lunedì 26 novembre 2018

Torino 36 - Blaze - Festa Mobile

Blaze è un biopic destrutturato su un musicista folk-country mai diventato famoso morto giovane, giocato su tre piani temporali diversi: il presente - un'intervista radiofonica a Townes Van Zandt, musicista country che suonava con Blaze (interpretato a tutto tondo da Ben Dickey: questo nome che all'inizio è solo evocato dai racconti di altri o discusso se va bene o va cambiato, con la ragazzina appena conosciuta nascosti dentro un armadio) - il passato remoto - l'amore con Sybil, la giovane attrice ebrea poi sposata (Alia Shawkat) sulla casa sull'albero - il passato prossimo - la sera dell'ultimo concerto, dopo la separazione, che coincide con l'abisso alcolico, l'autodistruzione, la morte accidentale in uno scontro armato.
Tre sono i luoghi comuni quando un attore si mette dall'altra parte della macchina da presa, americano, italiano, europeo, di qualunque nazionalità esso sia: sanno far recitare gli attori come nessun altro. Quando si racconta la storia di un musicista o di un artista, in pellicola o in teatro, sono tutti dei tossici a cui qualcuno ha fatto una maledizione e che non possono che finire male: tradotto in parole povere la creatività porta a morte certa, in più prematura e dolorosa, è un prezzo che va pagato. Terzo luogo comune: costoro che sono baciati dal talento in un campo, di sicuro, come minimo fumano un pacchetto o due al giorno, ovverosia in ogni scena si deve fumare (se per caso si è un pubblico di fumatori non si vede l'ora di uscire dalla sala per mettersi in pari con gli attori). Film romantico, volutamente con una estetica da videoclip a tratti, soprattutto nei momenti nella natura - la nudità dei corpi dopo l'amore, i campi, i fiori, le candele, luce naturale di taglio - la storia vera, basata dal memoir della vera Sybil Rosen (che fa un cameo interpretando la madre di Sybil, ovvero la sua stessa madre) che ha sceneggiato con Hawke la pellicola, non può non commuovere. Si perdonano le lungaggini a tratti, giustificate dall'amore, evidente, del regista per la musica di Blaze. Buon cast, bella energia, una moltitudine di visioni. Piena godibilità anche per i non addetti. Fulminante la battuta finale detta alla vedova da parte del nero che lavora nel cimitero: Mi dispiace per i suoi problemi ma ognuno ha i suoi.

(Blaze); Regia: Ethan Hawke; sceneggiatura: Ethan Hawke, Sybil Rosen; fotografia: Steve Cosens; montaggio: Jason Gourson; musica: Balze Foley; interpreti: Ben Dickey, Charlie Sexton, Alia Shawkat, Josh Hamilton, Richard Linklater, Kris Kristofferson, Sybil Rosen; produzione: Jake Seal, Ethan Hawke, Josh Sloss, Ryan Hawke; origine: Usa, 2018; durata: 129'



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