lunedì 29 novembre 2021

Eduardo by De Angelis: al Torino Film Festival due nuove versioni tv delle commedie di De Filippo

Un anno fa, in pieno pre-Natale pandemico, Natale in casa Cupiello tornava sugli schermi televisivi, sul canale ammiraglia della RAI, per cercare di portare il calore del testo di Eduardo nelle case di tutti gli italiani. A realizzare un nuovo adattamento di quell'opera, con Sergio Castellitto nel ruolo di Lucariello che fu del grande De Filippo, era stato Edoardo De Angelis, il regista di Indivisibili. Che già allora aveva annunciato l'inizio di una nuova serie di adattamenti che avrebbero nuovamente coinvolto Castellitto come protagonista.
Ecco che allora oggi al Torino Film Festival 2021 De Angelis presenta l'anteprima di Non ti pago e Sabato, domenica e lunedì, opere con le quali il regista continua ad affrontare i temi centrali della poetica di De Filippo, e che verranno trasmesse in prima serata su Rai1 il 14 e il 21 dicembre.
Queste le due trame ufficiali di questi nuovi adattamenti di De Angelis, che sono una produzione Picomedia in collaborazione con Rai Fiction, prodotti da Roberto Sessa.

Non ti pago -Sinossi

Ferdinando Quagliuolo ha ereditato da suo padre Saverio un banco lotto ma sogna di sbancarlo con una vincita straordinaria.
Per questo motivo passa intere nottate sui tetti, affiancato dal fido Aglietiello, cercando di svelare gli arcani che si celano nella composizione e nella combinazione fumogena delle nuvole, nella speranza di ricevere i numeri giusti da giocare.
Finalmente il giorno della vincita arriva ma a beneficiarne è Mario Bertolini, il suo giovane e già fortunatissimo impiegato, segretamente fidanzato con sua figlia Stella. A dargli i numeri vincenti è stato proprio Don Saverio che gli è comparso in sogno chiamandolo “Piccerì”.
Ferdinando è roso dall’invidia e, quando il giovane gli consegna il biglietto per fargli vedere che non sta mentendo, se ne impossessa; quel biglietto è suo di diritto: il padre infatti ha dato in sogno i numeri vincenti a Bertolini, è vero, ma solo perché questi abita nella vecchia casa di Quagliuolo. Il povero don Saverio, non sapendo del trasloco del figlio, era convinto di trovare nella camera da letto proprio lui, Ferdinando! Tant’è vero che lo ha chiamato: “Piccerì”.

Sabato, domenica e lunedì - Sinossi

Rosa Priore, come ogni sabato, prepara il ragù per la domenica. Suo marito Peppino si aggira nervoso in cucina, polemizzando con lei su ogni minima cosa.
Il motivo del nervosismo si manifesta il giorno dopo.
É domenica. L’intera famiglia Priore è riunita davanti al ragù. Rosa ha indossato il foulard azzurro regalatole dal vicino di casa, il premurosissimo ragioniere Ianniello. Peppino non tocca cibo e, all’ennesimo complimento rivolto dal ragioniere alla cuoca, li accusa entrambi senza mezzi termini di avere una “tresca schifosa”.

Una trilogia ideale

Parlando di fronte alla stampa al TFF, Edoardo De Angelis ha raccontato questa sua prima parte di un lungo progetto di adattamenti di De Filippo come di una trilogia ideale che è anche "una riflessione sul tema della famiglia". Per il regista Natale in casa Cupiello, Non ti pago e Sabato, domenica e lunedì raccontano "l'evoluzione della famiglia e della classe borghese attraverso i decenni: si comincia con i primi anni Cinquanta ancora vidici al dopoguerra ma dove si iniziava a formare la borghesia, proseguendo con Non ti pago nei pieni, ambientata in quei primi anni Cinquanta nei quali la borghesia prende piede, la famiglia assume connotati differenti e viene conquistata dal sogno dell'arricchimento immediato e dal sogno del gioco che segna un limite tra la vita e la morte, fino a raccontare la borghesia ricca di Sabato, domenica e lunedì".
Secondo De Angelis, "quando Eduardo De Filippo parla di famiglia pena alla sua disgregazione; quando pensa alla figura del padre pensa alla fine del patriarcato. Descrive un vero e proprio big bang della famiglia, ma ogni frammento di questa esplosione lui lo ama, in maniera presepiale."

Tragedie, non commedie

Edoardo De Angelis non ha voluto parlare di modernità o di attualità dei testi di Eduardo, perché per lui "non si parla di queste cose in relazione a un classico. Un classico che contiene conflitti, passioni, dolori e sentimenti che appartengono a ogni essere umano in ogni tempo. Nelle sue opere De Filippo mette assieme tutti questi elementi attraverso una contrapposizione paradossale tra dolore e divertimento: quelle di Eduardo non sono commedie ma tragedie, eppure sono viste come opere che fanno ridere, nonostante il dolore che raccontano. Uno dei grandi lasciti di De Filippo è stata la capacità di far convivere l'elemento doloroso e quello gioioso: nel nostro caso, nello stesso fotogramma".
In questo, secondo Sergio Castellitto, collegato via Zoom da Roma, risiedeva la "scandalosità di Eduardo".  Castellitto ha anche parlato del "privilegio e della fortuna di aver attraversato questa drammaturgia classica ed eterna. Lavorare su questo materiale è stato emozionante: ho interpretato tre personaggi diversi ma rimaneva sempre il filo comune di una visione del mondo e in qualche modo anche l'idea straordinaria per cui Eduardo era un attore che scriveva, e aveva un dominio totale della materia drammaturgica. A questa materia, Edoardo De Angelis ha dato la verticalità del cinema, che gli ha consentito di entarre dentro e approdondire in maniera verticale la psiche nevrotica di questi personaggi".

Sublime servizio pubblico

Nel corso dell'incontro, De Angelis ha ringraziato il TFF per aver ospitato le sue due opere pur destinate al piccolo schermo, "abbattendo la barriera tra film dedicati al cinema e film destinati alla televisione, perché oggi dobbiamo parlare di immagini destinate all'essere umano". E ha ringraziato la Rai, perché, ha spiegato: "è stato un gesto che mi ha colpito molto quello del servizio pubblico che mette a disposizione di tutti un classico in tutta la sua ricchezza. Questa è davvero una versione sublime di servizio pubblico".



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