mercoledì 11 agosto 2021

Il Mostro della Cripta: un omaggio al cinema anni Ottanta tra horror e commedia. Senza prendersi mai sul serio.

La sceneggiatura di Il Mostro della Cripta giaceva da anni nei cassetti di Marco e Antonio Manetti, che l'avevano scritta assieme a Alessandro Pondi e Paolo Logli. Era rimasta lì a lungo, perché, come racconta Marco, "il film lo volevamo girare noi, ma poi abbiamo capito che Daniele, che il nostro regista di punta alla Mompracem, l'avrebbe fatto prima di quando avremmo potuto dedicarcene noi, e allora glielo abbiamo passato."
Il Daniele di cui si parla è Misischia, il giovane regista romano che ha aveva esordito nel 2017 con il claustrofobico horror The End? L'inferno fuori, in cui Alessandro Roia si ritrovava bloccato in un ascensore mentre fuori impazzava un'apoclisse zombie. Un film produttivamente targato, per l'appunto, Manetti Bros. e Mompracem.
Qui invece la storia è quella di un gruppo di adolescenti appassionati di horror e fumetti che, in un paesino, sul finire degli anni Ottanta, si trova di fronte alla scioccante scoperta che quel che avevano sempre sognato e favoleggiato tramite film e comics è improvviamente diventato pericolosamente vero.

Un omaggio agli anni Ottanta

"Questo film è un pezzo di noi," ribadisce Marco Manetti, "è un'avventurona horror e comica che guarda al cinema degli anni Ottanta, ai film diretti e prodotti da Spielberg, alle storie di Stephen King, a tutte quelle vicende in cui le fantasie adolescenziali diventano realtà."
"È un film quasi autobiografico," ribatte il fratello Antonio, "perché noi abbiamo davvero passato quegli anni con le telecamerine a fare corti di genere orrendi assieme ai nostri amici. Eravamo così. E oggi più ne parliamo, più siamo invidiosi di Daniele che ha realizzato questo progetto a noi così caro."
Misischia, consapevole della responsabilità che si è caricato sulle spalle, e della sfida "importante e divertente" nel passare dai luoghi angusti di The End? a un film produttivamente più grande e impegnativo, ha parlato di Il Mostro della Cripta come di un film "fedele alla linea dei Manetti: avevamo avevamo in mente la stessa tipologia di film, le stesse atmosfere e la stessa volontà di mescolare la commedia, l'horror e l'azione." Rivendica però, a ragione, di essere stato lui a voler portare la storia negli anni Ottanta, perché "la storia era perfetta per omaggiare quel tipo di cinema prodotto in quegli anni."
Un cinema poco noto ai due giovani protagonisti Tobia De Angelis e Amanda Campana (classe 2000 e 1997, rispettivamente: a ulteriore riprova che i giovani di oggi, perfino quelli del mestiere, hanno scarsa dimestichezza con la storia del cinema, anche quella più recente), che pure si son detti affascinati dalle eco arrivate loro di quel decennio che invece è ben noto invece a Lillo, guest star del film nei panni di un fumettista che si ritrova anche lui coinvolto in una storia più grande di lui: "Sono uno stato un grande appassionato di fumetti negli anni Ottanta, e lo sono di tanti film di genere di quel periodo. Questo è uno di quei film che vedrei di corsa come spettatore, di cui sono grande consumatore. E vedere sul set gli effetti speciali realizzati lì al momento, senza l'uso del digitale, è stata un' esperienza meravigliosa."

Poco realismo, molto divertimento

Non c'è da aspettarsi grande realismo da un film in cui, come dice Misischia "non ci si prende mai troppo sul serio è inutile andare a cercare la logica", ma che mira ad essere "uno di quei film che si facevano una volta in Italia e non si fanno più, e che speriamo si facciano di nuovo", come afferma Antonio Manetti.
Davide Novelli di Vision Distribution, che lo ha coproditto e lo distribuirà nei cinema a partire dal 12 agosto, "Il Mostro della Cripta è un film che ha il potenziale per diventare un piccolo cult". Mentre Carlo Macchitella di Mompracem ne parla come di un prodotto tipico della società, "nata per fare solo quel che si piace, piccoli prodotti di qualità ma anche capaci di andare incontro al mercato che possano portare avanti un'idea chiara di cinema."

C'entrano anche Bellocchio e Moretti

Qualche curiosità: Il Mostro della Cripta è girato e ambientato a Bobbio, noto per essere il borgo in cui è nato Marco Bellocchio, amico dei Manetti. Marco spiega che "in origine era ambientato in un altro paese, ma dato il nostro legame con l'Emilia-Romagna e l'amicizia con Marco, che ci ha spesso ospitato lì al festival che organizza in estate con suo figlio Pier Giorgio, ci è parso divertente ambientarlo lì."
E, oltre a una scontata citazione di Bellocchio, c'è spazio anche per Nanni Moretti, con Bianca che viene proiettato nella sola sala cinematografica del paese, per lo scorso dei giovani protagonisti del film: "Non ho nulla contro Moretti e mi piacciono molto i suoi primi film," commenta Misischia, "ma qui il suo cinema rappresenta l'esatto opposto di quello amato dal nostro protagonista, e diventa il pretesto per raccontare la sua voglia di andare contro il solito cinema pensato solo per gli adulti del suo paese."



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