mercoledì 28 novembre 2018

Torino 36 - Happy New Year, Colin Burstead - Festa Mobile

Affresco corale composto da un numero di personaggi spropositato che, nei primi minuti del film, lascia sconcertato lo spettatore facendogli girar la testa. È capodanno. Il figlio maggiore di una famiglia numerosa, Colin Burstead, prende in affitto una villa sul mare in Inghilterra. I convitati - fratelli sorelle mariti mogli cugini cugine zii zie cognati suoceri nuore amici di famiglia ex fidanzate nuovi partner - arrivano turbati dalla lunghezza del viaggio, quattro ore di macchina spossanti: qualcuno si sgranchisce le ginocchia, c'è chi ha la nausea, qualcuno fuma nervosamente. Gli anziani sono il padre e la madre, che appena entra in casa si infortuna alla caviglia e finisce in sedia a rotelle, lo zio Bernie (un Charles Dance travolgente) travestito da donna, gonna lunga e rossetto, i tre figli, Colin, Gini e David, redivivo dopo cinque anni di fuga in Germania dopo aver abbandonato moglie e figli, contro il quale tutti covano risentimento. Casuali incroci tra la ragazza del catering e un amico di famiglia indiano (che hanno avuto una tresca, di recente da lei interrotta) ma anche ex del fratello Colin (cosa che non fa piacere all'attuale moglie, che quasi la minaccia), tra David e la ex moglie abbandonata, tra la madre incidentata e la figlia che ha invitato il fratello degenere senza dirlo a nessuno, aumentano la tensione che si taglia con il coltello. Vendette, rimproveri, recriminazioni di una vita sputati in faccia di chiunque, nessuno è sereno, l'aria si fende con coltelli di champagne, cocktail inventati per stordire di più, strampiombi sul mare attraenti se si è perso da poco il lavoro. A colpi di bacino su musica trance sotto luci stroboscopiche trovate nella cantina del castello, a colpi di note al pianoforte e canzoni composte per la madre, a colpi di falcate in tutina acetata per smaltire ira e sbornia, tutti hanno la loro arma ben carica pronta a sparare. La notte scorre con gusto nella sapienza di recitazione di una compagine di attori britannici superlativi, il copione ridicolizza la freddezza british lasciando scivolare l'aplomb in maschera tragica, lo humour arricchisce il plot di risate a labbra strette. Festen (1998) di Vinterberg ci aveva già raccontato lo sfascio e la violenza della famiglia tradizionale, Wheatley la narra dal suo punto di vista e con uno stile più distaccato e meno morboso. Eccezionali i titoli di coda che partono sulla festa sempre più dance, via via più affollata da tutti i membri della troupe

(Happy New year, Colin Burstead); Regia: Ben Wheatley; sceneggiatura: Ben Wheatley; fotografia: Laurie Rose; montaggio: Ben Wheatley; musica: Clint Mansell; interpreti: Sarah Baxendale, Sudha Bhuchar, Asim Chaudry, Charles Dance, Alexandra Maria Lara, Sam Riley; produzione: Andrew Starke; origine: UK, 2018; durata: 95'



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