Il nome di Norman Lloyd dirà poco o niente agli italiani non addentro nel settore, ma in America è sinonimo di leggenda: è morto il 10 maggio alla bellissima età di 106 anni l'attore, produttore e regista che aveva iniziato la sua carriera con Orson Welles nel suo Mercury Theatre e aveva collaborato con Alfred Hitchcock, Charlie Chaplin, Bertolt Brecht e Jean Renoir, tra gli altri, ma anche in tempi recenti con Judd Apatow, nel cui Un disastro di ragazza era apparso nel 2015.
Nato nel New Jersey da una famiglia di immigrati ebrei europei, Norman Lloyd si chiamava in realtà Norman Perlmutter, e aveva iniziato la sua carriera a teatro, diventando negli anni Trenta uno degli interpreti più richiesti, tanto da entrare a far parte del Mercury Theatre di Orson Welles e John Houseman. Al cinema, nel 1942 è il villain che precipita dalla Statua della libertà in Sabotatori di Alfred Hitchock, con cui lavora di nuovo in Io ti salverò, nel 1945, lo stesso anno in cui è un altro cattivo in L'uomo del Sud di Jean Renoir, mentre interpreta un coreografo in Luci della ribalta di Charlie Chaplin, che è suo amico e il suo avversario di tennis preferito nella vita. Lo ricordiamo anche ne L'attimo fuggente, nel ruolo del preside, e in film come Audrey Rose e In Her Shoes, fino quello di Apatow citato, che interpreta all'età di 100 anni. Per Hitchcock produce Alfred Hitchock Presenta e The Alfred Hitchock's Hour per la tv, di cui dirige e interpreta anche numerosi episodi (tra cui uno di culto, con Steve McQueen e Peter Lorre).
E non si contano le sue apparizioni televisive: lo abbiamo visto in tantissime serie classiche, da La signora in giallo a Star Trek: The Next Generation, ai suoi ruoli nei celebri A cuore aperto e The Practice. Norman Lloyd è stato un uomo di spettacolo a 360 gradi, amatissimo nell'ambiente, che ha lavorato coi più grandi di sempre ma anche con le nuove leve della comicità americana, come Amy Schumer, che oggi come molti colleghi lo ricorda con affetto.
Ma, nonostante una mole immensa di lavoro e una bravura conclamata in tutto quello che faceva, aveva scelto di restare sempre un po' dietro le quinte, tanto che raramente è stato premiato per il suo lavoro. Un recordman stakanovista, che a 106 anni si è alla fine definitivamente ritirato dalle scene e che resterà per sempre nell'albo d'oro dell'entertainment americano.
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