mercoledì 12 agosto 2026

Robin Hood - Il Prezzo del Sangue: torna al cinema l'eroe in una inedita e affascinante versione con Hugh Jackman

Se pensate di aver visto tutte le versioni possibili del mito di Robin Hood, vi sbagliate. Dal 12 agosto arriva al cinema con I Wonder Pictures un film che ribalta la leggenda, mostrandola da un'altra affascinante angolazione. Parliamo di Robin Hood – Il prezzo del sangue di Michael Sarnoski con un magistrale Hugh Jackman. Scordatevi gli allegri comparo in calzamaglia, impegnati in acrobatici combattimenti col palo. a cavalcioni su un tronco sospeso sul fiume, lo sceriffo di Nottingham, le imboscate alle carrozze dei ricchi per donare soldi e preziosi e distribuirli ai poveri. Qua si parla proprio della leggenda di Robin Hood, e se c'è Little John e viene citata anche Lady Marian, la storia che si racconta è molto più realistica e cruda, anche se gli storici non sanno nemmeno se l'abile arciere di cui da secoli si narra, prima oralmente, poi in forma scritta, sia un personaggio realmente esistito.

Robin Hood – Il prezzo del sangue: la storia

Michael Sarnoski, giovane regista rivelatosi con due film acclamati dalla critica come Pig e A Quiet Place - Giorno 1, si rifà per il suo film ad una ballata del diciassettesimo secolo, scritta dunque 4 secoli dopo la supposta esistenza del protagonista, “The Death of Robin Hood”. Fa dunque riferimento agli ultimi giorni di vita del personaggio, trascorsi in un convento. Nel film, Robin è vecchio e stanco, perseguitato dai figli, fratelli e nipoti di coloro che ha depredato e ucciso. Ritrova Little John, suo fedele compagno di scorribande, che gli chiede di aiutarlo a riprendere quella che è diventata sua moglie, la figlia e la fattoria. Quando Robin resta ferito nell'azione, viene trasportato dall'amico in un convento su un'isola, gestito da una giovane priora, che lo accoglie e lo cura senza fare domande, ignorando quanto le loro vite siano intrecciate. Ma il passato di sangue dell'uomo riuscirà a raggiungerlo anche lì.

Robin Hood – Il prezzo del sangue: un cast in stato di grazia

Siamo abituati al trasformismo di Hugh Jackman, capace di passare dal film drammatico e intimista come The Son, al rutilante musical di The Greatest Showman, al cinecomic in cui indossa i panni del mutante Wolverine. Ma stavolta l'attore australiano si è superato, rendendosi quasi irriconoscibile sotto una fluente capigliatura grigia e un barbone che nasconde in parte un volto deturpato dalle cicatrici (per chi lo vedrà in originale, la sua voce mette i brividi). Nel ruolo di un Robin Hood che smentisce il suo stesso mito, e che conserva alcune delle caratteristiche del personaggio pur essendo un molto più realistico brigante medievale, Jackman aderisce perfettamente al personaggio e ha raccontato di questa esperienza:

Ho letto diversi libri al riguardo. Se volete credere che sia esistito, troverete delle prove che lo confermano, ci sono testimonianze di persone attraverso i secoli, fin dal 1100. Ed è cambiato: fino al 1500 era solo un fuorilegge, una persona orribile, un racconto morale. Poi, come le cose hanno iniziato a cambiare politicamente in Inghilterra, c'è stato l'inizio di quella credenza in una ribellione dei servitori all'aristocrazia e ai proprietari terrieri ed è nato questo eroe culturale che sovvertiva le cose e rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ma anche all'inizio, se guardiamo bene, era un cattivo con alcuni tratti onorevoli e aveva delle regole come “non fare del male alle donne”. Perciò nessuno della sua banda feriva le donne, e se qualcuno gli mentiva, lui gli dava luna seconda possibilità e quindi pian piano è diventato un eroe. Questi miti nascono per uno scopo, per soddisfare un bisogno pre esistente.

Al fianco di Jackman nel ruolo di Little John c'è un altro noto attore, abituato a rendersi irriconoscibile sotto l'aspetto di mostruose creature di fantasia come Pennywise e Nosferatu, ovvero lo svedese Bill Skarsgard, che per una volta non indossa una maschera ma ha un aspetto mutato dai segni di una vita violenta. Nella parte della priora Brigid, troviamo l'attrice inglese Jodie Comer, la cui sorte si intreccia in modo bizzarro con quella dell'uomo che a sua insaputa le ha fatto del male. E dalla saga fantahorror di A Quiet Place, Sarnoski porta il sempre più bravo Noah Jupe, nel ruolo molto credibile di un adolescente in cerca di vendetta.

Robin Hood: il mito tramandato oralmente e codificato dal cinema

Se la visione di Sarnoski è quella di un Medioevo cupo e violento, dove i gelidi inverni irlandesi prendono il posto dei verdi boschi inglesi in cui siamo abituati a vedere Robin e i suoi “uomini in calzamaglia”, per citare una celebre parodia di Mel Brooks, è il cinema ad aver cementato l'immagine eroica di un personaggio la cui esistenza affonda nel mito. Impossibile non ricordare i film di cappa e spada che lo hanno visto protagonista, dal Robin Hood del 1922 con l'atletico Douglas Fairbanks Jr. a quello guascone col bellissimo volto di Errol Flynn nel film La leggenda di Robin Hood di Michael Curtiz del 1939, di cui tutte le ragazze dell'epoca si innamorarono e che definì anche nel costume la figura dell'arciere. Nel 1955 il regista inglese Lindsay Anderson in Le avventure di Robin Hood diresse il protagonista Richard Green in un film virtualmente dimenticato, mentre un Robin anziano, reduce dalle Crociate, apparve nel 1976 in Robin e Marian di Richard Lester, con una toccante interpretazione di Sean Connery. Nel 1991 fu la volta di Robin Hood - La leggenda, con Patrick Bergin, che racconta come un nobile divenne un bandito, e nello stesso anno il ruolo fu ricoperto da Kevin Costner in Robin Hood - Principe dei ladri, diretto dall'attore stesso. Abbiamo già citato la spassosa parodia di Robin Hood – Un uomo in calzamaglia, con Cary Elwes, on cui due anni dopo Mel Brooks prende in giro sia la versione di Costner che il classico con Flynn. A dimostrare il successo continuo del personaggio, che ogni attore anela ad interpretare, nel 2010 arriva il Robin pià burbero di Russell Crowe nel film di Ridley Scott, mentre nel 2018 il Robin di Taron Egerton, nel film di Otto Bathurst, racconta in parte la storia delle origini del personaggio, ma fino alla versione di Michael Sarnoski nessuno ha riletto la leggenda in modo così originale, nemmeno la Disney nel suo classico animato del 1973, in cui Robin è una volpe antropomorfa.

Qualunque sia la versione che preferite, se non temete di immergervi nelle atmosfere plumbee e sanguinarie di un film che si interroga sulla costruzione stessa del mito, noi vi raccomandiamo di non perdere al cinema Robin Hood - Il prezzo del sangue, che aggiunge un tassello prezioso a un personaggio immortale, reale o immaginario che sia, dal 12 agosto al cinema.



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