domenica 31 maggio 2026

5 film in streaming per rendere omaggio a Morgan Freeman, il quale compie oggi 89 anni

Compie oggi 89 anni Morgan Freeman, attore che ha scritto molte e fondamentali pagine di cinema americano contemporaneo. Dall’esordio nell’intenso Brubaker interpretato da Robert Redford, Freeman ha regalato agli spettatori una serie di grandi interpretazioni, capaci di mostrare sia l’innato carisma che la versatilità. Candidato per cinque volte al premio Oscar - tre volte come protagonista - l’attore originario di Memphis, Tennessee, ha collaborato con i più grandi autori americani contemporanei. Qui sotto trovate cinque film in streaming che hanno segnato in maniera indelebile la sua carriera. E il nostro immaginario cinematografico. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Morgan Freeman

  • Glory - Uomini di gloria
  • Gli spietati 
  • Le ali della libertà 
  • Seven
  • Million Dollar Baby 

Glory - Uomini di gloria (1989)

Dopo la prima nomination all’Oscar conquistata grazie a Street Smart, Freeman giganteggia in un cast grandioso nel film sulla guerra civile diretto da Edward Zwick. Glory - Uomini di gloria ottiene un enorme consenso di critica e pubblico e ottiene addirittura tre premi Oscar, tra cui quello per la fotografia del grande Freddie Francis e per l’attore non protagonista, un leggendario Denzel Washington. Matthew Broderick, Cary Elwes, Andre Braugher e molti altri attori di enorme efficacia compongono un cast eccezionale. Scene ad alta tensione emotiva, ricostruzione drammatica e concisa per un lungometraggio appassionante. Film davvero difficile da dimenticare. Come se ne potevano fare molto tempo fa, mentre oggi…Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Gli spietati (1992)

Prima collaborazione con Clint Eastwood, il quale lo vuole come compagno d’armi in questo western crepuscolare che ha scritto la storia del cinema. A caratteri cubitali. Gli spietati è una rivisitazione nichilista del mito del bounty killer, messa in scena dal proprio autore con una maestria compassata e malinconica. Un Gene Hackman monumentale conquista l’Oscar per il Supporting Actor, e arrivano le statuette anche per film, regia e montaggio. Richard Harris è il quarto “cavaliere” di un cast straordinario, il quale eleva ancor di più una regia destinata a essere considerata perfetta. E a ragione. La sequenza della resa dei conti finale è assoluta. Cinema allo stato puro. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVIsion, Amazon Prime Video.

Le ali della libertà (1994)

Il classico e amatissimo prison-movie diretto da Frank Darabont e ispirato dal racconto di Stephen King consente a Freeman di impersonare un personaggio in chiaroscuro magnetico e doloroso. L’alchimia con il coprotagonista Tim Robbins è incredibile, e se poi si aggiungono al cast caratteristi di spessore come Bob Gunton, James Whitmore e Clancy Brown, il risultato è assicurato. La fotografia di Roger Deakins fa de Le ali della libertà un film visivamente prezioso, scandito da una sceneggiatura altrettanto magnetica. E il finale è davvero la storia del cinema. Grande cinema di genere che si trasforma in visione personale e sentita. Sette nomination all’Oscar tra cui quelle al film, all’adattamento e a Freeman come protagonista. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Seven (1995)

Altro capolavoro per Freeman, uno dei grandi film di culto di quel decennio. David Fincher imbastisce una messa in scena lugubre e piovosa in cui lui e Brad Pitt danno la caccia al biblico serial-killer che terrorizza i bassifondi. Gwyneth Paltrow, Kevin Spacey, Richard Schiff e altri interpreti di lusso sono il tessuto su cui Seven costruisce uno dei più grandi thriller mai realizzati. L’atmosfera è infernale, la messa in scena straordinaria, la progressione narrativa magnificamente articolata, fino a un finale che non concede speranza se non quella del sangue. Altro Titolo che oggi sarebbe impossibile realizzare nuovamente, di sicuro non con quella potenza estetica e quel rigore nel presentare la quotidianità del “male”. Intenso e a suo modo poetico. Geniale. Disponibile su Infinity +, Amazon Prime Video.

Million Dollar Baby (2004)

Chiudiamo con la nuova collaborazione con Clint Eastwood che finalmente regala a Freeman l’Oscar come non protagonista. Million Dollar Baby è un dramma pugilistico che in realtà racconta il dolore di vivere: con se stessi, con i propri sbagli, con coloro che ti circondano. Lo stesso Eastwood e Hilary Swank formano un tiro di attori incommensurabile, per un altro film crepuscolare e densissimo. La seconda parte di Million Dollar Baby diventa un dramma familiare di rara efficacia emozionale, con un finale che racconta di un rapporto padre-figlia doloroso e metaforico. grande cinema di sensazioni e sentimenti, realizzato in piccolo ma con una grandiosa visione. Oscar anche al film, la regia e l’attrice protagonista. Sensazionale. Disponibile su Amazon Prime Video, NOW.



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Qual è il film Disney che fa piangere Nick Jonas? La tenera confessione sulla figlia Malti

Nick Jonas deve la sua forte notorietà a Disney Channel e allo slancio ottenuto con Camp Rock. Insieme ai suoi fratelli Joe e Kevin, ha catturato l’attenzione di tutto il mondo con le canzoni dei Jonas Brothers, ma negli ultimi anni si è avvicinato anche alla recitazione: uno dei suoi ultimi progetti si intitola Power Ballad, esperienza che gli ha permesso di condividere il set con Paul Rudd.

E, mentre il pubblico attende di riscoprire le sue avventure musicali in Camp Rock 3 in arrivo quest’estate sulla piattaforma streaming di Disney+, Nick Jonas ha confessato di avere un debole per uno dei film d’animazione Disney, un titolo che rientra nei grandi classici e che ama guardare in compagnia di sua figlia: di quale film si tratta?

Nick Jonas confessa di non poter trattenere le lacrime quando si tratta di questo classico d’animazione Disney

Sposato con l’attrice Priyanka Chopra Jonas, Nick Jonas ha accolto in famiglia Malti nel 2022. La coppia ha condiviso la bella notizia via Instagram e ora, a distanza di qualche anno, il musicista dei Jonas Brothers ha confessato che ultimamente non può fare a meno di commuoversi quando si tratta di un film d’animazione Disney.

Coinvolto nel cast di Power Ballad, l’attore di recente ha partecipato ad un’intervista coordinata da Josh Horowitz e ha ammesso che alcune canzoni hanno il potere di emozionarlo particolarmente. Ragionando su Power Ballad, ha anticipato: “Beh, dirò che ci sono due scene in questo film in cui non ci sono, e mi hanno colpito profondamente come padre. Penso che sia un aspetto molto reale che vedrete. Voglio che riflettiate su queste cose importanti, la famiglia”. Poi ha finalmente confessato qual è il classico Disney che gli strappa puntualmente qualche lacrima: “Piango sempre guardando un film, è sempre così con Il Re Leone. Sapete, ultimamente guardo film con mia figlia e leggo alcune di queste esperienze, le storie che hanno contribuito a formarmi, e ora le condivido con lei. È un'esperienza davvero speciale”.

In Power Ballad, Nick Jonas interpreta un ex cantante di una boy band, Danny Wilson, che ritrova il successo dopo aver rubato una canzone ad un tale, Rick, interpretato da Paul Rudd, un cantante di matrimoni la cui carriera sta per avvicinarsi alla conclusione. Quando incontra Danny, scopre una persona interessante e si concedono una jam session notturna. Successivamente scopre che Danny ha utilizzato una sua vecchia canzone trasformandola in un tormentone. A quel punto, messo alle strette, Rick decide di tornare in pista e ottenere il riconoscimento che merita. Il film è atteso in sala dal 5 giugno 2026.



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Masters of the Universe: Dolph Lundgren approva Nicholas Galitzine come nuovo He-Man?

He-Man sta per tornare al cinema, ma non avrà le fattezze di Dolph Lundgren, che lo ha interpretato nel live action del 1987, bensì sarà interpretato da Nicholas Galitzine. Il personaggio è nato dapprima come eroe della linea di giocattoli Mattel ed è diventato poi protagonista di avventure animate sul piccolo schermo, passando poi ad un adattamento live action con protagonista proprio Dolph Lundgren.

Da allora sono trascorsi quasi quarant’anni e Dolph Lundgren ha affrontato il passaggio di testimone di He-Man nelle mani di Nicholas Galitzine. Quest’ultimo, per essere all’altezza del ruolo, ha effettuato una vera e propria trasformazione fisica seguendo un duro allenamento e rigido regime alimentare. Ma com’è stato per Dolph Lundgren vedere quel personaggio tornare al cinema con un nuovo interprete in Masters of the Universe?

Masters of the Universe, da un He-Man all’altro: Dolph Lundgren commenta il passaggio di testimone

Presente all’anteprima del film svoltasi a Los Angeles, Dolph Lundgren ha tessuto le lodi di Nicholas Galitzine: “È fantastico che sia un He-Man così eccezionale, e penso che sia una produzione fantastica, e sono stato davvero onorato di farne parte. È stato divertente per me apparire in un film e dargli qualche consiglio quando ne aveva più bisogno”. Ha poi ragionato sul franchise di He-Man: “È incredibile rendersi conto che c’è ancora qualcosa di speciale in questo franchise. C'è qualcosa di speciale in quello che hanno creato nel 1983, credo, quando è uscita la serie, il piccolo cartone animato e i giocattoli, e c'è qualcosa di speciale in tutto ciò che piace alla gente”.

Com’è noto già da tempo, Dolph Lundgren è stato coinvolto in Masters of the Universe, reboot in uscita dal 4 giugno 2026 al cinema, ma non per interpretare He-Man. Il suo è un piccolo cameo: il suo personaggio è umano ed interagisce con Adam, come ha anticipato ai microfoni di Variety. Pare, infatti, che offrirà dei consigli “cruciali” al giovane Adam.

Intervistato da The Hollywood Reporter, l’attore ha ammesso che in un primo momento dubitava nella realizzazione di questo reboot, soprattutto dopo che precedenti tentativi non erano andati in porto: “Quando ho saputo che era vero e ho capito che si trattava di un film ad alto budget, ho letto la sceneggiatura e mi è sembrata molto interessante, un tentativo davvero serio di dare vita a questo personaggio e a tutte le complessità di quell'universo. C'è un fascino che molti altri film di supereroi forse hanno o non hanno, ma penso che Masters abbia quel tipo di fascino, quel tipo di sensibilità”.



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Kiki torna a volare: dopo 33 anni arriva il sequel del romanzo che ha ispirato il film Studio Ghibli

Il 2026 continua a regalare ottime notizie ai fan di Kiki - Consegne a domicilio. Dopo il successo negli Stati Uniti della recente riedizione IMAX del film, il celebre classico dello Studio Ghibli torna sotto i riflettori grazie all'arrivo in inglese del suo attesissimo romanzo sequel. A oltre trent'anni dalla pubblicazione originale in Giappone, i lettori internazionali potranno finalmente scoprire cosa è successo a Kiki dopo gli eventi raccontati nella storia che ha ispirato il capolavoro di Hayao Miyazaki.

La storia di Kiki continua: il romanzo sequel arriva per i lettori internazionali

Kiki è pronta a tornare in libreria. La casa editrice Delacorte Press ha infatti annunciato la pubblicazione in lingua inglese di Kiki and the New Magic, seguito del romanzo Kiki's Delivery Service scritto da Eiko Kadono nel 1985. Pubblicato originariamente in Giappone nel 1993, il libro non era mai stato tradotto in inglese fino a oggi. Il nuovo volume, scritto ancora una volta da Kadono, illustrato da Yuta Onoda e tradotto da Emily Balistrieri, permetterà finalmente anche ai lettori occidentali di proseguire il viaggio della giovane strega.

Secondo la sinossi ufficiale, la storia è ambientata un anno dopo l'inizio della nuova vita di Kiki come strega indipendente. Dopo aver trovato il suo posto nel mondo grazie al servizio di consegne che l'ha resa una figura amata nella comunità, la protagonista si trova ad affrontare nuove sfide. Il successo, però, porta con sé anche nuove responsabilità. Con il passare del tempo, Kiki inizia a interrogarsi sul proprio futuro, sul significato delle sue scelte e sulla direzione che vuole dare alla sua vita.

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Proprio come il romanzo originale, anche questo sequel continuerà a esplorare temi come l'amicizia, il coraggio e la crescita personale, introducendo inoltre una nuova forma di magia che la giovane protagonista dovrà imparare a comprendere. Kiki and the New Magic arriverà il 25 agosto 2026 in formato cartonato, tascabile, ebook e audiolibro.

Una delle eroine più amate dello Studio Ghibli torna dopo 33 anni

L'adattamento cinematografico diretto da Hayao Miyazaki nel 1989 è diventato nel tempo uno dei film più amati dell'intera filmografia Ghibli. Pur non avendo raggiunto gli straordinari incassi di opere come La città incantata o Principessa Mononoke, il film ha conquistato generazioni di spettatori in tutto il mondo. La storia segue Kiki, una giovane strega di tredici anni che lascia la propria casa per affrontare il tradizionale rito di passaggio verso l'età adulta. Accompagnata soltanto dal fedele gatto nero Jiji, si trasferisce in una nuova città dove cerca di costruirsi una vita indipendente e trovare il proprio posto nel mondo.

Dietro l'atmosfera fiabesca e luminosa, il film affronta temi sorprendentemente universali: la solitudine, l'insicurezza, la ricerca della propria identità e le difficoltà del diventare adulti. È proprio questa combinazione tra magia e realismo emotivo a rendere Kiki - Consegne a domicilio uno dei racconti di formazione più apprezzati dello Studio Ghibli. Ancora oggi molti spettatori considerano il percorso di crescita della protagonista una delle rappresentazioni più autentiche dell'adolescenza mai viste nell'animazione.

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L'annuncio del sequel arriva inoltre in un momento particolarmente favorevole per il leggendario studio d'animazione. Il successo di Il ragazzo e l'airone ha avvicinato una nuova generazione al cinema di Miyazaki. Inoltre, come si accennava, Kiki - Consegne a domicilio è tornato al centro dell'attenzione grazie alla distribuzione IMAX in Nord America e alle proiezioni evento organizzate in Giappone. A questo punto resta solo una domanda: Kiki and the New Magic riuscirà a catturare la stessa magia che ha reso immortale il romanzo originale e il film di Miyazaki? I fan, dopo oltre trent'anni di attesa, stanno finalmente per scoprirlo.



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sabato 30 maggio 2026

Ecco perché The Mandalorian and Grogu non ha il classico testo iniziale scorrevole

Una delle tradizioni di Star Wars riguarda la sequenza iniziale: ogni film, dal debutto di Guerre Stellari nel 1977, ha abituato il pubblico ad una sequenza scorrevole che inizia con la classica frase: “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”. Tuttavia The Mandalorian and Grogu ha preferito farne a meno, ma perché?

Nella sequenza d'apertura di The Mandalorian and Grogu appare un testo iniziale scritto con un carattere simile a quello di Solo: A Star Wars Story del 2018; anche in questo caso, infatti, Lucasfilm ha preferito omettere il classico testo scorrevole. E il motivo potrebbe essere strettamente collegato alla saga principale di Skywalker: a fare chiarezza ci hanno pensato Jon Favreau e Dave Filoni.

Perché The Mandalorian and Grogu non ha incluso la sequenza iniziale con testo scorrevole tipica di Star Wars?

I film di Star Wars hanno offerto al pubblico una sequenza iniziale con testo scorrevole, una tradizione che non ritroviamo in The Mandalorian and Grogu e per un motivo che in realtà è stato svelato tempo addietro dall’ex presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy. Come dimostrato da Rogue One: A Star Wars Story e da Solo: A Star Wars Story, anche The Mandalorian and Grogu non fa parte della saga di Skywalker, motivo per cui ha omesso la sequenza d’apertura scorrevole.

Come riferito da ComicBook, all’uscita di Rogue One: A Star Wars Story, la Kennedy aveva suggerito che il testo scorrevole servisse a differenziare la saga di Skywalker dagli altri film, come poi confermato da Solo nel 2018 e oggi da The Mandalorian and Grogu. È anche vero che, nel 2023, all’ex presidente di Lucasfilm era stato posto lo stesso interrogativo per quanto riguarda le Serie TV di Disney+ e la sua risposta è stata: “Le sequenze di apertura sono per i film”, annunciando a EW che sarebbero presto tornate.

A distanza di anni da allora, Jon Favreau e il co-sceneggiatore nonché presidente di Lucasfilm Dave Filoni hanno spiegato sempre a EW perché quella sequenza non è stata inserita nel film: “Abbiamo visto il testo scorrevole solo nei film della saga di Skywalker. Solo non aveva il testo scorrevole. Rogue One non aveva il testo scorrevole”, ha rivelato Favreau. Filoni poi ha chiamato in causa anche gli altri progetti come spin-off e serie tv su Disney+ che includono “una breve descrizione che spiega alcuni elementi del contesto”. Ha quindi concluso che il “classico testo scorrevole di Star Wars è qualcosa che cerchiamo di riservare solo ai film di tipo saga”. Favreau, dal suo canto, ha precisato che è importante distinguere la saga principale dagli altri prodotti di Star Wars: “È un'apertura così iconica. Ecco perché non usiamo il testo scorrevole per ogni cosa in Star Wars. Ormai c'è così tanto Star Wars, come ha spiegato Dave, lo riserviamo per la saga principale”.

Pur non avendo inserito lo storico scorrimento verticale che differenzia i film di Star Wars, The Mandalorian and Grogu ha ugualmente offerto al pubblico una sequenza d’apertura con testo scritto per evidenziare l’ambientazione politica e temporale della storia, con la galassia divisa tra la Nuova Repubblica e quello che resta dell’Impero e il protagonista, Din Djarin, che insieme a Grogu si muove nell’Orlo Esterno per riacciuffare i signori della guerra.



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Atomica bionda 2, Charlize Theron fa il punto sullo stato del sequel

Charlize Theron ha guidato diverse storie verso il successo in quel di Hollywood, interpretando personaggi dalle varie sfaccettature, ma non tutti hanno ottenuto il via libera per un sequel: è il caso di Atomica Bionda, distribuito in sala nel 2017 e diretto da David Leitch, il cui secondo capitolo non è mai stato realizzato. A fare chiarezza su cosa aspettarsi dal futuro è stata di recente proprio Charlize Theron.

Atomica Bionda 2 si farà? Charlize Theron rompe il silenzio a distanza di quasi dieci anni dal lancio al cinema

Tratto dalla graphic novel The Coldest City del 2012 di Antony Johnston con le illustrazioni di Sam Hart, Atomica Bionda segue le vicende di Lorraine Broughton, spia di alto livello dell’MI6 interpretata da Charlize Theron ed inviata a Berlino nell’ultima fase della Guerra Fredda per recuperare informazioni riservate. Da allora sono trascorsi quasi dieci anni e il sequel non ha più preso forma. Ma succederà mai? Ecco quello che ha raccontato di recente la protagonista.

Ai microfoni di Elle, Charlize Theron ha spiegato che difficilmente un sequel di Atomica Bionda prenderà forma. Sono trascorsi troppi anni dal suo debutto e l’attrice ha precisato: “Penso che forse abbiamo superato quel momento”. Realizzato con un budget di 30 milioni di dollari, Atomica Bionda ha incassato oltre 100 milioni di dollari in tutto il mondo, motivo per cui lato budget ha ampiamente soddisfatto i requisiti per un eventuale sequel. Dopo il debutto al cinema, la popolarità del film è aumentata anche grazie allo streaming e il pubblico ha atteso paziente di scoprire cosa ne sarebbe stato del film e di Charlize Theron, soprattutto dopo il finale aperto.

Nei momenti terminali del film, Lorraine è diretta verso una nuova missione a Parigi, suggerendo quindi l’inizio di un nuovo capitolo per il personaggio. E proprio quel finale aperto ha alimentato la speranza dei fan per anni. L’attrice, dal suo canto, negli ultimi anni ha alimentato il genere d’azione recitando in film come Mad Max: Fury Road interpretando l’Imperatrice, è apparsa nel franchise di Fast & Furious e ha recitato in The Old Guard e nel rispettivo sequel su Netflix. Tra non molto la ritroveremo al cinema con Odissea di Christopher Nolan, mentre di recente ha recitato nel survival movie Apex

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Obsession vi ha sconvolto? Ecco 5 horror psicologici perfetti per voi (uno avrà presto un remake)

Per lasciare il segno e diventare un blockbuster, Obsession non ha avuto bisogno di un budget enorme, di effetti speciali complicati né di mille strizzate d'occhio alla cultura pop. Questo film horror indipendente ha riscosso un enorme successo e, a fronte di un budget di 1 milione di dollari, ha incassato 79,7 milioni di dollari. La trama segue Bear (Michael Johnston), da sempre innamorato di Nikki (Inde Navarrette), che trova un inquietante oggetto capace di esaudire un desiderio.

Il ragazzo chiede di conquistare il cuore dell'amica ma, da quel momento, attrazione e curiosità si trasformano in qualcosa di molto più oscuro, fatto di controllo, dipendenza emotiva e confini sempre più fragili. L'horror diretto da Curry Barker è già un piccolo cult... ma cosa vedere dopo? Se vi hanno colpito i temi del film e la sua atmosfera disturbante, ecco altri 5 titoli che esplorano ossessioni, relazioni tossiche e desideri che sfuggono di mano. E che potrebbero lasciarvi addosso sensazioni molto simili a Obsession.

Possession (1981)

Considerato uno dei più grandi horror psicologici di sempre, Possession inizia come la storia di una coppia berlinese alle prese con un matrimonio ormai al collasso. Ma ben presto il film abbandona qualsiasi schema tradizionale e si trasforma in un’esperienza fatta di paranoia, comportamenti irrazionali e puro terrore emotivo. La somiglianza con Obsession sta nel raccontare relazioni incapaci di finire davvero. In Possession, la separazione non libera i protagonisti ma amplifica la loro dipendenza reciproca fino all’autodistruzione. Nell'horror di Barker accade qualcosa di simile, anche se in modo più contenuto: l’attaccamento emotivo diventa bisogno, e l’altra persona smette di essere un individuo per trasformarsi in un’estensione delle proprie fragilità.

C'è anche un motivo in più per recuperarlo adesso: è infatti in sviluppo un remake affidato a Parker Finn, il regista dei due Smile, che negli ultimi anni si è imposto come uno dei nomi più interessanti dell'horror contemporaneo. Secondo le ultime indiscrezioni, i protagonisti saranno Margaret Qualley e Callum Turner, chiamati a raccogliere l'eredità delle iconiche interpretazioni di Isabelle Adjani e Sam Neill.

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Santa Maud (2019)

E se Dio avesse una stalker? È una domanda provocatoria, ma in fondo è proprio ciò che rende Santa Maud uno degli horror psicologici più affascinanti degli ultimi anni. Il film segue Maud (Morfydd Clark), una giovane infermiera convertitasi al cattolicesimo dopo un evento traumatico che ha sconvolto la sua vita. Quando inizia a prendersi cura di Amanda (Jennifer Ehle), malata terminale di cancro, si convince che la sua missione sia salvarne non solo il corpo, ma anche l'anima. Quella che all'inizio sembra una sincera preoccupazione, si trasforma gradualmente in un'ossessione sempre più inquietante, con Maud che finisce per controllare ogni aspetto della vita di Amanda. Il legame con Obsession è evidente: in entrambi i film l'amore e la devozione si trasformano in qualcosa di tossico, dove il desiderio di aiutare qualcuno diventa un bisogno di possederlo. Santa Maud culmina in un finale tra i più scioccanti degli ultimi anni, ed è una visione imperdibile per chi ha apprezzato le atmosfere del film di Curry Barker.

Attrazione fatale (1987)

Se si parla di ossessione al cinema, Attrazione fatale è uno dei titoli imprescindibili. Non è un horror in senso stretto, ma resta uno dei thriller più influenti di sempre. La storia segue Dan Gallagher (Michael Douglas), un uomo sposato che ha un'avventura extraconiugale con l'affascinante avvocatessa Alex Forrest (Glenn Close), convinto che tutto finirà lì. La donna, però, non è affatto dello stesso avviso e quella che sembrava una scappatella senza conseguenze si trasformerà rapidamente in una spirale di stalking, tensione e paura. Il film condivide con Obsession l'idea che le emozioni possano sfuggire completamente al controllo. Entrambi mostrano cosa accade quando una persona rifiuta di accettare che una relazione sia finita. Non a caso, Attrazione fatale è diventato il modello per decine di storie successive sull’ossessione sentimentale.

Audition (1999)

Audition, capolavoro horror di Takashi Miike, è un autentico cult giapponese e uno dei film più apprezzati dagli appassionati del genere. La trama segue un vedovo (Ryo Ishibashi) che organizza una falsa audizione per un film con l'intento di trovare una nuova compagna. Tra le candidate, una donna riservata e apparentemente perfetta di nome Asami Yamazaki (Eihi Shiina) cattura subito la sua attenzione. Quello che sembra l’inizio di una delicata storia romantica, però, si trasforma lentamente in un incubo. È probabilmente il film che più ricorda Obsession per costruzione narrativa. In entrambi i casi, la relazione nasce da aspettative e proiezioni personali, non da una reale conoscenza dell’altro. E quando questa fantasia inizia a sgretolarsi, l’instabilità emerge in tutta la sua prepotenza. Chi ha amato Obsession, ritroverà in Audition l'atmosfera opprimente, la tensione psicologica e la capacità di trasformare un sentimento in qualcosa di profondamente disturbante.

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Misery non deve morire (1990)

Tra i migliori adattamenti tratti da Stephen King, Misery non deve morire è indubbiamente il più efficace, quando si parla di ossessione. La storia è nota: uno scrittore (James Caan) sopravvive a un incidente d’auto e viene soccorso da quella che sembra una fan premurosa (Kathy Bates). Ben presto, però, scopre che la donna non ha alcuna intenzione di lasciarlo andare, soprattutto dopo aver scoperto il destino del suo personaggio preferito. Se in Obsession l’amore viene trattato come una forma di possesso emotivo, Misery porta questo concetto alle estreme conseguenze. Qui il controllo diventa fisico, concreto, terrificante. Ma il principio è lo stesso: l’altra persona non viene più vista come un essere umano con desideri e libertà proprie, bensì come qualcosa che esiste per soddisfare un bisogno personale.



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venerdì 29 maggio 2026

Spider-Man: Brand New Day è vecchio stile, garantisce un appassionato che conta

Dovremo attendere ancora il 29 luglio per l'ultra-attesa uscita italiana di Spider-Man: Brand New Day con Tom Holland, quello Spider-Man 4 che sembra non risentire di alcuna stanchezza del genere cinecomic. Intervistato da Empire, il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, si richiama alla sua passione di fumettista, garantendo che il film di Destin Daniel Cretton avrà un'anima all'antica molto evidente, per cui i fan di vecchia data della Marvel dovrebbero sentirsi a casa. Leggiamo esattamente cos'ha dichiarato.

Kevin Feige su Spider-Man: Brand New Day: "Classico Spider-Man, dedica tutta la sua esistenza al lavoro"

Con MJ e Ned che non lo riconoscono più, senza zia May, il Peter Parker di Tom Holland in Spider-Man: Brand New Day non ha altro da fare che dedicarsi anima e corpo al suo lavoro di disponibile vigilante. "È il primo film di Spider-Man che abbiamo fatto nel Marvel Cinematic Universe a concentrarsi sui classici elementi del personaggio: è molto 'spideroso' vivere in una sorta di piccolo, triste appartamento, ascoltando le frequenze della polizia, per uscire e usare il suo grande potere con responsabilità" - ci spiega Feige - "Sta dedicando l'intera vita al suo lavoro. È il tema centrale del film e trovo facile immedesimarsi. Credo che la maggior parte di noi, a un certo punto della nostra vita, affronti la perdita. Almeno per me, e credo per molti, il risultato può essere: 'Al diavolo tutto, lavorerò e basta, non farò altro che lavorare'. Ovviamente non fa bene alla salute". Anche per questa ragione, la storica produttrice Sony, Amy Pascal, trova questo Spider-Man 4 "grande nelle emozioni, più che nelle esplosioni", giudicandolo un film "più interiore".
Spider-Man: Brand New Day, diretto dal Destin Daniel Cretton di Shang-Chi, è interpretato da Holland con Zendaya, Mark Ruffalo, Jon Bernthal e Jacob Batalon. La sceneggiatura è ancora una volta a cura di Chris McKenna ed Erik Sommers. Leggi anche Spider-Man, il ritorno di Doctor Octopus dopo No Way Home è possibile? Parla Alfred Molina



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giovedì 28 maggio 2026

Matilda Firth in Avengers: Doomsday? La teoria sul suo ruolo nel MCU si collega a Dottor Destino

Avengers: Doomsday riporterà i Vendicatori sul grande schermo a dicembre 2026 ed introdurrà ufficialmente un avvincente antagonista che avrà le fattezze del ben noto Roberto Downey Jr. E, secondo nuove voci di corridoio, il cast avrebbe recentemente fatto spazio ad un nuovo nome che potrebbe occupare un ruolo interessante ai fini della trama.

Tra i titoli più attesi dell’anno, Avengers: Doomsday ha riportato nel MCU anche i fratelli Russo che, dopo il successo di Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, hanno deciso di guidare anche i prossimi due capitoli corali con protagonista Dottor Destino, il nuovo villain interpretato da Robert Downey Jr. Ed è proprio a quest’ultimo che sarebbe collegata la recente voce di corridoio sull’ingresso nel cast di Matilda Firth.

Avengers: Doomsday, nel cast arriva la figlia di Dottor Destino? L’indiscrezione

Secondo quanto riferito da ComicBookMovie, il nome di Matilda Firth è stato associato alla produzione di Avengers: Doomsday. Ma chi potrebbe interpretare in questo caso? L’attrice, giovanissima, è nota soprattutto per aver recitato in Wolf Man, Come per disincanto e Tinsel Town, così come in TV ha recitato in Nove perfetti sconosciuti, Time e Coma. Trattandosi di un’indiscrezione, non è chiaro chi potrebbe interpretare in Avengers: Doomsday, ma le teorie sono emerse rapidamente sul web e i fan credono che l’attrice interpreterà la figlia di Victor von Doom.

Secondo voci di corridoio, lo spietato villain potrebbe perdere sua figlia e danneggiare il suo volto durante un’esplosione causata dai suoi tentativi di “salvare” il Multiverso. Come riporta ComicBookMovie, il progetto era stato associato al nome dell’attrice attraverso il sito web che la rappresenta, ma è stato poi rimosso. In quel frangente, il suo ruolo era stato semplicemente etichettato come “bambina” e, data l’età, è possibile l’idea che interpreti la figlia di Dottor Destino. E proprio la morte della sua bambina potrebbe spingere Destino a compiere le sue crudeli gesta per il Multiverso.

Il cast di Avengers: Doomsday ad oggi può contare su numerose star già note nel MCU come Chris Evans, Chris Hemsworth, Anthony Mackie, Winston Duke, Tom Hiddleston, Sebastian Stan, Letitia Wright, Paul Rudd, Wyatt Russell, Simu Liu, Tenoch Huerta Mejia, Mabel Cadena, Florence Pugh, Danny Ramirez, David Harbour, Hannah John-Kamen, Lewis Pullman, India Rose Hemsworth e Wesley Holloway. Da I Fantastici 4 arrivano anche Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Ebon Moss-Bachrach e Joseph Quinn, mentre dagli X-Men Kelsey Grammer, Patrick Stewart, Ian McKellen, Alan Cumming, Rebecca Romijn, James Marsden e Channing Tatum.



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mercoledì 27 maggio 2026

Tutti i film in streaming interpretati da Renate Reinsve, protagonista di Backrooms

Questa settimana arriva nelle sale italiane l'horror Backrooms, che vede protagonisti Chiwetel Ejiofor e quella Renate Reinsve che è senza dubbio una delle attrici più talentuose e “cool” dell’odierno panorama cinematografico internazionale. Ed è proprio all'interprete norvège che vogliamo dedicare i nostri film in streaming odierni, stavolta soltanto quattro, ovvero tutti quelli disponibili della sua filmografia fino a oggi. Buona lettura.

Tutti i film in streaming interpretati da Renate Reinsve, adesso nelle sale italiane con Backrooms

  • La persona peggiore del mondo
  • Another End 
  • A Different Man
  • Sentimental Value

La persona peggiore del mondo (2021)

Grazie alla collaborazione con il “mentore” Joaquim Trier, la Reinsve regala immediatamente una performance da ricordare. La sua Julie è infatti una donna impulsiva, appassionata, ambigua, divertentissima. L’attrice sprigiona un fascino acqua e sapone che perfettamente si adegua alle prove dei vari coprotagonisti maschili. La persona peggiore del mondo si impone all’attenzione internazionale ottenendo le candidature agli Oscar per la sceneggiatura originale e per il miglior film internazionale. Per Renate invece arriva il trionfo a Cannes, dove vince la Palma d’Oro come miglior attrice. Premio meritato per una prova variopinta ed enormemente suggestiva. Disponibile su: Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Another End (2024)

Il dramma romantico basato su una impalcatura narrativa di science-fiction offre alla Reinsve la possibilità di recitare con altri attori internazionali come Gael Garcia Bernal, Berenice Bejo, Olivia Williams. Piero Messina dirige Another End conoscendo bene le regole dei due generi che vuole mescolare. Lo fa con astuzia e senso del tono, creando almeno un paio di momenti molto convincenti. Non tutto funziona, la narrazione si fa spesso ondivaga, ma il finale è commovente e le interpretazioni si confermano importanti. Un film pieno di suggestioni, di amore per il cinema, di attori che sanno quello che stanno facendo. Disponibile su: Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

A Different Man (2024)

Aaron Schimberg mette in scena una commedia nera, a tratti surreale, sulla dualità di due personaggi che si interscambiano aspetto, deformazione fisica e psicologica, stato emotivo. Sebastian Stan e Adam Pearson sono i due clamorosi protagonisti A Different Man, a cui la Reinsve partecipa come variante emotiva di indubbia efficacia. Una produzione stralunata, piena di inventiva, spesso feroce quando anche poetica. Un film davvero unico, che si fa apprezzare anche nei suoi difetti, tutti dettati dalla volontà di creare qualcosa di nuovo e interessante. E le performance del trio di interpreti sono magnifiche. Opera da vedere perché stracolma di spunti ipnotici. Con Stan la Reinsve ha recitato poi in Fjord, freschissima Palma d’Oro a Cannes. Disponibile su: CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Sentimental Value (2025)

Chiudiamo con il dramma familiare diretto ancora una volta da Joaquim Trier che regala alla Reinsve la candidatura all'Oscar come miglior attrice. Sentimental Value di candidature ne riceve moltissime, tutte meritate, e porta a casa la statuetta per il film internazionale. Dramma bergmaniano sulle digressioni emotive tra consanguinei, che parla anche di cinema come terapia dalla vita. Accanto a una reinve magnifica troviamo un potente Stellan Skarsgard, un precisa Elle Fanning e la grande scoperta Inga Ibsdotter Lilleaas, la cosa migliore di un film prezioso e sfumato, silenzioso ma vibrante. Cinema di sentimenti all’ennesima potenza. Tutti da accomunare in un grande applauso. Gran Premio a Cannes, tra le altre altre cose. Disponibile su: Apple Itunes, NOW.



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Backrooms, dalla leggenda di YouTube al film di Kane Parsons, tutto quello che c'è da sapere

L'attesa è finita: Backrooms di Kane Parsons arriva al cinema oggi, 27 maggio, distribuito in Italia da I Wonder Pictures e forte del fenomeno virale che lo stesso autore ha creato negli ultimi anni su YouTube, in questo caso potenziato dal budget vero di A24 e dall'interpretazione di un cast di rilievo, dove spiccano Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve. Cogliamo l'occasione per spiegarvi di cosa parli questo visionario incubo, oltre a raccontarvi come si sia sviluppato il mito su YouTube, e a fornirvi qualche curiosità sulla sua trasposizione cinematografica.

Backrooms, la trama del film horror sulle stanze infinite

Siamo negli ancora analogici anni Novanta. Clark è un architetto fallito: ansioso, lasciato dalla compagna, si ritrova a vivere nel suo stesso discount di mobili per la casa. È in cura presso la psicanalista Mary, che a sua volta affronta il suo percorso di difficile equilibrio interiore. L'assurdo irrompe però nella vita di Clark: scopre nel seminterrato del negozio, attraverso una parete invisibile, l'accesso a un labirinto di stanze apparentemente infinito, con strutture e planimetrie senza senso, arredato con elementi sparsi e fuori contesto. È certo di non stare sognando, ma il suo tentativo di confidarsi con Mary si scontra con la ferma incredulità di lei. A Clark non rimane che addentrarsi nell'esplorazione, ma quei corridoi non sembrano disabitati...

È il 2019 quando un utente anonimo sul sito 4Chan decide di creare una storia per un'involontariamente inquietante immagine che circola per la rete dal 2011. In realtà è semplicemente la foto di una sede della catena americana HobbyTown, deserta perché in corso di rinnovo. Nella fantasia dell'anonimo diventa un prezioso scatto delle "Backrooms", di famigerate "stanze sul retro" di una realtà alternativa e senza senso, parallela alla nostra, nella quale puoi precipitare per caso. L'utente snocciola anche un dato tecnico per dare consistenza al mito: le Backrooms si estendono per 600.000.000 miglia quadrate (pari circa a 965.606.400 chilometri quadrati). È nata un'altra cosiddetta leggenda "creepypasta", termine che indica tormentoni sovrannaturali della rete, dove si cerca di far esondare la fantasia nella realtà.

Nel 2022, a soli sedici anni, il filmmaker Kane Parsons decide di espandere il mito, dando il via a un'omonima serie di video found footage su YouTube, presto diventati virali (e non è un modo di dire: il successo è devastante). Ipotizzando il ritrovamento di riprese amatoriali e non, svolte da chi avrebbe esplorato le Backrooms, i finora 22 corti, che spaziano tra i trenta secondi ai tre quarti d'ora, creano un complesso trascorso narrativo per questa suggestione. Parsons costruisce le "esplorazioni" con l'aiuto del software di modellazione di pubblico dominio Blender, e l'artigianalità viene sagacemente mascherata dai disturbi analogici di quelle che devono sembrare videoregistrazioni a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta. Una visione attenta permette di unire alcuni puntini, ma potrebbero essere spoiler che sconsiglieremmo a chi preferisca precipitare nelle backrooms cinematografiche... senza bussola!

Compiuta la maggiore età, Kane Parsons ha ricevuto l'onore dell'interesse dell'etichetta indie A24 per il suo lavoro. Sì, dalla webserie si poteva trarre un film che poggiasse sulla tecnica del found footage, sul modello di successi commerciali come The Blair Witch Project o Cloverfield, ma è stato proprio Kane a voler alzare la posta verso un film più completo, dove il found footage non fosse l'unica estetica in ballo.
Per quanto la creatività artigianale dell'enfant prodige sia stata anche d'aiuto per il lungometraggio professionale che guardiamo oggi in sala, Parsons si è avvalso di una troupe di prim'ordine. In qualità di coproducer, il regista horror Oz Perkins (Longlegs) gli ha fornito i suoi collaboratori: il direttore della fotografia Jeremy Cox, il montatore Greg Ng, il production designer Danny Vermette, la costumista Mica Kayde e il compositore Edo Van Breemen, che ha diviso le musiche con lo stesso Parsons. Il resto l'ha fatto il cast: Clark è Chiwetel Ejiofor, nomination all'Oscar per 12 anni schiavo, mentre Mary è la Renate Reinsve candidata all'Oscar quest'anno per Sentimental Value. Parsons non ha firmato attivamente il copione, ma per l'espansione del suo universo si è affidato a Will Soodik, uno degli sceneggiatori supervisori della serie Ash vs. Evil Dead. Secondo Deadline, il film ha avuto un budget inferiore ai 10 milioni di dollari.



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martedì 26 maggio 2026

I migliori film in streaming interpretati da Josh O'Connor, protagonista di Rebuilding e Disclosure Day

Dal momento che torna nelle sale italiane la prossima settimana con il riuscito Rebuilding e vi arriverà nuovamente tra poco con l’attesissimo Disclosure Day di Steven Spielberg, vogliamo dedicare i nostri odierni cinque film in streaming al talento cristallino di Josh O’Connor. Buona lettura.

Cinque film in streaming di Josh O’Connor, protagonista di Rebuilding e Disclosure Day

  • La terra di Dio
  • Emma
  • La chimera
  • Challengers
  • The Mastermind

La terra di Dio (2017)

L’esordio al cinema di Josh O’Connor è uno di quei personaggi che si fa fatica dimenticare. Ambientato dentro gli straordinari panorami naturali dello Yorkshire, il film diretto da Francis Lee è un dramma a tinte forti raccontato però e messo in scena con una delicatezza che non diventa mai melensa. O’Connor risponde presente con una prova sommessa, concisa ed emozionante. La terra di Dio è uno di quei film che davvero ti entrano nel cuore, ti scavano dentro l’anima fino a scoparla. Enorme coerenza quello che si voleva raccontare e il modo in cui lo si è fatto. Da applausi. Miglior esordio per l’attore difficilmente poteva esserci. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Emma (2020)

Giovanissimo e davvero scoppiettante cast per questo adattamento del classico letterario di jane Austen. Anya Taylor-Joy è una Emma civettuola, spigliata e romantica. Accanto a lei non le sono assolutamente da meno O’Connor, Callum Turner, Mia Goth, Tanya Reynolds e il sempre efficace Bill Nighy. Diretto da Autumn de Wilde che lo trasforma in un film sotto molti aspetti contemporaneo, questo piccolo gioiello di commedia e romanticismo ottiene le candidature all’Oscar per i costumi e il trucco. Almeno un paio dis equenze sono gioiose, magnificamente scritte e interpretate. Da gustare per il tono leggero ma mai superficiale. O’Connor si conferma efficacissimo anche come attore a supporto. Disponibile su  Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

La chimera (2023)

La notevole favola senza tempo diretta da Alice Rohrwacher vede Josh O’Connor protagonista eccelso. L’attore comprende e abbraccia in pieno il tono sviluppato dalla sua regista, e trasforma il suo personaggio in surreale ma anche doloroso, addirittura tragico nel bellissimo finale. La chimera si avvale poi della prova molto convincente di Isabella Rossellini. Presentato al Festival di Cannes dove avrebbe dovuto portare a casa qualcosa nel palmares, questo è uno dei migliori film italiani del decennio, cadenzato e sornione ma sempre lucido nel racconto, e soprattutto sentito nell’esposizione. Una delizia per l’animo. Bel cammeo di Alba, sorella di Alice. Da vedere ed amare. Disponibile su  Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Rai Play.

Challengers (2024)

Luca Guadagnino esplora le rivalità sportive e le dualità psicologiche nel mondo del tennis professionistico. Come trio di efficacissimi protagonisti troviamo Zendaya Coleman, Mike Faist e Josh O’Connor, il “cattivo” di turno che possiede probabilmente il fascino maggiore dell'intero terzetto. Challengers parte come una sorta di thriller psicologico, si sviluppa come dramma sportivo per arrivare a un finale ambiguo, stuzzicante. Montato e diretto con perizia e un distacco quasi entomologico, questo film racchiude sotto molti punti di vista la sintesi dell’approccio al cinema di Guadagnino. Bel successo di critica e pubblico, avrebbe forse meritato più attenzione durante la stagione dei premi. La sequenza della prima eduzione a tre si sviluppa in maniera magistrale. Disponibile su  CHILI, Google Play, Apple Itunes.

The Mastermind (2025)

Chiudiamo con l’ultimo lungometraggio diretto dalla “regina” del cinema indipendente Kelly Reichardt, che vede O’Connor protagonista assoluto. The Mastermind è un heist-movie soltanto nell’idea di partenza, mentre si sviluppa come uno studio psicologico che mette in risalto l’egoismo e la monomania del personaggio principale. O’Connor è come sempre ottimo, accanto a lui Alana Haim nel ruolo della moglie molto convincente. Film che racchiude molte strade narrative, forse un po’ troppe, ma possiede comunque una sua coerenza estetica, fino ad arrivare al finale sorprendente e frizzante. Come al solito il tono composto e attento della Reichardt ci regala un film curioso, controcorrente e degno di esere visto. Disponibile su  Apple Itunes, Amazon Prime Video.



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Il futuro di Shrek: La rivelazione di Mike Myers è solo una gaffe?

Il buon Mike Myers alias Austin Powers è anche il doppiatore originale di Shrek, beniamino di più di una generazione, dal 30 giugno 2027 di nuovo al cinema con Shrek 5 della DreamWorks Animation. Forse nessuno gliene farà una colpa, perché diversi anni fa la voce era già circolata, ma ospite del podcast Fly on the Wall del suo amico Dana Carvey, si è fatto scappare che per quanto lo riguarda il suo lavoro immediato per l'orco non copre solo il quinto capitolo, ma va oltre... Shrek 6 ha il fiato sul collo del quinto?

Shrek 6 è dietro l'angolo, a stretto giro dopo Shrek 5? Le parole di Mike Myers sembrano confermarlo

È una sola frase, ma è molto significativa, considerando che gli attori e le attrici firmano contratti quando si dichiarano pubblicamente legati a un progetto: "Ne stiamo facendo altri due", pronunciato da Mike Myers parlando dei suoi futuri impegni su Shrek per la DreamWorks Animation, non lascia spazio a dubbi. Shrek 5, codiretto da Walt Dohrn, Conrad Vernon e Brad Ableson, è nelle fasi finali della lavorazione, e come sappiamo vedrà nel cast vocale Zendaya, nei panni dell'adolescente Felicia, figlia di Fiona e Shrek. A questo punto però è il caso di prendere per buona quella frase e aspettarsi uno Shrek 6 a giro relativamente stretto. Evidentemente la DWA e la Universal Pictures contano su un fattore nostalgia che riesca ad andare persino oltre il revival. Sarebbe una decisione meno azzardata di come possa apparire, considerando che gli incassi dei primi quattro lungometraggi di animazione erano andati sì calando fino allo stop di quindici anni or sono, ma non erano mai stati davvero bassi, nemmeno nel peggiore dei casi. Boxofficemojo alla mano, all'uscita i film registrarono nel mondo 485 milioni di dollari (Shrek nel 2001), 929 milioni (Shrek 2 nel 2004), 808 milioni (Shrek Terzo nel 2007) e 752 milioni (Shrek - E vissero felici e contenti). Leggi anche Le sceneggiatrici di KPop Demon Hunters hanno lavorato ad uno spin-off di Shrek



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lunedì 25 maggio 2026

Compie oggi 80 anni Nicola Piovani: celebriamo l'artista premio Oscar con alcuni film in streaming

Compie oggi 80 anni Nicola Piovani, uno dei compositori più amati e celebrati della storia del cinema italiano contemporaneo. Attivo fin dall’inizio degli anni ‘70, Piovani ha composto le musiche per i film dei nostri migliori autori. A dimostrarlo i cinque film in streaming che trovate qui sotto. Buona lettura.

Celebriamo la carriera del grande compositore Nicola Piovani attraverso cinque film in streaming

  • Sbatti il mostro in prima pagina
  • Colpire al cuore 
  • La messa è finita
  • Le amiche del cuore
  • La vita è bella

Sbatti il mostro in prima pagina (1972)

Il primo cineasta di valore assoluto a collaborare con Nicola Piovani è addirittura l’incrollabile Marco Bellocchio, il quale prima gli affida la colonna sonora di Nel nome del padre e successivamente di Sbatti il mostro in prima pagina, film controverso che affronta gli anni del terrorismo allo stesso modo in cui mette alla berlina il ruolo della carta stampata nella gestazione della cronaca. Un Gian Maria Volonté come sempre nerboruto e in pieno controllo del suo personaggio domina un film aspro, rigoroso anche quando sceglie di scagliarsi dritto contro il sistema. Anche quando discontinuo, un lungometraggio che lascia il segno, anche grazie alle note stridenti di Piovani. Disponibile su Apple Itunes, TIMVision.

Colpire al cuore (1981)

L’esordio alla regia di Gianni Amelio racconta la tragedia delle Brigate Rosse e del terrorismo interno attraverso la vicenda personale  dolorosa di un padre che non riesce a comprendere la vita di suo figlio. E viceversa. Un Jean-Louis Trintignant come sempre eccelso guida Colpire al cuore con lucidità e grande senso di appartenenza al personaggio. Lo stesso fa Laura Morante in uno dei suoi primissimi ruoli di una certa consistenza. Film difficile, sentito, geometrico nel suo sviluppo. L’ambientazione lombarda (il film fu girato tra Milano e Bergamo) è una delle carte vincenti di un esordio potente. Piovani contribuisce con delle musiche spesso raggelanti. Disponibile su Rai Play.

La messa è finita (1985)

A nostro personale parere il capolavoro di Nanni Moretti e uno dei migliori lungometraggi della storia del cinema italiano. La messa è finita è il racconto struggente e sincopato di una sconfitta personale, quella di un uomo che non si riconosce più nel mondo in cui è tornato, trasportato dalla sua fede religiosa. Ma è anche un film su Roma, quella violenta e insensibile, gradassa e bulla. Nanni Moretti interpreta Don Giulio con una partecipazione assoluta, facendone il suo personaggio più amabile e commovente. Con un finale che lascia un segno indelebile nella memoria emotiva dello spettatore. Musiche adeguate e semplicissime di Piovani, perfette per il tono del film. Straordinario esempio di cinema d’autore dritto al punto. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Le amiche del cuore (1992)

Altro film durissimo, verissimo, uno dei migliori esempi della lezione del neorealismo filtrata da Michele Placido attraverso la sua visione austera e precisa del racconto cinematografico. Regista e attore di supporto de Le amiche del cuore, il cineasta lascia alle giovani protagoniste il compito di riempire ruoli frastagliati e amorevoli. Una Asia Argento bravissima e coraggiosa duetta con Placido, Enrico Lo Verso, Claudia Pandolfi, arrivando a momenti di intensità inauditi. Ambientato nella periferia inumana di un Roma proletaria, un film che lascia il segno fino al finale tremendo e indimenticabile. Piovani lo mette in nota con precisione e partecipazione. Disponibile su Amazon Prime Video.

La vita è bella (1997)

Chiudiamo col tanto celebrato e premiato film di Roberto Benigni che regala a Piovani addirittura l’Oscar per la miglior colonna sonora. Il film ottiene anche i premi per il miglior attore protagonista e per il miglior film straniero, oltre che il Gran Premio della Giuria a Cannes. Benigni mette in scena una favola moderna che guarda alla storia dell’Olocausto con occhio benevolo e poetico. Il risultato è un lungometraggio senza alcun dubbio sopravvalutato, ma non per questo mancante di alcuni pregi, anzi molti. La vita è bella sviluppa prima di tutto la prova istrionica del “mattatore”, il quale come regista ha il pregio di cucirsi addosso il film. Momenti toccanti non mancano, furberie neppure, ma il risultato è un’opera comunque degna di attenzione. E le musiche di Piovani per l’ennesima volta si incollano perfettamente alla messa in scena. Disponibile su Netflix, NOW.



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Lino Guanciale pianifica una vendetta amorosa in una clip in anteprima esclusiva di Innamorarsi e altre pessime idee

In una clip in anteprima esclusiva della commedia romantica Innamorarsi e altre pessime idee che oggi vogliamo mostrarvi, Lino Guanciale architetta un piano che gli sembra infallibile per distogliere l'attenzione di sua moglie Grazia dall’uomo per cui lo ha lasciato. Il suo strumento di vendetta altro non è che una bellissima donna sommersa dai guai con il volto di Andrea Delogu. A raccontarci questa storia piena di colpi di scena e dal ritmo scoppiettante è Simone Aleandri, già regista, nel 2001, de La notte più lunga dell’anno, film notturno e drammatico con Ambra Angiolini che accostava 4 storie che si svolgevano nell'arco di una nottata.

Gli altri protagonisti di Innamorarsi e altre pessime idee sono Davide Devenuto, Grazia Schiavo, Ilenia Pastorelli e Claudio Colica. La seconda fa la parte della ex dolce metà del personaggio di Guanciale (che si chiama Lino), mentre il secondo è un borioso chef con cui la donna, che è impersonata da Grazia Schiavo, lo ha tradito. Colica e la Pastorelli, infine, sono due strampalati amici di Lino. Il film è una produzione Rodeo Drive con Rai Cinema in collaborazione con SKY Cinema, e uscirà nelle sale giovedì 28 maggio distribuito da 01 Distribution. Passando al cast tecnico, Lla fotografia è a cura di Gianni Chiarini, il montaggio di Lorenzo Campera, le musiche di Matteo Buzzanca, la scenografia di Biagio Fersini e i costumi di Beatrice Giannini.

Fa piacere vedere Lino Guanciale, che per noi e per molti è l’interprete del dolente Commissario Ricciardi nell’omonima serie tv Rai ispirata ai romanzi di Maurizio De Giovanni, in un ruolo per così dire leggero. Sia per il grande che per il piccolo schermo l’attore ha infatti privilegiato, se non il dramma tout court, il noir, il poliziesco, il film storico o comunque in costume: pensiamo quindi a La porta rossa, Sopravvissuti, Il Conte di Montecristo, Le libere donne. Ne L'allieva l'attore si è però accostato a toni più scanzonati, così come, al cinema, nella commedia corale Arrivano i Prof e nel film di Vincenzo Alfieri I peggiori. E poi, prossimamente, vedremo Guanciale nella nuova commedia di Carlo Verdone Scuola di Seduzione, dov’è un uomo oppresso dalla madre che frequenta un corso tenuto da una love coach.

Dovete sapere che nella filmografia di Simone Aleandri ci sono diversi documentari, tra cui As Time Goes by - L'uomo che disegnava i sogni - dedicato a Silvano Campeggi alias l'artista a cui dobbiamo i manifesti cinematografici di Via col vento, Casablanca e Ben Hur - e Seydou - Il sogno non ha colore, incentrato su un giovane senegalese diviso tra il sogno di diventare calciatore e la realtà di una carriera cinematografica. Tornando al cast di Innamorarsi e altre pessime idee, se Ilenia Pastorelli, Claudio Colica e Andrea De Logu non hanno bisogno di presentazioni, chi non è un fan di Un posto al sole potrebbe non conoscere Davide Devenuto, che, oltre ad essere il marito di Serena Rossi, ha interpretato, dal 2003 al 2020, uno dei personaggi più celebri della soap ambientata a Napoli, e cioè Andrea Pergolesi. L'ultimo film in cui l'attore è apparso è Diabolik dei Manetti Bros.

Innamorarsi e altre pessime idee: una clip in anteprima esclusiva

Ed ecco la divertente clip in anteprima esclusiva di Innamorarsi e altre pessime idee, con una buffa conversazione fra Lino Guanciale e Andrea Delogu:

(foto di Francesca Fago)



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Bianca e La messa è finita tornano al cinema da oggi - Guarda i trailer

Domani e dopodomani, per i romani, ci sarà l’ultimo appuntamento con la rassegna “tuttomoretti parte seconda”, che si concluderà con la proiezione, prevista alle 16 e alle 20 al cinema Nuovo Sacher, di Palombella rossa e del documentario La cosa. Ma da oggi lunedì 25 maggio tornano anche in tante sale di tutta Italia anche altri due straordinari film di Nanni Moretti, uno degli autori più amati, temuti, citati e riveriti del nostro cinema: Bianca e La messa è finita.
La distribuzione in sala di questi due capolavori arriva grazie a Cat People, casa di distribuzione indipendente fondata da Raffaele Petrini e Alessandro Tavola nel 2023 che nasce dalla volontà di riportare in sala film che in Italia non hanno mai trovato spazio nella distribuzione tradizionale ma che si sta dando da fare anche per il ritorno sul grande schermo di grandi titoli del passato recente e non, come in questo caso.
Il ritorno al cinema di Bianca e La messa è finita arriva all’inizio di quella che è già stata definita "l’estate di Nanni Moretti", dato che sono tantissimi i fan e i cinefili che già contano i giorni per quello che - appare abbastanza scontato - sarà il grande ritorno di Moretti al Festival di Venezia, dove presenterà il suo nuovo film, Succederà questa notte. Se escludiamo la proiezione del restauro di Ecce Bombo nella sezione Venezia Classici di due anni fa, che peraltro ha vinto il premio come miglior film restaurato, Moretti non portava un film alla Mostra dal 1981, l’anno di Sogni d’oro. Forse anche per l’essersi legato al dito il fatto che Palombella Rossa, nel 1989, non venne selezionato e a Venezia passò solo evento speciale alla Settimana della Critica; fatto sta che, come saprete, tutti i successivi film di Moretti sono stati presentati a Cannes.
In ogni caso. Tornare a vedere Bianca e La messa è finita al cinema è una sorta di atto dovuto per ogni morettiamo che si rispetti, e la lista dei cinema che li programmano è disponibile all’indirizzo https://ift.tt/gmrjs9V.
Per chi è troppo giovane, o per chi si è risvegliato da un lungo coma, qui di seguito le sinossi e i trailer di questi due film imperdibili.

Bianca: la trama e il trailer

Bianca racconta la storia di Michele Apicella, insegnante di matematica in una scuola privata abitata da studenti eccentrici e adulti incapaci di crescere. Ossessionato dall’ordine sentimentale degli altri, Michele osserva, giudica e fantastica sulle vite altrui mentre tenta di costruire una relazione con Bianca, giovane collega luminosa e imprevedibile. Ma dietro il bisogno di controllo si nasconde una fragilità profonda, destinata lentamente a incrinarsi. Tra commedia nevrotica e thriller sentimentale, il film diventa il ritratto feroce di una generazione incapace di accettare l’imperfezione dell’amore.

La messa è finita: la trama e il trailer

La messa è finita segue il ritorno a Roma di don Giulio, giovane sacerdote che ritrova amici e familiari travolti da solitudini, fallimenti e incomunicabilità. Nel tentativo di aiutare gli altri, il protagonista scopre progressivamente la propria impotenza di fronte a un mondo che sembra aver perso ogni punto di riferimento morale e affettivo. Moretti costruisce un racconto asciutto e doloroso sul tramonto delle appartenenze collettive e sulla crisi delle relazioni. Un film che osserva con lucidità la fine delle illusioni private e politiche dell’Italia degli anni Ottanta.



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domenica 24 maggio 2026

Cillian Murphy compie oggi 50 anni: ecco alcuni de migliori film in streaming dell'attore irlandese

Compie oggi 50 anni tondi tondi Cillian Murphy, attore irlandese che quando sceglie di lavorare in sottrazione è senza alcun dubbio tra i migliori della sua generazione. Premiato con l’Oscar grazie a Oppenheimer di Christopher Nolan, Murphy ha collaborato con molti altri autori fondamentali per la storia del cinema contemporaneo. Qui sotto trovate cinque film in streaming con cui vogliamo augurargli buon compleanno. E a voi come sempre buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Cillian Murphy, il quale compie oggi 50 anni

  • 28 giorni dopo
  • Breakfast on Pluto
  • Batman Begins
  • Il vento che accarezza l’erba
  • Piccole cose come queste 

28 giorni dopo (2002)

La carriera di Murphy viene lanciata niente meno che Danny Boyle, il quale lo vuole protagonista assoluto del suo zombie-movie che cambia le regole del genere. Girato in un digitale “povero” ma efficacissimo, ambientato in una Gran Bretagna devastata ed emozionante, 28 giorni dopo vede protagonisti notevoli anche Naomie Harris, Brendan Gleeson e Christopher Eccleston. Asfissiante, terrificante e molto ben strutturato, il film segna un momento fondamentale per l'horror contemporaneo. I suoi sequel non sono stati tutti all’altezza a parte l’ultimo diretto da Nia Da Costa, davvero ben congegnato e realizzato. Murphy diventa immediatamente una star tormentata ed efficacissima. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Breakfast on Pluto (2005)

Altra collaborazione d’autore per Murphy, questa volta con grande autore irlandese Neil Jordan che lo chiama come protagonista di uno dei suoi film più complessi e poetici. Accanto a Liam Neeson, il fido Stephen Rea, Brendan Gleeson, una magnifica Ruth Negga, Murphy regala al protagonista di Breakfast on Pluto un’anima pulsante e una profondità psicologica notevoli. L’attore ottiene una candidatura ai Golden Globe e agli European Film Award. Opera complessa, piena di piani di lettura, emozionante e tragica anche quando si sviluppa in modo vitale e altisonante. Pietra preziosa nella filmografia di un autore unico. Disponibile su CHILI, Google Play.

Batman Begins (2005)

Prima collaborazione con Christopher Nolan in quello che secondo noi rimane il miglior cinecomic del cineasta, e uno dei migliori mai realizzati. Batman Begins si dipana come una parabola morale che vede Christian Bale eccellere nel ruolo del supereroe e comprimari di lusso come Liam Neeson, Morgan Freeman, lo stesso Murphy, Tom Wilkinson. Due nomination all’Oscar per fotografia e scenografie, successo di critica e pubblico più che accettabili. Il finale è davvero emozionante, con un duello fisico ma prima di tutto psicologico enorme. Grande cinema con una visione precisa e uno sviluppo narrativo potente. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, NOW.

Il vento che accarezza l’erba (2006)

La straziante epopea cinematografica dedicata da Ken Loach alla guerra civile irlandese vede Murphy protagonista assoluto e sentito. Non tra qualche polemica, Il vento che accarezza l’erba trionfa a Cannes confermando la potenza emotiva e la narrazione cadenzata di un film ispirato, coraggioso e per nulla conciliatorio. Nel cast anche un potente Liam Cunningham. La sequenza finale con la lotta fratricida è un momento di cinema che non può non arrivare dritto al cuore. Film di rarissima fattura, ispirato da una pagina di storia tragica che deve essere raccontata nella sua interezza. Come Loach ha fatto con perizia. Disponibile su Rai Play.

Piccole cose come queste (2024)

Senza alcun dubbio la miglior interpretazione nella carriera di Cillian Murphy, il quale mette al servizio di quest’opera sommessa la sua enorme bravura nel trattenere emozioni e sensazioni. Piccole cose come queste ricorda una pagina nera e tragica di storia sociale irlandese, come aveva fatto anni fa Magdalene di Peter Mullan. Ma in questo caso l’atmosfera è ancora più dolorosa perché rarefatta, sussurrata invece che mostrata. Intensità emotiva straordinaria, a cui partecipa anche una Emily Watson terrificante e intensa. Un gioiello di cinema di denuncia condotto a degno compimento da un protagonista in stato di grazia. Da applausi. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Rai Play.



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Nicolas Cage e il clamoroso "no" a Spider-Man: perché ha rifiutato Goblin?

Nicolas Cage ha interpretato tanti eroi ed antieroi sul grande schermo: tra non molto lo vedremo anche su Prime Video come protagonista di Spider-Noir, nato come spin-off indipendente di Spider-Man: Un Nuovo Universo, film d’animazione premio Oscar che ha lanciato la storia di Miles Morales. Eppure c’è stato un tempo in cui a Nicolas Cage era stato proposto un ruolo ambito in Spider-Man, ma del 2002 diretto da Sam Raimi e con protagonista Tobey Maguire. Il ruolo in questione è stato poi affidato a Willem Dafoe e, per quanto possa essere difficile immaginare un altro volto associato a quel personaggio, dietro le quinte avrebbe potuto diventare realtà se soltanto Nicolas Cage avesse accettato di interpretare Goblin.

Nicolas Cage non si pente di aver rifiutato questo personaggio in Spider-Man

Impegnato attualmente con il press tour di Spider-Noir in arrivo su Prime Video, Nicolas Cage ha raccontato a People di quella volta in cui si è visto costretto a dire di no ad un personaggio in Spider-Man. Nel 2002, Sam Raimi ha guidato un giovane Tobey Maguire alla scoperta delle sue capacità come Peter Parker. L’eroe ha dovuto vedersela con Goblin, avversario interpretato da Willem Dafoe ma il cui ruolo era stato offerto in precedenza anche a Nicolas Cage.

L’attore, però, ha preferito rifiutare. “Per me, all’epoca, è stata la decisione giusta da prendere”. Ha ricordato di averne parlato con il regista Sam Raimi ma di aver infine rifiutato per dedicarsi ad un altro film: Il ladro di orchidee, distribuito sempre nel 2002 e con un cast degno di nota con Meryl Streep e Tilda Swinton. Cage aveva detto di no a Norman Osborn, inizialmente un mentore per Peter Parker trasformatosi poi in villain ed interpretato da Willem Dafoe. La sua interpretazione è diventata poi una delle più memorabili nel contesto dei supereroi e il personaggio è piaciuto così tanto da essere poi riapparso persino anni dopo in Spider-Man: No Way Home. Grazie al Multiverso, il Goblin ha potuto interagire anche con un altro Peter Parker, quello interpretato da Tom Holland.

Dopo più di vent’anni, Nicolas Cage è riuscito ad intrufolarsi nell’universo di Spider-Man, protagonista di una nuova Serie TV intitolata Spider-Noir, adattamento live action che approfondisce la storia di Ben Reilly, investigatore privato di mezza età che vive nella New York degli Anni ’30. Nicolas Cage aveva già prestato la voce al personaggio introdotto in Spider-Man: Un Nuovo Universo nel 2018.



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