Uno dei pregi del regista spagnolo Alejandro Amenàbar è il suo eclettismo, sempre accompagnato da grande curiosità. I più lo conoscono e lo ricordano per The Others, il film con Nicole Kidman tratto da "Giro di vite" di Henry James e vincitore di 8 premi Goya. Altri lo rammentano per Abre los Ojos, di cui il film con Tom Cruise Vanilla Sky altro non era che il remake. Amenàbar, però, ama tanto anche la storia del suo paese, di cui ha narrato uno dei momenti più oscuri - la Guerra Civile spagnola del 1936 - in Lettera a Franco, che ricostruiva la vicenda personale dello scrittore e filosofo Miguel de Unamuno. Ne Il Prigionier0, in uscita il 10 giugno con Lucky Red, il regista si spinge decisamente più indietro nel tempo e ci restituisce, mescolando la realtà con la finzione, un pezzo di vita dell’autore spagnolo forse più famoso di sempre: Miguel de Cervantes alias l'autore di "Don Chisciotte".
Il Prigioniero si svolge nel 1575 ad Algeri, dove un giovane Cervantes viene catturato dai corsari ottomani dopo essere stato ferito in battaglia. Per non pensare alla morte imminente, comincia a inventare storie per i suoi compagni di prigionia, che le apprezzano sempre di più e ne desiderano ancora e ancora. Anche il bey di Algeri Hasan resta incantato dalle capacità affabulatorie di Miguel, e tra i due nasce un rapporto particolare insieme a un accordo: per ogni bella storia di Cervantes, il principe ottomano gli concederà ore o giornate di libertà. Il futuro scrittore accetta l'offerta e nel frattempo pianifica una fuga insieme ad altri prigionieri.
Leggendo biografie, saggi e documenti, Alejandro Amenàbar ha scoperto che Miguel de Cervantes fu effettivamente imprigionato al Algeri e ha colmato con l’invenzione i tanti vuoti di informazione su quegli anni difficili. Lui stesso ha scritto la sceneggiatura del film e ha affidato il ruolo del protagonista a Julio Peña, mentre a interpretare Asan ha chiamato il nostro Alessandro Borghi. Li vediamo entrambi, in una clip che vi mostriamo in anteprima esclusiva, mentre attraversano il palazzo del bey per poi recarsi nei suoi lussuosi appartamenti.
Oltre a rendere omaggio a Miguel de Cervantes, Alejandro Amenàbar ha voluto, con Il Prigioniero, celebrare il potere salvifico delle storie, che uniscono, infondono speranza e ci aiutano a rendere più sopportabili i momenti duri, un po’ come fa il cinema, che ci traghetta in mondi lontani e ci fa vivere avventure straordinarie.
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