venerdì 21 agosto 2026

Ghostbusters, Dan Aykroyd svela il design originale delle tute: un dettaglio avrebbe rovinato tutto [FOTO]

Nel 1984 sono bastati una tuta beige e uno zaino protonico per trasformare Peter Venkman, Ray Stantz, Egon Spengler e Winston Zeddemore in alcuni degli eroi più riconoscibili della storia del cinema. Le tute dei Ghostbusters sono diventate iconiche proprio perché non sembravano quelle di una squadra di supereroi. Bill Murray e compari non indossavano costumi scintillanti né avevano identità segrete: erano, almeno nell'aspetto, quattro lavoratori alle prese con un mestiere decisamente fuori dal comune. Ma non tutti sanno che quel look leggendario avrebbe potuto essere molto diverso.

Dan Aykroyd mostra il primo design delle tute

Dan Aykroyd, co-creatore del film e interprete di Ray Stantz, ha condiviso sui social una vecchia immagine che mostra una delle prime idee per l'abbigliamento degli acchiappafantasmi. C'è un dettaglio che salta immediatamente all'occhio: i caschi. Il concept prevedeva infatti un copricapo molto più vicino a quello di un pilota militare, con un aspetto decisamente più aggressivo rispetto alle tute che sarebbero poi entrate nell'immaginario collettivo.

Anche Aykroyd, riguardando oggi quel progetto, ha le idee molto chiare. Il suo commento alla fotografia è stato: “Glad we lost the helmet”. Letteralmente, meno male che abbiamo eliminato il casco. Ammettiamolo: è difficile dargli torto. E il problema non è soltanto estetico. Una parte enorme della comicità di Ghostbusters nasce infatti proprio dalle reazioni dei quattro protagonisti di fronte all'assurdità di quello che sta succedendo.

Nessuno come Bill Murray riesce a trasformare uno sguardo impassibile in un momento esilarante, mentre Harold Ramis affronta ogni fenomeno paranormale con quella sua inconfondibile aria da scienziato affascinato. Con un casco a coprirne il volto, gran parte di questa alchimia sarebbe andata persa. Non è un caso, allora, che anche gli elementi che nel film coprono parzialmente il viso abbiano un aspetto decisamente più artigianale. Gli occhiali di Ray, per esempio, sembrano quasi assemblati in casa: esattamente il tipo di attrezzatura che ci si aspetterebbe da un gruppo di scienziati costretto a inventarsi da solo gli strumenti per fare un lavoro che nessun altro vuole fare.

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Quelle tute rendevano credibili persino i fantasmi

Il costume finale funziona così bene perché racconta i Ghostbusters come uomini normalissimi, che indossano una divisa da lavoro mentre affrontano Slimer, fantasmi, divinità sumere e un gigantesco omino dei marshmallow. Le loro tute sono pratiche, un po' sporche e piene di tasche, mentre gli zaini protonici sembrano apparecchiature messe insieme in un laboratorio improvvisato. E la verità è che questo contrasto rende ancora più divertente tutto ciò che accade nel film.

Se avessero indossato caschi da combattimento, il messaggio sarebbe stato molto diverso: avrebbero avuto l'aria di una squadra paramilitare pronta a entrare in guerra. Riguardando la fotografia postata da Aykroyd, è difficile non immaginare quanto quel piccolo dettaglio avrebbe potuto modificare l'identità visiva del film. Ghostbusters funziona perché non presenta i suoi protagonisti come eroi tradizionali, e le tute raccontano esattamente questo. Tanto che, più di 40 anni dopo, continuiamo a riconoscerle al primo sguardo.



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