domenica 26 luglio 2026

Odissea, Nolan non risponderà mai alla domanda che tutti gli fanno su Zendaya (e come dargli torto)

Da quando Odissea è arrivato al cinema, una domanda ha particolarmente incuriosito i fan: chi è davvero il misterioso personaggio interpretato da Zendaya? La vediamo comparire più volte accanto a Ulisse (Matt Damon), in momenti cruciali del suo viaggio, ma Christopher Nolan ha volutamente lasciato la sua identità nell'ambiguità. Per alcuni spettatori si tratta di Atena, la dea della saggezza che, nella mitologia greca, protegge e guida l'eroe. Per altri, invece, è qualcosa di completamente diverso: una manifestazione della colpa di Ulisse, il fantasma dei crimini commessi durante la guerra di Troia.

E la risposta definitiva, almeno per ora, non arriverà. Intervistato dal Time sulla questione, Nolan ha spiegato perché non vuole confermare nessuna interpretazione:

Non potrei assolutamente rispondere, perché ho imparato molto presto, con Memento, che è ingiusto definire l'esperienza del pubblico rispondendo a domande di questo tipo.

Secondo il regista, infatti, il significato di un film non appartiene soltanto a chi lo realizza, ma anche e soprattutto a chi lo guarda.

La regola di Nolan nata con Memento

La scelta di non spiegare tutto non è una novità nella carriera del regista. Da sempre Nolan costruisce film in cui alcune domande rimangono aperte: basti pensare al finale di Inception, con la trottola che continua a girare senza una risposta definitiva, oppure ai misteri di The Prestige e alla complessa struttura temporale di Tenet.

Il riferimento a Memento non è casuale. Il suo primo grande successo raccontava la storia di Leonard Shelby, un uomo incapace di creare nuovi ricordi e alla ricerca della verità. Ma il finale lasciava aperto un dubbio fondamentale: Leonard sta finalmente accettando la realtà o sta costruendo una nuova menzogna per andare avanti? Nolan non ha mai scelto una delle due interpretazioni, ed è esattamente lo stesso approccio adottato con Odissea.

Zendaya è Atena o il senso di colpa di Odisseo?

Nel nostro approfondimento sul finale di Odissea, abbiamo interpretato il personaggio di Zendaya non come una vera dea, ma come una proiezione della colpa di Ulisse. Il motivo? Il personaggio è profondamente legato alla distruzione di Troia e alle conseguenze della guerra. Zendaya interpreta infatti anche una sacerdotessa di Atena, uccisa durante il massacro compiuto dai Greci dopo la caduta della città.

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La guerra di Troia, del resto, è stata possibile proprio grazie allo stratagemma del cavallo ideato dal re di Itaca: una vittoria ottenuta attraverso l'inganno che ha portato però alla morte di migliaia di persone. In questa lettura, Zendaya sarebbe quindi la materializzazione del peso che l'eroe porta dentro di sé, ma questa è soltanto una delle possibili interpretazioni. Nolan non vuole dire al pubblico quale sia quella corretta, perché, secondo lui, il fascino della storia nasce proprio dalla possibilità di leggerla in modi diversi.

Nolan ha cambiato il ruolo degli dei nell'Odissea

La scelta del regista è ancora più interessante se confrontata con il poema originale di Omero. Nell'Odissea, gli dei sono figure concrete che intervengono direttamente nelle vicende degli uomini. Atena aiuta Ulisse, Poseidone lo ostacola e le divinità influenzano continuamente il destino degli eroi. Nolan, invece, ha scelto un approccio diverso: non mostra quasi mai gli dei in modo esplicito, ma racconta il modo in cui gli uomini dell'epoca potevano percepirli.

Per me era importante vedere gli dei come le persone dell'epoca li avrebbero potuti vedere. Cercavano e trovavano gli dei nella natura e nelle persone intorno a loro.
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Nel film, quindi, la presenza divina non viene mai completamente confermata. Gli uomini interpretano gli eventi attraverso le loro convinzioni: le tempeste diventano la vendetta di Poseidone, le creature mitologiche diventano prove dell'esistenza di un mondo governato dagli dei. Persino Ulisse, quando dice al figlio Telemaco (Tom Holland) di non cercare gli dei negli uomini, potrebbe passare per qualcuno che sta cercando di negare qualcosa dentro di sé.

La scelta di Nolan di non confermare chi sia Zendaya è coerente con tutto il suo cinema. Se affermasse che è Atena, eliminerebbe tutte le altre possibilità. Se dicesse che è soltanto una visione del protagonista, cancellerebbe la dimensione mitologica del racconto. Lasciando il dubbio aperto, invece, permette a Odissea di vivere anche dopo la fine del film. E se, ancora una volta, un film di Christopher Nolan continua a far discutere è perché non perché dà tutte le risposte, ma costringe il pubblico a cercarle.



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