venerdì 25 marzo 2022

Una lapide per 007: le Isole Fær Øer commemorano il defunto James Bond

Finalmente lo posso dire.
Ai tempi della recensione di No Time to Die fui, giustamente, costretto a fare giri di parole e ad arrampicarmi sugli specchi, ma ora, se ancora certe cose non le sapete, sono affari vostri, e degli spoiler a me non importa più niente, e quindi lo posso dire: James Bond è morto (come Amedeo Nazzari, per citare Veltroni/Guzzanti).
Bombardato dai suoi stessi connazionali, sacrificandosi per distruggere il rifugio del suo nemico Lyutsifer Safin e ucciderlo, per salvare il pianeta dalle sue letali minacce.
L'isola sulla quale si trova il nascondiglio di Safin, nel film, è una non meglio specificata isola contesa tra Giappone e Russia, dove, sul rudere di un buker missilistico della II Guerra Mondiale, il padre di Safin aveva costruito un laboratorio chimico segreto. Nella realtà, l'isola non si trova lì, ma dall'altra parte del mondo: è l'isola di Kalsoy, una delle diciotto che costituiscono l'arcipelago delle Isole Fær Øer, situato a metà via tra Scozia e Islanda, e tra il Mar di Norvegia e l'Oceano Atlantico.
E, per ricordare in maniera degna la conclusione sconvolgente ed epocale di No Time to Die, quella in cui 007 muore, il governo delle Fær Øer ha deciso di installare una lapide commemorativa. Una sorta di tomba del leggendario agente segreto.

La "tomba", se così la vogliamo chiamare, è situata vicino a un faro, il faro di Kallur, sull'isola Kalsoy, e la lapide reca l'iscrizione "In Memory of James Bond, 1962–2021", dove il 1962 indica ovviamente la data del primo Bond Movie, Agente 007 - Licenza di uccidere, e il 2021 quella di No Time to Die.
Secondo il comunicato ufficiale "L'iniziativa di erigere una lapide in memoria della celebre spia è nata dai residenti dell'isola. La lapide è fatta di basalto delle
Fær Øer ed è stata scolpita da un celebre scalpellino del villaggio di Skopun, e poi trasportata nel punto esatto di Kalsoy dove Bond incontra il suo destino nel film".
Il design della tomba, che è stata svelata dal Primo Ministro delle Fær Øer, Bárður á Steig Nielsen il 23 marzo, è modellato su quello della tomba dei genitori di Bond che si vede in Skyfall, e in aggiunta all'iscrizione principale ne reca una anche che è citazione diretta delle parole pronunciate da M in No Time to Die: "The proper function of man is to live, not to exist", che è in realtà una frase di Jack London che venne utilizzata da Ian Fleming nel romanzo "Si vive solo due volte", come parte dell'elogio funebre di un Bond creduto morto.
Sul sito Guide to Faroe Island è possibile prenotare una speciale escursione tutta a tema 007, con tappe sulle isole di Borðoy, Kalsoy, sullo stretto di Kalsoyarfjørður e nel villaggio di Trøllanes.
Resta da capire come si metteranno le cose, e che fine farà quella tomba, quando James Bond, in una forma o in un'altra, rinascerà inevitabilmente dalle sue ceneri, come le leggi di Hollywood e del profitto prevedono e impongono.



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Metal Gear Solid, Oscar Isaac ci aggiorna sul progetto cinematografico

Risale ormai al 2020 l'annuncio di un film tratto dal videogioco Metal Gear Solid e interpretato da Oscar Isaac nel ruolo del protagonista Solid Snake: da allora non ne abbiamo saputo più nulla, e c'è sempre il rischio che il silenzio prolungato a Hollywood segnali un'impasse pericolosa. A quanto pare non è però ancora il caso di temere per la sorte del lungometraggio di Jordan Vogt-Roberts, perché Isaac con IGN è tornato a parlare del film, durante la promozione della serie Marvel Moon Knight, in partenza su Disney+ il 30 marzo. Leggi anche Metal Gear Solid, Oscar Isaac è Solid Snake, ecco una prima fanart spettacolare!

Oscar Isaac su Solid Snake e Metal Gear Solid

Reduce dal grande successo di Dune (nominato a ben dieci premi Oscar!), dove ha interpretato lo sfortunato Duca Leto Atreides, Oscar Isaac è pronto per la partenza di Moon Knight su Disney+, serie Marvel basata sull'omonimo personaggio, ma non dimentica di avere nel suo futuro un Solid Snake da interpretare in Metal Gear Solid. Sollecitato da un giornalista di IGN, ci dice:

Siamo in cerca, siamo in cerca come Solid Snake. Ci intrufoliamo per condotti di ventilazione, cercando la storia giusta.

Una battuta che allude alle dinamiche di gioco stealth della serie videoludica di Hideo Kojima, resa iconica dal successo di Metal Gear Solid targato Konami per la prima Playstation nel lontano 1998, ma in realtà nata in due dimensioni molto tempo prima, nel 1987 col Metal Gear per computer MSX2. Dalle parole di Isaac s'intuisce che in due anni non sono stati compiuti molti passi avanti: una sceneggiatura evidentemente manca ancora, quindi siamo ben lontani dal poter definire tempistiche sensate per questo film. I fan del mondo di Solid Snake attendono di riabbracciare quelle atmosfere dal 2015, anno della pubblicazione su Windows, PS3/4, Xbox 360/One dell'ultimo Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Dovranno a quanto pare attendere ancora molto, almeno sul fronte cinematografico.
Nel frattempo, Oscar Isaac apparirà in futuro anche nella commedia Big Gold Brick e, solo in qualità di doppiatore, nel film di animazione Spider-Man: Across the Spider-Verse - Part One (in arrivo a ottobre), nel ruolo di Spider-Man 2099.



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Oscar 2022: i candidati al premio per la miglior regia

Regia non è solo inquadratura, angolo di ripresa, ottiche e piani sequenza. Regia è tutto: è l'anima di un film, è cura per i dettagli, per i tempi, per gli spazi. Per la recitazione e per gli attori. Per le luci e le scenografie. Regia è scelta di campo, di stile, di posizione nel mondo e nel cinema. Regia è cinema.
Ecco chi sono i cinque registi candidati quest'anno che si contenderanno la statuetta per la migliore regia ai 94esimi premi Oscar, che verranno consegnati nella notte di domenica 27 marzo 2022.

Oscar 2022: i 5 migliori registi candidati quest'anno

Kenneth Branagh per Belfast

Con una mano Kenneth Branagh dirige e interpreta i film con protagonista il suo baffutissimo Poirot (e pare proprio che il futuro ne riserverà altri) incassando al botteghino; con l'altra invece firma il semi-autobiografico Belfast, che al risultato commerciale tutt'altro che disprezzabile associa la capacità di accumulare nomination e premi. Agli Oscar 2022 sono sette le candidature ottenute da Belfast e dal suo autore, comprese sceneggiatura, regia e film. Quello che da molti è ritenuto l'erede di Laurence Olivier arriva così a otto nomination agli Academy Awards ricevute in carriera; delle precedenti cinque, solo una riguardava la regia: quella ottenuta nel 1990 per l'Enrico V. Difficile che Branagh ottenga quella che sarebbe la sua prima statuetta in assoluto per la regia: ai BAFTA non era stato nemmeno nominato, e ai Golden Globe ha vinto per la sceneggiatura (unico premio su sette nomination).

Ryusuke Hamaguchi per Drive My Car

Già da qualche anno il giapponese Ryūsuke Hamaguchi si era imposto all'attenzione dei cinefili più attenti grazie alla sua partecipazione ai più importanti festival internazionali: nel 2015 è stato a Locarno con Happīawā, nel 2018 in concorso a Cannes con Netemo sametemo, e nel 2021 ha vinto  il gran premio della giuria al Festival di Berlino con Il gioco del destino e della fantasia, che nelle sale italiane è uscito solo quest'anno. Con Drive My Car, tratto da un racconto di Haruki Murakami a sua volta legato allo "Zio Vanja" di Anton Pavlovič Čechov, ha ottenuto però un successo straordinario, iniziato col premio per la sceneggiatura ottenuto a Cannes. Agli Oscar 2022 Drive My Car si presenta con quattro candidature: oltre alla regia, miglior film, miglior film internazionale e miglior sceneggiatura non originale. E sono in tanti, e non solo in Giappone, a sognare che Hamaguchi possa bissare l'exploit di Bong Joon-ho e di Parasite di due anni fa.

Paul Thomas Anderson per Licorice Pizza

Con quelle per il miglior film, la miglior regia e la miglior sceneggiatura ottenute quest'anno da Licorice Pizza, Paul Thomas Anderson arriva a un totale di undici candidature all'Oscar ottenute nel corso della sua carriera. Candidature che, fino a questo momento, si sono tradotte in zero statuette. Da sempre l'Academy ha avuto rapporti un po' complessi con i grandi autori del cinema americano e non, e con molti grandi attori, costringendosi in extremis a premi alla carriera o per film, nel complesso, minori della carriera di un artista. Sarebbe bello questo non accadesse anche ad Anderson, e che magari, se non proprio quello per il miglior film, l'Academy decidesse di concedergli un meritatissimo premio per la migliore regia. Perché se c'è un film dove la regia è tutto, è personale, è trasgressiva, è innovativa ed è soprendente, quello è di sicuro Licorice Pizza.

Jane Campion per Il potere del cane

Se Paul Thomas Anderson è il mio candidato del cuore, Jane Campion, per me, è la donna da battere. Forse anche - non solo, ma anche - proprio perché donna. Con Lezioni di piano, quasi trent'anni fa, Campion è stata la prima donna a vincere la Palma d'oro a Cannes, e con quella ottenuta in questo 2022 con Il potere del cane (che ha accumulato un totale di ben dodici nomination, e si presenta agli Academy Awards come "il film da battere", considerato tutto quello che ha vinto finora) è diventata anche la prima donna a essere candidata per due volte come miglior regista (la prima fu sempre per Lezioni di piano). Fossi uno scommettitore, il mio soldino lo punterei sulla statuetta alla Campion, che quest'anno con Il potere del cane si è già portata a casa come regista il Leone d'Argento del Festival di Venezia, il BAFTA e il Golden Globe.

Steven Spielberg per West Side Story

Infine, si fa per dire, uno di quelli che non avrebbe bisogno di nessuna presentazione, che si presenta da solo, con il suo film - che quest'anno è West Side Story - e con una carriera e una filmografia che lasciano di stucco, se uno ci pensa bene. Il 75enne Steven Spielberg è un regista enorme, geniale, generoso, appassionato: non servirebbero certo i premi, a confermarlo. E però, dato che parliamo di Oscar, parliamo di Oscar, e ricordiamo che con quelle di West Side Story Spielberg è arrivato alla bellezza di diciannove candidature complessive, che si sono tradotte in "sole" tre statuette (miglior film e miglior regia per Shindler's List e miglior regia per Salvate il Soldato Ryan), cui va aggiunto il Premio alla memoria Irving G. Thalberg ottenuto nel 1987. Chissà che l'Academy non decida di migliorare la media candidature/vittorie di uno dei suoi beniamini proprio quest'anno.

Leggi anche OSCAR 2022 - Una Guida essenziale


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The Batman: arriva la scena tagliata con Batman e un Joker raccapricciante

Iniziamo la giornata con una notizia che i fan di The Batman stavano aspettando da un po’. La Warner Bros. e Matt Reeves hanno infatti diffuso una scena tagliata del film in cui si vede, in tutto il suo splendore, il Joker, il nemico forse più acerrimo dell'Uomo Pipistrello. Nel film lo abbiamo intravisto parlare con l'Enigmista, ma ora possiamo osservarlo a lungo e sentirlo parlare.

Diverso tempo fa era circolata la voce che Barry Keoghan avrebbe interpretato un ruolo misterioso, e molti erano convinti che si sarebbe trattato di Joker. Non si sbagliavano. Dovete sapere che, appena la post produzione del film è terminata, Matt Reeves ha fatto vedere ai suoi collaboratori una versione di The Batman con la scena che tra poco vi mostriamo e una senza, dicendo che suddetta sequenza era un lungo dialogo che ricordava quelli tra Hannibal Lecter e Clarice Starling ne Il silenzio degli innocenti.

Leggi anche The Batman, perché un personaggio sul finale non viene mostrato? [SPOILER] Leggi anche The Batman, Nicolas Cage si prenota per la saga e ha già scelto il villain

La scena tagliata con Batman e il Joker

Senza anticiparvi nulla, ci limiteremo a dire che il Joker di Barry Keoghan è una creatura raccapricciante e piuttosto viscida, che ha poco o nulla a che vedere con il cattivo interpretato da Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton o con quello di Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro. Questo qui sembra davvero aver vissuto un brutto quarto d’ora, come se qualcuno l'avesse immerso nell'acido. Le mani sono orribili e la voce inquietante. L'aspetto del personaggio comunque non ci stupisce, dal momento che lo stesso regista aveva ammesso di essersi ispirato al film del 1928 L'uomo che ride, che vedeva protagonista un individuo che viene attaccato da una banda di criminali, che lo sfigurano aprendogli le labbra a formare un ghigno eterno. E adesso rompiamo gli indugi: ecco la scena, in cui vi preghiamo di notare l'aria schifata e inferocita di Bruce Wayne/Robert Pattinson.



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Tributo a David Lean con i suoi capolavori in streaming

Il 25 marzo 1908 nasceva a Croydon, nel Regno Unito, il leggendario David Lean. Attivo fin dagli anni ‘40, il cineasta è diventato uno dei nomi di punta della cinematografia britannica per la sua capacità di adattare classici della letteratura britannica in spettacoli capaci di attirare il grande pubblico, non soltanto quello dei lettori. Molti dei titoli più prestigiosi della filmografia di Lean hanno scritto pagine fondamentali della storia del cinema, come dimostrano ampiamente i cinque film in streaming selezionati per rendergli omaggio. Non ci resta dunque che lasciarvi in compagnia delle migliori opere di un maestro quale è stato David Lean, augurandovi come al solito buona lettura.

Cinque grandi film in streaming diretti da David Lean 

  • Ali del futuro
  • Il ponte sul fiume Kwai
  • Lawrence d’Arabia 
  • Il dottor Zivago
  • Passaggio in India 

Ali del futuro (1952)

Dopo i grandi successi di Grandi speranze e Breve incontro nel decennio precedente, Lean inizia gli anni ‘50 con un film particolare, una sorta di “esperimento” stilistico che mescola il melodramma a lui congeniale con la spettacolarità delle riprese aeree. Ali del futuro vede protagonista un ottimo Ralph Richardson, con Ann Todd come oggetto d’amore. Nel cast anche il mai dimenticato Denholm Elliott. Disponibile su Netflix.

Il ponte sul fiume Kwai (1957)

Primo Oscar per la regia a Lean grazie a un colossal maestoso e con personaggi vibranti, su tutti quello interpretato da un magnifico Sir Alec Guinness (Oscar anche lui come miglior attore). Il ponte sul fiume Kwai è spettacolo sontuoso di scenografie e costumi, innescato su una sceneggiatura “all british” davvero potente. William Holden prestante e efficace come sempre, per un lungometraggio che fa la storia del cinema bellico. Ancora oggi il finale è inarrivabile quanto a emozione. Disponibile su CHILI, Google Play.

Lawrence d’Arabia (1962)

Il capolavoro con Peter O’Toole eleva il cinema di David Lean nell’Olimpo degli autori. Il film  che ha fatto decidere a Steven Spielberg di diventare un cineasta. Altra moltitudine di Oscar per uno spettacolo ampio, epico, avvincente e insieme personale, quasi intimo. Lawrence d'Arabia ha anche  Omar Sharif a supporto per un’epopea di guerra, amore e redenzione senza eguali negli anni ‘60. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Amazon Prime Video.

Il dottor Zivago (1965)

Ancora una meraviglioso adattamento dal un classico della letteratura per realizzare una delle storie d’amore più importanti della storia del cinema mondiale. Julie Christie e ancora Omar Sharif si guadagnano il loro strameritato posto nella leggenda, affiancati da Tom Courtenay, Alec Guinness e altri titani del cinema britannico. Il Dottor Zivago ottiene ancora una valanga di Oscar ma non per film e regia, sconfitto dal Robert Wise di Tutti insieme appassionatamente. Insomma, quando i giganti si scontrano…Disponibile su Rakuten TV, CHILI, TIMVision.

Passaggio in India (1984)

Ultimo lungometraggio di una carriera fastosa e incommensurabile. Judy Davis e Peggy Ashcroft (Oscar come non protagonista) sono le interpreti principali dell’adattamento da Foster, uno spettacolo fluido e suadente che racconta personaggi femminili in controluce, assolutamente non stereotipati. Passaggio in India viene candidato a numerosi Oscar portando a casa soltanto due statuette, ma rimane impresso nella memoria. Il commiato emozionante e sentito di uno dei più grandi autori mai seduti dietro una macchina da presa. Disponibile su Amazon Prime Video.



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giovedì 24 marzo 2022

Nicolas Cage e Scemo & più scemo: "Jim Carrey voleva me"

In questi giorni non si parla che di Nicolas Cage e della lunga intervista che ha rilasciato a GQ, toccando una moltitudine di argomenti che per i fan dell'attore sono di grande interesse. Cage, ovviamente, ha parlato anche dei film che avrebbe dovuto fare e poi non ha fatto. Fra questi c'è - udite, udite! - anche la commedia capolavoro con Jim Carrey Scemo & più scemo, diretta da Peter Farrelly e sceneggiata da Bobby e Peter Farrelly, e uscita nel 1994.

Scemo & più scemo: perché Nicolas Cage non accettò il ruolo di Harry Dunne

A desiderare che del cast di Scemo & più scemo facesse parte Nicolas Cage era Jim Carrey, uno dei due protagonisti (Lloyd Christmas). L'attore stava attraversando un momento d'oro e aveva certamente voce in capitolo, in particolare su colui che avrebbe interpretato il personaggio di Harry Dunne, a cui poi ha prestato corpo e volto, come ben sappiamo, Jeff Daniels. Insomma, il funambolico Jim voleva l'amico Nick Cage, come quest'ultimo ha spiegato:

So che Jim Carrey mi voleva con lui in Scemo & più scemo, ma io volevo invece dedicarmi a un filmetto intitolato Via da Las Vegas

Il buon Nicolas aveva visto giusto, e bene fece a declinare l'offerta dell'amico Jim. Con Via da Las Vegas, diretto da Mike Figgis e interpretato anche da Elisabeth Shue, arrivò dritto all'Oscar come miglior attore protagonista. Era il 1996 e il riconoscimento fu la conferma che Cage era perfettamente in grado di ricoprire ruoli drammatici di spessore.

Ovviamente oggi saremmo disposti a pagare qualsiasi prezzo per vedere l'attore diretto da Peter Farrelly in uno degli esempi più buffi di slapstick moderno, ma non siamo in un film di Christopher Nolan e quindi il passato non possiamo cambiarlo. Ci consoleremo, fra qualche mese, guardando Cage che fa Cage che fa Cage in The Unbearable Weight of Massive Talent.

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Scemo & più scemo: sequel e prequel, ma niente Cage

Scemo & più scemo ha ispirato altri film. Nel 1997 è arrivato Ancora più scemo (con Jeff Daniels e Michael Richards), che non era propriamente un seguito. Il vero sequel, Scemo e più scemo 2, è uscito nel 2014 e aveva per protagonisti Carrey e Daniels. Nel 2003, infine, è stato girato il prequel Scemo & più scemo - Iniziò così.... Gli interpreti principali erano Michael Richards e Christian Olsen. Nessuno di questi film ha la verve del capostipite.



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Voltron, l'anime sta per diventare un film dal vero

È in corso una battaglia sui diritti per un lungometraggio dal vero basato sul mitico anime Voltron: chi si sta occupando del progetto? Dove lo vedremo?

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