
Black Panther ha un compito all'altezza del fenomeno che ha generato (è arrivato a incassare nel mondo 1.282.000.000 di dollari): inaugurare il primo cinema in Arabia Saudita dopo la fine di un bando per i film durato 35 anni.
E' infatti il cinecomic di Ryan Coogler con Chadwick Boseman a battezzare una sala a Riyadh, nel King Abdullah Financial District: una sala concerti è stata ristrutturata dall'AMC Theatres, una catena americana che testimonia in modo più che chiaro l'interesse di Hollywood per un mercato vergine tutto da conquistare. L'azienda conta di aprire entro il 2030 ben 100 sale in 25 città del paese, terreno fertile per la produzione globalizzata hollywoodiana, davanti a una popolazione che comprende un vastissimo numero di giovani.
L'espansione del mercato conta moltissimo per Hollywood, che ultimamente ha salvato diverse sue grandi produzioni in bilico con la potenza del pubblico cinese, un altro relativamente recente nuovo acquisto. C'è da dire che le frontiere culturali non sempre assecondano il mercato libero delle grandi produzioni. Già la Cina reagisce in modo imprevedibile a quelli che altrove sono grandi successi, e viceversa: basti vedere l'esaltazione cinese per Warcraft e il recente flop sonoro di Gli ultimi Jedi.
Nel caso dell'Arabia Saudita inoltre eventuali censure sui contenuti potrebbero frenare la distribuzione, mentre già gli stessi responsabili delle nuove strutture sanno che consentire l'accesso contemporaneo a uomini e donne è per adesso improponibile.
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