
Diretto da Ridley Scott e tratto dal romanzo di Andy Weir, The Martian è una storia di sopravvivenza, coraggio e medoto.
La sopravvivenza mette a dura prova, fisicamente e psicologicamente. Lo sa Matt Damon che dopo essere stato soccorso su un pianeta in Interstellar, deve cavarsela da solo per 18 mesi su Marte in Sopravvissuto - The Martian. Nel film diretto da Ridley Scott, la NASA si ingegna su come riportare il suo astronauta Mark Watney sulla Terra mentre lui, che è principalmente un botanico, escogita uno stratagemma dopo l'altro per garantirsi di sopravvivere il più a lungo possibile. Come? Con coraggio, sangue freddo e, soprattutto, con metodo. Le due ore e venti del film sono ricche di paesaggi e di scienza, tradotta dal regista in suspense che ha il potere di legare noi spettatori alle sorti di Watney. Che l'aspetto scentifico sia verosimile o meno ci importa? Verosimile sì, che sia vero non è sempre necessario altrimenti non avremmo nemmeno il film.
The Martian: cos'è un sol?
Per prima cosa, dopo aver visto il film, abbiamo imparato che sol è il nome con cui viene chiamata una giornata solare su Marte. Mark Watney rimane sul pianeta rosso per 549 sol, pari a 564 giorni terrestri. La giornata solare di Marte infatti è più lunga di quella della Terra di circa 40 minuti. Questa informazione molto probabilmente non vi servirà a livello pratico, ma potrete rivendervela con un certo orgoglio quando parlerete del film.
The Martian: la tempesta così turbolenta è plausibile?
L'incidente che dà avvio alla storia è dovuto alla forte tempesta marziana, capace di rovesciare il modulo degli astronauti. La tempesta è turbolenta perché lo ha deciso l'autore del romanzo da cui è tratto il film, Andy Weir, ma l'aria su Marte è duecento volte più rarefatta di quella della Terra. Un vento di 160 km orari nella nostra atmosfera equivarrebbe a 18 km orari nell'atmosfera sostanzialmente priva di inerzia di Marte. Il vento non potrebbe quindi spostare oggetti pesanti e questo, per sua stessa ammissione, Weir lo sapeva quando stava scrivendo il libro. Semplicemente ha privilegiato le sue necessità narrative.
The Martian: coltivare concimando con escrementi umani
Watney recupera le evacuazioni imbustate del suo equipaggio e le amalgama al terreno marziano che precedentemente ha provveduto a raccogliere. Si crea così il suo orticello per coltivare patate (l'unico vegetale rimasto nella dispensa) in un ambiente chiuso della base dove crea acqua tramite condensazione. Per quanto sterile, il suolo del pianeta potrebbe davvero essere coltivabile e la combinazione ossigeno/acqua/escrementi è l'elemento essenziale per garantire l'attività microbiologica.
The Martian: il problema delle radiazioni
Nel film non è mai menzionata la questione delle radiazioni solari. Se sulla Terra non ci fosse l'atmosfera a fare da scudo, saremmo tutti abbrustoliti, e questo aspetto non è certo secondario su Marte che ha, come si diceva, un'atmosfera meno densa. Mark Watney non potrebbe camminare all'aperto per un anno e mezzo senza rischiare fortemente di ammalarsi di cancro. Non sappiamo in quale futuro sia ambientata la storia del film e se si sia trovata una soluzione per le radioazioni, ma a quanto pare la scelta degli autori è stata quella di non parlarne per non complicarsi la vita.
The Martian: come la mettiamo con la gravità?
Su Marte gli astronauti del film si muovono in modo molto simile a quello terrestre. Qui si è scelto di sorvolare, perché la forza di gravità sul pianeta rosso è inferiore del 30% circa rispetto a quella della Terra. Questo significa che i movimenti sarebbero simili a saltelli in slow motion, non come quelli lunari dove gli astronauti sarebbero ancora più leggeri. Un'accuratezza su questo aspetto avrebbe probabilmente fatto lievitare ancor di più i già alti costi del film.
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