lunedì 20 aprile 2020

La Disney sospenderà gli stipendi a 100 mila lavoratori dei parchi, mentre in borsa è in lieve rialzo


La speranza della prossima riapertura dei parchi ha creato un rimbalzo positivo in borsa per il titolo Disney, che ha deciso di sospendere il pagamento degli stipendi a quasi metà della propria forza lavoro.

La Walt Disney Co. Interromperà il pagamento degli stipendi a più di 100.000 dipendenti nel corso della settimana, quasi la metà della propria forza lavoro, in un tentativo di fronteggiare il blocco delle attività dovuto al coronavirus. Sono coinvolti i membri dei cast degli spettacoli nei vari parchi a tema, con un risparmio stimato di 500 milioni di dollari al mese nei parchi e negli hotel, che sono chiusi in Europa e Stati Uniti da quasi cinque settimane. Disney provvederà al pagamento completo dei benefit sanitari per le persone coinvolte dal provvedimento di congedo senza paga.

Questo taglio dei costi fissi così brutale, anche rispetto alla concorrenza, come Universal e Warner, sottoporrà a una forte pressione dell’opinione pubblica la reputazione dell’impero di Topolino, considerando oltretutto il dividendo pagato lo scorso mese di luglio agli azionisti di 1,5 miliardi di dollari. Lo staff coinvolto dovrà contare sugli aiuti pubblici eventualmente previsti. Al contrario di altre multinazionali, come L’Oréal e Total in Francia, che hanno rinunciato ad aiuti statali in segno di solidarietà con in contribuenti.

Nel mese scorso Disney ha alzato il debito e aperto nuove linee di credito, lasciando l’azienda con circa 20 miliardi cash a cui attingere nel caso di un calo. “Potrebbero affrontare la situazione” senza licenziare personale, ha dichiarato un analista al Financial Times.

La casa di Topolino ha probabilmente paura di una chiusura molto prolungata. Lo scorso anno i profitti dei parchi sono stati di ben 7 miliardi di dollari, quasi la metà del totale del gruppo. Le azioni Disney sono calate di un quarto dall’esplosione della pandemia, con un rimbalzo nell’ultima seduta in alto del 4,5%, miglior risultato degli ultimi 38 giorni, sull’onda delle nuove linee guida federali che istituiscono una timeline per la riapertura di grandi spazi, tra cui cinema e parchi a tema.

I vertici del gruppo hanno tagliato i loro salari per “aiutare la società a meglio affrontare la straordinaria sfida di business”, come ha detto il boss uscente Bob Iger, che ha rinunciato al residuo del suo stipendio di quest’anno da 3 milioni di dollari, mentre il nuovo CEO, Bob Chapek, taglierà la metà del suo salario di 2,5 milioni. Va detto però che la parte più sostanziosa dei loro stipendi è costituita da degli incentivi, protetti dalla Disney, che hanno portato gli introiti di Iger nel 2018 a 65 milioni, l’anno scorso a 47.



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