
Dopo il recente e fallito tentativo di acquisizione della Weinstein Company da parte di un gruppo di investitori capitanato da Maria Contreras-Sweet, si ritorna alla normale procedura di bancarotta. L'impero di Harvey Weinstein, travolto dagli scandali sessuali dallo scorso autunno, si sta quindi ufficialmente sgretolando: per salvare gli asset e i marchi cinematografici di rilievo (oltre che le tasche degli azionisti), è stato già scelto uno "stalking horse bidder", precisamente la Lantern Capital.
In gergo finanziario lo stalking horse bidder è l'azienda che solo nominalmente partecipa all'asta degli asset in bancarotta, con una cifra concordata che ha un solo scopo: evitare una corsa al ribasso quando l'asta vera e propria comincia. Pare che tale cifra si aggiri sui 300-320 milioni di dollari.
Come corollario di questi avvenimenti, c'è da segnalare che da questo momento ogni NDA firmato dagli impiegati dell'azienda decade. Il "Non Disclosure Agreement" si riferisce alle clausole di riservatezza che fanno parte di qualsiasi contratto: nel caso specifico, il clima di terrore instaurato da Weinstein nel corso degli anni si stava di recente anche facendo forte della clausola, per limitare la collaborazione dei dipendenti ai procedimenti in corso.
Ci vorrà probabilmente qualche settimana per capire cosa questo comporterà in termini di nuove eventuali rivelazioni.
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