È il primo dedicato a quella che viene chiamata nel volume "l'acrobata del cinema italiano". Curato da Federico Pedroni, contiene saggi di critici e studiosi, tra cui il nostro Federico Gironi.
Verrà presentato domani, sabato 10 agosto a Molisecinema, festival che si svolge da diciassette anni nel borgo di Casacalenda, il primo libro che sia mai stato dedicato a una delle interpreti simbolo del cinema italiano in patria e all'estero, Alba Rohrwacher, che sarà presente al Festival al fianco dei curatori del volume, Federico Pedroni e Federico Pommier Vincelli.
Intitolato "Alba Rohrwacher. L’acrobata del cinema italiano", il libro è il secondo della collana editoriale del festival, "Pagine di MoliseCinema", edita da Cosmo Iannone Editore, ed è già disponibile nelle librerie. Il volume si articola in dieci brevi saggi sui film che Alba Rohrwacher ha interpretato firmati da critici, giornalisti e studiosi di cinema, tra i quali il nostro Federico Gironi, che ha scritto di Troppa grazia di Gianni Zanasi. Gli altri autori sono poi Chiara Borroni, Daniela Brogi, Marianna Cappi, Francesco Castelnuovo, Mattia Carzaniga, Fabio Ferzetti, Emiliano Morreale, Mariapaola Pierini e Giacomo Ravesi.
A questi saggi si aggiungono sei testimonianze di registi con cui ha lavorato (Pupi Avati, Laura Bispuri, Saverio Costanzo, Giorgio Diritti, Costanza Quatriglio e Alice Rohrwacher) e una lunga intervista nella quale la stessa attrice racconta se stessa e il suo lavoro, con uno sguardo ugualmente rivolto al passato che l’ha formata e al futuro che la aspetta.
Questo è un estratto dall'introduzione del libro firmata da Federico Pedroni, seguita dalla copertina del libro, realizzata a partire da uno scatto di Fabio Lovino:
Eccentrica, esotica, estranea, non conforme, singolare, aliena, inafferrabile, enigmatica. Questi sono solo alcuni degli aggettivi che ricorrono, nelle pagine di questo volume, a proposito di Alba Rohrwacher, della sua recitazione, della sua fisicita cosi peculiare e irriducibile a canoni e schemi precostituiti. Perche nel cinema italiano degli ultimi vent’anni – equamente diviso tra commedia popolare e cinema rigorosamente d’autore – fatto spesso di attori intercambiabili che tendevano a ripetere sempre la stessa parte, Rohrwacher e il piu sfuggente e inclassificabile dei suoi volti ricorrenti, quello che nella reinvenzione fisica e interiore di ogni interpretazione ha costruito il suo percorso di attrice. Quando abbiamo deciso di dedicare ad Alba questo volume, abbiamo quindi avuto subito chiaro che dovevamo muoverci non in un percorso lineare ma piuttosto attraverso un racconto frammentato, un caleidoscopio attraverso cui provare a ricostruire un’unita di analisi attraverso una totale liberta di approccio, quella stessa liberta che ha improntato e impronta la carriera di un’attrice cosi particolare. La scelta quindi - conclude Pedroni - e stata quella piu possibilmente polifonica: dieci saggi di dieci autori diversi dedicati a dieci film (o gruppi di film) che restituissero a tutto tondo le capacita attoriali di Alba e la sua capacita di segnare – anche spesso con piccole parti – i film che ha interpretato. (…).

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