sabato 15 agosto 2026

La fine di Oak Street riporta i dinosauri al cinema: 5 film da vedere che non sono Jurassic Park

Da più di trent'anni, quando si parla di dinosauri al cinema, il metro di paragone è inevitabile: Jurassic Park. Il film diretto da Steven Spielberg nel 1993 non si è limitato a trasformare il romanzo di Michael Crichton in uno dei più grandi blockbuster della storia, ma ha stabilito un nuovo standard per il modo in cui le creature preistoriche potevano essere portate sul grande schermo, combinando animatronics e pionieristici effetti digitali. Ancora oggi, i film sui dinosauri vengono giudicati proprio in rapporto a quel risultato.

Ora, però, il cinema torna a giocare con le creature preistoriche in modo decisamente diverso. La fine di Oak Street, il nuovo film di David Robert Mitchell con Anne Hathaway ed Ewan McGregor, catapulta un'intera strada di periferia in un luogo misterioso popolato da dinosauri, trasformando una tranquilla famiglia americana in una squadra di sopravvissuti.

È un'occasione perfetta per riscoprire alcuni dei film che, nel corso dei decenni, hanno dimostrato che non serve necessariamente un parco pieno di velociraptor per raccontare una grande storia preistorica. Alcuni puntano tutto sullo spettacolo, altri sull'avventura, altri ancora sull'emozione. E alcuni sono diventati dei piccoli cult proprio perché hanno avuto il coraggio di fare qualcosa di completamente diverso.

65 - Fuga dalla Terra (2023)

Se l'idea di La fine di Oak Street vi incuriosisce, perché mette persone comuni di fronte a un mondo dominato dai dinosauri, 65 - Fuga dalla Terra è probabilmente il titolo più vicino tra quelli da recuperare. Diretto da Scott Beck e Bryan Woods, il film porta Adam Driver in un futuro remoto per poi scaraventarlo, letteralmente, sulla Terra di 65 milioni di anni fa. Il pilota Mills sopravvive a un incidente spaziale e si ritrova in un pianeta che sembra sconosciuto, prima di capire di essere precipitato sulla Terra del Cretaceo. Insieme alla giovane Koa, interpretata da Ariana Greenblatt, deve attraversare un ambiente ostile popolato da predatori.

Una curiosità interessante è che Adam Driver è un ex Marine, e questo è il primo film in cui fa uso della sua esperienza e dell'addestramento militare. I dinosauri di 65 hanno un aspetto più aggressivo e quasi horror rispetto a quelli della saga Jurassic Park, mentre il film punta molto sull'azione e sulla sensazione di essere costantemente braccati. Non è una storia particolarmente complessa, ma funziona proprio grazie alla sua semplicità.

Il viaggio di Arlo (2015)

Pixar ha affrontato il genere da una prospettiva completamente diversa con Il Viaggio di Arlo, immaginando cosa sarebbe successo se l'asteroide responsabile dell'estinzione dei dinosauri avesse mancato la Terra. In questo universo alternativo, i dinosauri hanno continuato a evolversi fino a costruire una società agricola. Al centro della storia c'è Arlo, un giovane Apatosauro insicuro che, dopo essersi separato dalla famiglia, si ritrova a viaggiare attraverso una natura selvaggia insieme a Spot, un cucciolo d'uomo, per citare Il Libro della Giungla.

Il film è particolarmente interessante per il contrasto tra i personaggi stilizzati e gli ambienti quasi fotorealistici in cui Arlo deve imparare a cavarsela. Ma dietro l'avventura c'è soprattutto una storia sulla perdita, sulla paura e sulla capacità di andare avanti. È uno dei film Pixar più malinconici e, proprio per questo, anche uno dei più sinceri.

Un milione di anni fa (1966)

Prima della rivoluzione digitale di Jurassic Park, i dinosauri cinematografici erano soprattutto il risultato dell'immaginazione e della straordinaria tecnica di Ray Harryhausen. Un milione di anni fa è uno degli esempi più celebri del suo lavoro. Il film segue Tumak, un uomo delle caverne che viene esiliato dalla propria tribù e finisce in una comunità costiera più evoluta, dove incontra Loana, interpretata da Raquel Welch. La storia, naturalmente, non ha alcuna pretesa di accuratezza scientifica: uomini preistorici e dinosauri convivono nonostante siano separati da milioni di anni.

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Ma è proprio questo il bello. Il film punta tutto sulla fantasia e sulle creature animate in stop-motion da Harryhausen, capaci ancora oggi di trasmettere una fisicità sorprendente. Il risultato è un pezzo fondamentale della storia del cinema fantastico e uno dei titoli che hanno contribuito a costruire l'immaginario dei dinosauri sul grande schermo molto prima di Spielberg.

Alla ricerca della Valle Incantata (1988)

Non tutti i grandi film sui dinosauri hanno bisogno di trasformare i loro protagonisti in macchine da combattimento. Alla ricerca della Valle Incantata, diretto da Don Bluth e prodotto da Steven Spielberg, sceglie invece la strada dell'avventura e dell'emozione. Il protagonista è Piedino, un giovane Apatosauro che, dopo il sacrificio della sua mamma per salvarlo, si mette in viaggio verso la leggendaria Valle Incantata. Al suo fianco ci sono altri piccoli dinosauri, Ducky, Tricky e Petrie: insieme devono attraversare un mondo nel quale la sopravvivenza non è affatto garantita.

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È un film per bambini solo in apparenza. Dietro l'avventura ci sono la perdita, la paura e l'estinzione, raccontate con una durezza che ancora oggi sorprende. L'animazione di Bluth, fatta di ombre profonde e atmosfere spesso malinconiche, rende ogni incontro con un predatore davvero minaccioso. È uno di quei film che molti di noi hanno visto da bambini e che ricordiamo con emozione anche da adulti.

La vendetta di Gwangi (1969)

E se i dinosauri incontrassero il vecchio West? La Vendetta di Gwangi risponde alla domanda con una delle combinazioni più folli e riuscite della storia del cinema. Il film segue un gruppo di cowboy che scopre una valle nascosta nel Messico dove il tempo sembra essersi fermato. Al suo interno vivono creature preistoriche, tra cui Gwangi, un gigantesco Allosauro. Naturalmente, i protagonisti non pensano di stare alla larga da una creatura del genere: decidono invece di catturarla e trasformarla in un'attrazione.

Il risultato è un western con dinosauri, realizzato ancora una volta attraverso la magia della stop-motion di Ray Harryhausen. Tra le sequenze più memorabili c'è proprio quella in cui i cowboy tentano di catturare Gwangi con i lazo come se fosse un cavallo selvaggio. Il finale, ambientato all'interno di una cattedrale in fiamme, è puro spettacolo e dimostra quanto il cinema dei dinosauri potesse essere inventivo molto prima dell'arrivo degli effetti digitali.

Il cinema ci ha insegnato che i dinosauri possono essere minacce, compagni d'avventura o persino il cuore di storie che parlano di perdita, crescita e sopravvivenza. Jurassic Park ha fissato uno standard impossibile da superare, ma il genere ha continuato a reinventarsi trovando ogni volta una prospettiva diversa. Ora La fine di Oak Street prova a fare lo stesso, portando le creature preistoriche dentro una tranquilla periferia americana. Perché, a quanto pare, dopo milioni di anni, i dinosauri hanno ancora parecchie storie da raccontare.



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