Inteso come sequel di Grease – Brillantina del 1978, Grease 2 ha raggiunto il grande schermo qualche anno dopo, precisamente nel 1982, ma con un cast tutto diverso. Se il primo musical di successo ha potuto contare su John Travolta e Olivia Newton-John, il sequel invece ha scelto Michelle Pfeiffer come protagonista. A distanza di oltre quarant’anni da allora, l’attrice hollywoodiana ha condiviso la sua modesta opinione sul film, difendendolo a spada tratta.
Grease 2: Michelle Pfeiffer ricorda la sua prima, grande esperienza e la difende
A detta di Michelle Pfeiffer, Grease 2 è stata “una grande svolta” per la sua carriera all’epoca e per questo non ha che belle parole per il sequel musical. Dopo Grease, infatti, ha recitato in altri film di successo come Scarface, Le streghe di Eastwick, Batman – Il ritorno, Hairspray – Grasso è bello e più di recente invece è apparsa in Madre!, Maleficent – Signora del Male, Fuga a Parigi e Oh. What. Fun. L’attrice ha dato prova del suo talento anche in TV, recitando recentemente in The First Lady, The Madison e Margo ha problemi di soldi.
Ricordando gli inizi della sua carriera e il successo ottenuto grazie a Grease 2, l’attrice ha difeso il film ai microfoni di Variety: “Per le persone di una certa generazione, è uno dei loro film preferiti, o uno dei loro film preferiti tra quelli che ho girato. Mi sono divertita tantissimo. Ho potuto ballare, ho potuto cantare. Sì, è stata una grande opportunità per me”. Nel 2023, ai microfoni di Entertainment Weekly, l’attrice ha ricordato della sua audizione per il ruolo di Stephanie Zinone: “Non mi aspettavo minimamente di ottenere questa parte. Il mio agente mi ha spedito all’audizione credo soltanto per fare esperienza. Era un vero e proprio raduno di massa: c'erano attori, ballerini e cantanti ovunque, che entravano e uscivano per fare audizioni, e le pareti erano sottilissime. Tutti gli altri attori in attesa di entrare potevano sentire la tua lettura, potevano sentire il tuo canto. Io non ero una cantante. Stavo prendendo lezioni di canto per migliorare la mia voce da palcoscenico, su consiglio del mio insegnante di recitazione. E di certo non ero una ballerina”.
Ha ricordato come Grease avesse alzato troppo la posta in gioco, penalizzando il sequel che non ha ottenuto il successo sperato al botteghino: “Mi sentivo molto a disagio perché c'era un'enorme risonanza mediatica intorno al progetto. Sia io che Maxwell [Caulfield] eravamo degli sconosciuti. C'era un'intensa campagna di marketing incentrata su di noi. Ricordo una pubblicità che diceva 'Troppo hot'. E ho pensato: 'Oh mio Dio, che imbarazzo. E se la gente non mi trovasse attraente? Mi stanno imponendo a forza'. Ricordo di aver sentito molta pressione sulle nostre spalle affinché questo spot avesse successo. Perché il primo era stato amatissimo. Era davvero difficile eguagliarlo”, ha ricordato la Pfeiffer.
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