mercoledì 30 settembre 2026

Stasera in TV: Film da vedere Mercoledì 30 Settembre, in prima serata

Stasera in TV, Mercoledì 30 Settembre 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/XKcMq0r

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

martedì 29 settembre 2026

Disney e Dan Trachtenberg reinventano La bella addormentata nel bosco: tutto sul live action in arrivo

Disney non ne ha ancora abbastanza de La bella addormentata nel bosco e tra non molto proporrà al pubblico una nuova proposta cinematografica con il coinvolgimento di Dan Trachtenberg. Il regista di Prey e Predator: Badlands avrebbe stretto un accordo con gli Studios per portare in vita un’idea originale ispirata al classico d’animazione Disney su La bella addormentata nel bosco. Ma cosa sappiamo a riguardo?

La bella addormentata nel bosco, Disney propone un nuovo progetto live action con la regia di Dan Trachtenberg

Secondo quanto riferito da Deadline, il nuovo film ispirato a La bella addormentata nel bosco è da intendersi come un progetto live action attualmente sprovvisto di titolo e privo di collegamenti con i due film su Maleficent con protagonista Angelina Jolie. Il progetto, in fase di sviluppo iniziale, pare che porterà la storia verso una direzione completamente inedita. Dan Trachtenberg si occuperà della regia, ma ha anche ideato la storia con Rayna McClendon, la cui sceneggiatura è stata poi firmata da Alex Anfanger e Dan Schimpf.

Pur non avendo condiviso dettagli in merito alla trama, il nuovo film diretto da Trachtenberg non è da intendersi come il classico remake in chiave live action degli amatissimi film d’animazione, ma sarà piuttosto una storia che si ispira a quella de La bella addormentata nel bosco. Il regista figura anche come produttore insieme allo storico partner Ben Rosenblatt.

Il film d’animazione, diretto da Clyde Geronimi, Eric Larson, Wolfgang Reitherman e Les Clark, è stato realizzato sulla scia di successi come Biancaneve e i sette nani e Cenerentola, rifacendosi ad una fiaba popolare classica. Tuttavia il debutto al cinema nel 1959 non ha ottenuto l’effetto sperato, con un incasso iniziale deludente ed un’accoglienza poco entusiasta. Con il tempo, però, La bella addormentata nel bosco è stato ampiamente rivalutato ed è diventato uno dei film d’animazione Disney più amati e apprezzati. Nel 2014, Disney ha pensato di realizzare una sorta di spin-off live action dedicato a Malefica, la perfida strega che nel classico d’animazione ha maledetto la piccola Aurora alla nascita, condannandola ad un sonno eterno all'alba dei sedici anni. Nello spin-off, ad interpretare Malefica è Angelina Jolie.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/g7NGe5b

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Lina Sastri al Tropea Film Festival: “La casa di Ninetta, la storia di mia madre diventata film”

Ci storie che, prima di arrivare sullo schermo, attraversano una vita intera. È il caso de La casa di Ninetta, opera prima di Lina Sastri. Tutto è nato da un libro dedicato alla madre, diventato poi spettacolo teatrale e infine film. Un percorso lungo, intimo, che porta sul grande schermo il rapporto tra una figlia e sua madre, ma anche la storia di una famiglia, di una casa e di una città, Napoli, osservata attraverso il filtro della memoria.

Il film, presentato anche al Tropea Film Festival 2026, è il risultato di un progetto maturato per anni e affrontato da Sastri non soltanto come attrice e autrice, ma per la prima volta anche come regista e produttrice. Un'opera profondamente personale che, ci racconta l'autrice, temeva potesse rimanere troppo legata a chi quella storia l’aveva vissuta. È successo invece il contrario: La casa di Ninetta ha incontrato il favore pubblico nel circuito dei festival, ottenendo riconoscimenti come il Cult Movie Award all'Ischia Global Film & Music Festival 2024 e il Premio per la Migliore Regia Docufilm a Primo Piano sull'Autore – Festival Pianeta Donna 2025.

Dal libro al palco, fino alla macchina da presa

Il passaggio dalla pagina al cinema non è stato una semplice trasposizione. Ogni linguaggio ha permesso a Sastri di raccontare un volto diverso della stessa storia. A teatro c'era maggiore libertà, la possibilità di contenere tutto ciò che apparteneva alla memoria e alla riflessione. Con la sceneggiatura, invece, è arrivata la necessità di scegliere.

Altrimenti sarebbe venuto fuori un film di otto ore.

Il libro conteneva infatti una sorta di voce fuori campo, una visione più profonda della famiglia e una componente più spirituale. Il cinema ha imposto una selezione, ma le ha restituito qualcosa che gli altri due linguaggi non potevano darle: la possibilità di vedere concretamente quella realtà e, soprattutto, di tornare nei luoghi della propria memoria.

La casa che vediamo sullo schermo è realmente quella che Sastri aveva preso per la madre, malata di Alzheimer. È rimasta la sua casa a Napoli, anche se oggi l'attrice vive a Roma. Anche per questo il tempo ha avuto un ruolo particolare nella lavorazione. Il film è stato girato circa due anni fa e oggi, osserva Sastri, Napoli è cambiata rapidamente: più turisti, più b&b, bar e bistrot, una città diventata quasi "un mercato a cielo aperto". Girare oggi quelle stesse scene, negli stessi luoghi, sarebbe probabilmente molto più complicato.

Tre attrici per una sola Ninetta

Uno degli elementi più delicati del film è la scelta di raccontare Ninetta attraverso tre età diverse, affidandola a Francesca Tizzano, Maria Pia Calzone e Angela Pagano. Tre corpi, tre sensibilità, tre momenti della stessa esistenza.

Per Sastri, però, il principio era semplice: scegliere l'interprete giusta. Angela Pagano, scomparsa a luglio 2024, era la grande attrice con la quale Lina Sastri ha debuttato da giovanissima in Masaniello. Affidarle il ruolo della Ninetta anziana significava dunque creare un ponte tra la propria storia artistica e quella della madre raccontata nel film.

Per Maria Pia Calzone, invece, la scelta nasceva anche da una somiglianza cercata non tanto nella riproduzione fisica, quanto nella presenza: i colori chiari, la grazia e la dolcezza, insieme a una necessaria maturità. Le scelte attoriali, spiega Sastri, sono state molto ponderate. Prima di dirigere gli interpreti ha voluto incontrarli, parlarci e capire se fossero davvero le persone giuste per abitare quel mondo.

Una regia senza formule

L'esordio dietro la macchina da presa è arrivato dopo decenni trascorsi davanti all'obiettivo. Nel corso della sua carriera, Lina Sastri ha lavorato con registi come Nanni Moretti, Pupi Avati, Giuseppe Tornatore e Woody Allen. Un'esperienza che avrebbe potuto trasformarsi in un bagaglio di regole da applicare alla prima regia.

È accaduto invece qualcosa di diverso. Sastri racconta di non essersi chiesta se dovesse riprodurre ciò che aveva osservato sui set o, al contrario, fare tutto diversamente. Non ha cercato una formula. Ha cercato ciò che voleva vedere.

L'ho girato veramente come se fosse già montato.

È forse questa una delle chiavi del film: la macchina da presa non doveva interpretare la memoria al posto suo, ma darle una forma precisa. La regia nasce da una visione che, in qualche modo, era già presente nella mente dell'autrice.

Una storia privata che è diventata di tutti

Il timore iniziale era comprensibile. Raccontare la propria madre e la propria famiglia significava esporsi alla domanda più difficile: perché dovrebbe interessare agli altri? Lina Sastri confessa di aver avuto proprio questa paura. La storia di Ninetta è quella di una madre, di una moglie alle prese con un marito difficile, con il passato e con la malattia. Una vicenda particolare e, allo stesso tempo, profondamente comune.

La risposta è arrivata dal pubblico. Chi ha visto il film ha iniziato a restituirle letture diverse, riconoscendo nella vicenda qualcosa di proprio. Persino interpretazioni che l'autrice non aveva inizialmente immaginato: in un'occasione, uno spettatore ha letto nel film anche la possibilità di interrogarsi sul tema dell'eutanasia.

Tra i temi emersi dalla nostra conversazione c'è anche quello della rappresentazione femminile. Alla domanda sulla presenza nel cinema italiano di personaggi femminili ancora poco raccontati, Sastri allarga immediatamente il campo: non soltanto le donne anziane, ma quelle "dai 40 in su", arrivando persino a spostare il confine ai 35 anni. È un tema che attraversa anche La casa di Ninetta, con una donna raccontata non soltanto in relazione alla propria età, ma attraverso la complessità di una vita, dei sentimenti, delle relazioni e della memoria.

Da Napoli a Tropea, i sentimenti parlano a tutti

Portare La casa di Ninetta in Calabria significa anche mettere in dialogo due territori del Sud apparentemente diversi, ma accomunati da una forte centralità dei legami familiari e dei sentimenti. Sastri vede una differenza di carattere tra Campania e Calabria, ma ritiene che esista un terreno comune che va oltre le appartenenze geografiche: l'amore tra una madre e una figlia, il tradimento, il dolore.

I sentimenti basilari nella vita non cambiano mai.

Il percorso dell'artista, ad ogni modo, è ben lontano dall'essere concluso. Anche il cortometraggio La mancanza, proiettato al Tropea Film Festival, nasce da una vicenda personale: quella del Covid e della morte del fratello. Parallelamente, l'attrice e regista ha già scritto una nuova storia, questa volta una commedia leggera, ed è alla ricerca di una produzione che possa portarla sullo schermo.

Ma anche cambiando registro, secondo Sastri, si finisce spesso per tornare allo stesso punto. "Gli autori raccontano sempre la stessa cosa", dice, citando anche i poeti: la stessa tematica prende forme diverse, perché "ognuno di noi ha un nodo del cuore". Forse è proprio quel nodo ad aver permesso alla sua opera prima di superare i confini del racconto autobiografico. Il film parte da una storia precisa, quella di Lina e di sua madre, ma nel momento in cui arriva agli spettatori smette di appartenere soltanto a chi l'ha vissuta.

E tra le cose più belle che Lina Sastri racconta di aver ricevuto dal film c'è proprio questa trasformazione: incontrare a Napoli persone che ancora ricordano Ninetta. Scoprire che quella storia non è rimasta soltanto sullo schermo, ma è entrata nella memoria di chi l'ha guardata. Non c'è più soltanto la mamma di Lina. C'è Ninetta, un personaggio capace di lasciare una traccia nella memoria degli altri.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/59Vvnzs

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

lunedì 28 settembre 2026

Oggi nasceva Michelangelo Antonioni: ecco per voi i migliori film in streaming del grande regista

Il 29 settembre 1912 nasceva a Ferrara il genio cinematografico di Michelangelo Antonioni. Nessun altro cineasta ha saputo quanto lui portare sul grande schermo il malessere esistenziale dell’essere umano, trasformandolo in esperienze visive ed emozionali  impossibili da dimenticare. Ecco per voi cinque dei suoi migliori film in streaming. marca purtroppo all'appello delle piattaforme Professione: reporter, capolavoro del 1975 con un grande Jack Nicholson. Buona lettura.

Cinque film in streaming diretti dall'indimenticato Michelangelo Antonioni

  • L’avventura 
  • Deserto rosso
  • Blow Up
  • Zabriskie Point
  • Al di là delle nuvole

L’avventura (1960)

Il film che impone definitivamente Antonioni e la sua poetica traccia un solco netto nella storia della nostra cinematografia. Diretto in condizioni produttive quasi proibitive, L'avventura sfrutta magistralmente gli scenari naturali stilizzati delle isole Eolie e della Sicilia per creare un’ambientazione che riflette lo spaesamento psicologico e sentimentale dei protagonisti. Monica Vitti viene lanciata nell’Olimpo del cinema mondiale, Lea Massari e Gabriele Ferzetti a supporto sono semplicemente eccezionali. Premio della Giuria a Cannes, questo film decostruisce la narrazione temporale per costruirne una interna, mentale di potenza unica. Disponibile su Rakuten TV, Amazon Prime Video.

Deserto rosso (1964)

Leone d'Oro a Venezia per il film che vede ancora una volta protagonista la “musa” Monica Vitti insieme a un altrettanto intenso Richard Harris. Deserto rosso sfrutta questa volta gli alienanti scenari industriali del Nord Italia per raccontare una nuova storia di isolamento, dolore e alienazione. La fotografia straordinaria di Carlo di Palma incornicia i personaggi dentro dominanti cromatiche che li siolano tra di loro e dal resto del mondo. Altro film di rottura, scandito da un lavoro sull’immagine e sul suono di fattura incredibile. Uno dei migliori e più complessi lungometraggi degli anni ‘60, e non soltanto per quanto riguarda la nostra industria. Raggelante e bellissimo. Disponibile su Infinity +, Amazon Prime Video.

Blow Up (1966)

Altro capolavoro incredibile, che questa volta ribalta le coordinate dello spaesamento quando il protagonista si ritrova a dover indagare la realtà, la sua realtà, filtrandola attraverso la riproduzione fotografica. David Hemmings come protagonista di Blow Up è intenso e perfetto, Vanessa Redgrave seducente, la Swinging London come teatro di questo sparsamente percettivo si fa cornice insostituibile. Palma d’Oro a Cannes, nomination all’Oscar per la regia e sceneggiatura. La sequenza del “disvelamento” è di una potenza espressiva inarrivabile. Un film superbo, mai manierista eppure composto da un ritmo interno personalissimo. A livello mainstream, il capolavoro di Antonioni. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Zabriskie Point (1970)

Un lungometraggio che diventa immediatamente simbolo della controcultura grazie soprattutto alla leggendaria sequenza finale. Storia di ribellione giovanile che si consuma nel deserto che rappresenta il vuoto cosmico, quello dei sentimenti e dei valori, della civiltà e delle istituzioni. Mark Frechette e Daria Halprin sono protagonisti indimenticabili di Zabriskie Point, film di confine che Antonioni spinge fino ai confini delle sue potenzialità cinematografiche. Il risultato è spiazzante, straordinario da vedere, forse vagamente compiaciuto ma impossibile da dimenticare. La sequenza dell’esplosione finale è entrata di diritto nella storia del cinema, un momento vigoroso e intenso come pochi altri. Notevole esercizio di stile, con un cuore comunque vibrante. Disponibile su Apple Itunes.

Al di là delle nuvole (1995)

Diretto a quattro mani con l’amico geniale Wim Wenders, Al di là delle nuvole rappresenta una sorta di canto del cigno per Antonioni, che cuce quattro storie separate tra loro attraverso un filo narrativo estremamente tenue, ma ideale per riassumere il suo discorso sull’amore, sulle relazioni umane, sulla perdita e la confusione esistenziale. Un lungometraggio con un cast incredibile che comprende John Malkovich, Sophie Marceau e Kim Rossi Stuart. Non tutto funziona, alcuni momenti sono piuttosto impalpabili, ma il tocco profondo e sensibile di Antonioni fa spesso capolino. Progetto che merita di essere visto anche non fosse che per la grazia con cui è stato girato. Disponibile su Amazon Prime Video.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/3nUvPFC

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Avengers Endgame Extra primo al boxoffice italiano del weekend, spopola ovunque

Avengers Endgame Extra ha confermato la ritrovata vitalità del Marvel Cinematic Universe al boxoffice italiano del weekend, ma non solo qui da noi, dove la riedizione è partita con 2.308.600 euro (fonte Cinetel), perché nei soli Stati Uniti ha raccolto 26 milioni di dollari, con un introito mondiale da 86 (fonte Boxofficemojo). La nuova versione dell'epico cinecomic del 2019 contiene quattro scene aggiuntive che lo collegano meglio al prossimo Avengers: Doomsday, nelle sale dal 16 dicembre, sempre diretto dalla premiata ditta Anthony & Joe Russo. Al momento questa nuova versione, intitolata Avengers Endgame Encore negli USA, nei calcoli degli incassi si tiene separata dalla precedente, ma se sommassimo questi 86 milioni al mostruoso totale dell'edizione originale, il colosso arriverebbe ormai a 2.971.439.100 dollari d'incasso totale mondiale: entro la fine della settimana superererebbe i 3 miliardi!

In materia di uscite fuori dai canoni, non è sminuibile nemmeno il grande risultato del film-concerto Ultimo - Tutto. Live a Tor Vergata, diretto da Giorgio Testi, ripresa della performance da 250.000 spettatori all'Università di Roma Tor Vergata, avvenuta il 4 luglio 2026. L'amatissimo cantante romano in sei giorni ha registrato 2.641.000 euro (precisamente un secondo posto da 1.397.000 nel weekend), ulteriore tassello di una popolarità che sta segnando una generazione... e forse più di una.
Debutto in terza posizione per Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio di David Ayer con Brad Pitt, storia di un agente delle Forze Speciali disperso in Alaska col suo cane. Il dramma d'azione ha debuttato da noi con 930.000 euro, che diventano 1.043.400 se si calcolano le anteprime. Nel mondo viaggia sui 50 milioni di dollari, con un esordio poco energico da 20 negli USA. Stando a Variety è costato un'ottantina di milioni, per cui potrebbe andare in rosso, nonostante la star coinvolta.
Cade dal primo al quarto posto il beffardo Resident Evil di Zach Cregger con Austin Abrams, omaggio all'omonima saga videoludica horror targata Capcom: in Italia il suo totale ammonta a 2.717.300 euro (790.700 racimolati nel weekend), mentre nel mondo il film Sony ha totalizzato finora 196.476.250 dollari. Il budget di 75 milioni citato da Variety è stato appena giustificato nero su bianco.
Slitta dalla terza alla quinta posizione la caustica commedia The Invite - Il piacere è tutto nostro di e con Olivia Wilde, nella finzione sposata con Seth Rogen: insieme sono una coppia destabilizzata dai vicini disinibiti Edward Norton e Penélope Cruz. Registra altri 395.000 euro, toccando il 1.340.670. Nel mondo ha totalizzato 57.430.000 dollari, su una spesa di 15 milioni stando a Deadline: è andata bene.

Il box office completo del weekend



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/YyRL5Oh

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

domenica 27 settembre 2026

I migliori film in streaming di Riz Ahmed, nel cast di Digger con Tom Cruise

L’arrivo nelle sale di tutto il mondo di Digger, che vede protagonista assoluto Tom Cruise, ci regala anche il ritorno al cinema del comprimario di lusso Riz Ahmed. L’attore e musicista britannico negli ultimi anni ha collezionato una serie di interpretazioni di valore, che ne hanno dimostrato la versatilità e lo hanno addirittura portato a un passo dall’Oscar. Ecco i suoi cinque film in streaming che preferiamo. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Riz Ahmed, nel cast di Digger con Tom Cruise

  • Lo sciacallo - Nightcrawler 
  • Jason Bourne 
  • Sound of Metal 
  • Fingernails - Una diagnosi d’amore 
  • Relay: Informazioni pericolose 

Lo sciacallo - Nightcrawler (2014)

Per l’esordio alla regia di Dan Gilroy Ahmed lavora come spalla di un mefistofelico e portentoso Jake Gyllenhaal, divoratore delle news in tempo reale che si aggira per una Los Angeles notturna e asfissiante in cerca di sangue. Lo sciacallo - Nightcrawler è un thriller con venature da commedia nera che possiede dei momenti di cinema capaci realmente di metterti a disagio. Commento acerrimo nel nostro modo ossessionato dalla visione, sia essa la verità o meno, il film di Gilroy è un lungometraggio sporco e cattivo ma nella maniera giusta, perchè ti costringe a fare i conti con le tue pulsioni peggiori e comprendere che le abbracci piú spesso di quanto non vorresti. Nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, ne avrebbe probabilmente meritate altre. Ottima prova di Ahmed. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Jason Bourne (2016)

Altra collaborazione preziosa per Ahmed con Paul Greengrass, che dirige ancora una volta Matt Damon nelle avventure della spia senza memoria. Jason Bourne è un altro film di spessore, che si confronta con problemi del nostro mondo contemporaneo facendolo come sempre dentro la cornice del grande spettacolo hollywoodiano. Vincent Cassel come antagonista è notevole, Tommy Lee Jones e Alicia Vikander a supporto efficaci. Un film che non ottiene il successo di critica e pubblico dei precedenti ma si conferma prodotto forte, saldo, carico di un’energia quasi disperata. Altro fiore all’occhiello nella filmografia di Ahmed. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

Sound of Metal (2019)

Per Ahmed arriva la prima nomination all’Oscar grazie alla vicenda di questo musicista di heavy Metal che si ritrova a perdere l’udito e vedere il proprio mondo completamente rovesciato. Sound of Metal è un dramma di enorme impatto emotivo, che vede nel cast anche una bravissima Olivia Cooke e il sempre efficace Mathieu Amalric. Momenti di enorme spessore, prove d’attore che non si dimenticano, un finale che dona speranza. Film indipendente che ottiene anche la nomination all’Oscar per il film e la sceneggiatura e vince le statuette per montaggio e sonoro. I duetti con il suo nuovo mentore Paul Raci sono portentosi. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes.

Fingernails - Una diagnosi d’amore (2023)

Quando si ha a disposizione un trio di attori carismatico e talentuoso come Riz Ahmed, Jessie Buckley e Jeremy Allen White, è difficile sbagliare il film. E infatti il regista Christof Nikou non lo fa, realizzando un piccolo film che adopera l’assunto iniziale fantascientifico per elaborare una dissertazione sull’amore romantica e dolcissima, ma anche profonda nel suo essere drammatica. Fingernails - Una diagnosi d’amore soprattutto nella prima parte si poggia sulle interpretazioni  notevoli dei protagonisti, mentre nella seconda sviluppa maggiormente la storia malinconica e commovente. E il finale “aperto” ci regala Ahmed e la Buckley al meglio delle loro possibilità. Il che davvero non è poco. Disponibile su Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Relay: Informazioni pericolose (2024)

Un David MacKenzie, sempre efficace quando si tratta di inserire discorsi contemporanei nel cinema di genere, sfrutta al meglio il carisma del protagonista Ahmed e la sensibilità di Lily James per questa storia di spionaggio industriale molto ben orchestrata. Sam Worthington e Willa Fitzgerald sono antagonisti credibili, la trama è ben orchestrata, la messa in scena “povera” ma decisamente non banale. Relay: Informazioni pericolose è una partita a scacchi che si dipana con intelligenza e discreto senso dello spettacolo. Il finale è interessante, ci si arriva con la tensione giusta. Da vedere per divertirsi con intelligenza. Conferma dell’intelligenza di Ahmed nello scegliere ruoli perfetti per lui. Disponibile su Apple Itunes, Amazon Prime Video.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/B5XkfOa

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Brad Pitt e il calvario sul set di Intervista col vampiro: il bizzarro motivo rivelato dal regista

Ancor prima di diventare una Serie TV, il romanzo di Anne Rice Intervista col vampiro è diventato un film: correva l’anno 1994 e a guidare il cast furono Tom Cruise e Brad Pitt. A distanza di oltre 30 anni, il regista Neil Jordan ha raccontato di più dell’esperienza dietro le quinte, commentando nello specifico la trasformazione di Brad Pitt in una creatura della notte.

Interpretare un vampiro ha comportato diverse rinunce agli occhi di Brad Pitt: per Intervista col vampiro, l’attore ha trascorso molto tempo sul set di notte, alle prese con make-up e lenti a contatto. A distanza di tempo, anche il regista ha offerto il proprio retroscena sul lavoro svolto dietro le quinte offrendo una prospettiva diversa.

Intervista col vampiro, il regista affronta le difficoltà di Brad Pitt durante le riprese: “Doveva stare appeso a testa in giù ogni mattina”

Ai microfoni di Collider, ha spiegato: “Spesso accade con il personaggio centrale. Prendiamo ad esempio Tom Jones: il personaggio che racconta la storia può diventare il meno dinamico dell'intera vicenda, perché è colui al quale vengono fatte le cose. David Copperfield è il personaggio più dinamico di David Copperfield? No. Pip è il personaggio più dinamico di Grandi speranze? Tutti ricordano Estella, Miss Havisham e l'orribile criminale che le lega, ma non si ricordano molto di Pip. E questa è, per molti versi, la natura stessa della narrazione”.

In merito al ruolo meno dinamico assegnato a Pitt, il regista ha tirato in ballo l’autrice del romanzo: “Anne aveva scritto una sorta di romanzo vittoriano tradizionale quando ha scritto Intervista col vampiro e quella era la parte che Brad interpretava. Ha avuto difficoltà, ma solo quando siamo arrivati a Parigi. Non so, credo che la cosa lo abbia un po’ demoralizzato”. Al regista non è dispiaciuto girare principalmente di notte, un dettaglio che invece non è stato apprezzato dal resto del cast: “Ho adorato girare di notte per questo film. Era come fare il turno di notte per sei mesi. Come regista è fantastico perché puoi controllare tutto ciò che entra nell'inquadratura. Non devi aspettare che sorga o tramonti il ​​sole, le nuvole e tutto il resto. Tutto è illuminato, tutto è girato, tutto è deciso e progettato. Ma per gli attori, sono sicuro che sia stata una vera scocciatura”.

Anche la trasformazione di Brad Pitt in Louis non è stata una passeggiata: “Considerato il modo in cui avevo ideato i vampiri e come dovevano apparire, Brad doveva stare appeso a testa in giù ogni mattina e farsi truccare il viso. Doveva indossare le lenti a contatto, e anche Tom. È stata un'esperienza dura per un attore, e capisco perché si sia sentito turbato. Ma mi è piaciuto molto girare con lui. All'epoca eravamo amici. Non lo vedo da tanto tempo, ma eravamo molto legati. Anche alla fine delle riprese, eravamo ancora molto uniti. Quindi, se ha avuto difficoltà a girare, non so cosa dire. Parlate con lui”.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/Vmlp5ER

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Ortigia Film Festival 2026, i premi della ventottesima edizione: trionfa La Gioia di Nicolangelo Gelormini

Si è conclusa il 25 settembre, con la cerimonia di premiazione, la ventottesima edizione di Ortigia Film Festival, il festival del cinema della città di Siracusa diretto da Lisa Romano e Paola Poli che ha portato nell’isola che costituisce la parte più antica della città siciliana film italiani e internazionali, incontri con autori e interpreti, documentari, cortometraggi e appuntamenti dedicati alla formazione e alle nuove generazioni.

La giuria del concorso Lungometraggi - Opere prime e seconde, presieduta da Carla Signoris e composta da Gloria Satta e Fabio Segatori, ha scelto La Gioia di Nicolangelo Gelormini come Miglior Film, con la seguente motivazione:

Pur essendo ispirato a un agghiacciante delitto realmente avvenuto, il film trascende la cronaca per indagare con grande profondità psicologica le dinamiche morbose e distruttive che hanno determinato i fatti. Il regista evita la ricostruzione documentaristica a favore di un racconto intessuto di tensione, che racconta una relazione dominata da inganni e manipolazioni, senza mai giudicare i personaggi, interpretati dagli straordinari e coraggiosi Valeria Golino, Saul Nanni e Jasmine Trinca.

Il Premio per il Miglior Interprete è andato, ex aequo, a Babak Karimi e Ivar Wafaei per Balcanica di Nicola Sorcinelli. Ecco la motivazione della giuria:

Nel ruolo di padre e figlio musicisti afgani, in fuga dai talebani che hanno bandito ogni forma d’arte, ci portano nel pieno della tragedia dei migranti. Nel corso di quel loro viaggio infinito attraverso gli scenari desolati della rotta balcanica, la loro fatica e la loro sofferenza diventano le nostre. La loro interpretazione drammatica eppure asciutta abbatte il confine tra schermo e platea. Ed emoziona senza un filo di sentimentalismo.

Hanno vinto il Premio Miglior Sceneggiatura, per La Gioia, Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori, Nicolangelo Gelormini e Chiara Tripaldi con la seguente motivazione:

Una scrittura che ha saputo trasformare una storia vera in un racconto che non cede mai alla tentazione della cronaca, della spiegazione o del giudizio. Una scrittura essenziale, capace di restituire personaggi complessi e profondamente umani senza assolverli o condannarli, lasciando agli attori lo spazio per esplorarne contraddizioni, fragilità e zone d’ombra. Una sceneggiatura che non cerca il compiacimento né l’effetto, ma affida ai gesti, alle parole e ai silenzi il compito di raccontare ciò che, in una vicenda come questa, sarebbe stato fin troppo facile spiegare.

Una Menzione Speciale è andata a Edoardo Pesce per la sua performance ne Il Grande Giaffa di Marco Santi. Questa la motivazione della Giuria:

Per la sua versatilità e il coraggio che lo hanno portato, fin dall’inizio della carriera, a passare dai ruoli ironici a quelli drammatici con la stessa credibilità e intensità, sempre al di fuori dagli stereotipi. Bravissimo tanto nei panni di personaggi complessi, violenti o marginali come il pugile di Dogman, quanto in quelli remissivi e apparentemente perdenti come il protagonista di Il Grande Giaffa, Edoardo è stato anche un godibile Alberto Sordi giovane. E si conferma come uno dei talenti più solidi su cui oggi può contare il cinema italiano.

Per il Concorso Internazionale Documentari, la giuria presieduta da Mattia Colombo e composta dagli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia - sede Sicilia ha premiato Where the Waves Took Her di Jana Stallein con il Premio CSC Sebastiano Gesù Miglior Documentario. Auber 99 di Giuseppe Schillaci ha avuto invece una Menzione Speciale.

Tra gli altri riconoscimenti di Ortigia Film Festival ricordiamo il Premio Speciale OFF18/2026 a Scarpe Rotte di Roberta Torre, assegnato dalla Direzione Artistica, Il Premio Banco BPM alla Carriera, andato a Carla Signoris e il Premio all’Eccellenza cinematografica OFF18/2026 a Peter Greenaway e Claudia Gerini, che hanno incontrato il pubblico di Ortigia Film Festival nel corso della settimana nel corso della manifestazione. Ecco le due motivazioni:

A Peter Greenaway, per aver fatto del cinema un luogo in cui la pittura prende vita e il racconto si fa visione. Da I misteri del giardino di Compton House a Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante, da L’ultima tempesta a The Pillow Boo”, Greenaway ha costruito un cinema inconfondibile, nutrito di pittura, musica, architettura, teatro e letteratura. Un universo in cui corpi, parole, colori e composizioni diventano materia narrativa e in cui ogni film nasce dall’incontro tra arti diverse. Un autore che ha scelto di non adattarsi al cinema, ma di reinventarlo, con la libertà di chi ha sempre osato oltre il tempo, oltre i confini del racconto e delle forme, continuando a spingere lo spettatore verso nuovi territori della visione.
La cintura nera di Taekwondo che ha ottenuto per meriti sportivi è forse la miglior sintesi delle qualità artistiche di Claudia Gerini, che con l'applicazione ferrea e con grande forza di volontà ha ottenuto risultati straordinari nello spettacolo italiano. Ironica e divertita per il suo mentore Carlo Verdone e per i fratelli Manetti, ha saputo ricoprire ruoli drammatici intensi per Giuseppe Tornatore, Sergio Castellitto e Mel Gibson. Si è dedicata alle opere prime e ai film diretti da registe. Ha affrontato con originalità la regia, la canzone e persino il doppiaggio di una memorabile Barbie in Toy Story. Di lei Enrico Lucherini, grande esperto e pungente esegeta del divismo, diceva: “È l’unica attrice italiana che puoi mettere dappertutto e saprà sempre essere a suo agio".


from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/zLey5g8

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Avengers: Endgame Extra, un dettaglio che tutti hanno ignorato smentisce una teoria su Loki

Le nuove scene di Avengers: Endgame Extra sono finalmente arrivate al cinema e stanno alimentando nuove teorie sul futuro del Marvel Cinematic Universe. Il ritorno del film dei fratelli Russo non si limita infatti ad aggiungere qualche minuto alla storia: le quattro scene inedite contengono diversi indizi su Avengers: Doomsday e introducono alcuni cambiamenti destinati a far discutere.

Le anticipazioni circolate online nei giorni scorsi avevano già rivelato buona parte del contenuto dell'Extra, ma inizialmente non era chiaro se le indiscrezioni fossero attendibili o se le nuove scene fossero davvero tutte quelle aggiunte al film. La versione arrivata ufficialmente nelle sale ha però confermato le fughe di notizie: le sequenze aggiuntive sono quattro e arrivano tutte nella parte finale del film, con tre inserite durante o dopo i titoli di coda.

Tra queste ci sono il ritorno di Loki (Tom Hiddleston) nella casa di Steve Rogers e Peggy Carter, l'arrivo di Dottor Destino per “prendere” Bruce Banner, una scena che mostra Doom mentre costruisce la propria maschera e un'altra ambientata alla TVA con Mobius, Miss Minutes, OB e Casey. Ed è proprio quest'ultima ad aver sollevato le domande più interessanti. A prima vista, infatti, la scena sembrava entrare in contraddizione con il finale di Loki. Ma un dettaglio praticamente impossibile da notare a una prima visione dimostra che la sequenza si svolge davvero dopo gli eventi della seconda stagione. E questo apre una questione importante sul destino di Mobius.

Avengers: Endgame Extra cambia il destino di Mobius?

L'ultima volta che abbiamo visto Mobius (Owen Wilson), prima di Endgame Extra, il personaggio si trovava insieme a Sylvie e le spiegava di voler semplicemente “lasciar passare il tempo”. Il finale di Loki lasciava intendere che fosse finalmente libero dalla TVA e potesse vivere la propria vita senza essere controllato dall'organizzazione. Quella libertà era stata resa possibile anche dal sacrificio di Loki. Per questo motivo, quando sono emerse le prime immagini della nuova scena di Endgame Extra ambientata alla TVA, molti fan hanno pensato che potesse essere ambientata prima della conclusione di Loki 2.

Una teoria che sembrava plausibile, ma che viene smentita da un piccolissimo dettaglio presente nella scena. All'interno della TVA è infatti possibile vedere una fotografia di Loki accompagnata dalla scritta “Employee of All Time”. È un riferimento che sembra confermare senza troppi dubbi che, in quel momento, Loki sia già diventato il Dio delle Storie. E allora perché Mobius è di nuovo alla TVA?

Leggi anche Avengers: Endgame Extra, le nuove scene trapelate cambiano tutto: gli indizi su Doomsday

Cosa significa il ritorno di Mobius alla TVA?

Il finale di Loki non dice esplicitamente che Mobius non tornerà mai più alla TVA. Il punto è che tutto lasciava pensare che quella fase della sua vita fosse ormai conclusa. Come Sylvie, Mobius aveva finalmente conquistato la possibilità di vivere un'esistenza al di fuori del controllo della TVA. Loki aveva sacrificato tutto proprio per permettere a loro e agli altri di avere quella libertà. La sua presenza, quindi, apre uno scenario completamente diverso.

È possibile che Mobius abbia scelto autonomamente di tornare e che, questa volta, abbia davvero il controllo della propria vita. La scena di Endgame Extra sembra persino suggerire che il personaggio abbia finalmente una libertà che prima non aveva. Ma resta il rischio che il suo ritorno finisca per ridimensionare, almeno in parte, il significato del finale di Loki. E non è l'unico personaggio il cui futuro potrebbe essere cambiato dalle nuove scene. Loki stesso compare infatti in una delle sequenze aggiunte a Endgame Extra, quella ambientata nella casa di Steve Rogers e Peggy Carter.

In questo caso, però, esistono diverse possibilità che permetterebbero al personaggio di apparire nella storia senza contraddire necessariamente ciò che è successo alla fine di Loki. Per Mobius, invece, la questione sembra molto più complicata. Il suo ritorno alla TVA potrebbe essere uno dei primi indizi su come Avengers: Doomsday intenda riprendere gli eventi di Loki e, soprattutto, su quale ruolo avrà il personaggio nel nuovo capitolo del MCU. Le quattro scene aggiunte ad Avengers: Endgame Extra potrebbero quindi essere molto più importanti di quanto sembri: oltre a preparare il terreno per Doomsday, sembrano già suggerire che alcuni destini considerati definitivi potrebbero non esserlo affatto.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/0uWXtqJ

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

sabato 26 settembre 2026

Il Re Leone, Hans Zimmer svela il segreto della colonna sonora: "Quel momento ha cambiato tutto"

Tra i compositori cinematografici più amati di sempre, Hans Zimmer deve a Il Re Leone il suo primo premio Oscar per la migliore colonna sonora. Classico d’animazione Disney distribuito nel 1994, ad oggi Il Re Leone è forse uno dei film animati più amati in assoluto dell’era Disney e il merito va anche al supporto musicale diventato un’icona del genere. E pensare che, in principio, Hans Zimmer non aveva neppure intenzione di comporre la colonna sonora di questo film. Cosa lo ha spinto a cambiare idea?

Il Re Leone, Hans Zimmer rivela cosa lo ha spinto a cambiare idea sul film: il motivo è personale

Ai microfoni di Collider, Hans Zimmer ha ripercorso alcuni dei suoi più grandi trionfi di carriera ricordando quando ha vinto il suo primo premio Oscar grazie a Il Re Leone. Impossibile dimenticare la forza di un cucciolo di leone che perde improvvisamente il padre ed è costretto a lasciarsi le spalle la casa e la famiglia credendo di non essere più voluto.

In una recente intervista, Hans Zimmer ha ammesso che inizialmente non era interessato particolarmente a realizzare un “film d’animazione”, ma ha accettato soltanto perché sua figlia (all’epoca aveva sei anni) avrebbe potuto finalmente assistere ad un’anteprima. Quando, poi, è arrivata la morte di Mufasa, il progetto ha assunto una connotazione più personale e ha cambiato tutto: “Il Re Leone è un caso particolare per me, perché non volevo fare un cartone animato, ma mia figlia aveva sei anni all'epoca e non ero mai riuscito a portarla a una prima, quindi ho pensato: 'Accetto questa proposta'. Un'altra cosa che ricordo di aver detto loro è stata: 'Odio i musical di Broadway', e loro mi hanno risposto: 'Ti garantiamo che non diventerà mai un musical'. Sapete, quanto potevamo sbagliarci? Bugiardi! Vero?”.

La morte di Mufasa ha ricordato al compositore la perdita di suo padre: aveva soltanto sei anni quando ha dovuto processare quella perdita traumatica: “Ma l'altra cosa è che pensavo: 'È solo un cartone animato stupido'. Ho iniziato a scrivere, e poi sono arrivato alla scena in cui muore il padre. Mio padre è morto quando avevo sei anni, e mi sono reso conto di non averlo mai veramente elaborato. Quindi non avevo scelta. Improvvisamente ho dovuto tornare indietro e affrontare qualcosa che avevo nascosto dentro di me. Penso che sia in parte per questo che la musica è così potente. Il Re Leone è un film fantastico. Ci sono la morte e le battute sulle flatulenze. Cosa si può chiedere di più?”. All’epoca forse non lo sapeva, ma quel cartone animato si è trasformato in una delle colonne sonore più amate di sempre, favorendo poi lo sviluppo di un musical a Broadway che nessuno credeva possibile in principio.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/Usv60t3

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Cosa pensa davvero l'autrice di The Love Hypothesis del film? La rivelazione di Lili Reinhart

Lili Reinhart torna da protagonista sullo schermo e ancora una volta alle prese con una commedia romantica, tratta da un romanzo di successo firmato da Ali Hazelwood: si intitola The Love Hypothesis: Il teorema dell’amore ed è un film romantico disponibile in streaming su Prime Video dal 23 settembre 2026. Come accade spesso per questa tipologia di produzione, anche l’autrice è stata coinvolta e ha offerto il proprio supporto all’attrice protagonista, che ha raccontato di più della natura del loro rapporto.

The Love Hypothesis: Il teorema dell’amore: Lili Reinhart racconta come ha gestito il rapporto con l’autrice del romanzo

Lili Reinhart ha apprezzato fortemente il supporto e l’affetto manifestato dall’autrice Ali Hazelwood durante la produzione di The Love Hypothesis, come ha raccontato in una recente intervista con People. Insieme alla collega di cast Rachel Marsh, ha espresso tutta la sua felicità in merito al legame nato con la Hazelwood durante le riprese. L’attrice di Riverdale ha ammesso che l’autrice era “molto contenta” del casting e della direzione generale del film e la sua approvazione ha significato molto per lei. “Siamo stati davvero fortunati ad avere, e ad avere tuttora, un supporto così incredibile da parte sua. Sta dimostrando un affetto enorme per il film e le siamo davvero grati per questo”.

Eppure Lili Reinhart non ha ricevuto un consiglio da parte dell’autrice su come interpretare Olive, la sua protagonista. A People, ha raccontato che in realtà la Hazelwood non le ha neppure raggiunte sul set a Montreal durante le riprese, ma soltanto in seguito hanno avuto l’opportunità di conoscersi a Los Angeles per delle riprese aggiuntive. Sia Lili Reinhart che Rachel Marsh hanno ammesso di conoscere il romanzo ancor prima di accettare i rispettivi ruoli per The Love Hypothesis, ma nel caso specifico della Reinhart, ha ammesso di averlo letto soltanto dopo aver ricevuto la sceneggiatura.

Se Lili Reinhart interpreta Olive, Rachel Marsh è stata scelta per interpretare la sua migliore amica Anh, il cui legame dà il via alla storia. Olive si rende conto che la sua amica è presa dal suo ex Jeremy e, pur di convincerla ad uscirci insieme evidenziando di non nutrire nessuna tipologia di sentimento per il ragazzo in questione, finge di avere una nuova storia d’amore e sceglie il primo a caso: il dottor Adam Carlsen, professore universitario d’animo criptico che miracolosamente decide di stare al suo gioco.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/RW2Ie1D

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Spider-Man: qualcuno si ricorda ancora di Peter Parker, ma non è chi pensate

Uno dei colpi di scena più importanti del Marvel Cinematic Universe è arrivato alla fine di Spider-Man: No Way Home. Dopo che Mysterio ha rivelato al mondo la sua identità, Peter Parker (Tom Holland) ha trascorso gran parte del film cercando di recuperare almeno una parvenza di normalità. Ma l'incantesimo di Doctor Strange, pensato per sistemare la situazione, ha finito per creare un problema ancora più grande.

Per fermare il caos provocato dall'arrivo di personaggi provenienti da altri universi, Strange ha infatti lanciato un nuovo incantesimo: fare in modo che il mondo intero dimenticasse Peter Parker. Il prezzo da pagare è stato enorme. Non solo nessuno ricorda più Spider-Man, ma anche le persone più importanti della sua vita, compresi MJ e Ned, hanno perso ogni ricordo di lui. Spider-Man: Brand New Day parte proprio dalle conseguenze di quella scelta e dal peso della solitudine con cui Peter è costretto a convivere. Ora, però, una nuova rivelazione potrebbe cambiare ancora una volta le carte in tavola: c'è qualcuno nel MCU che ricorda Peter Parker.

E non è una persona.

E.D.I.T.H. ricorda ancora Peter Parker

E.D.I.T.H., acronimo di "Even Dead I'm The Hero", è l'intelligenza artificiale creata da Tony Stark e lasciata a Peter dopo la sua morte, come abbiamo visto in Spider-Man: Far From Home. Il sistema permette a Peter di accedere a una quantità enorme di informazioni e risorse e, soprattutto, rappresenta uno degli ultimi legami rimasti tra Spider-Man e il mondo di Tony. Ora E.D.I.T.H. sta per tornare in una forma completamente diversa. Nella serie Disney+ VisionQuest, infatti, l'intelligenza artificiale avrà un corpo umanoide e sarà interpretata da Emily Hampshire, insieme ad altri personaggi legati alle diverse intelligenze artificiali del MCU.

È proprio durante un nuovo video dal dietro le quinte della serie che arriva la rivelazione. In una scena, E.D.I.T.H. interagisce con Visione, che sta parlando delle difficoltà di essere padre e del suo rapporto con i figli adolescenti. A un certo punto l'intelligenza artificiale risponde con una battuta apparentemente innocua, che dice, più o meno: "Non me ne parlare: il mio primo capo era un ragazzino liceale".

Sembra soltanto una gag, ma in realtà contiene un dettaglio enorme. Il primo "boss" di E.D.I.T.H. era infatti Peter Parker. È lui a entrare in possesso dell'intelligenza artificiale dopo la morte di Tony e a utilizzarla in Far From Home. Se E.D.I.T.H. ricorda di aver avuto Peter come suo primo capo, significa che la memoria dell'intelligenza artificiale non è stata cancellata dall'incantesimo di Doctor Strange.

Leggi anche Spider-Man: quanti anni ha Peter Parker in Brand New Day? La timeline tra Snap e salti temporali

Perché l'incantesimo di Doctor Strange non funziona su E.D.I.T.H.?

La rivelazione solleva una domanda inevitabile: se Strange ha fatto dimenticare Peter a tutte le persone del mondo, perché E.D.I.T.H. continua a ricordarlo? La risposta potrebbe essere molto più semplice di quanto sembri. E.D.I.T.H. non è un essere umano, ma un'intelligenza artificiale. L'incantesimo di Strange ha modificato la memoria delle persone che conoscevano Peter Parker, ma non sembra aver avuto alcun effetto sui dati conservati da un sistema informatico.

Non si tratta quindi necessariamente di un buco di trama di No Way Home. Al contrario, il dettaglio potrebbe essere perfettamente compatibile con le regole stabilite dal film: Strange ha modificato i ricordi delle persone, mentre i dati digitali e le intelligenze artificiali potrebbero essere rimasti fuori dalla portata della magia. È una distinzione che il MCU non aveva ancora esplorato direttamente e che potrebbe diventare molto importante in futuro.

E.D.I.T.H. potrebbe aiutare Peter a dimostrare chi è davvero?

La cosa più interessante è ciò che questa rivelazione potrebbe permettere a Peter. Se E.D.I.T.H. conserva ancora informazioni su di lui, potrebbe teoricamente rappresentare una delle poche tracce rimaste della sua vecchia identità. Potrebbe avere accesso a dati, registrazioni o informazioni che dimostrano l'esistenza di Peter Parker e il suo legame con Spider-Man. Questo aprirebbe una possibilità particolarmente interessante per il futuro del personaggio. Peter potrebbe finalmente avere un modo per dimostrare che la sua storia non è stata cancellata completamente, ma soltanto dalla memoria delle persone.

Leggi anche Spider-Man: Brand New Day, il finale spiegato: Ned e MJ si ricordano di Peter?

E.D.I.T.H. potrebbe quindi diventare molto più di una vecchia tecnologia di Tony Stark. Potrebbe essere uno dei pochissimi personaggi o sistemi del MCU in grado di collegare il Peter Parker di prima dell'incantesimo a quello che conosciamo dopo No Way Home. E c'è anche un'altra possibilità: Peter potrebbe tornare a utilizzare E.D.I.T.H., ma questa volta in una versione inedita. L'intelligenza artificiale, si diceva, avrà un corpo umanoide in VisionQuest, trasformando quello che era un semplice sistema tecnologico in un personaggio con cui Spider-Man potrebbe interagire direttamente.

VisionQuest potrebbe cambiare ancora il futuro del MCU

La presenza di E.D.I.T.H. in VisionQuest potrebbe essere anche un'indicazione di quanto spazio la serie darà alle intelligenze artificiali del MCU. Oltre a E.D.I.T.H., la storia potrebbe infatti coinvolgere altre AI già conosciute dai fan, tra cui Ultron, F.R.I.D.A.Y., D.U.M.E. e J.A.R.V.I.S., mentre la vicenda di Vision continua a intrecciarsi con personaggi come Tommy Maximoff e Wanda. Per Spider-Man, però, la rivelazione più importante resta una: mentre il mondo ha dimenticato Peter Parker, E.D.I.T.H. potrebbe non averlo mai fatto. E questo significa che l'eroe potrebbe non essere completamente solo come abbiamo sempre pensato.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/k5qiMPm

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

venerdì 25 settembre 2026

Jigsaw è di nuovo in sella al suo triciclo: un nuovo capitolo di Saw è ufficialmente in arrivo

Appena qualche giorno fa qualcuno aveva dato la saga per spacciata, in un groviglio di false ripartenze, ma l'annuncio dato su X sull'account ufficiale di Saw non lascia spazio a dubbi ed è accompagnato da un teaser inequivocabile: Saw 11 è realtà, anzi per ora un "Saw senza titolo", ma viene svelato il nome del regista scelto, e in concomitanza col post tutte le personalità e le aziende coinvolte nella saga hanno confermato. Sì, Jigsaw sta per tornare... e farà prigionieri. D'altronde è la sua specialità.

Saw 11 finalmente sbloccato nella gioia del fandom, James Wan conferma

Considerando che la saga inagurata da Saw nel 2004 è composta da produzioni a basso costo, i tre anni trascorsi dall'ultimo Saw X avevano lasciato il fandom piuttosto interdetto, specialmente ricordandone il solido successo di pubblico (oltre 125 milioni di incasso per un budget di dieci volte inferiore). In effetti tra il 2024 e il 2025 la saga è finita nei guai, perché divergenze creative hanno fatto saltare l'undicesimo lungometraggio previsto per il settembre 2024, Saw XI, sempre diretto dal veterano della serie Kevin Greutert. Quel progetto è stato cancellato per la resistenza di una delle aziende coinvolte, Twisted Pictures, la cui quota del marchio è stata però poi rilevata da Blumhouse, che più di un anno fa ha rimesso in gioco nel processo cretivo l'autore originale James Wan. Wan, insieme a Jason Blum e Lionsgate, ha avviato quindi il nuovo filone di Saw, scegliendo come regista Mike P. Nelson, autore di altri horror come Wrong Turn - The Foundation, The Domestics e più recentemente dello slasher Silent Night, Deadly Night e dell'imminente Beware Boiúna. "Mike ha una voce cinematografica cruda, particolare, con un approccio inventivo al genere, credo che porterà qualcosa di davvero originale e speciele al franchise", ha commentato Wan. Il nuovo copione è scritto da Gregory Weidman e Geoff Tock, già nello staff di Dune: Prophecy: la sceneggiatura è per Nelson "selvaggia, fedele al mistero dell'originale, mentre esplora nuove idee sanguinarie". Il fandom non chiede di meglio: attenderemo di conoscere dettagli su trama, cast e data d'uscita.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/7Qbrjac

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Alberi erranti: il trailer del nuovo film di Salvatore Mereu

Salvatore Mereu è senza dubbio uno dei veri autori del cinema italiano, uno che fa un cinema personale e libero, indipendente e profondamente legato alla sua terra, la Sardegna, alla sua storia e alla sua cultura. Dall'esordio di Ballo a tre passi in avanti, Mereu ha sempre proposto coi suoi film storie insolite e piene di poesia e di magia, che hanno affascinato i festival e i cinefili. Il suo nuovo lavoro si chiama Alberi erranti, è stato presentato in prima mondiale nel Concorso Internazionale del Festival di Locarno 2026 e sarà proposto come Proiezione speciale alla 24.ma edizione di Alice nella città. Subito dopo, il 29 ottobre, arriverà nelle sale distribuito da Viacolvento, che ha anche prodotto con Rai Cinema.
Il film è tratto dal romanzo “Alberi erranti e naufraghi” di Alberto Capitta (edito da Il Maestrale), che Mereu ha letto mentre stava lavorando alla sceneggiatura del precedente Assandira e dal quale è rimasto folgorato e porta sullo schermo il destino di tre famiglie: i Nonne, ruvidi, sbrigativi e cattivi fino all'inverosimile; gli Arca, romantici che vivono in armonia con la natura; infine la famiglia del notaio Branca. Dallo scontro tra questi universi nasce una favola che racconta la difficile ricerca della propria identità e della libertà di essere se stessi. Al centro della narrazione il conflitto tra generazioni, in particolare quello tra padri e figli, e la paura dell'altro, di ciò che è diverso.
Nel cast del film troviamo Romeo Perrone, Giulia Maenza, Lorenzo Richelmy, Lupo Barbiero, Edoardo Raiola, Alessandro Haber, Massimo Popolizio, Alberto Cracco, Adriano Chiaramida, Sandra Toffolatti, Monica Demuru, Barbara Chichiarelli, Eugenia Costantini, Margareth Made e Maxmilian Dirr.
Qui sotto la trama e il trailer ufficiali di Alberi Erranti.

Piero Arca e suo figlio Giuliano vivono soli, ai margini della città, in una fattoria piena di animali feriti che raccolgono e curano. I Nonne, notabili del luogo, vogliono cacciarli perché vivono come vagabondi e perché mal sopportano che Emilio, il piccolo di casa, coltivi un’amicizia indecorosa proprio con Giuliano. Durante una nevicata, Piero scompare e gli animali vengono uccisi. Giuliano non ha altra scelta che mettersi alla ricerca del padre. Durante il suo viaggio, incontra Maddalena, che vive a sua volta con suo padre, il notaio Branca. Per entrambi è amore a prima vista anche se Maddalena è legata ai Nonne. Forse Giuliano sa come metterla in salvo. Vi è un luogo dove potrebbero nascondersi che Piero gli ha fatto conoscere fin da piccolo. Un luogo abitato da una piccola comunità di rifugiati…



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/O1AI689

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

giovedì 24 settembre 2026

Nicholas Cage è John Madden nel trailer del film di David O. Russell sul leggendario allenatore della NFL

Dal 18 novembre su Prime Video potremo vedere Madden, che che vede nel cast anche la presenza di Christian Bale, Kathryn Hahn e Sienna Miller. Ecco trailer e trama del film.

from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/rcCmPOf

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

La neve nel cuore: 20 anni dopo, una star di Hacks entra nella famiglia Stone per il sequel

La neve nel cuore accoglie a braccia aperte un’altra star in famiglia che arriva dritta da Hacks. Il sequel dell’amata commedia famigliare è in fase di sviluppo e ha già confermato il ben gradito ritorno di numerose star del cast originale a partire da Craig T. Nelson, il padre di famiglia che nel primo film era sposato con Sybil Stone, il personaggio interpretato dalla compianta Diane Keaton. E sarà proprio quest’ultimo ad interagire con la nuova arrivata: ecco come.

La neve nel cuore, il sequel ha finalmente scelto la nuova fidanzata di Kelly Stone

Secondo quanto riferito da Entertainment Weekly, Searchlight Pictures avrebbe confermato il coinvolgimento nel cast di Jean Smart. Secondo le prime anticipazioni, il personaggio assegnato all’attrice di Hacks interpreterà il nuovo interesse amoroso di Kelly Stone.

Il sequel, attualmente in cantiere, ha confermato il ritorno di numerose star come Rachel McAdams (Amy Stone), Dermot Mulroney (Everett Stone), Luke Wilson (Ben Stone), Sarah Jessica Parker (Meredith Morton), Claire Danes (Julie Morton), Tyrone Giordano (Thad Stone), Paul Schneider (Brad Stevenson), Brian White (Patrick Thomas) ed Elizabeth Reaser (Susannah Stone). Thomas Bezucha invece riprenderà il ruolo di regista e sceneggiatore. Tutti dovranno invece fare a meno di Sybil e Diane Keaton, scomparsa a ottobre 2025. Anche il suo personaggio, del resto, non era sopravvissuto alle vicende del primo film, per cui non avrebbe potuto prendere parte al sequel se non attraverso flashback.

Pare, quindi, che il personaggio di Jean Smart si ritroverà ad affrontare la famiglia Stone vent’anni dopo la scomparsa di Sybil. Ancora una volta insieme per Natale, il padre ha pensato bene di cogliere l’occasione per introdurre alla famiglia la sua nuova fidanzata. Le riprese del film dovrebbero partire entro l’autunno a New York, ma non è stata ancora rivelata una data d’uscita.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/kSM51Yw

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

mercoledì 23 settembre 2026

I migliori film in streaming diretti da Gianni Amelio, il quale torna in sala con Nessun dolore

Questa settimana arriva nelle sale italiane Nessun dolore, che vede protagonisti Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Dietro la macchina da presa troviamo Gianni Amelio, uno degli autori più importanti del nostro cinema, a partire dall’esordio nei primi anni ‘80 fino ai nostri giorni. Eccovi dunque i suoi film in streaming che vi consigliamo di vedere o rivedere. Buona lettura.

Cinque film in streaming diretti da Gianni Amelio, regista di Nessun dolore

  • Colpire al cuore
  • Il ladro di bambini
  • Così ridevano 
  • Le chiavi di casa 
  • Il Signore delle formiche 

Colpire al cuore (1981)

Un esordio cinematografico di quelli che non si dimenticano facilmente Jean-Louis Trintignant e Laura Morante regalano a Gianni Amelio interpretazioni rarefatte ma potenti inq esta storia di paternità neagata e di rapporti familiari complessi sullo sfondo della lotta aprmata e del terrorismo. Colpire al cuore è uno dei film più importanti di inizio decennio, uscito in un momento in cui era tutt’altro che facile realizzarlo. messa in scena stringata eppure densissima, uno dei titoli ancora oggi più efficaci del suo autore. Amelio inizia a raccontare l’Italia, la sua storia, i suoi protagonisti ignorati o volontariamente nascosti. Da applausi. Disponibile su Rai Play.

Il ladro di bambini (1991)

Semplicemente uno dei film italiani più belli e riusciti della nostra storia. Un viaggio realistico e doloroso attraverso le autostrade desolanti di un’Italia anonima e alienante, che lascia soli i più piccoli a combattere una battaglia impari con i mostri che si nascondono dietro le porte chiuse delle case comuni. Enrico Lo Verso è protagonista preciso e amorevole de Il ladro di bambini, Gran Premio della Giuria a Cannes. Racconto profondo e soffuso di un rapporto che si crea tra un carabiniere con un cuore e due bambini alla ricerca di sostegno. Il finale aperto è straziante, come molti momenti dentro il film. Il capolavoro di Amelio. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision, Rai Play.

Così ridevano (1998)

Un controverso ma secondo noi meritato Leone d’Oro a Venezia per un film che vuole omaggiare il Luchino Visconti di Rocco e i suoi fratelli. Ancora Enrico Lo Verso, insieme a Francesco Giuffrida e Fabrizio Gifuni sono i protagonisti di Così ridevano, affresco familiare che fa della messa in scena il suo motivo primario di resa. Un film esteticamente potente, che vira dentro i confini del melodramma con coraggio e notevole senso del genere. L’italia delle lotte sindacali, degli scioperi, del crimine e del dolore di vivere. In un decennio in cui il cinema italiano ha stentato molto ad imporsi, un film che si eleva e di molto sulla media della nostra produzione. Disponibile su Infinity +, Amazon Prime Video.

Le chiavi di casa (2004)

Amelio torna al racconto familiare intimista e rarefatto per mettere in scena il dolore di un padre di fronte alla malattia del figlio, ritrovato dopo anni di abbandono. Kim Rossi Stuart recita al meglio delle sue possibilità ne Le chiavi di casa, accompagnato da una sempre elegante ed efficace Charlotte Rampling. Amarissima riflessione sulla responsabilità del singolo individuo, in cui il senso di colpa si trasforma in amore vero e sentito. Un film “piccolo” con un grande cuore, diretto con accuratezza e precisione quando si tratta di suggerire, non raccontare il dolore di vivere. Intenso e degnissimo di essere apprezzato. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Il Signore delle formiche (2022)

Biopic ancora una volta doloroso di un artista controcorrente che cerca nella libertà di espressione, artistica quanto sessuale, la propria affermazione. Luigi Lo Cascio nel ruolo di Braibanti offre una delle interpretazioni migliori della sua carriera. Accanto a lui un bravissimo Leonardo Maltese e un intenso, tagliente Elio Germano. Altra rappresentazione non scontata dell’Italia che si poggia su un sistema castrante, spesso bigotto, mai disposto a concedere almeno il beneficio del dubbio a chi vuole distanziarsi dalle regole sociali e civili. Il signore delel formiche è un film scritto e diretto con fermezza, che ci regala momenti di cinema profondo e schierato. Notevole esempio di impegno con un cuore che batte. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision,  Amazon Prime Video, NOW.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/D5b6MnZ

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

E se il protagonista di Man of Tomorrow non fosse Superman? L'indizio di Nathan Fillion

Dopo Superman, è in arrivo Man of Tomorrow, presentato come sequel diretto e con ancora una volta protagonista David Corenswet. Eppure il progetto in questione non ha inserito Superman nel titolo, alimentando ancor di più una teoria che è stata recentemente ripresa da una star del cast del DCU.

Dopo il successo agli occhi di pubblico e critica, Superman sta per tornare con una nuova avventura attesa in sala nel 2027 e che vedrà Kal-El collaborare con Lex Luthor per contrastare una nuova minaccia aliena, Brainiac. Il cast è già ricchissimo di personaggi e riporterà in azione anche Nathan Fillion, introdotto in Superman come Guy Gardner. È stato proprio quest’ultimo a rivelare che probabilmente il vero protagonista di Man of Tomorrow non è Superman, come facilmente creduto, bensì Lex Luthor.

Man of Tomorrow, Nathan Fillion suggerisce che il vero protagonista del film non è Superman

Quando Man of Tomorrow approderà al cinema, coinvolgerà numerosi personaggi già noti come Hawkgirl, Guy Gardner, Supergirl, John Stewart e anche Krypto, così come proporrà altri personaggi come Blue Beetle di ritorno dopo il film stand-alone del 2023. Nicholas Hoult invece riprenderà il ruolo di Lex Luthor, brillante quanto arrogante che, a differenza del precedente film, dovrà mettere da parte la sua riluttanza nei confronti di Superman e giocarsi la carta dell’alleanza per fermare Brainiac, una creatura aliena che minaccia di spazzare via la Terra.

Ragionando sul vero protagonista di Man of Tomorrow, Nathan Fillion ai microfoni di The Hollywood Reporter ha suggerito un’impostazione diversa: “Nel primo film, e direi giustamente, impariamo molto su chi è Superman. In questo film, credo che impareremo di più su chi è Lex Luthor e penso che sia altrettanto importante”. È questo, quindi, l’aspetto principale che differenzia Superman da Man of Tomorrow, almeno a detta di Nathan Fillion.

Nel corso dell’intervista, l’attore ha condiviso quello che poteva sull’esperienza sul set di Man of Tomorrow: “È stato fantastico tornare. La prima volta era stata un'esperienza fantastica, quindi è stato davvero bello riprendere il filo da dove ci eravamo lasciati. O meglio, non che abbiamo ricominciato esattamente da quel punto: nel frattempo c'è stata di mezzo la vita e sono successe tante cose. Ma è stato divertentissimo non solo ritrovare questi personaggi, ma anche rivedere i colleghi con cui avevo legato nel primo film”.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/4wdK5MZ

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

martedì 22 settembre 2026

I migliori film in streaming di J.K. Simmons, nel cast di heart of the Beast - Nel profondo selvagio

-

Dopo Fury, il regista David Ayer e la star Brad Pitt tornano nelle sale italiane con Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio. A questo dramma sulla sopravvivenza partecipa anche J.K. Simmons, uno dei grandi caratteristi americani contemporanei. Ed è proprio a lui che vogliamo dedicare i nostri odierni cinque film in streaming. Buona lettura.

Cinque film in streaming di J.J. Simmons, nel cast di Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio

  • Spider-Man 
  • Ladykillers
  • Juno 
  • Whiplash
  • Boston - Caccia all’uomo

Spider-Man (2002)

Nel ruolo dell’acerrimo detrattore di Spider-Man Jonah Jameson, direttore del Daily Bugle, Simmons regala una prova divertentissima, col broncio costantemente ostentato e una verve comica indiscutibile. Il suo contributo alla riuscita del blockbuster diretto da Sam Raimi è indiscutibile. Tobey Maguire e Kirsten Dunst, oltre al malefico Willem Dafoe nella parte del Goblin, sono la carta vincente di un film spensierato e potente, il quale domina al botteghino è riuscita il super-hero movie che non vedeva un tale successo dal batman di Tim Burton, tredici anni prima. Più di 400 milioni incassati, al tempo una cifra da record. E meritati. Spigliato e divertentissimo. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision.

Ladykillers (2004)

Remake del classico anni ‘50 con Peter Sellers e Alec Guinness, Ladykillers è uno dei “divertissement” meno acclamati dei fratelli Coen, ma merita comunque segnalazione in quanto si tratta di un lungometraggio sempre pieno di spunti, momenti surreali, interpretazioni sfavillanti a partire dal protagonista Tom Hanks. Simmons, Marlon Wayans e Irma P. Hall (premiata a Cannes) sono un gustoso cast di supporto per una commedia nera che contiene senza dubbio il discorso poetico dei fratelli di Minneapolis. A tratti guizzante, sempre esteticamente valido, un film che avrebbe meritato maggior successo, pur non essendo una delle vette degli autori. A noi continua a divertire con gusto e vena velenosa anzichenò. Chicca cinefila. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Juno (2007)

Nel ruolo del padre del protagonista Elliot Page, Simmons offre una prova soffusa e bidimensionale, ottimo esempio di attore a supporto che sa come elevare la prova di tutti coloro che gli sono intorno. E che attori gli sono intorno! Allison Janney, Jason Bateman, Michael Cera su tutti. Scritto da Diablo Cody, Juno è una commedia dolceamara sulla difficoltà di vivere ma soprattutto comprendere a fondo chi si è veramente. Nomination all’oscar per film, regia, attrice protagonista e Oscar per lo script. Film dolce, divertente, profondo e sincero. Enorme successo di pubblico, quando ancora il botteghino poteva essere dominato anche da lungometraggi che parlano di noi. Gioiello d’altri tempi…Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Disney +.

Whiplash (2014)

Oscar come miglior attore non protagonista per il potentissimo esordio alla regia di Damien Chazelle, forse ancora oggi il suo film migliore. Miles Teller come protagonista di Whiplash è energetico, doloroso e vicinissimo alla psicologia del personaggio. I suoi duetti con Simmons sono vibranti, psicologicamente violentissimi, un tuffo al cuore. Mentre la messa in scena è studiata a puntino, inquadratura per inquadratura. Non a caso arrivano tra oscar e la candidatura come miglior film dell’anno, strameritata. Dramma sulla necessità di essere il migliore a tutti i costi, storia tutta americana se ce n'è una. A livello emozionale un film soffocante. Totalmente riuscito. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Boston - Caccia all’uomo (2017)

Chiudiamo con il dramma poliziesco che racconta la caccia ai due attentatori della maratona di Boston. Peter Berg dirige un film tesissimo e perfettamente osato. Simmons vi partecipa come capo della polizia che vede nei propri ranghi anche il protagonista Mark Wahlberg e Kevin Bacon tra gli altri. Boston - Caccia all’uomo è forse il miglior lungometraggio del suo regista,, una storia candidata a puntino da una sceneggiatura composita e precisa. La rappresentazione della tragedia è sobria e allo stesso tempo spettacolare. Ottimo esempio di cinema che racconta un momento tragico senza abbellirlo ma riuscendo comunque a renderlo cinematograficamente avvincente. Da vedere col cuore in gola. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Rai Play, NOW.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/Syq6KGg

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Premio Cinema Giovane 2026: La vita da grandi, Paternal Leave e La casa degli spiriti in concorso

Tre giorni dedicati agli esordi e ai nuovi protagonisti del cinema italiano. Dal 28 al 30 settembre 2026 il Cinema Caravaggio di Roma ospita la XXII edizione del Premio Cinema Giovane & Festival delle Opere Prime, manifestazione organizzata dall'associazione culturale Cinecircolo Romano e presieduta da Catello Masullo. Sono dieci i film selezionati, tutti in corsa per i premi tecnici assegnati dalla Giuria, mentre tre concorreranno anche per il Premio Cinema Giovane, attribuito dal pubblico e dagli studenti del Progetto di Educazione al Cinema d'Autore e dei FSL – Formazione Scuola Lavoro – e per il Premio Opera Preferita dagli Studenti. I tre titoli sono La vita da grandi di Greta Scarano, Paternal Leave di Alissa Jung e La casa degli spiriti di Luca Zingaretti.

Dieci film per raccontare il nuovo cinema italiano

Completano la selezione altri sette titoli, candidati ai premi tecnici della Giuria: Emilio Lussu – Il Processo di Gianluca Medas, Gioia mia di Margherita Spampinato, L'infinito di Umberto Contarello, L'arca di Giorgio Caporali, Nero di Giovanni Esposito, Breve storia d'amore di Ludovica Rampoldi e Anna di Monica Guerritore. Registi e artisti dei film selezionati hanno già confermato la loro presenza alla manifestazione. Tutte le dieci opere concorrono inoltre al Premio della Critica Italiana, nato nell'ambito del protocollo d'intesa tra SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema e attribuito da una giuria indipendente di tre critici designati dal Sindacato.

Tre film “donati” e il sostegno a Medicinema Italia

Una delle principali novità dell'edizione 2026 riguarda Emilio Lussu – Il Processo, L'infinito e L'arca, messi gratuitamente a disposizione del Festival dai rispettivi detentori dei diritti. Il Premio Cinema Giovane ha deciso di trasformare questa disponibilità in un'iniziativa solidale, effettuando una donazione di 450 euro a Medicinema Italia – Il cinema che cura. Nata nel 2013 e ispirata all'esperienza britannica di Medicinema UK, l'organizzazione no profit utilizza il cinema e la cineterapia in percorsi riabilitativi, realizzando proiezioni all'interno di ospedali e strutture di cura e attività rivolte anche alle persone fragili, alle famiglie e ai caregiver. È la prima volta nella storia della manifestazione che la valorizzazione delle opere prime viene legata direttamente a un'iniziativa di questo tipo.

Dalla regia agli interpreti, i premi della Giuria

Numerosi i riconoscimenti tecnici che saranno assegnati alle dieci opere. Accanto alla Menzione speciale della Giuria figurano il Premio Giorgio Fanara alla Migliore Attrice e al Migliore Attore, i premi per Migliore Regia, Fotografia, Scenografia, Costumi, Musiche, Trucco ed Effetti Visivi, il Premio Roberto Leoni alla Migliore Sceneggiatura e il Premio Mauro Bonanni al Migliore Montaggio. Saranno inoltre premiati il Migliore Produttore di Opera Prima e le Migliori Recensioni degli Studenti, rafforzando il rapporto tra il Festival e il suo progetto di educazione cinematografica.

La Giuria presieduta da Catello Masullo

A guidare il Comitato di selezione e la Giuria è Catello Masullo, critico cinematografico SNCCI e direttore artistico della manifestazione. Al suo fianco una giuria composta da professionisti provenienti da diversi settori del cinema e della cultura, tra cui Daniele Ciprì, Paola Dei, Roberto Petrocchi, Carlo Sarti, Cristian Scardigno, Paola Tassone, Franco Mariotti, Rossella Pozza e Marcello Zeppi. Una composizione multidisciplinare chiamata a valutare le diverse componenti artistiche e tecniche delle opere selezionate, mentre al pubblico e agli studenti spetterà il compito di decretare il vincitore del Premio Cinema Giovane 2026.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/tnwqryZ

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web