mercoledì 25 gennaio 2023

Jeremy Renner stava cercando di salvare suo nipote quando è stato travolto dallo spazzaneve

Può sembrare la trama di un suo prossimo film e invece è accaduto davvero. Jeremy Renner è stato travolto da uno spazzaneve qualche settimana fa e, secondo un nuovo rapporto, pare che l’attore Marvel stesse cercando di salvare suo nipote. Un brutto incidente, quello che ha coinvolto l’interprete di Occhio di Falco nell’universo Marvel e che gli è costato, oltre al grande spavento, trenta ossa rotte ed un lungo periodo di guarigione. È stato Jeremy Renner a svelare ulteriori dettagli sulle proprie condizioni di salute. Dopo due operazioni e aver trascorso qualche settimana in ospedale, l’attore Marvel è tornato a casa.

Jeremy Renner e la verità sull’incidente: stava cercando di salvare suo nipote

Un nuovo rapporto dell’incidente emerso dall’ufficio dello sceriffo della contea di Washoe ha rivelato che Jeremy Renner stava cercando di mettere in salvo suo nipote dallo spazzaneve quando è avvenuto l’incidente. Secondo quanto emerso dal rapporto, l’attore aveva appena finito di trainare il camion del nipote dal vialetto di casa dopo che era rimasto bloccato sotto la neve. Per farlo ha avuto bisogno di utilizzare il suo gatto delle nevi, un veicolo che pesa circa 6500 chili. L’incidente è avvenuto il primo gennaio, periodo durante il quale gli Stati Uniti sono stati travolti da un’ingente quantità di neve com’è accaduto in Nevada. Dal rapporto dello sceriffo, è emerso nel dettaglio cos’è accaduto a Jeremy Renner. L’attore di Occhio di Falco, dopo aver trascinato il camion del nipote fuori dalla neve, è scivolato fuori dallo spazzaneve perché il veicolo ha iniziato a scivolare lateralmente, ma “senza azionare il freno di emergenza”. Quando ha capito che avrebbe potuto travolgere il nipote, ha cercato di risalire per fermarlo ma non è stato possibile. Nel tentativo di rientrare in cabina, arrampicandosi, “è stato trascinato sotto”.

Un registro delle chiamate al 911 pubblicato dalla CNN rivela che Jeremy Renner “è stato schiacciato sotto un grande gatto delle nevi con difficoltà respiratoria estrema e parte destra del torace collassata, la parte superiore del busto schiacciata”. Come riporta ScreenRant, mentre il gatto delle nevi ha continuato la sua corsa, l’attore è rimasto steso per terra ed è stato soccorso dal nipote e i suoi vicini, tra cui un medico che gli ha prestato primo soccorso in attesa dei paramedici. L’attore ha poi raggiunto l’ospedale in aereo e ha subito due interventi chirurgici rimanendo in terapia intensiva. Ora è a casa e su Instagram ha condiviso alcuni aggiornamenti:

Queste oltre 30 ossa rotte si ripareranno, diventeranno più forti, proprio come l'amore e il legame con la famiglia e gli amici si approfondiscono. Gli allenamenti mattutini e i propositi sono cambiati del tutto in questo particolare nuovo anno nato da una tragedia per tutta la mia famiglia e rapidamente trasformatosi in amore. Voglio ringraziare tutti per i messaggi e la premura per me e la mia famiglia. Tanto amore e apprezzamento a tutti voi.


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Romantiche, il trailer del primo film diretto da Pilar Fogliati

Pilar Fogliati debutta alla regia con Romantiche – Finché non ci sbatti la testa, una nuova commedia in arrivo a febbraio al cinema di cui è anche l’attrice protagonista. Si tratta del primo esperimento dietro la telecamera per Pilar Fogliati, che di recente ha conquistato senza difficoltà il pubblico di Netflix con la serie TV Odio il Natale. Distribuita durante le vacanze natalizie, la storia è stata fortemente apprezzata dagli utenti della piattaforma così come la performance di Pilar Fogliati. È anche vero che, molto prima di Odio il Natale, l’attrice si è fatta notare per aver recitato in altri progetti.

Romantiche, il trailer del debutto alla regia di Pilar Fogliati

Al cinema, infatti, ha debuttato con Forever Young, dopodiché è riapparsa in Gli indifferenti e Corro da te. La TV le ha dato maggiore spazio a partire da Che Dio ci aiuti fino a Un passo dal cielo, ExtraVergine, Mai scherzate con le stelle! e Cuori. Romantiche, però, è il suo primo esperimento come regista. Il film è definito il ritratto affettuoso ed ironico di quattro giovani donne, interpretate tutte da Pilar Fogliati, tanto diverse tra loro eppure simili nel modo in cui affrontano la vita fatta di insicurezze, desideri e paure. Nel primo trailer diffuso da Visual Distribution, Pilar Fogliati introduce le sue quattro protagoniste. Eugenia è un’aspirante sceneggiatrice che punta al pubblico di nicchia, Michela invece è una ragazza di provincia timida e composta. Tazia è una donna confidente, appassionata di sport e romana doc, invece Uvetta Budini Di Raso rappresenta, come specifica il trailer, “il frutto discreto dell’aristocrazia”.

Un progetto importante per l’attrice che figura come protagonista, regista e anche co-sceneggiatrice. Infatti ha affiancato Giovanni Veronesi e Giovanni Nasta nella stesura del copione. Nel cast, oltre a Pilar Fogliati, sono presenti Barbora Bobulova, Levante, Diane Fleri, Giovanni Toscano, Ibrahim Keshk, Emanuele Propizio, Giovanni Anzaldo, Rodolfo Laganà ed Edoardo Purgatori. Chicca delle chicche è anche la colonna sonora firmata da Levante, come dimostrato dal trailer accompagnato dalle note di Non me ne frega niente. Romantiche è atteso al cinema dal 23 febbraio 2023.



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Ricordiamo la grandezza di Paul Newman attraverso cinque film in streaming

Paul Newman nasceva in Ohio il 26 gennaio 1925. A partire dagli anni ‘50 ha regalato al pubblico americano e internazionale alcune tra le migliori interpretazioni della storia del cinema. Due in particolare - le troverete nei cinque film in streaming elencati di seguito - sono tra le nostre dieci preferite in assoluto, e spiegano alla perfezione il percorso professionale di Newman in un arco artistico incredibilmente complesso e variegato. Lasciandovi ai prossimi titoli vi auguriamo come sempre buona lettura.

Cinque grandi film in streaming interpretati da Paul Newman

  • Lo spaccone
  • Butch Cassidy
  • Diritto di cronaca
  • Il verdetto
  • Era mio padre

Lo spaccone (1961)

Come ha fatto l’Academy a non dare l’Oscar a Newman per Lo spaccone? Una prova istintiva e feroce, perfetto protagonista per un film il cui verismo non trova riscontri nel cinema hollywoodiano di quel periodo. Robert Rossen dirige un dramma umano su figure ai margini della società, che lottano per la propria affermazione personale o per sopravvivere in una giungla sociale acerrima e spietata. Film di impatto psicologico devastante, con Piper Laurie e un titanico George C. Scott a supporto. Opera maestosa. Disponibile su CHILI.

Butch Cassidy (1969)

Western che nasconde dietro il tono della commedia la sua elegia autunnale e crepuscolare nei confronti del genere. Newman forma con Robert Redford una delle coppie più famose della storia del cinema di tutti i tempi, in un film mainstream che possiede anche molti momenti sperimentali, come la magnifica sequenza di inseguimento da parte del gruppo di cavalieri minacciosi e sconosciuti. Butch Cassidy vince quattro premi Oscar e consacra i due attori come miti assoluti. Si ripeteranno quattro anni dopo con La stangata. Sempre di George Roy Hill. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Disney +.

Diritto di cronaca (1981)

Interpretazione di forza ed ambiguità incredibili per uno dei film più complessi degli anni ‘80. Sydney Pollack mette in scena Diritto di cronaca come una sfida tra la giornalista d’assalto Sally Field e la vittima di omonimia Newman in un gioco al massacro personale e sociale di rara raffinatezza. Un film che corrode lo spettatore, lo costringe e riflette e a scelte morali non semplici. Ennesima nomination per l’attore, di sicuro in una delle sue prove in chiaroscuro maggiormente riuscite. Da ammirare come sempre. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Il verdetto (1982)

Altro Oscar incredibilmente mancato per Newman, alla prova più dolorosa e tecnicamente sopraffina della seconda parte della sua carriera. Sidney Lumet mette in scena Il verdetto con una lucidità e una compostezza ammirevoli, facendone un film memorabile, spiazzante e intimo. Charlotte Rampling, Jack Warner e James Mason compongono il resto del cast da applausi. Che opera malinconica e raffinata, il meglio del meglio del cinema di impegno civile. Una delle migliori interpretazioni mai viste sul grande schermo. Perfetto contraltare di quella regalataci ne Lo spaccone. Indimenticabile. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Era mio padre (2002)

Il film di Sam Mendes non ha incontrato  a suo tempo il favore della critica, e sinceramente non capiamo perché. La messa in scena è di una raffinatezza esemplare, che fa di Era mio padre un gangster-movie autunnale e malinconico, in cui il senso di predestinazione soffoca l’anima del protagonista Tom Hanks. I suoi duetti con Newman sono semplicemente straordinari, con la sequenza della resa dei conti da inchino assoluto. Un film da rivalutare in toto, è bellissimo. Nomination all’Oscar come non protagonista per Newman, un commiato esemplare dalla storia del cinema scritta a caratteri cubitali. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW, Disney +.



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Terezin: al cinema dal 26 gennaio il film che racconta la storia dei musicisti rinchiusi nel ghetto

Tra i film in uscita il 26 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, c'è anche Terezin, opera prima del produttore Gabriele Guidi (figlio d'arte di Johnny Dorelli e Catherine Spaak), che attraverso la storia di due musicisti ebrei conviventi, il clarinettista italiano Antonio e la violinista cecoslovacca Martina, deportati da Praga a Terezin, a 60 chilometri dal capoluogo, assieme ad altri intellettuali e artisti, racconta una delle pagine più subdole e atroci dello sterminio nazista del popolo ebraico. Realizzato con il patrocinio delle Comunità Ebraiche italiane e in co-produzione con la Repubblica Ceca, il film è girato proprio nei luoghi del ghetto, attivo tra il novembre del 1941 e il maggio del 1944. Terezin era l'insediamento ebraico “modello”, nella propaganda nazista, da cui in realtà partivano quotidianamente per Treblinka e Auschwitz i treni dei deportati, in base alle liste che gli stessi rappresentanti ebrei erano costretti a stilare, mentre chi non moriva per il tifo o per le condizioni in cui era costretto a vivere e lavorare, veniva utilizzato, finché serviva, come manovalanza o intrattenitore e contribuiva suo malgrado alla grande beffa messa in atto dai nazisti, che alle “terme di Terezin”, come era chiamato il ghetto nell'ex fortezza di Theresienstadt, accolsero perfino il 23 giugno 1944 una visita della Croce Rossa internazionale, che non si accorse di niente. Furono molti gli artisti e gli intellettuali che non solo dalla Cecoslovacchia, ma dalla Germania, dall'Austria, da tutta l'area della Mitteleuropa, trascorsero in alcuni casi quasi quattro anni all'interno delle mura della fortezza, prima di essere liberati o stipati sui carri bestiame nei treni diretti a Est, verso lo sterminio.

L'arte prigioniera e la musica come arma di riscatto spirituale a Terezin

I personaggi che vediamo nel film di Guidi, a parte la giovane coppia, sono realmente esistiti. Tra le mura del ghetto, prima di essere assassinati ad Auschwitz, sono passati il direttore d'orchestra Rafael Schächter, che per "gentile concessione" dei carcerieri mise su un'orchestra coi pochi mezzi disponibili e coi valenti musicisti del campo, e rappresentò di fronte a prigionieri e ai gerarchi, alla presenza perfino di Adolf Eichmann, una memorabile versione del Requiem di Giuseppe Verdi, facendo della musica un'arma di riscatto, affermazione di identità e grido di condanna verso gli aguzzini, il compositore Hans Krása, che proprio in prigionia ultimò e rappresentò l'opera per bambini Brundibar, il compositore e direttore d'orchestra Viktor Ullmann e moltissimi altri. Il regime nazista, inizialmente, trovava poco diplomatico far scomparire tutti insieme gli artisti e gli intellettuali dell'ex impero austroungarico, per cui si servì di loro per la grande recita messa in scena agli occhi del mondo (gli internati furono anche costretti a realizzare e apparire in un film di propaganda), senza sapere che molti, prima di scomparire, avrebbero lasciato testimonianza, scritta o dipinta, della vita nel ghetto e dei soprusi subiti. Terezin è tristemente celebre anche per la grande quantità di bambini che vi furono rinchiusi e che, tranne pochissimi casi, vennero uccisi nelle camere a gas della loro ultima destinazione. Anche di di loro si parla nel film, dove li vediamo chini sui fogli da disegno o impegnati a cantare in Brundibar. I disegni e gli scritti con cui hanno raccontato la vita nel ghetto, oltre 4000, nascosti e sottratti alla distruzione, sono in mostra nel museo ebraico di Praga.

Gli attori del film e la verità storica

Nel film colpisce proprio l'aderenza alla verità storica dei fatti, ovviamente raccontata con le debite licenze poetiche, ma senza tradire la realtà. Dalla storia del campo è evidente la volontà del Reich di cancellare non solo ogni traccia fisica degli odiati ebrei, ma di annientare anche il parto delle loro menti migliori, che avrebbero arricchito il mondo in cui viviamo, come hanno fatto i pochi fortunati, scrittori, poeti, compositori e registi, che riuscirono a emigrare e a mettersi in salvo. In Terezin non si vedono scene cruente, e le esecuzioni e le morti sono fuori campo, ma il film rende in modo efficace la lotta spirituale di uomini spogliati di tutto, che all'arte e alla musica, patrimonio di tutta l'umanità al di là di confini e barriere, affidarono il loro grido di libertà. A interpretare Antonio è Mauro Conte, attore già visto in film come L'homme qu'on amait trop di André Techiné, Una questione privata e Sulla mia pelle. La sua amata nel film è l'attrice ceca Dominika Zeleníková, mentre nel ruolo del maestro Schächter offre una prova appassionata Cesare Bocci. Del cast italiano fanno parte anche Alessio Boni e Antonia Liskova, nel ruolo della sorvegliante che paga a caro prezzo il suo interessamento per i bambini. Terezin è prodotto da Santo Versace con Gianluca Curti, che affidano a questo film il compito di risvegliare una memoria oggi offuscata, che abbiamo il dovere di mantenere viva e tramandare, anche e forse soprattutto in tempi cupi e devastati dai conflitti come l'epoca in cui viviamo.



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Oscar 2023: Todd Field da attore per Woody Allen e Stanley Kubrick a sceneggiatore e regista pluricandidato dall'Academy

Ripercorriamo la carriera di Todd Field, da attore diretto da Woody Allen e Stanley Kubrick alla prima candidatura all'Oscar come regista per TÁR ma alla sesta se includiamo quelle come autore e produttore.

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Oscar 2023 - Andrea Riseborough è rimasta "allibita" dalla sua nomination come miglior attrice per To Leslie

To Leslie è sicuramente l'esempio lampante che, in fondo, agli Oscar tutto può accadere. La straordinaria protagonista della pellicola, Andrea Riseborough, ha infatti ottenuto la sua prima nomination per una pellicola priva di una distribuzione internazionale e totalmente assente, fino a questo momento, dalla stagione dei premi. Presentato al South By Southwest lo scorso anno, To Leslie ha letteralmente folgorato la critica e lo star system, che ha deciso di lanciare una vera e propria campagna social per "promuovere" la candidatura di Andrea Riseborough agli Oscar. Candidatura che poi è effettivamente arrivata, stupendo persino la stessa Riseborough.

To Leslie - La reazione di Andrea Risebourough alla nomination agli Oscar 2023 

Andrea Riseborough ha infatti immediatamente commentato l'annuncio della sua nomination, affermando di essere "allibita e sconcertata" per quanto accaduto:

Sono allibita, dico davvero. Non ho parole, è letteralmente un raggio di luce inaspettato. Era difficile credere che una cosa del genere potesse accadere, perché finora non siamo stati in corsa per nessun premio. Abbiamo ricevuto un sacco di elogi ma l'idea che una cosa come questa potesse davvero succedere è sempre stata lontana per noi.

L'attrice britannica - nota per il suolo ruolo in Birdman e per aver interpretato Wallis Simpson nel biopic W.E. - Edward e Wallis - è quindi riuscita a ritagliarsi un posto nella cinquina per la miglior attrice protagonista, sbaragliando una concorrenza spietata e deludendo alcuni dei pronostici. All'appello mancano infatti alcuni nomi dati quasi per certi, come quello di Viola Davis per The Woman King, di Olivia Colman per Empire of Light o di Margot Robbie per Babylon. Andrea Riseborough, del resto, non ha alcuna possibilità di vittoria, in una categoria che dovrebbe vedere trionfare, per la terza volta, Cate Blanchett. Altra potenziale vincitrice è, invece, Michelle Yeoh, protagonista del film evento dell'anno, Everything Everywhere All at Once. To Leslie, rimasto confinato nei circuiti indipendenti, ha incassato al box office circa 27.000 dollari, divenendo uno dei film candidati all'Oscar con il minor incasso di sempre. Nel frattempo, la campagna social promossa da star del calibro di Kate Winslet, Jane Fonda e Jennifer Aniston continua senza sosta. Winslet, in particolare, è stata fra le prime a sostenere To Leslie, partecipando ad una sessione di domande e risposte con Andrea Riseborough e il regista Michael Morris - definendo la performance dell'attrice "la più grande interpretazione sullo schermo che abbia mai visto". Vedremo dunque se la ritrovata popolarità porterà la pellicola ad una maggiore distribuzione e se, finalmente, sarà disponibile anche in Italia. 



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Angela Bassett è la prima attrice Marvel ad essere nominata agli Oscar

Angela Bassett si prepara a segnare la storia degli Oscar 2023. L’attrice è stata la prima ad ottenere una nomination nella categoria di migliore attrice non protagonista come rappresentante dell’universo Marvel. Il merito è da ricondursi alla sua performance in Black Panther: Wakanda Forever, sequel che ha riportato gli spettatori al cospetto del Wakanda in preda ad una profonda crisi. L’interpretazione della Regina Ramonda di Angela Bassett ha unito gli elogi di pubblico e critica e l’attrice, prima ancora di prendere parte agli Oscar 2023, per quel ruolo ha già ottenuto visibilità vincendo un Golden Globe ed un Critics’ Choice Award. In più ha ottenuto una nomination ai BAFTA.

Angela Bassett batte un altro record per la Marvel con gli Oscar 2023

Per il Marvel Cinematic Universe si tratta di un’altra prima volta. Angela Bassett ha battuto un altro record figurando tra le candidate per la migliore attrice non protagonista agli Oscar 2023. È anche vero che per l’attrice si tratta di una seconda esperienza agli Academy Awards. Circa trent’anni fa, ha incassato la prima nomination come migliore attrice protagonista grazie al biopic su Tina Turner What’s Love Got to Do With In. Così come è anche vero che finora l’MCU ha ricevuto notorietà agli Oscar. Ad esempio, quando il primo Black Panther è arrivato al cinema nel 2018, ha catturato l’interesse dell’Academy collezionando sette nomination, tra cui quella di miglior film, e ha portato a casa tre statue d’oro per la migliore colonna sonora, scenografia e costumi. Con gli Oscar 2023, Wakanda Forever ha guadagnato cinque nomination (anche se non per il miglior film questa volta), tra cui quella destinata da Angela Bassett.

L’attrice è destinata a vincere? Potrebbe, ma la concorrenza è ugualmente interessante. A concorrere per la stessa categoria Hong Chau per The Whale, Kerry Condon per Gli spiriti dell’isola, Jamie Lee Curtis e Stephanie Hsu entrambe per Everything Everywhere All at Once. Angela Bassett ha già vinto il Golden Globe 2023 per la stessa performance, potrebbe quindi replicare il risultato anche agli Academy Awards?



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