
Un unico piano sequenza che ci conduce nelle trincee del primo conflitto mondiale
In una prima mattinata californiana senza scosse o grandi sorprese, il film di Sam Mendes, 1917, è stato candidato a dieci Academy Awards, recuperando nelle categorie tecniche quanto non ha portato a casa per gli interpreti. La scelta del regista, infatti, è stata quella di scegliere due (ottimi) giovani interpreti, ma relativamente poco conosciuti, come George McKay e Dean Charles-Chapman, nel ruolo di due giovani soldati britannici incaricati di attraversare le linee nemiche e fermare il via a un attacco contro i tedeschi basato su informazioni fasulle, che si trasformerebbe in una sicura disfatta.
Non solo il pubblico degli Stati Uniti, ma dopo la vittoria ai Golden Globe, 1917 ha conquistato anche, come prevedibile, il pubblico di casa, quello britannico. Ha portato a casa, infatti, 7,3 milioni di sterline nel fine settimana, in 684 schermi, mentre la sua grande crescita in vista del pieno della stagione dei premi è confermata dai bookmaker britannici, che attualmente lo considerano come secondo favorito per la categoria miglior film.
Il successo di 1917, e di Dunkirk di Christopher Nolan solo pochi anni fa, dimostra come un genere classico del cinema, quello sui conflitti mondiali del Novecento, abbia ancora e sempre qualcosa di nuovo da dire. L’importante è che ci siano autori di spessore come Mendes e storie appassionanti da raccontare, come quelle che gli raccontava il nonno, a cui il film è dedicato.
Appuntamento al 9 febbraio, senza conduttore come lo scorso anno, per la consegna dei 92° Academy Awards.
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