
Morta a Milano a 96 anni la grande attrice di cinema e teatro, candidata all'Oscar per Effetto notte di Truffaut.
Sempre elegante, grande attrice e donna di grande fascino, sempre avvolta nei suoi inconfondibili foulard: l'ultima diva dello spettacolo italiano, Valentina Cortese, è morta oggi, nella sua Milano, all'età di 96 anni. Era nata il primo gennaio 1923 ed era arrivata al cinema negli anni Quaranta, dove aveva ricoperto ruoli da classica ingenua in film come L'attore scomparso e Primo amore, interpretando poi Lisabetta in La cena delle beffe e lasciando il segno come protagonista di Caccia all'uomo e Tempesta su Parigi, adattamenti da I miserabili di Victor Hugo, dove fu sia Fantine che Cosette.
Nel 1949 apparve ne La montagna di cristallo, di produzione britannica. Il film le aprì le porte del cinema internazionale con film come I corsari della strada di Jules Dassin e il thriller di Robert Wise Ho paura di lui. Nel 1955 fu diretta da Michelangelo Antonioni in Le amiche e Federico Fellini la volle in Gulietta degli Spiriti nel 1965. Per il ruolo di una diva del cinema alcolizzata e al tramonto in Effetto notte di François Truffaut venne candidata all'Oscar. Ingrid Bergman, che lo vinse al suo posto per Assassinio sull'Orient Express, accettò il premio chiedendo scusa e dichiarando che la collega lo avrebbe meritato maggiormente.
A teatro si ricorda il suo lungo sodalizio con Giorgio Strehler, a lungo suo compagno di vita. In tv ha interpretato la serie I Buddenbrook ed è stata Erodiade in Gesù di Nazareth dell'amico Franco Zeffirelli, l'ultimo ad averla diretta al cinema in Storia di una capinera, che l'ha di poco preceduta in questo ultimo viaggio. Dal 1951 al 1960 era stata sposata con l'attore Richard Basehart, da cui aveva avuto il suo unico figlio. Due anni fa Francesco Patierno le aveva dedicato il documentario/omaggio Diva, interpretato da più attrici, presentato alla Mostra del cinema di Venezia.
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