martedì 6 ottobre 2020

Carbonia Film Festival 2020: gli otto cortometraggi in gara, visionabili da oggi in streaming

Il Carbonia Film Festival in partenza oggi presenta in concorso otto cortometraggi selezionati, rappresentativi come sempre di realtà differenti, nel solco dei temi della manifestazione: lavoro e migrazioni. A differenza dei lungometraggi, visionabili gratuitamente in streaming per 48 ore dalla loro programmazione nel concorso, questi cortometraggi saranno disponibili per tutta la durata del festival, fino all'11 ottobre, sempre senz'alcun esborso, attraverso la piattaforma streaming del festival all'indirizzo online.carboniafilmfest.org. Andiamo a esaminare più da vicino questi lavori.

3 Logical Exits di Mahdi Fleifel esplora con amarezza quali siano le "logiche" via d'uscita di un palesinese nei campi profughi, per avere almeno una prospettiva di futuro. L'autore ha ricevuto il Premio per la Pace al Festival di Berlino per il suo debutto con A World Not Ours.
The Blue Star di Valentin Noujaïm tocca un tema di accettazione, in chiave però onirica: un uomo arabo con moglie francese e figlio meticcio desidera un mondo in cui la sua condizione non sia additata e foriera di persecuzioni. Una lontana Stella Blu risponde...

Character di Vera Brunner-Sung esplora invece la figura del settantenne caratterista americano Mark Metcalf, interprete di minacciose autorità, da Animal House fino a Buffy l'ammazzavampiri: come conciliare i limiti e vantaggi dell'essere identificato con un ruolo? E che responsabilità comporta?
Con Genius Loci di Adrien Mérigeau è tempo di animazione: una donna sola è affascinata in una notte dalla natura mistica del caos in una grande città. Come animatore, Mérigeau è stato collaboratore del famoso Tomm Moore per i suggestivi Il segreto di Kells e Song of the Sea.

E' una regista di origini nigeriane residente a Londra, Onyeka Igwe, a firmare il provocatorio The names have changed, including my own and truths have been altered (2019), dove si propone di indagare sul passato di suo nonno, una chiave per esplorare non senza difficoltà il trascorso della Nigeria, attraversando materiale d'archivio molto spesso alterato ad arte, come il titolo suggerisce con amarezza.
Con Salsa il regista argentino Igor Dimitri decide di raccontare la sensibilità musicale del suo paese rimanendo in una sala da barbiere, dove tra i clienti non mancano artisti, ballerini e musicisti.

La voce del singolo e di una collettività, in grado di opporsi ad autorità e razzismi, è alla base di South, diretto dal londinese Morgan Quaintance, che ha raccolto materiale da due proteste svoltesi nel South Side di Chicago e nel sud di Londra.
Con So What If The Goats Die (Qu'Importe Si Les Bêtes Meurent) si passa al racconto di finzione, ma sempre ancorato nel reale, perché la regista marocchina Sofia Alaoui racconta di un giovane pastore di capre, che in una situazione difficile si spinge con un mulo a cercare del foraggio, finché non giunge in un villaggio abbandonato...



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