
Chow Yun-Fat è Confucio nel film del 2010 di Hu Mei: uno sguardo al personaggio reale e a questa trasposizione.
Confucio (2010) è un film storico interpretato da Chow Yun-Fat, star del cinema di Hong Kong: come il titolo suggerisce, è la storia romanzata del filosofo origine della scuola di pensiero del confucianesimo. I suoi insegnamenti sono stati raccolti dai suoi discepoli nei Dialoghi, anche se naturalmente il lungometraggio di Hu Mei non è una lezione di filosofia. Riflettiamo comunque brevemente sul personaggio storico, poi prendiamo in considerazione il film.
Confucio, il filosofo del VI secolo A.C.
"Confucio" viene dal latino "Confucius", versione occidentalizzata del nome cinese Kǒng Fūzǐ. In Europa non fu noto prima del 1600, quando i Gesuiti iniziarono a studiare la letteratura cinese in seguito ai loro viaggi. Confucio però aveva vissuto un millennio prima: era nato nel 551 a.C. nello stato di Lu. La Cina non sarebbe stata unificata fino al 221 a.C. e l'epoca in cui operò il "maestro Kong" (questo il significato del suo nome) è definita dagli storici "Periodo delle primavere e degli autunni", caratterizzato da una parcelizzazione delle autorità, con scontri tra signori feudali, terminato poco dopo la morte del pensatore.
Secondo quello che è stato tramandato, il futuro filosofo nacque da una famiglia nobile decaduta e fu cresciuto dalla sua giovanissima madre, dopo la morte di suo padre. Tutto quello che si sa della sua esistenza lo si deve ai suddetti Dialoghi scritti dai suoi discepoli: si parla di un uomo frugale e rurale, che preferiva l'autosussitenza e gestiva bestiame. Si parla di una scuola filosofica che sulle prime attirò i sospetti e gli attacchi dei potenti, ma che nel corso della vita di Confucio fu invece abbastanza quotata da rendere il fondatore anche amministratore per conto del governatore della provincia, e in seguito forse persino ministro della giustizia. Prima di tornare nello stato di Lu e dedicarsi solo alla riflessione nell'ultima parte della sua vita, subì un esilio.
Le sue alterne fortune presso i potenti, che pure da nobile mirava a formare per il comando, era sicuramente dovuto a una visione della "leadership" (se ci si passa un termine così contemporaneo) esercitata da un uomo virtuoso, non necessariamente scelto per stirpe, in tale equilibrio con se stesso, col mondo e con la società da generare rispetto e obbedienza spontanei. Il pensiero di fondo faceva appello a incarnare il sapere del passato: da lì arrivavano rettitudine, giustizia, armonia nei rapporti sociali, per la costruzione di un'etica che partiva individuale e poi, se perseguita realmente, diventava etica collettiva. Empatia e lealtà verso il prossimo erano altri cardini del pensiero di Confucio.
Il Confucio contestato di Chow Yun-Fat
Portare sullo schermo Confucio non era un'impresa semplice, per la delicatezza dell'argomento. Inevitabilmente le polemiche hanno avvolto il lungometraggio ancora prima della sua uscita in patria. L'idea stessa che il ruolo del protagonista fosse affidato all'hongkonghese Chow Yun-Fat, star dei lavori migliori di John Woo, lasciava perplessi i puristi: da cantonese, avrebbe garantito la corretta pronuncia del mandarino? Oltretutto, la presenza nel film di momenti d'azione e persino romantici venne da molti giudicata inappropriata alla figura ascetica di Confucio (anche se il filosofo ebbe figli e pare, come abbiamo scritto, che sia stato coinvolto nella politica). Addirittura, poco prima della prevista uscita, nel dicembre 2009 uno dei discendenti di Confucio, Kong Jian, citò in giudizio la produzione dopo aver visto il primo trailer: oggetto della contesa era il presunto interesse sentimentale del pensatore con la concubina Nanzi.
Per colmo di umiliazione, alla sua uscita nel gennaio 2010, Confucio si trovò con la concorrenza di Avatar, all'epoca una delle poche uscite straniere consentite in quel mercato: realizzato il rischio di flop, la censura cercò di bandire Avatar con qualche scusa, per liberare sale per Confucio. Non funzionò: Avatar incassò l'equivalente di 40 milioni di dollari, Confucio si fermò a 18.600.000.
Licenze poetiche a parte, il film sembra per lo meno digeribile per un pubblico occidentale, che l'ha comunque vissuto a partire dal 2012 direttamente in home video e digitale.
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