Dopo alcuni anni di crescita, un calo di quasi il 40% dei film diretti da donne negli Stati Uniti sta scatenando polemiche e discussioni in un paese in cui la nuova presidenza sta spingendo fin dalla cima della piramide verso una brusca inversione di tendenza sulle politiche di inclusione portate avanti negli ultimi anni. Secondo l'ultimo studio condotto dalla dottoressa Stacy L. Smith e dall'Annenberg Inclusion Initiative, infatti, nel 2025 la percentuale di registe donne dei film di maggior successo al botteghino nordamericano è scesa al minimo storico degli ultimi sette anni.
Il rapporto, dal nome Inclusion In The Director's Chair (che suona come Inclusione sulla sedia da regista), esamina genere ed etnia dei registi dei 100 film di maggior incasso dell'anno negli USA e include i risultati relativi ai registi dei 1.900 film di maggior incasso a partire dal 2007, anno di inizio dello studio. Fra i 111 registi dei film più visti l'anno scorso negli Stati Uniti, la percentuale di donne è scesa all'8,1%, ovvero nove, rispetto al 13,4% del 2024. Si tratta del livello più basso dal 2018, quando le donne hanno diretto il 4,5% dei 100 film di maggior incasso dell'anno, ma comunque superiore alla media del 6,6% registrata nel periodo considerato degli ultimi 19 anni.
I primi nove in ordine di incassi al botteghino nordamericano, secondo Box Office Mojo, e citati nel rapporto, sono: Emma Tammi, Five Nights At Freddy’s 2 (119,9 milioni di dollari); Nisha Ganatra, Quel pazzo Venerdì, sempre più pazzo (94,2 milioni di dollari); Domee Shi e Madeline Sharafian, Elio, (72,9 milioni di dollari); Celine Song, Material Love (36,5 milioni di dollari); Jennifer Kaytin Robinson, So cosa hai fatto (32,2 milioni di dollari); Maggie Kang, KPop Demon Hunters (24,3 milioni di dollari); Chloe Zhao, Hamnet (10,5 milioni di dollari, ancora in distribuzione); e Hikari, Rental Family (10 milioni di dollari).
Nello specifico, il 5,4% delle registe, ovvero sei, erano donne di colore (come nel 2024), e per la prima volta in 19 anni che le donne afroamericane hanno superato come numero le registe bianche (tre). “I dati del 2025 rivelano che i progressi per le registe donne sono stati effimeri”, ha dichiarato Smith. “Sebbene si sia tentati di pensare che siano risultati legati a chi occupa lo Studio Ovale, in realtà sono determinati da decisioni prese molto prima che entrassero in vigore i divieti DEI (Diversità, Equità, Inclusione). Molti di questi film sono entrati in fase di pre-produzione prima delle elezioni del 2024”.
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