venerdì 26 marzo 2021

Valérie - Diario di una ninfomane: la storia vera di Valérie Tasso tra sesso e prostituzione

Uscito al cinema nel 2008, Valérie - Diario di una ninfomane è un film spagnolo tratto dall'omonimo testo autobiografico di Valérie Tasso. Il libro è stato pubblicato per la prima volta in Spagna nel 2003 e solo tre anni più tardi è arrivato anche nel paese natale dell'autrice francese. Il film diretto da Christian Molina e interpretato da Belen Fabra, racconta la storia di Val, una ragazza 28enne bella, colta e benestante. Lei è libera ed è alla costante ricerca di soddisfare la sua curiosità in ambito sessuale. Va a letto con chi vuole e quando vuole. Dopo una serie di esperienze, il sesso diventa il suo percorso di vita che la porta a prostituirsi e a trovare l'amore, vivendo in entrambi i casi esperienza estreme.

Valérie - Diario di una ninfomane: la storia vera di Valérie Tasso e cosa fa oggi

Sessuologa, scrittrice e docente universitaria, Valérie Tasso è nata il 23 gennaio 1969 nel Nord della Francia. Oggi ha 52 anni e vive a Barcellona. Si è laureata in economia, in lingue straniere e in terapia del sesso presso l'Istituto di Sessuologia di Madrid. La scrittrice ha pubblicato altri cinque libri sul tema, oltre al primo Diario di una ninfomane diventato il film Valérie - Diario di una ninfomane. L'obiettivo comune in tutte le sue opere è quello di demistificare la pratica sessuale. L'autrice sottolinea nel suo libro d'esordio quanto il percorso sessuale intrapreso fosse sostanzialmente una ricerca di se stessa, descrivendo la condizione umana attraverso il sesso.

"Volevo conoscermi meglio. Quando fai sesso ti esponi, non ci sono maschere dietro le quali puoi nasconderti. È il miglior modo per capire se stessi e conoscere a fondo l'altra persona", spiegava Valérie Tasso in un'intervista con il magazine Cosmopolitan. L'autrice è stata spinta dalla curiosità e per mettersi in gioco in prima persona fino in fondo, ha percorso territori estremi, come quello della prostituzione, oltre al fatto che fosse in un periodo della sua vita non florido economicamente. "Ho lavorato come escort per sei mesi, avevo molti debiti e quando ho guadagnato abbastanza ho smesso. Guadagnavo molti soldi, più di quanti ne faccia ora con i libri, ma conoscevo i miei limiti".

"Non provavo niente per quegli uomini. Mi dispiace essere fredda, ma erano soltanto clienti per me" raccontava la scrittrice. "Quando la gente parla di prostituzione, parla di oggetti sessuali. Nel mio caso, l'oggetto era il denaro, nient'altro. Non mi sono mai sentita io stessa come un oggetto, ho perfino avuto orgasmi con alcuni clienti che è una cosa scioccante per molti, come se le prostitute non potessero provare piacere".

Da sessuologa qual è, Valérie Tasso ha un quadro preciso di come sia il sesso in una relazione, quando rischia di diventare una routine "che è una cosa terribile". "Il sesso è come la fame, puoi farne a meno finché non hai di nuovo fame. È importante spiegare al proprio partner che se non vuoi fare sesso non è perché non lo ami, ma perché non hai fame. È molto più facile avere una storia di sesso, in cui vivi solo quello. In una relazione devi condividere molto di più: amore, negoziazione e sesso".

Valérie - Diario di una ninfomane: il divieto di affissione dei poster sui bus di Madrid

Per promuovere il film in Spagna nel 2008, all'epoca della sua uscita nei cinema, l'abituale affissione dei poster pubblicitari sulle fiancate dei bus della città ha scatenato una polemica preventiva. I manifesti, che ritraggono l'addome di un corpo femminile con indosso soltanto gli slip e la mano che si avvicina agli organi genitali, è stato ritenuto di "dubbia legalità" dall'azienda municipale dei trasporti pubblici (EMT) che non voleva incorrere in denunce da parte dei cittadini o associazioni diverse. Un'alternativa proposta è stata quella di modificare il manifesto, togliendo la donna dall'immagine e lasciando soltanto il titolo originale Diario de una ninfómana, ma anche in questo caso la richiesta è stata respinta.

Un intervento successivo da parte dell'istituto Autocontrol de la Publicidad, l'organo spagnolo che disciplina la materia pubblicitaria a tutela dei consumatori, aveva stabilito che non ci fosse alcun problema nel manifesto, fintanto che fosse specificato il pubblico di riferimento. A quel punto però, la società di distribuzione aveva già deciso di rinunciare alle affissioni del poster del film sui mezzi pubblici, dichiarando ufficialmente "non siamo più interessati alla campagna pubblicitaria con l'azienda dei trasporti".



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