mercoledì 17 giugno 2026

Sean Penn, un poliziotto e il 6 gennaio (non quello della Befana, ma dell'assalto al Campidoglio)

Sean Penn, che se ne frega dei divieti e degli integralismi e che fuma al tavolo durante la serata di premiazione dei Golden Globe.
Sean Penn, che non va a ritirare l'Oscar come miglior attore non protagonista vinto per Una battaglia dopo l'altra perché sta in Ucraina e che dice che la statuetta la fonderebbe per ricavarne pallottole da dare a Zelensky.
Sean Penn, che dichiara che lui i selfie no, nemmeno se lo chiede l'ottuagenaria sopravvissuta alla Shoah con nipote disabile al seguito.
Sean Penn, ultimo ribelle, forse un po' un poser per alcuni, ma punta di diamante alla lotta contro l'ipocrisia del contemporaneo per tanti altri, ha annunciato un nuovo film da regista, e il tema è assolutamente in linea con il suo personaggio, i suoi interessi e la sua dimensione politica.
Ancora senza titolo, il film ripercorrerà infatti uno degli eventi più infami nella storia della democrazia statunitense e occidentale in senso ampio, ovvero l'assalto al Campidoglio avvenuto il 6 gennaio del 2021 da parte di gruppi insurrezionalisti tutti appartenenti alla galassia della nuova estrema destra americana, dal movimento MAGA (la scintilla per l'insurrezione fu infatti la sconfitta elettorale di Donald Trump contro Joe Biden) al Tea Party passando per quelli di QAnon, nazionalisti e suprmatisti bianchi di varia estrazione e milizie assortite.

Il film - che Penn ha anche scritto - sarà raccontato dal punto di vista di un agente di polizia coinvolto durante l'assalto, e dovrebbe concentrarsi su di questo personaggio, ispirato a un non meglio specificato agente realmente presente sul posto all'epoca. Se tutti indicano un interesse di e per Bradley Cooper come interprete di quel personaggio, meno chiaro sembra essere quanto le dichiarazioni ufficiali riguardo al film essere su "un'inaspettata storia d'amicizia" e suo il concentrarsi sulla vita del protagonista prima del 6 gennaio, siano tattiche rispetto al vero cuore tematico del film.
Sappiamo comunque benissimo quanto forti e radicate siano le convinzioni politiche di Penn, che fu visto prendere parte alle udienze pubbliche nel corso delle quali un comitato del Congresso investigò sui i fatti del 6 gennaio, che sembrerebbe alquanto strano Penn scelta di tenere semplicemente sullo sfondo. In quell'occasione, peraltro, Penn fu visto parlare con Michael Fanone, un agente della polizia di Washington che fu malmenato e rimase ferito il giorno dell'assalto, e che aveva un background da trumpiano ma anche un'amicizia con una sex worker nera e trans di nome Leslie.
Da notare anche che il film è targato Warner Bros., che sembrerebbe sul punto essere acquistata dalla Paramount di David Ellison, la cui famiglia è notoriamente vicina all'attuale Presidente degli Stati Uniti.



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