazio da protagonista. Il suo Clark Kent verrà affiancato da Lex Luthor di Nicholas Hoult, ma non è chiaro quanto durerà questa traballante alleanza. Nel cast ritornano anche Rachel Brosnahan, Skyler Gisondo, Isabela Merced, Frank Grillo, Nathan Fillion e Edi Gathegi, mentre tra le novità figurano Lars Eidinger e Aaron Pierre.



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lunedì 1 giugno 2026

1997: Fuga da New York torna con Zack Snyder, ma nel remake spunta anche John Carpenter

Zack Snyder sembrerebbe tornare alle origini, poiché il prossimo progetto in cantiere è un remake. Tutto ha avuto inizio nel 2004, quando Snyder ha diretto il remake di Zombi (Dawn of the Dead) intitolato L’alba dei morti viventi, addentrandosi ufficialmente sul grande schermo come regista. A distanza di più di vent’anni da allora, il suo nome è stato poi fortemente associato all’universo dei supereroi DC, da L’uomo d’acciaio a Justice League.

Tra non molto, invece, dovrebbe occuparsi del remake di 1997: Fuga da New York, annunciato qualche mese fa in occasione del CinemaCon 2026 da Studiocanal. Intitolato in lingua originale Escape from New York, il film in questione è stato distribuito nel 1981 con la regia di John Carpenter e con protagonista Kurt Russell. A distanza di quarantacinque anni da allora, Zack Snyder si occuperà di un remake.

1997: Fuga da New, il remake sta prendendo forma e ha finalmente scelto il suo regista

Secondo quanto riferito da The Hollywood Reporter, Zack Snyder è stato ingaggiato non solo per occuparsi della regia, ma anche della sceneggiatura del remake di 1997: Fuga da New York, il classico d’azione distopico di John Carpenter che ha introdotto al pubblico un antieroe freddo, dotato di benda sull’occhio e un tatuaggio a forma di cobra.

Leggi anche 1997: Fuga da New York, remake in arrivo per il cult di John Carpenter

Il remake sarebbe attualmente in fase di sviluppo, per cui ha compiuto passi in avanti considerato che la sua realizzazione era nell’aria da anni. L’idea, come riferisce The Hollywood Reporter, è quella di distribuire il remake di 1997: Fuga da New York nelle sale cinematografiche, ma non è stata ancora comunicata una presunta finestra d’uscita. Snyder figura anche come produttore del progetto insieme ai soci della sua casa di produzione Stone Quarry, Deborah Snyder e Wesley Coller. E pare che anche John Carpenter sia stato coinvolto nel remake come produttore esecutivo.

La storia di 1997: Fuga da New è ambientata in una realtà distopica in cui Manhattan era stata trasformata in una sorta di prigione di massima sicurezza. La criticità emerge nel momento il cui il presidente degli Stati Uniti d’America precipita d’improvviso nella città in rovina, portando con sé materiale sensibile che potrebbe cambiare il mondo per sempre. In suo soccorso arriva un ex militare diventato fuorilegge: il suo nome è Plissken e sarà costretto a salvare il presidente affrontando bande criminali, ex soci e persino l’esercito. Ad interpretare Plissken all’epoca è stato Kurt Russell, ma non è chiaro chi subentrerà nel remake. Come riporta The Hollywood Reporter, la visione di Zack Snyder per quanto segreta punterebbe ad un film più crudo e realistico, utilizzando effetti speciali pratici o location reali.



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