lunedì 2 febbraio 2026

Sundance Film Festival 2026: ecco per voi i migliori film visti nell'edizione Online

L’edizione online del Sundance Film Festival 2026 ha evidenziato come la kermesse al suo ultimo anno a Salt Lake City nello Utah (dal 2027 si trasferirà a Boulder, Colorado) stia faticando a mantenere la qualità e la visibilità che lo ha contraddistinto negli anni. Non moltissimi i titoli di valore che abbiamo potuto vedere in questi giorni. Nonostante questo, alcune opere si sono contraddistinte soprattutto per la lucidità con cui hanno affrontato le tematiche scelte. Eccovi dunque i cinque film visti al Sundance Online di quest’anno. L’ordine è alfabetico. Buona lettura.

I migliori cinque film in streaming visti al Sundance Film Festival 2026, edizione Online 

  • Ha-chan, Shake Your Booty!
  • The Huntress (La Cazadora)
  • Josephine
  • Night Nurse
  • Union County

Ha-chan, Shake Your Booty!

Inserita nella sezione U.S. Dramatic Competition, dove ha vinto il premio per la miglior regia, questa commedia dolceamara vede protagonista una intensa e surreale Rinko Kikuchi, la quale prende sulle proprie spalle il lungometraggio con una prova maiuscola, sempre in bilico poetico tra tocco leggero e profondità del dolore. È senza dubbio l’attrice già candidata all’Oscar per Babel il motivo principale perché Ha-chan, Shake Your Booty! debba essere apprezzato. La messa in scena di Josef Kubota Wladyka - il quale qualche anno fa aveva già diretto il notevole Catch the Fair One, sempre presentato al Sundance - è ispirata, la sceneggiatura è funzionale anche se non sempre originalissima. Un film che si fa guardare con piacere e la giusta dose di malinconia, supportato da una protagonista davvero convincente. 

The Huntress (La Cazadora)

La sezione World Cinema Dramatic Competition ha visto elevato il proprio valore complessivo da The Huntress (La Cazadora) di Suzanne Andrews Correa. Al centro della vicenda ambientata a Juarez, in Messico, una madre di famiglia che scegle la vendetta e l’assassinio per fronteggiare la cosntante violenza subita dalle donne della regione. Già apprezzata in Emilia Perez di Jacques Audiard, Adriana Paz offre una prova di spessore sempre in bilico tra verità e follia del rancore. Grazie soprattutto a lei The Huntress (La Cazadora) si sviluppa come un melodramma criminale che evita quasi del tutto la retorica del caso per proporre problematiche affrontate da una prospettiva non scontata. Film sincero e schierato, che affronta un problema spinoso con coraggio e discreta lucidità.

Josephine

Vincitore della sezione U.S. Dramatic Competition, Josephine di Beth de Araújo è a conti fatti il miglior lungometraggio visto a questa edizione del Sundance, prima di tutto per la notevole coerenza interna che possiede. La storia gira intorno alla giovane protagonista che regala il titolo al film, la quale dopo essere stata testimone di una violenza sessuale vede il proprio mondo sconvolto dalla paura e da sentimenti che non riesce a controllare. Come genitori della intensa Mason Reeves, Channing Tatum e Gemma Chan tratteggiano due figure a tutto tondo, fallibili e lontane dall’essere stereotipate. Josephine è costruito su un’impalcatura narrativa che propone moltissimi e fondamentali spunti di riflessione, oltre che una messa in scena davvero matura. Film con pochissimi scricchiolii e qualità che restano impresse. Speriamo trovi il successo che merita anche presso il pubblico. 

Night Nurse

L’esordio alla regia di Georgia Bernstein, inserito nella sezione Next, è senza dubbio uno dei lungometraggi più intriganti ammirati a questa edizione del Sundance. Thriller psicologico che gioca magistralmente con l’ambiguità dei propri personaggi, Night Nurse è un gioco al massacro prima psicologico e poi anche fisico tra un anziano paziente dalla personalità complessa e la sua infermiera notturna, la quale ben presto cede al potere coercitivo dell’uomo. Un film assolutamente non facile da maneggiare, che propone momenti di complessità psicologica accompagnati da una messa in scena che sa come trattenere la tensione emotiva. Night Nurse disturba e affascina in egual misura, presentandosi come opera dalla maturità artistica più che sorprendente. Ottimi i due protagonisti Cemre Paksoy e Bruce McKenzie

Union County

Altro titolo presente nella U.S. Dramatic Competition, Union County non ha nulla di particolarmente originale, ma dimostra di saper bene cosa vuole raccontare e soprattutto come farlo. La parabola di caduta e redenzione giornaliera di Cody parson, giovane tossicodipendente inserito in un programma obbligatorio di riabilitazione, viene messa in scena dallo sceneggiatore e regista Adam Meeks con una naturalezza che non sfocia mai nel melodramma gratuito, anche quando facilmente potrebbe. Will Poulter dimostra una composta maturità e sforna una prova trattenuta ma mai distaccata. Il film non possiede spunti di particolare originalità ma non ne aveva alcuna intenzione. Al contrario presenta con verismo e adesione emotiva una storia comune e tragica. Pensato con sincerità e realizzato con sensibilità. Il meglio che si può chiedere a un lavoro del genere. 



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