lunedì 4 marzo 2024

Ricordiamo Pier Paolo Pasolini con cinque dei suoi film in streaming

Il 5 marzo 1922 nasceva a Bologna Pier Paolo Pasolini. Find al suo esordio come regista nel 1960 grazie ad Accattone - purtroppo non disponibile in streaming come moltissimi dei suoi capolavori - l’autore ha espresso con pienezza e uno sguardo personale il malessere di una parte di persone dimenticata, lasciata indietro dalla Storia e dalla società. Man mano che il suo discorso filmico si è fatto maggiormente analitico e articolato col passare dei film, Pasolini è stato capace di mettere in discussione a modo suo praticamente tutte le istituzioni che reggono il vivere contemporaneo, scomponendole secondo un processo rivoluzionario di analisi cinematografica, impietoso ma mai fine a se stesso. Eccovi dunque cinque film in streaming da lui diretti che servono per ricordare, per chi l'avesse dimenticato troppo in fretta, quanto sia stato un intellettuale imprescindibile per la nostra crescita e presa di coscienza, individuale e collettiva. Buona lettura.

Cinque film in streaming diretti da Pier Paolo Pasolini

  • Uccellacci e uccellini 
  • Edipo Re
  • Medea
  • Porcile
  • Il Decameron

Uccellacci e uccellini (1966)

La periferia disastrata di una Roma sempre più alienante diventa teatro scarno e preciso di questa commedia surreale sulla dissoluzione e sulla sconfitta del comunismo all’indomani della scomparsa di palmiro Togliatti. Protagonisti di Uccellacci e uccellini sono un’icona del genere come Totò e il suo fido Sancho Panza Ninetto Davoli. Con una tale coppia di attori popolari Pasolini non poteva che realizzare una dissertazione politica “terrena” e spudoratamente critica, uno specchio fedele eppure deformato dello stato della nazione in quegli anni. Il corvo chiacchierone che pontifica e snocciola i dogmi della dottrina comunista è puro genio. Film imperdibile. Disponibile su Rakuten TV, Amazon Prime Video.

Edipo Re (1967)

La rivisitazione della tragedia scritta da Sofocle viene messa in scena da Pasolini filtrando il realismo della visione con il simbolismo acuto del discorso dell’autore. Edipo Re viene tenuto in piedi da un Franco Citti superbo, terrificante e nerboruto, a cui si accosta la classe di Silvana Mangano e di Alida Valli. Nel cast anche Carmelo Bene e addirittura Julian Beck. Film di dimensioni narrative ed epistemologiche quasi estenuanti, uno sguardo al passato aspro per guardare all’amaro del presente. Uno dei lungometraggi probabilmente più pessimisti di Pasolini, certamente il suo più lugubre. Almeno fino a quell’ultimo capolavoro… Disponibile su Amazon Prime Video.

Medea (1969)

L’idea di adoperare Maria Callas come protagonista della tragedia tratta da Euripide innalza il tono e il livello del film a qualcosa di sublime. La cantante lirica si fa attrice sopraffina e dolorosa per l'autore, arrivando a dei momenti di pathos quasi insostenibili. Medea risulta il film forse più compiuto di quel periodo della carriera di Pasolini, un viaggio nel cuore e nella mente di una donna messa da parte e desiderosa di rivendicare il suo stato, prima di tutto appunto di donna. Massimo Girotti e Laurent Terzieff completano un cast fenomenale. Film magnifico, straziante e rivelatore. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes.

Porcile (1969)

Uno dei lungometraggi maggiormente radicali Pasolini, diviso in due parti di cui la prima rivendica con ferocia il diritto all’emancipazione dalle classi sociali del passato. Porcile possiede una prima parte durissima, che mette davvero alla prova, la seconda invece in maniera più esplicita grida contro l’istituzione storia e civile del conservatorismo. Nel cast  anche Jean-Pierre Léaud e un grandioso Ugo Tognazzi in un breve ma assolutamente da ricordare. Schierato, metaforico, un macabro preludio a quello che Pasolini avrebbe ottenuto con Salò o le 120 giornate di Sodoma, il suo film capace di spingersi oltre a tutto e tutti. Disponibile su Amazon Prime Video.

Il Decameron (1971)

La libera e a tratti gioiosa trasposizione dal capolavoro letterario di Boccaccio permette a Pasolini di ironizzare e stigmatizzare il bigottismo degli italiani in fatto di abitudini e gusti sessuali. Ancora Citti, Ninetto Davoli, la Mangano e lo stesso cineasta sono tra i protagonisti dei vari episodi di un film libero e pruriginoso, profondo e lievissimo. La fotografia di Tonino Delli Colli impreziosisce una messa in scena tanto scarna quanto preziosa, polverosa, carnale. Come si addice a Il Decameron che vuole sferzare col sorriso e con la teoria del proibito. Titoli di culto in una filmografia stracolma di gemme preziose e taglienti. Come soltanto Pasolini sapeva realizzare. Disponibile su Rai Play.



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