venerdì 21 agosto 2026

La Maison des Femmes, l'importanza dell'accoglienza in un film di Mélisa Godet

Aiutare chi è in cerca d'aiuto, allungare una mano per avvicinarsi al prossimo. Ispirato alla storia e alle attività della Maison des Femmes di Saint Denis, un centro di ascolto e di accoglienza per donne in difficoltà realmente esistente vicino a Parigi, arriva nelle sale italiane dal 29 ottobre, dopo un'accoglienza calorosa di critica e pubblico in Francia, La Maison des Femmes - la casa delle donne, opera prima della regista francese Mélisa Godet.

Il film ripercorre in chiave di finzione le sfide che operatrici e operatori devono affrontare quotidianamente nell’accogliere e sostenere chi si rivolge loro in cerca di aiuto. "In una società multiculturale sempre più in trasformazione come quella attuale dove alle disfunzioni della violenza di genere si uniscono abusi motivati da antichi e tradizionali retaggi patriarcali, il loro lavoro rappresenta una risorsa preziosa per affrontare le problematiche “al femminile”, dimostrando come una sincera dedizione e sensibilità possano davvero fare la differenza"

La Maison des Femmes-la casa delle donne, protagoniste Karin Viard, Laetitia Dosch e Eye Haïdara, sarà distribuito da Satine Film a partire dal 29 ottobre 2026 accompagnato da numerose anteprime, anche in collaborazione con la Fondazione Kering, che ha fortemente sostenuto il progetto di creazione della vera Maison des Femmes e il cui successo è stato replicato in seguito con la realizzazione di numerose altre sedi in Francia.

La trama di La Maison des Femmes

La dottoressa Diane Khoury dirige un centro di assistenza sanitaria e supporto unico nel suo genere: con ferrea determinazione e grande generosità, insieme all'ostetrica Manon, alla giovane tirocinante Inés e all'energica infermiera Awa, offre le cure e supporto necessari a donne che si trovano ad affrontare le sfide più difficili della vita.

La loro giornata è scandita da visite mediche, sessioni di gruppo e un costante coordinamento con assistenti sociali, psicologi e agenti di polizia. Alternando piccole vittorie e battute d’arresto, sfide e momenti critici per conciliare il lavoro con le esigenze personali, le operatrici sono più che semplici colleghe: sono diventate a loro volta una famiglia, unite dalla missione di aiutare e guarire. Con l’ ausilio di collaboratrici e collaboratori altrettanto motivati, come lo psicologo Alexandre e il contabile Gilles che cerca sempre faticosamente di far quadrare i conti gestendo le poche risorse disponibili, insieme si adoperano per “cambiare in meglio” la vita di tutte le donne che si rivolgono loro in cerca di aiuto.

Ma è proprio quando gli ispettori governativi visitano il Centro per verificarne l’ attività e sostenibilità finanziaria che Diane si trova ad affrontare la sua sfida più grande: con le crescenti esigenze economiche di cui ha bisogno e lo spazio limitato a disposizione per gestire l’ attività riuscirà a garantire il futuro del Centro prima che sia troppo tardi?



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giovedì 20 agosto 2026

Theo da Golden e la forma della felicità: Tom Hanks lo porterà al cinema

"Theo da Golden e la forma della felicità", edito in Italia da Salani, è uno di quei best steller accompagnati da una storia promozionale irresistibile: il suo autore Allen Levi, esordiente settantenne, l'ha autopubblicato nel 2023, nemmeno immaginando che avrebbe raggiunto il mondo intero, in alcuni casi toccando la cima delle classifiche di vendita (è accaduto anche in Italia). Quanto poteva passare prima che Hollywood s'interessasse a un adattamento? Poco. E qui Hollywood è sinonimo di Tom Hanks.

Tom Hanks protagonista e produttore di Theo da Golden e la forma della felicità

Sarà Tom Hanks a interpretare e coprodurre (con Gil Netter e Gary Goetzman) la versione cinematografica di "Theo da Golden e la forma della felicità", titolo italiano di "Theo of Golden", romanzo nato come autopubblicazione del musicista ex-avvocato Allen Levi, pacifico eremita su un'isola della Georgia. Il successo del libro, a quanto si legge su Deadline, si deve all'impegno promozionale di suo nipote Aron Ritchie: del romanzo hanno finito per parlare Washington Post, Wall Street Journal e New York Times, nonché Oprah Winfrey, così il fenomeno è scoppiato definitivamente, in tempo per la ripubblicazione targata Simon & Schuster a fine 2025. Il Theo del titolo è un uomo che arriva nell'immaginaria cittadina di Golden, acquistando in una bottega i ritratti a matita lì presenti, con l'intenzione di restituirli ai soggetti, in una serie di incontri che lo aiuteranno ad affrontare una tragedia che ha segnato il suo passato. Hanks è pronto a mettersi al lavoro, avendo da poco concluso la lavorazione del bellico Greyhound 2, il seguito di Greyhound: Il nemico invisibile, ancora sceneggiato e interpretato da lui stesso. L'attore potrebbe però girare prima il dramma motivazionale a tema sportivo The Comebacker, dove sarà un coach di baseball che risolleva un giocatore (Callum Turner) compromesso da un grave infortunio. Leggi anche Tom Hanks compie settant'anni: ecco alcuni dei grandi film in streaming di questa icona americana



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Fame chimica sì... ma di carne umana: ecco il trailer di The Weed Eaters

La stoner comedy incontra l'horror in questo bizzarro film neozelandese che sarà disponibile nel Letterboxd Video Store dalla prossima settimana. Ecco trailer e trama di The Weed Eaters.

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mercoledì 19 agosto 2026

È morta l'attrice Phyllida Law, madre di Emma Thompson

Un doloroso lutto ha colpito il mondo dell'arte britannico. La grande interprete del teatro e del cinema Phyllida Law, madre delle attrici Emma e Sophie Thompson, è morta all’età di 94 anni.

“È con grande tristezza che dobbiamo la morte di Phyllida Law, in tutta serenità e a casa sua, circondata da tutta la sua famiglia, lunedì 27 luglio”, ha dichiarato la sua agente Jacky Leggo in un comunicato alla BBC. "Abbiamo lavorato insieme per oltre cinquant’anni ed era una persona meravigliosa, dentro e fuori".

Nel corso di una lunga e variegata carriera, la Law è apparsa sullo schermo al fianco delle figlie in diverse occasioni, tra cui nell’adattamento del 1996 di Emma di Jane Austen, con Gwyneth Paltrow nel ruolo della protagonista. La Law interpretava la signora Bates, mentre Sophie interpretava sua figlia, la signorina Bates. Ha recitato anche con Emma nel film del 1992 Gli amici di Peter, diretto dal genero Sir Kenneth Branagh. Si sono ritrovate poi l’anno successivo nell’adattamento di dell’opera di William Shakespeare Molto rumore per nulla, oltre ad avere interpretato madre e figlia nel film d’esordio alla regia di Alan Rickman, L'ospite d'inverno, nel 1997. La Law ha inoltre prestato la voce alla signora Partridge nel film di Emma Thompson del 2005 Nanny McPhee, scritto e interpretato dalla figlia maggiore.

Nata a Glasgow nel 1932, Law frequentò la Bristol Old Vic Theatre School, inizialmente con l’intenzione di diventare scenografa, ma finì invece per studiare recitazione “per un felice caso”. Nel 1957 sposò il collega attore Eric Thompson, noto soprattutto per la serie The Magic Roundabout.
La coppia rimase unita fino alla morte di lui per un infarto all’età di 53 anni, avvenuta nel 1982. Nel corso di una carriera che abbracciò otto decenni, Law recitò in numerose serie televisive, ma è nota anche per i suoi ruoli sul grande schermo in film quali Anna Karenina, L'erba di Grace e Miss Potter.

A teatro, Law ha recitato al fianco di Alec Guinness in A Voyage Round My Father di John Mortimer nel West End di Londra nel 1971, e in Habeas Corpus di Alan Bennett all’Oxford Playhouse nel 1973, spettacolo poi trasferito nella capitale. Interpretò inoltre il ruolo di Jacqueline nel cast originale londinese di La Cage Aux Folles al London Palladium nel 1986. Nel 2014 Law è stata insignita dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE) per il suo contributo al mondo del teatro e per le sue attività benefiche.



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Dune Parte 3 svela Edric: ecco l'aspetto del personaggio più atteso dai lettori (VIDEO)

Dune: Parte Tre rappresenta il terzo ed ultimo capitolo della trilogia diretta da Denis Villeneuve e riporterà Paul Atreides nuovamente al cinema, questa volta come Imperatore. Il nuovo teaser trailer, condiviso in vista dell’apertura delle vendite dei biglietti per le proiezioni IMAX e altri formati premium, ha offerto un’occhiata ad un nuovo personaggio in arrivo: ma chi è Edric e qual è il suo ruolo nel film?

Dune: Parte Tre, il nuovo teaser trailer offre uno sguardo ravvicinato a Edric: ma chi è?

Tratto dal romanzo Dune: Messiah di Frank Herbert, Dune: Parte Tre riporterà Timothée Chalamet sul grande schermo alle prese con una versione diversa di Paul, decisamente più matura rispetto alle precedenti. Diventato Imperatore, Paul deve gestire diverse criticità e svariate minacce perché non tutti sono favorevoli alla sua leadership.

Nel nuovo teaser trailer non solo ritroviamo personaggi già noti e apprezzati come Paul Atreides e Chani, quest’ultima interpretata ancora una volta da Zendaya, ma anche delle novità interessanti come il Navigatore della Gilda Spaziale di terzo livello che appare in tutto il suo splendore: il suo nome è Edric, un personaggio chiave di Dune: Messiah che viaggia all’interno di un enorme contenitore riempito di gas di spezia. Nel breve teaser, è proprio Edric ad interagire con la principessa Irulan di Florence Pugh affermando in modo minaccioso che “la fine è vicina”.

In Dune: Messiah, Edric fa parte della cospirazione ai danni di Paul Atreides e, grazie alle abilità acquisite con l’assunzione di grandi quantità di Spezia, è diventato una parte preziosa del complotto. I Navigatori della Gilda Spaziali sono esseri umani potenziati che vivono all’interno di enormi contenitori e sono costantemente esposti alla Spezia. Edric, nello specifico, nel romanzo ha il potere di impedire a Paul di assistere al tentativo di colpo di stato mentre il piano viene definito dietro le quinte, offrendo il fattore segretezza ai suoi complici. I Navigatori della Gilda possono vedere i piani di Paul per la galassia e per questo Edric partecipa al complotto per fermarlo, ritenendolo una minaccia. Nel cast di Dune: Parte Tre ritroviamo anche Jason Momoa, Anya Taylor-Joy, Javier Bardem, Robert Pattinson e Rebecca Ferguson. Il film è atteso in sala dal 18 dicembre 2026.



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martedì 18 agosto 2026

Marvel rivoluziona il calendario: confermata l'uscita di Ghost Rider e un film segreto per il 2029

Il reboot di Ghost Rider nel Marvel Cinematic Universe è stato confermato in occasione del San Diego Comic-Con con una finestra d’uscita fissata per il 2028 insieme a Black Panther 3. A distanza di qualche settimana da allora, pare che gli Studios abbiano poi delineato al meglio la tabella di marcia definendo una data d’uscita per il Ghost Rider diretto da Shawn Levy e con protagonista Ryan Gosling.

Ad oggi non è chiaro quale versione di Ghost Rider interpreterà, anche se si vocifera che interpreterà Johnny Blaze, ma stando alle recenti indiscrezioni i Marvel Studios avrebbero fissato una data precisa per il debutto di Ghost Rider; e non è tutto: avrebbe persino aggiunto in calendario un nuovo progetto misterioso.

Marvel conferma la data d’uscita di Ghost Rider e inserisce in calendario un nuovo film misterioso per il 2029

Come riporta ComicBook, i Marvel Studios hanno confermato che Ghost Rider tornerà al cinema con Ryan Gosling protagonista e intratterrà il pubblico a partire dal 28 luglio 2028, collocandosi tra il debutto degli X-Men nel MCU con un reboot diretto da Jake Schreier previsto per maggio 2026 e il ritorno di Black Panther 3 a dicembre 2026 con un nuovo T’Challa che avrà le fattezze di David Jonsson. Il 2028 è quindi un anno particolarmente attivo per l’MCU, ma nel 2029 è stato inserito in calendario un altro progetto misterioso.

Secondo ComicBook, i Marvel Studios avrebbero inserito in calendario un film misterioso dall’11 novembre 2029, ma senza delinearne la natura. Diversi potrebbero essere i film ad occupare quello slot. In molti sperano che si tratti di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli 2, il cui sequel è stato confermato da anni ma mai sviluppato. Un’altra ipotesi potrebbe riguardare un nuovo film di Spider-Man, che così facendo arriverebbe al cinema tre anni dopo Brand New Day proponendo una nuova avventura con Tom Holland. Un’altra ipotesi ancora vedrebbe tornare al cinema i Guardiani della Galassia con un quarto film o quantomeno lo spin-off su Star-Lord promesso da tempo. Escluso, ad oggi, il reboot d Blade con Mahershala Ali che sarebbe stato accantonato.

In ogni caso il calendario 2029 Marvel aveva già proposto due date chiave: una per il 4 maggio e un’altra per il 13 luglio. Ciò significa che, come per il 2028, gli Studios hanno intenzione di proporre al cinema tre film del MCU.



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Screaming Mad George: morto a 69 anni l'eccentrico genio degli effetti speciali di Society e altri memorabili horror

Si chiamava in realtà Joji Tani, ma tutti gli amanti dell'horror lo conoscevano col suo nome d'arte, Screaming Mad George. La famiglia ha diffuso il 17 agosto la notizia della morte, avvenuta il 10 febbraio di quest'anno per un attacco cardiaco, a soli 69 anni, di uno dei più geniali creatori di effetti speciali che abbiano arricchito di nuove e bizzarre visioni il cinema dell'orrore. Un titolo per tutti: Society di Brian Yuzna, per cui aveva lavorato anche in Re- Animator 2, Faust e Beyond Re-Animator. Ricordiamo la sua carriera, iniziata quando era molto giovane e oggi riconosciuta dal cordoglio generale di tutti i suoi colleghi e degli attori, tra cui Alex Winter, che avevano avuto il piacere di essere trasformati da lui. Il ritardo nell'annuncio, pubblicato sull'account Instagram dell'artista, come una "scelta profondamente personale per concedere alla nostra famiglia il tempo e lo spazio necessari per elaborare lo shock. guarire e salvaguardare il proprio spazio in completa privacy".

La carriera di Screaming Mad George

Il cinema dell'orrore degli anni Ottanta non sarebbe stato lo stesso, capace di incidersi nel nostro immaginario con indimenticabili visioni da incubo, senza l'arte del giapponese Screaming Mad George, nato ad Osaka e trasferitosi in America, dove aveva adottato il suo nome d'arte, ispirandosi alla rivista Mad e al cantante Screamin' Jay Hawkins. Aveva studiato alla School of Visual Arts e dopo gli inizi come musicista in una band punk, i Mad, famosi per i loro video gore, si era dedicato agli effetti speciali di trucco. Fin da subito si trova a lavorare a film diventati leggendari, inizialmente come parte di un team, poi in autonomia. Tra i titoli a cui ha contribuito citiamo Grosso guaio a Chinatown, Predator, The Abyss, Nightmare 4 - Il non risveglio (la celebre scena degli scarafaggi), Doppio delitto, Grano rosso sangue III, Space Truckers. Come effetti speciali di trucco ha collaborato a Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, creato l'impressionante blob orgiastico finale del citato Society, truccato Alex Winter e Tom Stern in Freaked e si era occupato, tra gli altri, delle trasformazioni di Un lupo mannaro americano a Parigi e Jack Frost. Nel 1989 era tornato in Giappone per realizzare gli effetti speciali di Tokyo: The Last Megalopolis. Nel 1991 aveva diretto il suo primo e unico lungometraggio, Guvyer, assieme a Steve Wang, prodotto proprio da Yuzna. Secondo IMDB i suoi ultimi lavori sono stati per Facciamola finita (non accreditato) e The Legend of Diablo.

(foto Wikimedia Commons, Studio Aki)



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lunedì 17 agosto 2026

Stasera in TV: Film da vedere Lunedì 17 Agosto, in prima serata

Stasera in TV, Lunedì 17 Agosto 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Odissea primo al boxoffice italiano del weekend, mentre Spider-Man Brand New Day tocca i 2 miliardi nel mondo

Odissea di Christopher Nolan, come avevamo notato già a Ferragosto, è tornato primo al boxoffice italiano del weekend: raccogliendo altri 2.281.200 euro (fonte Cinetel), ha raggiunto il totale di 48.540.000, ribadendosi il più alto incasso dell'anno solare in Italia (Buen Camino è invece quello della stagione, con oltre 75 milioni). È la conferma di un botteghino forse mai così vivo qui da noi in pieno agosto, complice probabilmente un caldo tale da rendere due-tre ore in sala una prospettiva di refrigerio più appetibile che in passato. Nel mondo Odissea è diventato il più grande successo commerciale di Nolan, avendo raggiunto 1.290.924.370 dollari (fonte Boxofficemojo), a fronte di un budget suo altro record personale, secondo Hollywood Reporter.

Non inganni che Spider-Man: Brand New Day si accontenti stavolta di un secondo posto, perché è una medaglia d'argento molto vicina all'oro: 2.223.000 euro, confluiti nel successo di 31.768.000 (è diventato il film di Spider-Man più visto in Italia, come vi abbiamo raccontato un paio di giorni fa). Nel resto del mondo è record da capogiro: siamo a quota 2.021.831.700 dollari! Sì, il tetto dei 2 miliardi è stato sfondato: il primato dei 2.800.000.000 di Avengers: Endgame è probabilmente intoccabile, ma ciò non toglie che il risultato è straordinario, ribadendo non solo una resistenza unica del personaggio Peter Parker nel contesto del cinecomic, ma ponendo persino le basi per il necessario riassestamento del genere in un momento che sembrava di stanca.
Terzo posto da 630.000 euro in cinque giorni per il debutto di La fine di Oak Street, con Anne Hathaway e Ewan McGregor, dove una famiglia degli anni Ottanta si ritrova con l'intero quartiere teletrasportata nella preistoria. La beffarda avventura scritta e diretta da David Robert Mitchell, costata tra gli 80 e i 90 milioni di dollari secondo The Numbers, ne registra al momento nel mondo 47.
Entra in quarta posizione, con 248.000 euro in cinque giorni, la rilettura crepuscolare e nera di un mitico eroe, qui più che mai anti-eroe: Robin Hood - Il prezzo del sangue di Michael Sarnoski, con un convinto e tragico Hugh Jackman. Costato secondo Deadline appena 20 milioni, potrebbe comunque andare in rosso, a causa di un esito mondiale finora tiepido, da 8.427.800 dollari.
Slitta dal quarto al quinto posto Minions & Monsters, il cui totale è finora di 7.900.000 euro (146.600 nel fine settimana): paradossalmente il più debole al botteghino dei film animati Illumination legati ai buffi esserini gialli, il film è anche quello a nostro parere più compiuto sul piano artistico, come spiegammo in sede di recensione. Pazienza: nel mondo ha totalizzato 492.590.000 dollari, sufficienti a giustificare il budget di 85 milioni (fonte Variety).

Il box office completo del weekend



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domenica 16 agosto 2026

È morta Hayden Panettiere, l'attrice aveva solo 36 anni

È morta a 36 anni Hayden Panettiere, attrice statunitense diventata famosa a livello internazionale grazie al ruolo nella serie Heroes. La notizia è stata confermata dal suo agente a ABC News. Al momento, le cause della morte non sono state rese note. Lascia una figlia di 12 anni.

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Full Metal Jacket ha ancora dei segreti: il nuovo documentario ci riporta nel capolavoro di Kubrick

A Modern Art Masterpiece: The Untold Story of Full Metal Jacket, documentario diretto da Stephen Rigg e prodotto anche da Matthew Modine, è stato realizzato raccogliendo oltre trenta nuove interviste alle persone che lavorarono al film, comprese quelle a Vincent D’Onofrio e Arliss Howard. Il materiale più interessante si vocifera essere quello che ci riporterà sul set: migliaia di fotografie dietro le quinte e registrazioni audio inedite di Kubrick durante le prove con gli attori nel 1986.

Un’occasione per scoprire qualcosa in più sulla lavorazione del film, certo, ma anche per tornare su quella che ancora oggi rimane una delle questioni più enigmatiche: perché Full Metal Jacket sembra spezzarsi improvvisamente a metà?

Prima di raccontare la guerra, Kubrick costruisce un soldato

Quando pensiamo a un film sul Vietnam immaginiamo quasi inevitabilmente la giungla, gli scontri e il caos del campo di battaglia. Kubrick sceglie invece di cominciare molto prima, quando la guerra è ancora lontana e i protagonisti sono soltanto ragazzi appena arrivati a Parris Island.

Li vediamo perdere i capelli, poi i loro nomi e progressivamente una parte della loro identità. Sotto le urla del Sergente Hartman imparano a muoversi come un unico corpo, a sopportare il dolore e soprattutto a sviluppare un rapporto quasi religioso con il proprio fucile. È un processo di demolizione e ricostruzione che trova in Palla di Lardo la sua conseguenza più estrema.

Leonard arriva a Parris Island come il più fragile del gruppo e finisce paradossalmente per diventare proprio ciò che Hartman voleva creare: un Marine capace di sparare con precisione e di uccidere senza esitazione. Solo che quella violenza, una volta costruita, non può più essere controllata. Quando nel bagno della caserma Leonard uccide Hartman e poi se stesso, Kubrick ci ha già mostrato dove può portare quel processo prima ancora di portarci davvero in guerra.

Persino il titolo acquista così un significato diverso. Una “full metal jacket” è il rivestimento metallico che avvolge il nucleo più morbido di un proiettile.

Esattamente ciò che accade ai ragazzi di Parris Island: esseri umani vulnerabili che l’addestramento cerca di rivestire con una corazza abbastanza dura da permettere loro di arrivare sul campo di battaglia e premere il grilletto.

Poi arriviamo in Vietnam e tutto cambia. I colori, gli spazi, la musica e persino il ritmo sembrano appartenere a un altro film. Ma quella frattura non separa davvero le due parti: è proprio ciò che le tiene insieme.

A Parris Island abbiamo visto costruire il soldato, a Huế vediamo cosa succede quando quel soldato viene lasciato nel caos della guerra.

Joker diventa centrale. A differenza di Palla di Lardo, cerca continuamente di mantenere una distanza da ciò che lo circonda. È un giornalista, osserva la guerra, la racconta e usa l’ironia quasi come una protezione. Sul suo corpo porta però una contraddizione impossibile da ignorare: la scritta Born to Kill sull’elmetto e il simbolo della pace sulla divisa.

Quando un ufficiale gli chiede spiegazioni, Joker parla della “dualità dell’uomo” di Carl Jung. È esattamente la condizione nella quale Kubrick lo ha intrappolato: da una parte c’è l’uomo che vuole conservare una coscienza e dall’altra il Marine che Parris Island ha preparato a uccidere.

Il finale chiude il cerchio iniziato a Parris Island

Quella contraddizione può sopravvivere finché Joker riesce a essere soprattutto un osservatore. Nel finale, però, si ritrova davanti alla giovane cecchina vietnamita ferita che chiede ai Marines di porre fine alle sue sofferenze ed è lui a premere il grilletto.

È il momento in cui le due metà di Full Metal Jacket si ricongiungono. Palla di Lardo aveva mostrato fin dall’inizio dove poteva condurre la trasformazione imposta dall’addestramento; Joker ha cercato per tutto il film di resisterle attraverso l’ironia e il distacco, ma in Vietnam arriva anche per lui il momento in cui osservare non basta più.

Subito dopo, i Marines marciano attraverso una Huế in fiamme cantando la sigla del Mickey Mouse Club. È una delle immagini più allucinanti costruite da Kubrick: ragazzi diventati soldati e ormai capaci di uccidere che, circondati dalle macerie, tornano per qualche minuto a una canzone della loro infanzia.

Le due metà del film non raccontano, come sembra, due storie diverse, ma due momenti dello stesso processo: la prima costruisce l’arma, la seconda preme il grilletto.

Il nuovo documentario avrà ora il compito di riportarci dietro le quinte di quella costruzione e, attraverso materiale mai prima, mostrarci qualcosa in più del modo in cui Kubrick ha realizzato uno dei film di guerra più inquietanti di sempre.



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The Last House 2 si farà? Wagner Moura parla del finale sconvolgente e dell'ipotesi sequel

Un sequel di The Last House è possibile? Netflix, ad oggi, non ha ancora affrontato l’argomento, ma Wagner Moura che ha guidato la famiglia protagonista avrebbe già un'opinione in merito.

Film horror soprannaturale distribuito di recente sulla piattaforma streaming ampliando il catalogo originale estivo di Netflix, The Last House racconta la storia di una famiglia intrappolata all’interno di una casa, con poche provviste e la minima intenzione di collaborare ma costretti ad affrontare un’entità misteriosa e pericolosa che li ha intrappolati in casa. Al fianco di Moura vi è anche Greta Lee. Ma un sequel è possibile?

The Last House, Wagner Moura ragiona sul colpo di scena finale del film e sul possibile sequel

Wagner Moura ha ragionato sul finale del film, sui numerosi interrogativi non esplorati e sulle possibilità di un sequel. Jason, il padre di famiglia, alla fine è costretto ad affrontare la misteriosa creatura che li ha imprigionati in casa ma, anziché ucciderla, decide di risparmiarla seguendo il consiglio di sua figlia Ruth. Quest’ultima ha tentato di mettere in guardia suo padre dalle conseguenze delle proprie azioni sperando in un suo cambiamento, ma Jason non ha mai preso sul serio le parole di sua figlia, almeno fino a quel momento.

L’istinto di Ruth si è rivelato essere corretto e, durante quello scontro finale, Jason decide di risparmiare l’entità misteriosa che infine li lascia andare. Ai microfoni di Screen Rant, l’attore ha ammesso: “Sua figlia gli dice sempre qualcosa, e lui non l'ascolta. Per tutto il film, lei dice qualcosa, e lui risponde con quella sorta di arroganza che gli adulti hanno verso i propri figli. E io ho pensato: ‘Cavolo, dobbiamo davvero ascoltare tutti, ma soprattutto i nostri figli’. Quello che diceva fin dall'inizio era giusto. Aveva ragione. E la decisione, quindi, credo che la decisione sia stata, prima di tutto, che lui non uccide nessuno. E in secondo luogo, che l'ha ascoltata”.

La scena finale di The Last House suggerisce un finale aperto ed un possibile indizio per il sequel. La famiglia si sposta in barca e lancia un segnale di SOS via radio e riceve una risposta, un semplice “ciao” che conferma la presenza di altri sopravvissuti. Questo colpo di scena suggerirebbe un sequel del film horror, anche perché l’identità è ancora in circolazione. In merito ad un sequel, Wagner Moura non è convinto che si farà, ma ha ammesso di essere fiducioso e disponibile a riprendere quel ruolo qualora si presentasse l’occasione.



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Matt Damon sognava di recitare nel cult più famoso con Keanu Reeves: Tom Holland non l’ha mai visto

Matt Damon ha una lunga lista di grandi film alle spalle, ma ce n'è uno in particolare che avrebbe voluto vivere dall'altra parte della macchina da presa. E non è un titolo qualsiasi: è Matrix, il film del 1999 che ha cambiato per sempre il cinema d'azione e trasformato Keanu Reeves in un'icona. A rivelarlo è stato lo stesso Damon durante una chiacchierata con Tom Holland per GOAT Talk di Complex, quando gli è stato chiesto quale fosse il film più importante in cui avrebbe desiderato recitare.

Matt Damon avrebbe voluto essere in Matrix

La risposta è arrivata senza troppi dubbi: Matrix. Diretto dalle sorelle Wachowski, il film racconta la storia di Neo, un hacker che scopre che la realtà in cui vive è in realtà una gigantesca simulazione. Tra effetti speciali rivoluzionari, combattimenti diventati iconici e il celebre bullet time, il film riuscì a ridefinire il genere fantascientifico e d'azione, diventando uno dei titoli più influenti degli ultimi decenni. Damon, però, non si limita a dire che avrebbe voluto essere nel cast. Ha anche spiegato perché, secondo lui, non avrebbe mai potuto interpretare Neo al posto di Keanu Reeves.

Adoro Matrix. Mi ha sconvolto quando l'ho visto. Ma non avrei potuto esserci: è Keanu, capisci cosa intendo?

Secondo Damon, proprio la presenza di Reeves è una delle ragioni per cui il film funziona così bene. Neo è diventato inseparabile dall'attore che lo interpreta e, a distanza di oltre venticinque anni, è difficile immaginare qualcun altro nei suoi panni.

Poi Tom Holland ha fatto una confessione incredibile

A quel punto è arrivata la confessione che ha spiazzato completamente Damon. Tom Holland non ha mai visto Matrix. La star di Spider-Man lo ha ammesso candidamente, spiegando di non sapere nemmeno perché non avesse mai trovato il momento giusto per guardarlo. La reazione di Damon è stata immediata e decisamente colorita: “Are you fu*king kidding me?”. La cosa divertente, però, è che Damon non sembrava soltanto incredulo. Era quasi geloso di Holland, perché il collega aveva ancora la possibilità di vedere Matrix per la prima volta. L'attore si è chiesto, però, se il film avrebbe avuto lo stesso impatto su qualcuno che lo guarda oggi, considerando quante delle sue idee e delle sue innovazioni sono state riprese e imitate negli anni successivi. Damon ha comunque invitato Holland a recuperarlo, definendolo un film straordinario.

Leggi anche Matrix senza Keanu Reeves? 5 superstar che hanno quasi interpretato Neo (c'è anche un'attrice famosissima)

Matt Damon voleva anche essere in Inception

Durante la stessa conversazione, Matrix non è stato l'unico grande film citato da Damon. L'attore ha infatti ammesso che gli sarebbe piaciuto far parte anche del cast di Inception, altro titolo capace di mescolare spettacolo, fantascienza e una struttura narrativa decisamente ambiziosa. A questo punto il discorso è tornato proprio su Holland, che ha avuto modo di raccontare quale film avrebbe voluto interpretare lui. La sua scelta è caduta su Schegge di paura, il thriller del 1996 con Edward Norton. A conquistarlo è stata soprattutto l'interpretazione di quest'ultimo nei panni di Aaron Stampler, un giovane accusato dell'omicidio di un arcivescovo.

La scelta ha però fatto emergere un'altra curiosa coincidenza: Damon ha fatto un provino proprio per quello stesso ruolo insieme a Ben Affleck. La parte finì a Norton, che con quella performance ottenne una candidatura all'Oscar. E, secondo Damon, quella bocciatura ebbe conseguenze molto importanti sulla sua carriera. Lui e Affleck, allora semi sconosciuti, capirono infatti che difficilmente sarebbe capitato di nuovo un ruolo così importante alla loro portata, e fu uno degli stimoli che li portò a scrivere Will Hunting - Genio ribelle.

Leggi anche Matrix aveva ragione: 5 inquietanti previsioni che oggi sono realtà

Il resto è storia: il film trasformò Damon e Affleck in due delle più grandi promesse di Hollywood e i due conquistarono il Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Non male, come conseguenza di un provino andato male.



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sabato 15 agosto 2026

Avengers: Doomsday, il nuovo trailer svela i poteri di Dottor Destino e il suo legame con i Fantastici 4

Dottor Destino ha finalmente mostrato parte del suo piano nel nuovo trailer di Avengers: Doomsday. Il villain interpretato da Robert Downey Jr. è "perduto e spezzato" come rivela Sue Storm nello speciale filmato svelato al D 23 Expo dai Marvel Studios. Diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo, il cinecomic riporta RDJ nel MCU dal 2019 dopo Endgame e la morte di Iron Man, questa volta nei panni di Victor Von Doom.

Finora, non era mai stato confermato se i Fantastici 4 conoscessero Dottor Destino e chi era stato prima di diventare il noto antagonista, ma dal trailer si evince che i quattro supereroi e Doom hanno un passato comune. Il nuovo trailer permette anche di dare uno sguardo più approfondito al regno di Latveria e ai poteri di Doom in azione. Gli Avengers saranno in grado di tenergli testa?

Avengers: Doomsday introduce Victor Von Doom: i suoi poteri e il legame con i Fantastici 4 sono al centro del nuovo trailer

Dopo l'annuncio al SDCC 2024, Avengers: Doomsday è diventato uno dei titoli più attesi dai fan del MCU, soprattutto, quando è stato svelato che Robert Downey Jr. avrebbe interpretato Dottor Destino. Il villain è uno dei più potenti dell'universo Marvel e il suo piano non è stato del tutto svelato, anche se gli indizi disseminati in questi mesi fanno pensare che il suo obiettivo sia quello di ricreare un mondo perfetto in cui ritrovare ciò che ha perduto. Questa teoria sembra trovare una conferma nel nuovo trailer che ha debuttato al D23 Expo. Il filmato era stato presentato anche al SDCC 2026, ma è ora disponibile anche per il pubblico di tutto il mondo.

Il trailer svela che i Fantastici 4 e Victor Von Doom si conoscevano da tempo, ben prima che diventassero i primi i protettori della Terra, il secondo una delle più grandi minacce che l'universo conosca. Sue Storm (Vanessa Kirby) nel video svela agli eroi raccolti intorno a lei che "Victor è sempre stato diverso, il più intelligente di tutti". L'uomo descritto dalla donna invisibile era gentile e premuroso, ma a un certo punto ha perso tutto ciò che amava e si è perduto. Anzi, aggiunge Sue, si è spezzato. Altre immagini mostrano la sala del trono di Doom a Latveria e una scena lo vede accanto all'arazzo che raffigurerebbe la madre, Cynthia Von Doom (qui vi abbiamo raccontato del piano di Doom legato a lei).

Nel filmato vediamo per la prima volta in azione i poteri di Doom. Neppure l'attaco di Thor (Chris Hemsworth) con Stormbreaker e la promessa che "implorerà l'inferno prima che glielo conceda" sembrano scalfire il villain. Perché l'inferno risponde a lui, replica la voce cavernosa di Destino, scatenando le Sentinelle contro gli Avengers.

Avengers: Doomsday getta le basi per quella che sembra essere una battaglia epica tra un Dottor Destino preda del suo dolore, ma non per questo meno pericoloso, e i più potenti eroi del Multiverso. L'immenso cast del film comprende anche Joseph Quinn, Ebon Moss-Bachrach, Lewis Pullman, Florence Pugh, Anthony Mackie, Sebastian Stan, Wyatt Russell, David Harbour, Letitia Wright, Winston Duke, Channing Tatum, Paul Rudd, Kathryn Newton, Simu Liu, Tom Hiddleston, Chris Evans e il ritorno degli X-Men originali Patrick Stewart, Ian McKellen, Alan Cumming, Rebecca Romijn e James Marsden.



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La fine di Oak Street riporta i dinosauri al cinema: 5 film da vedere che non sono Jurassic Park

Da più di trent'anni, quando si parla di dinosauri al cinema, il metro di paragone è inevitabile: Jurassic Park. Il film diretto da Steven Spielberg nel 1993 non si è limitato a trasformare il romanzo di Michael Crichton in uno dei più grandi blockbuster della storia, ma ha stabilito un nuovo standard per il modo in cui le creature preistoriche potevano essere portate sul grande schermo, combinando animatronics e pionieristici effetti digitali. Ancora oggi, i film sui dinosauri vengono giudicati proprio in rapporto a quel risultato.

Ora, però, il cinema torna a giocare con le creature preistoriche in modo decisamente diverso. La fine di Oak Street, il nuovo film di David Robert Mitchell con Anne Hathaway ed Ewan McGregor, catapulta un'intera strada di periferia in un luogo misterioso popolato da dinosauri, trasformando una tranquilla famiglia americana in una squadra di sopravvissuti.

È un'occasione perfetta per riscoprire alcuni dei film che, nel corso dei decenni, hanno dimostrato che non serve necessariamente un parco pieno di velociraptor per raccontare una grande storia preistorica. Alcuni puntano tutto sullo spettacolo, altri sull'avventura, altri ancora sull'emozione. E alcuni sono diventati dei piccoli cult proprio perché hanno avuto il coraggio di fare qualcosa di completamente diverso.

65 - Fuga dalla Terra (2023)

Se l'idea di La fine di Oak Street vi incuriosisce, perché mette persone comuni di fronte a un mondo dominato dai dinosauri, 65 - Fuga dalla Terra è probabilmente il titolo più vicino tra quelli da recuperare. Diretto da Scott Beck e Bryan Woods, il film porta Adam Driver in un futuro remoto per poi scaraventarlo, letteralmente, sulla Terra di 65 milioni di anni fa. Il pilota Mills sopravvive a un incidente spaziale e si ritrova in un pianeta che sembra sconosciuto, prima di capire di essere precipitato sulla Terra del Cretaceo. Insieme alla giovane Koa, interpretata da Ariana Greenblatt, deve attraversare un ambiente ostile popolato da predatori.

Una curiosità interessante è che Adam Driver è un ex Marine, e questo è il primo film in cui fa uso della sua esperienza e dell'addestramento militare. I dinosauri di 65 hanno un aspetto più aggressivo e quasi horror rispetto a quelli della saga Jurassic Park, mentre il film punta molto sull'azione e sulla sensazione di essere costantemente braccati. Non è una storia particolarmente complessa, ma funziona proprio grazie alla sua semplicità.

Il viaggio di Arlo (2015)

Pixar ha affrontato il genere da una prospettiva completamente diversa con Il Viaggio di Arlo, immaginando cosa sarebbe successo se l'asteroide responsabile dell'estinzione dei dinosauri avesse mancato la Terra. In questo universo alternativo, i dinosauri hanno continuato a evolversi fino a costruire una società agricola. Al centro della storia c'è Arlo, un giovane Apatosauro insicuro che, dopo essersi separato dalla famiglia, si ritrova a viaggiare attraverso una natura selvaggia insieme a Spot, un cucciolo d'uomo, per citare Il Libro della Giungla.

Il film è particolarmente interessante per il contrasto tra i personaggi stilizzati e gli ambienti quasi fotorealistici in cui Arlo deve imparare a cavarsela. Ma dietro l'avventura c'è soprattutto una storia sulla perdita, sulla paura e sulla capacità di andare avanti. È uno dei film Pixar più malinconici e, proprio per questo, anche uno dei più sinceri.

Un milione di anni fa (1966)

Prima della rivoluzione digitale di Jurassic Park, i dinosauri cinematografici erano soprattutto il risultato dell'immaginazione e della straordinaria tecnica di Ray Harryhausen. Un milione di anni fa è uno degli esempi più celebri del suo lavoro. Il film segue Tumak, un uomo delle caverne che viene esiliato dalla propria tribù e finisce in una comunità costiera più evoluta, dove incontra Loana, interpretata da Raquel Welch. La storia, naturalmente, non ha alcuna pretesa di accuratezza scientifica: uomini preistorici e dinosauri convivono nonostante siano separati da milioni di anni.

Leggi anche Jurassic Park, Steven Spielberg stava per rovinare tutto: i dinosauri dovevano essere completamente diversi!

Ma è proprio questo il bello. Il film punta tutto sulla fantasia e sulle creature animate in stop-motion da Harryhausen, capaci ancora oggi di trasmettere una fisicità sorprendente. Il risultato è un pezzo fondamentale della storia del cinema fantastico e uno dei titoli che hanno contribuito a costruire l'immaginario dei dinosauri sul grande schermo molto prima di Spielberg.

Alla ricerca della Valle Incantata (1988)

Non tutti i grandi film sui dinosauri hanno bisogno di trasformare i loro protagonisti in macchine da combattimento. Alla ricerca della Valle Incantata, diretto da Don Bluth e prodotto da Steven Spielberg, sceglie invece la strada dell'avventura e dell'emozione. Il protagonista è Piedino, un giovane Apatosauro che, dopo il sacrificio della sua mamma per salvarlo, si mette in viaggio verso la leggendaria Valle Incantata. Al suo fianco ci sono altri piccoli dinosauri, Ducky, Tricky e Petrie: insieme devono attraversare un mondo nel quale la sopravvivenza non è affatto garantita.

Leggi anche Jurassic Park e Jurassic World: i 5 dinosauri più spaventosi del franchise (e chi li batte tutti)

È un film per bambini solo in apparenza. Dietro l'avventura ci sono la perdita, la paura e l'estinzione, raccontate con una durezza che ancora oggi sorprende. L'animazione di Bluth, fatta di ombre profonde e atmosfere spesso malinconiche, rende ogni incontro con un predatore davvero minaccioso. È uno di quei film che molti di noi hanno visto da bambini e che ricordiamo con emozione anche da adulti.

La vendetta di Gwangi (1969)

E se i dinosauri incontrassero il vecchio West? La Vendetta di Gwangi risponde alla domanda con una delle combinazioni più folli e riuscite della storia del cinema. Il film segue un gruppo di cowboy che scopre una valle nascosta nel Messico dove il tempo sembra essersi fermato. Al suo interno vivono creature preistoriche, tra cui Gwangi, un gigantesco Allosauro. Naturalmente, i protagonisti non pensano di stare alla larga da una creatura del genere: decidono invece di catturarla e trasformarla in un'attrazione.

Il risultato è un western con dinosauri, realizzato ancora una volta attraverso la magia della stop-motion di Ray Harryhausen. Tra le sequenze più memorabili c'è proprio quella in cui i cowboy tentano di catturare Gwangi con i lazo come se fosse un cavallo selvaggio. Il finale, ambientato all'interno di una cattedrale in fiamme, è puro spettacolo e dimostra quanto il cinema dei dinosauri potesse essere inventivo molto prima dell'arrivo degli effetti digitali.

Il cinema ci ha insegnato che i dinosauri possono essere minacce, compagni d'avventura o persino il cuore di storie che parlano di perdita, crescita e sopravvivenza. Jurassic Park ha fissato uno standard impossibile da superare, ma il genere ha continuato a reinventarsi trovando ogni volta una prospettiva diversa. Ora La fine di Oak Street prova a fare lo stesso, portando le creature preistoriche dentro una tranquilla periferia americana. Perché, a quanto pare, dopo milioni di anni, i dinosauri hanno ancora parecchie storie da raccontare.



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venerdì 14 agosto 2026

Gli X-Men sono arrivati: i Marvel Studios svelano cast e data d'uscita al D23 Expo (VIDEO)

Il mondo dei mutanti Marvel ha preso finalmente vita: al D23 Expo, che si terrà fino a domani domenica 16 agosto 2026, i Marvel Studios hanno rivelato il cast del reboot che porterà gli X-Men nel Marvel Cinematic Universe. Per vederli sul grande schermo non dovremo attendere molto: il film sarà tra i primi della Fase 7 e arriverà in sala nel 2028.

Annunciato al SDCC 2024, il reboot sugli X-Men vedrà alla regia Jake Schreier, già dietro Thunderbolts*, mentre la sceneggiatura è affidata a Joanna Calo e Lee Sung Jin. Tra gradite sorprese e rumors che hanno finalmente trovato conferma, conosciamo i nuovi Professor X, Tempesta, Rogue e Sinistro.

Diamo il benvenuto nel MCU a Christopher Abbott, Adam Driver, Inde Navarrette e Maya Boyd: sono i nuovi X-Men

Segnatevi questa data, 5 maggio 2028, perché sarà il giorno in cui i fan dell'universo Marvel vedranno in azione i nuovi X-Men. In occasione del D23 Expo ad Anaheim, Kevin Feige ha chiamato sul palco il cast del reboot e svelato la data d'uscita ufficiale. Oltre a Sadie Sink, che ha debuttato come Jean Grey in Spider-Man: Brand New Day, è arrivata la conferma di Kit Connor come Ciclope e Samara Weaving nel ruolo di Emma Frost.

I nuovi ingressi comprendono inoltre: Christopher Abbott come Professor X, Adam Driver (che non era presente, ma ha inviato un video messaggio ai fan) nel ruolo di Sinistro, Maya Boyd è la nuova Tempesta e Inde Navarrette interpreterà Rogue. A eccezione di Mr. Sinister, al suo debutto cinematografico, gli altri personaggi hanno una lunga storia alle spalle. Per i suoi mutanti, questa volta i Marvel Studios hanno attinto a piene mani dal genere horror: oltre alla Scream Queen Samara Weaving, infatti, Christopher Abbott è stato il protagonista di Wolf Man, mentre Inde Navarrette una delle star del successo di Obsession e da mesi si vociferava che sarebbe entrata nel MCU. Maya Boyd proviene dal mondo di Broadway ed è stata Giulietta nel musical & Juliet.

Adam Driver non ha bisogno di presentazioni e, dopo aver interpretato Kylo Ren nella trilogia sequel di Star Wars, si è unito al franchise Marvel. Il suo nome è stato uno dei più richiesti dai fan nel corso degli anni e lo stesso Kevin Feige aveva recentemente scherzato, dichiarando: "Non è un segreto che ci piacerebbe lavorare con lui, ma la tradizione è: fai una chiamata Zoom con lui, e alla fine lui passa. Ormai è una lunga tradizione. Non potrebbe essere più cordiale, solitamente è molto franco nell'esprimere quello che pensa".

Prima di Abbott, Charles Xavier è stato interpretato da Patrick Stewart (che ha ripreso il ruolo in Avengers: Doomsday) e James McAvoy, Anna Paquin è stata Rogue nella trilogia degli anni 2000 e Halle Berry e Alexandra Shipp hanno interpretato Ororo Munroe/Tempesta rispettivamente nella trilogia di 20th Century Fox e in X-Men: Apocalisse.



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Matthew McConaughey: l'incontro con il Papa non è andato come immaginava

Matthew McConaughey ha incontrato Papa Leone XIV, ma finora non sapevamo come fosse andato il colloquio tra l'attore e il primo papa americano della storia. Jimmy Fallon, ospitando nel suo talk show McConaughey per il suo ultimo film The Rivals of Amziah King, gliel'ha domandato. Puoi essere una grande star, ma un incontro simile lascia il segno, e Matthew l'ha paragonato ad altri momenti molto delicati di una carriera...
[Foto del Papa a cura di Edgar Beltrán, The Pillar, da Wikimedia Commons] Leggi anche Michael Caine e Matthew McConaughey cedono la loro voce all'AI: "Celebrare l'umanità, non rimpiazzarla"

Matthew McConaughey si era preparato un discorso prima di incontrare Prevost

Matthew McConaughey è in un tour promozionale per presentare The Rivals of Amziah King di Andrew Patterson (dov'è un apicoltore anticonformista che si prende cura della sua figlia adottiva), in uscita negli USA in questi giorni. Ospite di Jimmy Fallon, ha discusso però anche del suo incontro con Papa Leone XIV: "Parliamo di un uomo che deve rappresentare la bussola morale del mondo. Papi diversi nel passato hanno esercitato un potere più politico, ma incontrare lui... avevo delle cose di cui volevo parlargli, però è come quando ti prepari il discorso per gli Oscar, non sai se vincerai, nel caso lo tiri fuori, ma è un po' arrogante. Beh, io mi ero preparato un discorso. Mi presento al Papa con delle cose da dire, ma alla fine siamo andati a braccio. E lui ha fatto ridere me! Ed è un tratto comune a molte delle persone più spirituali che ho incontrato nel mondo: hanno tutte un grande senso dell'umorismo. Per citare il mio amico Richard Linklater [celebre regista indie, ndr], se scegliessimo l'umorismo come emozione di deafult, tutti andremmo molto più d'accordo." McConaughey ha incontrato il Papa in Vaticano, accompagnato da sua moglie, la modella e designer Camila Alves, sposata nel 2012.
Qui in basso il trailer di The Lost Bus di Paul Greengrass, l'ultimo film con McConaughey che abbiamo potuto vedere anche in Italia nel 2025, su Apple TV+.



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Obi-Wan Kenobi, la storia non è finita: Ewan McGregor conferma di voler tornare nel franchise

I fan di Star Wars non hanno dimenticato Obi-Wan Kenobi e neppure il suo interprete l’ha fatto. Anzi, in una recente intervista, Ewan McGregor ha ammesso di non aver ancora chiuso quella parentesi della sua carriera e di essere più che disposto a valutare ulteriori apparizioni in futuro nell’acclamato franchise di Lucasfilm.

La fama mondiale ha bussato alla sua porta con Star Wars. Nel 1999 ha interpretato Obi-Wan Kenobi in Star Wars: Episodio 1 – La minaccia fantasma, riprendendo il ruolo in Episodio II – L’attacco dei cloni nel 2002 e in Episodio III – La vendetta dei Sith nel 2005. Ha ripreso l’amatissimo ruolo nella miniserie di Star Wars intitolata semplicemente Obi-Wan Kenobi nel 2022, composta da sei episodi. Ma ci sarebbe ancora posto per l’amato Maestro Jedi? Ecco cosa ha rivelato a riguardo Ewan McGregor.

Star Wars, Ewan McGregor è ancora interessato a Obi-Wan Kenobi: “Forza, Disney!”

Di nuovo al cinema nel cast di La fine di Oak Street, Ewan McGregor ha affrontato l’elefante nella stanza: cosa ne sarà di Obi-Wan Kenobi in Star Wars? Ai microfoni di Collider, l’attore si è detto assolutamente aperto all’idea di riprendere quel personaggio: “Sono pronto quando lo saranno pure loro”, ha rivelato riferendosi a Lucasfilm. “Sembra che non siano ancora a quel punto, ma io ci sto”.

Ha poi ragionato sul modo in cui finisce la miniserie: “Alla fine della serie su Obi-Wan, sto camminando verso il deserto, ho deciso di andarmene. Ho capito che non posso continuare a mettere questa pressione su Luke. Ho capito che deve avere la sua infanzia, quindi lo lascio con lo zio Owen e la zia Beru. E me ne vado in giro... e Qui-Gon è tornato. E andiamo via insieme... ma dove stiamo andando? E poi, la volta successiva che ritroviamo Obi-Wan Kenobi, è Alec Guinness lassù tra le montagne. Ciò che accade tra questi due momenti è quello che voglio fare e passare il resto della mia carriera a raccontare: queste storie. Storie, sai, serie o film. Abbiamo un sacco di tempo; ho ancora 10 anni prima di avere l'età di Alec Guinness in quei film. Quindi forza, Disney”.

Ewan McGregor, 55 anni, ha ribadito di avere davanti a sé ancora circa dieci anni prima di raggiungere l’età che Alec Guinness aveva (63) quando ha interpretato lo stesso personaggio in Guerre Stellari nel 1977. In ogni caso, come riporta Collider, in streaming la miniserie su Obi-Wan Kenobi ha battuto un record importante diventando la seconda serie più vista della piattaforma di Disney+ del 2022 raggiungendo 6,5 miliardi di minuti visualizzati soltanto negli Stati Uniti. Ma ci sarà spazio per Obi-Wan Kenobi in futuro per altre storie? Ewan McGregor, nel dubbio, si è detto disponibile.



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Frozen 3, primo sguardo ai nuovi look di Anna e Elsa (FOTO)

Il mondo di Arendelle continua a farci sognare e dal D23 Expo arrivano le prime novità su Frozen 3. Il terzo capitolo del franchise Disney debutterà in sala a novembre 2027 e abbiamo un primo sguardo ai nuovi look di Anna e Elsa, oltre che alcuni dettagli su Arendelle e sugli altri personaggi che anticipano la trama del film.

Arendelle prende vita ancora una volta: primo sguardo a Anna e Elsa in Frozen 3

Alla regia di Frozen 3 c'è Jennifer Lee, anche co-sceneggiatrice con Tren Correy. Il trequel Disney arriverà al cinema il 24 novembre 2027, ben 8 anni dopo il precedente capitolo, Frozen 2: Il segreto di Arendelle, e arricchirà un franchise che ha incassato oltre 1,453 miliardi di dollari in tutto il mondo. Nel terzo film ritroveremo Anna (doppiata in lingua originale da Kristen Bell), ormai regina di Arendelle e in procinto di sposare il suo Kristoff (Jonathan Groff), mentre Elsa (Idina Menzel) ha trovato finalmente il suo posto nel mondo e procede a esplorare i suoi poteri. Non può mancare certo la mascotte di Frozen, il simpatico pupazzo di neve Olaf (Josh Gad).

Nonostante siano trascorsi già due anni dall'annuncio ufficiale di Frozen 3, i dettagli sulla trama restano piuttosto scarsi: Jennifer Lee ha confermato che vedremo il matrimonio tra Anna e Kristoff, mentre non è ancora chiaro chi sarà il villain della storia. Dall'esposizione al D23 Expo (che si terrà da oggi, venerdì 14 agosto fino a domenica 16 ad Anheim) sono emersi i nuovi look delle due protagoniste, oltre a quelli di Kristoff e Olaf. Una terza immagine, infine, mostra il gruppo riunito che guarda in lontananza, in un paesaggio innevato e con il cielo illuminato dalle luci del nord.

Dai costumi di Kristoff e Olaf, molto formali rispetto a quelli indossati dai personaggi negli altri due film, si evince che il matrimonio avverrà eccome. Mentre Anna e Elsa indossano quelli che sembrano abiti di viaggio (nei colori che contraddistinguono entrambe), con tanto di cappuccio e mantello lungo per Elsa. Siamo di fronte a un nuovo indizio per la trama? Forse le due sorelle dovranno mettersi in viaggio ancora una volta e affrontare una minaccia che rischia di impedire il matrimonio dell'anno? Non è ancora dato saperlo, ma forse, proprio dal D23 Expo potrebbero arrivare nuovi indizi.

Intanto, appuntamento al 24 novembre 2027 per ritornare nelle magiche atmosfere di Arendelle e scoprire quali meraviglie il mondo di Frozen può ancora regalarci.



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giovedì 13 agosto 2026

Stasera in TV: Film da vedere Giovedì 13 Agosto, in prima serata

Stasera in TV, Giovedì 13 Agosto 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Charlie vs. the Chocolate Factory, anche Kate Winslet si aggiunge al cast del film Netflix

Mentre il pubblico attende il sequel di Wonka, i cui aggiornamenti sono stati recentemente condivisi da Warner Bros., Netflix avrebbe in cantiere un nuovo progetto relativo alla celebre Fabbrica di cioccolato. Si intitola Charlie vs. the Chocolate Factory il film d’animazione tratto sempre da La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl e che, grazie a Netflix, arriverà molto presto anche al cinema.

Annunciato lo scorso aprile, Charlie vs. the Chocolate Factory è descritto come un progetto che offre una reinterpretazione in chiave moderna dell’amatissimo classico letterario con il coinvolgimento nel cast di Taika Waititi e Kit Connor di Heartstopper. E, stando alle recenti novità emerse, anche un’altra diva del cinema avrebbe offerto il suo prezioso contributo.

Charlie vs. the Chocolate Factory, non solo Taika Waititi e Kit Connor: nel cast anche Kate Winslet

Taika Waititi presterà la sua voce alla versione originale di Willy Wonka, mentre Kit Connor sarà Charlie Paley, il bambino che come tanti rischia lo sfratto e per questo ruba una tavoletta di cioccolato Wonka. Atteso nel 2027, il film d’animazione avrebbe finalmente svelato altri nomi nel cast a partire da Kate Winslet. Attrice premio Oscar, si unirà al progetto animato insieme a Nicola Coughlan, Charithra Chandran, Samson Kayo, Christopher Chung e Helena Bonham Carter. Tuttavia non è stato ancora specificato il ruolo che ricoprirà per l’occasione.

Diretto da Jared Stern e Elaine Bogan, Charlie vs. the Chocolate Factory è un film di Netflix Animation Studios atteso in sala dal 5 novembre 2027 per poi approdare in streaming sulla piattaforma in questione dal 22 dicembre dello stesso anno. Come specifica Screen Rant, Sony Pictures Entertainment si occuperà della distribuzione internazionale del film.

La trama del film segue Charlie e i suoi amici in situazioni piuttosto complicate una volta entrati nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, dando una svolta inaspettata alla storia classica che tutti conosciamo. Il cioccolatiere in questione è uscito di prigione dopo aver trasformato un bambino in un mirtillo ed è di nuovo operativo nella sua fabbrica di cioccolato, sperando di contrastare l’amaro della vita con un pizzico di dolcezza, ma le continue intromissioni da parte di Charlie e i suoi amici rallenteranno il suo processo. Ad accompagnare il film d’animazione anche canzoni originali e personaggi inediti.



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Coyote vs Acme: gli eredi di Chuck Jones sono entusiasti del film!

La maggior parte dei commenti americani online sotto i trailer di Coyote vs Acme, il film che la Warner aveva deciso di non distribuire per motivi fiscali e che poi ha ceduto, dopo le proteste degli attori e del pubblico, alla Ketchup Entertainment, si interroga sulla distanza dei cosiddetti executive dall'amore per il cinema e sul motivo per cui abbiano deciso di non distribuire un film di valore. In Italia noi lo vedremo il 2 settembre grazie a Lucky Red, mentre in Nord America arriverà attesissimo nei cinema il 28 agosto. Ad avvalorare il giudizio di chi finora ha potuto vedere un film che è un vero e proprio omaggio alle creature (e ai creatori) dei Looney Tunes che ci hanno regalato tante visioni divertenti, arrivano gli eredi di Chuck Jones, il pittore e animatore americano, autore, tra gli altri, di memorabili short di Wyle E. Coyote e Road Runner.

Coyote vs. Acme ha sorpreso gli eredi di Chuck Jones

Chuck Jones è scomparso nel 2002 all'età di 89 anni, lasciando un'eredità creatura ancora imbattuta e che ha influenzato generazioni di animatori. La Ketchup Entertainment ha fatto vedere Coyote vs. Acme alla figlia, Linda Jones Clough, e al nipote Craig Kausen. The Wrap ha raccolto in esclusiva le loro reazioni al film, di cui i due si sono dichiarati entusiasti. Secondo il nipote, "Chuck ha creato un mondo nell'animazione in cui questi personaggi hanno vissuto e recitato. Questo film è il ponte perfetto tra il mondo che lui ha immaginato e creato e il mondo che noi tutti vediamo nella realtà. I personaggi sono inseriti nella storia alla perfezione, in modo semplice e fluido". La figlia Linda ha aggiunto: "Chuck diceva di non credere che Road Runner e Wile E. Coyote potessero sostenere un intero lungometraggio. Penso che questo film dimostri che si sbagliava". Infine, dopo che entrambi hanno detto che inizialmente speravano solo di apprezzare il film, alla fine "Lo abbiamo adorato". E noi non dobbiamo neanche credergli sulla parola, visto che lo abbiamo visto ed amato. Non perdetelo al cinema dal 2 settembre!



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mercoledì 12 agosto 2026

Samuel L. Jackson ed Eva Green, matrimonio da incubo: in Just Play Dead vogliono uccidersi a vicenda

Se pensavate che il matrimonio fosse già abbastanza complicato senza aggiungere un amante, una truffa milionaria e un omicidio, Just Play Dead è pronto a dimostrarvi che si può decisamente fare di peggio. Il nuovo thriller d'azione riunisce infatti Samuel L. Jackson ed Eva Green nei panni di due coniugi molto lontani dall'idea di “coppia felice”: Jack e Nora Wolfe si amano, forse, ma soprattutto sembrano avere ottimi motivi per cercare di fregarsi a vicenda.

Il film diretto da Martin Campbell, regista di Casino Royale, arriverà in alcune sale statunitensi il 28 agosto 2026, mentre dal 1° settembre sarà disponibile on demand. Al momento non ci sono notizie su una distribuzione italiana, ma già dal primo trailer è evidente che, in questo matrimonio, la fiducia reciproca non sia esattamente una priorità. La domanda è una sola: chi uscirà vivo da questo matrimonio?

Samuel L. Jackson ed Eva Green sono marito e moglie, ma qualcosa va storto

Jack e Nora Wolfe hanno costruito la loro vita grazie a fondi ottenuti illegalmente, ma il castello sta per crollare. Jack confessa alla moglie che entrambi rischiano il carcere e che hanno appena 30 giorni prima di dover fare i conti con la giustizia. La soluzione che propone è tanto semplice quanto folle: sfruttare una polizza sulla vita da 30 milioni di dollari. Jack è infatti assicurato per una cifra enorme e ha già escogitato il piano perfetto. Nora dovrebbe aiutarlo a inscenare la sua morte, permettendo così alla moglie di incassare il denaro senza che nessuno possa collegarla direttamente all'omicidio. Non è tutto: Jack le spiega che, essendo sposati, Nora non può testimoniare contro di lui, anche se dovesse sapere tutto. Sulla carta sembra un piano quasi perfetto... peccato che la donna abbia idee completamente diverse.

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Quando nella storia entra Chad, interpretato da Jason Fernández e presentato come l'amante e la potenziale vittima del piano di Jack, Nora comincia a pensare che potrebbe esserci un modo molto più conveniente per giocare la partita. Perché aiutare suo marito a fingere la propria morte quando potrebbe semplicemente ucciderlo davvero e tenersi i 30 milioni di dollari? Da questo momento Just Play Dead cambia completamente marcia e si trasforma in una sorta di partita a scacchi tra marito e moglie. Jack cerca di anticipare Nora, Nora cerca di liberarsi di Jack e nessuno dei due sembra disposto a concedere all'altro alcun vantaggio. Ma se c'è una cosa che il trailer lascia intuire è che Jack non sarà affatto una vittima facile da eliminare.

Amanti, FBI e tradimenti: la guerra tra coniugi è servita

Come se non bastasse avere due coniugi che cercano di farsi fuori a vicenda, nella vicenda finiscono anche le autorità federali. Nora si ritrova così a dover gestire contemporaneamente il piano per liberarsi del marito, il rapporto con Chad e un'indagine che rischia di far saltare tutto. La donna arriva persino a sedurre il detective incaricato del caso, aggiungendo un altro livello alla già parecchio complicata rete di bugie.

“Tre persone possono mantenere un segreto se due di loro sono morte” scherza Jack nel trailer. Una frase che, considerando i protagonisti, potrebbe essere molto più di una semplice battuta. A rendere Just Play Dead ancora più interessante è la reunion tra Samuel L. Jackson ed Eva Green, che avevano già lavorato insieme in un film completamente diverso. I due attori hanno infatti condiviso il set di Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali nel 2016.



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Abruzzimaginarium: il primo parco immersivo che racconta l'identità di una regione tra teatro, cinema, scienza e natura

Un territorio può essere raccontato come un'esperienza da vivere?
Può la cultura diventare un viaggio immersivo capace di unire teatro, cinema, ricerca scientifica, paesaggio e memoria?
È questa la sfida di Abruzzimaginarium, il nuovo parco esperienziale ideato da Manuele Morgese, direttore artistico del Cinema Teatro Zeta, che sarà inaugurato il 3 settembre nel Parco del Cinema Teatro dell'Aquila.

Inserito nel programma ufficiale di L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, Abruzzimaginarium rappresenta un progetto unico nel panorama italiano: un luogo in cui il patrimonio culturale, artistico e naturalistico dell'Abruzzo viene raccontato attraverso installazioni immersive, scenografie, tecnologie audiovisive e percorsi multisensoriali pensati per coinvolgere adulti, famiglie e bambini. Notoriamente, la regione è stata il set di numerosi film della storia del cinema come Ladyhawke, Il nome della Rosa, ...continuavano a chiamavano Trinità, The American e Un mondo a parte.
Realizzato in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e Abruzzo Film Commission, il parco si sviluppa attraverso cinque grandi cupole geodetiche interconnesse, ognuna dedicata a un diverso aspetto dell'identità abruzzese.

Abruzzimaginarium: cosa offre il parco

Il percorso conduce il visitatore dalla grande tradizione teatrale regionale alla storia del cinema girato in Abruzzo, passando per la Cupola delle Scienze, che ospita un moderno planetario e propone un viaggio dedicato alla ricerca scientifica e alle eccellenze del territorio, con la supervisione scientifica dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN. Si prosegue con l'Abruzzo in miniatura, un racconto in scala dei monumenti simbolo della regione, fino alla Piccola Casa delle Farfalle, concepita con la supervisione dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, dedicata alla biodiversità e al patrimonio naturalistico. Le cinque cupole custodiscono scenografie teatrali, materiali storici, proiettori d'epoca, installazioni multimediali e contenuti immersivi che trasformano la visita in un'esperienza culturale partecipativa, capace di unire divulgazione, spettacolo ed emozione.

Abruzzimaginarium rappresenta il punto di arrivo di un percorso artistico e culturale avviato da Manuele Morgese oltre quindici anni fa. Dopo aver realizzato nel 2012 la prima sala privata di pubblico spettacolo in Abruzzo e aver successivamente ampliato la struttura trasformandola nel Cinema Teatro Zeta, Morgese compie oggi un nuovo passo con la costruzione di cinque padiglioni dedicati alla cultura, alla divulgazione e all'esperienza immersiva. Un progetto che rappresenta il coronamento del percorso artistico e culturale del Teatro Zeta e del suo fondatore, ma anche un'importante occasione di crescita per la città dell'Aquila, destinata ad arricchirsi di uno spazio permanente dedicato alla valorizzazione della propria identità culturale, scientifica e naturalistica.

"Vogliamo raccontare l'Abruzzo non semplicemente mostrandolo, ma facendo entrare il pubblico dentro le sue storie, i suoi paesaggi e la sua cultura", spiega Manuele Morgese. "Abruzzimaginarium nasce dall'incontro tra memoria e innovazione e vuole offrire un'esperienza multimediale e multidisciplinare capace di coinvolgere spettatori di tutte le età. L'inserimento nel programma di L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 rafforza la vocazione del progetto a sperimentare nuovi linguaggi per la valorizzazione del patrimonio culturale e identitario del territorio".

Abruzzimaginarium: il programma inaugurale

L'inaugurazione del parco darà il via a cinque giornate di spettacoli e iniziative dedicate alle famiglie. Il 3 e 4 settembre andrà in scena "Spettacolo Spettacolare", grande omaggio al mondo Disney con la direzione artistica di Manuele Morgese e un cast composto da circa settanta artisti tra allievi delle più prestigiose scuole di danza della città, i cantanti Matteo Siddi e Roberta Gaviano, ballerini, acrobati, performer, musicisti e attori.

Il 5 e 6 settembre sarà invece la volta di un concerto dedicato ai grandi musical italiani e internazionali, degli spettacoli degli artisti di Disequilibre e dei laboratori creativi per bambini, mentre il 7 settembre il programma si concluderà con musica dal vivo e DJ set. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre possibile visitare la straordinaria riproduzione in mattoncini LEGO della Basilica di Collemaggio, realizzata dall'artista sardo Maurizio Lampis, che condurrà anche laboratori dedicati ai più piccoli.

Con un unico biglietto sarà possibile accedere all'intero percorso immersivo delle cinque cupole, accompagnati da guide specializzate, vivendo un'esperienza della durata di circa un'ora che unisce cultura, spettacolo, divulgazione scientifica e valorizzazione del territorio. Più che un parco tematico, Abruzzimaginarium si propone come un nuovo modello di narrazione culturale, capace di trasformare il patrimonio materiale e immateriale di una regione in un'esperienza contemporanea, accessibile e coinvolgente. Un progetto che guarda al futuro della promozione territoriale attraverso linguaggi innovativi, facendo dialogare cultura, creatività e turismo.



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Robin Hood - Il Prezzo del Sangue: torna al cinema l'eroe in una inedita e affascinante versione con Hugh Jackman

Se pensate di aver visto tutte le versioni possibili del mito di Robin Hood, vi sbagliate. Dal 12 agosto arriva al cinema con I Wonder Pictures un film che ribalta la leggenda, mostrandola da un'altra affascinante angolazione. Parliamo di Robin Hood – Il prezzo del sangue di Michael Sarnoski con un magistrale Hugh Jackman. Scordatevi gli allegri comparo in calzamaglia, impegnati in acrobatici combattimenti col palo. a cavalcioni su un tronco sospeso sul fiume, lo sceriffo di Nottingham, le imboscate alle carrozze dei ricchi per donare soldi e preziosi e distribuirli ai poveri. Qua si parla proprio della leggenda di Robin Hood, e se c'è Little John e viene citata anche Lady Marian, la storia che si racconta è molto più realistica e cruda, anche se gli storici non sanno nemmeno se l'abile arciere di cui da secoli si narra, prima oralmente, poi in forma scritta, sia un personaggio realmente esistito.

Robin Hood – Il prezzo del sangue: la storia

Michael Sarnoski, giovane regista rivelatosi con due film acclamati dalla critica come Pig e A Quiet Place - Giorno 1, si rifà per il suo film ad una ballata del diciassettesimo secolo, scritta dunque 4 secoli dopo la supposta esistenza del protagonista, “The Death of Robin Hood”. Fa dunque riferimento agli ultimi giorni di vita del personaggio, trascorsi in un convento. Nel film, Robin è vecchio e stanco, perseguitato dai figli, fratelli e nipoti di coloro che ha depredato e ucciso. Ritrova Little John, suo fedele compagno di scorribande, che gli chiede di aiutarlo a riprendere quella che è diventata sua moglie, la figlia e la fattoria. Quando Robin resta ferito nell'azione, viene trasportato dall'amico in un convento su un'isola, gestito da una giovane priora, che lo accoglie e lo cura senza fare domande, ignorando quanto le loro vite siano intrecciate. Ma il passato di sangue dell'uomo riuscirà a raggiungerlo anche lì.

Robin Hood – Il prezzo del sangue: un cast in stato di grazia

Siamo abituati al trasformismo di Hugh Jackman, capace di passare dal film drammatico e intimista come The Son, al rutilante musical di The Greatest Showman, al cinecomic in cui indossa i panni del mutante Wolverine. Ma stavolta l'attore australiano si è superato, rendendosi quasi irriconoscibile sotto una fluente capigliatura grigia e un barbone che nasconde in parte un volto deturpato dalle cicatrici (per chi lo vedrà in originale, la sua voce mette i brividi). Nel ruolo di un Robin Hood che smentisce il suo stesso mito, e che conserva alcune delle caratteristiche del personaggio pur essendo un molto più realistico brigante medievale, Jackman aderisce perfettamente al personaggio e ha raccontato di questa esperienza:

Ho letto diversi libri al riguardo. Se volete credere che sia esistito, troverete delle prove che lo confermano, ci sono testimonianze di persone attraverso i secoli, fin dal 1100. Ed è cambiato: fino al 1500 era solo un fuorilegge, una persona orribile, un racconto morale. Poi, come le cose hanno iniziato a cambiare politicamente in Inghilterra, c'è stato l'inizio di quella credenza in una ribellione dei servitori all'aristocrazia e ai proprietari terrieri ed è nato questo eroe culturale che sovvertiva le cose e rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ma anche all'inizio, se guardiamo bene, era un cattivo con alcuni tratti onorevoli e aveva delle regole come “non fare del male alle donne”. Perciò nessuno della sua banda feriva le donne, e se qualcuno gli mentiva, lui gli dava luna seconda possibilità e quindi pian piano è diventato un eroe. Questi miti nascono per uno scopo, per soddisfare un bisogno pre esistente.

Al fianco di Jackman nel ruolo di Little John c'è un altro noto attore, abituato a rendersi irriconoscibile sotto l'aspetto di mostruose creature di fantasia come Pennywise e Nosferatu, ovvero lo svedese Bill Skarsgard, che per una volta non indossa una maschera ma ha un aspetto mutato dai segni di una vita violenta. Nella parte della priora Brigid, troviamo l'attrice inglese Jodie Comer, la cui sorte si intreccia in modo bizzarro con quella dell'uomo che a sua insaputa le ha fatto del male. E dalla saga fantahorror di A Quiet Place, Sarnoski porta il sempre più bravo Noah Jupe, nel ruolo molto credibile di un adolescente in cerca di vendetta.

Robin Hood: il mito tramandato oralmente e codificato dal cinema

Se la visione di Sarnoski è quella di un Medioevo cupo e violento, dove i gelidi inverni irlandesi prendono il posto dei verdi boschi inglesi in cui siamo abituati a vedere Robin e i suoi “uomini in calzamaglia”, per citare una celebre parodia di Mel Brooks, è il cinema ad aver cementato l'immagine eroica di un personaggio la cui esistenza affonda nel mito. Impossibile non ricordare i film di cappa e spada che lo hanno visto protagonista, dal Robin Hood del 1922 con l'atletico Douglas Fairbanks Jr. a quello guascone col bellissimo volto di Errol Flynn nel film La leggenda di Robin Hood di Michael Curtiz del 1939, di cui tutte le ragazze dell'epoca si innamorarono e che definì anche nel costume la figura dell'arciere. Nel 1955 il regista inglese Lindsay Anderson in Le avventure di Robin Hood diresse il protagonista Richard Green in un film virtualmente dimenticato, mentre un Robin anziano, reduce dalle Crociate, apparve nel 1976 in Robin e Marian di Richard Lester, con una toccante interpretazione di Sean Connery. Nel 1991 fu la volta di Robin Hood - La leggenda, con Patrick Bergin, che racconta come un nobile divenne un bandito, e nello stesso anno il ruolo fu ricoperto da Kevin Costner in Robin Hood - Principe dei ladri, diretto dall'attore stesso. Abbiamo già citato la spassosa parodia di Robin Hood – Un uomo in calzamaglia, con Cary Elwes, on cui due anni dopo Mel Brooks prende in giro sia la versione di Costner che il classico con Flynn. A dimostrare il successo continuo del personaggio, che ogni attore anela ad interpretare, nel 2010 arriva il Robin pià burbero di Russell Crowe nel film di Ridley Scott, mentre nel 2018 il Robin di Taron Egerton, nel film di Otto Bathurst, racconta in parte la storia delle origini del personaggio, ma fino alla versione di Michael Sarnoski nessuno ha riletto la leggenda in modo così originale, nemmeno la Disney nel suo classico animato del 1973, in cui Robin è una volpe antropomorfa.

Qualunque sia la versione che preferite, se non temete di immergervi nelle atmosfere plumbee e sanguinarie di un film che si interroga sulla costruzione stessa del mito, noi vi raccomandiamo di non perdere al cinema Robin Hood - Il prezzo del sangue, che aggiunge un tassello prezioso a un personaggio immortale, reale o immaginario che sia, dal 12 agosto al cinema.



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martedì 11 agosto 2026

Pretty Princess 3, finalmente parla Julie Andrews: la Regina Clarisse tornerà o no nel sequel?

Da anni i fan di Pretty Princess continuano a chiedersi se Julie Andrews tornerà mai a Genovia. La domanda è rimasta a lungo sospesa tra dichiarazioni prudenti e possibilità accennate, mentre il terzo film prendeva lentamente forma. Ora, però, quella risposta è finalmente arrivata direttamente dalla protagonista. A 90 anni, Andrews ha parlato del nuovo capitolo della saga e ha chiarito, per la prima volta in modo ufficiale, quale sarà il suo ruolo in Pretty Princess 3.

La risposta, purtroppo, non lascia spazio a interpretazioni: Julie Andrews non sarà nel film. L'attrice, che oggi ha 90 anni, ha purtroppo confermato la sua assenza in un'intervista rilasciata a TODAY.com il 10 agosto, esprimendosi per la prima volta in modo netto. “Non sarò nel film2 ha dichiarato, mettendo così fine alle speculazioni.

Julie Andrews non sarà in Pretty Princess 3

Andrews ha spiegato che la storia del nuovo film sarà diversa e che, a suo avviso, è arrivato il momento di lasciare che sia Mia Thermopolis (Anne Hathaway) a occupare completamente il centro della scena.

Penso che la storia debba continuare con la principessa Mia. È la sua storia. Non è davvero la mia.

La decisione, dunque, sembra legata anche all'evoluzione naturale della saga. Nel primo film, uscito nel 2001, Andrews interpretava la regina Clarisse, nonna di Mia e sovrana di Genovia, chiamata a trasformare la goffa adolescente di San Francisco nella principessa destinata a ereditare il trono.

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Nel sequel del 2004, Principe Azzurro Cercasi, Mia era ormai pronta a diventare regina. Dopo aver scoperto che la legge genoviana prevedeva che dovesse sposarsi prima di salire al trono, la giovane finiva coinvolta in un complicato triangolo sentimentale con Nicholas Devereaux, interpretato da Chris Pine. Alla fine, Mia riusciva a cambiare la legge e a diventare regina senza dover rinunciare all'amore. Clarisse, intanto, lasciava il trono dopo aver sposato Joe, interpretato da Héctor Elizondo. Una conclusione che rende possibile il passaggio di testimone al nuovo capitolo, ma che rende anche particolarmente dolorosa l'assenza di Andrews.

Anne Hathaway aggiorna sul film: la storia è cambiata

Quella di Andrews non è però l'unica novità importante arrivata nelle ultime settimane. A luglio, Anne Hathaway ha parlato del progetto, spiegando che gli sceneggiatori hanno trovato una nuova direzione per la storia. Il lavoro sul copione, infatti, è ripartito quasi da zero dopo quella che l'attrice ha definito una sorta di svolta narrativa.

“Penso che abbiamo avuto una svolta nella storia - ha raccontato Hathaway - Penso che ci stiamo muovendo nella direzione giusta”. L'attrice ha anche ammesso che il nuovo percorso ha richiesto di ricominciare il lavoro sulla sceneggiatura, ma che il team è finalmente convinto di aver trovato la versione giusta del film. Resta invece ancora incerta la tempistica della produzione.

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La star di Odissea ha spiegato che la sua gravidanza, e l'arrivo del suo terzo figlio, hanno reso difficile stabilire quando potrà effettivamente iniziare le riprese. A dirigere Pretty Princess 3 sarà Adele Lim, sceneggiatrice di Crazy Rich Asians e regista di Joy Ride, che raccoglierà l'eredità di Garry Marshall, scomparso nel 2016 dopo aver diretto i primi due capitoli.

Chi tornerà in Pretty Princess 3?

L'assenza di Julie Andrews apre inevitabilmente una domanda sui personaggi che ritroveremo nel nuovo film. Per il momento, il ritorno di Chris Pine nei panni di Nicholas Devereaux non è stato confermato. Lo stesso vale per Heather Matarazzo, interprete della migliore amica di Mia, Lilly Moscovitz. Qualche indizio in più arriva invece da Robert Schwartzman, che nel primo film interpretava Michael Moscovitz, il primo interesse sentimentale di Mia e fratello di Lilly.

L'attore ha rivelato nel 2025 di aver avuto dei primi contatti per un possibile ritorno, anche se negli ultimi anni si è concentrato soprattutto sulla regia e sulla produzione. Un altro elemento interessante arriva da Meg Cabot, autrice dei romanzi originali da cui è nata la saga. A giugno ha raccontato di aver letto una prima versione della sceneggiatura di Pretty Princess 3, definendola semplicemente “straordinaria”.

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Perché Julie Andrews ha detto no?

In realtà, le parole pronunciate oggi da Andrews non arrivano completamente a sorpresa. Già nel 2022 l'attrice aveva spiegato che un suo ritorno sarebbe stato probabilmente impossibile, sottolineando quanti anni fossero ormai trascorsi dal secondo film. Nel 2024 era stata ancora più prudente, osservando che a volte è meglio “lasciare stare una cosa buona” invece di continuare a sfruttarla fino a esaurirla.

Allo stesso tempo, Andrews aveva lasciato aperta una piccola porta, dicendosi felice all'idea che potesse essere realizzato un nuovo film, pur senza aspettarsi di prendervi parte. Ora, però, quella possibilità è definitivamente sfumata. Per i fan della saga resta comunque un piccolo paradosso: Pretty Princess 3 nasce proprio per riportare il pubblico a Genovia, ma dovrà farlo senza una delle figure che più di tutte hanno contribuito a renderla memorabile.

Ad ogni modo, Andrews sarà la protagonista di un nuovo documentario targato Disney in uscita il prossimo anno . "Sono un po' nervosa - ha confessato - Ma penso che, alla mia età, sia probabilmente il momento giusto per accettare di farlo".



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