Come la Gallia descritta da Giulio Cesare, anche il nuovo film del regista rumeno Radu Jude, che si intitola Bad Luck Banging or Loony Porn ed è stato presentato in concorso alla Berlinale 2021, è diviso in tre parti.
Prima delle tre parti, un prologo: un video hard. Il video realizzato nella loro intimità da una donna, Emi, professoressa di storia in una scuola di Bucarest, assieme al marito. Il video che è al centro di tutta la storia del film: perché quel video, finito chissà come online, è stato visto dai suoi studenti, e dai loro genitori, e chissà da quante altre persone, e ora Emi rischia il posto. Ogni riferimento a fatti realmente avvenuti nella cronaca italiana di questi mesi, a Torino, è puramente casuale, ma anche molto significativo.
Tre parti, dicevamo.
Nella prima la protagonista attraversa la città, impegnata in faccende quotidiane e in attesa di un incontro che dovrà sostenere a scuola con la sua preside e con i genitori della sua classe. Radu Jude la segue in questo suo fare ordinario - una visita a un’amica, la spesa al supermercato, gli spostamenti effettuati rigorosamente a piedi, nel caos frenetico della capitale rumena. E nel seguirla, sposta il suo sguardo su quello che la circonda: insegne, negozi, automobili, pedoni, persone. Su edifici in rovina e smodati centri commerciali, liti in mezzo alla strada e celebrazioni nostalgiche. Mostrando la deriva, l’orrore, l’osceno della società rumena, e non solo rumena, dei nostri giorni.
La seconda parte, che potremmo quasi chiamare teorica, è un lungo intermezzo. Come nell’Intervallo Rai di una volta, Jude propone una galleria di immagini statiche o d’archivio, componendo una sorta di vocabolario del nostro presente, attraverso il quale non solo evidenzia storture, fascismi, razzismi, divari economici e sociali, assurdità e ipocrisie; non solo parla della società, della politica, dell’etica e della morale, ma fornisce anche una sorta di manifesto del suo cinema. Un cinema che, come lo scudo di Atena usato da Perseo per uccidere la Gorgone Medusa, serve a mostrare, riflesso, quell’orrore che ci circonda e la cui visione diretta ci paralizza; che serve a mostrare come la lettura e la conoscenza della storia siano più raggelanti che edificanti; che usa la finzione tanto più importante la verità che vuole raccontare; che rivendichi il primato etico del cervello rispetto a quello del cuore, apparentemente dominante in un mondo dove la pancia populista rischia di sommergere il pensiero razionale.
Nella terza e conclusiva parte, Jude racconta “il processo” subito da Edi a scuola, il suo scambio dialettico serrato con le famiglie dei suoi alunni: la rivendicazione da parte della donne di un agire privato che non ha nulla a che vedere con la sua figura pubblica o professionale, né la svilisce dal punto di vista etico e morale, e la posizione moralista, destrorsa, farisaica e, nel complesso bieca.
Fino a un finale, a più finali, che sono terribili e beffardi al tempo stesso.
Coraggioso e spiazzante rispetto alla forma cinema tradizionale, Bad Luck Banging or Loony Porn ci mette di fronte a dilemmi e problematiche che riguardano tutti noi, e il mondo in cui viviamo.
Con attenzione, precisione, umorismo e spirito caustico e tagliente, e con la capacità di raccontare attraverso le immagini, e di usare lo strumento cinema con naturale consapevolezza, Jude mette in piedi una satira spietata e annichilente, utilizzando il sesso come sineddoche delle tante ipocrisie della nostra società. Esattamente come sui social network, o sulla maggioranza di essi, il sesso - espressione naturale dell’essere umano - è stigmatizzato e condannato pubblicamente, messo all’indice per un’oscenità che è in realtà inesistente, mentre ciò che è davvero osceno: il fascismo, il razzismo, le disuguaglianze, le dittature, ma anche la violenza atroce e ottusa del nostro quotidiano, che parte da quisquilie triviali - la fila alla cassa di un supermercato, un attraversamento pedonale conteso, una mascherina che cala momentaneamente giù dal naso - e deborda fino a farsi turpe, spietata e immorale. Semplicemente ma realmente, oscena.
Grazie alla leggerezza e l'intelligenza del suo cinema, Jude ha decapitato la sua Medusa. Sta a noi farlo con la nostra, nella nostra vita di tutti i giorni, cercando di utilizzare gli stessi strumenti, come possiamo.
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