martedì 14 aprile 2026

Insidious: Fuori dall'Altrove, ecco il primo trailer ufficiale del film

Arriverà al cinema ad agosto il sesto capitolo della saga horror di James Wan e Leigh Whannell. Ecco trailer e trama di Insidious: Fuori dall'Altrove.

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lunedì 13 aprile 2026

Il silenzio degli innocenti torna in sala: dedichiamo 5 film in streaming al suo protagonista Anthony Hopkins

Torna nelle sale italiane il capolavoro di Jonathan Demme Il silenzio degli innocenti. Adattamento del caso letterario omonimo scritto da Thomas Harris, il thriller nel 1992 si aggiudicò gli Oscar per il miglior film, la regia, i due attori protagonisti e la sceneggiatura non originale. E proprio al suo leggendario protagonista Anthony Hopkins, oggi splendido 88enne, vogliamo dedicarci gli odierni cinque film in streaming. Buona lettura.

Cinque film in streaming di Anthony Hopkins, protagonista de Il silenzio degli innocenti

  • Il leone d’inverno
  • The Elephant Man 
  • Il silenzio degli innocenti 
  • Quel che resta del giorno
  • Father - Nulla è come sembra

Il leone d’inverno (1968)

Esordire al cinema recitando accanto a due mostri sacri come Katharine Hepburn e Peter O’Toole era qualcosa che avrebbe potuto mettere pressione a chiunque, anche ai più grandi. E Anthony Hopkins si dimostra appunto tale, con una prova nerboruta e sentita. Il leone d’inverno diretto da Anthony Harvey diventa immediatamente un classico, viene candidato a svariati Oscar tra cui film, attore e regia e vince per la miglior attrice, la sceneggiatura e la musica. Impianto teatrale di enorme effetto per un capolavoro di recitazione presa psicologica. Hopkins si impone come volto da tenere d’occhio. Disponibile su Netflix.

The Elephant Man (1980)

Il grande classico diretto da David Lynch vede Hopkins duettare in maniera sublime con altri due grandi interpreti quali John Hurt e Anne Bancroft. Incorniciato dal bianco e nero magnifico di Freddie Francis, The Elephant Man è un melodramma che mescola messa in scena straordinaria e potenza della storia e delgi spettatori. Un film capace di emozionare in maniera intima e profonda, con un finale che a dir poco spezza il cuore. otto candidature agli Academy Awards, e anche Hopkins avrebbe meritato senza dubbio una segnalazione. Ma forse per lui era troppo presto…Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Il silenzio degli innocenti (1991)

E arriviamo a Il silenzio degli innocenti, il film che terrorizza mezzo mondo e ottiene uno straordinario e meritatissimo successo di critica e pubblico. Hopkins vince l’Oscar restando in scena soltanto ventiquattro minuti, a testimonianza della sua prova incredibile. Il suo Hannibal Lecter diventa una di quelle figure che scrivono la storia del cinema, così come la Clarice Starling magnificamente interpretata da Jodie Foster. Cosa altro aggiungere su questo film encomiabile? Il genere che si eleva a visione d’autore. Fotografia e progressione narrativa sono perfette. Ancora oggi invariato, forse inarrivabile. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Quel che resta del giorno (1993)

Secondo noi la prova migliore della carriera di Hopkins, e in assoluto una delle più grandi della storia del cinema. Anche perché la compostezza del personaggio perfettamente si conforma alla recitazione della bravissima protagonista Emma Thompson e allo stile di messa in scena elegante e sommesso di James Ivory. Ecco che allora Quel che resta del giorno diventa uno di quei film in costume che non dimentichi, che fonde forma e contenuto con una precisione ammirevole. Le candidature all’oscar fioccano, ma non arriva alcuna statuetta. Quasi impossibile da credere, questo lungometraggio è il meglio del meglio in questo genere preciso. Hopkins da inchino come tutti gli altri. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Netflix, Amazon Prime Video.

Father - Nulla è come sembra (2020)

Altra prova sublime, stratificata e dolorosa, che porta Hopkins a vincere il suo secondo Oscar come protagonista, e stra meritatamente nonostante quello che molti credono. Florian Zeller mette in scena Father - Nulla è come sembra sfruttando anche la sceneggiatura sublime scritta con Christopher Hampton. Se poi aggiungiamo anche Olivia Colman a supporto, più Rufuss Sewell, Olivia Williams e Imogen Poots in ruoli minori, ecco che tutto si eleva a film degno di essere ricordato. Dramma familiare costruito come un puzzle mentale ma soprattutto emotivo sopraffino. Tributo preciso a un attore come pochi altri nella storia del cinema contemporaneo. Chapeau. Disponibile su CHILI.



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Super Mario Galaxy - Il Film ancora primo al boxoffice italiano del weekend, è il maggiore incasso USA dell'anno

Super Mario Galaxy - Il Film è ancora sulla vetta del boxoffice italiano del weekend, con altri 2.675.000 euro raccolti, per un totale qui da noi di 10.859.100 (fonte Cinetel): è il terzo più alto incasso dell'anno, nel mirino ha già gli 11 milioni di Cime Tempestose. Il lungometraggio di animazione targato Illumination / Universal / Nintendo è però anche il più alto risultato americano mondiale dell'anno solare, con 628.765.135 dollari incassati nel mondo intero, a fronte di un vociferato budget sui 110 milioni (fonte Variety). La domanda vera è però: raggiungerà mai il miliardo e trecento milioni del suo precedessore Super Mario Bros. - Il Film? Al momento negli USA ha perso il 48% rispetto alla settimana d'esordio: buona tenuta, ma inferiore a quella del primo capitolo, che nel 2023 scese del -36.9% alla seconda settimana.

Prosegue stabile in seconda posizione la corsa di The Drama - Un segreto è per sempre con Robert Pattinson e Zendaya, idilliaci promessi sposi finché lui non scopre qualcosa di spiazzante su di lei: il film di Kristoffer Borgli porta a casa un altro 1.168.000 euro, che confluisce nei suoi 3.244.230 in Italia. Nel mondo si parla di un esito da 42.701.150 dollari, per un un budget di 28 (fonte Variety): potrebbe avere un passo più deciso, al momento non è ancora in pari, nonostante il generale apprezzamento di critica e pubblico.
Sale dal terzo al quarto posto la commedia ...Che Dio perdona a tutti di e con Pif, ateo convinto che per amore di una pasticcera molto devota (Giusy Buscemi) decide di cimentarsi... con la religlione. Il suo totale finora ammonta a 1.178.400 euro (di cui 428.700 nel weekend).
Scende dalla terza alla quarta posizione invece L'ultima missione - Project Hail Mary: è il blockbuster sci-fi di Phil Lord & Chris Miller, dove Ryan Gosling si trova da solo nello spazio alla ricerca di una salvezza per l'umanità, in compagnia di un alieno amichevole. In Italia è a quota 4.289.000 euro (420.000 nel fine settimana), ma è un caso particolare: il suo esito mondiale parla di 510.658.000 dollari, però la metà degli introiti sono arrivati dagli Stati Uniti, mentre il film è stato accolto con una maggiore freddezza negli altri mercati. Ad ogni modo, ricordando i 200 milioni di dollari di budget valutati da Puck News, il film dovrebbe essere appena andato in pari.
Quinto posto per BTS World Tour ARIRANG Live Viewing: si tratta della diretta del concerto-reunion della famosa banda k-pop. L'evento ha attirato pubblico per 282.483 euro.



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domenica 12 aprile 2026

I migliori film in streaming di MilošForman, a otto anni dalla sua scomparsa

Il 13 aprile 2018 moriva all’età di 86 anni il grande Miloš Forman. Immigrato negli Stati Uniti nel 1968 dalla natia (allora) Cecoslovacchia, Forman nella sua filmografia a stelle strisce ha dato voce ad alcuni dei più grandi “outsider” della storia del cinema, figure in chiaroscuro decise a confrontarsi e scagliarsi contri sistemi sociali costanti e autoritari. Qui sotto potete trovare cinque film in streaming che testimoniano di una filmografia versatile e originalissima. Buona lettura.

Cinque film in streaming diretti da Miloš Forman, che ricordiamo nell’anniversario della sua scomparsa

  • Qualcuno volò sul nido del cuculo
  • Hair 
  • Ragtime
  • Amadeus 
  • Larry Flynt - Oltre lo scandalo 

Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)

Il capolavoro dei cinque premi Oscar “pesanti”, ovvero film, regia, i due attori protagonisti e adattamento. Dal romanzo di Ken Kesey Forman trae un film epocale, con un Jack Nicholson che si trasforma in simbolo imprescindibile di ribellione e spirito di libertà. Qualcuno voló sul nido del cuculo vede partecipare anche Louise Fletcher, Brad Dourif, Danny De Vito, Christopher Lloyd, Scatman Crothers. Un finale struggente e momenti di grande cinema nel mezzo. Un film che ha segnato un’epoca, prezioso nei contenuti e nelle metafore. Impagabile la sequenza del primo raduno di terapia collettiva. Film che ispira a combattere contro il sopruso. A ogni costo. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes.

Hair (1979)

Altro lungometraggio di culto per Milos Forman che porta sul grande schermo uno dei musical più famosi di sempre, simbolo della controcultura americana. Hair possiede momenti di cinema importanti poggiati su una sceneggiatura che non sempre mantiene il ritmo giusto, ma quando lo azzecca è inebriante. Treat Williams, John Savage, Beverly D’Angelo sono protagonisti di un film di enorme impatto culturale, libero nella composizione e capace di irretire lo spettatore. Grandiosi numeri musicali e qualche caduta di tono, che si perdona a un lungometraggio che comunque vuole rischiare e centra il proprio obiettivo. Sentito e appassionante. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Ragtime (1981)

Altro adattamento cinematografico, questa volta dall’opera letteraria di E.L. Doctorow. Elizabeth McGovern e Edward Rollins Jr., sono da nomination all’Oscar come non protagonisti, e Ragtime ne aggiunge altre sei tra cui quelle per la sceneggiatura originale e la fotografia. Magnifico adattamento epocale per un film che racconta diverse storie ma soprattutto lo spirito di un’epoca vitale e contraddittoria. Immagini bellissime, momenti di grande cinema bellissimo da esperire. Uno dei titoli meno ricordati dell’autore ma forse più meritevoli, uno sguardo non preconcetto e decisamente non conciliatorio al passato dell’America democratica, ma fino a un certo punto. Disponibile su Infinity +, Amazon Prime Video.

Amadeus (1984)

Secondo premio Oscar per la regia a Forman, il quale mette in scena Amadeus come enorme, funereo racconto di invidia e ossessione personale. La messa in scena di questo film è tragicamente preziosa, non a caso arrivano ben otto premi Oscar. Tom Hulce nel ruolo di Mozart e F. Murray Abraham (Oscar) come Salieri sono impagabili, e si compenetrano con due prove antitetiche e preziose. Difficile trovare un punto debole a un film in costume sfarzoso e plumbeo, con musiche straordinarie e un'enorme visione di quello che si sta raccontando. Altro fiore all’occhiello nella filmografia di Forman. Disponibile su CHILI.

Larry Flynt - Oltre lo scandalo (1996)

Chiudiamo con questo biopic rigoroso e coraggioso sul fondatore di Hustler, una figura complessa quanto emblematica. Woody Harrelson è un protagonista perfetto per Larry Flynt - Oltre lo scandalo, che ottiene non a caso le candidature agli Academy Award per la miglior regia e il miglior attore protagonista. Accanto all’antieroe ci sono anche Courtney Love e Edward Norton. Scene allegoriche, personaggi sfrontati, un discorso non semplice sull’America e i valori fondanti della democrazia, anche quelli che ci fanno digrignare i denti. Uno dei film più sinceri e scanzonati di quel decennio, altra opera di spessore di un cineasta unico. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Netflix.



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Il Silenzio degli Innocenti: sguardo e desiderio, e un potere intatto anche 35 anni dopo

Siamo più o meno un’ora e cinque minuti dentro a Il silenzio degli innocenti. Buffalo Bill ha già rapito la figlia del senatore Ruth Martin, la quale, nel disperato tentativo di salvare sua figlia, ha fatto trasferire Hannibal Lecter da Baltimora a Memphis. Ed è lì, nel palazzo di giustizia della contea di Shelby, che Clarice ha il suo terzo e ultimo (in presenza) colloquio con Lecter, che è chiuso in una gabbia, nel tentativo chiaramente disperato di strappargli l’indizio finale sull’identità del serial killer cui tutti stanno dando la caccia. Ed è allora che il personaggio interpretato da Anthony Hopkins, a partire da Marco Aurelio, descrive a Clarice la natura di Buffalo Bill, e lo fa con questa frase:

Desidera. Questo è nella sua natura. E come cominciamo a desiderare, Clarice? Cerchiamo fuori le cose da desiderare? Fai uno sforzo prima di rispondere. [...] Il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno. Non senti degli occhi che girano intorno al tuo corpo? E i tuoi occhi non cercano fuori le cose che vuoi?

Al di là del fatto che, se ascoltiamo il film in versione originale, Lecter usa il verbo to covet, che è qualcosa di più di un semplice desiderare, spiace dover fare il critico serio che usa il pensiero e il gergo dei critici seri, ma è fuori da ogni dubbio che Il silenzio degli innocenti - che comunque è ancora oggi, confrontato coi modelli attuali, un grandissimo thriller che non dimostra affatto i suoi 35 anni di età - è davvero un film sullo sguardo e sul desiderio, che poi sono le materie fondamentali del cinema, e non solo di un certo genere di cinema, dalla sua nascita fino a oggi. E non lo è ovviamente per queste parole di Lecter, che potrebbero riguardare unicamente la trama specifica, l’indagine poliziesca, l’individuazione di un colpevole, ma per il modo - piuttosto straordinario - col quale Jonathan Demme lo ha girato.

Il Silenzio degli Innocenti: il nuovo trailer del film

“Non senti degli occhi che girano attorno al tuo corpo?”

Si potrebbe arrivare a sostenere che tutto Il silenzio degli innocenti parla di occhi addosso al corpo del personaggio di Jodie Foster: da quelli dell’istruttore dell’FBI che, nell’incipit, la guarda allontanarsi dal percorso di addestramento nei boschi dopo averle detto di essere stata chiamata a rapporto da Jack Crawford, e poi quelli delle persone che incrocia nei corridoi per raggiungere l’ufficio del suo superiore, o di tutti quegli agenti, tutti maschi, di rosso vestiti che affollano l’ascensore in cui lei - unica donna, decisamente più bassa di tutti, con una felpa grigia ancora sudata - entra per salire al piano giusto.


Da questi sguardi che aprono il film, giù fino a quello filtrato dal visore notturno di Buffalo Bill, che la guarda - e la desidera - nel finale del film: uno sguardo e un desiderio che gli risulteranno fatali, passando per quelli degli agenti della West Virginia State Police al funerale (con autopsia) di una delle vittime di Bill.
La questione non è solo legata al desiderio, qui, perché ancora oggi colpisce l’attenzione, l’accuratezza e la consapevolezza femminile e femminista con cui Demme è stato in grado di raccontare la condizione e la fatica di una giovane donna che si muove con determinazione all’interno di un mondo di maschi adulti, più o meno desideranti ma comunque sempre giudicanti e supponenti (Crawford compreso).

“E i tuoi occhi non cercano fuori le cose che vuoi?”

Gli occhi di Clarice noi li vediamo per la prima volta sul percorso di addestramento fuori dall’accademia di Quantico, fissi sugli ostacoli che deve superare, oltre gli ostacoli, come a dirci, da subito, la sua implacabile determinazione pur nella fatica più faticosa. Demme si premura anche di mostrarci i cartelli appesi a un albero di quel bosco, che parlano appunto di come i cadetti debbano amare fatica, dolore e agonia: e trovare Buffalo Bill sarà esattamente quello per Clarice. Ma trovare Bill è anche quello che Clarice vuole, che desidera, fin da quando entra nell’ufficio di Crawford e il suo sguardo cade e indugia sulle pareti, ricoperte come in ogni thriller che si rispetti di foto, dossier, articoli di giornale, moodboard indispensabile per chiunque indaghi su un killer e voglia (desideri, brami intensamente, to covet) scovarlo e fermarlo.


Per farlo, Clarice sarà disposta confrontarsi con Lecter, a sottoporsi al suo sguardo, a ricambiarlo: e guardando, Clarice si troverà a guardare come in uno specchio, costretta come sarà dal quid pro quo impostole dallo psichiatra a parlare dei suoi segreti. Uno specchio scomodo, che però le permetterà di fare pace coi traumi del suo passato, sanando quindi un desiderio inconscio.

Lo sguardo di Demme

La dinamica tra campo e controcampo dei confronti tra Lecter e Clarice è quella durante la quale emerge maggiormente la scelta stilistica fondamentale fatta da Demme per questo suo film. Una scelta che è anche il motivo per cui Il silenzio degli innocenti risulta così potente e coinvolgente per noi spettatori. Spesso accade, durante quei confronti ma non solo, che Demme racconti i primi piani dei suoi due personaggi a confronto, primi piani nei quali sia Hopkins che Foster guardano quasi - quasi mai del tutto, solo in alcuni fugaci momenti - direttamente in macchina, come a rompere la quarta parete ma soprattutto mettendoci, a noi che a nostra volta guardiamo, nei panni e nello sguardo di questi personaggi. In questo modo ci sentiamo tanto oggetto dello sguardo e del desiderio loro, quanto soggetti che guardano e desiderano a nostra volta. Diventiamo, per farla breve, parte in causa in questo gioco perverso e destabilizzante.


Non sono solo Clarice e Hannibal, a giocare a questo gioco di sguardi. Già all’inizio del film, nella scena in cui Clarice incontra Jack Crawford per la prima volta, Demme inquadra Scott Glenn in quello stesso identico modo, facendoci così immedesimare con la stessa Clarice, oggetto del suo sguardo (peraltro molto ambiguo), e facendoci sentire tutto il suo imbarazzo, il suo disagio, la sua speranza. Perfino Bill viene raccontato nello stesso modo, ben prima di quell’esplicita - quella sì - soggettiva del finale, quella del visore notturno: ci sono almeno due o tre inquadrature in cui anche questo killer psicopatico sembra guardarci direttamente negli occhi, facendoci così diventare sue vittime potenziali, e percepire tutta la sua pericolosità.

L’occhio del cinema

È un film di occhi, insomma, quello di Jonathan Demme. Gli occhi dei personaggi (compresi quelli strabici, non certo per caso, dell’entomologo interpretato da Paul Lazar, che è l’unico che guarda Clarice con candore, e per questo libero di provarci giocosamente senza risultare viscido), i nostri occhi. Occhi che guardano e occhi che desiderano, desiderano perfino le cose che temono (il che, a pensarci bene, è uno dei meccanismi di base del cinema).


Occhi che desiderano il semplice atto del vedere, come Lecter, che disegna per rivedere paesaggi, che brama una finestra da cui guardare fuori e che per questa finestra scende a patti. Ma c’è di più: come ha notato uno dei più bravi critici italiani di sempre, Gualtiero De Marinis, il lavoro di Demme sullo sguardo e sulle immagini nel Il silenzio degli innocenti è tale, in qualsiasi scena, l’identificazione dello spettatore non sia solo coi personaggi, e con Clarice in particolare, ma con la macchina da presa stessa, col cinema in quanto tale.

Tutto perfetto, tranne un dettaglio (voluto)

Per i motivi che ho cercato di spiegare, ma anche per trama, montaggio, fotografia, interpretazioni, e tanti altri ancora, Il silenzio degli innocenti è un film cui è difficilissimo imputare un qualsivoglia difetto. L’abbiamo detto: ancora oggi è avvincente, fa paura, coinvolge. Che sia stato citatissimo nel Longlegs di Oz Perkins è segno di un’eredità che non accenna a voler scomparire, o a essere dissipata. E però c’è qualcosa nel film di Demme che sembra così stonato e sciatto che qualcuno potrebbe chiedersi: “perché?”. Un qualcosa che, anche in questo caso, appare subito di fronte ai nostri occhi, prima ancora di tanti altri avvenimenti e fatti e simboli e segnali. Parlo dei titoli di testa: che dopo pochissimi cartelli iniziano a mostrare con inquietante frequenza una crenatura (kerning) irregolare nei nomi che appaiono sullo schermo (il font usato è il Bureau Grot Compressed Bold), con alcune lettere inspiegabilmente più distanziate rispetto ad altre.


Ma se state cantando vittoria, al grido di "la perfezione non è di questo mondo, figuriamoci del cinema", fermatevi qui: perché anche questo dettaglio è stato voluto da Demme, che assieme allo studio grafico M & Co. ha elaborato questa stratehia per suscitare nello spettatore un senso di disagio, squilibrio e di tensione psicologica. Come ce ne fosse il bisogno.



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Romics 36, Space Jam compie 30 anni: festeggiato con una mostra e un panel

Nel 1996 arrivò al cinema Space Jam, film a tecnica mista con Michael Jordan e i personaggi animati Warner Bros, un'opera che si è guadagnata negli anni uno status di cult e ritorna in sala dal 4 al 6 maggio. Nella XXXVI edizione del Romics alla Fiera di Roma, in chiusura domenica 12 aprile, una mostra celebra i 30 anni del film... e della saga, ricordando che c'è stato un sequel nel 2021, Space Jam: New Legends. Se ne discuterà anche in un incontro celebrativo. Guardiamo orari e luoghi più da vicino, ricordandovi di consultare il sito ufficiale del Romics per ulteriori informazioni sul programma.

Space Jam, vecchie e nuove leggende per i 30 anni del fenomeno animato

Space Jam (1996) di Joe Pytka e il suo sequel Space Jam: New Legends (2021) di Malcolm D. Lee hanno fuso la tradizione animata dei personaggi creati dalla Termite Terrace (Bugs Bunny, Daffy Duck, Porky, Taddeo & C.) con lo star system del basket americano: Michael Jordan nel film seminale, LeBron James nel seguito. Una curiosa operazione che ha guadagnato terreno con l'home video non meno che con la fortunata originale uscita cinematografica, trent'anni or sono. Il panel "Space Jam 30: storia e storie di un grande cult", domenica 12 aprile alle 16 presso il Padiglione 5 della Fiera di Roma, nell'ambito del Romics 36, proporrà una chiacchierata proprio sulla natura curiosa di queste opere: moderati da Max Giovagnoli, responsabile dell'area cinema Romics, ne parleranno Domenico Misciagna di Comingsoon.it (cioè chi scrive) e Antonio Cuomo di Movieplayer.it.
Ma non ci sono solo parole al Romics, in materia di Space Jam: sempre nel padiglione 5, nell'Area Mostre, è aperta negli orari della fiera l'esposizione "Space Jam Celebra 30 Anni", in collaborazione con Warner Bros. Entertainment Italy: si potranno osservare still frame dimostrativi, poster, interpretazioni dei personaggi ad opera di giovani talenti dell'Istituto Europeo di Design di Roma, nonché il fumetto ufficiale che accompagnò il lancio transmediale del film. Per chi si voglia cimentare con qualche canestro, è inoltre a disposizione un campo da gioco ispirato al racconto.



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sabato 11 aprile 2026

La 39ª edizione del Bolzano Film Festival Bozen apre con l'anteprima italiana di Elon Musk Unveiled - The Tesla Experiment

Il 39° Bolzano Film Festival Bozen (BFFB) aprirà i battenti il 10 aprile 2026, con l'attesa anteprima italiana di Elon Musk Unveiled - The Tesla Experiment. Il documentario, opera del regista altoatesino Andreas Pichler e presentato in anteprima mondiale all'IDFA di Amsterdam, si propone come una lucida e documentata inchiesta sulla controversa figura di Elon Musk. Partendo da un incidente mortale in Florida che ha coinvolto una Tesla con pilota automatico, e la parziale ammissione di responsabilità aziendale che ne è conseguita, Pichler utilizza materiali interni, filmati di dashcam e testimonianze di ex dipendenti per smontare la narrazione della guida autonoma promossa da Musk sin dal 2014.
Il risultato è un ritratto in cui l'innovazione, la costruzione dell'immagine pubblica e le pressanti dinamiche di mercato si intrecciano in un modo tutt'altro che trasparente. Il direttore artistico Vincenzo Bugno ha espresso grande soddisfazione per la scelta, definendo il film di Pichler un'opera che, come le precedenti, è destinata a confrontarsi con un presente "spesso minaccioso" e che "certamente non ci lascerà indifferenti".

Bolzano Film Festival: concorsi, sezioni speciali e la chiusura

Il fulcro della programmazione è rappresentato dal Concorso BFFB, che quest'anno presenta 12 opere, di cui ben 10 in anteprima nazionale. Il concorso privilegia produzioni e coproduzioni provenienti dall'arco alpino, abbracciando un ventaglio di generi che spazia dalla fiction al documentario, dal cinema ibrido a forme più difficilmente etichettabili, in linea con la volontà del direttore Bugno di creare uno spazio "aperto a tutto ciò che oggi vuol dire fare cinema".
Tra i titoli selezionati spiccano 17 di Kosara Mitic, Dry Leaf di Alexandre Koberidze, il documentario antartico Melt di Nikolaus Geyrhalter, il nuovo lavoro di Carla Simón, Romería, e Safe Exit di Mohammed Hammad. Parallelamente, la sezione RealeNonReale celebra la varietà delle espressioni documentarie con cinque opere di grande originalità, toccando temi che vanno dal diario intimo (Teresas Körper) alla riflessione sul passato coloniale svizzero (Elephants & Squirrels). La rassegna si concluderà con Becaària di Erik Bernasconi, un'anteprima internazionale che è un delicato coming-of-age ambientato nel Ticino del 1977.

Premi, nuove sedi e piattaforme professionali

Questa edizione vedrà l'assegnazione dei premi alla carriera a due personalità di spicco: Ottavia Piccolo e Ulrike Ottinger.
L'attrice italiana viene omaggiata per oltre sessant'anni di presenza ininterrotta e critica nel cinema e teatro italiano ed europeo, con la proiezione di film come Metello e 7 minuti. La regista e sceneggiatrice tedesca è celebrata come artista totale e inclassificabile, la cui opera viene definita da Bugno un "Gesamtkunstwerk eretico, complessivamente e trasversalmente queer".
Tra le novità strutturali, si segnala l'apertura di una seconda sede presso il Teatro Cristallo, una storica istituzione del quartiere Europa-Novacella. Con oltre 400 posti, il Cristallo ospiterà un omaggio a Claudia Cardinale, scomparsa nel 2025, con la proiezione de La ragazza con la valigia introdotta da Carlo Chatrian, e la nuova sezione LiLi – Little Lights, dedicata al pubblico giovane. Infine, sul fronte industry, il festival consolida il suo ruolo di piattaforma professionale con programmi come MASO (formazione internazionale per cortometraggi), NEDC (sostegno ai documentari nel Nord-Est italiano) e Scriptum (focus sulla scrittura di sceneggiature), rafforzando l'ambizione del BFFB di diventare un attore centrale nel polo cinematografico altoatesino.



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Hunger Games, il prima e dopo dei personaggi nella nuova clip de L’alba sulla mietitura

Hunger Games ha invitato i suoi fan a ricordare. Il franchise è di ritorno tra non molto sul grande schermo con un nuovo capitolo prequel intitolato Hunger Games: L’alba sulla mietitura, la cui storia è ambientata durante la Seconda Edizione della Memoria. In occasione dei 50esimi Hunger Games, Haymitch Abernathy è costretto a prendere parte ai giochi come Tributo del Distretto 12.

Considerata l’occasione, il presidente Snow ha richiesto che ogni Distretto offrisse il doppio dei Tributi, quindi quattro ciascuno anziché due, e il destino ha voluto che anche Haymitch finisse tra i prescelti alla mietitura. Per combattere l’attesa, Lionsgate ha condiviso una nuova clip per ricordare cos’è accaduto nel franchise, offrendo uno sguardo prima-dopo ad alcuni dei personaggi già introdotti nel franchise con le fattezze di altre star e di ritorno più giovani in L’alba sulla mietitura.

Hunger Games, la clip per ricordare gli eventi chiave della Ribellione guidata da Katniss prima di L’alba sulla mietitura

Attraverso una nuova clip, il franchise di Hunger Games ha riavvolto il nastro ripercorrendo l’amara storia dei giochi istituiti da Capitol City per punire i Distretti dopo la Ribellione, soffermandosi soprattutto sugli eventi de Il canto della rivolta diviso in due parti sul grande schermo, ripercorrendo cos’è accaduto dopo i 75esimi Hunger Games, della lotta di Katniss Everdeen contro non solo il presidente Snow, ma anche contro la manipolatrice presidente Coin.

A pochi secondi dalla conclusione, la clip torna indietro nel tempo e si sofferma sulla Seconda Edizione della Memoria al centro di Hunger Games: L’alba sulla mietitura. Molti sono i personaggi già introdotti nel franchise e di ritorno per la 50esima edizione dei giochi: oltre ad Haymitch, che nella saga principale è stato interpretato da Woody Harrelson e nel prequel invece avrà le fattezze di Joseph Zada, la clip offre un paragone prima e dopo di personaggi come Effie Trinkett, interpretata cronologicamente prima da Elle Fanning e dopo da Elizabeth Banks, o ancora Wiress interpretata nel prequel da Maya Hawke, Plutarch Heavensbee interpretato da Jesse Plemons e Caesar Flickerman invece da Kieran Culkin. Nella clip appaiono anche le versioni più giovani di Beetee Latier con Kelvin Harrison Jr., di Mags Flanagan con Lili Taylr e quella del presidente Snow interpretato questa volta da Ralph Fiennes. In realtà la clip offre anche uno sguardo a Katniss Everdeen interpretata solo da Jennifer Lawrence e come grande filo conduttore dell’intero video: questo potrebbe suggerire il suo effettivo ritorno, come già vociferato da tempo?

La vittoria di Haymitch ai 50esimi Hunger Games è stata accennata nella saga principale, ma otterrà tutto lo spazio narrativo necessario ne L’alba sulla mietitura, in arrivo a novembre 2026 in sala, raccontando di un giovane Haymitch, appena sedicenne, lanciato in pasto all’arena di Capitol City per un’edizione ancor più spietata delle precedenti. Il doppio dei tributi in arena, ma un solo vincitore. Haymitch è finito nell’elenco per un crudele gioco del destino, poiché il suo nome non è stato sorteggiato alla mietitura, e non ha intenzione di darla vinta a Snow. Ma la sua vittoria sarà estremamente amara, come ha lasciato intendere più volte da adulto.



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Romics 36, Lee Cronin - La mummia, l'horror discusso in un panel alla Fiera di Roma

Lee Cronin - La mummia arriva al cinema il 16 aprile, così nella XXXVI edizione del Romics, in corso alla Fiera di Roma fino a domenica 12 aprile, è previsto un incontro con critici e appassionati per discutere del lungometraggio, firmato da uno dei registi più quotati nel genere. In questo caso la minacciosa mummia non è proprio come ce la si aspetta, così come abbiamo imparato a riconoscerla nella sua forma più iconica. Per ulteriori inormazioni sul programma, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale del Romics.

Lee Cronin - La mummia, al Romics 36 una discussione sull'horror in uscita

Il panel "L'horror più atteso della primavera: Lee Cronin - La Mummia" si terrà sabato 11 aprile alle 17 al Romics nel Padiglione 5, presso il palco del Movie Village: il responsabile dell'area cinema Max Giovagnoli modererà la discussione alla quale parteciperanno il nostro Antonio Bracco, l'architetta scenografa Tiziana Amicuzi, e il co-fondatore e caporedattore di Movieplayer.it, Antonio Cuomo.
Coprodotto da James Wan (Atomic Monster) e Jason Blum (Blumhouse Productions), insieme alla Wicked/Good del regista Lee Cronin, questo nuovo La mummia, sceneggiato dallo stesso Cronin, è una libera rivisitazione del classico del 1932, che ha visto innumerevoli remake e riletture: da quella scanzonata della saga con Brendan Fraser (tra poco riavviata) e quella più avventurosa ma fallimentare al botteghino con Tom Cruise.
In Lee Cronin - La Mummia due genitori hanno perso la figlia Kate nel deserto. Otto anni dopo, inaspettatamente, la piccola ricompare: alla gioia per l'evento insperato, si sostituisce presto una sensazione di paura. La Katie ritrovata è diversa dalla bambina che tutti ricordavano: ritrovata in un sarcofago, forse non appartiene più al mondo dei vivi. C'è ancora da qualche parte, seppellita in quell'essere, la figlia che il resto della famiglia ricorda? O è solo ormai una pura incarnazione del male?



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venerdì 10 aprile 2026

Storie di donne, uomini e comunità: in anteprima a Roma il documentario che racconta la marginalità geografica e sociale

Il documentario Storie di donne, uomini e comunità, diretto da Paola Traverso e Vincenzo Franceschini, arriva in anteprima nazionale al Nuovo Cinema Aquila dal 13 al 17 aprile, all’interno della rassegna “Uscita d’Emergenza”.
Prodotto da TCC Teatro Cooperativa, Il Gigante e Big Bang Production, il film rappresenta il risultato di un lungo percorso creativo e produttivo sostenuto da numerose realtà istituzionali, tra cui il Ministero della Cultura e diverse Film Commission regionali. Il debutto romano segna l’inizio di un tour che porterà il documentario in tutta Italia e anche a livello internazionale, fino a una proiezione speciale al Parlamento Europeo.

Il cuore del racconto è un viaggio attraverso territori marginali, segnati dalla crisi e dall’abbandono, ma anche da una sorprendente capacità di rinascita. Dalle colline senesi del Teatro Povero di Monticchiello alle comunità alpine della Liguria, passando per esperienze urbane di rigenerazione a Genova e Bologna, fino alle realtà del Sud come Melpignano e Brindisi, il documentario racconta storie diverse unite da una stessa tensione: costruire legami, creare comunità, immaginare un futuro condiviso. In questi luoghi, spesso lontani dai riflettori, emergono nuove forme di convivenza, economia e cura del territorio che ribaltano la narrazione di un’Italia immobile.

"Storie di donne, uomini e comunità è frutto di un viaggio: fisico, poetico e politico" spiegano Traverso e Franceschini. "È un racconto corale, un intreccio di volti, voci e gesti, un mosaico di paesaggi e suoni, per far emergere e raccontare una creatività diffusa, minuta e indomita, capace di generare nuove forme di vita e di relazione. Esiste un movimento fragile e necessario che spinge l’essere umano a uscire da sé per cercare l’altro. È da questa urgenza che nasce il nostro film: un’opera che attraversa margini, periferie, borghi e città, incontra storie che spesso restano invisibili, restituendo uno sguardo aperto, autentico sul mondo che ci circonda.
Nato nel tempo dell’isolamento, il documentario guarda alla comunità non come a una forma chiusa, ma come a un organismo vivo e in continuo divenire. Per noi il cinema è questo: un luogo di incontro, di immaginazione e di costruzione condivisa, dove un’idea prende forma collettivamente. La troupe è di fatto una comunità, che in questo caso ne narra altre. E’ stato un percorso fatto di incontri, memorie e riflessioni, uno spazio per lasciarci toccare, sorprendere e farci pensare, un’avventura che continuerà nell’incontro con il pubblico in ogni città."

Dopo l’anteprima romana, Storie di donne, uomini e comunità intraprenderà un articolato percorso di proiezioni evento, toccando città come Milano, Pisa, Firenze, Livorno e Reggio Emilia, per poi proseguire nel Sud Italia tra Matera, Bari, Lecce e Foggia. Il progetto segna anche l’ingresso di Gigante Cinema Distribution nel campo della distribuzione indipendente, sostenuto dalla collaborazione di cooperative, associazioni e comunità locali. Più che un semplice documentario, Storie di donne, uomini e comunità si configura come un racconto corale che restituisce voce a chi, ogni giorno, sceglie di non subire il cambiamento, ma di costruirlo.
Qui sotto il trailer del film.



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Interstellar, Steven Spielberg ci lavorò per un anno: "Era più una cosa da Nolan"

Intervistato da Empire nell'attesa del suo Disclosure Day, al cinema dall'11 giugno, Steven Spielberg ha spiegato di avere avuto tra le mani il progetto di Interstellar per un anno intero. Ci lavorò, ma non riuscì a trovare la chiave giusta per lui.

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giovedì 9 aprile 2026

Pearl Harbor: cosa c'è di vero e cosa c'è di finzione nel film colossal ispirato a fatti realmente accaduti?

Pearl Harbor, film colossal del 2001 diretto da Michael Bay, che ha vinto il Premio Oscar per il Miglior montaggio sonoro, trae spunto dai fatti storici realmente accaduti ma si discosta dalla verità assolutamente storica per via della sua natura non accurata e per la presenza di diversi errori (se ne possono contare addirittura ben 177), oltre che dell'intreccio principale prettamente romanzato e amoroso. Ma cosa c'è di vero e cosa c'è di finzione?

Pearl Harbor film diretto da Michael Bay: di cosa parla il film?

Rafe McCawley (Ben Affleck) e Danny Walker (Josh Hartnett), migliori amici e appassionati di aerei sin da bambini, si sono arruolati insieme nel Corpo Aeronautico dell’esercito e sono entrambi primi tenenti sotto il comando del maggiore Jimmy Doolittle (Alec Baldwin). Il superiore informa Rafe che la sua domanda per entrare nello Squadrone Eagle - un comando dell’aeronautica inglese per piloti americani - è stata accettata; deve quindi sottoporsi ai controlli e alle visite mediche a cui i soldati devono sottoporsi per poter partire in missione. Qui il ragazzo incontra una bella e gentile infermiera di nome Evelyn (Kate Beckinsale) che, dopo aver scoperto la dislessia del ragazzo, gli assegna ugualmente i 10/10 all’esame oculistico per non togliergli il distintivo. Tra i due nasce l'amore ma ben presto sono costretti a separarsi per via dell'imminente partenza di Rafe per combattere in Europa contro le forze naziste. Le promette comunque di raggiungerla al più presto.

Nel frattempo, Evelyn e Danny devono trasferirsi alla base navale delle Hawai, a Pearl Harbour, la principale base statunitense nel Pacifico. Qui, poco dopo, vengono a scoprire che Rafe è stato dato per disperso in un'azione di guerra. Il grande dolore per la perdita del suo amato porta Evelyn nelle braccia di Danny: i due finiscono con l'innamorarsi ed iniziare una relazione. Qualche settimana più tardi, però, Rafe torna a casa e si presenta da lei, spiegandole che è sopravvissuto all'incidente spinto proprio dall’amore per lei. Ma capisce fin da subito che qualcosa è cambiato. Tuttavia i due amici non hanno tempo e modo di chiarirsi perché la mattina successiva Pearl Harbor viene attaccata dall’esercito giapponese. Danny e Rafe si troveranno coinvolti, così come Evelyn, nella difesa aerea del porto militare e, nel tentativo di salvare più vite possibili, metteranno momentaneamente da parte i loro rancori...

Pearl Harbor: cosa c'è di vero e cosa di finzione?

Il film diretto da Michael Bay, come detto sopra, trae spunto dai fatti storici realmente accaduti ma l'attacco alla base navale di Pearl Harbor da parte dell'esercito giapponese funge solo da sfondo/contesto storico in cui viene inserito un intreccio prettamente romanzato e amoroso. Il triangolo amoroso tra i tre protagonisti è infatti puramente finzione e anche gli stessi personaggi sono immaginari, ma le riprese di Rafe e Danny nel film sono ispirate alle azioni eroiche di due piloti realmente esistiti, Kenneth Taylor e George Welch. Di vero, oltre al contesto storico, troviamo anche il personaggio di Doris Miller, il quale è esistito veramente: si trattava di un addetto alla mensa che, nonostante non fosse addestrato, ad un certo punto, prese il controllo di una mitragliatrice e fu il primo afroamericano a ricevere la Navy Cross. Sono realmente esistiti anche il presidente Franklin D. Roosvelt, l'ammiraglio Isoroku Yamamoto e l'ammiraglio Husband Kimmel.



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Exit 8: ecco il final trailer dell'inquietante horror giapponese presto anche nei cinema italiani

Quando si dice "ecco un horror che non mi perderei per niente al mondo"! Per noi questo è il caso di Exit 8, che fortunatamente arriverà anche nei nostri cinema, il prossimo 23 aprile, con Adler Entertainment. Ad essere sinceri i cosiddetti j-horror e i loro parenti asiatici sono forse gli ultimi film di genere che ci abbiano fatto provare brividi di autentica paura e non a caso sono stati molto copiati dai loro parenti occidentali. Diretto da Kawamura Genki e ispirato all'omonimo videogame di Kotake Create, Exit 8 ha tutti gli ingredienti giusti per creare inquietudine nello spettatore, che si trova da una situazione apparentemente normale catapultato nel suo peggiore incubo. E siccome tutti noi abbiamo luoghi in cui ci orientiamo poco e magari a volte abbiamo fatto un pensiero simile (alcuni spiritosi commentatori italiani hanno paragonato il labirinto in cui si trova il protagonista ai sotterranei dell'Alta Velocità della stazione di Bologna o a certe fermate della metro C di Roma), è più facile immedesimarsi in quello che accade al personaggio. Questo intanto è il final trailer originale di Exit 8, giudicate voi.

Exit 8: la trama

Un uomo senza nome (Kazunari Ninomiya) che, dopo un momento di crisi personale, si ritrova intrappolato in un corridoio sotterraneo infinito, privo di tempo e direzione, alla disperata ricerca di una via d’uscita che sembra non esistere: la misteriosa Uscita 8. Prima di perdersi nel labirinto, l’uomo riceve una telefonata dalla sua ex compagna (Nana Komatsu), che lo informa di essere incinta e gli chiede cosa fare. Già tormentato dai dubbi sulla propria capacità di assumersi delle responsabilità, viene sopraffatto da un attacco d’asma nella metropolitana e si risveglia in un passaggio deserto che si ripete all’infinito. Sulle pareti del corridoio compaiono regole precise per sopravvivere. Se qualcosa appare strano, bisogna tornare immediatamente indietro; se tutto sembra normale, si può proseguire. Ogni errore, anche il più piccolo, riporta il protagonista al punto di partenza, all’Uscita 0, costringendolo a rivivere il ciclo all’infinito. Le anomalie possono essere minime o disturbanti: una porta comparsa dal nulla, un dettaglio fuori posto, fino a visioni inquietanti che mettono alla prova i suoi sensi. Nel corso del suo vagare, l’uomo incontra figure enigmatiche, tra cui un’entità silenziosa che percorre incessantemente il corridoio e un bambino. Attraverso frammenti di memoria e rivelazioni, il corridoio diventa una manifestazione delle sue paure, delle sue colpe e delle scelte mancate. Mentre il confine tra percezione e realtà si dissolve, l’uomo dovrà decidere se fidarsi di ciò che vede o spezzare il ciclo e capire se uscire dal corridoio significhi davvero salvarsi.



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A Cena con il Dittatore: 5 buoni motivi per non farsi sfuggire l'esplosiva e irriverente commedia spagnola campione d'incassi

Secondo la migliore tradizione della commedia nera nella cinematografia spagnola, A cena con il dittatore del regista Manuel Gómez Pereira, mette in scena una situazione paradossale e carica di tensione. Il film è ambientato nella Spagna del 1939, subito dopo la fine della Guerra Civile, ed è tratto dalla pièce teatrale di José Luis Alonso de Santos. Racconta le vicende di un gruppo di cuochi repubblicani costretti a preparare un banchetto in onore del generalissimo Franco. Tra satira, ironia, paura e desiderio di libertà, la storia costruisce un racconto corale che unisce intrattenimento e riflessione politica, riportando al centro del cinema europeo una forma di commedia capace di parlare del passato con uno sguardo lucido sul presente.

In patria, la critica spagnola ha evidenziato come A cena con il dittatore riesca a bilanciare satira e memoria storica, offrendo una “risa amarga”, ovvero una "risata amara", capace di riflettere sul franchismo senza rinunciare all’intrattenimento. L'opera è percepita come un film intelligente e stimolante, capace di far convivere comicità e tragedia. Ma per scendere più nel dettaglio, qui sotto potete trovare quelle che secondo noi sono le ragioni per non farsi scappare questo film, dal 9 aprile nei cinema italiani con Officine UBU.

La satira come strumento per raccontare la Storia

Uno dei punti di forza del film è la capacità di utilizzare la commedia per raccontare un periodo drammatico come quello immediatamente successivo alla Guerra Civile spagnola. La cena organizzata dal regime franchista diventa così un potente dispositivo narrativo, sospeso tra tensione e ironia. Non si tratta di una satira superficiale: l’umorismo è raffinato, mai gratuito, e convive con momenti di durezza e tragedia. Ne nasce un equilibrio sottile tra rispetto della memoria storica e intrattenimento. È proprio questa ambivalenza a rendere il film incisivo: si sorride, ma con piena consapevolezza.

Il film ha riscosso un notevole successo in patria, ottenendo otto candidature ai Premi Goya, di cui due che sono valse la statuetta per i migliori costumi e per la migliore sceneggiatura, e incassando quasi 4 milioni e mezzo di euro, con oltre 650.000 spettatori. Questi risultati confermano la sua capacità di parlare a un pubblico ampio, ma anche la forza del suo messaggio. Si tratta infatti di una commedia antibellica sorprendentemente attuale, capace di raccontare dinamiche di potere autoritario e sopraffazione che continuano a risuonare anche nel presente.

Dal teatro al cinema: una storia costruita su dialoghi brillanti

Tratto dalla pièce "La cena de los generales", il film conserva una forte impronta teatrale che diventa un valore aggiunto. La sceneggiatura è ritmata e precisa, i dialoghi sono brillanti e taglienti, e la tensione cresce attraverso il confronto tra i personaggi e l’imprevedibilità delle loro scelte. La regia accompagna lo spettatore negli ambienti eleganti dell’Hotel Palace di Madrid, fondendo la solidità della scrittura teatrale con la fluidità del linguaggio cinematografico.

Una “cena” che si inserisce in una grande tradizione cinematografica

Il tema della cena come motore narrativo è un classico del cinema, da La grande abbuffata a Perfetti sconosciuti fino a La cena dei cretini. Qui però viene reinterpretato in chiave originale. Il banchetto diventa il luogo in cui si rivelano rapporti di potere e tensioni sociali, ma anche il punto di partenza per un piano di fuga. In questo caso, la cena è letteralmente una questione di vita o di morte. Il film riesce così a mescolare con intelligenza commedia degli equivoci, racconto storico e tensione da thriller.

Un cinema “classico” che dialoga con il presente

A cena con il dittatore è stato descritto come un film dal gusto “classico”, capace di richiamare la grande commedia europea e autori come Billy Wilder, Frank Capra e Ernst Lubitsch, oltre alla tradizione italiana di Dino Risi e Alberto Sordi. Ma non è un esercizio nostalgico: dietro la leggerezza si nasconde uno sguardo politico preciso, che usa l’ironia per riflettere su potere, libertà e resistenza. In un panorama cinematografico spesso dominato dallo spettacolo fine a sé stesso, questo film dimostra che si può ancora fare un cinema intelligente, capace di divertire e far pensare allo stesso tempo. Anche nei momenti più bui, la cultura trova sempre il modo di ricordarci che esiste una possibilità di scelta, di dignità e, soprattutto, di libertà.

A cena con il dittatore: la trama del film

Spagna, 1939. Appena due settimane dopo la fine della Guerra Civile, il generalissimo Franco ordina una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace di Madrid. Un giovane tenente, il maître dell’hotel e un gruppo di prigionieri repubblicani - oppositori del regime franchista ma dotati di grande talento in cucina - sono costretti a preparare il banchetto in tempi record. Tutto sembra procedere senza intoppi, ma i cuochi stanno pianificando non solo il banchetto… bensì anche la loro fuga. Tra sospetti, tradimenti e gesti estremi, come un tentativo di avvelenamento sventato all’ultimo momento, la cena si trasforma in un pericoloso equilibrio tra obbedienza e resistenza.

Qui sotto il trailer di A cena con il dittatore, dal 9 aprile al cinema.



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The Thing That Hurts: al via le riprese del film di Arnaud Desplechin prodotto da Wes Anderson

Pronto un cast internazionale di tutti rispetto per il nuovo film del regista francese Arnaud Desplechin, The Thing That Hurts (Les Choses qui font mal), il terzo girato in inglese dopo Esther Kahn e Jimmy P. Un progetto a cui si lavora da tempo, annunciato già nel 2024, con un produttore d'eccellenza come Wes Anderson, di casa in Francia, le cui riprese sono partite in questi giorni. Si tratta di una commedia agrodolce con protagonisti Alfre Woodard, J.K. Simmons, Felicity Jones, Jason Schwartzman e Noémie Merlant, oltre a Golshifteh Farahani, André Holland e Teddie Allen.

Con Wes Anderson come produttore esecutivo, le riprese del film sono iniziate martedì 7 aprile e si svolgeranno a Bruxelles e Parigi. Scritto da Desplechin e Kamen Velkovsky, il film ruota attorno a un gruppo di pazienti che si ritrovano a Parigi in seguito alla morte del loro rinomato psicoanalista americano. Quello che inizia come un incontro per onorarne la memoria si trasforma in un confronto molto intimo, mentre emergono legami inaspettati e verità sepolte da tempo, rivelando l’influenza profonda e duratura che il terapeuta ha avuto sulla vita di ognuno di loro. "Unendo umorismo e profondità emotiva, la storia esplora il lutto, l’identità e i fili invisibili che legano le persone".

Parlando del fillm qualche tempo fa a Variety, Desplechin ha descritto The Thing That Hurts come una commedia sugli espatriati a Parigi, “un po’ come Midnight in Paris. Ci sono sette storie. Come ne I sette samurai o Biancaneve e i sette nani. E al centro c’è la regina: la psicoanalista”, ha detto Desplechin, che ha preso ispirazione dalle tante storie divertenti di psicoanalisi che conosce, mentre Velkovsky ha portato il suo amore per la commedia americana.



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mercoledì 8 aprile 2026

I migliori film in streaming interpretati da Dennis Quaid

Compie oggi 72 anni il texano D.O.C. Dennis Quaid, attore che ha attraversato quasi cinquant’anni di cinema americano regalandoci titoli di grande richiamo e in qualche caso notevole valore artistico. Qui sotto potete trovare alcuni dei suoi film in streaming che vi consigliamo di vedere o recuperare. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Dennis Quaid

  • I cavalieri dalle lunghe ombre 
  • Salto nel buio
  • Wyatt Earp
  • The Day After Tomorrow - L’alba del giorno dopo
  • The Substance

I cavalieri dalle lunghe ombre (1980)

Walter Hill si cimenta col western e regala al pubblico di tutto il mondo un lungometraggio indimenticabile, uno spaccato metaforico e stilizzato dell’epoca in cui le pallottole contavano più delle parole. Dennis Quaid recita insieme al fratello Randy, ai fratelli Carradine, ai fratelli Keach. I cavalieri dalle lunghe ombre è una produzione a basso budget che sa esaltare la visione del regista con trovate magnifiche e un'atmosfera crepuscolare degna dei grandi nomi. Titolo di culto di inizio anni ‘80 che merita di essere posto accanto ai migliori western revisionisti. Grande cinema per il primo successo personale dell’attore. Disponibile su Apple Itunes.

Salto nel buio (1987)

Il classico di fantascienza diretto da Joe Dante vede Quaid recitare insieme a Meg Ryan che diventerà la sua futura moglie e Martin Short. Salto nel buio diventa immediatamente un oggetto di culto per famiglie, un lungometraggio dal ritmo scatenato e  dalle trovate visive preziose, tanto da arrivare all’Oscar per gli effetti speciali, ideati tra gli altri dal leggendario Dennis Muren. Azione, fantasia al potere, quel pizzico di tono iconoclasta che Dante sapeva sempre regalare ai propri prodotti. Da rivedere sempre con enorme piacere, un film che ti mette costantemente di ottimo umore. Uno dei fiori all’occhiello della filmografia di Quaid. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes.

Wyatt Earp (1994)

Western dal budget spropositato, che Lawrence Kasdan non riesce a contenere nella scala epica franando spesso contro una narrazione lentissima. Eppure questo Wyatt Earp continua ad avere un fascino potente, quello del capolavoro mancato che possiede comunque un respiro epico notevole. Kevin Costner è potente una volta che smette i panni del giovane protagonista, ma la cosa migliore del film è senza alcun dubbio Quaid nel ruolo di Doc Holliday. Anche Gene Hackman in una breve apparizione in un film scollato ma a tratti vibrante, che avrebbe meritato un montaggio migliore e fortune maggiori. A noi comunque affascina. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes.

The Day After Tomorrow - L’alba del giorno dopo (2004)

Il più grande disaster movie mai realizzato” Ci sono in molti che lo pensano, e noi potremmo essere tra essi. Perché Roland Emmerich costruisce The Day After Tomorrow - L’alba del giorno dopo prima di tutto con la sceneggiatura, dotando il suo blockbuster di un’anima contagiosa e di personaggi non stereotipati. Il resto lo fanno i grandiosi effetti speciali  e le interpretazioni ottime di Quaid, di Jake Gyllenhaal, di Emmy Rossum e tutti gli altri. Ci si diverte, si parteggia per i personaggi, si assiste ammutoliti allo spettacolo della natura che si ribella. Potentissimo e ultra-spettacolare. Il capolavoro di Emmerich. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Disney +.

The Substance (2024)

Chiudiamo con il body-horror do Coralie Fargeat dove Quaid può lanciare a ruota libera il suo lato istrionico. In questo modo si alterna perfettamente con le due protagoniste Demi Moore e Margaret Qualley. The Substance possiede una sceneggiatura robusta ma soprattutto un occhio cinefilo che funziona, soprattutto se hai vissuto l’horror degli anni ‘80. Il finale è parossistico, spietato e divertente. Trucchi tutti meccanici che vincono l’Oscar strameritata mente. Gore come questo tipo di lungometraggi dovrebbero sempre essere. Straripante e vezzoso, uno spasso da gustare al sangue…Disponibile su CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Paramount +.



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X-Men, il reboot potrebbe espandersi: Marvel pensa a più film?

Il reboot degli X-Men sta prendendo forma dietro le quinte, ma il pubblico si interroga sul lungo termine dei mutanti: il prossimo film diretto da Jake Schreier sarà semplicemente un caso isolato oppure offrirà l’opportunità ai Marvel Studios di rilanciare l’intero franchise con numerosi progetti legati agli X-Men?

Ad affrontare questa curiosità di recente è stato proprio il regista, che ha già sperimentato l’ebrezza del Marvel Cinematic Universe cimentandosi con la regia di Thunderbolts* nel 2025. Nel frattempo Schreier ha annunciato i due sceneggiatori che si occuperanno della storia del reboot degli X-Men e, non contento, ha spezzato una lancia a favore del futuro dei mutanti.

Il regista del reboot degli X-Men suggerisce che questo potrebbe non essere un film autoconclusivo

Una delle domande più gettonate tra il pubblico affezionato agli X-Men riguarda la realizzazione del reboot: si tratta di un singolo film, prima di integrare tutti questi personaggi nelle dinamiche del MCU, oppure l’intenzione degli Studios è di costruire qualcosa di più grande e più solido? A giudicare dalle recenti dichiarazioni di Jake Schreier, potrebbe esserci speranza.

Come ha raccontato a Collider, a detta del regista l’attenzione immediata è naturalmente rivolta al successo del primo film reboot degli X-Men, ma “Marvel sta già pensando ben oltre il primo capitolo”, si legge. Al regista è stato quindi chiesto se stessero considerando il futuro a lungo termine del franchise durante la fase di sviluppo della sceneggiatura realizzata con il supporto Lee Sung Jin e Joanna Calo e a quel punto ha spiegato: “Penso che, ovviamente, la cosa più importante sia realizzare un film fantastico. Ma quando ne parliamo, teniamo sempre d'occhio anche le diverse possibilità. Quali direzioni potrebbe prendere la storia? Quali sono gli elementi già esplorati nei fumetti? Cosa non è stato ancora approfondito a sufficienza e come potremmo integrarlo? E quali sono le strade meno battute che potremmo intraprendere? Ma queste idee sono sempre presenti durante le nostre discussioni”.

Leggi anche X-Men: il regista svela i nomi degli sceneggiatori del reboot

Volendo interpretare le parole di Jake Schreier, il prossimo reboot degli X-Men non è da intendersi come un film di supereroi autoconclusivo; inoltre il team creativo sta valutando passo dopo passo come costruire una storia più solida che possa supportare anche altri film in futuro. Ad oggi non sappiamo quale sarà la trama del prossimo capitolo degli X-Men, ma un indizio potrebbe arrivare da Avengers: Doomsday, dove figurano nel cast personaggi iconici come il Professor X, Ciclope, Magneto e anche Gambit.



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martedì 7 aprile 2026

I migliori film in streaming di Kevin Durand, nel cast di Finché morte non ci separi 2

L’arrivo nelle sale italiane di Finché morte non ci separi 2 ci permette di dedicare i nostri soliti cinque film in streaming a uno dei componenti del suo cast, ovvero il roccioso Kevin Durand. Lanciato da una serie di culto quale è stata Lost, Durand si è successivamente affacciato al cinema attraverso una serie di ruoli di stampa che ne hanno messo in luce la presenza fisica ma anche un certo carisma. Eccovi dunque i suoi film che reputiamo migliori e che potete trovare sulle varie piattaforme. Buona lettura.

Cinque film in streaming di Kevin Durand, nel cast di Finché morte non ci separi 2

  • Quel treno per Yuma
  • Robin Hood
  • Real Steel 
  • Cosmopolis
  • Abigail 

Quel treno per Yuma (2007)

Il remake del western classico diretto da James Mangold avrebbe meritato molta più fortuna di quanta ne ha ottenuta, in quanto si tratta di un prodotto scritto e confezionato con un occhio classico che poi presenta personaggi molto contemporanei. Russell Crowe e Christian Bale si sfidano a colpi di bravura, Gretchen Mol, Peter Fonda, Ben Foster e Durand sono comprimari di lusso. Insomma, Quel treno per Yuma è un film di enorme spessore cinematografico, che esalta l’amante del genere con uno spettacolo mai scontato. Uno dei migliori titoli western del nostro millennio. Con un finale che spezza il cuore. Disponibile su Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Robin Hood (2010)

Il blockbuster diretto da Ridley Scott è stato fin troppo sottovalutato dalla critica, si tratta comunque di uno spettacolo notevole con personaggi corposi. E poi se hai come protagonisti Russell Crowe e Cate Blanchett, comunque sul tavolo ci metti due pezzi da 90. Durant partecipa a Robin Hood nel ruolo di Little John, e garantisce divertimento e testosterone. Noi continuiamo ad amare davvero questo action d’epoca enorme e pieno di ritmo, con una battaglia finale potente e ottimi momenti di cinema. Max von Sydow nel suo cammeo è magnifico. FIlm d’intrattenimento con un cuore e un’anima spettacolare. Da riscoprire. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

Real Steel (2011)

Lo sci-fi diretto da Shawn Levy offre al protagonista Hugh Jackman la possibilità di sviluppare un personaggio commovente e sentito. Accanto a lui oltre a Durant come sempre efficace troviamo una Evangeline Lilly bellissima e di sicuro affidamento. Nel complesso Real Steel è un film di fantascienza per famiglie che si mescola in maniera bizzarra con il dramma sportivo. Ben orchestrato, intelligente nelle trovate, forse leggermente superficiale ma senza dubbio divertente da seguire. discreto successo di pubblico, senza troppe infamie e qualche lode. Da godersi per una serata spensierata. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision.

Cosmopolis (2012)

L’adattamento cinematografico del libro di Don DeLillo diretto dal maestro David Cronenberg ci porta dentro un incubo metropolitano di rarissima efficacia cinematografica. Cosmopolis è un road-movie dentro un inferno metropolitano scandito da un lavoro sul suono impressionante. Un Robert Pattinson tagliente conduce un cast portentoso che comprende Paul Giamatti e Juliette Binoche. La follia del vivere contemporaneo messa in scena con un piglio tanto frenetico quanto disperato. I mostri della coscienza rappresentati ancora una volta il tutto il loro orrore. Film seminale, sottovalutato, ipertrofico e avvincente. Durante come spalla di Pattinson è terrificante e distruttivo. Grande titolo da riscoprire in toto. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Rai Play.

Abigail (2024)

Chiudiamo con questo gustosissimo horror che mescola Quentin Tarantino, case infestate, soprattutto vampiri vecchio stile con denti aguzzi e tanta, tanta sete di sangue umano. Abigail è un prodotto usa e getta dal valore notevole, spiritoso e terrificante, spigliato e a momenti toccante. Melissa Barrera come protagonista funziona davvero, la giovane antagonista fa seriamente paura. il cameo finale di Matthew Goode è uno spasso. Ci si diverte proprio tanto, non esageriamo. Vedetelo e non ve ne pentirete. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Netflix, Amazon Prime Video.



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X-Men: il regista svela i nomi degli sceneggiatori del reboot

Gli X-Men sono tornati e, dopo l’assaggio che offrirà Avengers: Doomsday, il pubblico potrà contare sulla realizzazione di un nuovo reboot degli X-Men. Il progetto, in cantiere presso i Marvel Studios, da tempo ha confermato la partecipazione di Jake Schreier, regista che se ne occuperà dopo aver diretto Thunderbolts* nel 2025, e ora avrebbe rivelato anche il duo di sceneggiatori che si occuperà della storia.

In attesa di scoprire cosa accadrà in Avengers: Doomsday e successivamente in Avengers: Secret Wars, dietro le quinte qualcosa bolle in pentola per quanto riguarda gli X-Men. Il progetto, a detta del regista, sta prendendo sempre più forma dopo la selezione di due sceneggiatori ben noti soprattutto sul piccolo schermo.

Il regista del reboot degli X-Men ha scelto due sceneggiatori già collaudati in precedenza

Dopo Thunderbolts*, Jake Schreier si occuperà di un altro progetto ben inserito nel Marvel Cinematic Universe lavorando a stretto contatto con i mutanti. Sua sarà la responsabilità di guidare la prossima era degli X-Men sul grande schermo con un reboot attualmente in fase di sviluppo che avrebbe scelto il suo di sceneggiatori. Secondo quanto riferito dal regista a Collider, ad occuparsi del prossimo film sui mutanti saranno Lee Sung Jin e Joanna Calo, entrambi noti per successi televisivi (rispettivamente Beef - Lo scontro e The Bear). A Collider, ha rivelato che tutti e tre hanno lavorato a Lo Scontro, dramma di Netflix: “Siamo ancora in fase di sviluppo. Sapete, una delle cose più interessanti legate a Beef è che sia Sonny [Lee Sung Jin] che Joanna [Calo] hanno lavorato a questa stagione. Ovviamente, Beef è lo show di Sonny, e anche Joanna ha lavorato a questa stagione, e abbiamo lavorato insieme alla prima stagione di Beef e a Thunderbolts*”. Avendo maturato questi trascorsi, i tre hanno deciso di lavorare di nuovo insieme anche per il prossimo capitolo cinematografico degli X-Men: “Ora ci sono anche loro e stanno lavorando a una bozza proprio mentre parliamo, è davvero emozionante poter riunire di nuovo questo gruppo di talenti”.

Inoltre ha aggiunto che di Sonny ammira la “scrittura e la capacità di prendere piccole dinamiche interpersonali e farle esplodere in una cornice molto più ampia”, che sarà un elemento fondamentale per il prossimo film sugli X-Men. Infine ha concluso condividendo la sua felicità all’idea di lavorare con i creatori di due delle serie tv più “interessanti del momento” e precisato: “Quando si rileggono i fumetti degli X-Men, si trova un'ideologia, ma anche drammi interpersonali, quasi da soap opera. Avere sceneggiatori che capiscano come far emergere l'ideologia dalle dinamiche personali, se riusciamo a farlo bene, è ciò che renderà gli X-Men più autentici e fedeli al loro potenziale”. Considerata la segretezza Marvel, Schreier non ha voluto aggiungere di più in merito alla trama in fase di sviluppo.

Intanto gli X-Men torneranno presto al cinema: in Avengers: Doomsday, previsto per dicembre 2026, riappariranno tra i più iconici anche il Professor X di Patrick Stewart e Magneto di Ian McKellen, così come Ciclope di James Marsden.



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Film Ora al Cinema, ecco i 10 più visti ieri: Il Box Office italiano di Lunedì 6 Aprile

Quali sono stati i film più visti nei cinema italiani nella giornata di ieri, Lunedì 6 Aprile 2026? Qui sotto la classifica dei 10 film più visti nelle nostre sale, ordinati in base agli incassi giornalieri. Per ogni titolo vi forniamo anche il totale complessivo raggiunto al momento al botteghino italiano, il numero di spettatori, il trailer ufficiale e l'elenco dei cinema in cui sono programmati i film.

Top 10 degli incassi al cinema in Italia, Lunedì 6 Aprile

Rispetto al giorno precedente, le prime cinque posizioni restano invariate, con Super Mario Galaxy - Il film sempre nettamente in testa nonostante un lievissimo calo degli incassi. The Drama e Che Dio perdona a tutti consolidano il podio, mentre L’ultima missione: Project Hail Mary e Cena di classe mantengono le loro posizioni ma con flessioni nei ricavi giornalieri. Nella parte centrale si registra il sorpasso de È l’ultima battuta? su Mi batte il corazon, mentre Lo straniero cresce leggermente. In coda rientra Jumpers, mentre Un bel giorno esce dalla top 10.Ecco i 10 film più visti nei cinema italiani nella giornata di Lunedì 6 Aprile 2026, secondo i dati ufficiali forniti da Cinetel:

  1. SUPER MARIO GALAXY - IL FILM, € 845.695, per un incasso totale di € 7.284.267 (919.888 spettatori)

    Un film di Aaron Horvath e Michael Jelenic, con le voci originali di Chris Pratt, Anya Taylor-Joy, Jack Black, Charlie Day, Keegan Michael Key e Kevin Michael Richardson



    Ecco dove vedere al cinema il film SUPER MARIO GALAXY - IL FILM.



  2. THE DRAMA - UN SEGRETO È PER SEMPRE, € 199.396, per un incasso totale di € 1.725.552 (223.170 spettatori)

    Un film di Kristoffer Borgli, con Robert Pattinson, Zendaya, Alana Haim, Mamoudou Athie, Michael Abbott Jr., Jordyn Curet, YaYa Gosselin, Peyton Jackson, Echo Campbell, Doria Bramante e Greer Cohen



    Ecco dove vedere al cinema il film THE DRAMA - UN SEGRETO È PER SEMPRE.



  3. CHE DIO PERDONA A TUTTI, € 164.682, per un incasso totale di € 633.148 (90.369 spettatori)

    Un film di Pif, con Pif, Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti e Domenico Centamore



    Ecco dove vedere al cinema il film CHE DIO PERDONA A TUTTI

  4. L'ULTIMA MISSIONE: PROJECT HAIL MARY, € 109.440, per un incasso totale di € 3.749.009 (475.184 spettatori)

    Un film di Phil Lord e Christopher Miller, con Ryan Gosling, Liz Kingsman, Lionel Boyce, Milana Vayntrub, Sandra Hüller, Ken Leung e James Ortiz



    Ecco dove vedere al cinema il film L'ULTIMA MISSIONE: PROJECT HAIL MARY.



  5. CENA DI CLASSE, € 74.407, per un incasso totale di € 1.352.967 (184.842 spettatori)

    Un film di Francesco Mandelli, con Beatrice Arnera, Herbert Ballerina, Giovanni Esposito, Roberto Lipari, Francesco Mandelli, Nicola Nocella, Andrea Pisani, Francesco Russo, Giulia Vecchio, Annandrea Vitrano, Ninni Bruschetta e Debora Villa



    Ecco dove vedere al cinema il film CENA DI CLASSE

  6. LO STRANIERO, € 40.705, per un incasso totale di € 158.648 (22.967 spettatori)

    Un film di François Ozon, con Benjamin Voisin, Pierre Lottin, Swann Arlaud, Denis Lavant, Rebecca Marder, Benjamin Hicquel e Jean-Benoît Ugeux



    Ecco dove vedere al cinema il film LO STRANIERO

  7. È L'ULTIMA BATTUTA?, € 29.269, per un incasso totale di € 139.801 (19.902 spettatori)

    Un film di Bradley Cooper, con Bradley Cooper, Laura Dern, Will Arnett, Sean Hayes, Andra Day, Tom Johnson, Blake Kane, Scott Icenogle, Ciarán Hinds, Christine Ebersole, Amy Sedaris, Chloe Radcliffe, Jordan Jensen e Reggie Conquest



    Ecco dove vedere al cinema il film È L'ULTIMA BATTUTA?

  8. JUMPERS - UN SALTO TRA GLI ANIMALI, € 22.737, per un incasso totale di € 5.016.732 (685.536 spettatori)

    Un film di Daniel Chong, con le voci originali di Piper Curda, Bobby Moynihan, Jon Hamm, Dave Franco, Eduardo Franco, Meryl Streep, Nichole Sakura, Kathy Najimy, Vanessa Bayer, Sam Richardson e Melissa Villaseñor



    Ecco dove vedere al cinema il film JUMPERS - UN SALTO TRA GLI ANIMALI

  9. IL BENE COMUNE, € 19.408, per un incasso totale di € 1.736.190 (260.539 spettatori)

    Un film di Rocco Papaleo, con Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Rocco Papaleo, Vanessa Scalera, Andrea Fuorto, Rosanna Sparapano, Livia Ferri, Max Mazzotta e Pietro Ragusa



    Ecco dove vedere al cinema il film IL BENE COMUNE

  10. MI BATTE IL CORAZON, € 17.800, per un incasso totale di € 826.057 (110.766 spettatori)

    Un film di Francesco Prisco, con Peppe Iodice, Ivana Lotito, Francesco Procopio, Yari Gugliucci, Ivan Castiglione, Gianni Ferreri, Maria Bolignano, Francesco Mastandrea, Antonio Milo, Gigi Savoia e Nicola Bello



    Ecco dove vedere al cinema il film MI BATTE IL CORAZON

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