Prima di diventare Padmé Amidala e di attraversare una delle saghe cinematografiche più importanti della storia, Natalie Portman aveva un dubbio molto meno galattico e decisamente più umano: e se Star Wars avesse rovinato la sua carriera?
Tra il 1999 e il 2005, l'attrice ha interpretato Padmé Amidala nella trilogia prequel di George Lucas, al fianco di Hayden Christensen, Ewan McGregor e Liam Neeson. Un ruolo che l'ha resa una star internazionale quando era ancora giovanissima e che le ha permesso di entrare in uno dei franchise più celebri di sempre. Ma a spaventarla era proprio l'enorme peso culturale di Star Wars.
Natalie Portman aveva paura di essere 'ricordata solo 'intrappolata' da Padmé
Nel corso di un'intervista realizzata per il 25° anniversario di Episodio I: La Minaccia Fantasma, Portman ha raccontato a Empire di aver avuto una precisa preoccupazione quando accettò il ruolo.
Ero preoccupata di farlo, temevo che dopo non avrei più potuto fare altro, perché la saga ha una mitologia così radicata nella cultura americana.
Una paura tutt'altro che assurda. Entrare in un franchise gigantesco quando si è molto giovani può essere un'arma a doppio taglio: da una parte significa ottenere una visibilità che pochissimi attori possono permettersi, dall'altra rischia di rendere impossibile separare l'interprete dal personaggio. Star Wars, del resto, non era una saga qualunque. Padmé Amidala sarebbe diventata un personaggio riconoscibile in tutto il mondo, mentre Portman avrebbe dovuto continuare a costruire la propria identità professionale al di fuori di quella galassia lontana lontana.
Da Hayden Christensen a Harry Potter: il rischio era reale
La storia di Hollywood è piena di attori che hanno faticato a liberarsi dal peso del loro ruolo più famoso. Hayden Christensen è forse l'esempio più vicino a Portman: dopo aver interpretato Anakin Skywalker nella trilogia prequel, l'attore è rimasto per anni indissolubilmente associato al personaggio, prima di tornare nel mondo di Star Wars con Obi-Wan Kenobi e Ahsoka. Lo stesso discorso, con modalità diverse, può essere fatto per Daniel Radcliffe ed Emma Watson. Per un'intera generazione, è praticamente impossibile pronunciare i loro nomi senza pensare immediatamente a Harry Potter e Hermione Granger.
Leggi anche Star Wars, Padmé Amidala non doveva morire: il piano di George Lucas per salvarla (ed evitare un buco di trama)Natalie Portman, però, è riuscita a evitare quella trappola. La carriera dell'attrice dopo Star Wars è probabilmente la risposta migliore alla sua paura iniziale. Negli anni ha alternato blockbuster, cinema d'autore, commedie e ruoli drammatici, costruendo una filmografia abbastanza varia da non permettere a Padmé di diventare la sua unica identità. E il risultato più evidente è arrivato con Il Cigno Nero, il film di Darren Aronofsky che le ha regalato il Premio Oscar come Miglior Attrice.
In altre parole, Natalie è riuscita a fare esattamente ciò che temeva di non poter fare: entrare in uno dei franchise più grandi della storia senza permettere che definisse tutta la sua carriera. Natalie Portman è entrata nella galassia di George Lucas ma, a differenza di molti altri attori, è riuscita anche a uscirne.
from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/V4FqOe5
via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web
Nessun commento:
Posta un commento