Un vero polverone e scandalo mediatico sta sconquassando Hollywood in queste ore, dopo un reportage del Los Angeles Times che ha citato una email di Phil Berk, ex capo della Hollywood Foreign Press, che organizza i Golden Globe. Righe in cui criticava il movimento Black Lives Matter e il suo cofondatore Patrisse Cullors, definendolo un “hate group”, un gruppo che diffonde odio. L’otto volte leader della stampa estera ha definito un “movimento di odio razzista”, in una email rivolta ai membri, alcuni dei quali hanno risposto con sdegno.
Inevitabile la grande polemica, considerando che nei mesi scorsi sono diventate sempre più furiose le critiche sulla mancanza di “diversità” all’interno dell’organizzazione, che non ha neanche un membro black, per non parlare delle ricorrenti accuse di gestione troppo allegra delle risorse finanziarie. La risposta più recente da parte dell’HFPA è stata un impegno per effettuare dei cambi sostanziali al suo interno, nominando anche un consulente per la diversità e annunciando per il 6 maggio una serie di riforme strutturali.
La riposta ufficiale della potente associazione, costituita da meno di 100 persone, è affidata a un comunicato inviato a Variety, in cui si dice: “Fin dalla sua fondazione, l’HFPA si è dedicata a costuire ponti e connessioni fra culture, creando comprensione maggiore fra retroterra diversi attraverso cinema e televisione. Quanto espresso dall’articolo circolato del sig. Berk rappresentano lui e solo sui, in nessuna maniera riflette le idee e i valori della HFPA, che condanna tutte le forme di razzismo, discriminazione e discorsi di odio, e ritiene un linguaggio e un contenuto del genere inaccettabile”. Sarebbero allo studio, inoltre, delle azioni disciplinari contro Berk.
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