sabato 6 giugno 2026

Odissea, caos prevendite senza precedenti: siti in tilt e biglietti rivenduti fino a 10.000 dollari

L'attesa per Odissea ha ormai superato ogni previsione. A più di un mese dall'uscita nelle sale, il nuovo kolossal di Christopher Nolan sta facendo parlare di sé per un motivo assurdo: la corsa ai biglietti. La prevendita delle proiezioni in IMAX 70mm ha generato un'ondata di richieste tale da mandare temporaneamente in crisi i sistemi di alcune catene cinematografiche americane, mentre sul mercato secondario i ticket vengono già rivenduti a prezzi da capogiro.

Con un cast stellare guidato da Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway e Zendaya, e con la promessa di essere il primo lungometraggio girato interamente con cineprese IMAX, Odissea è senza dubbio uno degli eventi cinematografici più attesi del 2026.

I biglietti di Odissea: siti dei cinema in tilt e prezzi assurdi online

La prevendita è partita il 4 giugno e la risposta del pubblico è stata immediata. Secondo diverse testate americane, l'app e il sito di AMC Theatres hanno registrato rallentamenti e lunghissime code virtuali, con tempi d'attesa che, in alcuni casi, hanno sfiorato l'ora. La domanda si è concentrata soprattutto sulle proiezioni in IMAX 70mm, il formato preferito da Nolan e quello per cui il film è stato concepito. Il problema è che soltanto un numero molto limitato di sale negli Stati Uniti è attrezzato per ospitare questo tipo di proiezioni, rendendo i posti disponibili estremamente ambiti.

Come spesso accade quando la domanda supera l'offerta, non sono mancati gli speculatori. A poche ore dall'apertura delle prevendite, diversi biglietti per Odissea sono comparsi su eBay a cifre impressionanti. Tra gli annunci segnalati figurano due posti per una proiezione all'AMC Lincoln Square di New York messi in vendita a oltre 1.000 dollari e pacchetti di biglietti arrivati addirittura a 10.000 dollari. Molte altre inserzioni oscillano invece tra i 200 e i 300 dollari. Una situazione che sta suscitando aspre e comprensibili polemiche tra gli appassionati, costretti a contendersi un numero limitato di posti per assistere al film nel formato considerato ideale.

Perché tutti vogliono vedere Odissea in IMAX?

La risposta è semplice: Christopher Nolan ha costruito gran parte della sua carriera attorno all'esperienza cinematografica in grande formato. Da Il Cavaliere Oscuro in poi, il regista britannico ha utilizzato sempre più frequentemente le cineprese IMAX per aumentare il senso di immersione da parte del pubblico nei suoi film. Con Odissea ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, realizzando il primo lungometraggio della storia girato interamente con questa tecnologia. Per molti spettatori, quindi, vedere il film in IMAX non rappresenta un semplice optional, ma il modo più vicino possibile all'esperienza immaginata dal regista.

Leggi anche Chi sarà Elliot Page in Odissea: i personaggi più probabili (e quelli da escludere)

Il film adatta il celebre poema epico attribuito a Omero e racconta il lungo viaggio di Odisseo verso Itaca dopo la fine della guerra di Troia. Matt Damon interpreta l'eroe greco, mentre Tom Holland veste i panni del figlio Telemaco. Nel frattempo, a Itaca, numerosi pretendenti cercano di conquistare Penelope, interpretata da Anne Hathaway, convinti che Odisseo non farà mai ritorno. Nel cast figurano anche Zendaya, Robert Pattinson, Lupita Nyong'o, Charlize Theron ed Elliot Page.

È ancora presto per parlare di incassi, ma i segnali sono estremamente incoraggianti. Nolan arriva dal successo straordinario di Oppenheimer, capace di sfiorare il miliardo di dollari al box office mondiale e vincere sette Premi Oscar, compresi Miglior Film e Miglior Regia. L'estate 2026 vedrà l'arrivo di titoli molto attesi come Toy Story 5 e Spider-Man: Brand New Day, ma tutto lascia pensare che Odissea, in sala dal 16 luglio, sarà comunque uno dei maggiori eventi cinematografici dell'anno. E se la corsa ai biglietti è un'indicazione affidabile, il viaggio di Odisseo potrebbe iniziare con il vento già a favore.



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La stazione, il film di e con Sergio Rubini torna restaurato in Blu-ray, con doppio evento cinematografico

Curata da Home Movies, è in arrivo l'edizione Blu-ray della versione restaurata di La stazione, esordio alla regia di Sergio Rubini nel 1990: una storia intimista interpretata da lui stesso, Margherita Buy e dal compianto Ennio Fantastichini, tratta da una piece di Umberto Marino. Il regista sarà presente in due proiezioni evento: la prima sabato 6 giugno, nel corso del Milano Film Festival, sezione Fuoricinema, alle 19:00 presso Anteo Palazzo del Cinema. Si bisserà poi il 10 giugno alle 20:30 al Nuovo Sacher di Roma.

L'importanza di La stazione di Sergio Rubini, potenziata dal restauro

Pubblicato nella collana ART28, progetto di Cinecittà e Home Movies / Oblivion, La stazione di Sergio Rubini ritorna dopo un restauro in 4K eseguito nel 2021, da negativo scena e positivo colonna 35mm, presentato durante l'ultima Festa del Cinema di Roma.
Alla sua uscita nel 1990 La stazione fece parlare di sé, con una sensibilità particolare, nel ricavare un racconto universale da un contesto in apparenza chiuso e isolato. Erano gli anni in cui si cercava la forza di un orgoglioso prodotto "medio" (inteso non in senso dispregiativo), in grado di coinvolgere il pubblico in cerca di una bella storia, senza perdere per strada l'autorialità. Il lungometraggio ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui Nastro d’Argento, David di Donatello, Globo d’Oro, nonché il Kodak - Cinecritica e il Premio FIPRESCI alla 47° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Sergio Rubini commenta così quest'occasione: "Quando ho saputo che il mio primo film, La Stazione, era stato restaurato, sono stato attraversato da emozioni diverse: sorpresa, gioia, gratitudine. Con La Stazione è nata la mia storia di regista, e il pensiero è andato a quei giorni di trepidazione in cui, grazie e insieme a Domenico Procacci, produttore e amico fraterno, ci incamminammo all’inseguimento di un sogno che, poco alla volta, prese forma fino a diventare realtà. Trascorsi ormai tanti anni, mi ritrovo a commentare il recupero di quella pellicola e mi accorgo che il senso più profondo del restauro di un film ha qualcosa a che fare con la magia, ancora di più quando, come in questo caso, si tratta di un’opera prima: perché fa scorrere all’indietro le lancette del tempo e sembra regalarti anche un po’ di giovinezza. Un grazie di cuore a Cinecittà, che ha deciso di rimettere a lucido la copia e di riportare il film sugli schermi, permettendogli di tornare a vivere.”
La stazione racconta di Domenico, giovane capostazione in un piccolo centro [era S. Marco in Lamis, ndr], vive una routine meccanica, che una notte viene però spezzata da Flavia. La donna di famiglia ricca è in fuga da un uomo approfittatore e manesco, e vorrebbe prendere un treno per tornare dai suoi genitori, ma non passerà prima delle 6. Nonostante la timidezza estrema di Domenico, tra i due sembra nascere una speciale, gentile confidenza.



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I film di Marjane Satrapi: da Persepolis alla black comedy con Ryan Reynolds che sente le voci

La scrittrice e regista franco-iraniana Marjane Satrapi è morta all’età di 56 anni. La notizia è stata confermata in un comunicato ufficiale dell’Eliseo, che ha reso omaggio all'autrice candidata al Premio Oscar. Satrapi era nota soprattutto per la sua celebre serie di graphic novel Persepolis, successivamente adattata in un film d’animazione per adulti.

Secondo quanto riportato dalla BBC, il comunicato la definisce “una figura di spicco della cultura francese e un’artista profondamente legata ai valori della libertà”. La regista è scomparsa a un anno di distanza dalla morte del marito, Mattias Ripa. Anche il presidente francese Emmanuel Macron l’ha ricordata come “una grande artista che ha trasformato un’infanzia iraniana in una favola universale”. Persepolis racconta in forma autobiografica la sua esperienza di giovane donna cresciuta in Iran durante la Rivoluzione iraniana. Oltre all’adattamento animato dell’opera, Satrapi ha diretto diversi altri film, tra cui una commedia con Ryan Reynolds. Ecco tutte le sue esperienze da regista.

La Bande de Jotas (2012)

Satrapi ha scritto, diretto e interpretato questa folle commedia crime, in cui recita anche il marito Mattias Ripa. In La Bande de Jotas, Ripa e Stéphane Roché interpretano una coppia omosessuale che finisce nelle grinfie di una manipolatrice interpretata dalla stessa Satrapi, che li trascina in una spirale criminale. Il film ha un ritmo serrato, che lascia poco spazio alla riflessione, concentrandosi sull’assurdità delle azioni dei protagonisti. Il personaggio interpretato da Satrapi inserisce anche diversi riferimenti alla sua identità reale di artista iraniana in esilio a Parigi. Tuttavia, a differenza di altre sue opere, qui non emerge un messaggio politico esplicito: si tratta soprattutto di una commedia brillante ambientata in Spagna, accompagnata da una colonna sonora vivace.

Paris Paradis (2024)

Paradis Paris è stato l’ultimo film diretto da Satrapi prima della sua scomparsa. Si tratta di una commedia nera composta da più storie parallele, unite dal tema comune della morte. Il cast è ricco di nomi importanti, tra cui Monica Bellucci, Ben Aldridge, André Dussollier ed Eduardo Noriega. I personaggi, affascinanti e diversi tra loro, si confrontano con la morte per riscoprire un nuovo senso della vita. Bellucci interpreta una cantante d’opera narcisista che si risveglia in obitorio e scopre che pochissime persone si sono presentate al suo funerale. Uno stuntman riconsidera la propria carriera dopo un incidente, mentre una donna anziana stringe un patto con la Morte per poter vivere più a lungo. Una serie di storie che esplorano la fragilità e la bellezza dell’esistenza.

Pollo alle prugne (2011)

Seconda regia di Satrapi, Pollo alle prugne è tratto dalla sua graphic novel Chicken with Plums (2004). L’autrice ha collaborato nuovamente con Vincent Paronnaud, già co-regista di Persepolis. Il film racconta la storia di Nasser Ali (Mathieu Amalric), un celebre musicista nella Teheran degli anni ’50, che perde la voglia di vivere dopo che la moglie distrugge il suo violino preferito. Mentre attende la morte, si rifugia nei ricordi e nei sogni che lo portano a ripercorrere passato e futuro. Pollo alle prugne è stato apprezzato per la qualità visiva e per l'abilità di Satrapi nel bilanciare dramma e ironia, anche se alcuni spettatori hanno trovato questo alternarsi di registri disorientante. Nel cast, anche le 'nostre' Chiara Mastroianni e Isabella Rossellini.

Radioactive (2019)

Con Radioactive, Satrapi adatta il lavoro di un’altra artista. Il film, che non è stato distribuito nelle sale statunitensi a causa della pandemia di COVID-19, racconta la vita di Marie Curie ed è basato sulla graphic novel Radioactive: Marie & Pierre Curie: A Tale of Love and Fallout di Lauren Redniss. Rosamund Pike interpreta la scienziata protagonista. Pur con alcune fragilità nella sceneggiatura, la sua performance è stata ampiamente apprezzata. Alcuni eventi della vita di Curie sono stati modificati per esigenze narrative, generando anche alcune controversie.

The Voices (2014)

In questa commedia horror dai toni surreali, Ryan Reynolds interpreta Jerry Hickfang, un uomo affetto da schizofrenia che diventa un serial killer. Il cast include anche Gemma Arterton, Jacki Weaver e Anna Kendrick. Le allucinazioni del protagonista lo portano a dialogare con i suoi animali domestici e persino con la testa mozzata delle sue vittime. The Voices, dalla vivace estetica pop e dai toni da black comedy, mette in scena con ironia disturbante la fragilità mentale del protagonista. L’interpretazione di Reynolds è stata particolarmente apprezzata dalla critica.

Persepolis (2007)

Persepolis rappresenta indubbiamente il titolo più celebre di Marjane Satrapi. Diretto insieme a Vincent Paronnaud, il film ha ottenuto la candidatura all’Oscar come Miglior film d’animazione e riconoscimenti anche ai Golden Globe e ai BAFTA. L’opera racconta in forma autobiografica l’infanzia e la crescita della regista in Iran, durante e dopo la Rivoluzione islamica. Il bianco e nero essenziale dell’animazione contribuisce a rendere ancora più potente il racconto, considerato una delle opere più importanti del cinema d’animazione contemporaneo.



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venerdì 5 giugno 2026

Anna Faris e Regina Hall rivelano perché non sono tornate per Scary Movie 5

Non potremmo pensare ad un film di Scary Movie senza Cindy e Brenda, interpretate rispettivamente da Anna Faris e Regina Hall, eppure il franchise ha offerto anche questa possibilità al pubblico, realizzando un film senza entrambe: nel 2013, al cinema è stato lanciato Scary Movie 5, un film che ha fatto a meno delle migliori amiche. Da allora sono trascorsi tredici anni, ma ben 25 dall’ultima volta che i co-sceneggiatori Marlon Wayans e Shawn Wayans sono stati coinvolti nel franchise di Scary Movie. In vista del sesto, il team creativo e il cast originale hanno unito le forze riunendo la famiglia per un nuovo capitolo all’insegna della parodia, ma sia Anna Faris che Regina Hall hanno di recente affrontato la mancata presenza in Scary Movie 5, spiegando perché hanno preferito non farne parte.

Perché Cindy e Brenda hanno detto no a Scary Movie 5? Parlano le attrici

Sono trascorsi tredici anni dall’ultima volta che Scary Movie è approdato al cinema, ma il film in questione ha dovuto fare a meno di due grandi pilastri: Cindy e Brenda. Entrambe sono state coinvolte in Scary Movie 6, disponibile in sala dal 4 giugno 2026, ma la loro assenza non è passata inosservata in Scary Movie 5 e, a distanza di anni, le attrici hanno commentato la scelta di non apparire.

Ai microfoni di Entertainment Weekly, hanno offerto più di una motivazione dietro la decisione di non essere coinvolte in Scary Movie 5, ma la prima riguarda un accordo stipulato tra loro: non avrebbero mai girato uno Scary Movie l’una senza l’altra. “Credo che Cindy e Brenda, agli occhi dei fan, siano decisamente le migliori. Anche se sono le amiche più improbabili di sempre. Non si sa in quale universo reale potrebbero essere amiche”, ha raccontato Regina Hall.

Sopravvissute ad un serial killer, ad una casa infestata, ad una videocassetta maledetta e persino ad un’invasione aliena, Cindy e Brenda hanno affrontato numerose avversità. Il loro legame d’amicizia è alquanto bizzarro, soprattutto nel momento del bisogno, che termina in genere con Brenda che scappa lasciando Cindy da sola ad affrontare il suo destino: “Brenda è una pessima amica, in ogni film. Farebbe di tutto pur di non aiutare Cindy. Cindy però vede l’amore in lei. È questo il punto. E vede molto in Cindy. Adoro il fatto che la gente apprezzi la loro dinamica, e penso che abbiano una grande intesa proprio perché sono così diverse. Cindy è così gentile e dolce, e Brenda... lei non è così gentile e dolce”, ha aggiunto la Hall.

L’attrice ha poi puntualizzato perché non hanno girato Scary Movie 5: “Una delle cose più importanti per noi, da sempre, è sempre stata la sensazione che se l'altro fosse stato presente, ce l'avremmo fatta. È quello che è successo in Scary Movie prima di questo. Non abbiamo fatto entrambe le cose. Pensavo: se non lo facciamo entrambe, non sarebbe giusto avere una senza l'altra. Sono come una Laverne e Shirley dei nostri tempi”. Anna Faris ha raccontato che i responsabili di Dimension Films, come riporta EW, non l’hanno contattata: “Non mi hanno chiesto di partecipare a Scary Movie 5. Mi piace pensare che sia stato per soldi, ma non ne ho la certezza”. Ha poi aggiunto: “E comunque non l’avrei fatto senza Regina”.

Scary Movie e Scary Movie 2 sono stati diretti da Keenen Ivory Wayans e scritti da un team guidato dai suoi fratelli, Marlon e Shawn, distribuiti rispettivamente nel 2000 e nel 2001. Successivamente Scary Movie 3 e Scary Movie 4 sono stati realizzati senza i Wayans, ma Anna Faris e Regina Hall hanno ripreso i rispettivi ruoli nel franchise con David Zucker alla regia e Craig Mazin alla guida della sceneggiatura. Scary Movie 5, infine, ha potuto contare su David Zucker, ma ha dovuto fare a meno delle due migliori amiche, puntando su Simon Rex e Charlie Sheen apparsi in Scary Movie 3.



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Ricchi... da Morire - Delitti in Famiglia: l'identità del film è nelle mani di Glen Powell e Margaret Qualley

Ah, i patrimoni! Questi sfasciafamiglie.
Che ci sia capitato o meno di trovarci coivolti in una distribuzione delle fortune di un capofamiglia, in prossimità della sua morte, il meccanismo narrativo lo conosciamo bene. Ci sono commedie che hanno raccontato discendenze pronte a farsi la guerra sulle clausole testamentarie, ispirandosi anche ai legami parentali di dinastie realmente esistenti, come The Estate (2022) e Caro zio Joe (1994). Ma quando screditare gli altri infidi parenti non basta più, è necessario ricorre a qualcosa di più "definitivo".
Si inserisce in questo filone Ricchi... da morire - Delitti in famiglia, una dark-comedy corrosiva ispirata liberamente al classico film britannico del 1949 Kind Hearts and Coronets (uscito da noi con il titolo Sangue Blu).

La storia segue Becket Redfellow, interpretato da Glen Powell, un uomo della classe operaia che scopre che un'enorme fortuna di famiglia è a portata di mano, a patto che riesca a eliminare (definitivamente, appunto) i parenti benestanti che si frappongono tra lui e la sua eredità. Insieme a Powell, il film annovera nel cast Margaret Qualley, Jessica Henwick, Topher Grace e Ed Harris. Scritto e diretto da John Patton Ford (già autore dell'ottimo I crimini di Emily del 2022), il film si presenta come un'elegante satira sociale su ricchezza e privilegi che ripiega abilmente sul thriller psicologico con toni surreali.
Ricchi... da morire - Delitti in famiglia sarà distribuito in Italia da Lucky Red e arriverà nei cinema dal 17 giugno. Qui sotto il trailer del film.

Glen Powell: la movie star dei tempi moderni





Pochi attori hanno sperimentato un'ascesa così costante e attentamente gestita come quella di Glen Powell. Dal 2003 in poi, l'attore si è formato artisticamente con la cosiddetta gavetta, recitando in ruoli minori in numerosi film indipendenti, serie TV e cortometraggi. La prima vera soddisfazione arriva nel 2012 con una piccolissima parte in un film enorme come Il cavaliere oscuro - il ritorno. Il suo showreel si arricchisce e due anni dopo è sul set de I mercenari, l'operazione nostalgica di Sylvester Stallone con un parterre di star del genere action di cui lo stesso Powell dirà "non cosa ci facessi io in quel cast".

Texano, biondo, occhi cerulei, fisico atletico e mascellone, il 37enne Powell è disegnato per essere un eroe del cinema americano. Il suo primo ruolo da co-protagonista glielo offre Richard Linklater con Tutti vogliono qualcosa (2016), ma gli servono un'altra decina di ingaggi, tra cui una parte di contorno in Il diritto di contare (2016), prima della svolta in Top Gun: Maverick. È il 2022 quando il film con Tom Cruise esce in sala con quasi tre anni di ritardo, a causa dei vari lockdown, trasformando Powell in una attrazione per il pubblico mainstream. L'industria hollywoodiana, però, ha già capito di poter scommettere su di lui e lo fa assicurandoselo come protagonista di una serie di titoli a cavallo di action e commedia, come Tutti tranne te, Hit Man e Twisters.

A determinare il successo dell’attore è soprattutto la sua capacità di modernizzare il ritratto della star cinematografica così come viene percepita dal pubblico. Powell possiede il carisma di un protagonista tradizionale che gravita tra personaggi affascinanti, ambigui o persino ridicoli. Più cresce la fama, più l'auto-ironia è ben accolta. Invece di posizionarsi unicamente come eroe d'azione (vedi The Running Man), Powell ha costruito un'immagine di sé che è andata in diverse direzioni mettendo a frutto la sua versatilità. Quando Ricchi... da morire - Delitti in famiglia è l'ultimo titolo in ordine cronologico che gli permette di sperimentare un nuovo registro interpretativo nel quale, ancora una volta, dimostra si sapersi trovare a suo agio.

Margaret Qualley: rinascita artistica ad ogni ruolo





Se il percorso di Powell riflette la traiettoria di chi parte da zero e pazientemente si infila in ogni spiraglio che vede, la carriera di Margaret Qualley è decollata molto presto. La figlia dell'attrice Andie MacDowell ha inizialmente intrapreso studi di danza, poi abbandonati, per dedicarsi alla recitazione seguendo altri studi a Londra e a New York, poi interrotti anche quelli. Non che fosse una fannullona ma, semplicemente, gli ingaggi per lei sono arrivati subito. L'esordio al cinema è del 2013 in un piccolo ruolo in Palo Alto, diretto da Gia Coppola, ma è grazie alla serie The Leftovers (2014) che ottiene una parte significativa regalandole rapidamente una notevole visibilità.

Un altro piccolo ruolo per il cinema arriva con il film The Nice Guys del 2016, ma quell'anno è un'altra produzione a catapultarla al centro dell'attenzione di spettatori e industria hollywoodiana. Grazie ai lavori da modella che le hanno permesso di entrare nei settori fashion e beauty (sua madre è lo storico volto e ambasciatrice di L'Oréal), Qualley viene scelta per la campagna di profumi Kenzo World diventando protagonista di un delirante videoclip in cui, tra smorfie e snodate coreografie, asseconda la follia di quel genio di Spike Jonze. A questo punto sette film magari non memorabili, ma fondamentali per la sua crescita artistica, la separano dalla chiamata di Quentin Tarantino. Con il ruolo che il regista le affida in C'era una volta a... Hollywood (2019), la sua notorietà si consolida definitivamente.

Invece di inseguire la visibilità convenzionale dei blockbuster, Qualley ha scelto ripetutamente materiale non convenzionale. Progetti come le miniserie Fosse/Verdon e Maid, che le sono valse un ampio consenso, hanno dimostrato la volontà di abbracciare ruoli emotivamente impegnativi mettendo in evidenza la sua grande maturazione. Ha continuato ad alternare cinema d'autore e produzioni di prestigio, lavorando con registi attratti dalla sua capacità di proiettare contemporaneamente vulnerabilità, intelligenza e imprevedibilità. L'abbiamo vista in un doppio ruolo nel videogame Death Stranding di Hideo Kojima, in un cameo in Povere Creature di Yorgos Lanthimos che le ha aperto le porte per il successivo film del regista greco Kinds of Kindness, e naturalmente nel film fenomeno del 2024 The Substance.

Nel film Honey Don't (2025) poi, in cui è diretta da Ethan Coen, Qualley canta alcuni brani electro-pop della colonna sonora di cui ha successivamente realizzato i videoclip acquisendo lo pseudonimo di Lace Manhattan.
In sostanza, nell'ultimo decennio, è diventata una delle interpreti più richieste del settore proprio perché resiste a una facile categorizzazione. Sia che interpreti personaggi tormentati, figure oniriche o donne emotivamente complesse, Qualley trasmette un'originalità che spesso eleva il materiale che le viene affidato.

Ricchi... da morire: una dark comedy di grosso calibro





Mettere insieme questi due attori è per raccontare la storia di Ricchi... da morire - Delitti in famiglia è stata una delle migliori decisioni per dare il via al progetto. Glen Powell e Margaret Qualley creano insieme la dinamica centrale del film.
L'attore incarna Becket Redfellow, un outsider cresciuto lontano dalla sua famiglia d’origine, una dinastia ricchissima che lo ha rinnegato alla nascita. Determinato a reclamare ciò che ritiene suo di diritto, Becket mette in atto un piano tanto ambizioso quanto spietato. Il suo intento è quello di eliminare, uno dopo l’altro, tutti i parenti che lo separano dall’eredità miliardaria. L’incontro (e lo scontro) con Julia Steinway, interpretata dall'attrice, rimette tutto in discussione. La storia si annoda fino ad arrivare al confronto finale con il temuto capo famiglia, Whitelaw Redfellow, che ha il volto del grande Ed Harris.
Da oltre quarant'anni questo carismatico attore rappresenta una presenza unica nel cinema americano, un interprete capace di imporsi sullo schermo con una combinazione di autorevolezza, intensità e controllo raramente eguagliata. Da Uomini veri (1983) a Apollo 13 (1995), passando per The Truman Show (1998), Pollock (2000), A History of Violence (2005) e la serie Westworld (2016), Ed Harris ha costruito una carriera fondata su personaggi che non hanno bisogno di alzare la voce per dominare una scena. Il suo sguardo severo, la postura asciutta e la capacità di suggerire una minaccia costante anche nei momenti di apparente calma lo rendono la scelta ideale per incarnare il patriarca della famiglia Redfellow, figura che sembra concentrare in sé il peso di un'intera dinastia.

In una storia di eredità, privilegio e del fascino del potere, gli attori attingono proprio alle qualità che li hanno resi delle star per arricchire i temperamenti dei loro personaggi. Il risultato è uno spettro di situazioni sopra le righe che il regista John Patton Ford cavalca a briglia sciolta e che, paradossalmente, non appaiono nemmeno troppo implausibili.

Qui sotto il poster del film.



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Torna l'Era Glaciale (ma solo al cinema): il titolo ufficiale italiano, il primo trailer e la data di uscita

All'orizzonte, il sesto film della popolarissima saga d'animazione con protagonisti Sid, Manny, Ellie, Diego e Buck. Ecco il primo teaser trailer italiano di L'Era Glaciale: Punto di Ebollizione, in uscita nei cinema italiani il 4 febbraio 2027.

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giovedì 4 giugno 2026

Falso movimento, Wim Wenders decide il ritiro, per la scena di nudo di Nastassja Kinski a 13 anni

A cinquant'anni dall'uscita di Falso movimento di Wim Wenders, il regista ha accolto una richiesta di Nastassja Kinski, che nel film compariva in top-less, indossando solo slip, quando aveva appena tredici anni: l'attrice col passare degli anni aveva giudicato disturbante tutta la circostanza, chiedendo al regista di rimuovere la sequenza, fino alle sue recenti dichiarazioni d'accusa rilasciate in un'intervista al Sueddeutsche Zeitung a maggio. In seguito al clamore che si è creato nelle ultime settimane, Wenders ha usato i social per comunicare la sua decisione.

Wim Wenders cerca un accordo con Nastassja Kinski, per la scena di nudo di Falso Movimento

Falso movimento del 1975 racconta di un uomo che decide di diventare uno scrittore, partendo per Bonn e creando più o meno spontaneamente intorno a sé un gruppo di personaggi particolari: tra loro c'è l'acrobata adolescente Mignon, interpretata da Nastassja Kinski a tredici anni (il film segnò il suo esordio cinematografico). C'è tensione sessuale tra i personaggi, specificamente in una scena che col senno di poi ha creato un'enorme disagio nell'attrice: Kinski è tornata a chiedere il mese scorso la rimozione della sequenza, accusando Wenders all'epoca di non averla protetta adeguatamente all'epoca. Oggi l'ottantenne regista scrive su Instagram:

In quanto unico responsabile di Falso Movimento ancora vivente, riconosco che sarebbe stato necessario proteggere meglio Nastassja Kinski in quel momento. Per questa ragione mi scuso con te, Nastassja, senza riserve, senza se e senza ma.
La non-profit Fondazione Wim Wenders, che possiede il film, lo ritirerà da tutte le correnti forme di distribuzione e diffusione. Sarà richiesto a servizi di streaming, emittenti televisive e partner distributivi di interrompere il pubblico accesso al film.
Le tante reazioni, commenti e conversazioni degli ultimi giorni hanno giocato un ruolo significativo nel portarmi a comprendere meglio gli eventi di quel periodo. E di questo sono grato. Solo uno scambio aperto e rispettoso può condurci a riconsiderare le nostre posizioni e ridefinire le responsabilità.

Wenders ha anche aggiunto: "È necessario come società trovare modi appropriati per gestire le opere cinematografiche controverse del ventesimo secolo, per affrontare nuove consapevolezze e assumere prospettive inclusive, quando si parla di cinema." Il regista si è detto aperto a trovare una qualche forma d'accordo con Nastassja Kinski per rendere di nuovo disponibile il lungometraggio, anche se l'interessata aveva già espresso la sua preferenza per il taglio della scena. Non si sa ancora se una delle risposte in tedesco al messaggio di Wenders, comparsa su Instagram a nome di Kinski ma da account non verificato, sia davvero di Nastassja: ad ogni modo, il messaggio ironizza sulla capitolazione di Wim, solo dopo il polverone e non dopo le assidue richieste dell'attrice nel corso degli anni. Leggi anche In viaggio con Wim Wenders - Cinque capolavori da riscoprire: dal 22 giugno tornano al cinema 5 film del regista tedesco



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