mercoledì 13 maggio 2026

Man of Tomorrow accoglie Sinqua Walls: quale personaggio interpreterà la star di Teen Wolf?

Le riprese di Man of Tomorrow sono attualmente in corso, ma il cast continua ad ampliarsi sempre più. Sequel diretto di Superman, vedrà ancora una volta alla regia e alla sceneggiatura James Gunn e offrirà al pubblico una nuova storia con protagonista Clark Kent. Per questa occasione, Kal-El dovrà mettere da parte le divergenze con Lex Luthor e fare squadra per fermare una minaccia in comune.

Oltre a David Corenswet, che riprenderà il ruolo ormai suo di Superman, anche Nicholas Hoult tornerà come Lex Luthor. Al loro fianco ritroveremo anche delle certezze del primo film come Rachel Brosnahan di nuovo come Lois Lane, Nathan Fillion che interpreterà Guy Gardner, Skyler Gisondo come Jimmy Olsen ed Isabela Merced come Hawkgirl. Ma qual è la new entry recentemente annunciata?

Man of Tomorrow, il sequel di Superman aggiunge una star di Teen Wolf al cast

Secondo quanto riferito da The Hollywood Reporter, Man of Tomorrow coinvolgerà anche che Sinqua Walls. Il suo ruolo non è stato ancora rivelato, per cui non sappiamo chi interpreterà nel DCU di James Gunn e Peter Safran. Il suo nome, in ogni caso, potrebbe essere famigliare agli appassionati di Serie TV poiché in passato ha interpretato Lancillotto in C’era una volta, così come è apparso in Teen Wolf interpretando Vernon Boyd e più di recente in Fight Night. Al cinema, invece, l’attore è apparso in film come La vita dopo i figli, Resort to Love, Mending the Line, White Men Can't Jump e Carry-On.

Walls è l’ultimo ingresso in un cast già di per sé ricchissimo. Oltre alle grandi conferme del primo film, il sequel di Superman ha accolto Lars Eidinger che interpreterà la minaccia da sconfiggere: Brainiac. Nel cast figurano anche Frank Grillo nel ruolo di Rick Flag Sr. e Aaron Pierre che interpreterà John Stewart, personaggio che riprenderà anche in Lanterns. Tra le altre novità figurano anche Andre Royo e Matthew Lillard: entrambi non sono stati ancora associati a dei personaggi da interpretare. L’unica incognita al momento è Adria Arjona: si vocifera che l’attrice potrebbe interpretare o Maxima o Wonder Woman.

Sequel diretto di Superman, Man of Tomorrow non ha ancora rivelato molti dettagli in merito alla trama se non che punterà all’improbabile collaborazione tra Superman e Lex Luthor per contrastare Brainiac. Il film è atteso in sala per luglio 2027 ma, nel frattempo, il DCU offrirà nuove avventure come Supergirl, attesa per giugno 2026, e Clayface, così come la serie tv Lanterns che dovrebbe debuttare entro la fine dell’anno



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Festival di Cannes 2026 - La Diretta della giornata di mercoledì 13 maggio

Tutto sulla 79esima edizione del festival francese: i film in concorso e nelle altre sezioni, le star presenti, gli incontri esclusivi o casuali, le curiosità dalla Croisette raccontati minuto per minuto (più o meno) dai nostri inviati Mauro Donzelli e Federico Gironi.

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martedì 12 maggio 2026

Cinque film in streaming di Harvey Keitel, il quale compie oggi 87 anni

Compie oggi 87 anni l’icona della “Nuova Hollywood” Harvey Keitel, attore che con coraggio ed enorme senso artistico ha attraversano almeno trent’anni di cinema americano (ma non soltanto) da assoluto protagonista. I cinque film in streaming scelti per rendergli omaggio non sono questa volta i suoi più famosi: abbiamo ad esempio scelto di tenere fuori dalla lista titoli universalmente acclamati come Taxi Driver o Pulp Fiction, prediligendo in qualche caso opere che varrebbe la pena rivedere o scoprire per la prima volta. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati dall’icona Harvey Keitel

  • L’ultima tentazione di Cristo
  • Le iene - Cani da rapina
  • Il cattivo tenente
  • Clockers
  • Youth - La giovinezza

L’ultima tentazione di Cristo (1988)

Dei molti e splendidi girati insieme a Martin Scorsese abbiamo scelto L’ultima tentazione di Cristo perché il Giuda interpretato da Keitel è un personaggio complesso, con diversi livelli di lettura, un rivoluzionario che si converte alla visione del Cristo di Willem Dafoe con una conversione dolorosa ed emozionante. Un film girato col cuore in gola, interpretato allo stesso modo, sconcertante e verissimo. La fotografia di Michael Ballhaus, le musiche di Peter Gabriel, la prova di Dafoe, Barbara Hershey, David Bowie e tutti gli altri. Un film “maledetto” che ha scosso Hollywood nel profondo. Nomination all’Oscar per la miglior regia per un capolavoro sanguigno, ispirato e del tutto personale. Grande rappresentazione del libro di Nikos Kazantzakis. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

Le iene - Cani da rapina (1992)

L’esordio alla regia di Quentin Tarantino diventa immediatamente un caso cinematografico, e contiene in nuce tutte le direttive del grande cineasta. Le iene - Cani da rapina è un crime-movie parlatissimo e violentissimo, che si regge su dei dialoghi scoppiettanti e le interpretazioni perfette di Keitel, Tim Roth, Steve Buscemi, Michael Madsen luciferino. Un cult-movie visionario e teatrale, meravigliosamente architettato. La chiacchierata folle e scanzonata che apre il film è da antologia, così come il bagno di sangue finale. Tanto divertente quando estremo, sotto molti punti di vista ancora oggi il miglior film del suo autore. Disponibile su Amazon Prime Video.

Il cattivo tenente (1992)

Altro titolo indimenticabile per Keitel, diretto da un Abel Ferrara che mescola sacro e profano dentro un personaggio in cui l’ansia di assoluzione e la pulsione autodistruttiva si fondono con pienezza. Il cattivo tenente è un film che rappresenta meravigliosamente quel periodo in cui si poteva fare cinema estremo, contraddittorio e spirituale al tempo stesso. Tantissime scene sono al limite del visionario, altre di una poesia della strada davvero entusiasmanti. Un finale disperato e trascendentale, la prova senza dubbio maggiormente sofferta e radicale di Keitel come protagonista assoluto. Attore mastodontico e sofferto, da inchino. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Clockers (1995)

La sceneggiatura scritta da richard Price doveva essere portata sul grande schermo, il quale passa poi il progetto a Spike Lee. E l’autore trasforma Clockers in un lungometraggio infuocato, estremamente personale, bellissimo da vedere quanto duro da esperire. Nel ruolo del poliziotto predisposto alle indagini, Keitel forma una coppia perfetta con John Turturro. Thriller poliziesco di fattura altissima, che si rivela anche un ottimo successo al botteghino. Un Lee mainstream  che mette lo spettatore all’angolo, lo colpisce con la forza del suo cinema sempre schierato e magistrale. Le sequenze dell’interrogatorio a Isaiah Washington sono soffocanti, il resto è semplicemente grande cinema. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Youth - La giovinezza (2015)

Chiudiamo col bizzarro, poetico, sconclusionato film diretto da Paolo Sorrentino perché Keitel coprotagonista insieme a Michael Caine è comunque uno spettacolo per il cuore e una gioia per chiunque ami il cinema. Youth - La giovinezza sfrutta la pressoché unica ambientazione con grazie, balla su una sceneggiatura alterna ma possiede momenti di grande cinema. Una sorta di “Montagna incantata” in versione torrentiniana. Paul Dano e Rachel Weisz compongono un cast di supporto prezioso. Alcune trovate sono stonate, ma nel complesso il film possiede un suo fascino indiscutibile. E poi, come già scritto, due come Keitel e Caine insieme quando ricapitano? Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.



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La Festa è Finita, lotta di classe in chiave di commedia nera: una clip in anteprima esclusiva del film

Un piccolo screzio può scatenare una catena di eventi, di scuse mancate e accuse insistite. Una guerra di classe violenta e paradossale è al centro della commedia nera La festa è finita, ambientata nella splendida cornice di una sontuosa villa al mare del sud della Francia. La famiglia dei padroni di casa, ricchi e parigini, e quella che si occupa di custodire la villa fuori stagione, davanti ai rispettivi figli, fidanzati, testimoni e poi parte attiva di questa guerra, che passa da tentativi di negoziati all'esplosione totale. Il tutto intinto nel paradosso e nell'inchiostro nero che fa da gustoso contrasto con l'estate assolata che vivono a bordo piscina i protagonisti.

Ci sono due fuoriclasse come Laure Calamy e Laurent Lafitte, insieme a Elodie Bouchez, Ramzy Bedia, Sami Outalbali e Noée Abita, diretti da Antony Cordier, che tiene a sottolineare come una satira richieda della crudeltà nella descrizione dei rapporti sociali. Citando riferimenti alla commedia all'italiana più caustica, La festa è finita sarà nelle sale il 14 maggio per No.Mad Entertainment, dopo la presentazione alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes

Vi presentiamo in anteprima esclusiva una scena del film, in cui le due famiglie cominciano a scontrarsi sul serio, sempre con un inquietante sorriso sulle labbra.



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La Notte Brucia: finite le riprese del film d'esordio di Angelica Gallo ispirato a una storia vera

Si sono concluse a Roma le riprese di un'opera prima intitolata La Notte Brucia e incentrata su un fatto di cronaca avvenuto in una discoteca durante un concerto di musica trap. Diretto da Angelica Gallo, il film vede protagoniste le due giovani promesse Giovanni De Maria e Raika Hazanavicius.

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lunedì 11 maggio 2026

Ecco per voi alcuni dei grandi film interpretati da Katharine Hepburn

Celebriamo oggi con i consueti film in streaming la nascita di Katharine Hepburn (12 maggio 1907), una delle grandi attrici della storia del cinema. Unica interprete a vincere ben quattro premi Oscar, e tutti come protagonista, la Hepburn ha scritto pagine fondamentali di cinema classico hollywoodiano. Buona lettura. 

Cinque film in streaming interpretati dalla “divina” Katharine Hepburn

  • Piccole donne
  • Scandalo a Filadelfia
  • Improvvisamente l’estate scorsa
  • Indovina chi viene a cena?
  • Il leone d’inverno

Piccole donne (1933)

La più famosa e verosimilmente riuscita trasposizione cinematografica del classico di Louisa May Alcott vede la Hepburn al suo primo ruolo da vera protagonista. Ed è subito un successo strepitoso, un ruolo che le regala alla storia del cinema. A dirigere questa versione di Piccole donne arriva George Cukor, il quale con la protagonista instaura nei decenni una collaborazione cinematografica esemplare. Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, nomination al film e alla regia. Un classico che apre definitivamente le porte alla stagione della Hollywood magnifica degli anni  ‘30. Disponibile su Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Scandalo a Filadelfia (1940)

Sempre per George Cukor la Hepburn interpreta una donna altolocata, civettuola, indipendente e semplicemente irresistibile. Ma Scandalo a Filadelfia si ricorda anche per le interpretazioni eleganti e frizzanti di altri due “mostri sacri” come Cary Grant e James Stewart, che per questa commedia leggendaria vince il suo unico Oscar. Sceneggiatura scoppiettante, interpretazioni deliziosa, un tono da sophisticated comedy che difficilmente può essere ripetuto, almeno non a tali livelli. Un classico del genere, pietra preziosa della carriera di tutti coloro che hanno contribuito a renderlo tale. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Improvvisamente l’estate scorsa (1959)

Ispirato dall’opera corposa di Tennessee Williams, questo dramma psicologico vede la Hepburn recitare insieme ad altri attori di grandissimo talento come Elizabeth Taylor e soprattutto Montgomery Clift. Joseph L. Mankiewicz dirige Improvvisamente l’estate scorsa stando attento principalmente alla definizione dei personaggi e delle loro personalità complesse. Un’opera che si dipana precisa e sorprendente, con la Hepburn impegnata in un ruolo ambiguo, Scene di un’intensità emozionale davvero indimenticabile, grazie soprattutto alle performance sontuose dei tre protagonisti. Candidature all'Oscar per la Hepburn e la Taylor, la meritava anche Clift. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Indovina chi viene a cena? (1967)

Secondo oscar come miglior attrice protagonista per il classico diretto da Stanley Kramer che racconta di una società divisa nelle questioni razziali. Accanto all’attrice l’amato e sempre grandissimo Spencer Tracy, mentre a supporto troviamo addirittura Sidney Poitier. Indovina chi viene a cena? propone delle questioni fondamentali e purtroppo ancora non del tutto risolte all'interno del tessuto sociale statunitense. Un film magnificamente scritto e del tutto contemporaneo, forse un po’ datato per la sua fin troppo aperta spinta liberal. Il monologo finale di Tracy è da antologia. Lungometraggio quasi perfetto, con  pochissime sbavature e una tensione etica encomiabile. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Il leone d’inverno (1968)

Quando si parla di teatro filmato, di quello fatto con grande stile, Il leone d’inverno è senza alcun dubbio uno dei primi titoli che debbono venir in mente. Ex-aequo con Barbra Streisand, Katharine Hepburn vince il suo terzo Oscar (il quarto arriverà per Sul lago dorato, non disponibile in streaming). La grandiosa protagonista duetta con un altrettanto iconico Peter O’Toole: i due fanno di questo dramma in costume un qualcosa di indimenticabile, di irruento e caldissimo. Come cast di supporto troviamo addirittura Sir Anthony Hopkins al suo esordio sul grande schermo e l’ex James Bond Timothy Dalton. Arrivano le statuette anche per la sceneggiatura originale e la musica di John Barry. Messa in scena di Anthony Harvey. Cinema Di sostanza e potenza narrativa. Disponibile su Netflix.



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A Quiet Place Part III, al via le riprese: il regista mostra un primo scatto dal set

Soltanto pochi giorni fa John Krasinski aveva offerto un aggiornamento sullo stato di produzione di A Quiet Place III ed è stato di parola. Come confermato dal regista e sceneggiatore, il terzo capitolo della trilogia principale horror ha ufficialmente avviato le riprese. John Krasinski ha preferito offrire una testimonianza fotografica tramite social, condividendo un primo scatto delle riprese.

Come già confermato da tempo, anche questo film coinvolgerà Emily Blunt come protagonista riportando la famiglia Abbott nuovamente al centro della storia e alle prese con creature aliene dall’udito super sensibile. Dopo il successo del primo film, anche il sequel ha rapidamente conquistato il pubblico coinvolgendo nel cast anche Cillian Murphy, a sua volta di ritorno nel terzo film. Ma a che punto è la produzione?

A Quiet Place III, al via le riprese: la testimonianza fotografica del regista

Non molto tempo fa John Krasinski aveva raccontato di essere ad un passo dall’inizio delle riprese, dettaglio poi evidenziato di recente con uno scatto dal set che mostra un ciak in primo piano in una strada deserta, con sullo sfondo un arco. Nessun personaggio è stato coinvolto nello scatto in questione, ma sappiamo che le riprese sono attualmente in corso a New York e anche Emily Blunt è presente sul set. In didascalia, il regista e sceneggiatore ha aggiunto: “Si parte! Parte III”.

Ad oggi non è stato ancora rivelato di cosa parlerà la trama del terzo film ma, trattandosi dell’ultimo capitolo della trilogia principale, è probabile che offrirà una chiusura definitiva alla storia della famiglia Abbott, partita in principio nel 2018 con A Quiet Place – Un posto tranquillo. John Krasinski, in quel caso, è stato coinvolto anche nel cast interpretando il padre di famiglia Lee. Insieme alla sua famiglia, ha cercato di sopravvivere sulla Terra invasa da creature aliene cieche ma dotate di un udito estremamente sensibile, conducendo la propria vita in silenzio. Purtroppo Lee non è sopravvissuto al primo film e sua moglie, nel sequel A Quiet Place II, è alle prese con un altro figlio arrivato in famiglia e la costante lotta alla sopravvivenza. Nel secondo capitolo scoprono di più degli alieni invasori e cercano di contattare altri sopravvissuti.

Oltre ad Emily Blunt, anche Millicent Simmonds e Noah Jupe riprenderanno i rispettivi ruoli dei figli di Evelyn, Regan e Marcus. Con una data d’uscita fissata per luglio 2027, il terzo film è particolarmente atteso a distanza di sette anni dal precedente, con una pausa segnata da un prequel intitolato A Quiet Place: Giorno 1 che ha ottenuto un buon risultato al botteghino, incassando 267 milioni di dollari in tutto il mondo.



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domenica 10 maggio 2026

Riviera International Film Festival 2026: tutti i vincitori della decima edizione

Miglior film del 2026 al Riviera International Film Festival è Karla, la pellicola tedesca diretta da Christina Tournatzés, tra i documentari si impone l’ucraino Second Wind. Migliori registi i fratelli David ed Eric Cummings di Legionario, a cui va anche il premio del pubblico. Zion è la migliore sceneggiatura, tra gli attori vincono Angela Cervantes di Fury e Derek Leheste di Fränk.

Riviera International Film Festival 2026: ecco tutti i vincitori della decima edizione

Sestri Levante (GE), 10 maggio – Il coraggio di una ragazzina di dodici anni che, nella Monaco di Baviera del 1962, trova la forza di compiere un gesto impensabile per il suo tempo: presentarsi in tribunale e denunciare le violenze del padre. È la storia di Karla il film vincitore del Riviera International Film Festival 2026 diretto dalla regista tedesca di origine greca< Christina Tournatzès. Ispirato a un caso reale, il film segue la forza ostinata di una bambina che rivendica il diritto di essere creduta e costringe gli adulti a decidere da che parte stare

Il riconoscimento per la miglior regia va ai fratelli David ed Eric Cummings per Legionario, la vicenda di un soldato legionario francese costretto a tornare nella nativa Colombia per confrontarsi con il proprio passato di guerrigliero nelle Farc. A Legionario va anche il premio del pubblico, mentre la giuria degli studenti sceglie il tedesco A fading man, di Welf Reinhart. La migliore sceneggiatura è quella di Zion, diretto da Nelson Foix. I premi individuali per i migliori attori se li aggiudicano la spagnola Angela Cervantes, protagonista di Fury e l’appena 17enne Derek Leheste, interprete dell’estone Fränk. Il premio speciale Baia del Silenzio Redelfi viene assegnato a Renovation della lituana Gabrielė Urbonaitė.

Tra i documentari successo per l’ucraino Second Wind di Masha Kondakhova, storia di speranza, resistenza e volontà indomabile di cinque veterani di guerra e del loro percorso di rinascita dai campi di battaglia in Europa orientale alle pendici del Kilimangiaro. Menzioni speciali per il canadese Agatha’s Almanac e lo statunitense The Keeper e premio speciale I Wonderful per Yanuni, coproduzione brasiliana e statunitense su una capotribù indigena dell’Amazzonia. Miglior cortometraggio, infine, è Clay di Kevin Haefelin, la storia surreale di una neonata che emerge da un uovo di gesso a Central Park; ben tre, in questo caso, le menzioni speciali, per Erlkoning, Maturation Station e 52 Is a Machine.

Come ogni anno, poi, nel corso della cerimonia finale il Riff ha attribuito dei riconoscimenti particolari per alcuni dei suoi ospiti. Due gli Icon Award, andati all’attrice giordano-palestinese Saja Kilani, protagonista de La voce di Hind Rajab, e all’executive vice president di Sky Studios Italia, Nils Hartmann; alla sceneggiatrice e scrittrice Barbara Alberti il Vision Award, premio alla carriera al grande regista britannico Stephen Frears e, infine,Planet star Award a The Ocean Cleanup, fondazione senza scopo di lucro che sviluppa tecnologie avanzate per eliminare la plastica dagli oceani e intercettarla nei fiumi prima che raggiunga il mare.

Il bilancio del Riff 2026

Dal punto di vista delle presenze, il Riff 2026 ha fatto registrare il sold out tanto al Cinema Ariston come al Duferco Lounge di piazza Matteotti, al convento dell’Annunziata e soprattutto negli alberghi, consolidando la propria dimensione di evento di respiro internazionale grazie, anche, all’eccezionale partecipazione nelle prime giornate del premier ungherese in pectore Peter Magyar, arrivato a Sestri Levante per presentare per la prima volta al di fuori del proprio paese, insieme agli autori Tamás Topolánszky e Claudia Sümeghy, il documentario Spring Wind che ne ripercorre l’ascesa politica.

«La cosa che più ci rende orgogliosi sono le presenze al cinema che certificano la fedeltà e la passione del pubblico – commenta il presidente del Riff Stefano Gallini Durante "Il Festival è diventato una garanzia in termini di qualità grazie, in primis, proprio al livello eccezionale dei film. Un apprezzamento che ritroviamo nell’eco avuta sui media italiani e anche internazionali, a coronamento di dieci anni di incredibile lavoro da parte di tutti e mosso dalla passione per il cinema. Questo Festival ha ormai raggiunto un’altissima qualità artistica e culturale, e proprio per questo non posso che rinnovare l’appello alle istituzioni pubbliche affinché investano con sempre più convinzione e risorse sulla cultura, capace di attirare un pubblico di qualità e di elevare le menti e lo spirito delle persone".

"È stato il Festival della consacrazione, la decima edizione a coronamento di una scommessa "ribelle" lanciata nel 2017 e che, anno dopo anno, ha reso il Riff un appuntamento imprescindibile per i giovani talenti e un evento ormai riconosciuto dai media di settore per la forza dei suoi contenuti – riflette Vito D’Onghia, presidente della Fondazione Riviera International. "Vedere, poi, centinaia e centinaia di ragazzi riempire il cinema per tutta la settimana e le strade e le piazza di Sestri Levante affollate di appassionati venuti apposta per seguire i talk e i panel e incontrare da vicino i loro idoli, è il più bel riconoscimento al lavoro svolto da tutto il nostro fantastico staff nell'arco dell'anno".

Tutti i premi assegnati al Riff 2026

  • Miglior film: Karla
  • Miglior regista: David ed Eric Cummings (Legionario)
  • Miglior attore: Derek Leheste(Fränk
  • Miglior attrice: Angela Cervantes(Fury)
  • Miglior sceneggiatura: Zion
  • Miglior documentario:Second Wind
  • Menzione speciale: Agatha’s Almanac
  • I Wonderul Award: Yanuni
  • Audience Award: Legionario
  • Students Award: A Fading Man
  • Baia del Silenzio Redelfi Award: Renovation
  • Riff Short: Clay
  • <>Menzioni speciali cortometraggi: Erlkoning, Maturation Station, 52 Is a Machine
  • Icon Award: Saja Kilani
  • Vision Award: Barbara Alberti
  • Career Award: Stephen Frears
  • Planet star Award
  • Planet Star Award: The Ocean Cleanup


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Stasera in TV: Film da vedere Domenica 10 Maggio, in prima serata

Stasera in TV, Domenica 10 Maggio 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt vogliono girare Il diavolo veste Prada 3 ad una sola condizione

Il diavolo veste Prada ha impiegato 20 anni per tornare al cinema con un secondo appuntamento e Meryl Streep, Anne Hathaway e Emily Blunt sarebbero più che disposte a realizzarne un terzo, ma ad una condizione ben precisa.

Vent’anni dopo, Miranda Priestly è ancora terrificante nel campo della moda, ma è anche in profonda difficoltà e per questo ha bisogno di tutto l’aiuto possibile. Dopo il successo del primo film distribuito nel 2006, il sequel ha raggiunto recentemente le sale nostrane per raccontare un nuovo capitolo nella vita di Miranda, Andy ed Emily, le cui carriere sono andate avanti rispetto al primo film ed ognuna di queste tre donne ne ha fatta di strada. Ma un terzo film sarebbe possibile? E, se sì, coinvolgerebbe ancora una volta questi tre pilastri? A rispondere sono state proprio le attrici.

Il diavolo veste Prada 3 si farà mai? Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt dettano le condizioni

Non è detto che Il diavolo veste Prada 3 si farà ma, nel dubbio, Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt hanno ammesso di essere interessate ma soltanto ad una condizione. La prima è stata Meryl Streep: a detta dell’attrice, potrebbe convincerla soltanto “la sceneggiatura”. Anche Emily Blunt ha ammesso: “Una buona sceneggiatura. È tutta una questione di sceneggiatura”. Anne Hathaway infine ha aggiunto: “E poi tutti devono dire sì”. A detta di Emily Blunt devono esserci tutti, anche Stanley Tucci. Infine Meryl Streep ha concluso con una battuta: “E devono essere tutti vivi”.

Iconica direttrice di Runway, Miranda Priestly ritrova Andy Sachs in redazione per rilanciare il magazine in un periodo di estrema difficoltà. Le due devono cercare insieme di convincere Emily, l’ex assistente di Miranda, ad acquistare spazi pubblicitari per evitare che la rivista affondi. I personaggi sono gli stessi, ma cambiati, più maturi, ed è quanto accaduto anche alle rispettive interpreti. Anne Hathaway, ad esempio, ha raccontato a People: “La cosa che mi ha colpito di più è che quando abbiamo girato il primo film, ero una ragazza disastrosa di 22 anni. Voglio dire, ora mi trovo in una fase completamente diversa della mia vita. Sono davvero fortunata. Ho trovato una persona che amo moltissimo [mio marito Adam Shulman]. Siamo sposati da 17 anni. Abbiamo due figli. Sento che la mia vita è molto più completa e appagante. Mi sentivo così persa a 22 anni, e questo si adattava perfettamente al personaggio”.

A detta di Meryl Streep, invece, l’esperienza è stata abbastanza facile. “Penso che questi personaggi si conservino bene. Mi è piaciuto riscoprire Miranda”. Anche Emily Blunt la pensa allo stesso modo: “In un certo senso ti fondi con il personaggio che interpreti. Ascolta, adoro interpretare questa pazza. Mi sono divertita molto a calarmi di nuovo nei suoi panni”. Potrebbe esserci spazio, dunque, per un terzo film?



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Perché Matt Damon è sempre disperso? Da Odissea a Interstellar, tutti i film in cui deve tornare a casa

Negli anni è diventato uno dei meme più divertenti di Hollywood: Matt Damon continua a ritrovarsi bloccato nei posti peggiori, mentre qualcun altro deve organizzare missioni impossibili per riportarlo a casa. Se una volta era Tom Hanks il disperso per antonomasia del grande schermo (da Castaway a Captain Phillips), oggi la star di Odissea ha raccolto egregiamente il testimone.

Che sia nello spazio, bloccato su Marte o reduce dalla guerra di Troia, l’attore sembra aver costruito involontariamente una vera e propria “filmografia del ritorno”. E adesso, con il blockbuster di Christopher Nolan alle porte, il meme è tornato più forte che mai: Damon interpreta infatti Odisseo, il re di Itaca costretto a combattere mostri, dèi e maledizioni pur di riuscire finalmente a tornare a casa. Ecco dunque la nostra inevitabile lista dei migliori film del filone non ufficiale “riportiamo Matt Damon a casa”.

Interstellar

Nel capolavoro sci-fi di Christopher Nolan, Matt Damon compare a sorpresa dopo quasi due ore di film, ma riesce comunque a lasciare il segno. In Interstellar interpreta il dottor Mann, astronauta simbolo del Progetto Lazarus, inviato attraverso il wormhole per trovare pianeti abitabili per l’umanità. Quando Cooper (Matthew McConaughey) e l’equipaggio dell’Endurance lo raggiungono, però, scoprono che Mann non è affatto l’eroe che tutti immaginavano. Nonostante sia il film più iconico della lista, Interstellar occupa il gradino più basso del per un motivo semplice: salvare Damon non è davvero il centro della trama. La missione principale riguarda la sopravvivenza dell’umanità e la ricerca di un nuovo pianeta, mentre il recupero di Mann diventa quasi una conseguenza secondaria degli eventi.

Leggi anche Interstellar: il fumetto spin-off di Christopher Nolan vi farà rivalutare il peggior personaggio del film

Sopravvissuto – The Martian

Con The Martian, il maestro Ridley Scott realizza probabilmente la versione più “pura” del meme. Matt Damon interpreta Mark Watney, botanico e astronauta che rimane bloccato su Marte dopo una tempesta che lo dà per morto. Da solo sul pianeta rosso, Watney impara a sopravvivere coltivando patate, razionando risorse e cercando disperatamente un modo per comunicare con la Terra. Qui il concetto è chiarissimo: tutta la missione della NASA ruota intorno a un obiettivo preciso, cioè riportare Matt Damon a casa. A differenza di Interstellar, il salvataggio è il vero motore del film. E mentre sulla Terra si organizzano piani sempre più disperati, Watney lotta in prima persona per sopravvivere e trovare una via di ritorno.

Leggi anche Odissea di Christopher Nolan: chi sono i giganti che attaccano Matt Damon nel trailer?

Salvate il soldato Ryan

E veniamo al film che ha lanciato il meme e fatto nascere ufficialmente il concetto “Hollywood deve recuperare Matt Damon”. Nel capolavoro bellico di Steven Spielberg, Matt Damon interpreta, per l'appunto, il soldato Ryan, paracadutista disperso durante la Seconda guerra mondiale. Dopo lo sbarco in Normandia, il capitano Miller di Tom Hanks riceve una missione assurda: trovare Ryan e riportarlo a casa dalla sua famiglia. Salvate il soldato Ryan è il film simbolo di questa “tradizione involontaria”. Ma soprattutto è una storia potentissima su sacrificio, guerra e umanità. Anche quando il gruppo riesce finalmente a trovare Ryan, il personaggio rifiuta di andarsene perché vuole continuare a combattere accanto ai suoi compagni. Il finale con Tom Hanks è devastante e Spielberg, secondo molti, avrebbe meritato il Premio Oscar per il miglior film anche solo per quell’ultima scena.

Leggi anche Matt Damon, il film di Steven Spielberg che ama di più non è Salvate il Soldato Ryan (e c'è una buona ragione)

Ora tocca a Odissea

Con Odissea, Christopher Nolan sembra aver deciso di trasformare definitivamente l'attore in leggenda. Questa volta Matt Damon non è disperso nello spazio, ma nell’intero Mediterraneo mitologico: Ciclopi, Sirene, Lestrigoni, tempeste divine e la maledizione di Poseidone si mettono tra lui e Itaca. Basta guardare il trailer appena uscito per capire che riportare Matt Damon a casa non è mai stato così difficile.



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sabato 9 maggio 2026

Stasera in TV: Film da vedere Sabato 9 Maggio, in prima serata

Stasera in TV, Sabato 9 Maggio 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Apex ha eliminato un'intera sottotrama dalla sceneggiatura: i retroscena Netflix

Survival movie con protagonista Charlize Theron, Apex è tra le recenti proposte originali in streaming su Netflix che racconta di una donna, un’esperta scalatrice, costretta a lottare non soltanto con la natura selvaggia australiana, ma anche con un serial killer sulle sue tracce.

Diretto da Baltasar Kormákur, il film in principio avrebbe dovuto prendere una direzione diversa, come rivelato dallo sceneggiatore Jeremy Robbins. Una sottotrama valutata inizialmente è stata poi completamente eliminata dal film drammatico: perché? E, soprattutto, cos’avrebbe mostrato?

Apex ha rimosso alcuni dettagli previsti nella prima bozza di sceneggiatura: perché?

Sasha, interpretata da Charlize Theron, è una donna che sta lottando contro i propri drammi e per questo ha deciso di ritrovare se stessa immergendosi nel silenzio della natura selvaggia. Scalatrice esperta, Sasha ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura solitaria, ma non aveva messo in conto la minaccia umana. Ad un certo punto Sasha si imbatte in un tale, Ben, che scoprirà essere un serial killer intenzionato a renderla una delle sue vittime. Ne segue una lotta estenuante e, a detta dello sceneggiatore, in principio era stato valutato un aiuto esterno per Sasha da parte di un ranger. Per rendere poi il film più intenso, quella sottotrama è stata abolita, a detta di Robbins. “C’era una prima bozza in cui veniva salvata da un ranger che stava conducendo un’indagine secondaria. Ma non appena Balt e Charlize sono entrati a far parte del progetto, si sono subito concentrati sull'eliminare qualsiasi cosa potesse aiutare Sasha in qualche modo. Questo includeva cose come toglierle le scarpette da arrampicata. Io l'avevo scritta con le scarpette da arrampicata, e Balt ha detto: ‘No, facciamo come John McClane. Facciamola scalare la montagna a piedi nudi’. Così abbiamo cercato di toglierle l'imbracatura e gran parte della sua attrezzatura, qualsiasi cosa potesse anche solo lontanamente essere un ausilio”, ha raccontato a The Hollywood Reporter.

Avevano valutato anche un’altra opzione ad un certo punto: riportare in gioco i cacciatori bellicosi per salvare Sasha: “Era stata avanzata l’idea che fossero loro a salvarla in macchina alla fine, ma poi abbiamo deciso che avrebbe reso la storia un po’ troppo circoscritta e limitata. Una delle cose che amo del film è che, pur avendo solo due personaggi, si percepisce la vastità della natura selvaggia. Quindi, all'inizio, i cacciatori sembravano aver svolto il loro ruolo di depistaggio, e non c'è mai stata una vera discussione sulla possibilità di farli tornare in modo significativo”.

Anche l’aspetto cannibale di Ben è stato messo in discussione più volte: nella primissima bozza della sceneggiatura, il killer era stato già associato ad un cannibale. “Ma nelle bozze successive mi sono discostato da questa idea”, ha raccontato lo sceneggiatore. “Mi sembrava più un'idea astratta che un personaggio a sé stante. Poi, quando Netflix è entrata in scena, durante la prima riscrittura con loro, abbiamo iniziato a parlare di Ben come di un cacciatore illuminato, che utilizza ogni parte della preda. C'è quest'idea che i migliori cacciatori rispettino la loro preda sfruttandone ogni aspetto. Quindi, una volta definita questa filosofia, sono tornato all'idea di Ben come cannibale e ho pensato: ‘Non sarebbe interessante se fosse proprio questo che fa con le sue vittime? E se le usasse come nutrimento per altre persone?’. Ho pensato che fosse un modus operandi davvero perverso per un assassino”. Ad interpretare Ben è Taron Egerton.



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venerdì 8 maggio 2026

La Mummia 4, Brendan Fraser in forma per le riprese? "Fatemi l'in bocca al lupo!"

La Mummia 4 con Brendan Fraser e Rachel Weisz è ufficialmente in arrivo nell'ottobre 2027, per cui il buon Brendan si sta preparando al ritorno nei panni di Rick O'Connell, a quasi vent'anni di distanza dall'ultimo film della saga al quale partecipò. Ospite del Tonight Show Starring Jimmy Fallon, l'attore ha scherzato sul soddisfare i fan con una bella rimpatriata, ma anche su quanto gli peserà tornare in adeguata forma fisica per quel tipo di ruolo: ora ha 57 anni, non ne aveva nemmeno quaranta l'ultima volta... Leggi anche La Mummia 4, i registi svelano quando inizieranno le riprese

Brendan Fraser pronto a tornare in forma per La Mummia 4, anche se ammette che è dura

I registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillet, autori dei nuovi Scream, si occuperanno di La Mummia 4. Mancano più o meno tre mesi al primo ciak, e Brendan Fraser non sta nella pelle per tornare a interpretare Rick... un sogno che sta diventando realtà a furor di popolo. Fraser dice: "Rimetteremo insieme la banda, non c'è altro modo di farlo. Daremo al pubblico quello per cui ci hanno scocciato per tipo vent'anni!" Più seriamente aggiunge: "Ci ho sperato per tanto tempo, poi mi ero detto: mi sa che non succederà mai. Hanno fatto altri film sulla Mummia. E invece adesso ci rimetteremo in sella, torneremo in quelle location - anzi, forse dovrei smettere di parlare, non voglio rivelare nulla". Ma davvero è così semplice ritornare un eroe d'azione a quasi sessant'anni, dopo gli ultimi pacati impegni come Rental Family o The Whale, che gli ha fruttato un premio Oscar come migliore protagonista? Brendan non ci gira intorno, perché la fatica c'è e sta facendo il possibile, i prossimi mesi saranno fisicamente impegnativi: "Fatemi l'in bocca al lupo, farò del mio meglio per rimettere in forma questa macchina che ormai ha 57 anni!"
Ricordiamo che la scanzonata saga avventurosa e fantastica partì nel 1999 con La Mummia di Stephen Sommers, che ne diresse anche il sequel La Mummia - Il ritorno (2001, peraltro esordio cinematografico di Dwayne "The Rock" Johnson). Il terzo capitolo La Mummia - La tomba dell'Imperatore Dragone (2008) fu invece diretto da Rob Cohen e perse Rachel Weisz, sostituita da Maria Bello. Weisz però tornerà a bordo per il quarto atto.



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The Batman II, il regista mostra le prime immagini dal set e scatena le teorie dei fan (FOTO)

Matt Reeves sa che la pazienza del suo pubblico sta per esaurirsi, a causa della fortissima curiosità che ruota attorno al sequel di The Batman. Il progetto, annunciato da tempo, ha fissato una data d’uscita per il 2027 e a quanto pare le riprese stanno per partire. A confermarlo è stato proprio il regista e sceneggiatore che, via social, ha offerto un primissimo sguardo al set.

The Batman II, il regista condivide prime immagini dal set: i fan scovano un indizio sul villain

Si ritorna a Gotham City, questa volta innevata, nei primi scatti condivisi da Matt Reeves. Le immagini, condivise via X, effettuano un primo test e mostrano in primo piano la Batmobile del Cavaliere Oscuro che sfreccia lungo la strada, sfiorata dai fiocchi di neve mentre percorre a gran velocità Gotham City. Dall’immagine non emerge il conducente dell’autovettura ma, trattandosi della Batmobile, è facile immaginare che dall’altra parte ci sia proprio lui: Bruce Wayne, interpretato ancora una volta da Robert Pattinson. Ad accompagnare le immagini una brevissima didascalia del regista, che specifica: pneumatici da neve con l’emoji di un pipistrello. Un fan, nei commenti, ha chiesto direttamente se le immagini fossero riferite a The Batman II e il regista ha preferito chiarire con un categorico: “Certo che sì”.

Sono trascorsi quattro anni dall’uscita di The Batman e, da allora, Matt Reeves ha offerto svariati aggiornamenti in merito alla lavorazione dietro le quinte. Le prime immagini emerse sul web rappresentano la Batmobile e non offrono maggiori dettagli su possibili trame e personaggi coinvolti; tuttavia i fan hanno scovato qualche indizio che alimenterebbero una nuova teoria. Tutto parte dalla neve: riferendosi a questo dettaglio, alcuni fan hanno ipotizzato che The Batman II introdurrà il villain Mr. Freeze, il cui vero nome è Victor Fries. Nato nei fumetti DC, questo personaggio gestisce perfettamente il freddo e non tollera temperature superiori allo zero: per questo indossa una tuta criogenica e utilizza armi congelanti. La sua presenza potrebbe giustificare dunque la neve a Gotham City?

Oltre a Robert Pattinson, sappiamo che tornerà anche Andy Serkis nelle vesti di Alfred, così come dovrebbe riapparire anche il Pinguino di Colin Farrell (il cui personaggio ha meritato una Serie TV spin-off intitolata The Penguin). Le riprese di The Batman II dovrebbero iniziare a giugno 2026 rispettando la tabella di marcia per l’uscita fissata per il 1° ottobre 2027.



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Odissea, bufera su Tom Holland e Robert Pattinson: la battuta del trailer divide i social

L'Odissea di Christopher Nolan è senza dubbio uno dei titoli più attesi dell’estate e arriverà nelle nostre sale il 16 luglio 2026. I biglietti per le proiezioni IMAX sono andati esauriti con un anno di anticipo, a dimostrazione dell’enorme entusiasmo per il ritorno sul grande schermo dell’epopea di Omero. Ma proprio la spasmodica curiosità, unita alla fama del materiale originale, implica anche un'altra cosa: il film è sotto esame da molto prima dell’uscita in sala. La campagna promozionale è ormai entrata nel vivo e il nuovo trailer ha mostrato tutta la spettacolarità tipica di Nolan. Tuttavia, alcune scelte nei dialoghi hanno acceso il dibattito online, scatenando le inevitabili e agguerrite polemiche.

"Papà" Odisseo divide il pubblico

Sui social, infatti, moltissimi utenti hanno commentato (e criticato) una scelta precisa: l’uso del termine papà (nella versione originale, “dad” e “daddy”), pronunciato rispettivamente da Tom Holland e Robert Pattinson. Per alcuni spettatori, si tratta di un'espressione troppo moderna per un’ambientazione ispirata all’antica Grecia, risultando quasi “fuori contesto”. Una controversia che richiama quella che esplose all'indomani del primissimo trailer di Odissea, in merito a quel famoso elmo che fece il giro del web (protagonista anche del primo poster del film). Quanto all'appellativo genitoriale, c'è chi avrebbe preferito di gran lunga il più solenne, “padre”, coerente con l’estetica epica del film.

A un’analisi più attenta, però, la questione potrebbe avere una lettura diversa. L’uso di un linguaggio più diretto sembra infatti legato a una precisa scelta narrativa: sottolineare la giovane età di Telemaco e il modo in cui viene percepito dagli altri personaggi. In particolare, il termine “daddy”, usato da Antinoo (in italiano: "Ti affliggi per un papà che non hai conosciuto"), avrebbe una funzione provocatoria, quasi di scherno, utile a definire subito il rapporto conflittuale tra i due. Più che un’anomalia, quindi, potrebbe trattarsi di un elemento funzionale alla costruzione del personaggio e delle dinamiche con l'antagonista.

Leggi anche Odissea: hanno senso le polemiche su Lupita Nyong’o? Ecco come Omero descrive Elena di Troia

Va anche ricordato che Odissea è un kolossal da circa 250 milioni di dollari, pensato per il grande pubblico del 2026. I personaggi parlano in inglese e con accenti americani, una scelta inevitabilmente distante dalla realtà storica dell’antica Grecia. In questo senso, Nolan non sta realizzando un documentario storico, ma una rilettura cinematografica spettacolare del mito, con elementi fantasy che includono dèi e creature leggendarie. L’obiettivo è la spettacolarità, non la ricostruzione filologica perfetta.

È solo un trailer!

Un altro punto da considerare è che si tratta pur sempre di un trailer. I filmati promozionali non rappresentano necessariamente e in modo definitivo il montaggio finale. Alcune battute potrebbero essere modificate o addirittura non comparire nella versione distribuita in sala. È quindi possibile che il dibattito su “papà” Odisseo si ridimensioni (o passi del tutto inosservato) una volta visto il film completo. Siamo di fronte ad un’epopea decisamente ampia e se Odissea manterrà le promesse, offrirà un’esperienza visiva monumentale, pensata per lo schermo IMAX e ricca di sequenze da capogiro. E come sempre nel cinema di Nolan, la sospensione dell’incredulità fa parte del gioco: se accettiamo dèi, mostri e viaggi epici, forse possiamo concedere al film anche qualche parola "anacronistica".



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giovedì 7 maggio 2026

Illusione di Francesca Archibugi: una storia di provincia, un noir con un angelo biondo, l’adolescenza come sospensione

Che sia un noir, un thriller, un film di inchiesta o una particolarissima storia d'amore, Illusione è in tutto e per tutto un film di Francesca Archibugi, regista che ama scandagliare le profondità dell’animo umano e che si è sempre lasciata prendere per mano dai personaggi che hanno bussato alla porta della sua immaginazione. Non li ha mai abbandonati a loro stessi e, prima di renderli protagonisti di un racconto per immagini, ha imparato ad amarli e poi li ha ben cesellati. Tempo fa, leggendo un trafiletto sul Corriere dell’Umbria, la regista è rimasta incuriosita da una ragazza molto giovane trovata in un fosso nella periferia di Perugia. L'avevano creduta morta e invece era ancora viva. Così è nata la “vergine moldava” Rosa Lazar, un angelo biondo che ha rischiarato con la sua luce e il suo candore una città cupa e piovosa, influenzando poi ogni movimento di macchina e immagine di Illusione. Scritto da Laura Paolucci, Francesco Piccolo e dalla stessa Archibugi e prodotto dalla Fandango, il film è da oggi nelle nostre sale con 01 Distribution, con la sua verità, i suoi non detti e con i suoi sopraffini interpreti: Michele Riondino, Jasmine Trinca, Filippo Timi, Vittoria Puccini e l'esordiente Angelina Andrei.

Illusione: la trama e il trailer

Illusione segue dunque la vicenda di una ragazzina ritrovata in un fosso in una zona periferica di Perugia con indosso abiti costosi. Si chiama Rosa Lazar, non ha nemmeno 16 anni e si suppone sia una prostituta, che sembra non rendersi conto delle violenze subite. A occuparsi del suo caso vengono chiamati la sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi. Quest’ultimo si rende conto che Rosa ha un forte disturbo della personalità che rischia di compromettere un'indagine che si rivela via via più scottante. Parallelamente all'investigazione giudiziaria, sarà quindi cruciale portare avanti un altro tipo di indagine, interiore, che lo porterà a scoprire il vero enigma di Rosa Lazar.

Illusione: la provincia, il potere e le illusioni

Se il caso di Rosa Lazar ci porta dall'Europa dell'Est a Strasburgo e dalla Francia all’Umbria, Illusione è una storia di provincia, o meglio sulla provincia, che diventa una strada senza uscita, un vestito troppo stretto nonché il simbolo di una immobilità fisica e mentale. Stefano Mangiaboschi si è allontanato da Perugia, ma il lavoro lo riporta nella sua città e fa riaffiorare in lui un passato doloroso. Il personaggio non sa gestire l'attaccamento di Rosa e, nel contesto in cui si trova, il tentativo di difendere la sua integrità diventa una lotta contro il pregiudizio. A tal proposito Francesca Archibugi ha dichiarato:

In fondo, la provincia è l'impossibilità di cambiare identità: resti per sempre quello che sei stato, anche se non lo sei più. Tutti noi cambiamo nel corso della vita, ma in un ambiente dove tutti conoscono tutti, questa trasformazione è più complessa e spesso non viene accettata. È una cosa terribile: viene sacrificata la parte più vitale dell’esistenza, ovvero la possibilità di evolversi. E se ci penso, anche il mondo del cinema in fondo è una grande provincia.

L'immutabilità della provincia sembra influenzare il ritmo del film, che non ha l'andamento serrato di un crime movie ma si prende le giuste pause e lascia spazio al silenzio e alla sospensione, che diventa anche sospensione del giudizio, ma solo sui protagonisti. Il mondo maschile adulto che ruota intorno a Rosa viene invece descritto come un luogo di sopraffazione, di esercizio di potere su persone indifese, perché la bellezza, soprattutto quando è legata all'innocenza, attira il bisogno di dominare. Alla Archibugi interessa infine parlare ancora una volta di adolescenza come età sospesa, non solo tra infanzia e vita da adulti ma anche tra verità e bugie e realtà e illusione. E l’illusione qui è la visione del mondo di Rosa Lazar, che trasforma il male in un gioco.

Illusione: i protagonisti Jasmine Trinca e Michele Riondino



Francesca Archibugi e Jasmine Trinca non avevano mai lavorato insieme prima del 2024, anno in cui la regista ha firmato la miniserie La Storia, tratto dall'omonimo romanzo di Elsa Morante. “La Storia” è il libro preferito di Jasmine Trinca, che grazie alla Archibugi ha potuto restituire dignità a una donna, o meglio a un personaggio femminile che altrimenti sarebbe precipitato nell'oblio. La PM Cristina Camporeschi è più spigolosa di Ida Ramundo e più volitiva, e certamente anche più fragile. Di lei e di Jasmine la regista ha detto:

Noi registi ci innamoriamo artisticamente e Jasmine fa nascere il desiderio di non perderla. Il suo personaggio l'ho sempre chiamato per cognome, "la Camponeschi", e lei ha capito subito cosa significasse: pur essendo tutto meno che una persona fredda, è riuscita a dare vita a una donna glaciale fuori ma bollente dentro. La magistrata che interpreta persegue la sua intuizione con accanimento, anche quando tutto e tutti sembrano darle torto. Per lei la giustizia non è solo un lavoro, ma un modo di stare al mondo.

Michele Riondino è invece al suo primo film con Francesca Archibugi, come lei stessa ha raccontato:

A Michele sono arrivata per gradi: non avevo un'idea predefinita di Stefano in testa, così ho fatto vari incontri e provini, e lui mi è piaciuto moltissimo. Di nuovo, non basta che un attore sia dotato; devi avere voglia di lavorare con la sua lealtà e il suo amore per il progetto comune. Ha affrontato un personaggio complesso: Stefano viene travolto da una "bomba d’amore" dalla paziente che è chiamato a seguire. Diventa quasi eroico nel resistere a questa "vergine moldava" così innocente e seducente.

Angelina Andrei è alla sua prima esperienza significativa davanti alla macchina da presa. Aveva recitato soltanto in un cortometraggio amatoriale e Francesca Archibugi l'ha trovata a Bucarest. Angelina ha imparato l'italiano, e sono bastate poche prove con Jasmine Trinca e Michele Riondino a far capire alla regista di aver trovato finalmente la sua Rosa Lazar.

Partendo da un dato di realtà, Illusione è stato preceduto da un lungo lavoro di studio e documentazione da parte dei tre sceneggiatori, che hanno sentito la necessità di confrontarsi con chi ha a che fare con situazioni come quella di Rosa, e quindi giudici, poliziotti e perfino il Procuratore della Repubblica di Perugia. Questa attendibilità rende il film attuale e molto urgente.



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Odissea di Nolan, contro chi combatte Matt Damon nel nuovo trailer?

Il nuovo trailer di Odissea di Christopher Nolan chiarisce subito una cosa: il viaggio di ritorno dell'eroe interpretato da Matt Damon non sarà affatto una traversata “pacifica”. E una delle sequenze più enigmatiche, lo scontro nel bosco, è già diventata uno dei grandi interrogativi del film. Il nuovo footage, infatti, offre lo sguardo più ampio concesso finora sull’adattamento del poema di Omero, con Odisseo che dichiara: "Nessuno può impedirmi di tornare a casa. Nemmeno gli dèi".

Com'è noto, quello dell'eroe non è un semplice viaggio, ma una vera e propria guerra dopo la guerra di Troia. Le immagini mostrano anche Robert Pattinson nei panni di Antinoo, che minaccia Itaca dall’interno, Anne Hathaway come Penelope, che resiste alle pressioni dei pretendenti, Tom Holland nei panni di Telemaco e Charlize Theron in quelli di Calypso. Nolan ha ammesso che il film è stato “un incubo assoluto da girare”: il che, considerando il materiale di partenza, suona decisamente credibile.

Conto chi combatte Odisseo nel trailer?

Nel trailer si vede chiaramente il re di Itaca impegnato in uno scontro con il Ciclope, una delle creature più celebri dell’Odissea. Ma il mostro, come si accennava, non è l’unica minaccia gigantesca intravista. Ci sono anche imponenti figure e corazzate che non sembrano semplici soldati. La spiegazione più probabile, seguendo il testo di Omero, è che si tratti dei Lestrigoni: una razza di giganti cannibali che attacca la flotta di Odisseo e distrugge quasi tutte le sue navi. Se davvero sono loro, assisteremo ad una vera e propria carneficina. Uno dei momenti in cui Odisseo non può sperare di “vincere”, ma solo di sopravvivere.

 

Il filmato dà anche grande spazio al fronte di Itaca. Mentre Odisseo affronta il suo viaggio, Antinoo si muove sempre più vicino a Penelope e Telemaco. Non è un mostro nel senso classico del mito greco, ma potrebbe rivelarsi una minaccia ancora più subdola: quella interna, politica e umana. La scelta di Pattinson si conferma interessante, perché la sua interpretazione sembra giocare proprio su una subdola ambiguità.

Odissea: tutte le creature e le minacce nel trailer

Certo è che la minaccia più evidente resta il Ciclope, protagonista di uno degli episodi più famosi del poema. Nel mito, Odisseo e i suoi uomini restano intrappolati nella sua grotta e sopravvivono grazie all’ingegno, non alla forza. È uno dei momenti che definiscono meglio il personaggio: coraggioso, ma anche astuto. Subito dopo entrano in gioco i Lestrigoni, giganti armati che, nell’Odissea, distruggono quasi tutta la flotta. È suggerita anche la presenza delle Sirene, sebbene non in forma esplicita. Nel mito, del resto, non sono creature fisiche nel senso classico, ma una minaccia mentale: il loro canto, infatti, conduce i marinai alla rovina. Quindi rappresentano un pericolo che non attacca il corpo, ma la volontà.

Poi c’è Calypso, presenza che trattiene Odisseo offrendogli una vita alternativa alla sua casa, ed è proprio questo a renderla pericolosa. Infine, come sappiamo, il viaggio di Odisseo è costantemente guidato (e ostacolato) da forze divine e il filmato lascia intravedere anche il loro peso. Anche se non la vediamo nel nuovo trailer, Athena, secondo le indiscrezioni, sarà nel film e avrà il volto di Zendaya. In compenso, abbiamo un tempestoso assaggio di cosa può scatenare la furia di Poseidone. Odissea, quindi, non è solo un racconto di mostri e creature leggendarie. E il trailer lascia intendere che, per il protagonista, il vero nemico potrebbe non essere una singola creatura… ma tutto ciò che lo aspetta lungo la strada.



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mercoledì 6 maggio 2026

Buon compleanno George! Per i 65 anni di Mr. Clooney vi regaliamo alcuni dei suoi film in streaming.

Compie oggi 65 anni la star George Clooney, autore a tutto tondo che negli ultimi trent’anni è stato una delle personalità maggiormente importanti della Hollywood contemporanea. Clooney è riuscito a ottenere la nomination all’Oscar in ben cinque categorie: sceneggiatore, regista, attore protagonista, attore non protagonista e produttore. Per queste ultime due ha portato addirittura a casa la statuetta, rispettivamente per Syriana di Stephen Gaghan e Fargo di Ben Affleck. A Clooney dedichiamo con enorme  piacere i film in streaming odierni, augurando al tempo stesso buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da George Clooney

  • Dal tramonto all’alba
  • Out of Sight
  • Fratello dove sei?
  • Tra le nuvole
  • Gravity

Dal tramonto all’alba (1996)

Partiamo dal film di culto diretto da Robert Rodriguez dove Clooney è protagonista assoluto, supportato comunque da un cast pazzesco che vede Quentin Tarantino, Harvey Keitel, Juliette Lewis, Salma Hayek, Danny Trejo e altri caratteristi preziosi. Il film di vampiri al sangue - e davvero ne scorre parecchio - Dal tramonto all’alba viene supportato da effetti speciali e trucchi da filmaccio di serie B. Ma la voglia di divertirsi è talmente tanta e smaccata che non si può non partecipare con voce goliardica a questo tripudio di violenza estetizzante, trovate di sceneggiatura e regia, momenti di cinema di genere fantasiosi e accattivanti. Straripante e azzeccato. Noi lo amiamo, Clooney in testa grazie a un carisma pazzesco. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Paramount +.

Out of Sight (1998)

Uno dei film memorabili diretti da Steven Soderbergh, un noir perfettamente calibrato sulle interpretazioni magnetiche di Clooney e della protagonista Jennifer Lopez. Ma Out of Sight, tratto da Elmore Leonard, non è soltanto i suoi due magnifici protagonisti: è una sceneggiatura calzante, è il supporto di Michael Keaton, Dennis Farina, Don Cheadle e dell’attore nel cammeo finale. Bel successo di pubblico, nomination all’Oscar per l’adattamento per un film che mescola vari generi con una spigliatezza e una precisione encomiabili. Davvero uno dei migliori film di genere realizzati negli anni ‘90. Titoli indispensabile se si ama il Clooney efficace e affascinante. Disponibile su Rakuten TV.

Fratello dove sei? (2000)

Uno dei capolavori di Joel e Ethan Coen, una rivisitazione dell’Odissea ambientata durante la Grande Depressione. Insieme a Clooney in versione tonda e irresistibile troviamo anche John Turturro e la rivelazione Tim Blake Nelson. Aggiungete camei di Holly Hunter, John Goodman e altri, e il gioco è fatto. Fratello dove sei? viene straordinariamente mosso in scena dal direttore della fotografia Roger Deakins, che ne fa un lungometraggio abbagliante e di eleganza unica. Questo è un film effervescente, solido nella sua svagatezza, folle e incredibilmente preciso. Da amare incondizionatamente. Nomination all’Oscar per l’adattamento dei Coen e per la fotografia. Anche Clooney e gli altri attori avrebbero meritato qualche premio o riconoscimento. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Tra le nuvole (2009)

Il bellissimo, caldissimo e commovente lungometraggio diretto da Jason Reitman regala a Clooney l'ennesima, meritatissima candidatura all’Oscar come miglior attore. Tra le nuvole è una commedia filosofica che si trasforma in romantica e poi diventa dramma sul dolore di vivere senza i piedi per terra. Una bravissima Vera Farmiga e una effervescente Anna Kendrick sono perfette non protagoniste, e se poi aggiungiamo anche Jason Bateman e J. K. Simmons, il cast diventa davvero perfetto. Presentato al Festival di Roma, un melodramma dolceamaro di potenza espressiva ed emotiva indiscutibili. Che bel film è questo! Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Gravity (2013)

Chiudiamo col capolavoro di fantascienza diretto da Alfonso Cuaron in cui Clooney si fa spalla potente e memorabile per la protagonista Sandra Bullock. Girato come un piano sequenza nello spazio profondo. Gravity è un prodigio di tecnica e cuore pulsante, una visione gigantesca ancorata su una storia dolorosa e due personaggi davvero ben scritti e interpretati. Non a caso arrivano una valanga di Oscar tra cui quelli per la miglior regia e per la fotografia. Il pubblico accorre in massa, e il film diventa un successo commerciale pazzesco, e strameritata mente. Quando il cinema di genere si fa forma d’arte. Memorabile la sequenza finale, come d’altronde il film intero. Da applausi. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Netflix, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW.



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A Quiet Place Part III, John Krasinski conferma la data di inizio delle riprese dell'ultimo capitolo

John Krasinski ha finalmente offerto un nuovo aggiornamento al pubblico che attende da tempo il ritorno della famiglia Abbott sul grande schermo. A che punto è A Quiet Place III? Il regista e sceneggiatore tornerà nuovamente ad occuparsi del film, attualmente in fase di sviluppo, e ha rivelato quando inizieranno le riprese del terzo ed ultimo capitolo che concluderà la trilogia principale.

Nel cast figurano ancora una volta Emily Blunt, che riprenderà il ruolo della madre, e Millicent Simmonds e Noah Jupe che invece interpreteranno i due figli, completando il quadro di famiglia. Come già annunciato da tempo, anche Cillian Murphy riprenderà il ruolo del sopravvissuto Emmett, ma il cast si amplia in vista del terzo film, puntando a tre novità già annunciate: Jack O’Connell, Katy O’Brian e Jason Clarke. Ma a quando l’inizio delle riprese?

A Quiet Place III, il regista annuncia quando inizieranno le riprese dell’ultimo capitolo

John Krasinski ha guidato la famiglia Abbott (anche fisicamente) in A Quiet Place – Un posto tranquillo nel 2018. Oltre a figurare nel cast come Lee Abbott, il padre di famiglia, John Krasinski ha lavorato alla sceneggiatura e alla regia del progetto. Il suo personaggio non è sopravvissuto agli eventi del primo film, ma John Krasinski è tornato a scrivere e dirigere anche il sequel diretto A Quiet Place II nel 2020. Sono trascorsi sei anni da allora e nel frattempo il franchise ha proposto anche un prequel intitolato A Quiet Place – Giorno 1 nel 2024 con protagonisti Lupita Nyong’o e Joseph Quinn.

John Krasinski ha lavorato incessantemente allo sviluppo del terzo ed ultimo capitolo di A Quiet Place e ha finalmente condiviso un’informazione preziosa con i fan. Ai microfoni di Collider, ha confermato che le riprese partiranno molto presto: “Iniziamo a girare tra una settimana e questo per farvi capire quanto sono nervoso e stressato in questo periodo”. Al momento l’attore è impegnato con la promozione del suo ultimo film Tom Clancy's Jack Ryan: Ghost War ed è felice di potersi focalizzare su altro: “Sono contento della distrazione perché sì, è davvero impegnativo. Siamo molto emozionati”, ha concluso.

Il regista non ha offerto dettagli in merito alla trama di A Quiet Place III, ma è probabile che riprenderà da quanto accaduto nel finale del secondo film, quando la famiglia Abbot ha utilizzato l’impianto cocleare di Reagan per trasmettere un segnale radio ad alta frequenza in grado di stordire le creature aliene. La loro lotta alla sopravvivenza durerà un altro capitolo e anche questo aspetto ha rappresentato una grossa sfida per John Krasinski: trovare la perfetta conclusione per la storia: “Ascoltate, sono davvero entusiasta di avere la possibilità di chiudere il mio capitolo. Nella mia testa, questo è sempre stato concepito come una trilogia. Volevo solo trovare una soluzione organica, e penso che ci siamo riusciti”, ha concluso. Il terzo capitolo del franchise ha fissato già una data d’uscita per il 30 luglio 2027.



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Festival di Cannes 2026: Guillermo del Toro accompagna al festival Il Labirinto del Fauno, che apre Cannes Classics

Tra le varie sezioni del Festival di Cannes 2026, che si aprirà martedì 12 maggio per chiudersi sabato 23 con la cerimonia di premiazione, ce n'è una particolarmente interessante che ci permette di conoscere i grandi capolavori di un passato più o meno recente. Parliamo di Cannes Classics, che quest'anno si aprirà con la versione restaurata in 4k di film che, 20 anni fa, ha strappato al pubblico della manifestazione cinematografica francese ben 22 minuti di applausi. Parliamo de Il labirinto del Fauno di Guillermo del Toro, sesto lungometraggio del regista messicano uscito a due anni di distanza da Hellboy. Molti associano il buon Guillermo a La forma dell'acqua, a Pinocchio e al recente Frankenstein, ma il secondo capitolo della dilogia inaugurata da La spina del diavolo e ambientata durante la guerra civile e il secondo dopoguerra in Spagna resta un’opera importante, non solo per i temi affrontati ma per gli effetti speciali e il trucco e quindi per la creatura che la bambina protagonista incontra nel labirinto. Interpretato, tra gli altri da Sergi Lopez e Doug Jones, il film incassò globalmente 83 milioni di dollari. Del Toro, che sarà a Cannes, ha seguito il restauro del film a partire dai negativi 35mm passo dopo passo, con la stessa cura con cui, nel 2006, si occupò personalmente dei sottotitoli in inglese. Il labirinto del Fauno è infatti in lingua spagnola.

In Cannes Classics la rappresentanza italiana a Cannes

Quest'anno Cannes Classics ospita 21 film, tutti in versione restaurata. Fra questi l’esordio di Akira Kurosawa Sanshiro Sugata, Addio mia concubina di Chen Kaige, Lo straniero di Orson Welles, la legge del mitra di Roger Corman. In un’edizione del Festival dove non ci sarà nessun film italiano nel concorso ufficiae, il nostro paese avrà la sua rappresentanza proprio in questa bella sezione. Dario Argento accompagnerà in Costa Azzurra Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi, di cui ha scritto la sceneggiatura. Ci sarà inoltre la versione restaurata in 4k dalla Titanus de La Ciociara di Vittorio De Sica e quella de L’innocente di Luchino Visconti, di cui si è occupata la Cineteca Di Bologna in collaborazione con StudioCanal and MFE-Mediaforeurope. A proposito di italiani a Cannes (e di Vittorio De Sica), è di ieri la bella notizia che, proprio in Cannes Classics ci sarà il documentario di Francesco Zippel Vittorio De Sica - La vita in scena. Prodotto da Quoiat Films con Luce Cinecittà, Movimenti Production, Sky Italia, ripercorre la vita e la carriera del regista di Ladri di biciclette e contiene materiali d'archivio inediti e alle testimonianze di artisti e cineasti contemporanei provenienti da tutto il mondo. Questa la dichiarazione di Francesco Zippel alla notizia della sua partecipazione al festival francese:

Sono estremamente felice di sapere che il mio omaggio a Vittorio De Sica è stato selezionato dal Festival di Cannes dove torno per la seconda volta con un mio film. Sono orgoglioso che questo film dedicato ad una delle figure più illustri della storia del cinema e del Novecento italiani venga presentato in anteprima mondiale a Cannes in un’edizione dallo spiccato e prestigioso valore autorale. Vittorio De Sica è un patrimonio del cinema mondiale, un artista di enorme ispirazione per generazioni intere di registi e attori di ogni latitudine, e sono certo che quello di Cannes sarà solo il primo passo di un bellissimo percorso per il nostro film.


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martedì 5 maggio 2026

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