Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente generoso per l’horror. Non nel senso banale del termine, ma in quello in cui un autore come Sam Raimi torna con un nuovo film e ci ricorda, senza sforzo, perché il suo nome è diventato sinonimo di cinema di genere. Ed è anche l’anno in cui una creepypasta online riesce a trasformarsi in puro terrore esistenziale sul grande schermo. E siamo solo a metà anno.
La cosa più interessante, però, è la varietà. L’horror continua a essere uno dei pochi territori davvero liberi, dove i registi possono osare senza compromessi. Può essere intimo o cosmico, ironico o devastante, oppure tutte queste cose insieme. Può trasformare una riunione di famiglia in un incubo, o rendere un semplice corridoio più inquietante di qualsiasi mostro. Ed è anche il genere in cui un giovane regista nato su YouTube, come Kane Parsons, può arrivare a firmare un horror per il cinema.
Ecco i 5 migliori film horror del 2026... finora.
Leggi anche 5 grandi film horror che compiono 10 anni nel 2026 (e dove vederli in streaming)Ben - Rabbia Animale: una scimmia rabbiosa diventa puro caos
Ben - Rabbia Animale recupera tutta la tradizione dei creature feature, quei film essenziali che partono da un’idea semplice e la portano all’estremo. La premessa è tanto immediata quanto inquietante: cosa succede quando uno scimpanzé già pericoloso diventa una forza di distruzione totale? Il film non perde tempo in spiegazioni. Lancia subito lo spettatore nel caos e lo costringe a reagire. Crudo, serrato e brutale, dimostra che l’horror non ha bisogno di miti complessi per funzionare: a volte basta un animale fuori controllo.
Obsession: il lato oscuro di un desiderio esaudito
Obsession, il nuovo horror di Curry Barker, racconta la storia di Bear, un giovane impacciato che lavora in un negozio di musica ed è segretamente innamorato della sua migliore amica e collega Nikki. Quando scopre un oggetto misterioso, il One Wish Willow, decide di usarlo per esprimere il suo più grande desiderio: che Nikki lo ricambi. Il desiderio si avvera subito… ma nel modo più inquietante possibile. Barker costruisce il vero terrore non sul rifiuto, ma sull’idea opposta: ottenere esattamente ciò che si vuole, scoprendo troppo tardi che un amore senza consenso non è amore, ma qualcosa di mostruoso.
Leggi anche Obsession vi ha sconvolto? Ecco 5 horror psicologici perfetti per voi (uno avrà presto un remake)28 Anni Dopo - Il Tempio delle Ossa: l’umanità dopo il virus
Ambientato decenni dopo la diffusione del Rage Virus, il film segue il giovane Spike (Alfie Williams) in un mondo ormai profondamente cambiato. In questo scenario post-apocalittico, si scontrano due visioni opposte del futuro: quella più compassionevole del dottor Ian Kelson (Ralph Fiennes) e quella fanatica di Sir Jimmy Crystal (Jack O’Connell). Il vero orrore, però, non è più il virus in sé, ma ciò che resta dell’umanità dopo la catastrofe. 28 Anni Dopo - Il Tempio delle Ossa offre un’interpretazione disturbante e fragile allo stesso tempo, dando vita a uno dei villain più memorabili della saga. Ciononostante, il film non ha fatto scintille al box office, mettendo in dubbio il futuro della trilogia.
Send Help: Sam Raimi torna a divertirsi
Con Send Help, il veterano Sam Raimi mette in scena due colleghi sopravvissuti a un incidente aereo su un’isola deserta. Costretti a collaborare per sopravvivere, scoprono presto che rancori, rivalità e tensioni personali possono essere pericolosi quanto la fame o la natura selvaggia. La trama è essenziale, ma è proprio questo il punto di forza del film: lascia spazio alla regia, che gioca con ritmo, immagini e tensione. Il risultato è un horror che riesce a far ridere e inquietare nello stesso momento, come solo i migliori autori sanno fare.
Leggi anche 3 horror di Sam Raimi da vedere dopo Send Help: uno è un cult intramontabileBackrooms: il terrore nato su Internet
Da fenomeno virale a film evento: Kane Parsons, giovanissimo regista emerso su YouTube, porta sul grande schermo Backrooms, dimostrando che il successo dei suoi short non era un caso. Il film espande la celebre creepypasta e segue un gruppo di persone intrappolate in un labirinto infinito, che esiste fuori dalla realtà. Il punto non è il mostro, ma la sensazione di disorientamento costante. Gli spazi liminali diventano il vero elemento horror, trasformando la realtà stessa in qualcosa di instabile e minaccioso. In un’epoca in cui l’horror tende a essere sempre più esplicito, Backrooms sceglie la strada opposta: lasciare lo spettatore sospeso, inquieto e senza punti di riferimento.
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