Un esordio che di certo continuerà a suscitare polemiche, ma anche un esordio non privo di una certa autoironia. È stato presentato ufficialmente il progetto del lungometraggio Misaligned (lett. "disallineata"), il debutto da protagonista per Tilly Norwood, come sappiamo non un'attrice in carne e ossa, bensì il parto di un'Intelligenza Artificiale generativa gestita dalla britannica Particle 6 di Eline van den Velden. Una storia anche sull'IA stessa, per un film assolutamente pensato e condotto in porto da esseri umani, come ha più volte garantito l'azienda.
Tilly Norwood in Misaligned, un'attrice IA per parlare anche di Intelligenza Artificiale
Quale sarà la trama di Misaligned? Commedia amara con risvolti di romanzo di formazione, il film si ambienterà in un mondo digitale, nel cloud, avendo come protagonista Tilly, un'Intelligenza artificiale senza un vero corpo, senza passato e senza esperienze proprie, ma con la possibilità di attingere a quelle di tutti noi. Provocata da una misteriosa presenza del dark web, inizierà a sviluppare pensiero e desideri propri, assomigliando sempre di più a un vero essere umano (non senza vergognarsene).
La vera attrice Eline van den Velden, che "dirige" il suo avatar virtuale Tilly Norwood e da almeno un anno sfida Hollywood sull'uso creativo dell'IA, è contentissima di ampliare gli orizzonti della sua Tilly: "Il film sarà divertente, caotico e autironico, ma sotto la superficie punta a raccontare qualcosa di più profondo sul concetto di identità, recitazione e sulle nostre stesse paure per l'IA. E in questo caso, sì, l'arte decisamente imiterà la vita. [...] Con il nostro primo film non solo metteremo in mostra i nostri ultimi tool, ma aiuteremo anche i tradizionali filmmaker che entreranno nella nostra squadra, per migliorare e affacciarsi su un mondo in cui l'AI rivestirà sempre più importanza. Rimaniamo entusiasti dell'idea di aiutare le persone a sviluppare capacità nell'uso dell'IA per assicurarsi che loro stessi e il settore continuino a prosperare."
Qui in basso vedete il videoclip di "Take the Lead", dove Van Den Velden usa ancora una volta "Tilly Norwood" per spiegare quanto possa essere liberatorio per un attore o un'attrice gestire un avatar virtuale tramite AI.
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