venerdì 23 gennaio 2026
Film da vedere ora al Cinema: Ecco le novità dal 22 Gennaio e tutti quelli ancora in sala
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Street Fighter, Jason Momoa svela un indizio su Blanka nel live action
Jason Momoa non rinuncia all’azione al cinema. Impegnato attualmente con la promozione della sua ultima fatica cinematografica intitolata Fratelli Demolitori in arrivo in streaming su Prime Video, l’attore nel corso del 2026 tornerà sul grande schermo con altri due progetti: Supergirl dove interpreterà Lobo e Street Fighter dove sarà Blanka. In merito a quest’ultimo personaggio, l’attore ha offerto un aggiornamento interessante.
Street Fighter, Jason Momoa svela un indizio importante su Blanka
Sia Lobo che Blanka hanno richiesto un duro lavoro da parte di Jason Momoa. Entrambi hanno comportato trasformazioni importanti, tra quantità di make-up e protesi da aggiungere dietro le quinte. Ai microfoni di ComicBook, all’attore è stato chiesto se avesse trascorso più tempo sulla sedia da make-up per Lobo o per Blanka e la sua risposta è stata sorprendente: “Oh beh, sicuramente Lobo. Sì… non lo so… ero coperto ovunque”. Le parole di Jason Momoa potrebbero suggerire una strada diversa per i suoi personaggi. Mentre Lobo ha giocato su aggiunte reali, il suo Blanka potrebbe invece puntare soprattutto sull’utilizzo di CGI.
Diretto da Kitao Sakurai, l’adattamento live action di Street Fighter ha già entusiasmato il pubblico attraverso la condivisione del primo trailer. Numerosi sono i personaggi coinvolti e i rispettivi interpreti. Oltre a Momoa, infatti, il cast ha coinvolto Andrew Koji nel ruolo di Ryu, Noah Centineo nel ruolo di Ken Masters, Callina Liang nel ruolo di Chun-Li, Roman Reigns come Akuma e David Dastmalchian nel ruolo di M. Bison. E ancora nel cast figurano Cody Rhodes come Guile, Mel Jarnson come Cammy White, Vidyut Jammawal come Dhalsim, Hirooki Goto come E. Honda, Orville Peck come Vega, 50 Cent come Balrog, Olivier Richters come Zangief, Andrew Schulz come Dan Hibiki, Alex Volkanovski come Joe, Rayna Vallandingham come Juli e Eric André come Don Sauvage.
La trama, come emerso finora, vede dei lottatori di arti marziali un tempo amici inseparabili Ryu e Ken coinvolti ancora una volta sul ring, convinti dalla misteriosa Chun-Li per partecipare ad un torneo di arti marziali noto come il World Warrior Tournament. La data d’uscita del live action è stata fissata per ottobre 2026.
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Melania, il documentario sulla First Lady pagato uno sproposito, lo "strano" record
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giovedì 22 gennaio 2026
Spider-Man: Brand New Day, il regista anticipa un grande cambiamento rispetto ai precedenti film
Quando Spider-Man: Brand New Day tornerà in azione al cinema, offrirà al pubblico un tono diverso rispetto ai precedenti, almeno stando alle recenti dichiarazioni del regista Destin Daniel Cretton. In arrivo in sala per l’estate 2026, debuttando prima di Avengers: Doomsday, Spider-Man: Brand New Day rappresenta uno dei due ed unici titoli Marvel attesi sul grande schermo. Protagonista è ancora una volta Tom Holland e, a detta del regista, questo quarto capitolo sarà diverso dai primi tre per un motivo ben preciso.
Spider-Man: Brand New Day, il regista affronta il grande cambiamento in arrivo rispetto ai precedenti film
Regista di Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, Destin Daniel Cretton è stato associato anche al quarto capitolo di Spider-Man ambientato nel Mavel Cinematic Universe. Intervistato da ComicBook, Cretton non solo ha condiviso il proprio entusiasmo in merito al film, ma ha anche ribadito i cambiamenti che ha apportato al quarto film rispetto ai precedenti. “Dirigere Spider-Man è stato uno dei compiti più importanti della mia vita”, ha dichiarato. Ha poi aggiunto che in genere non ama aggiungere delle etichette su quello che potrebbe rappresentare “l’apice” della sua carriera, ma con Spider-Man è diverso: “Guardo ogni progetto a cui lavoro e mi chiedo sempre: 'Non l'ho mai fatto prima, è entusiasmante per me per i prossimi due anni?' E Spider-Man lo è sicuramente”.
Cretton ha poi precisato che, tenendo d’occhio anche il prossimo film del MCU, ha cercato di rendere questo Spider-Man diverso dai precedenti: “Tutti i creativi coinvolti quando sono entrato a far parte del progetto volevano fare qualcosa che sembrasse diverso. Certo, è ancora lo Spider-Man che tutti amano, ma questo è un nuovo capitolo della sua vita, e quel cambiamento di tono è stato qualcosa di davvero emozionante per me. Mi ha dato una sensazione davvero diversa, ed è stata un'esperienza estremamente gratificante”. Il cambiamento di tono era stato anticipato anche da Sadie Sink, coinvolta nel cast e il cui personaggio risulta essere ancora misterioso, e avrebbe senso considerato il finale di Spider-Man: No Way Home che ha spinto Peter Parker a ricominciare da zero. Tutti hanno rimosso ogni ricordo di lui dalla propria testa, persino MJ e Ned, i suoi più cari amici, e Peter si ritrova da solo, senza zia May, a cavarsela in quel di New York.
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Marty Supreme: il sogno americano e il ping pong secondo Timothée Chalamet e Josh Safdie
Il film si intitola Marty Supreme. Il personaggio protagonista - quello interpretato da un Timothée Chalamet che ha sottratto il Golden Globe a gente come Leonardo DiCaprio, George Clooney e Ethan Hawke, e che ora corre verso l’Oscar - si chiama Marty Mauser. Quello che ne è stato l’ispirazione, che è vissuto e ha giocato, che ha scommesso e provocato, si chiamava invece Marty Reisman. Ne sono usciti tanti profili, da quando il film di Josh Safdie ha iniziato ad agitare il mondo degli appassionati di cinema: qui basti dire che è stato un vero campione, un personaggio sopra le righe, che aveva un’attitudine al gioco e alla vita, e un rapporto col suo ego, identici a quelli che vediamo sullo schermo nel film di Josh Safdie. È significativo che il celebre corrispondente del New York Times Matt Flegenheimer, che in carriera ha conversato con personalità del calibro di Mike Tyson, Nancy Pelosi e Donald Trump, a chi gli chiedeva chi fosse il personaggio più interessante che avesse mai intervistato ha sempre risposto “Marty Reisman”.
L’annotazione è importante, doverosa, ma non bisogna commettere l’errore di pensare a Marty Supreme come a un film biografico, sebbene magari “in incognito”, col nome del protagonista leggermente modificato. Perché su questo Josh Safdie è stato più volte esplicito, se non categorico. E se è vero come è vero che dentro a Mauser c’è tantissimo Reisman, è altrettanto vero che nel personaggio e nel film c’è tantissimo Chalamet; per tacere appunto di Safdie, regista e sceneggiatore assieme al fido Ronald Bronstein, sodale praticamente da sempre (e non sorprendano allora certe chiare analogie stilistiche e di canovaccio di Diamanti grezzi, che pure è un’altra storia ma ha la stessa frenesia, e fame di vita).
Safdie ha detto che l’autobiografia di Reisman è stata il suo punto d’ingresso sì, ma nella subcultura degli appassionati di questo sport, che è facile prevedere cresceranno di numero grazie a questo film. Per il resto, al regista interessavano altre cose. Per lui Marty è il simbolo della fiducia in sé, della spavalderia e dell’ambizione che il suo paese, gli Stati Uniti d’America, hanno espresso nel secondo dopoguerra, di quell’atteggiamento che è poi è andato sfumando nel corso degli anni Sessanta e Settanta e che Ronald Reagan ha riportato in primo piano negli Ottanta: ecco il perché di una colonna sonora cronologicamente dissonante, fatta di brani di Peter Gabriel (“I Have the Touch”), dei Tears for Fears (“Everybody Wants To Rule The World”), degli Alphaville (“Forever Young”) e dei New Order (“Bizarre Love Triangle”), che suonano un decennio sullo sfondo di un altro.
Marty Supreme: il trailer
Tolta la musica, la ricostruzione d’epoca di Marty Supreme è impeccabile. La New York dei primi anni Cinquanta, del 1952 per essere precisi, è un organismo vivente e tangibile tanto quanto lo sono i personaggi che lo animano: merito dello scenografo Jack Fisk (già amico fraterno e collaboratore di David Lynch), dei costumi di Miyako Bellizzi (abituale partner dei Safdie), della straordinaria fotografia (ovviamente in pellicola, 35mm ma anche un po’ di 16mm sparso) firmata da un gigante come Darius Khondji.
Chalamet al suo Marty presta, o prende in prestito, tutta la sua strafottenza, la fiducia nelle proprie possibilità, la voglia di farcela, di arrivare in cima, di essere ammirato. L'attore si è allenato ossessivamente e in gran segreto nel ping pong per mesi e mesi, e sul set ha giocato sempre davvero. Ma non c'è solo il giovane divo: perché Marty Supreme è il film anche che ha fatto tornare sul set Gwyneth Paltrow (non accadeva da cinque anni), che ha messo insieme talenti generazionalmente lontani come Tyler the Creator e un fenomenale Abel Ferrara, che ci ha fatto un regalo straordinario come Odessa A'zion, una bomba d’attrice, e che vede coinvolti tanto la Fran Drescher di La tata quanto Géza Röhrig, l’attore ungherese protagonista di Il figlio di Saul (tanto per sottolineare come la cultura ebraica e quella che Safdie ha definito “un’ansia latente” che vi scorre attraverso, qui, giochi un ruolo importante). E c’è pure un cammeo di David Mamet.
La critica ha risposto mediamente con entusiasmo, e il pubblico anche: negli Stati Uniti il film ha incassato più di 80 milioni di dollari, e più di 8 li ha raccolti in altri paesi del mondo in cui è giù uscito. Marty Supreme non è solo un film, è già un fenomeno, e non basta la presenza del divo Chalamet, né il marketing astuto e provocatorio di A24, a giustificarne la risonanza. C’è qualcosa nel film, nella storia e nei personaggi, che è più forte di tutto questo. Che cosa sia esattamente lo dovrete scoprirlo voi, singolarmente, perché la risonanza di Marty Supreme, ciò che lo rende un fenomeno, ha la magica capacità di adattarsi e diventare su misura per ognuno di voi.
Marty Supreme è nei cinema italiani dal 22 gennaio, distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.
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mercoledì 21 gennaio 2026
A diciotto anni dalla scomparsa ricordiamo il talento di Heath Ledger con i suoi migliori film in streaming
Il 22 gennaio 2008 moriva a soli 28 anni Heath Ledger, stroncato da un’overdose accidentale di medicinali. L’attore australiano ha comunque lasciato un patrimonio artistico considerevole, fatto di scelte coraggiose e ruoli non scontati. ecco qui sotto cinque film in streaming con cui vogliamo sottolineare il suo talento di interprete. Buona lettura.
Nell’anniversario della sua scomparsa, ricordiamo il talento di Heath Ledger con i suoi migliori film in streaming
- Il destino di un cavaliere
- Monster’s Ball - L’ombra della vita
- I segreti di Brokeback Mountain
- Io non sono qui
- Il Cavaliere Oscuro
Il destino di un cavaliere (2001)
Il primo successo commerciale per Ledger arriva con la favola giocosa e spigliata diretta da Brian Helgeland. Il destino di un cavaliere si avvale di una sceneggiatura frizzante e in particolar modo di un cast affiatatissimo che comprende Shannyn Sossamon, Alan Tudyk e un Paul Bettany che spesso ruba lo schermo. Modernizzato, con una colonna sonora impressionante e momenti di cinema anche romantico. Tutto funziona bene, ci si diverte con intelligenza. Film per giovani con un cuore maturo. E alla fine la tenzone che chiude il cerchio è degna conclusione di un film ideato e realizzato con i giusti criteri. Titolo di culto. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
Monster’s Ball - L’ombra della vita (2001)
Partecipazione potentissima e disperata nel dramma carcerario diretto da Marc Forster. Billy Bob Thornton e una Halle Berry che arriva agli Oscar sono i protagonisti assoluti di Monster’s Ball - L’ombra della vita, film che possiede una prima parte durissima - che vede Ledger protagonista assai intenso - e una seconda più orientata verso il melodramma umano. Comunque sia, un film che non lascia indifferenti, che colpisce nel profondo rappresentando anime perse, quasi impossibili da redimere. Di quei ritratti che si facevano un tempo…Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
I segreti di Brokeback Mountain (2005)
Il capolavoro diretto da Ang Lee trionfa a Venezia e si porta a casa gli Oscar per la regia, la sceneggiatura e la colonna sonora. Entrambi a nomination i due protagonisti Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, che avrebbero sicuramente meritato la statuetta, così come il film. I segreti di Brokeback Mountain è prima di tutto una storia d’amore appassionante, che sfida le regole sociali e psicologiche di un mondo chiuso, refrattario al cambiamento. paesaggi fantastici ed emozioni vere per un film intenso, appassionante, verissimo. Michelle Williams e Anne Hathaway a supporto preziose. Imprescindibile. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, TIMVision.
Io non sono qui (2007)
Altra interpretazione a supporto di un cast magnifico che vede tra gli altri Ben Whishaw, Richard Gere, Christian Bale, Charlotte Gainsbourg. Ma la grande, assoluta protagonista di Io non sono qui è una Cate Blanchett che interpreta Bob Dylan con una prova maiuscola, stratificata, vertiginosa. Coppa Volpi a Venezia e nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista per il bellissimo film diretto da Todd Haynes. Cinema d’autore con una visione collettiva e una partecipazione sentita da parte di tutti. Davvero un omaggio magnifico a Dylan e alla sua arte. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.
Il Cavaliere Oscuro (2008)
Oscar postumo come miglior attore non protagonista per un Joker spaventoso e irrazionale, la versione nerissima e caotica del leggendario villain. Il Cavaliere Oscuro è un cinecomic probabilmente sopravvalutato ma con ugualmente momenti di cinema potentissimo. Christian Bale, Gary Oldman, Maggie Gyllenhaal, Aaron Eckhart compongono un cast di lusso, la messa in scena di Christopher Nolan grandiosa. Manca qualcosa in chiave di narrazione, ma lo spettacolo è clamoroso. Incassi da capogiro e due premi Oscar. La consacrazione tardiva ma necessaria del talento cristallino di Ledger. Ci manca. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW.
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La Maschera della Morte Rossa: Lea Seydoux raggiunge Mikey Madison nell'adattamento da Edgar Allan Poe
Si presenta davvero bene, a livello di casting, il nuovo adattamento del celebre racconto di Edgar Allan Poe "La maschera della Morte Rossa", scritto e diretto da Charlie Polinger (regista dell'interessante horror adolescenziale The Plague), in preparazione per la A24. Accanto alla già scritturata Mikey Madison, premio Oscar per Anora, reciterà un'attrice europea di grande esperienza e bravura come Léa Seydoux. Come è noto, si tratterà di una rilettura nello stile di una dark comedy, che si prenderà dunque delle libertà sul cupo racconto gotico dello scrittore americano, pubblicato nel 1842.
La Maschera della Morte Rossa: la storia, un celebre adattamento e la nuova versione
Il racconto di Edgar Allan Poe ha al centro il principe Prospero, che, nel tentativo di evitare una pericolosa peste conosciuta come la Morte Rossa che sta decimando le campagne, si nasconde in un'abbazia assieme ad altri nobili. Dopo qualche mese, durante un ballo in maschera nelle sette stanze del luogo, ognuna delle quali decorata con un colore diverso, una misteriosa figura mascherata da vittima della Morte Rossa si fa strada tra le sale. Dopo averla affrontata, Prospero muore, si scopre che il costume non contiene niente di tangibile e la morte raggiunge anche gli altri ospiti. Nel 1964, nel corso del suo celebre ciclo di Poe, Roger Corman firma La maschera della morte rossa, ambientato nel Medioevo in un'Italia meridionale, con Vincent Price nel ruolo del principe Prospero, mescolando la storia con un altro racconto dello scrittore, Hop Frog. Nel film, Prospero è un crudele tiranno nemico del popolo e satanista e la trama è molto più complessa e piena di colpi di scena rispetto all'originale. La versione di Charlie Polinger, "follemente revisionista", a quanto riportato vede al centro due protagoniste femminili, interpretate entrambe da Mikey Madison nel ruolo di due sorelle gemelle, una delle quali, da tempo assente e nascosta tra i contadini, riesce a entrare nel castello e "in un mondo decadente di orge, oppio, trame di potere, vendetta e decapitazioni". Il ruolo di Léa Seydoux sarà quello di una donna che tesse delle trame per arrivare al vertice del potere. Polinger ha dichiarato riguardo al film a Bloody Disgusting: "Ha un tono molto più massimalista ma esplora alcuni temi simili a quelli di The Plague, ad un livello molto essenziale, come le dinamiche di gruppo all'interno di spazi claustrofobici". Questa nuova Maschera della Morte Rossa si girerà a febbraio in Ungheria.
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martedì 20 gennaio 2026
I migliori film in streaming di Timothée Chalamet, protagonista di Marty Supreme
Dal momento che Marty Supreme arriva questa settimana nelle sale italiane, svolgiamo dedicare gli odierni cinque film in streaming al suo pirotecnico protagonista Timothée Chalamet, mai come quest’anno in odore di Oscar. Buona lettura.
Cinque film in streaming interpretati da Timothée Chalamet, protagonista da Oscar di Marty Supreme
- Lady Bird
- Chiamami col tuo nome
- Il Re
- Dune
- A Complete Unknown
Lady Bird (2107)
La commedia dolceamara che impone Greta Gerwig come autrice a tutto tondo, vede Chalamet come parimente buffo e contrito della bravissima protagonista Saoirse Ronan. Lady Bird è un film dolcemente autobiografico, che vede come magnifico supporto anche una Laurie Metcalf da antologia. Nomination all’Oscar per film, regia, attrice protagonista, attrice non protagonista e sceneggiatura. Opera delica, sentita e piena di guizzi comici perfetti, a cui l’attore contribuisce con efficacia. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
Chiamami col tuo nome (2017)
Un adattamento magnificamente scritto da James Ivory. La regia pulita e partecipe di Luca Guadagnino, ma soprattutto l’alchimia indiscutibile tra Chalamet e Armie Hammer. Se poi a supporto troviamo anche un Michael Stuhlbarg che ha il miglior monologo del film, ecco che il risultato è esaltante. Chiamami col tuo nome è davvero un melodramma potente, che regala a Timothée la prima nomination agli Oscar della carriera. Candidature anche al film e alla canzone, statuetta per la miglior sceneggiatura non originale. Film di culto da vedere e amare. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVIsion.
Il Re (2019)
Questo adattamento dell’Enrico V di William Shakespeare diretto da David Michod è stato fortemente sottovalutato, in quanto si tratta di un dramma bellico a tinte forti che vede un cast di attori davvero potente. Oltre al protagonista ci sono infatti anche Joel Edgerton, Sean Harris, Ben Mendelsohn e Robert Pattinson. La tensione delle psicologie del Il Re è palpabile, la messa in scena robusta, la battaglia infiammante. Tutto funziona al meglio, anche il finale nerissimo. E Chalamet dimostra carisma oltre che bravura. Disponibile su Netflix.
Dune (2021)
L’adattamento di Denis Villeneuve della prima metà del capolavoro di Frank Herbert è cinema d’autore che trascende il budget, il genere, lo spettacolo. Dune possiede una possanza cinematografica, sia emotiva che intellettuale, davvero superiore a qualsiasi altro sci-fi fatto dai tempi di 2001: Odissea nello spazio. Oscar Isaac, Rebecca Ferguson, Jason Momoa, Josh Brolin, Javier Bardem e tutti gli altri assecondano un Timothée Chalamet in grandissima forma, che trascina il film dove deve. Quasi tutti hanno preferito il secondo capitolo, secondo noi invece il primo possiede una compattezza narrativa e una tensione ideale ancora maggiori. ma stiamo parlando davvero di due grandi film. Oscar tecnici a raffica, e strameritati. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVIsion, Amazon Prime Video.
A Complete Unknown (2024)
La lucidità della sceneggiatura di Jay Cocks e James Mangold in quello che volevano raccontare di Bob Dylan è la base straordinaria per questo biopic assolutamente entusiasmante. Il rapporto con Woody Guthrie è la spina dorsale emotiva di un film rarefatto, che non spiega ma racconta, che adopera le leggendarie canzoni per tratteggiare una psicologia unica. Chalamet meritava l’oscar alla sua seconda nomination, Monica Barbaro magnifica come Joan Baez, il resto del cast notevole. A Complete Unknown è come si dovrebbero fare i biopic. Candidature anche al film, la regia e la sceneggiatura. Poteva, anzi doveva vincere. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Disney +.
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Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum, i fan vogliono Henry Cavill come Aragorn ma è caos sul web
La fanbase de Il Signore degli Anelli è in rivolta, spaccata a metà dopo che una parte considerevole di utenti sul web ha suggerito il possibile sostituto di Viggo Mortensen ne Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum. La scelta dei fan sarebbe ricaduta su Henry Cavill, il cui nome è fortemente associato alla figura di Superman e al ruolo da protagonista in The Witcher. Ma se alcuni fan hanno realizzato una fan art per valorizzare la propria proposta, altri hanno completamente bocciato l’idea, sostenendo che soltanto Viggo Mortensen dovrebbe riportare Aragorn sul grande schermo.
Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum, il web è diviso: c’è chi propone Henry Cavill come nuovo Aragorn e chi rivuole Viggo Mortensen
Quando Il Signore degli Anelli tornerà sul grande schermo, racconterà una storia che si trova a cavallo di eventi già mostrati ne La compagnia dell’anello, motivo per cui sarebbe complicato, ad oggi, proporre Viggo Mortensen come lo stesso Aragorn di allora. In teoria il suo personaggio non dovrebbe essere invecchiato, considerata la cronologia degli eventi, e questo richiederebbe un forte intervento di CGI. Ad oggi, infatti, il nome di Viggo Mortensen non è stato confermato nel cast, a differenza di Ian McKellen che tornerà ad interpretare Gandalf e pare che anche Elijah Wood apparirà come Frodo.
Leggi anche Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum, recasting per Aragorn, Viggo Mortensen è fuori?Intanto, sul web, alcuni fan sognano che Henry Cavill si unisca al viaggio: è diventata virale una fan art che mostrerebbe la star di The Witcher nelle vesti di Aragorn, pronto per Caccia a Gollum, ma ha scatenato una reazione divisiva tra i fan. Se per alcuni Cavill sarebbe la scelta perfetta per sostituire Viggo Mortensen, agli occhi di altri scegliere Henry Cavill rappresenterebbe un motivo ben valido per rinunciare alla visione del film.
In ogni caso Henry Cavill ha un’agenda piena al momento: l’attore è impegnato con il reboot di Highlander e la produzione di Caccia a Gollum dovrebbe svolgersi nello stesso periodo, rendendo questa possibilità meno concreta. La data d’uscita del prossimo capitolo ambientato nella Terra di Mezzo è stata fissata per il 17 dicembre 2027 e vedrà alla regia Andy Serkis, che riprenderà anche il ruolo di Gollum/Smeagol. Peter Jackson, che invece ha diretto la trilogia principale, figurerà nel progetto come produttore.
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Box Office Italia: i 10 Film più visti al Cinema ieri Lunedì 19 Gennaio 2026
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lunedì 19 gennaio 2026
Armageddon: quando Ben Affleck vomitava in un secchio mentre con Bruce Willis girava la scena più commovente del film
Ben Affleck torna a parlare di Armageddon, ma non per insistere sull'assurdità della trama, cosa che aveva fatto sia sul set, irritando non poco Michael Bay, che nel commento dell'edizione in DVD del film. L'attore, che aveva da poco firmato la sceneggiatura di Will Hunting - Genio Ribelle, di lì a poco vincitrice di un Oscar, ha infatti raccontato di aver avuto grosse difficoltà a girare una delle scene più belle e commoventi del film. Leggere le sue parole, che ci arrivano da Screen Rant, è piuttosto triste, viste la condizioni di salute di Bruce Willis, affetto da demenza frontotemporale dal 2003 e “confinato” per necessità in una casa adiacente a quella della sua nuova famiglia dove un team specializzato si prende cura di lui 24 ore al giorno.
Ben Affleck, Bruce Willis e l'intossicazione alimentare
In una recente intervista durante il podcast Jake’s Tape, Ben Affleck ha spiegato che, il giorno in cui bisognava girare la scena in cui il personaggio di Bruce Willis gli dava finalmente il permesso di sposare sua figlia, si sentiva malissimo a causa di una brutta intossicazione alimentare:
Quando abbiamo girato quella scena, ero vittima di un'intossicazione alimentare. A quell'epoca non ero un attore con una grossa esperienza alle spalle e non sapevo di poter alzare il telefono e dire: "Oggi sto troppo male per lavorare". Non mi è mai più successo di vomitare tra un ciak e l'altro. Mi avevano dato un secchio dell’immondizia e, a ogni stop (vomitavo). Credo che la situazione abbia reso la scena migliore.
La sequenza a cui fa riferimento Ben Affleck, e che i fan di Armageddon ricordano benissimo, è uno dei momenti più commoventi del film. Harry S. Stamper (Willis) decide di prendere il posto di A.J. nella missione suicida di attivare manualmente la bomba nucleare sull'asteroide dopo un guasto al detonatore automatico. Subito prima di partire, dice al ragazzo che lo ha sempre considerato un figlio, gli chiede di prendersi cura di sua figlia e dà la sua benedizione al matrimonio fra i due. Se Harry si mostra molto determinato e non si lascia andare alla commozione, per A.J. si tratta di un momento emotivamente molto forte, dal momento che Harry vuole sacrificarsi al posto suo. Evidentemente il malessere fisico ha aiutato il caro Ben a mostrarsi sofferente.
Armageddon è uscito nel 1998 e ha incassato in tutto il mondo oltre 500 milioni di dollari. Ben Affleck è tornato a lavorare con Michael Bay per Pearl Harbor nel 2001, film decisamente costoso che ha guadagnato in tutto il mondo quasi 400 milioni di dollari. Di seguito, una parte dell'intervista a Ben Affleck:
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domenica 18 gennaio 2026
Il falsario, viaggio nei misteri italiani: video intervista con Pietro Castellitto e Stefano Lodovichi
Copiare è un arte, non ci sono quadri o documenti che Toni non riesca a riprodurre alla perfezione. Per mettere a frutto le sue qualità, e per vivere la vita a tutta velocità, come gli piace fare, si trasferisce nella grande città, nella Roma degli anni '70. Pietro Castellitto interpreta la vicenda "falsamente ispirata a una storia vera" di Antonio Chichiarelli, artista e falsario. Il destino e la Storia lo porteranno a diventare il più grande di tutti i falsari, nonché una figura centrale nei misteri più fitti del nostro Paese.
Liberamente ispirato al libro Il falsario di stato di Nicola Biondo e Massimo Veneziani, Il falsario è in arrivo come Netflix Original sulla piattaforma streaming dal 23 gennaio. Scritto da Sandro Petraglia, con la collaborazione di Lorenzo Bagnatori, è diretto da Stefano Lodovichi. Nel cast anche Giulia Michelini, Andrea Arcangeli, Pierluigi Gigante, Aurora Giovinazzo e con Edoardo Pesce e con Claudio Santamaria.
Abbiamo intervistato il protagonista Pietro Castellitto e il regista Stefano Lodovichi in questa video intervista.
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Sentimental Value trionfa agli European Film Awards 2026, premiata anche Greta Scarano
Un trionfo. Difficile definire altrimenti il risultato dello splendido Sentimental Value agli European Film Awards, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta stasera a Berlino. Ha infatti vinto il premio come miglior film, Joachim Trier quello come miglior regista, mentre Stellan Skarsgard e Renate Reinsve hanno ottenuto i premi come miglior attore e miglior attrice.
Trier ed Eskil Vogt hanno anche vinto il premio per la migliore sceneggiatura, mentre Hania Rani ha vinto il premio per la migliore colonna sonora. Quest'anno gli EFA sono stati spostati da dicembre a metà gennaio, nella speranza di aumentare l'interesse intorno ai candidati europei per la stagione dei premi. Sentimental Value, già favorito agli Oscar per il film internazionale, dove potrebbe giocarsi le sue carte anche come candidato al premio per il miglior film. Sirāt di Oliver Laxe, candidato ufficiale della Spagna agli Oscar, ha vinto i premi per la migliore scenografia, il miglior sound design, il miglior montaggio, la migliore fotografia e il primo premio per il miglior casting. Sound of Falling, candidato della Germania per gli Academy Awards statunitensi, ha vinto il riconoscimento per i migliori costumi.
Un altro titolo dato in lizza per gli Oscar, il film d'animazione Arco di Ugo Bienvenu, ha vinto il primo premio europeo di categoria, mentre Torsten Witte ha vinto il l'EFA per il trucco e le acconciature di Bugonia. È stata una cerimonia molto politica, a partire dalla salita sul palco del regista iraniano Panahi, accolto da una standing ovation, che ha letto una dichiarazione sulla situazione nel suo Paese. Denunciando la violenza del regime di Teheran e il massacro dei manifestanti antigovernativi, ha invitato il mondo a far sentire la propria voce e ad agire.
“Se il mondo non reagisce oggi a questa violenza, il dolore non sarà solo di un Paese. Non solo l'Iran, ma il mondo intero è in pericolo”, ha detto. "La violenza che rimane senza risposta diventa normale e, quindi, la sua diffusione diventa contagiosa. Quando la verità viene schiacciata in un posto, la libertà viene soffocata ovunque. Allora nessuno è al sicuro, in nessuna parte del mondo, né in Iran, né in Europa, né in America, è proprio per questo che oggi, più che mai, come registi e artisti, se siamo delusi dai politici, dobbiamo rifiutarci di rimanere in silenzio, perché il silenzio in un momento in cui regna il crimine non è silenzio di neutralità, ma partecipazione all'oscurità".
Come annnunciato Alice Rohrwacher è stata insignita dello European Achievement in World Cinema Award.. Lo ha dedicato al "mio grande amore, mia sorella Alba". Ha aggiunto una nota politica, invitando il pubblico a rimanere “ostinato e contrario” di fronte a coloro che invocano “guerra, nuove armi e l'estrazione esagerata, come se il mondo fosse una miniera d'oro”.
La vita da grandi di Greta Scarano ha poi vinto l’European Young Audience Award agli EFA 2026. Una produzione Groenlandia e Rai Cinema in collaborazione con Netflix. “Un folgorante esordio alla regia quello di Greta Scarano - commenta Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. "L’incredibile storia vera dei fratelli Tercon e il tono leggero con cui la regista affronta un tema delicato come l’autismo, hanno conquistato i giovanissimi giurati degli EFA, tutti ragazzi sotto i 20 anni".
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Tomb Raider, Angelina Jolie stava per rifiutare Lara Croft: accettò solo ad una condizione
A pochi giorni dall’uscita della prima foto di Sophie Turner nei panni di Lara Croft per la nuova serie TV di Tomb Raider, prodotta da Amazon MGM Studios, il pubblico è già in fermento. Nell'immagine, l'iconica archeologa della celebre saga videoludica sfoggia il suo look inconfondibile: canottiera verde militare, occhiali da sole, zaino in spalla, pantaloncini corti e pistola in mano. Impossibile non ricordare Angelina Jolie, memorabile interprete della prima versione cinematografica di Lara. L'attrice ha definito quell’esperienza un vero e proprio punto di svolta nella sua carriera, rivelando anche un retroscena inatteso sul ruolo che l’ha consacrata.
La diva ha ammesso di aver quasi rifiutato di recitare in Lara Croft: Tomb Raider (2001). Ma andiamo con ordine. Nonostante le recensioni contrastanti della critica, il film e il suo sequel, Tomb Raider: La culla della vita (2003), hanno avuto un discreto successo al box office. Circa un anno fa, ai microfoni di People, Jolie ha ora dichiarato di essere contenta di non aver rifiutato il ruolo di Lara, e che interpretarla è stato impagabile.
Angelina Jolie ha quasi rifiutato Lara Croft: Tomb Raider
Ma perché l'attrice Premio Oscar era propensa a dire no a Lara Croft: Tomb Raider, basato sulla celebre serie di videogiochi? Nell'intervista, Angelina ha raccontato com'è andata e spiegato cosa le ha fatto cambiare idea.
Ho detto di no a Tomb Raider quando mi hanno chiamato per la prima volta. Mi hanno detto: 'Potrai viaggiare per il mondo e addestrarti con l'esercito britannico'.Leggi anche Angelina Jolie, lo stunt finito male che le ha lasciato una cicatrice permanente sul viso: in quale film è successo
Una prospettiva entusiasmante, ma, prima di accettare, la Jolie aveva una condizione. Sebbene Lara Croft sia nota per i caratteristici pantaloncini corti, la diva ha precisato che non li avrebbe indossati per tutto il film. "Ho detto: "Indosserò i pantaloncini per i primi cinque minuti e poi non li indosserò mai più". Ed è vero. E questo è il film. Questo è quello che è successo davvero".
Col senno di poi, è difficile immaginare un casting più adatto: per molti, Angelina Jolie era Lara Croft prima ancora che il film arrivasse nelle sale e fu accolta fin da subito come la scelta ideale, tanto dai fan che dagli addetti ai lavori. L'attrice ha anche affermato che i film di Tomb Raider le hanno cambiato la vita.
Lara Croft: Tomb Raider, perché ha cambiato la vita di Angelina Jolie
Parlando della sua esperienza come protagonista del film, Angelina Jolie ha sottolineato quanto sia stata un'esperienza profonda per lei. Ha riflettuto su come alcune decisioni, incluse quelle che ha rischiato di non prendere, abbiano plasmato in modo significativo la sua vita personale e professionale. Inoltre, ha riconosciuto che, se avesse rifiutato il ruolo, si sarebbe persa qualcosa di davvero importante.
Ho imparato qualcosa sulla vita. Penso alla mia vita e a tutte le cose che ho quasi evitato di fare, che ho quasi saltato, e che avrebbero cambiato il corso della mia vita.
Lara Croft: Tomb Raider le ha fatto conoscere la Cambogia, un paese che è diventato la sua seconda casa, l'ha portata a impegnarsi profondamente come attivista per i diritti umani e ha avuto un ruolo anche nell'adozione del suo primo figlio, Maddox Jolie-Pitt. "Nel mio cuore, la Cambogia - ha affermato parlando con People - Il mio primo viaggio è stato Tomb Raider, dove mi avete vista appesa a testa in giù".
Leggi anche Angelina Jolie: 5 ruoli iconici interpretati dalla diva più ammirata di HollywoodCol tempo, Tomb Raider si è rivelato qualcosa di più di un successo cinematografico: per Angelina fu un vero spartiacque, che ha contribuito al suo percorso umano e professionale negli anni a venire, aiutandola ad affrontare le sfide con maggiore consapevolezza.
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sabato 17 gennaio 2026
Avengers: Doomsday, più di 1 miliardo di view complessive per i quattro teaser trailer diffusi online
Invece di affidarsi a una diffusione online accompagnata magari da ospitate televisive, alcune case cinematografiche hanno recentemente deciso di riportare nelle sale il trailer d'esordio di un film. E così hanno fatto anche i Marvel Studios per iniziare il percorso promozionale di Avengers: Doomsday. L’operazione è partita a metà dicembre con un primo teaser trailer dedicato al ritorno di Steve Rogers, sempre interpretato da Chris Evans, mostrato esclusivamente nei cinema prima dell'inizio di Avatar: Fuoco e Cenere. Solo cinque giorni dopo il teaser è approdato online. A questo video sono seguiti, a cadenza settimanale, altri tre teaser trailer. Il secondo si è focalizzato su Thor, il terzo sugli X-Men e il quarto su Shuri e M’Baku di Wakanda con Ben Grimm, Cosa dei Fantastici Quattro.
La scelta ha dato risultati sorprendenti. Secondo quanto riferisce The Hollywood Reporter, i quattro teaser hanno superato 1 miliardo di visualizzazioni complessive, arrivando per adesso a quota 1,02 miliardi. Un dato ancora più significativo se si considera che si tratta di visualizzazioni interamente organiche, senza il supporto di eventi televisivi o campagne pubblicitarie tradizionali. Nonostante la diffusione inevitabile di riprese pirata (un rischio che Marvel aveva messo in conto), l’impatto sui social è stato eccezionale. Ogni teaser ha generato un volume di conversazioni superiore in media del 188% rispetto ai lanci abituali dello studio. Inoltre, i quattro video hanno infranto i record Marvel su Instagram, con oltre 505 milioni di visualizzazioni, e su TikTok, superando i 103 milioni.
Il confronto con altri casi recenti rende ancora più evidente la portata dell’operazione. Deadpool & Wolverine aveva raggiunto 365 milioni di visualizzazioni in 24 ore, grazie anche alla circostanza televisiva scelta, quella del Super Bowl, mentre I Fantastici Quattro: Gli Inizi si era fermato a 202 milioni nello stesso arco di tempo, sostenuto da un evento mediatico con il cast. Doomsday, al contrario, ha costruito il suo successo senza scorciatoie, puntando sulla curiosità e sull’attesa.
In uscita il 16 dicembre 2026, Avengers: Doomsday segna il ritorno alla regia dei fratelli Joe e Anthony Russo, che produrranno anche tramite la loro AGBO, e anticipa il grande evento conclusivo Avengers: Secret Wars, previsto per il 2027. I due film vedranno inoltre il rientro di Robert Downey Jr. nell’universo Marvel, questa volta nel ruolo di Doctor Doom. Un dettaglio che rende ancora più significativa la decisione di non mostrare l’attore in nessuno dei teaser, a conferma, secondo Marvel, che l’interesse del pubblico resta fortissimo anche senza fare leva sui volti più iconici.
Avengers: Doomsday - Tutti i primi quattro teaser trailer da rivedere
Steve Rogers
Siete contenti di ritrovare uno dei personaggi chiave dei film dell'MCU che hanno dominato il box office tra il 2008 e il 2019? Steve Rogers alias Chris Evans ritornerà. Non sappiamo come, non sappiamo in che termini (ora Captain America è qualcun altro, ma nessuno ci dice che non possano essercene due) e non sappiamo per quanto tempo combatterà al fianco dei New Avengers.
Thor
Tra i ritorni più significativi spicca Thor, interpretato ancora una volta da Chris Hemsworth. Il Dio del Tuono continua a rappresentare una delle colonne portanti dell’universo Marvel, e la sua presenza in Doomsday solleva più di una domanda. Che ruolo avrà ora che gli equilibri cosmici sono cambiati? L'ultima volta che lo avevamo visto, nel finale di Thor: Love and Thunder, aveva adottato la figlia di Gorr il Macellatore, assumendo così il ruolo di genitore e preparandosi a nuove avventure con lei.
Professor X, Magneto e Ciclope
Avengers: Doomsday rappresenta un’ulteriore svolta per l’MCU, deciso a spingersi verso scenari narrativi sempre più complessi e ambiziosi. Tra le novità più clamorose, come vediamo nel video, spicca il ritorno degli X-Men, con tre figure iconiche pronte a incrociare nuovamente il destino degli Avengers: il Professor X, Magneto e Ciclope. La presenza del Professor X, interpretato ancora da Patrick Stewart, riapre il discorso sul ruolo dei mutanti all’interno dell’universo condiviso Marvel. Accanto a lui torna Magneto, con il volto di Ian McKellen, avversario storico e allo stesso tempo tragico contraltare ideologico di Xavier. E non meno importante è il rientro di Ciclope, leader sul campo degli X-Men, simbolo di disciplina e responsabilità. E molti fan saranno felici di rivedere in questo ruolo James Marsden. I tre attori hanno ricoperto questi ruoli per la prima volta ben 26 anni fa. Il loro coinvolgimento suggerisce un conflitto non solo fisico, ma anche filosofico, destinato a ridefinire gli equilibri tra umani, mutanti e supereroi.
Shuri, M'Baku e Ben Grimm
Tra i personaggi messi in evidenza dal nuovo teaser spiccano Shuri, ormai pienamente investita del ruolo di nuova Black Panther, M’Baku, leader carismatico e figura chiave del Wakanda, e una presenza attesissima come Cosa, membro storico dei Fantastici 4. Shuri, interpretata da Letitia Wright, incarna una Black Panther diversa dal passato: più razionale, ma non meno determinata, chiamata a guidare il suo popolo in uno scenario globale sempre più instabile. Accanto a lei, M’Baku, interpretato da Winston Duke, emerge come alleato imprescindibile, mentre l’arrivo di Cosa di Ebon Moss-Bachrach apre ufficialmente le porte all’integrazione dei Fantastici 4 nel cuore dell’MCU, suggerendo un ampliamento significativo del fronte eroico.
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Wildwood, da una vera casa il visionario film animato in stop-motion della Laika
Siamo sempre pronti a un nuovo lungometraggio animato a passo uno della Laika Entertainment: non solo per Coraline, ma anche per tutti i lavori che ci hanno proposto nel frattempo. Il prossimo Wildwood è però forse per loro più simbolico, perché torna ad avere una protagonista femminile come quel primo film. Alla regia c'è Travis Knight, colonna dell'azienda ventennale, in questo momento impegnato parallelamente sui film dei Masters. Vi presentiamo un video backstage di Wildwood, dove scopriamo che la casa magica fulcro della storia... è una casa che esiste nella realtà!
Wildwood, di cosa parla la nuova fatica animata della Laika Entertainment
Wildwood è l'adattamento del romanzo omonimo (2011, "I segreti del bosco proibito" nell'edizione italiana Salani), scritto da Colin Meloy e illustrato da Carson Ellis. Lo dirige ancora Travis Knight, che per la Laika ha già firmato la regia di Kubo e la Spada Magica, ma ha coprodotto tutti i lungometraggi della casa, a partire da ParaNorman. Knight ultimamente ha fatto sortite nel cinema dal vero, prima col riuscito Bumblebee (2018), poi con Masters of the Universe per gli Amazon MGM Studios, in sala a giugno. Per i tempi molto lunghi della stop-motion, si è potuto però occupare allo stesso tempo di Wildwood, che riecheggia l'esordio nel lungo della Laika, l'amatissimo Coraline e la porta magica (2009) di Henry Selick.
Wildwood racconta le avventure della giovanissima Prue McKeel e del suo amico Curtis (voce originale di Jacob Tremblay), che si avventurano in un mondo parallelo nelle magiche foreste di Portland, per ritrovare il fratello rapito di Prue, affrontando la minaccia dei corvi, comandati dalla misteriosa Alexandra (Carey Mulligan). Angela Bassett doppia la Generale, una maestosa aquila. Nel resto del cast vocale inglese ci sono grandi nomi importanti come Mahershala Ali, Jemaine Clement, Awkwafina, Tom Waits e Richard E. Grant. Autore della sceneggiatura è Chris Butler, il regista di Mister Link. Leggi anche Piranesi diventa un film d'animazione: Travis Knight alla regia
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¡Ándale! ¡Ándale! ¡Arriba! ¡Arriba! Un film con Speedy Gonzales protagonista è in lavorazione
Il topo più veloce del Messico sta per tornare da vero protagonista, ma stavolta è il grande schermo a dargli il benvenuto.
Gli executive della Warner Bros. hanno affidato a Jorge R. Gutiérrez la regia di un nuovo lungometraggio d'animazione dedicato a Speedy Gonzales, storico personaggio dei Looney Tunes. Il film è attualmente in fase di sviluppo presso la Warner Bros. Pictures Animation, come rivela The Hollywood Reporter, e altri dettagli al momento non sono noti.
Creato negli anni '50, Speedy Gonzales è da decenni una delle figure più amate dell’universo Looney Tunes insieme a Bugs Bunny, Daffy Duck, Willy il Coyote & Beep Beep e Titti & Gatto Silvestro. Il cortometraggio Merrie Melodies del 1955 che lo vede protagonista vinse l’Oscar come miglior corto animato. Celebre per la sua velocità fulminea, l’arguzia e il fascino con cui conquista le “topoline”, il personaggio è apparso più recentemente in Space Jam: A New Legacy (2021), dove è stato doppiato in lingua originale da Gabriel Iglesias.
Non è la prima volta che Warner Bros. prova a portare Speedy Gonzales al cinema: oltre dieci anni fa era stato sviluppato un progetto che avrebbe visto Eugenio Derbez come voce del personaggio. In un’intervista del 2024, l’attore aveva però spiegato che il film difficilmente sarebbe stato realizzato, poiché il personaggio veniva considerato “politicamente scorretto” dai vertici dello studio. "Gli unici a offendersi sono gli americani, ma noi amiamo Speedy Gonzales", aveva detto Derbez. "È un topo intelligente, batte sempre i gatti, è un eroe, porta il formaggio alla sua gente ed è velocissimo".
Il film su Speedy Gonzales: chi è il regista Jorge R. Gutiérrez
Nato a Città del Messico e cresciuto a Tijuana, Gutiérrez è un autore messicano poliedrico. Animatore, sceneggiatore, produttore, regista e doppiatore, ha co-creato la brillante serie animata El Tigre per Nickelodeon, vincitrice di un Emmy, e la miniserie Netflix Maya e i tre guerrieri. Al cinema ha diretto Il libro della vita, film animato prodotto da Guillermo del Toro e uscito nel 2014 con le voci di Diego Luna, Zoe Saldaña e Channing Tatum.
Qui sotto il post che Gutiérrez ha condiviso su Instagram sei settimane fa dicendo che c'erano trattative in corso perché gli venisse affidato il film su Speedy Gonzales. Oggi è arrivata dunque la conferma.
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venerdì 16 gennaio 2026
Armadillo United: Antonio Banderas e Danny Trejo pazzi per il calcio in un feel good movie ambientato in Brasile
Era un po’ che non sentivamo parlare di Danny Trejo, l'eroe della saga di Machete apparso in quasi 250 film e passato dalle sbarre di una prigione e dalla dipendenza dalla droga ai set cinematografici, anche in veste di regista. Ebbene, sappiate che lo vedremo presto in un film sportivo al fianco di uno degli attori spagnoli più bravi e conosciuto al mondo: Antonio Banderas. Il film si intitola Armadillo United e porta la firma di Alan Jacobs, regista attivo soprattutto a cavallo fra il secondo e il terzo millennio a cui dobbiamo, per esempio, Inchiesta ad alto rischio. Jacobs è autore della sceneggiatura e ha voluto nel cast anche Rubén Blades e Danay Garcia. Il primo è diventato celebre grazie alla serie Fear the Walking Dead, mentre la seconda per merito di Prison Break. Inutile dire che Jacobs è felicissimo di lavorare insieme a quello che possiamo certamente chiamare un poker d’assi della recitazione, e infatti ha dichiarato:
È davvero una benedizione avere nel cast questi 4 interpreti immensamente talentuosi (…) Sono sicuro che Antonio, Rubén, Danay e Danny saranno di grande ispirazione per i nostri attori più giovani e per il pubblico di tutto il mondo.
Ricordiamo che Antonio Banderas e Danny Trejo hanno già lavorato insieme: in Desperado, Dal tramonto all'alba e nel franchise di Spy Kids.
Armadillo United: la trama
Al di là del fatto che Armadillo United è un titolo fantastico, andiamo a scoprire la trama del film, che è decisamente un feel good movie. Non ha caso il regista ci ha tenuto a dire:
In una parola, questo è un film sulla gioia: la gioia di essere un bambino che gioca a un gioco bellissimo e la gioia di raccontare questa magica storia al mondo intero.
Armadillo United narra la vicenda del dodicenne Dante Delgado e della sua squadra di calcio, che ha la fortuna di partecipare alla World Cup di Rio De Janeiro per giovani calciatori. Antonio Banderas interpreterà un personaggio di nome Diego che viene descritto come "un eccentrico gelataio che pensa di essere il leggendario calciatore argentino Diego Maradona e impartisce al protagonista importanti lezioni sul calcio e sulla vita”. Rubén Blades sarà l’allenatore Tepez, un ex calciatore professionista. Danay Garcia impersonerà Dedee, che è la madre di Dante, e Danny Trejo l'allenatore Koko, alla guida della squadra rivale dell'Armadillo United: i famigerati The Champions.
Le riprese di Armadillo United cominceranno nel mese di marzo ad Austin, in Texas. Dopodiché ci si sposterà in Spagna e Brasile. Per amor di precisione, Alan Jacobs ha chiesto la consulenza di veri calciatori, che lo hanno aiutato in fase di sceneggiatura e che saranno presenti sul set per seguire adeguatamente gli attori.
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giovedì 15 gennaio 2026
Il film Please segnerà il debutto da attrice di Gracie Abrams, nota cantante nonché figlia di J.J.
Suo padre lo conosciamo bene. J.J. Abrams è produttore e regista di alcuni grossi film hollywoodiani come Super 8, Mission: Impossible III, due film della saga di Star Trek e due film della saga di Star Wars. Nonché creatore delle serie che hanno fatto la storia della TV pre-streaming, Lost e Alias.
Dei tre figli di J.J., la secondogenita 26enne Gracie Abrams ha già intrapreso la carriera artistica da tempo. La ragazza continua a crescere in modo impressionante nel panorama musicale internazionale. Dopo il debutto come cantante nel 2019, si è imposta come una delle voci più interessanti della sua generazione, capace di fondere indie folk e pop con uno stile personale e riconoscibile. Il primo album "Good Riddance", del 2023, ha segnato la svolta definitiva, portandole una nomination ai Grammy come miglior artista esordiente. Il successo si è consolidato ulteriormente nel 2024 con il secondo album "The Secret of Us", mentre lo scorso anno è arrivata anche un'altra nomination ai Grammy per la miglior performance pop di un duo o gruppo grazie a "Us", realizzato insieme a Taylor Swift.
Ora Gracie è pronta ad affacciarsi per la prima volta al mondo della recitazione. La cantautrice statunitense sarà infatti la protagonista di Please, il nuovo film targato A24 scritto e diretto da Halina Reijn. Nessun dettaglio sulla trama è al momento disponibile, ma il film rappresenta anche un’ulteriore tappa nella collaborazione tra la regista olandese e la società di produzione americana. Reijn andrà così a firmare il suo terzo lungometraggio per A24, dopo il successo del satirico Bodies Bodies Bodies (2022) e del thriller erotico Babygirl (2024), che ha incassato 64 milioni di dollari al box office mondiale.
Nel video qui sotto vediamo Gracie Abrams durante il concerto al Radio City Music Hall di New York. Il brano che esegue, "That's So True", lo avete certamente già sentito.
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Il Signore degli Anelli, Peter Jackson rivela il nuovo progetto che vorrebbe realizzare
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Avengers: Doomsday, perché i Fantastici Quattro sono andati in Wakanda?
Il nuovo teaser trailer di Avengers: Doomsday ha puntato i riflettori sul Wakanda e sui Fantastici Quattro. Nel breve filmato, non cupo quanto il precedente trailer sugli X-Men, ma comunque drammatico e intenso, Shuri (Letitia Wright) e M'Baku (Winston Duke), il neo-incoronato re di Wakanda, si trovano faccia a faccia con Ben Grimm, alias La Cosa (Ebon Moss-Bachrach). Per quale motivo il mutato si trova lì?
L'incontro è una sorta di pausa comica, in contrasto con il resto del trailer. Anche se non vediamo il resto dei Fantastici Quattro, ha senso che la Prima Famiglia Marvel si faccia aiutare dai Wakandiani, soprattutto in un mondo che non può più contare su Tony Stark. Il teaser non spiega espressamente le ragioni della visita di Ben né il motivo per cui appare solo lui, ma la storia che i due gruppi hanno condiviso nei fumetti e le loro abilità tecnologiche rendono quest'accoppiata una combinazione esplosiva.
Avvengers: Doomsday, i Fantastici Quattro e i Wakandani sono alleati di lunga data
Nei fumetti, sia i Wakandani che la Prima Famiglia Marvel, in particolare Reed Richards, padroneggiano la tecnologia come nessun altro. In un mondo senza Tony Stark su cui fare affidamento, il Wakanda diventa dunque l'alleato più logico. Il portale Fandomwire.com fa anche notare che Black Panther ha debuttato insieme ai Fantastici Quattro nei fumetti e, in alcuni numeri, ha persino fatto brevemente parte della squadra. Dunque è facile intuire perché i fratelli Russo abbiano attinto a quella storia comune.
È anche possibile che Anthony e Joe Russo stiano seguendo la strategia di Infinity War ed Endgame di riunire gradualmente personaggi diversi, il che potrebbe spiegare perché è solo Ben Grimm è ad incontrare Shuri e M'Baku. Al tempo stesso, sappiamo ancora poco e niente sulla trama di Doomsday e, di conseguenza, sull'arco narrativo specifico di Shuri. Quel che è certo, però, è che Letitia Wright tornerà in Avengers: Secret Wars. Lo ha recentemente confermato lei stessa, ai microfoni di ScreenRant. "So solo che abbiamo appena finito di girare Doomsday - ha dichiarato - scusate, ho confuso le due cose! È quello che devo girare dopo, Secret Wars. Ma Doomsday, quello l'abbiamo finito, ed è stato fantastico".
Gira voce, inoltre, che Ryan Coogler dirigerà il terzo film di Black Panther, che potrebbe concentrarsi sul figlio di T'Challa anticipato in Black Panther: Wakanda Forever. Riassumendo, Avengers: Doomsday sembra voler gettare le basi per nuove alleanze strategiche nel MCU, con Shuri che appare sempre più come una figura centrale. Il film, in arrivo il 18 dicembre 2026, potrebbe rappresentare un passaggio chiave nell'evoluzione del personaggio, preparando il terreno per un futuro in cui Wakanda non è solo una nazione avanzata, ma uno dei pilastri dell’equilibrio multiversale. È quindi lecito aspettarsi che Shuri, il Wakanda e i nuovi sodalizi giocheranno un ruolo determinante nel prossimo capitolo del MCU, ben oltre Doomsday.
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mercoledì 14 gennaio 2026
Buon compleanno Margherita Buy! Ecco alcuni dei suoi film in streaming più interessanti
Compie oggi 64 anni Margherita Buy, la “signora” del nostro cinema da ormai quasi quarant’anni. Da quando l’abbiamo ammirata ne La settimana della sfinge (1989) di Daniele Luchetti e La stazione (1990) dell’allora marito Sergio Rubini, per noi la Buý è divenuta simbolo di semplicità, eleganza e un pizzico di surrealtà che l’hanno resa un’attrice unica. Ecco cinque dei suoi film in streaming che apprezziamo maggiormente. Buon compleanno Margherita!
Cinque film in streaming interpretati da Margherita Buy, “signora” del nostro cinema che oggi compie gli anni.
- Maledetto il giorno che t’ho incontrato
- Fuori dal mondo
- Le fate ignoranti
- Lo spazio bianco
- Mia madre
Maledetto il giorno che t’ho incontrato (1991)
La prima collaborazione con Carlo Verdone diventa immediatamente una commedia di culto con due protagonisti sull'orlo di una crisi di nervi. Maledetto il giorno che t’ho incontrato si regge su una sceneggiatura frizzante e sull'alchimia indiscutibile tra la Buy e il regista/attore/sceneggiatore. La prima parte è senz’altro migliore della seconda, ma nel complesso tutto funziona davvero bene. Ottima prova comica dell'attore, che sfodera tempi davvero magnificamente calibrati. Delizioso. Disponibile su Infinity +, Netflix, Amazon Prime Video.
Fuori dal mondo (1998)
Diretta da un Giuseppe Piccioni sensibile, la Buy ci regala una prova sofferta nella sua estrema compostezza. Fuori dal mondo viene magnificamente musicato da Ludovico Einaudi, il quale gli regala un’atmosfera malinconica di spessore. Film sulla fede ma anche sulla carità umana, che rappresenta forse ancora oggi la miglior prova drammatica dell’attrice. Da rivedere ogni volta per scoprire qualche nuova sfumatura di una protagonista in stato di grazia. Struggente. Disponibile su CHILI.
Le fate ignoranti (2000)
Dopo essersi fatto apprezzare nell'esordio de Il bagno turco, il fenomeno Ferzan Ozpetek esplode grazie a Le fate ignoranti, che vede protagonisti una Margherita Buy dolorosa e un cast vitale capitanato da Stefano Accorsi. Enorme successo di pubblico che sfiora tutti i premi maggiori in Italia, a conferma della bontà di un melodramma sentito. L’ambientazione romana ai margini, nelle zone meno conosciute ma maggiormente vitali della città, è azzeccatissima. La Buy è come sempre potente, il resto le gira intorno con efficacia. Disponibile su Disney +.
Lo spazio bianco (2009)
Ispirato dal libro omonimo di Elena Ferrante, questo adattamento diretto da Francesca Comencini possiede la forza del non detto. Una donna che lotta per la propria autonomia deve vivere in un tempo sospeso e terribile in attesa per il bambino nato in condizioni precarie. Lo spazio bianco ci regala una Margherita Buy in forma smagliante, elegante e disperata, vitale e tragica. Una prova d’attrice completa per un lungometraggio affascinante, talvolta traballante ma davvero sincero. A noi a suo tempo, al Festival di Venezia, piacque abbastanza. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
Mia madre (2015)
Tra le tante collaboration con Nanni Moretti, Mia madre è quella che vede la Buy sincera protagonista nel ruolo di un alterego contenuto e vero del cineasta. Vi sono momenti di grande sobrietà nel film che si fondono con pienezza con l’aspetto metacinematografico. John Turturro a supporto è spassoso, mentre il dramma legato alla malattia e alla perdita è profondo e sussurrato. Bel film del “secondo” Moretti, grazie soprattutto a un Buy molto ispirata. Da vedere per commuoversi. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
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Scream 7, il nuovo trailer scatena il terrore nella famiglia di Sidney Prescott
Manca pochissimo al ritorno di Ghostface al cinema e un nuovo trailer ha anticipato li terrore che assalirà la famiglia di Sidney Prescott. Ancora una volta protagonista di un capitolo horror, Sidney guiderà Scream 7 diretto da Kevin Williamson e il nuovo trailer condiviso dagli Studios è in realtà un forte richiamo al primo capitolo della saga, che ripropone immagini nostalgiche per mescolarle al presente.
Scream 7, il nuovo trailer è estremamente nostalgico e minaccia la famiglia di Sidney
Ghostface non ha dimenticato i trascorsi con Sidney Prescott ed è per questo che è tornato a tormentarla, prendendo di mira sua figlia Tatum. Nel settimo capitolo, Sidney è madre di un’adolescente, che ha stessa età di quando Sidney ha incontrato per la prima volta Ghostface.
In attesa di scoprire cosa accadrà alla sua famiglia e chi si nasconderà questa volta dietro la maschera, Scream 7 ha offerto al pubblico un nuovo trailer traendo forza dai precedenti film, riportando in vita la tipica, spaventosa telefonata da parte dell’assassino. Trent’anni dopo, Ghostface ricontatta nuovamente la survival girl per metterla in guardia: non si fermerà finché non avrà raggiunto il proprio obiettivo e, per questo, ha preso di mira sua figlia. Le promette che non le farà del male, ma agirà soltanto quando Sidney sarà abbastanza vicina da poter assistere con i propri occhi alla sua vendetta. Ad interpretare Tatum è Isabel May, ma nel cast figurano anche grandi ritorni come Courteney Cox che interpreterà ancora una volta Gale Weathers, così come Jasmin Savoy-Brown e Mason Gooding nei panni dei gemelli Mindy e Chad apparsi nel quinto e sesto film del franchise. Torneranno anche vecchi Ghostface come Stu Macher (Matthew Lillard) e Roman Bridger (Scott Foley).
Con una data d’uscita fissata per il 25 febbraio 2026 in Italia, Scream 7 riporterà il franchise horror ancora una volta sul grande schermo per una nuova avventura guidata da Neve Campbell.
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Box Office Italia: i 10 Film più visti al Cinema martedì 13 Gennaio 2026
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martedì 13 gennaio 2026
Nell'anniversario della scomparsa ricordiamo la leggenda Humphrey Bogart con 5 film in streaming
Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa vogliamo dedicare i consueti cinque film in streaming alla leggenda di Humphrey Bogart, attore inimitabile che ha scritto la storia del cinema (in particolar modo noir) a caratteri cubitali. Buona lettura.
Cinque film in streaming interpretati dalla leggenda Humphrey Bogart
- Il mistero del falco
- Casablanca
- Il tesoro della Sierra Madre
- La regina d’Africa
- Sabrina
Il mistero del falco (1941)
Il lungometraggio che cambia le regole del noir, aprendo una stagione di cinema irripetibile. Esordio alla regia di John Huston, Il mistero del falco viene ispirato dal genio letterario di Dashiell Hammett. Intrigo, atmosfere, una visione cupissima della realtà filtrata attraverso molte delle regole estetiche dell’espressionismo. Insomma, capolavoro d’altri tempi per un film di genere che diventa grande cinema d’autore. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision.
Casablanca (1942)
Oscar per film, regia e sceneggiatura per quello che molti considerano il più grande script mai scritto. E a conti fatti potrebbero non avere tutti i torti. Ingrid Bergman insieme a Bogart forma una coppia incredibile. Michael Curtiz dirige Casablanca come un dramma che sfida le regole del tempo. Con quel finale malinconico e indimenticabile. Neppure la nomination all’oscar per Bogart, ma come è possibile? Di una potenza espressiva ed emotiva ancora oggi inarrivabile. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision.
Il tesoro della Sierra Madre (1948)
Ancora per John Huston un film di avventura che arriva ai limiti dell'impensabile, esponendo caratteri spinti dal desiderio e dall’avidità. Il tesoro della Sierra Madre è una parabola morale durissima che vede Bogart giganteggiare insieme a un Walter Huston da Oscar come non protagonista, così come arriva la statuetta per la miglior regia. Sequenze di una violenza psicologica che era inusitata per quel periodo, incastonate in una messa in scena preziosa e realista. Anche in questo caso un finale che scrive la storia del cinema. La prova più arcigna della carriera di Bogart. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
La regina d’Africa (1951)
E finalmente arriva l’Oscar come miglior attore non protagonista. Insieme a una Katharine Hepburn come sempre maestosa, Bogart sfodera una prova di carisma e leggerezza assoluta, dimostrando la sua totale versatilità nei momenti più leggeri, che sono tanti. La regia d’Africa ci regala duetti d’autore e un film che ha influenzato moltissimo del cinema a venire quando si tratta di avventura e paesaggi esotici. Un classico da rivedere ogni volta con la voglia di divertirsi un mondo. Eterno. Disponibile su Netflix, Amazon Prime Video.
Sabrina (1954)
Non potevamo non inserire la collaborazione con un trio di altre leggende come Audrey Hepburn, William Holden e soprattutto il genio caustico di Billy Wilder. Sabrina è uno dei lungometraggi più “classici” dell’autore de L'appartamento, una commedia romantica messa in scena con classe incredibile ricca di spunti interessanti. I costumi da Oscar di Edith Head sono come sempre incredibili. Grande cinema mainstream per questi tempi, con quel pizzico di irriverenza che lo rende un classico invece senza tempo. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Paramount +.
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George Clooney risponde tardivamente alle critiche di Quentin Tarantino a Paul Dano, Owen Wilson e Matthew Lillard
Nemmeno George Clooney ha gradito le critiche di Quentin Tarantino a Paul Dano, Owen Wilson e Matthew Lillard e ha trovato l'occasione per fare le sue rimostranze nel discorso di ringraziamento per l'AARP Movies for Grownups Award per il miglior attore. Premesso che gli AARP Movies for Grownups Awards sono riconoscimenti assegnati a film realizzati da e per adulti sopra i cinquant'anni, era evidentemente da un po’ che il divo hollywoodiano desiderava togliersi il sassolino dalla scarpa, anche perché in passato il regista non aveva espresso un parere troppo lusinghiero nei suoi confronti. I due erano stati compagni di set nel film di Robert Rodriguez Dal tramonto all’alba e, in quell’occasione, o comunque poco dopo la fine delle riprese, Tarantino aveva detto che Clooney non era una star del cinema e Clooney, in un'intervista a GQ, aveva confessato di essersi sentito piuttosto irritato dal comportamento di Tarantino, che era anche cosceneggiatore. In ogni modo, nel ricevere un premio che proprio non si aspettava, il caro George ha detto, tra le altre cose:
Comunque, (a proposito di ) Paul Dano, Owen Wilson e Matthew Lillard, sarebbe un onore per me lavorare con questi attori, un onore.
Spiegando che Jay Kelly è un film fatto da persone che amano gli attori, Clooney ha poi aggiunto:
Le persone che conosco da una vita sono perlopiù attori. Ho una grande affinità con loro. Non mi piace quando la gente è crudele. (Già) viviamo in tempi di crudeltà. Non c’è bisogno di aggiungerne altra.
Tarantino vs Paul Dano, Matthew Lillard e Owen Wilson: un recap
Facciamo un piccolo riassunto delle "puntate precedenti". Poco più di 1 mese fa, nel corso di una conversazione con Bret Easton Ellis, Quentin Tarantino aveva detto che un attore che proprio non gli piaceva era Paul Dano, e che era colpa sua se Il Petroliere non aveva ottenuto il successo sperato. La sua performance gli era sembrata fiacca. Quando lo scrittore aveva tentato di salvare il salvabile obiettando che praticamente nessuno al mondo avrebbe potuto reggere il paragone con Daniel Day-Lewis, il regista aveva rincarato la dose definendo Dano l'attore più debole dell'intera Screen Actors Guild, poi quel "debole" si era trasformato in "inesistente". Infine, quando Ellis aveva chiesto a Quentin Tarantino se gli fosse piaciuta almeno una performance di Dano, il filmmaker aveva risposto, lapidario:
Non mi interessa, non mi interessa lui, non mi interessa Owen Wilson e non mi interessa Matthew Lillard.
Le parole di Tarantino, se ben ricordate, avevano fatto insorgere il web e diversi colleghi di Dano & Co., e Matthew Lillard, poverino, era rimasto molto male.
Tornando a George Clooney, che in Jay Kelly recita insieme ad Adam Sandler diretto da Noah Baumbach, lo vedremo, speriamo presto, in Ocean's 14, in cui riprenderà il ruolo del furfante di classe Danny Ocean.
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