martedì 6 ottobre 2020

Days of Cannibalism: il documentario sul nuovo capitalismo al Carbonia Film Festival

C'è un crescente pionierismo nel profondo sud dell'Africa, precisamente nel Lesotho, lo stato enclave all'interno del territorio del Sudafrica. La cittadina con 6000 abitanti di nome Thaba-Tseka è diventata negli ultimi anni un polo attrattivo per i migranti cinesi che dalla lontana Asia sono arrivati fino qui in cerca di fortuna. Come? Con quello che sanno fare meglio e già stanno facendo in altri stati del mondo, ovvero aprendo i negozi multiprodotto che vendono qualsiasi cosa, dal cibo agli accessori di uso più o meno comune. Ma questo è ciò che si trova a valle di un grande progetto di insediazione che nuove colonie di cinesi stanno portando avanti in quest'area di frontiera, dove ci si sposta sia su quattro ruote sia a cavallo, e che tanto ricorda la terra promessa dei film western americani.

È il documentario Days of Cannibalism ad offrire uno sguardo su una realtà distante dalla nostra, ma vicina nella ricerca dei sempre nuovi equilibri della globalizzazione. Diretto da Teboho Edkins e prodotto da Francia, Sudafrica e Olanda, il documentario ha avuto la sua prima mondiale allo scorso Festival di Berlino ed è uno dei film selezionati dal Carbonia Film Festival (dal 6 all'11 ottobre) nella sezione dei lungometraggi internazionali in concorso.
Days of Cannibalism è disponibile alla visione gratuitaimente fino all'8 ottobre sul sito ufficiale della manifestazione, online.carboniafilmfest.org.

Con un linguaggio ibrido, a metà tra riprese reali e ricostruzioni narrative, il film di Edkins pone l'attenzione su come l'arrivo dei cinesi, stia lentamente alterando un equilibrio fatto di solide tradizioni tramandate di generazione in generazione dal popolo africano. Lo spirito imprenditoriale degli asiatici mira costruire un ponte con il loro paese per l'importazione e la vendita degli innumerevoli prodotti Made in China, ma questo inserimento economicamente aggressivo, per qualcuno ha il vago odore dell'invasione.
L'abituale commercio di bestiame tra pastori africani, i quali hanno anche un forte rispetto verso quegli animale che chiamano "dei con il naso bagnato", è solo uno dei settori in cui si assiste al contraccolpo delle due culture, che sono costrette a dialogare attraverso il filtro della lingua inglese. Cosa ne sarà delle vecchie regole? Come potrà funzionare l'integrazione? Il documentario pone queste domande lasciando presagire una violenza latente pronta ad eruttare.



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