venerdì 2 gennaio 2026

Sigourney Weaver racconta a Stephen Colbert la sua Beatlemania e la lettera a John Lennon: "spero l'abbiano buttata via"

Sigourney Weaver una di noi! L'attrice, ospite del Late Night with Stephen Colbert per la promozione di Avatar: Fuoco e cenere, ha rivelato durante il "questionert" del programma di essere stata in gioventù, come molti boomer (ha 76 anni), una fan accanita dei Beatles, in particolar modo di John Lennon e, come molte ragazze dell'epoca, di aver scritto una lunga lettera al suo beniamino. A raccontarlo è stata lei stessa, con la classe e il senso dell'umorismo che la contraddistinguono. E non è tutto: l'attrice ha ricordato anche il primo concerto a cui ha partecipato, con tanto di documentazione: proprio quello dei Beatles all'Hollywood Bowl.

Il "Dear John" di Sigourney Weaver e il suo incontro ravvicinato coi Beatles dopo il concerto

Ad un certo punto della sua ospitata, Stephen Colbert ha chiesto a Sigourney Weaver se avesse mai chiesto un autografo a un personaggio famoso e l'attrice ha rivelato il suo "peccato di gioventù": "Ho scritto una lettera di parecchie pagine, su una carta da lettere color lavanda con inchiostro viola. Caro John... erano tipo cinque pagine fronte retro. L'ho piegata, messa in una busta e l'ho lasciata ad un ristorante che avevo sentito dire che frequentava". Quando Colbert le ha chiesto cosa avesse scritto in quella lunga missiva, ha detto di non ricordare, e ha aggiunto "spero che l'abbiano buttata via". Sigourney Weaver era, ha poi detto, una fan della prima ora dei Beatles: il primo concerto a cui ha assistito è stato quello storico all'Hollywood Bowl quando aveva 12 anni e così ha raccontato la sua esperienza: "Ero circondata da ragazze che urlavano. Non riuscivi a sentire i Beatles". Della sua partecipazione al concerto raccontato nel documentario di Ron Howard The Beatles: Eight Days a Week - The Touring Years, è rimasta perfino una prova nel film. Colbert ha mostrato una foto (la vedete sulla destra) e lei ha detto: "L'Hollywood Bowl ha spulciato tutti i suoi archivi e all'improvviso dieci anni fa mi è arrivata una email che diceva: "pensiamo che questa sia tu" ed eccomi lì. Ho dei capelli voluminosi perché li ho messi in lattine di birra tutto il giorno (bizzarri bigodini artigianali, ndr), li ho stirati e indosso il mio unico vestito buono". Ovviamente, ricorda, anche lei di tanto in tanto si univa al frastuono generale. Tornando a casa, assieme ad una ragazza conosciuta al concerto, le è capitato quello che descrive come il momento migliore di tutta l'esperienza, quando è passata vicino la limousine che trasportava i Beatlese McCartney e Lennon le hanno salutate con la mano. "Non ricordo cosa facessero gli altri due, perché eravamo molto su di giri per questa vicinanza, tipo a 3 metri di distanza, mentre la macchina passava. Sinceramente, penso che entrambe andammo a casa e restammo sdraiate a guardare il soffitto per 24 ore". Weaver ha anche spiegato perché John Lennon fosse il suo preferito, prima di scoppiare a ridere: "Avevo letto su una rivista che un tempo lavorava in un aeroporto per i VIP. Aveva preparato dei sandwich e prima di servirli ci aveva messo una scarpa sopra, poi li aveva risistemati e messi sul piatto. Trovai che fosse una cosa fichissima".



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