Con l’arrivo di Spider-Man: Brand New Day, il Marvel Cinematic Universe ha riportato sotto i riflettori un’organizzazione che, per anni, sembrava avere un ruolo secondario: Damage Control. Nata come semplice agenzia incaricata di gestire le conseguenze degli scontri tra supereroi e villain, la struttura governativa potrebbe nascondere un progetto molto più inquietante.
Dietro controlli, arresti e operazioni di sorveglianza, infatti, potrebbe esserci una filosofia molto simile a quella che ha reso celebre la Suicide Squad della DC: non eliminare necessariamente le minacce, ma trasformare individui dotati di poteri straordinari in strumenti da utilizzare quando serve. Il paragone potrebbe sembrare curioso, soprattutto perché il MCU ha già una squadra che per molti rappresenta la sua versione della Task Force X: i Thunderbolts. Ma, in realtà, sono due cose molto diverse. E proprio questa differenza potrebbe nascondere la vera “Suicide Squad” della Marvel.
I Thunderbolts non sono la Suicide Squad Marvel
Quando i Thunderbolts sono arrivati nel MCU, molti fan li hanno immediatamente paragonati alla squadra di supercriminali della DC. Del resto, entrambe le formazioni riuniscono personaggi moralmente discutibili, spesso lontani dall’immagine dell’eroe tradizionale. Nei fumetti, però, la loro origine racconta una storia completamente diversa. La prima versione dei Thunderbolts nasceva come un gruppo di supercriminali che si fingono nuovi eroi per conquistare la fiducia dell'opinione pubblica dopo l'apparente morte degli Avengers. Con il tempo, però, alcuni di loro finiscono davvero per abbracciare il ruolo di eroi, regalando alla squadra un percorso legato soprattutto al tema della redenzione.
Anche il film Thunderbolts* ha seguito questa direzione, concentrandosi su personaggi feriti, solitari e imperfetti che trovano una sorta di famiglia proprio grazie alle loro esperienze comuni. La Suicide Squad, invece, nasce da un’idea più spietata: il governo recluta criminali e persone sacrificabili per missioni segrete considerate troppo rischiose o moralmente discutibili per gli eroi ufficiali. Non si tratta di un percorso di guarigione, ma di controllo. Ed è proprio questa seconda strada che il MCU potrebbe aver iniziato a esplorare attraverso Damage Control.
Damage Control potrebbe nascondere la vera squadra segreta del MCU
Per molto tempo, Damage Control è stata una presenza marginale nell’universo Marvel. La serie Wonder Man ha però ampliato notevolmente il ruolo dell’organizzazione, trasformandola da semplice ente burocratico a una forza militarizzata. Durante gli eventi dello show, Simon Williams (Yahya Abdul-Mateen II) si introduce in una struttura di massima sicurezza per liberare Trevor Slattery (Ben Kingsley). La scena mostra diverse celle contenenti individui potenziati, suggerendo che l’organizzazione abbia iniziato a raccogliere e monitorare persone con abilità straordinarie lontano dagli occhi del pubblico.
Il dettaglio più interessante arriva dalle parole dell’agente P. Cleary (Arian Moayed), già visto in Spider-Man: No Way Home. Parlando dei poteri di Simon, l’agente non li descrive soltanto come una possibile minaccia, ma anche come una potenziale risorsa strategica. Ed è qui che cambia completamente la prospettiva. Per Damage Control, i superumani non sembrano più soltanto persone da controllare: potrebbero diventare asset, strumenti da utilizzare per proteggere gli interessi del governo. Un concetto molto vicino alla logica di Amanda Waller e della Task Force X.
Spider-Man: Brand New Day potrebbe essere il prossimo tassello
Il ritorno di Damage Control in Spider-Man: Brand New Day rende questa teoria ancora più interessante. Nel film, l’organizzazione torna con un ruolo più importante e una visione apparentemente più aggressiva nei confronti degli individui dotati di poteri. Dopo anni in cui il MCU ha raccontato il rapporto tra eroi e istituzioni soprattutto attraverso gli Avengers, Marvel sembra pronta ad affrontare una domanda diversa: cosa succede quando il mondo inizia ad avere paura dei superumani?
La questione diventa ancora più urgente considerando l’arrivo sempre più vicino dei mutanti nell’universo cinematografico Marvel. Nei fumetti degli X-Men, infatti, uno dei temi centrali è proprio il rapporto conflittuale tra persone normali e individui nati con capacità straordinarie. Il MCU dovrà trovare un nuovo equilibrio: in un mondo dove Spider-Man è diventato un simbolo per molti e gli Avengers sono stati celebrati come salvatori, perché alcuni superumani dovrebbero essere considerati una minaccia?
La risposta potrebbe arrivare proprio da Damage Control. Se l’organizzazione continuerà su questa strada, Marvel potrebbe aver già creato la sua versione della Suicide Squad: non un gruppo di antieroi in cerca di redenzione, ma una struttura governativa pronta a decidere chi può essere un eroe e chi invece deve diventare un’arma. E forse tutto questo era sotto gli occhi dei fan da molto più tempo di quanto sembrasse.
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