venerdì 11 maggio 2018

Quest'anno, a Cannes, il bianco e nero patinato si porta tantissimo


Cos'hanno in comune due film apparentemente diversissimi come Leto e Cold War, visti al Festival di Cannes in questi ultimi due giorni?
Sicuramente la provenienza da paesi dell'ex blocco comunista e il tratteggiarne, più o meno tangenzialmente, la storia.

Poi il ruolo importante, centrale, che la musica ricopre.
E, infine, quello di raccontare - con le debite differenze - storie d'amore più o meno appassionate e maledette che vedono la donna alle prese con le difficoltà legate alle scelte da fare nella loro vita, e con la loro più o meno legittima e giustificata volubilità (non me ne vogliano hashtaggatrici varie).

Più di tutto questo, però, hanno in comune l'utilizzo di un bianco e nero nitidissimo e patinatissimo, che non solo serve ai loro registi a storicizzare il racconto, ma anche a regalargli un'allure estetica che, alla fine dei conti, è più ruffiana che altro, e che applica un velo pubblicitario da profumo griffato ai volti delle loro due belle protagoniste, Irina Starshenbaum e Joanna Kulig.
Merito - o colpa, a seconda delle opinioni - dei direttori della fotografia Vladislav Opeliants e Lukasz Zal.
Sia come sia, quest'anno, a Cannes, il bianco e nero patinato si porta tantissimo.

Una scena tratta dal film Cold War:



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/2G6dH9T

via Cinema Studi - Lo studio del cinema è sul web

Nessun commento:

Posta un commento